lunedì 1 giugno 2015

Regionali, il Fortore protesta astenendosi in massa

C’era da aspettarselo. 

Dopo decenni di promesse elettorali non mantenute (vedi ad esempio l’agognata Fortorina) il Fortore ha dato un segnale politico forte: astensione di massa dal voto regionale. 

Per molti è un’eresia. Ma anche il non-voto è una scelta politica. Piaccia oppure no.

Qualcun altro ha interpretato il forte astensionismo con il fatto che i fortorini si sentono, ogni giorno che passa, meno campani.

Qualcun altro con la mancanza di senso civico, eccetera ma la vera verità è che il Fortore è stanco di essere preso per i fondelli.

Vogliamo parlare dei giovani costretti ancora una volta a fare le valigie perché gli viene negato un diritto fondamentale come quello di lavorare?   

Vogliamo, poi, parlare del dramma dei forestali? Padri di famiglia per mesi e mesi lasciati senza stipendio?

Oppure vogliamo parlare di una sanità da terzo mondo, dove quasi quasi neanche le cure primarie sono garantite?

E allora come biasimare chi ha scelto di non recarsi al seggio elettorale? 

Qualche ras locale 2.0 ha esultato per la vittoria del proprio beniamino politico, forse sarebbe stato il caso – invece di gioire – d'interrogarsi sulla scelta di disertare le urne, perché ad essere sconfitta è soprattutto quella stessa classe politica miope e incapace. 

Che pensa alla propria poltroncina, mentre il Fortore muore lentamente.

Tuttavia, il record dell’astensionismo va a Castelvetere dove ha votato solo il 17,79% degli elettori. Seguono  San Bartolomeo con il 18,27% e Montefalcone Valfortore con il 20,27%.

Un po’meglio (si fa per dire) va a Baselice dove ha votato il 21% degli aventi diritto. La percentuale più consistente si segnala a Foiano con il 38,08%.

Cosa c’è da esultare non si capisce proprio.

(Clicca qui per consultare il voto comune per comune)


2 commenti:

Anonimo ha detto...

La partecipazione al voto è calato nelle Regioni nelle quali si è votato, di circa il 12% rispetto alle precedenti consultazioni; si sfiora il 50% degli aventi diritto che per un motivo o per un altro non vota.
Nella Valfortore, esclusa Foiano V.F:, si è recata alle urne circa ilo 20% degli aventi diritto.
Il cittadino della Valfortore, perché mai avrebbe dovuto partecipare al voto, quando i suoi diritti non sono mai stati presi in considerazione , se non con false promesse pre-elettorali, da chi avrebbe dovuto , se non altro per il suo ruolo di carica istituzionale.
I Fortorini, molti dei quali a ragion veduta, avranno fatto questo ragionamento: se tu come rappresentante istituzionale nulla mi dai, pur avendone io qualche diritto, in quanto cittadino di questa Repubblica, perché mai dovrei andare a votare?. Per farti godere, tu eletto, anche del mio voto, quando poi io sono l’ultimo dei tuoi pensieri?.
Viabilità, trasporti, sanità, dipendenti non pagati, scuole, disoccupazione sono solo alcune delle gravi carenze ataviche del nostro territorio. Problemi mai risolti per i veri abitanti della Valfortore.
Con questi risultati si vorrebbe che il cittadino andasse pure a votare?. La stampa del “signor si” non fa cenno a queste tematiche, per non disturbare il manovratore che di questo passo avrà sempre meno voti: dal 40,8% è passato al 25%, meno di quello, che, a suo giudizio, aveva fatto tanto male alla politica italiana.
Faccio fatica a distinguere il Rottamato dal Rottamatore.
Infine, a noi della Valfortore, la Regione, organo amministrativo e legislativo, a cosa serve?. Analizzando il tutto è meglio che non ci fosse, anzi tutte dovrebbero essere azzerate perché si sono dimostrate inutili e fonti di spreco delle risorse degli Italiani.

Anonimo ha detto...

Condivido pienamente il commento n.1.
Il deficit dell’Italia è iniziato proprio con l’istituzione delle Regioni come organo amministrativo e legislativo autonomo a partire dal 1970.
Il cittadino per bene come fa a votare quando non ottiene nulla, come l’abitante della Valfortore?. Anzi la cosa che ottiene è l’aumento continuo ai massimi livelli nazionali dell’addizionale regionale per pagare sempre di più gli eletti e consentire spese ingiustificabili ed insopportabili.
Sono d’accordo con il non voto, anzi propongo la consegna del certificato elettorale.
Il buon maestro, per essere ascoltato dai suoi alunni, deve in primis capire le loro esigenze, sfruttando al massimo le loro intelligenze.
Un politico, che non sa farsi ascoltare e che non vuole ascoltare le richieste dei bisogni irrinunciabili , pretende poi che venga votato ed eletto?.
Bene sta il consolidamento crescente del non voto. Sono certo che alla prossima tornata faremo ancora di più e meglio.

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