lunedì 24 giugno 2013

Oro nero, trivellazioni e Sannio


“No Triv” è lo slogan che continuare a campeggiare durante gli appuntamenti dall’omonimo titolo, appuntamenti aperti a tutti e volti a sensibilizzare la cittadinanza circa il petrolio e tutto ciò che ne conseguirebbe nei territori sanniti. Il grido d’allarme delle “manovre” delle multinazionali interessate all’Oro Nero è partito dalla Basilicata, dove i comuni della Val d’Agri da anni vivono, ormai schiavizzati, all’estrazioni petrolifere. I primi incontri per fronteggiare questo allarme tutto sannita, sono iniziati dal Centro Sociale Autogestito Depistaggio di Benevento, dove tra i numerosi appuntamenti, vorrei ricordare quello del 10 maggio, quando è stato proiettato un’interessante ed esplicativo documentario di Valeria Castellano in merito allo stato attuale in si trova la Basilicata.

Facciamo il punto della situazione per spiegare ancora una volta e meglio cosa potrebbe succedere e quanto danno apporterebbe questo famoso e ricercato Oro Nero. Ci sono ben quattro progetti riguardanti la ricerca di idrocarburi in Campania e tutti e quattro colpiscono in pieno il territorio sannita, coinvolgendo circa 35 comuni tra cui Benevento stessa. La Commissione Valutazione d’Impatto Ambientale, siglata V.I.A., ha strizzato l’occhio già a due istanze presentategli, quindi accordandogli parere favorevole, rilasciato anche – probabilmente con troppa superficialità- dalla Regione Campania. Ora questo primo “ok” permetterà all’azienda interessata di effettuare sopralluoghi e rilevamenti senza, però, mettere in atto delle perforazioni.

Durante l’assemblea ancora una volta sono state tenute come monito le conseguenze preoccupanti, pesanti e devastanti che l’avvento delle trivelle, i cui fili sono gestiti dalle multinazionali, porterebbero nei nostri territori. Essendo ancora allo stadio iniziale, sarà possibile bloccare lo scempio che, diversamente da noi, stanno vivendo in Basilicata.

In primo piano le condizioni assurde in cui riversano quei territori interessati, ormai completamente assoggettati alle multinazionali. Quest’ultime, purtroppo, agiscono senza alcuno scrupolo poiché con i soldi sanno di poter comparare e mettere in atto i loro progetti, in questo caso acquistando le royalties. Inquinamento delle falde acquifere, agricoltura e il valore del patrimonio immobiliare risulterebbero le prime negative conseguenze. Consideriamo poi il Sannio nello specifico: è una zona esposta ad alto rischio sismico, dunque le trivellazioni per estrarre il petrolio non farebbero altro che intaccare ulteriormente, danneggiandolo, un suolo di per sé “sensibile”.

Un altro grande problema è rappresentato da tutti noi, cittadini sanniti, che in qualche modo ignoriamo l’esistenza di questi progetti e continuiamo a vivere la nostra quotidianità senza tenere minimamente in considerazione una tale pericolosa realtà. Eppure di comunicazione in merito se ne sta facendo tanta, dai dibattiti alle proiezioni, dalle presentazioni di libri alle passeggiate nei luoghi interessati.

“No Triv” è la “bandiera” simbolo di ciascuna iniziativa, è se vogliamo un progetto di risposta per tutelare e salvaguardare noi ed i nostri territori. Troppa indifferenza aspettando le conseguenze di lavori che potrebbero prendere il via quando meno ce lo aspettiamo, potrebbe risultare un atteggiamento negligente e per nulla risolutivo. Ignorare il problema diventerebbe addirittura una risposta favorevole alle trivelle. Eppure in questa forma di “ricchezza” tanto ricercata, in quest’oro che dovrebbe arricchire gli altri ma non noi, “Non c’è alcun vantaggio e nessun progresso!”.
Aspettando nuove iniziative alle quali prendere parte, potremmo iniziare col partecipare alle riunioni che ogni giovedì, alle ore 19.00, si terranno presso il Palazzo del Volontariato, in viale A. Mellusi 68.

www.bmagazine.it

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