martedì 21 luglio 2015

Ad un anno dall'uscita Iampietro ricorda l'opera postuma di Mascia

Il prof Alfonso Mascia
Il nove agosto del 2014  veniva presentata al pubblico, nei locali di Palazzo Lembo, la pubblicazione postuma del prof Alfonso Mascia, "C’era una volta-Momenti di vita vissuta nella campagna fortorina: Storie&Storie".

L’inedito viene dato alle stampe grazie all'impegno ed alla sensibilità dei suoi familiari.

Il prof Angelo Iampietro, amico fraterno dell’indimenticabile Mascia, autore questi di numerosi testi teatrali in vernacolo baselicese, di un dizionario “Il dialetto baselicese” e di altri scritti in lingua, così ce la presenta


“C’era una volta”, è una pubblicazione interessante per i contenuti che  propone, in quanto consente al lettore un tuffo nel passato, in una società agricola semplice e generosa, dove il duro lavoro e i rapporti umani costituivano entità valoriali e condivise.

Nella prima parte l’autore ci propone uno spaccato sulla vita di una famiglia contadina di Baselice, che vive la sua laboriosa esistenza tra gli anni Quaranta e Cinquanta del secolo scorso. 

Essa è la testimonianza di una esistenza dignitosa, vissuta all’insegna delle regole sociali accettate e consolidate: operosità, correttezza, buon nome e rispetto dei ruoli gerarchici allora vigenti in una famiglia patriarcale.

L’autore ce la presenta all’opera, in un arco di tempo ben definito, che racchiude l’intero ciclo lavorativo annuale, intenta alle attività agricole quotidiane ed ai rapporti di vita sociale, nel susseguirsi delle  stagioni; opera effettuata con dedizione, fiducia e fedeltà assoluta ai canoni ed alle esperienze trasmesse dai loro antenati, sia nel fare quotidiano, sia nel partecipare a quelle collettive legate alla tradizione.

L’analisi che l’autore fa di quanto ci propone è: puntuale, precisa, dettagliata, proprio perché egli non vuole che quelle conoscenze vengano dimenticate dai più vecchi o sconosciute ai più giovani; e lo fa in modo mirabile: con acutezza di analisi e, oltremodo, con chiarezza espressiva e semplicità comunicativa di tutto rispetto. 

La piacevole lettura offre al  lettore la possibilità di identificare un’epoca, dove la magia del racconto, interiorizzato, lo aiuta a comprendere anche il nostro vivere quotidiano con tutte le problematiche che esso presenta.

Nella seconda parte, invece, ci vengono presentati 20 racconti che trattano di personaggi che, all’interno di una comunità, spiccano per caratteristiche proprie. 

Di essi, il Mascia, oltre ad illustrarci la loro personalità, con le specifiche peculiarità ed una propria identità, di ognuna, ne fa un quadro realistico, che, oltretutto, interagisce  armoniosamente  con la propria comunità.

Sono personaggi con  pregi e difetti, nei quali, però, emerge tutta la loro umanità che li rende unici in un contesto territoriale, dove emergono la lotta per la vita ed il radicamento dei valori esistenziali, valori, questi, che i posteri dovranno conoscere e saper custodire.

E’ questo il messaggio che, con la pubblicazione, il Mascia vuole ardentemente trasmettere, proprio per non disperdere quel grande patrimonio di una comunità, i cui valori di vita debbano essere connessi alla memoria storica delle sue radici, da me definita: “Albero della memoria”.

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