martedì 2 luglio 2013

Muore il Fortore con tutti i filistei

Postiamo uno stralcio di un interessante articolo apparso su benevento.ottopagine.net dal titolo: "In fuga dalle metropoli. Ma il Sannio non attrae". Da anni ormai sottolineiamo come la vicenda del calo demografico sia un problema drammatico per il Fortore, che prima o poi lo porterà alla sua estinzione sociale. Ma a tutt'oggi, a quanto ci risulta, nessuna amministrazione ha messo in piedi una vera politica antispopolamento, come ad esempio incentivi in favore di giovane coppie che non vogliono intraprendere le strade dell'emigrazione. Eppure, come si legge qui sotto, la situazione dei numeri dovrebbe far rizzare i capelli alla nostra classe politica, che invece utilizza il tema dello spopolamento solo in campagna elettorale

(...) Nel Sannio che si spopola ci sono aree dove il fenomeno è letteralmente drammatico ma anche episodi di successo. Comunque prevalgono decisamente le prime: ben 51 comuni su 78 hanno visto diminuire la propria popolazione residente nell’ultimo decennio. In particolare, fatto ormai notorio, sono i comprensori più interni a pagare lo scotto della desertificazione demografica che con la crisi si è ulteriormente accentuata. Il Fortore in particolare è una terra martoriata dalla progressiva perdita di popolazione. Solo qualche esempio per rendere la portata del trend: dal 2002 al 2012, Castelvetere Valfortore ha visto ridursi la propria popolazione di 469 unità, passando da 1.810 a 1.341.

Il che vuol dire in altri termini che nel breve volgere di un decennio il centro fortorino ha perso oltre un quarto della propria consistenza (25,9%). Appena meno eclatanti i riscontri di Colle Sannita (560 abitanti in meno per un tasso di spopolamento del 18,4%), Molinara (-15,1% con 293 residenti lasciati per strada), Baselice (337 abitanti in meno; -11,9 per cento). Una menzione a parte per San Bartolomeo in Galdo. Quello che un tempo usava essere definito il capoluogo del Fortore è piombato da anni in una terribile crisi demografica che l’ha portato nel 2012 a scendere per la prima volta nella sua storia sotto quota 5mila: 4.987 abitanti. Anche nel Tammaro, nell’Alto Sannio e nel Titerno gli indici di desertificazione demografica toccano punte da brivido.

Ma c’è anche come dicevamo chi negli ultimi dieci anni si è espanso. E’ soprattutto il caso di Telese Terme, una autentica locomotiva dello sviluppo nel Sannio con i suoi 1.362 abitanti guadagnati dal 2002 pari a un tasso di crescita del 23,7 per cento. Tendono a crescere in generale i centri più grandi della provincia come Montesarchio (+364 abitanti) e San Giorgio del Sannio (+337), ad eccezione di Sant’Agata de’ Goti che invece è in rosso di 302 unità. Del resto pagano lo scotto anche comuni di un certo rilievo come Paduli (-220 abitanti) e Morcone (-86), mentre si salva Pietrelcina (+54). Da tenere in considerazione San Nicola Manfredi che con i suoi 468 abitanti guadagnati è il secondo centro della provincia per tasso di crescita (+14,5 per cento).

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