Postiamo una missiva molto interessante, che gira su internet, scritta da un emigrante meridionale al giornalista Gad Lerner. Caro signor Lerner, le scrivo in merito alla puntata dell’Infedele sull’Unità d”Italia. Ho letto alcuni dei commenti (centinaia) sulla puntata da parte di persone ferite per la “mancata partecipazione” del sig. Aprile alle discussioni ed ho anche letto la sua risposta risentita, giustamente, a pesanti accuse. Ho grande rispetto per lei e sono sicuro non fosse sua intenzione lasciare poco spazio a Pino Aprile, lei, d’altronde, è l’unico che ha avuto il coraggio di invitarlo e di questo La ringrazio.
Devo dire però che anche io non sono stato soddisfatto del come l’episodio sia andato e ne sono rimasto profondamente deluso. Le scrivo convinto che questa lettera, troppo lunga, Lei che ha tanti impegni non riuscirà probabilmente a leggere, ma la scrivo comunque perché sento il BISOGNO di raccontare la mia storia, storia di emigrante Napoletano, la mia storia come centinaia di migliaia di altre, la mia storia di uomo nel Sud.
Ho 38 anni, da 8 vivo negli USA. Io, persona legata profondamente alla mia famiglia, alla mia terra, ho sentito che l’unico modo per vivere una vita dignitosa fosse andar via, “alternativa” senza alternative. Facevo l’animatore di villaggio, mi arrangiavo. Ho sempre lavorato ma non uno di quei lavori che avrebbero potuto sostenere una famigla ma un lavoro che mi ha permesso di non dire mai le parole sono ”disoccupato” che mi ha insegnato, grazie ai miei numerosi viaggi all’estero, che ”normale” è un concetto relativo e conoscere “gli altri” è il più grande dono che puoi fare a te stesso.
Oggi dopo otto anni in USA, anni, mi creda, a volte difficilissimi, di solitudine, di sacrificio, di lavoro senza sosta (io MERIDIONALE), oggi sono piccolo imprenditore, sposato ad una donna Americana, padre di un bimbo di 11 mesi che si chama come mio Nonno ma non lo ha mai incontrato, che si addormenta ascoltando ninna nanna in Napoletano ma non ha mai visto Napoli. Oggi sono proprietario di casa, datore di lavoro.
Io che per vivere questa vita ho dovuto negare a mio figlio quello che ho considerato per me il bene più preziose, la mia famiglia, le mie radici, le commedie di Eduardo, una domenica trascorsa passeggiando al Borgo Marinaro guardando il Castel dell’Ovo, un caffé guardando Capri da Posillipo in una giornata piena di sole, una visita a Cappella San Severo.
Mio figlio cresce ad un oceano di distanza dai suoi nonni, da mia sorella, dalla mia Napoli, la Napoli di cui oramai in TV non si parla più, quella Napoli che mi ha dato la forza di sopravvivere quegli anni bui, la consapevolezza di far parte di un popolo che ha sempre saputo anche con pochissimo andare avanti senza abbassare la testa.
In me c'è anche la grande amarezza di una ”cultura” Italiana che diventa sempre più razzista, chiusa ed ignorante. Siamo ogni giorno più Bossi e meno Leonardo Da Vinci signor Lerner. Lo spazio dato alle televisione per massacrare l’immagine di Napoli senza MAI raccontarne le verità, perché è sempre più preponderante, quelle verità sostituite dalla demente convinzione che a Napoli, al Sud, siamo tutti dei poco di buono che suonano il mandolino e mangiano la pizza seduti su cumuli di munnezza o ladri, delinquenti… è veramente inaccettabile e non potrebbe essere più distante dalla realtà.
La disinformazione che la TV crea sembra mirata a fare imbestialire tutti, a renderci tutti nemici, a nascondere il VERO nemico, quella politica disonesta ed arruffona che porta l’Italia ad essere un po’ meno Europa ogni giorno che passa. Nord contro Sud, Sud contro Nord, Sud contro Sud tutti a cercare colpevoli ovunque meno che nell’unico posto dove bisognerebbe veramente guardare. Al Parlamento, al Governo e non solo in questa era “Berlusconi” in cui si sta toccando veramente il fondo ma oramai da 50-60 anni perché è negli anni della Democrazia Cristiana, di Andreotti e Craxi che si è seminato il qualunquismo, la sfiducia nella politica che oggi viviamo in maniuera così drammatica con questo governo disastroso.
Siamo ignoranti e ci vogliono così perché in un paese più colto lo vedi subito chi sono i ladri, chi sono i responsabili.
In questo paese in crisi che deve rinunciare a cose vitali come ricerca ed istruzione LORO non hanno MAI rinunciato a nessuno dei loro privilegi, i soldi per I loro esosi stipendi e “contributi spese” sono sempre disponiibili, intoccabili. La politica Italiana è un mostro con tante teste ed uno stomaco solo. C'è bisogno di far scoprire a TUTTI la vera storia d’Italia, c'è bisogno di far nascere VERAMENTE l’Unità.
Questa Unione oggi e proprio come un matrimonio basato su una menzogna… semplicemente non funziona. Le chiedo perdono per le parole dure a Lei rivolte, capisca, la prego, che scaturiscono da questo stesso sentimento d’impotenza,dalla rabbia delle falsità che come Meridionali siamo costretti ad accettare ogni giorno. Il Sud ha bisogno di verità, l’Italia ha bisogno di verità ed è per questo che per noi le parole di P. Aprile rivestono tanta importanza.
Grazie per la Sua professionalità. Capisco che anche essere giornalista in Italia in questo momento Storico non è per nulla facile.
Adriano Carelli