domenica 27 ottobre 2013

«Rischio sisma, stop alle trivelle»

Bloccare tutti i programmi di ricerca di idrocarburi in attesa che si completi l’iter di approfondimento scientifico sul possibile nesso con gli eventi sismici. E in ogni caso rivedere completamente l’iter di approvazione dei progetti nell’ottica di un maggiore coinvolgimento popolare. E’ quanto chiede la risoluzione parlamentare che si sta discutendo in queste ore nella commissione Ambiente della Camera su iniziativa dei deputati del Partito democratico Miriam Cominelli e Alessandro Bratti e di Samuele Se­goni del Movimento Cinque Stelle.

Preliminarmente, la risoluzione impegna il Governo «ad adottare le necessarie iniziative volte a una revisione del sistema delle autorizzazioni per le trivellazioni a terra». Obiettivo da raggiungere secondo la proposta normativa «prevedendo il coinvolgimento del Mi­nistero dell’ambiente e una maggiore trasparenza e pubblicizzazione dei risultati».

A tal proposito il testo in discussione in commissione prevede che vengano introdotte «modalità di coinvolgimento della popolazione lungo tutto il processo decisionale attraverso pubbliche consultazioni, o comunque favorendo una interazione con i cittadini al fine di condividere gli interventi a cui è soggetto il loro territorio. Questo anche attraverso strumenti partecipativi sperimentali».

Più in generale i deputati proponenti invocano «la revisione della Strategia Energetica Nazionale, al fine di ac­­celerare la progressiva eman­cipazione dalle fonti fossili provenienti dalle trivellazioni a terra e a mare». Nel testo non mancano riferimenti alla questione delle royalties, le quote dei proventi delle attività di estrazione da riservare ai territori interessati.

Un’arma a doppio taglio, in verità, come dimostra la recente pubblicazione del decreto ministeriale che prevede la stipula di accordi con gli enti locali per la realizzazione sul territorio di progetti infrastrutturali con potenziali ricadute occupazionali. Ma il passo più importante della risoluzione nata sull’asse Pd–Cinque Stelle è senz’altro quello relativo alla possibile connessione tra ricerche di idrocarburi ed eventi sismici. Un nesso al momento ancora ipotetico ma che merita lo svolgimento di approfondimenti scientifici. A tale scopo è stata costituita nel 2012 presso il ministero Sviluppo economico la «Commissione tecnico-scientifica per la valutazione delle possibili relazioni tra attività di esplorazione per gli idrocarburi e aumento di attività sismica nel territorio della regione Emilia Romagna». La proposta dei parlamentari, se approvata, impegnerà il Governo a «rivedere l’iter di concessione di ulteriori permessi nelle zone ad alto rischio sismico, in attesa dei risultati degli studi della Commissione tecnico-scientifica».

E tra i territori ad alto rischio terremoti rientrano chiaramente anche il Sannio e l’Irpinia, interessati a più riprese da fenomeni rovinosi a differenza della stessa Emilia che prima del tragico evento del maggio 2012 non aveva praticamente precedenti. Una circostanza che ha spinto molti a ipotizzare una possibile correlazione tra sisma e trivellazioni.

benevento.ottopagine.net

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