martedì 1 aprile 2014

Regione Campania, 52 indagati per le spese allegre: anche la tintura per capelli


La tintura per capelli per il consigliere calvo. Una festa in un ristorante all’ora di pranzo della vigilia di Capodanno fatta passare per evento politico. Un giocattolo. Sale d’alberghi di lusso fatturate per convegni che non si sono mai svolti. Consulenze fittizie. Cravatte firmate. Bottiglie di vino acquistate in enoteca. Occhiali da vista. La Tarsu di una sede di partito. E pranzi e cene. Tante, tantissime cene, con molti commensali.(per continuare a leggere clicca qui sotto)

Regione Campania, 52 indagati per le spese allegre: anche la tintura per capelli - Il Fatto Quotidiano

martedì 25 marzo 2014

TaceBenevento scoperta città di camorra


Bisognerebbe leggere, in tutte le scuole superiori e le facoltà universitarie sannite, l’ordinanza del Gip Pietro Carola con la quale ha deciso i 26 arresti nell’ambito dell’operazione “Tabula Rasa”, condotta per anni dai carabinieri del Comando provinciale di Benevento sotto la guida della Direzione distrettuale antimafia (DDA) di Napoli. Perché i giovani devono sapere dove vivono e perché in loro può riporsi la speranza di un ritorno alla legalità perduta.

E’ impressionante l’atto giudiziario. Oltre quattrocento pagine raccontano cosa succede in questa terra, diventata – da tanti anni ormai – quasi uguale alla vicina provincia casertana. Le differenze? 1) La relativa povertà e la marginalità produttiva dell’area beneventana rispetto alla più ricca Terra di lavoro, che non consentono in partenza gli stessi guadagni ingenti ai sodalizi criminali; 2) La più agevole sottomissione della maggioranza dei suoi abitanti al pizzo e alle tangenti e l’ancor più diffusa omertà del territorio che hanno evitato, per mancanza di reazioni, gli aspetti più dirompenti e drammatici nell’imposizione del controllo camorrista del territorio. (per continuare a leggere clicca qui sotto)

Economia, Editoriali, Giudiziaria, Politica - TaceBenevento scoperta città di camorra Ma o reagirà e cambierà o sarà finita - Il Vaglio

martedì 18 marzo 2014

Baselice, i Del Vecchio rinunciano alla candidatura

di Leonardo Bianco

E’ confermata la rinuncia alla candidatura a sindaco del capogruppo di opposizione nel consiglio comunale di Baselice, Antonio Del Vecchio, e del leader storico del gruppo “Il Campanile”, Nicolino Del Vecchio. Ad attestare il passo indietro è lo stesso Antonio Del Vecchio, candidato alla carica di primo cittadino nella scorsa tornata elettorale.

Una rinuncia dettata da motivi strettamente personali. “Sia io che mio padre (Nicola Del Vecchio) – afferma Antonio Del Vecchio – abbiamo deciso di non candidarci. Una scelta fatta esclusivamente per motivi personali e ad affetti familiari. Ho rinunciato nonostante l’insistenza del gruppo consiliare da me rappresentato e gli amici vicini alla lista ‘Il Campanile’. Questo però non significa che non daremo il nostro contributo. Sia io che mio padre siamo pronti a sostenere una lista di persone qualificate e pronta a contrapporsi all’attuale maggioranza. In queste settimane stiamo discutendo insieme al gruppo sui possibili candidati a sindaco e sui contenuti da proporre ai cittadini. La scelta del capolista sarà fatta anche ascoltando il nostro elettorato e gli amici che da sempre ci appoggiano”.

Come annunciato la settimana scorsa da Ottopagine, dunque, il leader storico de “Il Campanile” Nicola Del Vecchio e suo figlio Antonio, rinunciano alla candidatura. Si lavora quindi alla ricerca del candidato sindaco avendo davanti un orizzonte ampio su cui scegliere e trovare la quadra per presentare un gruppo unito e forte al giudizio dei cittadini il prossimo 25 maggio.

(Ottopagine/Benevento)

giovedì 13 marzo 2014

Comunali di Baselice, unica certezza Canonico e il suo gruppo

di Leonardo Bianco

A circa un mese e mezzo dalla scadenza del termine per la presentazione delle liste, l’unica certezza nel comune di Baselice è la ricandidatura di Domenico Canonico, sindaco uscente. Il primo cittadino si ripresenterà con l’appoggio del gruppo che lo ha sostenuto nelle scorse amministrative. E secondo alcune voci la lista sarebbe anche già pronta.

L’ufficializzazione non arriva perché è intenzione di Canonico e del suo gruppo di verificare la possibilità di inserire forze nuove. E’ invece incerto il futuro del gruppo di opposizione. Sembra che all’interno della minoranza ci sia una spaccatura sulla leadership, visto il passo indietro del leader storico della lista “Il Campanile” Nicolino Del Vecchio.

L’ex sindaco, infatti, sembra sia intenzionato a non partecipare alla prossima competizione elettorale. Resta in piedi anche l’ipotesi della terza lista. Molti esponenti della vecchia amministrazione Paolozza sono intenzionati a candidarsi per provare e riconquistare il palazzo municipale di piazza Convento, anche se la voglia di dialogare e di trovare un accordo, soprattutto sui programmi, con le attuali forze in campo sembra trovare sempre più spazio all’interno del gruppo.

Pare ci siano stati già incontri e riunioni in tal senso. Nei giorni scorsi, infatti, ci racconta uno dei promotori del gruppo, c’è stato un incontro con Domenico Canonico e i suoi, per confrontarsi sui programmi e sulla scelta dei candidati. “Siamo pronti ad un passo indietro – racconta uno dei protagonisti del nuovo schieramento – a patto che il programma lo scriviamo insieme. Con il sindaco uscente e la sua maggioranza abbiamo posto le nostre condizioni che sono state prese in seria considerazione dal sindaco uscente. Penso che un punto di incontro si possa trovare. Resta però ancora in piedi la nostra iniziativa: quella di presentare una nostra lista in alternativa ai gruppi attualmente rappresentati in consiglio”.

Insomma i nuovi protagonisti della scena elettorale, sono pronti al dialogo e al confronto senza pregiudizi. C’è stato, infatti, anche un incontro con l’attuale gruppo di opposizione, senza però risultati concreti, “anche perché - ci racconta uno degli esponenti della possibile terza lista – al momento ci sono più interlocutori”.

I prossimi giorni potrebbero essere decisivi, dunque, per la campagna elettorale che dal 25 aprile fino al 25 maggio, la comunità baselicese si prepara a vivere. Per ora una sola certezza: Canonico e il suo gruppo sono pronti alla sfida, l’opposizione è divisa, a meno di un intervento diretto del leader storico, e con l’incognita del terzo incomodo.

(Ottopagine/Benevento)

martedì 11 marzo 2014

Ricerche petrolifere: il Comitato si riunisce

Oggi pomeriggio, il “Protocollo d’Intenti fra Comuni e Comunità Montane interessati dalle ricerche di idrocarburi” si riunirà in incontro pubblico a San Marco dei Cavoti alle ore 18 nei locali dell’Oratorio Parrocchiale sito in Via Alcide De Gasperi, per fare il punto della situazione, alla luce dei probabili sviluppi dell’iter dei due progetti di ricerche petrolifere della società inglese Delta Energy ltd, che vedono interessati i territori di oltre trenta Comuni delle province di Benevento e di Avellino.
(Fonte: ilvaglio.it)

mercoledì 5 marzo 2014

Il sindaco di San Bartolomeo nella lista «Terra Nostra»

Arriva in occasione della presentazione del libro di pino Aprile "Il Sud puzza" l’annuncio della possibile candidature di Vincenzo Sangregorio, sindaco di San Bartolomeo in Galdo, alle prossime elezioni europee tra le fila di “Terra Nostra”. Una lista civica di scopo con l’intento di portare al parlamento europeo le ragioni del Sud con la richiesta della nascita di una commissione straordinaria sulla violazione dei diritti fondamentali dell'Unione europea su temi come la dignità, diritto alla vita, istruzione, libertà professionale e diritto di lavorare, condizioni di lavoro giuste ed eque, sicurezza sociale e assistenza sociale, protezione della salute, protezione dell'ambiente e protezione dei consumatori.

Una lista che sarà presentata esclusivamente nell’Italia meridionale a sottolineare che tali diritti sono calpestati soprattutto al Sud. Naturalmente la presentazione alle elezioni europeeè legata soprattutto alla raccolta delle firme che in queste settimane sta interessando la maggior parte delle regioni meridionali. La petizione sarà comunque portata a Bruxelles, fanno sapere i promotori della lista, anche se non si riuscirà ad arrivare con propri rappresentanti nel parlamento europeo.

Alla lista hanno aderito personaggi come l’avvocato e editore Francesco Tassone, l'attore e regista Roberto D'Alessandro, la stilista identitaria Annamaria Pisapia, l'ideatore di NapolimaniaEnrico Durazzo, gli attivisti su temi ambientali Marzia Mastrorilli (Brindisi), CrocifissoAloisi (Lecce), Rosella Cerra (Catanzaro), Marinella Giuliano (Caserta) e appunto il primo cittadino di San BartolomeoVincenzo Sangregorio.

E rendere pubblica la partecipazione del sindaco fortorino alla competizione elettorale è stato il giornalista e scrittore foggiano, Raffaele Vescera prima di introdurre la presentazione da parte dell’autore Pino Aprile, del libro “Il Sud puzza”. Nell’ultimo lavoro lo scrittore e giornalista pugliese racconta appunto di un Sud che si ribella alla cultura mafiosa, al disastro ambientale della terra dei fuochi provocata dai loschi affari della malavita organizzata, ai danni provocati dall’Ilva a Taranto. Un meridione che, con le cooperative nate nella Locride (Calabria), sfida le famiglie deglindranghetisti. Un libro che parla di quelle persone perbene che rappresentano il Sud buono ed operoso. Da San Bartolomeo in Galdo, dunque, sabato sera è partito un messaggio di riscossa del Sud, del quale il primo cittadino Vincenzo Sangregorio può diventare protagonista.

(ottopagine/benevento)

venerdì 28 febbraio 2014

Fiume Fortore, un secolo di dissesto idrogeologico

di Leonardo Bianco

L’emblema del dissesto idrogeologico del Fortore è la condizione in cui versa l’omonimo fiume. E’ praticamente un fiume in secca. Gli argini non esistono quasi più. Lungo il suo percorso si trovano insediamenti abitativi e industriali. Nel giro di un paio di chilometri, nel tratto di fiume che va da Foiano a San Bartolomeo in Galdo, passando per Baselice, ci sono tre impianti di estrazione di materiali inerti.

Oltre un anno fa la denuncia di Coldiretti che sottolineava l’incuria e lo stato di abbandono in cui versa il fiume. Le cause di tale condizioni sono sicuramente la mancata manutenzione del fiume Fortore che ha comportato in alcuni tratti la completa occlusione dell’alveo del fiume tanto che l’acqua, non potendo seguire il deflusso naturale, provoca continue esondazioni nei terreni causando ingenti danni alle imprese agricole, erodendo intere superfici agricole e mettendo anche a rischio le abitazioni che insistono lungo il fiume.

La situazione più grave si registra nel tratto che va da Ponte Tre Luci (Foiano), fino al Ponte di contrada Morrecine (Castelvetere in Val Fortore) dove il letto del fiume è completamente scomparso a causa del materiale che viene trasportato a valle dai torrenti Zugariello, Cervaro e Lame, rispettivamente in territorio di Foiano, Baselice e Castelvetere in V. Fortore. a confermare lo stato di abbandono anche il presidente di Legambiente Fortore. il geologo Michele Barbato, infatti, ha affermato che “vi è da tener presente che, la dinamica fluviale gioca un ruolo determinante sull’equilibrio geomorfologico dell’intera Valle.

Pertanto, la mancata manutenzione del corso fluviale del Fortore, giunto ormai in uno stato di completo disordine idrografico, rappresenta una importante concausa al generale dissesto idrogeologico in cui versa l’intero territorio. L’assenza di manutenzione, costituendo sempre un contributo negativo alla stabilità di un territorio, risulta tanto più grave in un contesto geomorfologico fortemente compromesso come quello della Val Fortore, il cui elevato rischio idrogeologico è attestato storicamente dal Regio decreto 445 del 1908 che prevedeva il consolidamento di tutti i comuni della Valfortore e di alcuni (tra questi Castelvetere in Valfortore) addirittura il trasferimento del centro abitato. Ed è proprio il sindaco di Castelvetere, Luigi Iarossi, ad essere tra gli amministratori più preoccupati. A non far dormire sonni tranquilli al primo cittadino è la frana apertasi proprio a ridosso del centro abitato, sulla strada provinciale che collega il centro fortorino con il Molise.

“Mancano le risorse per poter fare prevenzione” sottolinea Iarossi “e soprattutto ci troviamo a fare i conti con la burocrazia. Spesso, pur volendo, non possiamo intervenire a causa del sovrapporsi delle competenze. Le faccio un esempio: a causa delle violenti piogge, qualche mese una strada intercomunale che collega Castelvetere a Baselice è franata. A provocare lo smottamento è il torrente Cervaro che fa da confine tra i due paesi. Ebbene né io né il sindaco di Baselice siamo potuti intervenire perché la competenza era della Provincia. Naturalmente tutto questo ha provocato il prolungamento dei tempi”.

Per il primo cittadino di Castelvetere dunque tra le causa del dissesto è l’assoluta mancanza di risorse e l’enorme peso della burocrazia. Ma il primo cittadino fortorino denuncia che a contribuire al dissesto c’è la mancata cura della terra da parte dei contadini. “L’uso di mezzi pesanti e la scarsa manutenzione da parte dei coltivatori fanno il resto. Naturalmente c’è anche da dire che stiamo assistendo ad un cambiamento climatico che ci trova impreparati”.

Frane smottamenti interessano comunque gran parte dei comuni fortorini. A San Bartolomeo in Galdo lungo tutto il tratto della strada provinciale sono tanti i punti critici. Fango e acqua invadono la careggiata a causa della mancata manutenzione delle cunette e dei canali si scolo oltre all’incuria della terra da parte dei contadini. Stesso discorso anche per Baselice. Qui a preoccupare l’amministrazione e i cittadini è soprattutto il versante che si affaccia sul torrente Cervaro.

(ottopagine/benevento)

domenica 23 febbraio 2014

Il paese dell'acqua

In un quadro economico, politico e sociale sempre più confuso e ristretto, festeggiare la Giornata mondiale dell’acqua attraverso un evento organizzato, nei giorni scorsi, una piccola comunità, in provincia di Benevento, che da 7 anni s’interroga e riflette su temi fondamentali per la sopravvivenza del pianeta e la vivibilità del (nostro) presente, è una bella testimonianza di apertura e un segnale di futuro.

Sassinoro è diventato “il paese dell’acqua”, non solo perché ha saputo valorizzare la risorsa acqua, ma per la propria capacità di trasformarsi in un palcoscenico qualificato di dibattito sul tema. Risalendo alla storia dell’iniziativa, degna di essere ricordata per il suo percorso fatto di azioni concrete, bisogna evidenziare la costruzione di una centrale idroelettrica, attiva quasi da un anno, per rispondere a un disegno di sostenibilità e di green economy che il Comune e la comunità locale stanno fortemente sostenendo. La nuova edizione di Sassinoro, paese dell’acqua, nasce da una visione condivisa per concretizzarsi in un’esperienza innovativa che vede protagonisti gli attori e le idee che possono innescare il cambiamento.

L’evento (Sassinoro, paese dell’acqua) che, tradizionalmente è promosso e animato da Marco Iamiceli (vice-sindaco di Sassinoro), coadiuvato dai giovani del forum e della pro-loco, quest’anno ha aperto alla collaborazione con Tabula Rasa per dare un segnale di apertura verso realtà giovani e attive nella valorizzazione del territorio.

Com’è avvenuto anche negli anni scorsi, le scuole (scuola primaria e secondaria di Sassinoro), gli enti, le associazioni (associazione musicale, pro-loco, forum), gli esperti e le aziende attiveranno laboratori di sensibilizzazione, di divulgazione e dibattiti sui temi della sostenibilità, dell’ecologia e della nuova agricoltura, mettendo a disposizione la propria esperienza a confronto e a disposizione del progetto. Gli ospiti in programma già confermati, oltre quelli a km zero (i Comuni dell’area, il Gal Alto Tammaro, la Comunità Montana) sono Ugo Mattei dell’ABC di Napoli, Roberto Casari di CPL Concordia, Davide Tabarelli di Nomisma Energia, il sociologo Bruno Turra, l’antropologo Maurizio Gnerre, Paolo Gurisatti e i rappresentanti delle associazioni: WWF, Il Palio del Grano, Il Genio delle due Sicilie, Green Communities.

L’invito ad aderire alla Giornata Mondiale dell’acqua 2014 è aperto a tutti e richiama la (nostra) coscienza non solo su un tema importante, ma anche il nostro impegno a stimolare un’ondata di cambiamento sul territorio. Sassinoro è “il paese dell’acqua” perché sa generare ancora nuove energie e ripartire dall’acqua e dalla terra per guardare al futuro.

mercoledì 19 febbraio 2014

Anche San Bartolomeo aderisce al comitato "No Lombroso"

Anche il comune di San Bartolomeo in Galdo ha aderito al comitato tecnico scientifico "No-Lombroso". “Un comitato sorto nel maggio 2010, come reazione alla riapertura a Torino del museo intitolato a Cesare Lombroso, ha come fine quello di sottolineare il disvalore scientifico delle teorie criminologiche e di arbitraria devianza sociale, sostenute dallo studioso”, si legge nella delibera del consiglio comunale del 12 febbraio scorso. Il consiglio comunale del centro fortorino dunque ha aderito nell'intenzione di abbattere pregiudizi che non hanno nulla di scientifico, contrariamente a quanto sostenuto dallo studioso veronese.

Le convinzioni di Lombroso, come si ricorderà, si basavano sulla tesi "dell'uomo delinquente nato o atavico", individuo che recherebbe nella struttura fisica i caratteri degenerativi che lo differenziano dall'uomo normale e socialmente inserito. Alla ricerca della notorietà in favore delle sue tesi equivoche e antiscientifiche, Lombroso non esitò a scorticare cadaveri, sezionare teste, effettuare i più incredibili e crudeli interventi su uomini ritenuti criminali per le misure di parti del cranio e del corpo, imbastendo incredibili teorie sulle caratteristiche somatiche dei cosiddetti delinquenti per natura.

Tra gli obiettivi del comitato “No Lomboso” c’è, tra l’altro, la restituzione dei resti mortali di Giuseppe Villella, accusato di essere un brigante, al Comune di Motta Santa Lucia (Calabria).Un’adesione che lascia soddisfatto il referente fortorino del comitato. "Non è possibile che nel 2014 - sottolinea il giornalista baselicese Antonio Bianco, autore del libro Il brigante Secola - ci sia ancora un museo dedicato alle teorie razziste di Lombroso. Il popolo meridionale su questo punto si deve mobilitare e chiedere a gran voce la chiusura del museo di Torino, dove tra l'altro si trovano ancora crani di briganti sui quali si accaniva lo scienziato veronese pur di dimostrare le sue, ormai, infondate teorie". San Bartolomeo in Galdo, dopo Baselice, è il secondo comune del Fortore a aderire al comitato, il prossimo sarà Molinara. L’amministrazione Addabbo, infatti, pare stia avviando le procedure per diventare testimonial dell’associazione.

Tratto da Ottopagine/Benevento

martedì 18 febbraio 2014

Libri, esce la ristampa di Rosselli su Mazzini e Bakunin


Oggi esce un nuovo libro

Collana del libro/series: ITALIAN. Brossura, B/N, in 8°, pp. 274, euro 13,50. Contatti/contacts: publishing@westindian.it - 0039 3454765997 (dopo le 15:00/from 3:00 p.m.)

West INDIAN - COUNTRY&URBAN SOUNDS edizioni
«NOI PUBBLICHIAMO LIBRI, NON PUBBLICHIAMO FILE»

lunedì 17 febbraio 2014

Emergenza sanitaria nel Tammaro e Fortore

La Cisl IrpiniaSannio insieme a FNP Cisl Fp Cisl e Cisl Medici esprimono preoccupazione per la situazione di stallo determinatasi nell’ambito B5 con comune capofila Morcone che interessa i territori disagiati del Tammaro e del Fortore (Per continuare a leggere clicca qui sotto)

La Cisl sull’emergenza sanitaria nel Tammaro e Fortore

giovedì 6 febbraio 2014

Baselice: elezioni comunali, si scaldano i muscoli

Mancano ancora poco più di tre mesi alle amministrative e già trapelano le prime indiscrezioni sui possibili gruppi che si presenteranno al giudizio degli elettori. Da qualche settimana infatti da Baselice, comune che a primavera rinnoverà il consiglio comunale, arrivano notizie rispetto ad una corsa a tre per la poltrona di sindaco. Se gli attuali amministratori non si sbottano e tanto meno l’opposizione, sembra che un gruppo di giovani (nuovi alla politica) insieme ad un gruppo della vecchia amministrazione Paolozza, che ha guidato il comune dal 1995 al 1999, è pronto a scendere in campo in contrapposizione all’attuale maggioranza e all’opposizione.

“Una terza lista – dice uno dei protagonisti dell’iniziativa – con l’intento di riportare un clima sereno nella nostra comunità che negli ultimi anni ha vissuto una situazione di scontro che certamente non fa bene a nessuno. Lo scopo è quello di creare un’alternativa. Dare la possibilità a chi non si riconosce negli attuali schieramenti la possibilità di scegliere un gruppo di giovani con la voglia di fare e di mettersi in gioco per il bene della collettività”.

E’ iniziata dunque la corsa alla costruzione delle liste per correre alla prossime amministrative. Naturalmente manca ancora molto per parlare di composizione delle liste e di candidati sindaci, ma la voglia di mettersi in gioco c’è. Intanto si comincia a riscaldare i muscoli, in attesa di poter scendere in campo e chissà giocarsi la partita. Una sfida che potrebbe vedere tre contendenti correre per la conquista del municipio.

(tratto da Ottopagine/Benevento)

venerdì 31 gennaio 2014

Fortore, ancora pale eoliche

E’ stato pubblicato sul bollettino ufficiale della regione Campania del 27 gennaio, il decreto dirigenziale numero 292 con cui si autorizza la società Sorgenia Green srl di Milano alla realizzazione di un nuovo parco eolico nel Sannio. L’impianto costituito da sei aerogeneratori, di potenza nominale unitaria di 2 MW (massima fino a 2,3 MW) sorgerà in località Piana delle Logge e Acquafredda del comune di San Marco dei Cavoti ed avrà una una potenza complessiva nominale di 12 MW (massima consentita fino a 14 MW).

Il comune fortorino dunque, è pronto ad ospitare nuovi impianti eolici dopo le wind farm della Ivpc srl, della Ivpc Power 8 spa, mentre risulta essere stato autorizzato nel 2011 un altro parco eolico a favore della società Econergia srl (27 mw). Sempre nel Burc odierno, la Regione Campania comunica di aver avviato inoltre il procedimento per l'approvazione, mediante convocazione di apposita Conferenza di Servizi, del progetto di un altro parco eolico proposto questa volta dalla società C&C Castelvetere Srl con sede legale in Albanella (Salerno).

L’impianto dovrà sorgere nel comune di Castelvetere e prevede opere accessorie da realizzarsi nei comuni di Baselice, Molinara e Foiano di Valfortore. La regione comunica inoltre che l’avviso pubblicato costituisce comunicazione di avvio del procedimento che porterà all’attivazione della procedura di espropriazione o d’asservimento per i terreni necessari alla realizzazione dell’opera. Copia del progetto è depositata per pubblica consultazione oltre che negli uffici regionali anche presso i Comuni di Castelvetere in Val Fortore, Baselice, Molinara e Foiano di Valfortore.

(Fonte: il quaderno)

martedì 28 gennaio 2014

Mostra bibliografica, “I dialetti sanniti”

di Angelo Iampietro

Sono venuto a conoscenza che presso la biblioteca provinciale di Benevento “A. Mellusi”, palazzo Terragnoli, è stata allestita la Mostra bibliografica “I dialetti sanniti”. Detta mostra resterà aperta fino al 7 Febbraio e raccoglie opere letterarie, ma non solo, di autori della terra del Sannio.

Tra le numerose opere esposte sono presenti anche quelle dei nostri letterati baselicesi: dott. Nicola de Lellis, Don Vittorio Moscato, prof. Fiorangelo Morrone, prof. Alfonso Mascia, prof. Aldo Lepore.

La stessa Mostra, già allestita in precedenza con notevole successo, è stata riproposta su richiesta di numerosi cittadini, che, allora, non avevano potuto visitarla. Fuor di dubbio è il suo contributo culturale, che offre ai visitatori un’occasione per visionare testi attinenti la nostra cultura comunicativa in vernacolo.

Si nota, tra le tante pubblicazioni, la presenza dei testi dei Letterati baselicesi che, da studiosi certosini, per l’originalità delle opere, hanno portato il vernacolo oltre i nostri confini territoriali; si va, infatti, dalla poesia (testi del dott. Nicola De Lellis e Don Vittorio Moscato), alla narrativa (prof. Aldo Lepore), dalla storia (prof. Fiorangelo Morrone) al teatro ed infine alla linguistica con il “Dizionario del dialetto baselicese” (prof. Alfonso Mascia); quest’ultimo unico nel suo genere; è un’opera completa perché riporta correttamente l’esatta traduzione in lingua italiana del corrispondente vocabolo in vernacolo, la sua grammatica, le varie forme linguistiche, le espressioni tipiche, l’etimologia.

Se si fa un confronto per numero di abitanti della nostra comunità con le altre realtà ben più numerose, i Letterati baselicesi hanno offerto un contributo culturale di tutto rispetto per lo studio, la conoscenza e la trasmissione del nostro dialetto e, direi che siamo, senz’altro, al primo posto per numero di pubblicazioni.

Voglio augurarmi che la Mostra venga visitata da tutte quelle persone che vogliono tener vivo il legame con il nostro passato, elemento culturale fondamentale per ravvivare anche il nostro presente, frutto di continuità pur nella modernità, convivendo con i nuovi linguaggi e le nuove forme di comunicazione.

Certamente, a questo invito, non si sottrarranno le istituzioni scolastiche del territorio, che sapranno fare buon uso di questa opportunità culturale per i loro allievi.


lunedì 27 gennaio 2014

De Girolamo si dimette


"Mi dimetto da Ministro. L'ho deciso per la mia dignità: è la cosa più importante che ho e la voglio salvaguardare a qualunque costo. Ho deciso di lasciare un ministero e di lasciare un governo perché la mia dignità vale più di tutto questo ed è stata offesa da chi sa che non ho fatto nulla e avrebbe dovuto spiegare perché era suo dovere prima morale e poi politico. Non posso restare in un governo che non ha difeso la mia onorabilità". Con un tweet, poco prima delle 21 di questa sera (ieri per chi legge), Nunzia De Girolamo ha annunciato le sue dimissioni da ministro.

Alla base della decisione, la solitudine nella quale si sarebbe ritrovata, a suo dire, dopo i fatti relativi alla Asl di Benevento, per i quali non è indagata ma che l'hanno portata a riferire alla Camera poco più di una settimana fa.

Forse, questo è solo un alibi, De Girolamo, infatti, ha probabilmente giocato d'anticipo, se si considerano come attendibili le voci circa un suo imminente ritorno sotto l'ala protettrice di Silvio Berlusconi.
Il rientro in Forza Italia sarebbe incompatibile con la permanenza nel Governo Letta Alfano e, dunque, l'ormai ex regina delle larghe intese avrebbe preferito andarsene, piuttosto che essere cacciata dall'Esecutivo.

Nei giorni scorsi, l'ormai ex ministro avrebbe avuto una serie d'incontri con Ie deputate di Forza Italia Gabriella Giammanco e Annagrazia Calabria, oltre che con Denis Verdini, Rocco Palese e Vito Crimi. Favorevole al ritorno lo stesso Berlusconi. 

(Ilquaderno.it)


De Girolamo si dimette: 'Il Governo non mi ha difeso'

martedì 21 gennaio 2014

Giochi da ragazzi, Baselice citato dal Fatto Quotidiano


Lo cunto de li cunti e altri giochi da peccerille 
Il Basile, insieme ad Anca Nicola, menziona in una nota pagina della sua opera molti altri giochi da bambini: la mosca cieca (gatta cecata) e la seggiolina, o sedia del papa (mammara e nocella); lo scaricabarile (scarreca varrile), in alcune città e regioni sinonimo di cavallina, in altre di un gioco a squadre molto simile che a Roma è tre tre giù giù, e altrove quatt’e quatta otto (Baselice, BN) oscaricabotto ’scaricabotte’ (Cannara, PG) salta la mula (Pistoia) o mammaredda ’piccola mamma’ (Brindisi), in altre ancora, come nella capitale, di quel gioco che a Napoli è piuttosto vacanta varile‘svuota barile’ e si fa in due (ci si mette schiena a schiena e, a turno, uno solleva e l’altro si fa sollevare); lo “scarica la botte”(scarreca la votta), in cui a essere scaricato era il bambino tenuto sulle ginocchia, come recita una celebre filastrocca: «Trotta trotta cavallino / per la strada del mulino; il mulino non c’è più: / trotta trotta cadi giù» (Per leggere tutto l'articolo clicca qui sotto)


Giochi da ragazzi - Passatempi infantili in vernacolo - Il Fatto Quotidiano

mercoledì 15 gennaio 2014

Il Sannio e lo spauracchio petrolio

Lo stesso problema, due velocità diverse. In Irpinia politica e istituzioni a dare sostegno ai comitati che si oppongono alla ricerca di petrolio sul territorio, nel Sannio immobilismo e guardia abbassata nonostante lo spauracchio "petrolio" sempre in agguato. La politica sannita non segue più la questione legata alle ricerche petrolifere anche se i progetti della Delta Energy Ltd che riguardano una grossa fetta di comuni della provincia di Benevento, in particolar modo del Tammaro e del Fortore, sono ancora realizzabili. In soldoni, niente è stato scongiurato, molto più semplicemente non se ne parla più. Eppure, poco meno di un anno fa l'argomento era sulla bocca di amministratori e politici sanniti, è stato oggetto di campagna elettorale per molti ("Ci incateneremo ai pozzi petroliferi" o "Stiamo studiando la problematica") prima di finire inesorabilmente nel dimenticatoio. C'è altro a cui pensare? Forse, anche se nella vicina Irpinia che ha lo stesso argomento da affrontare, l'impatto è stato diverso.

Buon ultimo l'incontro che si è tenuto a Gesualdo, dove gli "ecorottamatori" Verdi contro le trivellazioni petrolifere hanno invitato Vittorio Sgarbi che è venuto a supporto dei comitati No Triv irpini. Oppure, sempre a Gesualdo, la 'mossa' del Partito Democratico irpino che ha bocciato qualsiasi tipo di progetto criticando aspramente la posizione, ancora una volta interlocutoria, del Governatore campano, Stefano Caldoro: "C'è la contrarierà in Commissione Ambiente e l'ok alle Attività Produttive". E i comitati irpini si sono affidati ai politici locali per la risoluzione del problema chiedendo di rilanciare in sede ministeriale i contenuti dell'interpellanza parlamentare presentata da Luigi Famiglietti (Pd) nel settembre scorso. Le stesse scelte coraggiose che vorrebbero anche i No Triv sanniti ma nel beneventano, se si escludono vecchi tavoli coordinati dalla Provincia di Benevento (prima del commissariamento) e di protocolli d'intesa tra i sindaci dei comuni montani, non c'è traccia di azioni politiche o amministrative recenti.

www.ilquaderno.it

lunedì 6 gennaio 2014

Salmonella ed escherichia coli nei fiumi

E’ come misurarsi la febbre, appurare che la temperatura è elevata ma non fare nulla per guarire. Da anni le acque dei fiumi sanniti sono ufficialmen­te inquinate e inutilizzabili a causa del loro elevato potere contaminante. Ri­sale infatti al 26 novembre del 2009 la ordinanza dell’allora presidente del­l’am­mi­ni­strazione provinciale, Aniello Cimitile, che vieta il prelievo per uso irriguo da tutti i corsi d’acqua (altro servizio in pagina). Il provvedimento si rese necessario in considerazione della accertata presenza di fattori altamente inquinanti come la salmonella e la escherichia coli, potenzialmente in grado di provocare gravi problemi alla salute umana, primo tra tutti il tifo. Un rischio che a quattro anni di distanza dalla emissione di quel divieto è tutt’altro che scongiurato.

«C’è il ragionevole sospetto – per citare le parole del direttore provinciale dell’Arpac, Pietro Mainolfi (intervista a lato) – che le acque dei torrenti Isclero e Tesa venga­no utilizzate per alcuni mesi dell’anno per l’irrigazione dei terreni circostanti. Alla luce dei dati rilevati – aggiunge Mainolfi – appare urgente e indifferibile proibire tale pratica per il grave rischio epidemiologico che ne potrebbe derivare». Parole che pesano come macigni ma che non sembrano scuo­tere più di tanto gli enti locali. I Comuni, per la gran parte, continuano a scaricare i propri reflui urbani nei corsi d’acqua senza adeguata depurazione. La stessa Provincia, che nel 2009 si era attivata per lo stop ai prelievi idrici vietando nel 2011 anche la pesca, ha poi lasciato di fatto agli enti locali il compito di segnalare eventuali violazioni. Eppure, come testimoniano le parole del numero uno dell’Arpac, non si può affatto escludere che le inquinatissime acque di fiumi e torrenti sanniti vengano tuttora utilizzate per irrigare ortaggi o abbeverare animali da allevamento.

E le conseguenze potrebbero essere davvero molto pesanti. Il più recente monitoraggio effettuato dall’Arpac a dicembre conferma livelli di contaminazione enormi. La escherichia coli, il cui limite massimo di legge è fissato a 100 «Unità formanti colonia», arriva a valori esorbitanti nei tre principali corsi d’acqua della provincia: 80.000 nel Sabato, 50.000 per l’Isclero, 40.000 nel Calore. Nella prossima primavera saranno ripetute le analisi finalizzate a individuare la presenza di sal­monella. Il monitoraggio continua ma non si intravvede all’orizzonte un cambio di rotta da parte degli enti locali, doppiamente responsabili in quanto autori degli scarichi inquinanti e restii nel denunciare le violazioni individuali.

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mercoledì 18 dicembre 2013

Elicottero a caccia di rifiuti tossici sorvola il cielo della Provincia di Benevento

Desta curiosità l’elicottero che in questi giorni sta sorvolando il cielo della Provincia di Benevento. L’elicottero è in grado di trasportare un sensore a raggi gamma che dall’alto traccia una mappa (a maglia) del territorio captando ogni tipo di radiazione, sia quella che potrebbe essere generata da fonti naturali sia quella determinata da depositi clandestini di rifiuti. Una volta elaborati i dati saranno poi trasmessi all’ARPAC che, a sua volta, in sinergia con i comuni, interverrà nei luoghi che la mappa potrebbe indicare con il “puntino rosso”. In meno di un anno tutto dovrebbe essere concluso e dovremmo finalmente avere un quadro più chiaro dell’intero territorio del Sud Italia. I dati raccolti serviranno anche per dare risposte chiare a chi si domanda se alla base di gravi patologie riscontrate nella popolazione possano esserci rifiuti nascosti sotto terra.

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