La sezione settima del Tar Campania, con sentenza 3019/17, ha accolto il ricorso proposto dal Wwf Sannio e annullato la valutazione di impatto ambientale dell’impianto eolico di Castelpagano.Il progetto prevedeva la realizzazione di un impianto di 10 aerogeneratori alti 150 metri, da 3 mw di potenza cadauno, per un totale di 30 mw.
"L’impianto sarebbe - scrive in una nota il Wwf - dovuto sorgere nei pressi di altri due impianti eolici della società Cogein srl, già approvati, nei Comuni di Circello e Santa Croce del Sannio. Esso sarebbe localizzato a ridosso del confine tra Campania e Molise, incidendo su aree contermini paesaggisticamente vincolate, nonché nei pressi di vari Sic (Siti di interesse comunitario, istituiti ai sensi della direttiva UE sulla protezione degli habitat naturali) di entrambe le regioni, caratterizzati dalla presenza di importanti specie di animali (p.e. rapaci) e di specie floristiche endemiche".
La sentenza del Tar è di estremo interesse in quanto afferma che, come sostenuto dal Wwf, la Regione Campania era tenuta ad acquisire i pareri della Regione Molise e dei Comuni molisani confinanti che subiscono l’impatto ambientale delle imponenti torri di acciaio.
Si tratta della prima pronuncia in materia di valutazione di impatto ambientale interregionale che dichiara l’illegittimità delle procedure finora seguite dalla Regione per la realizzazione di impianti eolici sui crinali dell'Appennino e delle colline limitrofe.
"Il Wwf auspica che la Regione- continua la nota - prenda finalmente atto dei principi affermati dal giudice amministrativo, annullando in autotutela tutte le precedenti autorizzazioni di impianti eolici viziate dalle medesime illegittimità.
Il Wwf è favorevole allo sviluppo dell’energia rinnovabile, "ma tale obiettivo non può essere perseguito, in assenza di ogni pianificazione, nella totale liberalizzazione del settore, per meri interessi speculativi delle imprese private ai danni degli interessi collettivi. Imprese che non si stanno appropriando solo del vento, ma anche dei beni collettivi, quali il paesaggio e, addirittura, i beni civici demaniali, custoditi da millenni dalle comunità sannite".
E contina: "Le torri eoliche e gli elettrodotti di collegamento alla rete per trasportare l’energia “pulita” fino ai luoghi di maggior consumo (città e fascia costiera) costituiscono già una fittissima selva che ha compromesso il paesaggio agricolo fortorino, non deve estendersi anche all’Alto Sannio, fino alle pendici del monte Mutria, un’area in buona parte selvaggia comprendente numerosi SIC, ZPS (Zone di Protezione Speciale, istituite ai sensi della Direttiva UE per la protezione degli uccelli) ed un parco regionale (Matese) che a breve potrebbe essere dichiarato Parco nazionale".
Sulla vicenda oggi si è espresso anche il presidente della giunta regionale del Molise, Paolo di Laura Frattura, il quale, dopo essere intervenuto in giudizio contro la Regione Campania, ha dichiarato: “Accogliamo questa sentenza come una garanzia di sicurezza per la tutela del nostro territorio”.
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