giovedì 20 giugno 2013

Forestali, è botta e risposta

Postiamo un interessante articolo apparso su benevento/ottoagine.net dal titolo «Danneggiati dai ‘determinati’» e sottotitolo: "Gli operai a tempo indeterminato rispondono ai vertici dell’ente"

I forestali non ci stanno a passare per irresponsabili rispetto agli esposti che sono stai messi in atto per difendere i propri diritti. “E’ l’unico modo che ci rimane di per difendere i nostri diritti e tutelarci rispetto alla mancata retribuzione di una quindicina di mensilità che ci ha messo in ginocchio” afferma uno dei tanti operai forestali che da circa due anni vivono una situazione ormai diventata insostenibile. Il problema è sempre lo stesso, la disputa tra Oti (operai a tempo indeterminato) e Otd (operai a tempo determinato). Secondo i primi il problema il ritardo della retribuzione è dovuta all’assunzione, secondo loro “illegittima”, visto la carenza di fondi, dei lavoratori a tempo determinato.

Lavoratori, che più volte i vertici della comunità montana hanno chiarito, sono sati assunti dietro provvedimenti messi in campo dalla Regione nell’ambito del turn over. L’assunzione da parte dell’ente montano del Fortore degli operai a tempo determinato ha spinto, infatti, i forestali storici con regolare contratto a tempo indeterminato, di promuovere alcune azioni contro l’ente. L’ultimo in ordine cronologico è stata la lettera-l’esposto al Presidente della Repubblica, dove appunto si denuncia: “Ci viene detto che non ci sono i fondi per pagare gli stipendi. Ma se non ci sono i fondi, perché sono stati assunti altri operai forestali a tempo determinato? Con quali criteri selettivi sono stati assunti detti operai?”.

Interrogativi ai quali l’ente ha sempre risposto affermando che l’utilizzo degli Oti è autorizzato dalla Regione e che i fondi messi a disposizione dell’ente includono anche il lavoro degli operai a tempo indeterminato. Nell’ultima finanziaria la Regione ha precisato che i fondi per la forestazione vanno suddivisi dando priorità agli operai a tempo indeterminato. Anche in questo caso i vertici della comunità montana del Fortore hanno assicurato che il problema non è la quantità dei fondi, ma la tempistica degli accrediti. Per l’ente la progettazione messa in campo non mette a rischio il pagamento delle spettanze agli operai a tempo indeterminato.

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