sabato 3 gennaio 2015
Trivellazioni: Il Governo accelera, il Sannio trema. Il 3 gennaio mobilitazione dei comitati 'no-triv'
E come se non bastasse, l’art.38 viene modificato proprio nella sua parte più discussa (la legittimità costituzionale del superamento dell’intesa vincolante con le Regioni), creando per di più una doppia regolamentazione: per le trivellazioni su terraferma, la definizione delle zone all’interno delle quali vengono individuate le aree “strategiche” avviene a opera dei Ministeri competenti, previa intesa non più con le Regioni direttamente interessate dai singoli interventi, ma con la loro Conferenza Unificata creando, in tal modo, una complicata situazione che, di fatto, continua a togliere poteri decisionali alle Regioni stesse. (Per leggere tutto l'articolo de ilquaderno.it clicca qui sotto)
Trivellazioni: Il Governo accelera, il Sannio trema. Il 3 gennaio mobilitazione dei comitati 'no-triv'
1 commento:
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Chi esercita il potere fa le norme secondo i propri desiderata. Per costoro ogni forma di autonomia territoriale, intesa come salvaguardia e tutela del territorio per chi ci vive , è considerata nullità, rispetto alle legittime richieste di chi ama difendere il proprio habitat. Esso, al contrario, senza alcuna assenso da parte degli Enti locali, lo si può violare e utilizzare come si vuole, tanto noi (Sanniti,Irpini) siamo sudditi di un sistema accentratore cosiddetto "democratico"; democrazia di chi e di che cosa?.Rovinano il mio territorio e debbo tacere perché è inserito nella norma...?; ma quale norma garantisce la salute e la salvaguardia naturale di quel luogo?. Nessuna! L'Art. 9 della nostra Carta Costituzionale è stato forse abrogato?...). La protesta trova la sua giustificazione ed è giusto che ci si trovi in consessi, assemblee ed incontri per discutere di queste tematiche che, con eticità, deve entrare nelle coscienze di quelle popolazioni (le nostre), che vanno salvaguardate.
RispondiEliminaA.I.