martedì 12 luglio 2016

Legambiente Fortore: tutelare la necropoli sannitica di Castelvetere

Castelvetere, Legambiente scrive a Franceschini
Tutelare la necropoli sannitica di Castelvetere. È quanto chiede Legambiente Fortore in una lettera indirizzata al ministro dei Beni e delle attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, alla Sovrintendenza, al Mibact, al ministero dello Sviluppo Economico e per conoscenza al Comune di Castelvetere.


“A tutt’oggi – scrive – nulla ci è dato sapere sul futuro del sito archeologico di Castelvetere in Valfortore. Che la Soprintendenza archeologia della Campania ha provveduto ad occupare l’area in questione per un periodo di due mesi, a decorrere dal 26 aprile, ai fini della tutela archeologica e dell’eventuale valorizzazione del sito”.

E continua: “Che durante i due mesi di occupazione del terreno suddetto, le «attività di rilievi e sondaggi» funzionali alla ricerca di un «corridoio» per poter attraversare col metanodotto il sito", non sarebbero state condotte – a quanto scrive Legambiente – dalla Soprintendenza "ma da operatori incaricati dalla Snam, costituendo ciò causa di incompatibilità assoluta con palese violazione del principio di imparzialità rappresentando un unico soggetto le posizioni di controllore e di controllato”.

Tuttavia durante gli scavi sono emersi ovunque i resti degli edifici, delle abitazioni e/o dei locali dell’insediamento Sannita di vasta estensione.

“Che si propaga anche nel Comune di Tufara in provincia di Campobasso poiché l’area è al confine tra Campania e Molise”.

Insomma, ancora una volta l’associazione ambientalista ribadisce che, “l’attraversamento del sito con il metanodotto è palesemente inconciliabile con una seria azione di salvaguardia e tutela dei beni archeologici in questione, sia perché con i connessi inevitabili ed inestimabili danni ne comprometterebbe la loro conservazione, sia perché l’elevato grado di pericolosità dell’opera (che richiede una fascia di sicurezza/servitù di 40 mt) azzererebbe del tutto il diritto garantito per legge della fruizione del sito e dunque il suo godimento pubblico, oltre che la possibilità di accesso da parte di studiosi per eventuali ricerche future di approfondimento”.

La proposta di Legambiente è quella di “spostare il tracciato del metanodotto al di fuori dal sito archeologico, ossia prevedendo una modestissima variante consistente in una semplice deviazione bypassando l’area archeologica”.

L’associazione denuncia che “al momento, però, il sito si trova in uno stato di totale abbandono e dunque non è tutelato, i reperti riportati alla luce sono esposti oramai da molti mesi alle intemperie, al saccheggio, alla devastazione e alle ruberie, in quanto l’area archeologica in questione è priva di recinzione”.

Pertanto gli ambientalisti auspicano che la Soprintendenza “si attivi a tutela del sito in questione, al fine di consentire la possibilità di condurre eventuali e approfonditi studi futuri, oltre che la valorizzazione di tale area, contribuendo alla realizzazione di una ‘zona archeologica’ come risorsa culturale storico-archeologica per il cuore del Sannio, come richiesto dai cittadini di Castelvetere, dal comitato civico locale, dalla nostra associazione e dallo stesso Comune”.

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