giovedì 13 giugno 2013

Eolico, chi frena il vento?

Ognuno ha il suo tesoro. I Paesi arabi hanno il petrolio, l’Italia il sole e il vento. I primi sono campioni nello sfruttarlo, noi molto meno.

Eppure il petrolio inquina il mondo, sole e vento sono parte del mondo. Il 15 giugno è la Giornata Mondiale del vento: un’occasione per riflettere sull’agente atmosferico più romantico ma anche potenzialmente più redditizio per il nostro Paese.

Quanto l’Italia ha diversificato le sue fonti di energia puntando sulle rinnovabili? Quanto pesa l’eolico fra queste? E dove va il vento?
L’Anev, associazione nazionale energia del vento, cerca di rispondere a queste domande il 13 giugno a Roma in un convegno dal titolo ‘Eolico: la strada verso la competitività e la piena integrazione nella rete’. Il portale di settore Ecoseven.net ha messo a punto un’infografica con tutti i numeri dell’eolico in Italia.

In Europa siamo medaglia di legno nella potenza installata (MW), lontanissimi da Germania e Spagna, ma facciamo meglio della Francia. Nel rapporto fra potenza installata e numero di abitanti scendiamo di molto in classifica. Si deve fare di più. La Germania ricava energia 4 volte in più di noi, la Spagna quasi 3. Le regioni del Sud primeggiano (quelle del Nord se fossero battute dal vento non sarebbero così inquinate); Puglia, Sicilia e Campania sono al top ma Liguria e Toscana, fra il 2011 e il 2012, sono cresciute di più. Quest’anno non ci sono ancora dati, ma la piovosa primavera sembra aver rallentato la produzione di energia eolica. Come pubblicato dalla rivista Science, infatti, la pioggia condiziona la velocità del vento frenandolo. (Per continuare a leggere clicca qui sotto)
Eolico, chi frena il vento? - Davide D'Antoni - Il Fatto Quotidiano

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