martedì 25 marzo 2014

TaceBenevento scoperta città di camorra


Bisognerebbe leggere, in tutte le scuole superiori e le facoltà universitarie sannite, l’ordinanza del Gip Pietro Carola con la quale ha deciso i 26 arresti nell’ambito dell’operazione “Tabula Rasa”, condotta per anni dai carabinieri del Comando provinciale di Benevento sotto la guida della Direzione distrettuale antimafia (DDA) di Napoli. Perché i giovani devono sapere dove vivono e perché in loro può riporsi la speranza di un ritorno alla legalità perduta.

E’ impressionante l’atto giudiziario. Oltre quattrocento pagine raccontano cosa succede in questa terra, diventata – da tanti anni ormai – quasi uguale alla vicina provincia casertana. Le differenze? 1) La relativa povertà e la marginalità produttiva dell’area beneventana rispetto alla più ricca Terra di lavoro, che non consentono in partenza gli stessi guadagni ingenti ai sodalizi criminali; 2) La più agevole sottomissione della maggioranza dei suoi abitanti al pizzo e alle tangenti e l’ancor più diffusa omertà del territorio che hanno evitato, per mancanza di reazioni, gli aspetti più dirompenti e drammatici nell’imposizione del controllo camorrista del territorio. (per continuare a leggere clicca qui sotto)

Economia, Editoriali, Giudiziaria, Politica - TaceBenevento scoperta città di camorra Ma o reagirà e cambierà o sarà finita - Il Vaglio

1 commento:

Anonimo ha detto...

Poche volte mi capita di leggere un articolo che, oltre ad essere ben strutturato per i contenuti espressi con chiarezza, approfondita analisi del fenomeno in questione ed oggettività di informazione, ha la sua forza proprio nell'infondere ai cittadini timorosi un'etica da cui discendono comportamenti, per convinzione, finalizzati al bene comune.
Se quest'ultimo elemento non è tenuto nella massima considerazione e non lo si difende sempre ed ovunque, è facile che prevale la prepotenza di gruppi malavitosi che tengono in ostaggio tante persone perbene ed, oltretutto, impediscono lo sviluppo dell’intera area. Complimenti al redattore, la cui opera pedagogica e formativa espresse nel pezzo, certamente contribuirà a svegliare le coscienze per una cittadinanza attiva, indirizzata ai valori della vita.
A.I.

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