Il centrosinistra sceglie il fresco del Fortore per una discussione collegiale sulle tematiche della Provincia. Gli assessori, presidente Cimitile in testa, i consiglieri di maggioranza e i dirigenti politici della coalizione si sono portati ieri mattina a Baselice per una giornata seminariale tesa a fare il punto sulle problematiche da affrontare a cavallo della pausa estiva (per il prossimo Consiglio si ipotizza la data di mercoledì 5 agosto).
Nel corso del confronto iniziato alle 11 e terminato alle 18 hanno preso la parola il presidente Cimitile, gli assessori e alcuni consiglieri che hanno illustrato le principali priorità dei prossimi mesi. In particolare la costituzione della società provinciale per i rifiuti, sulla quale ha fatto il punto l’assessore all’ambiente, Gianluca Aceto. Attenzione puntata anche sulle quattro Agenzie. Appare ormai segnato il destino del Marsec che dovrà essere messo in vendita. Il relativo bando è in fase di definizione e potrebbe essere pronto a breve. La Provincia dovrà però accollarsi gli 1,3 milioni di perdita accumulati dalla società di Villa dei Papi nel 2008. Toccati anche i temi della viabilità, particolarmente avvertito nel comprensorio ospitante del Fortore, e della rete immateriale. Per entrambi nelle ultime settimane la Provincia ha messo in campo iniziative che si spera possano permettere di superare gli atavici disagi vissuti in particolare dalle aree interne.
“Si è trattato di una riunione davvero proficua – commenta il capogruppo del Pd, Claudio Ricci, promotore dell’incontro insieme agli omologhi dell’Idv, Maddalena, e dei Socialisti, Marotta – La coalizione ha confermato la volontà di affrontare e risolvere le questioni sul tappeto. Consiglierei quindi ai profeti di sventura – conclude Ricci – di non farsi illusioni: la maggioranza alla Provincia è salda e compatta”.
Da segnalare la presenza alla seconda parte dell’incontro del sindaco di Baselice, Domenico Canonico, e del sindaco di San Bartolomeo in Galdo, Vincenzo Sangregorio.
(www.ilsannioquotidiano.it)
sabato 11 luglio 2009
venerdì 10 luglio 2009
Provincia, maggioranza in conclave a Baselice
Si è concluso da poco il vertice della maggioranza alla Provincia di Benevento svoltosi da questa mattina a Baselice. Un giornata seminariale per fare il punto della situazione a un anno dall’insediamento dell’Amministrazione guidata dal presidente Aniello Cimitile ma anche per un maggiore coinvolgimento dei consiglieri nel lavoro dell’Esecutivo. All’incontro hanno partecipato i capigruppo, gli assessori e i rappresentanti di Partito Democratico, Partito Socialista e Rifondazione Comunista.
Sono intervenuti anche i deputati Costantino Boffa e Mario Pepe così come era avvenuto a inizio settimana al vertice del centrosinistra al Comune capoluogo. L’incontro si è aperto intorno alle 12 con le relazioni degli assessori provinciali i quali hanno illustrato lo stato dell’arte dei progetti messi in campo finora e il programma degli interventi futuri.
Successivamente si è aperto il dibattito a cui hanno partecipato numerosi esponenti politici. Secondo fonti vicine al presidente, è stata una giornata fruttuosa che depone bene per il futuro della maggioranza alla Rocca che pure in questi mesi ha subito numerosi contraccolpi.
www.ilquaderno.it
Sono intervenuti anche i deputati Costantino Boffa e Mario Pepe così come era avvenuto a inizio settimana al vertice del centrosinistra al Comune capoluogo. L’incontro si è aperto intorno alle 12 con le relazioni degli assessori provinciali i quali hanno illustrato lo stato dell’arte dei progetti messi in campo finora e il programma degli interventi futuri.
Successivamente si è aperto il dibattito a cui hanno partecipato numerosi esponenti politici. Secondo fonti vicine al presidente, è stata una giornata fruttuosa che depone bene per il futuro della maggioranza alla Rocca che pure in questi mesi ha subito numerosi contraccolpi.
www.ilquaderno.it
Sindaci del Sannio "denuclearizzate" i vostri territori

Egregio Sindaco,
sembra proprio che il governo abbia deciso di riaprire la stagione nucleare in Italia con l’obiettivo di produrre il 25% dell’energia elettrica dall’atomo. Per raggiungere questo obiettivo nel nostro Paese si dovranno localizzare e costruire almeno 8 centrali nucleari simili a quella in costruzione attualmente in Finlandia, la più grande al mondo.
Riteniamo che questa scelta sia estremamente dannosa per lo sviluppo del nostro Paese. Il nucleare, a 22 anni dall’incidente di Chernobyl, non solo pone ancora gravissimi problemi di sicurezza, ma è anche una fonte energetica costosa, che non abbasserà affatto la bolletta energetica nazionale,non ridurrà la nostra dipendenza dall’estero e non ci permetterà di rispettare la scadenza europea del 2020 per la riduzione delle emissioni di gas serra prevista dall’accordo europeo 20-20-20 (secondo cui entro il 2020 tutti i Paesi membri devono ridurre del 20% le emissioni di CO2 del 1990, aumentare al 20% il contributo delle rinnovabili al fabbisogno energetico, ridurre del 20% i consumi energetici).
Se l’Italia decidesse di puntare sul nucleare, causa le ingentissime risorse necessarie per sostenere questa avventura, abbandonerebbe qualsiasi investimento per lo sviluppo delle rinnovabili e per il miglioramento dell’efficienza, che sono invece le soluzioni più immediate ed efficaci per recuperare i ritardi rispetto agli accordi internazionali sulla lotta ai cambiamenti climatici, e rinuncerebbe alla
costruzione di quel sistema imprenditoriale innovativo e diffuso in grado di competere sul mercato globale, che ad esempio in Germania occupa ormai 250.000 lavoratori.
E’ per questi motivi che la nostra associazione ha deciso di promuovere presso tutti i Comuni, le Province e le Regioni d’Italia una campagna nazionale per la dichiarazione dei territori “denuclearizzati”, che sono contrari alla produzione di energia dall’atomo, rinunceranno ad ospitare centrali nucleari e garantiranno la massima trasparenza e partecipazione nel processo di individuazione di siti di stoccaggio per i rifiuti radioattivi, derivanti anche dal decommissioning
delle centrali dismesse dopo il referendum del 1987.
L’adesione alla nostra iniziativa dell’amministrazione da Lei guidata sarebbe un segnale di attenzione rivolto alla sicurezza dei cittadini del suo territorio e rafforzerebbe la proposta di un modello energetico innovativo, pulito, sicuro ed economico, che esclude il nucleare e che punta alla produzione di energia dalle fonti rinnovabili e al miglioramento dell’efficienza, puntando sul gas
come fonte fossile di transizione, a un sistema dei trasporti più sostenibile, a un sistema produttivo e a insediamenti residenziali meno energivori.
A tal fine Le alleghiamo una bozza di ordine del giorno da sottoporre all’attenzione del consiglio comunale che, una volta approvato, potrà essere inviato per posta al seguente indirizzo: Legambiente, Via Salaria 403, 00199, Roma - Alla cortese attenzione di Giorgio Zampetti, in modo che se ne possa dare adeguata comunicazione pubblica anche a livello nazionale. Ringraziandola per la cortese attenzione, Le invio i miei più cordiali saluti.
*Presidente nazionale di Legambiente
http://www.legambiente.it/
Ambulanza per San Bartolomeo in Galdo consegnata all’Asl Bn1

Consegnata questa mattina all’ASL BN 1 l’ambulanza attrezzata che la Provincia di Benevento ha voluto donare alla cittadinanza di San Bartolomeo in Galdo. Il mezzo di soccorso, non appena completate le necessarie procedure di collaudo da parte dell’Autorità sanitarie cui era stato affidato anche il compito di procedere alla gara d’appalto, sarà consegnato alla comunità locale fortorina. Lo comunica il presidente della Provincia di Benevento Aniello Cimitile.
Fonte: www.tvsette.net
mercoledì 8 luglio 2009
Fortore, in arrivo Internet veloce

E' guerra al "digital divide". Il pesante deficit di dotazioni informatiche che contribuisce non poco ad abbassare la qualità della vita nelle aree interne meridionali è al centro dell'interesse della Provincia di Benevento.
La Rocca dei Rettori, infatti, ha deciso di superare questo ostacolo allo sviluppo inserendo nel Programma di governo il preciso intendimento di portare nel Sannio una rete infrastrutturale immateriale degna di un Paese moderno ed avanzato.
Su proposta del presidente Aniello Cimitile, la Giunta provinciale ha emanato un atto indirizzo affinché il Settore innovazione della Provincia realizzi - si precisa: "nel più breve tempo possibile" - una infrastruttura di rete wireless extranet a banda larga in un vasto comprensorio territoriale in grado di garantire una connettività adeguata e distribuita con velocità e sicurezza per la pubblica amministrazione.
Il programma d'intervento è già stato finanziario con 1,5 milioni di euro che sono stati appostati nel Bilancio della Provincia di recente approvato dal Consiglio. L'offerta tecnica è stata già perfezionata e nei prossimi giorni sarà emanato un apposito bando pubblico per dare avvio alle opere. Il punto di forza del programma è individuabile nel grado di connettività wireless garantito fino a 54 Mbps grazie ad una rete con tecnologia mista in standard wi-fi (2,4 Ghz) e Hiperplan/2 (5 Ghz).
Gli enti locali che saranno in questa fase serviti sono diciotto, attualmente sprovvisti del servizio, e cioè: Apollosa, Baselice, Buonalbergo, Castelpagano, Castelvenere, Circello, Colle Sannita, Foiano Valfortore, Fragneto Monforte, Molinara, Pannarano, Pontelandolfo, Reino, Sant'Angelo a Cupolo, San Bartolomeo in Galdo, San Giorgio la Molara, San Lorenzo Maggiore, San Lupo.
L'obiettivo che si intende conseguire con questa manovra - ha precisato il presidente Cimitile - è quello della copertura degli enti locali sanniti, in particolare per quelli dell'Alto Sannio e del Fortore, che lamentano un marcato "digital divide", tra loro geograficamente vicini e che condividono le stesse problematiche operative, amministrative e gestionali, ma che al momento non sono nelle condizioni di attrezzare un collegamento dati che sia nello stesso tempo veloce ed affidabile.
La rete wireless WAN è impostata in modo da essere sia "protetta" che "ridondata" affinché sia garantita una elevata disponibilità di servizio anche a fronte di guasti o problematiche degli apparati. In sostanza - ha spiegato ancora Cimitile - saranno garantiti gli enti locali per un accesso in sicurezza ad Internet e, nello stesso, il sistema sarà concepito in modo plastico e modulare affinché sia integrabile con la rete regionale RUPAR della Regione Campania.
lunedì 6 luglio 2009
30 milioni per migliorare la viabilità nel Fortore
Stamattina, alla Rocca dei Rettori di Benevento, è stata sottoscritta l’Intesa programmatica per un Piano Operativo di Interventi per la viabilità nel Fortore tra Regione Campania, Provincia di Benevento e Anas. Lo comunicano gli enti in una nota congiunta. Hanno siglato l’atto: l’assessore regionale ai Trasporti e viabilità, Ennio Cascetta; il presidente della Provincia, Aniello Cimitile; Francesco Caporaso, capo compartimento dell’Anas di Napoli su delega del presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Anas stesso, Pietro Ciucci.
Il documento mette a disposizione risorse per trenta milioni di euro e istituisce un Tavolo tecnico per interventi mirati, da individuare, sul percorso della ex statale 369 e sulla statale 212.
L’impegno di Regione, Provincia e Anas per interventi finalizzati al miglioramento della sicurezza e dell’accessibilità per l’area ha focalizzato l’attenzione sugli interventi nel territorio incluso tra la Statale n. 212 “della Val di Fortore”, la ex statale n. 369 “Appulo-Fortorina” e la ex statale 17 “dell’Appennino Abruzzese ed Appulo Sannitico”.
Si vuole migliorare accessibilità e sicurezza per la circolazione, nonché ottimizzare la programmazione degli interventi sulla viabilità, alla luce delle opere in costruzione e finanziate da Anas, Regione e Provincia di Benevento.
Su questa porzione di Sannio, comprendente Alto Tammaro e Fortore, confinante a nord est con le Regioni Molise e Puglia e, a sud con la Provincia di Avellino, allo stato, l’Anas ha in corso lo studio di ipotesi e priorità per lo sviluppo della rete viaria; mentre le principali infrastrutture in costruzione hanno un valore superiore ai 137 milioni d’euro (più della metà dei quali a valere su fondi regionali): ne consegue che gli interventi da programmare debbano includere un completamento funzionale delle infrastrutture a oggi in costruzione o in completamento ai fini dell’efficienza della spesa e del sistema dei trasporti (...).
(tratto da il quaderno.it)
Il documento mette a disposizione risorse per trenta milioni di euro e istituisce un Tavolo tecnico per interventi mirati, da individuare, sul percorso della ex statale 369 e sulla statale 212.
L’impegno di Regione, Provincia e Anas per interventi finalizzati al miglioramento della sicurezza e dell’accessibilità per l’area ha focalizzato l’attenzione sugli interventi nel territorio incluso tra la Statale n. 212 “della Val di Fortore”, la ex statale n. 369 “Appulo-Fortorina” e la ex statale 17 “dell’Appennino Abruzzese ed Appulo Sannitico”.
Si vuole migliorare accessibilità e sicurezza per la circolazione, nonché ottimizzare la programmazione degli interventi sulla viabilità, alla luce delle opere in costruzione e finanziate da Anas, Regione e Provincia di Benevento.
Su questa porzione di Sannio, comprendente Alto Tammaro e Fortore, confinante a nord est con le Regioni Molise e Puglia e, a sud con la Provincia di Avellino, allo stato, l’Anas ha in corso lo studio di ipotesi e priorità per lo sviluppo della rete viaria; mentre le principali infrastrutture in costruzione hanno un valore superiore ai 137 milioni d’euro (più della metà dei quali a valere su fondi regionali): ne consegue che gli interventi da programmare debbano includere un completamento funzionale delle infrastrutture a oggi in costruzione o in completamento ai fini dell’efficienza della spesa e del sistema dei trasporti (...).
(tratto da il quaderno.it)
sabato 4 luglio 2009
Usura: maglia nera alle regioni del Sud, Campania per prima
(ANSA) - La maglia nera del rischio usura spetta alla Campania, seguita da Calabria, Puglia e Sicilia: lo afferma uno studio della Cgia di Mestre. Artigiani e commercianti vanno dagli usurai perche’ strozzati dalle scadenze fiscali, mentre disoccupati o dipendenti per problemi finanziari seguiti a malattie. Rispetto ad una media nazionale pari a 100, il tasso di usura in Campania e’ di 173, in Calabria 16, in Puglia 144, in Sicilia 143. Sul podio Trentino AA (50), Val d’Aosta (61) e Veneto (66).
venerdì 3 luglio 2009
Viabilità nel Fortore, c’è il protocollo d’intesa
Un’intesa programmatica per un Piano Operativo di Interventi per la viabilità nel Fortore è l’oggetto di un Protocollo d’intesa che Regione Campania, Provincia di Benevento e Anas sottoscriveranno il prossimo 6 luglio alle ore 12 presso la Rocca dei Rettori, sede della Provincia.
A siglare l’atto saranno: l’assessore regionale ai trasporti e viabilità, Ennio Cascetta; il presidente della Provincia, Aniello Cimitile; il Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Anas, Pietro Ciucci.
A siglare l’atto saranno: l’assessore regionale ai trasporti e viabilità, Ennio Cascetta; il presidente della Provincia, Aniello Cimitile; il Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Anas, Pietro Ciucci.
giovedì 2 luglio 2009
Se nasce il partito del Sud
di Salvatore Modica
Come si spiega il successo elettorale della Lega? E perché si parla di un possibile Partito del Sud? Se, storicamente, il dibattito politico si concentrava sui trasferimenti fra gruppi sociali, oggi le decisioni ad alta tensione, per le quali la rappresentanza è importante, riguardano sempre più la distribuzione territoriale delle risorse. Il peso politico dei gruppi di interesse caratterizzati socialmente è quindi destinato a diminuire, e ad aumentare quello delle aggregazioni caratterizzate geograficamente. Interessi ricomponibili in un modello federale. La coalizione di governo guidata dal Pdl in Sicilia sta attraversando problemi di coesione interna a cui la stampa nazionale non dà molto rilievo. Forse sono solo poco interessanti lotte di spartizione, ascrivibili probabilmente alla insufficiente capacità di gestione del potere degli eredi dei grandi vecchi della Democrazia cristiana. Ed è prevedibile che il presidente del Consiglio riuscirà a mettere le cose a posto, facendo ammorbidire le posizioni di coloro che altrimenti rischierebbero di provocare nel partito una spaccatura dalle conseguenze troppo incerte.
Interessi, rappresentanza e istituzioni - Sembra d'altra parte affrettato interpretare le mezze parole che ogni tanto affiorano sulla possibilità della nascita di un “Partito del Sud” come semplici cartucce a salve sparate nel contesto di turbolenze di cui presto non si parlerà più. Perché forse dietro queste mezze idee sparpagliate e ancora spesso fra loro contraddittorie si profila un cambiamento di lungo periodo nella struttura della rappresentanza democratica a livello nazionale.
In democrazia le rappresentanze devono riflettere gli interessi dei cittadini nelle decisioni importanti. E le decisioni che contano sono quelle che, oltre a comportare consistenti trasferimenti di risorse, hanno esiti fortemente dipendenti dalla maggioranza che le prende. Se le posizioni iniziali sono vicine, la tensione è bassa e la rappresentanza serve poco.Storicamente le decisioni con margine di variabilità alto rispetto alle possibili maggioranze sono state quelle riguardanti trasferimenti fra gruppi sociali: ricchi-poveri, imprenditori-lavoratori, giovani-vecchi. E la configurazione destra-sinistra riflette questa consolidata contrapposizione di interessi. Ma oggi la potenziale variabilità delle decisioni su molti di questi trasferimenti importanti è diminuita, perché è aumentato il consenso generale sulla loro entità.
Le decisioni dove la tensione è alta – quelle per le quali la rappresentanza è importante – riguardano in misura crescente la localizzazione spaziale delle risorse, perché vertono su problemi messi a fuoco più di recente, sui quali il consenso non è maturo. Per questo tipo di decisioni la configurazione della rappresentanza che riflette gli interessi in gioco è quella di aggregazioni di interessi omogenei rispetto alla collocazione spaziale più che sociale.Poiché la rappresentanza democratica tende a riflettere gli interessi delle parti in causa, l’implicazione è che nell'attuale fase storica il peso politico dei gruppi di interesse caratterizzati socialmente è destinato a diminuire, e quello delle aggregazioni caratterizzate geograficamente ad aumentare. Il meccanismo di rappresentanza democratica spiega dunque il peso politico raggiunto dalla Lega Nord (chi di noi lo prevedeva guardando al tg le loro prime scampagnate?), e lo stesso meccanismo spiegherebbe la comparsa di un Partito del Sud. (1) Entrambi potrebbero coesistere in modo proficuo all'interno del sistema delle regole istituzionali nazionali: bisogna disegnare un meccanismo che induca ognuno a vigilare sulla efficienza della allocazione delle risorse gestite dall'altro evitando equilibri collusivi.(1) Per inciso, spiega anche altre cose: in Italia, l'indebolimento del Berlusconi simbolo di una 'vittoria sui comunisti' ormai superata dalla storia, e l'oggettivo smarrimento programmatico della sinistra; in Francia, una economia territorialmente omogenea, la riduzione dei contrasti fra i partiti storici, fino alla composizione bi-partisan del governo Sarkozy; negli Stati Uniti la tenuta della tradizionale alternativa fra Democratici e Repubblicani, sostenuta dal trasferimento di risorse fra l’'industria bellica e quella farmaceutica; in campo internazionale, la crescente importanza del G20 e il connesso peso degli interessi regionali.
(Tratto da www.lavoce.info)
www.lavoce.info
Come si spiega il successo elettorale della Lega? E perché si parla di un possibile Partito del Sud? Se, storicamente, il dibattito politico si concentrava sui trasferimenti fra gruppi sociali, oggi le decisioni ad alta tensione, per le quali la rappresentanza è importante, riguardano sempre più la distribuzione territoriale delle risorse. Il peso politico dei gruppi di interesse caratterizzati socialmente è quindi destinato a diminuire, e ad aumentare quello delle aggregazioni caratterizzate geograficamente. Interessi ricomponibili in un modello federale. La coalizione di governo guidata dal Pdl in Sicilia sta attraversando problemi di coesione interna a cui la stampa nazionale non dà molto rilievo. Forse sono solo poco interessanti lotte di spartizione, ascrivibili probabilmente alla insufficiente capacità di gestione del potere degli eredi dei grandi vecchi della Democrazia cristiana. Ed è prevedibile che il presidente del Consiglio riuscirà a mettere le cose a posto, facendo ammorbidire le posizioni di coloro che altrimenti rischierebbero di provocare nel partito una spaccatura dalle conseguenze troppo incerte.
Interessi, rappresentanza e istituzioni - Sembra d'altra parte affrettato interpretare le mezze parole che ogni tanto affiorano sulla possibilità della nascita di un “Partito del Sud” come semplici cartucce a salve sparate nel contesto di turbolenze di cui presto non si parlerà più. Perché forse dietro queste mezze idee sparpagliate e ancora spesso fra loro contraddittorie si profila un cambiamento di lungo periodo nella struttura della rappresentanza democratica a livello nazionale.
In democrazia le rappresentanze devono riflettere gli interessi dei cittadini nelle decisioni importanti. E le decisioni che contano sono quelle che, oltre a comportare consistenti trasferimenti di risorse, hanno esiti fortemente dipendenti dalla maggioranza che le prende. Se le posizioni iniziali sono vicine, la tensione è bassa e la rappresentanza serve poco.Storicamente le decisioni con margine di variabilità alto rispetto alle possibili maggioranze sono state quelle riguardanti trasferimenti fra gruppi sociali: ricchi-poveri, imprenditori-lavoratori, giovani-vecchi. E la configurazione destra-sinistra riflette questa consolidata contrapposizione di interessi. Ma oggi la potenziale variabilità delle decisioni su molti di questi trasferimenti importanti è diminuita, perché è aumentato il consenso generale sulla loro entità.
Le decisioni dove la tensione è alta – quelle per le quali la rappresentanza è importante – riguardano in misura crescente la localizzazione spaziale delle risorse, perché vertono su problemi messi a fuoco più di recente, sui quali il consenso non è maturo. Per questo tipo di decisioni la configurazione della rappresentanza che riflette gli interessi in gioco è quella di aggregazioni di interessi omogenei rispetto alla collocazione spaziale più che sociale.Poiché la rappresentanza democratica tende a riflettere gli interessi delle parti in causa, l’implicazione è che nell'attuale fase storica il peso politico dei gruppi di interesse caratterizzati socialmente è destinato a diminuire, e quello delle aggregazioni caratterizzate geograficamente ad aumentare. Il meccanismo di rappresentanza democratica spiega dunque il peso politico raggiunto dalla Lega Nord (chi di noi lo prevedeva guardando al tg le loro prime scampagnate?), e lo stesso meccanismo spiegherebbe la comparsa di un Partito del Sud. (1) Entrambi potrebbero coesistere in modo proficuo all'interno del sistema delle regole istituzionali nazionali: bisogna disegnare un meccanismo che induca ognuno a vigilare sulla efficienza della allocazione delle risorse gestite dall'altro evitando equilibri collusivi.(1) Per inciso, spiega anche altre cose: in Italia, l'indebolimento del Berlusconi simbolo di una 'vittoria sui comunisti' ormai superata dalla storia, e l'oggettivo smarrimento programmatico della sinistra; in Francia, una economia territorialmente omogenea, la riduzione dei contrasti fra i partiti storici, fino alla composizione bi-partisan del governo Sarkozy; negli Stati Uniti la tenuta della tradizionale alternativa fra Democratici e Repubblicani, sostenuta dal trasferimento di risorse fra l’'industria bellica e quella farmaceutica; in campo internazionale, la crescente importanza del G20 e il connesso peso degli interessi regionali.
(Tratto da www.lavoce.info)
www.lavoce.info
Incendiata auto di un cronista freelance
(ANSA) Un attentato incendiario ha distrutto l'auto del giornalista freelance pugliese Gianni Lannes, direttore del giornale online "Terra nostra". Lo dice la stessa testata, secondo cui l'attentato sarebbe avvenuto ad Orta Nova, nel Foggiano, nella notte, a seguito di "una minaccia di morte di stampo mafioso, armi in pugno". Lannes, spiega "Terra nostra", è un "freelance investigativo specializzato in traffico di esseri umani, armi e rifiuti pericolosi, attualmente impegnato in una delicata inchiesta".
martedì 30 giugno 2009
Canonico: «Faremo di tutto per una politica di beneficio e progresso»

È iniziata a Baselice l’era Canonico. Sabato scorso, in una affollata sala consiliare, il primo Consiglio comunale ha visto l’insediamento del neosindaco, il dottor Domenico Canonico, e della sua squadra.
Ad affiancare nella guida del paese il Primo cittadino, nelle vesti di vicesindaco il dottor Giuseppe Ferro, gli assessori (ai quali ancora non sono state affidate le deleghe) avvocato Salvatore Brancaccio, Zeolla Romano e Pasquale Stravato, nonché i consiglieri Michele Bianco, Michele Del Vecchio, Giancarlo Verdura e il dottor Isidoro Mascia.
Dopo il giuramento del Sindaco e tutti gli adempimenti burocratici scanditi dai frenetici applausi dei presenti in aula e nei locali del Comune, sono iniziati i festeggiamenti preceduti dal tanto atteso discorso del dottor Canonico, che non ha mancato durante il suo intervento di togliersi qualche sassolino dalla scarpa.
“Ringrazio tutti i baselicesi e tutti gli emigranti che per la prima volta - ha esordito il Sindaco -, con enorme sacrificio, sono tornati a Baselice per le votazioni, dandomi la possibilità e la fiducia di ricoprire questo importante ruolo. Io e la mia squadra faremo di tutto per attuare una politica che possa portare beneficio e progresso a tutta la comunità. É ora di voltare pagina, sarò il Sindaco di tutti baselicesi, di chi ci ha votato e di chi è stato dall’altra parte, basta divisioni, è giunto il momento di riportare a Baselice un clima di serena convivenza civile e questo dobbiamo farlo tutti insieme”.
E rivolgendosi ai giovani, che hanno svolto un ruolo decisivo durante questa tornata elettorale, li ha invitati a non allontanarsi dalla politica ma soprattutto di non smettere mai di coltivare i loro sogni e di credere che il futuro sono loro e che loro dovranno impegnarsi per il riscatto economico, sociale e culturale del loro paese.
Il neo Sindaco ha anche ricordato la figura del compianto professor Aldo Lepore, al termine uno scrosciante e caloroso applauso si è levato tra i presenti.
A chiusura del suo intervento, Canonico ha lanciato un duro monito alla precedente Amministrazione: “La campagna elettorale è finita e con essa devono finire i veleni, i ricatti, le ritorsioni, le liste di proscrizione, la ‘caccia ai traditori’. Il popolo ha scelto e deve sentirsi libero anche nell’esercizio della critica che costituisce il sale della democrazia”.
In precedenza, nell’aula consiliare erano intervenuti il vicesindaco Giuseppe Ferro e l’assessore Salvatore Brancaccio. Il neo vicesindaco Ferro ha ringraziato tutti per la grossa mole di voti che hanno voluto attribuirgli, mentre l’assessore Brancaccio ha esordito dicendo: “questa amministrazione sarà l’amministrazione di tutti; il Comune - ha detto - sarà aperto anche a chi non ha espresso la propria preferenza per la nostra lista. Bisogna stemperare il clima della campagna elettorale, perché solo in un clima di concordia si potrà lavorare fattivamente per il benessere della comunità”.
Al discorso del Sindaco nella piazza municipale, il via libera alla festa aperta dai fuochi d’artificio della ditta Colarusso di San Bartolomeo, offerti a tutta la comunità dall’onorevole Luca Colasanto, che durante tutta la campagna elettorale non ha mai smesso di dare appoggio concreto e morale alla lista “La Nostra Terra”.
La serata è proseguita all’insegna della buona musica, ballando fino a notte fonda sulle note musicali dei maestri Sandro Paolozza e Aldo Pareo con l’ausilio di Dionigi Bianco; sono intervenuti anche gli artisti Lino e Leo, Michelino Paolozza, Francesco Delli Veneri, Franco Assabino e Salvatore Palmieri.
Ricco il buffet, per il quale sono state coinvolte tutte le attività locali; il vino (Ripa di Troia, Oro del Sannio e Moscato di Baselice) è stato offerto dalla cantina “Tenute Colasanto”. I festeggiamenti, i balli, in un clima di autentica fratellanza e amicizia, si sono protratti per tutta la notte.
La nuova Baselice ha iniziato la sua vita.
(Ilsannioquotidiano.it)
lunedì 29 giugno 2009
A Baselice l'insediamento della nuova amministrazione del sindaco Canonico
La sera di sabato 27 giugno, nell’aula consiliare del Comune di Baselice si è proceduto all'd’insediamento della nuova amministrazione civica eletta lo scorso 6 e 7 giugno. Alla presenza di molte persone, il neo sindaco, Domenico Canonico, ha nominato gli assessori: Giuseppe Ferro, Salvatore Brancaccio, Romano Zeolla e Pasquale Stravato, Ferro ha assunto anche la carica di vicesindaco.
Gli altri consiglieri sono: Giancarlo Verdura, Michele Bianco, Michele Del Vecchio e Isidoro Mascia; per la minoranza, Antonio Del Vecchio, candidato a sindaco per la lista perdente, Annamaria Ricci, Massimo Maddalena e Lucio Pietrantuono. Si è proceduto, poi, alla nomina della commissione elettorale composta di Michele Bianco e Michele Del Vecchio per la maggioranza, e Annamaria Ricci per la minoranza.
Successivamente, nell’adiacente piazza ci sono stati i festeggiamenti, terminati con fuochi pirotecnici. Il nuovo consiglio comunale con la lista civica “La nostra terra” ha vinto nelle scorse elezioni con 1024 voti contro i 1005 della lista “Il campanile” capeggiata da Antonio Del Vecchio.
(ilquaderno.it)
Gli altri consiglieri sono: Giancarlo Verdura, Michele Bianco, Michele Del Vecchio e Isidoro Mascia; per la minoranza, Antonio Del Vecchio, candidato a sindaco per la lista perdente, Annamaria Ricci, Massimo Maddalena e Lucio Pietrantuono. Si è proceduto, poi, alla nomina della commissione elettorale composta di Michele Bianco e Michele Del Vecchio per la maggioranza, e Annamaria Ricci per la minoranza.
Successivamente, nell’adiacente piazza ci sono stati i festeggiamenti, terminati con fuochi pirotecnici. Il nuovo consiglio comunale con la lista civica “La nostra terra” ha vinto nelle scorse elezioni con 1024 voti contro i 1005 della lista “Il campanile” capeggiata da Antonio Del Vecchio.
(ilquaderno.it)
sabato 27 giugno 2009
Baselice, Canonico sceglie Ferro come vicesindaco

(Ilmattino.it) Previsto per sabato (alle 20 di questa sera, ndr) l'insediamento della nuova compagine amministrativa. Il neo sindaco Domenico Canonico (nella foto) ha già individuato la squadra che lo affiancherà nel cammino amministrativo. La carica di vicesindaco sarà ricoperta da Giuseppe Ferro, mentre gli altri assessori saranno: Salvatore Brancaccio, Romano Zeolla e Pasquale Stravato. Pertanto, il Consiglio sarà chiamato alla verifica delle condizioni di eleggibilità e compatibilità degli eletti, sia per quanto concerne il sindaco che gli altri consiglieri. In seguito si passerà al giuramento del neo primo cittadino ed alla nomina del vicesindaco e dei componenti la giunta. Tra i primi atti che andrà ad adottare questa amministrazione rientra il rinnovo della commissione elettorale.
Sicuro e determinato il primo cittadino che tra l'altro afferma: «Siamo pronti per attuare il nostro programma ed è intenzione di tutti i componenti la maggioranza stare vicino ai cittadini, al di fuori di ogni schieramento politico. La cittadinanza potrà contare, in qualsiasi momento, sulla disponibilità di tutti noi. Ancora una volta vorrei poter ringraziare i baselicesi che ci hanno dato fiducia e che sicuramente già da questo primo consiglio potranno conoscere ancora meglio e dettagliatamente gli indirizzi generali che saranno alla base del nostro cammino amministrativo. Tra noi c'è entusiasmo e, pertanto, colgo l'occasione per invitare tutta la cittadinanza al Consiglio d'insediamento ed in particolare i giovani, i quali liberamente potranno sottoporci proposte ed iniziative indirizzate alla crescita del nostro piccolo paese. Qualsiasi nostra attività sarà comunque animata da un indiscutibile spirito di collaborazione. Sabato, alla fine del Consiglio, Baselice tutta è invitata alla festa di ringraziamento». vi.co.
giovedì 25 giugno 2009
L'allarme della Corte dei Conti: "Crisi e corruzione, mali del Paese"
ROMA – (…) la Corte lancia l'allarme corruzione nelle pubbliche amministrazioni nel suo giudizio sul Rendiconto generale dello Stato. Un fenomeno, quella della corruzione, "talmente rilevante da far più che ragionevolmente temere che il suo impatto sociale possa incidere sullo sviluppo economico del Paese.
Corruzione. La cifra dice molto: 50/60 miliardi di euro all'anno. Una vera e propria "tassa immorale e occulta pagata con i soldi prelevati dalle tasche dei cittadini". Secondo la Corte, "altre e maggiori conseguenze vengono prodotte dalla corruzione serpeggiante nella Pubblica amministrazione. Un danno anche d'immagine che costituisce "un ulteriore costo non monetizzabile per la collettività, che rischia di ostacolare (soprattutto in Italia meridionale)gli investimenti esteri, di distruggere la fiducia nelle istituzioni e di togliere la speranza nel futuro alle generazioni di giovani, di cittadini e di imprese". Ma la repressione, da sola, non basta. Bisogna intervenire sul piano organizzativo "agendo sui comportamenti, sulle procedure, sulla trasparenza dell'attività amministrativa al fine di prevenire e/o limitare la probabilità che si realizzino gli eventi corruttivi descritti" (…).
Tratto da Repubblica.it
Corruzione. La cifra dice molto: 50/60 miliardi di euro all'anno. Una vera e propria "tassa immorale e occulta pagata con i soldi prelevati dalle tasche dei cittadini". Secondo la Corte, "altre e maggiori conseguenze vengono prodotte dalla corruzione serpeggiante nella Pubblica amministrazione. Un danno anche d'immagine che costituisce "un ulteriore costo non monetizzabile per la collettività, che rischia di ostacolare (soprattutto in Italia meridionale)gli investimenti esteri, di distruggere la fiducia nelle istituzioni e di togliere la speranza nel futuro alle generazioni di giovani, di cittadini e di imprese". Ma la repressione, da sola, non basta. Bisogna intervenire sul piano organizzativo "agendo sui comportamenti, sulle procedure, sulla trasparenza dell'attività amministrativa al fine di prevenire e/o limitare la probabilità che si realizzino gli eventi corruttivi descritti" (…).
Tratto da Repubblica.it
lunedì 22 giugno 2009
Referendum, i baselicesi disertano i seggi

Bassissima l’affluenza dei baselicesi al Referendum del 21 e 22 giugno. Per il quesito numero 1 e numero 2 hanno votato solamente 293 elettori (il 13,30 per cento dei votanti). Favorevoli ad abolire il collegamento di coalizione alla Camera sono stati 209 (l’81,64 %) contrari 47 (il 18,3 per cento). I sì per l’abolizione del collegamento alla coalizione al Senato sono stati 214 (l'82,3 per cento) i no 46 (il 17,6 per cento).
Mentre per il terzo quesito, quello che abroga la candidatura in tutte le circoscrizioni, hanno votato 298 elettori (il 13,53 per cento). 242 (l’88,3 per cento) sono stati i favorevoli e 32 (l'11,6 per cento) i contrari.
sabato 20 giugno 2009
CHI HA IN PUGNO LA ASL BN1?
Don Franco Iampietro*
Piove sul bagnato! Tradendo il senso della massima evangelica i “padroni del vapore” si impegnano perché “ a chi non ha, sia tolto anche quello che ha”.
Perché il Fortore deve perdere anche la sede del distretto sanitario? A questa domanda che la popolazione si pone, nessuno, ad oggi, ha dato una risposta motivata ed esauriente. Cosa non va nella collocazione attuale? Quali vantaggi verrebbero alla ASL e alle popolazioni dallo spostamento di sede da San Bartolomeo in Galdo a Morcone? Da quanto è dato sapere: nessuno; la popolazione di San Bartolomeo è più numerosa di quella di Morcone; la zona è più distante dal centro e quindi con meno servizi a disposizione; le strutture che ospitano gli uffici sono nuovi, comodi, funzionali e di proprietà della ASL; San Bartolomeo è sede della Comunità Montana e quindi risponde ai criteri regionali per la collocazione della sede del distretto (Morcone ha questo requisito?).
E’ lecito allora domandarsi: chi è che vuole questo spostamento? Non sembra che gli operatori della ASL siano entusiasti di questa eventualità. E allora: a chi giova? Chi la vuole e perché? Domande che ne suscitano una più inquietante: Chi ha “in pugno” la ASL Bn1? Chi comanda davvero? Dove e da chi sono prese le decisioni che riguardano la salute della gente? Se a decidere è la ASL in piena autonomia (per razionalizzare, per contenere i costi, per migliorare i servizi ecc.), anche se a malincuore, la decisione si accetta. Ma il timore fondato è che a decidere siano altri soggetti che hanno tutt’altre finalità ed interessi.
Si teme, a ragion veduta, che a volere questo cambio di sede siano i soliti politicanti che da trent’anni affliggono e distruggono queste nostre terre. Questo non è accettabile. Questi prepotenti, tanto arroganti quanto pavidi, non possono consentirsi di “usare” anche la salute della gente per perseguire i loro poco nobili scopi. Al Fortore negli anni è stato tolto tutto; promesso molto; dato niente.
Con che coraggio si continua a depredare quel poco che è rimasto? Le autorità preposte (Prefetto, Regione, Sindaco di Benevento, Sindaci del Fortore ecc.) intervengano a scongiurare questo ulteriore “schiaffo” alla dignità di popolazioni già tanto penalizzate. Questo popolo è dignitoso, rispettoso e pacifico; ma di fronte a questa ulteriore ingiusta umiliazione non resterebbe in silenzio: il tempo della sterile rassegnazione è finito! Il popolo del Fortore si farà sentire e in maniera rumorosa. In tante occasioni si sono garantite proteste civile e pacifiche. Ora questa garanzia non può darla nessuno; la corda troppo tesa si spezza, dice il vecchio saggio proverbio. Chi è chiamato a prendere le decisioni del caso se ne assumerà tutte le responsabilità e relative conseguenze.
*Parroco in San Bartolomeo in Galdo
Piove sul bagnato! Tradendo il senso della massima evangelica i “padroni del vapore” si impegnano perché “ a chi non ha, sia tolto anche quello che ha”.
Perché il Fortore deve perdere anche la sede del distretto sanitario? A questa domanda che la popolazione si pone, nessuno, ad oggi, ha dato una risposta motivata ed esauriente. Cosa non va nella collocazione attuale? Quali vantaggi verrebbero alla ASL e alle popolazioni dallo spostamento di sede da San Bartolomeo in Galdo a Morcone? Da quanto è dato sapere: nessuno; la popolazione di San Bartolomeo è più numerosa di quella di Morcone; la zona è più distante dal centro e quindi con meno servizi a disposizione; le strutture che ospitano gli uffici sono nuovi, comodi, funzionali e di proprietà della ASL; San Bartolomeo è sede della Comunità Montana e quindi risponde ai criteri regionali per la collocazione della sede del distretto (Morcone ha questo requisito?).
E’ lecito allora domandarsi: chi è che vuole questo spostamento? Non sembra che gli operatori della ASL siano entusiasti di questa eventualità. E allora: a chi giova? Chi la vuole e perché? Domande che ne suscitano una più inquietante: Chi ha “in pugno” la ASL Bn1? Chi comanda davvero? Dove e da chi sono prese le decisioni che riguardano la salute della gente? Se a decidere è la ASL in piena autonomia (per razionalizzare, per contenere i costi, per migliorare i servizi ecc.), anche se a malincuore, la decisione si accetta. Ma il timore fondato è che a decidere siano altri soggetti che hanno tutt’altre finalità ed interessi.
Si teme, a ragion veduta, che a volere questo cambio di sede siano i soliti politicanti che da trent’anni affliggono e distruggono queste nostre terre. Questo non è accettabile. Questi prepotenti, tanto arroganti quanto pavidi, non possono consentirsi di “usare” anche la salute della gente per perseguire i loro poco nobili scopi. Al Fortore negli anni è stato tolto tutto; promesso molto; dato niente.
Con che coraggio si continua a depredare quel poco che è rimasto? Le autorità preposte (Prefetto, Regione, Sindaco di Benevento, Sindaci del Fortore ecc.) intervengano a scongiurare questo ulteriore “schiaffo” alla dignità di popolazioni già tanto penalizzate. Questo popolo è dignitoso, rispettoso e pacifico; ma di fronte a questa ulteriore ingiusta umiliazione non resterebbe in silenzio: il tempo della sterile rassegnazione è finito! Il popolo del Fortore si farà sentire e in maniera rumorosa. In tante occasioni si sono garantite proteste civile e pacifiche. Ora questa garanzia non può darla nessuno; la corda troppo tesa si spezza, dice il vecchio saggio proverbio. Chi è chiamato a prendere le decisioni del caso se ne assumerà tutte le responsabilità e relative conseguenze.
*Parroco in San Bartolomeo in Galdo
venerdì 19 giugno 2009
Posti di lavoro, a farne le spese è sempre il Sud
Quadruplica il numero di lavoratori in cassa integrazione nel primo trimestre dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2008. A subire maggiormente la crisi i giovani fino a 34 anni, più gli uomini delle donne, come sempre nel Mezzogiorno. La crisi economica brucia altri 204 posti di lavoro nel primo trimestre del 2009. Secondo l’Istat il primo trimestre c’ è stata una diminuzione di 0,9 in percentuale rispetto allo stesso periodo del 2008. Il dato risente della diminuzione dei posti di lavoro degli italiani di 426 mila unità e del complessivo aumento dell’occupazione degli stranieri che raggiunge quota 222 mila. (…).
Dinamismo al Nord e al Centro, arretra il Mezzogiorno
L'indicatore si posiziona al 30,7 per cento nel Nord e al 33,1 per cento nel Centro, in entrambi i casi sostanzialmente stabile rispetto a un anno prima. Nel Mezzogiorno invece il tasso di inattività registra un significativo incremento (dal 47,9 per cento del primo trimestre 2008 al 48,8 per cento) al quale contribuiscono entrambe le componenti di genere. Il tasso di inattività femminile nelle regioni meridionali rimane pertanto particolarmente elevato e pari al 63,7 per cento.
(tratto da rainews24)
Dinamismo al Nord e al Centro, arretra il Mezzogiorno
L'indicatore si posiziona al 30,7 per cento nel Nord e al 33,1 per cento nel Centro, in entrambi i casi sostanzialmente stabile rispetto a un anno prima. Nel Mezzogiorno invece il tasso di inattività registra un significativo incremento (dal 47,9 per cento del primo trimestre 2008 al 48,8 per cento) al quale contribuiscono entrambe le componenti di genere. Il tasso di inattività femminile nelle regioni meridionali rimane pertanto particolarmente elevato e pari al 63,7 per cento.
(tratto da rainews24)
mercoledì 17 giugno 2009
L’associazione Afea augura buon lavoro al neosindaco Canonico
Pietro Di Lorenzo, presidente dell’associazione Afea (l'Associazione per lo sviluppo delle fonti di energia alternative), ha scritto una lettera aperta al neo sindaco di Baselice, Domenico Canonico, per formulargli gli auguri di buon lavoro all’atto dell’insediamento della nuova Amministrazione Comunale. “Afea – scrive Di Lorenzo -, che si occupa di divulgare e diffondere la conoscenza e l’uso delle energie alternative, resta a disposizione per eventuale consultazione che sarà fatta, se richiesta, sempre e soltanto gratuitamente”.
(fonte: il quaderno.it)
(fonte: il quaderno.it)
martedì 16 giugno 2009
4.178 volte L'Altro sud
*Antonio Gentile
Cari Amici, la buona prestazione elettorale del nostro Movimento alle elezioni provinciali di Napoli, ottenuta in soli venti giorni dalla decisione di partecipare a questa competizione, ci conferisce, oggi, nuove ed importanti responsabilità. L'impegno straordinario dei nostri dirigenti e dei tanti amici che ci hanno consigliato e sostenuto, hanno permesso alla nostra organizzazione di dare inizio concreto a quel processo di rinnovamento politico e civile auspicato da tutti.
Un grazie particolare va ai nostri Candidati, veri protagonisti di questa performance elettorale, che con il loro impegno hanno diffuso sul territorio i valori positivi di quel Sud altro, fatto di legalità, di dignità, di voglia di riscatto.
Grazie, dunque, ad Imma, Luca, Massimo, Ettore, Lello, Pietro, Andrea, Stefano, Noemi, Vincenzo, Emiddio, Rino, Bruno, Antonio, Stefania, Grazia, Ferdinando, Immacolata, Giuliana, Domenico, Alessandro, Maria Pia, Biagio, Mario, Luigi, Stanislao, Giovanni, Gaetano: non ci sarà un voto, non ci sarà un minuto del vostro lavoro che sarà stato sprecato, che sarà stato inutile.
L'Altro Sud, in questa esperienza elettorale, ha fatto conoscere a migliaia di persone, a gran parte dei media, il suo progetto politico, raccogliendo consensi insperati ed investendo questa sua notorietà nelle prossime e storiche iniziative.
Il Mezzogiorno d'Italia vive in questa fase della sua storia, una condizione di estrema emarginazione.Cancellata la Questione Meridionale, vengono sottratti e deviati altrove fondi e risorse destinate al Sud. Viene imposto, da forze politiche ostili alla nostra gente, con la complicità dei partiti nazionali, un Federalismo Fiscale costruito ad arte per distruggere ogni criterio di solidarietà nazionale.
Il dilagare inquietante di una forza xenofoba e discriminatrice come la Lega Nord anche nel Centro Italia, condiziona in modo assoluto il governo e lo ricatta nelle sue scelte, spingendo il Mezzogiorno verso un disastro epocale.
Cominciano, ormai, a mancare risorse fondamentali per la Sanità, per la Scuola, per i servizi sociali, per le infrastrutture. Si torna ad emigrare in massa, privando i nostri territori di classe dirigente. Crescono in modo allarmante il numero delle famiglie povere, dei disoccupati, delle realtà produttive che chiudono o che si avviano a farlo, come nel caso di Pomigliano d'Arco. Ed, interi territori, finiscono sotto il controllo della criminalità organizzata. Proprio in queste ore, la nuova parola d'ordine di questi degni rappresentanti dei poteri forti padani, è la vergognosa ed umiliante riproposizione delle "gabbie salariali", oggi diventate "salari differenziati".
E, in questo sfascio generale, si distingue il "silenzio assordante" della nostra classe politica meridionale, travolta da scandali, corruzione, connivenze, degrado morale, incapace di tutelare a livello centrale l'interesse dei circa venti milioni di cittadini meridionali.
Pertanto, il nostro Sud, onde evitare di precipitare in quella "discarica terzomondista" dove vorrebbe farci risiedere un "autorevole" rappresentante di questo governo, deve presto ritrovarsi come "comunità politica" in grado di difendersi e di autogestirsi.
Ora è il momento delle scelte storiche. È il momento che si sviluppi sempre più un grande movimento meridionalista, costituito da gente onesta, preparata e disposta a salvaguardare con tenacia l'interesse dei nostri cittadini.
Noi de L'Altro Sud abbiamo iniziato questa marcia di rinnovamento e di emancipazione delle nostre popolazioni. E, proprio da questo risultato elettorale partiremo alla conquista dei sancta sanctorum del potere politico nazionale.
Dateci ancora più forza e partecipate attivamente a questo grande progetto politico e, tutti insieme, cambieremo i nostri destini.
"Sarebbe bello essere liberi da ogni responsabilità. Eppure, se si hanno delle responsabilità, sarebbe da codardi non assumersene il peso"
*Presidente nazionale de L'Altro Sud-UDS
sabato 13 giugno 2009
Errata corrige, sabato 27 giugno l'insediamento del nuovo consiglio

Ci scusiamo con i lettori, l'insediamento del nuovo consiglio comunale di Baselice non è per domani venerdì 19 ma per sabato 27 giugno. In quell'occasione verrà composta la nuova giunta con le deleghe ai nuovi assessori. Dunque dalla fine del mese il neo sindaco entrerà nelle sue piene funzioni amministrative.
martedì 9 giugno 2009
Baselice, ecco la composizione del nuovo consiglio comunale
Ecco i nomi dei componenti del nuovo consiglio comunale. Per la maggioranza Domenico Canonico (sindaco), Giuseppe Ferro, Salvatore Brancaccio, Romano Zeolla, Giancarlo Verdura, Pasquale Stravato, Michele Bianco, Michele Del Vecchio, Isidoro Mascia. Per la minoranza: Antonio Del Vecchio, Annamaria Ricci, Massimo Maddalena e Lucio Pietrantuono.
A Baselice i votanti sono stati 2.064 (il 62,65%) su 3.294 elettori. Le schede bianche sono state 24, quelle nulle 11.
A Baselice i votanti sono stati 2.064 (il 62,65%) su 3.294 elettori. Le schede bianche sono state 24, quelle nulle 11.
Elezioni a Baselice, ecco tutti i voti
LISTA LA NOSTRA TERRA
DOMENICO CANONICO 1024
Anzuino Giovanni 44
Bianco Michele 70
Brancaccio Salvatore 99
Del Vecchio Michele 58
Delli Veneri Francesco 48
Ferro Giuseppe 207
Mascia Isidoro 53
Mascia Paolo 35
Pastore Giuseppe 44
Stravato Pasquale 71
Verdura Giancarlo 73
Zeolla Romano 87
LISTA IL CAMPANILE
ANTONIO DEL VECCHIO 1005
Bianco Italo 57
Brunetti Leonardo 56
Cece Giovanni 39
Colasanto Massimo 41
Cormano G. Antonio 80
Maddalena Massimo 142
Maddalena Michele 69
Palmieri Antonio 33
Paolozza Antonio 54
Petruccelli Michele 44
Pietrantuono Lucio 87
Ricci Annamaria 155
DOMENICO CANONICO 1024
Anzuino Giovanni 44
Bianco Michele 70
Brancaccio Salvatore 99
Del Vecchio Michele 58
Delli Veneri Francesco 48
Ferro Giuseppe 207
Mascia Isidoro 53
Mascia Paolo 35
Pastore Giuseppe 44
Stravato Pasquale 71
Verdura Giancarlo 73
Zeolla Romano 87
LISTA IL CAMPANILE
ANTONIO DEL VECCHIO 1005
Bianco Italo 57
Brunetti Leonardo 56
Cece Giovanni 39
Colasanto Massimo 41
Cormano G. Antonio 80
Maddalena Massimo 142
Maddalena Michele 69
Palmieri Antonio 33
Paolozza Antonio 54
Petruccelli Michele 44
Pietrantuono Lucio 87
Ricci Annamaria 155
lunedì 8 giugno 2009
Canonico: "Questa vittoria la dedico a tutto il popolo di Baselice"
Ecco il primo commento a caldo del neo sindaco Domenico Canonico: “Questa vittoria la dedico a tutto il popolo di Baselice, alla mia famiglia, a tutti gli emigranti. E soprattutto ai giovani, il loro contributo è stato fondamentale”.
SVOLTA STORICA A BASELICE, VINCE CANONICO
Domenico Canonico è il nuovo sindaco Baselice. Diventa così primo cittadino a capo della lista “La nostra terra” con 1.024 voti (50,46%) contro i 1.005 (49,53%) di Antonio Del Vecchio con la lista “Il Campanile”.
sabato 6 giugno 2009
Fortore, nasce l'associazione Trediciarchi

Si è costituita da poco l’Associazione Trediciarchi, un’associazione che ha per fondamento statutario la promozione e lo sviluppo culturale, sociale e turistico dell’area del Fortore. I suoi scopi principali sono infatti quelli di svolgere attività di studio, di ricerca, di informazione e di documentazione per favorire la conoscenza dell’area del Fortore e contribuire al recupero del suo patrimonio storico, artistico, demoetnoantropologico, archeologico, naturalistico e ambientale.
L’Associazione, pur avendo sede a Riccia, si rivolge comunque ad un territorio più ampio, il territorio attraversato dal fiume Fortore che interessa le province di Campobasso, Foggia e Benevento. Un’area omogenea per orografia ed affinità etniche e nella quale sono presenti numerose comunità...
Un’area nella quale l’isolamento e la strisciante marginalità subita nel corso degli anni hanno agito in profondità facendo smarrire o dimenticare al proprio interno quelle comuni origini delle quali si rinviene traccia, ancorché trasformate e indebolite, ad esempio nelle tradizioni popolari, nella parlata e nei termini dialettali, nelle preparazioni alimentari, nella presenza assai diffusa di famiglie che rivelano con il loro cognome luoghi di provenienza contigui e unioni nuziali esogamiche: testimonianza di una intensa mobilità, che trova riscontro nei numerosi, costanti e vicendevoli rapporti commerciali o in quelli di scambio legati alla transumanza.
Sono trentotto i paesi, con una popolazione di circa 72.000 residenti, che ricadono nelle tre Comunità montane – quella del Fortore molisano, quella del Fortore beneventano e quella del Sub Appennino dauno – esistenti nell’area. Paesi che conservano per lo più assetti ed architetture urbane originarie, che si caratterizzano per le atmosfere rarefatte dei centri storici, scrigni di tesori artistici dimenticati o scarsamente valorizzati.
A questi paesi, alle loro popolazioni e, soprattutto, alle associazioni culturali e ai comitati operanti al loro interno si rivolge l’Associazione Trediciarchi, per tentare di dare vita sia ad un’idea condivisa di riscoperta identitaria, sia ad una serie di concrete proposte per la valorizzazione delle produzioni tipiche, dell’artigianato, delle tradizioni religiose e popolari, delle bellezze artistiche, architettoniche e naturalistiche dell’intera area.
Per tali ragioni l’Associazione ha scelto come nome e come logo l’immagine stilizzata del ponte sul fiume Fortore; ponte che mette in comunicazione la provincia di Campobasso con quella di Foggia e con il territorio beneventano a ridosso di San Bartolomeo in Galdo. La struttura, già menzionata nella relazione di Capecelatro del 1652, prende infatti il nome dalle tredici arcate che ne formavano la nuova costruzione, terminata nel 1859. Danneggiato durante la Seconda guerra mondiale esso fu ripristinato in seguito e gli archi diminuiti a sette; oggi è stato sostituito da un moderno viadotto conservando, comunque, la vecchia denominazione. Un’opera che ben rappresenta gli sforzi fatti dagli abitanti delle zone fortorine per strappare dall’isolamento le proprie comunità e avvicinarle tra esse.
Tra i programmi imminenti vi è l’organizzazione di un convegno di archeologia, durante il quale sarà fatto il punto sullo stato delle campagne di scavo che da diversi anni interessano l’area. I lavori finora condotti hanno messo in luce l’esistenza di antichi insediamenti a testimonianza di una diffusa antropizzazione del territorio e di una rilevante importanza strategica e religiosa dello stesso. Seguiranno, inoltre, iniziative di carattere editoriale e promozionale. Per avere maggiori informazioni ed aderire al progetto si può mandare una email all’indirizzo associazionetrediciarchi@virgilio.it, oppure collegarsi su Facebook e cercare la pagina corrispondente all’Associazione.
Elezioni, urne aperte dalle 15

Da stamattina anche a Baselice si sono insediati i seggi per le elezioni comunali ed europee del 6 e 7 giugno. Si vota oggi dalle 15 alle 22 e domani dalle 7 alle 22. Lo spoglio per le elezioni europee avverrà domani sera subito dopo la chiusura dei seggi. Lunedì invece alle 15 ci saranno le amministrative.
venerdì 5 giugno 2009
I comizi di Nicolino del Vecchio e Domenico Canonico

«Ne avrei fatto a meno di fare questo comizio perché non sono candidato. Ma fatti e circostanze mi hanno costretto a fare una chiacchierata con voi. A Baselice c’è l’oppressione e quindi i nostri avversari si apprestano a conquistare la libertà».
Esordisce così il sindaco uscente Nicolino del Vecchio nel suo comizio di ieri. E subito ha difeso la scelta di cedere il testimone al proprio rampollo. «Penso che mio figlio – dice – abbia spiegato di essere un cittadino come gli altri. Non c’è nessun patto, non c’è nessuna dinastia. Nessuna successione. Si presenta per essere giudicato come chiunque si appresta a fare politica».
Ha anche difeso i lavori fatti a palazzo Lembo e palazzo De Bellis. «Se noi non aiutiamo le imprese locali, credo che il paese diventi sempre più povero. È compito di un amministratore creare lavoro per la comunità». Ammette tuttavia che ci sono opere incompiute. «Però chi fa politica sa che i fondi non vengono sempre elargiti in pieno, ma a lotti». E poi ha risposto sulle frane («E’ colpa della natura») e sul costone tufaceo: «Sono progetti preliminare, non esecutivi. I soldi spesi per il costone sono pochi».
Infine, ha sciorinato tutti i compensi professionali per i lavori attribuiti all’avversario Domenico Canonico nella sua qualità di tecnico.
Finito il comizio la folla che riempiva piazza Convento si è spostata in massa in piazza San Pietro per ascoltare quello della lista avversaria. E subito c’è stata la risposta di Domenico Canonico. «L’avevo già anticipato nelle altre sere. C’è qualcuno che vuole a fare il sindaco per interposta persona. Chiediamoci? Perché questa sera non si è presentato il figlio a fare il comizio. Allora ho ragione quando dico che c'è qualcuno che vuole continuare una dinastia politica. Non ha parlato il figlio. E poi ha detto che ha aiutato i disabili. Ma se ha fatto causa all’associazione nazionale degli invalidi civili». E sull’occupazione: «Nessuno vuole togliere lavoro a nessuno».
Mentre sulle opere incompiute ha replicato: «I progetti devono essere finalizzati. Finiti». Il candidato della lista “La nostra terra” ha rifiutato poi il confronto sui fatti privati. «Avete mai visto Domenico Canonico fare degli attacchi personali? Io in queste sere ho parlato di politica. Le cose private non devono entrare nella politica. Il sindaco uscente si è attribuito il merito dei finanziamenti arrivati a Baselice. Ma questi sono arrivati grazie al sottoscritto, grazie al mio mestiere». E aggiunge:«Questo dimostra che non hanno più nulla da dire e da dare a questo paese».
Stasera chiusura della campagna elettorale. Parleranno i due candidati a sindaco.
mercoledì 3 giugno 2009
Canonico: se sarò eletto rinuncerò allo stipendio
Nonostante la pioggia incessante, domenica scorsa, piazza Convento era gremita per il quarto comizio di Domenico Canonico. E il leader della lista “La nostra terra” non ha disatteso le aspettative. “In caso di vittoria elettorale io e la mia squadra rinunceremo a qualsiasi indennità di carica. Perché noi non vogliamo andare al Comune per i nostri interessi personali”, ha affermato il candidato sindaco.Canonico, ha poi ribadito l’impegno a risolvere definitivamente il problema del traffico di via Santa Maria. Così come quello dell’ospizio di via Cardarella (“Che potrebbe portare all'occupazione di sei sette unità lavorative”, ha precisato). Creare poi un nucleo di Protezione civile e una cooperativa per la gestione e la manutenzione del centro urbano. Non solo. Fare anche un parco eolico comunale. “Come ha fatto il Comune di Stella in provincia di Genova che fornisce energia elettrica gratis per i propri cittadini”, ha sottolineato.
Canonico ha promesso anche di risolvere il problema dei bimbi che vivono in campagna i quali non possono frequentare gli asili di Baselice perché non c’è un bus attrezzato. Infine, ha attaccato la maggioranza uscente per la scelta di costruire un’isola ecologica vicino una casa privata. “Casa fatta con tanti sacrifici. Non c’erano altri posti. Perché proprio lì?”.
Stasera, intanto, ci sarà un nuovo comizio della lista “La nostra terra”. Mentre secondo alcune indiscrezioni nei prossimi giorni ci dovrebbe essere un comizio di risposta del sindaco uscente Nicolino del Vecchio.
(Nella foto il comizio di ieri sera)
lunedì 1 giugno 2009
Il teatro di Alfonso Mascia in "Fortore su il sipario!"

Postiamo una sintesi della relazione del prof Angelo Iampietro tenuta a Baselice il 23 maggio scorso in occasione della presentazione del nuovo lavoro del prof Alfonso Mascia "Fortore su il siparo!".
Pregevole è la veste editoriale che si presenta in tre volumi, suddivisi per temi, racchiusi in un elegante cofanetto-contenitore. Il titolo è quello della precedente edizione del 1989 “Fortore, su il sipario!”, ma l'edizione è riveduta con la cura esatta dell'ortografia e ampliata di cinque lavori. Contiene, inoltre, la traduzione interlineare dei lavori in un italiano colloquiale, che cerca di riprodurre l'efficacia, se non tutto il colore e tutto il sapore, del testo in vernacolo.
Alfonso Mascia nasce a Baselice ed ha svolto la sua opera di Professore di “Lingua e letteratura italiana e lingua e letteratura latina” nei Licei di Stato di San Bartolomeo in Galdo e di S. Marco dei Cavoti. Egli ha scritto tanto e non solo opere teatrali (drammi e commedie); di queste ultime, numerose per numero, ha voluto farci dono, attraverso il suo racconto scenico, di fatti, situazioni, eventi, memorie, ricorrenze, tradizioni, riti, comportamenti, dicerie, credenze perché la nostra memoria non dimenticasse ciò che è appartenuto al mondo valoriale di noi tutti.
Ma ciò che colgo di valore inestimabile e che, certamente sarebbe andato perduto, è l’analisi dei comportamenti del passato che il Mascia propone in vernacolo e lo fa con dovizia di particolari in un susseguirsi di situazioni sceniche, dove l’occhio dello spettatore, quasi d’incanto, segue, senza mai annoiarsi, ciò che viene rappresentato e dove questi, in tanti contesti, si riconosce.
Egli è un abile trasmettitore che non ha pari e che riesce a farlo in modo mirabile perché ne coglie tutte le sfumature; e lo fa, a volte, con un sorriso, che, in alcune vicende, diventa quasi ironia, ma mai e poi mai sarcasmo.
Egli vuol far conoscere, vuol far sapere, vuole che non si dimentichi e lo fa con lo scritto perché ognuno possa scoprire, anche a distanza di anni, come eravamo.
Egli, quindi, ci presenta il vissuto di un’intera popolazione in cui vengono evidenziate le dinamiche esistenziali, il più delle volte aspre, ma che hanno come base la semplicità e su cui si innestano anche il confronto e lo scontro.
Il Mascia scrive in vernacolo baselicese, un dialetto autentico parlato da pochi, ma il valore culturale per espressività e per i tanti temi che egli affronta, certamente, non resta ristretto al solo nostro territorio. Il vernacolo gli serve - come dice l'Autore nella prefazione - “per non tradire neppur minimamente l'anima fortorina o falsarne le sfumature”.
Sono parte integrante del suo teatro i “Canti corali”, per lo più mesti, solenni, elementi questi insostituibili e caratterizzanti: in essi l'Autore vuole che respiri l'anima della gente fortorina. Un’altra tematica che il Mascia tratta in alcuni drammi è quella storica. Lo fa – come il Mascia dice - ”per gli umori e i sapori della gente fortorina coinvolta in grandi contingenze storiche quali la dominazione spagnola e il brigantaggio post-unitario nel Fortore”. Si ricordano, a tal riguardo: “Lu briante Secule”, “Plebaglia” e “Lu 1656: ché anne chidd'anne!”.
In tutte e tre le opere i protagonisti popolani hanno piena consapevolezza dei loro limiti e si muovono nel loro agire con spirito di umanità, che resta immutato anche quando le circostanze li porterebbero ad agire diversamente.
“Lu briante Secule” è una vera lezione di storia nella quale troviamo tutti gli elementi e le problematiche dell’Italia unita; problematiche che prenderanno il nome di “Questione meridionale”, che tuttora risulta in parte irrisolta.
In “Plebaglia” l’autore delinea il mondo medioevale con le sue regole ed i suoi usi.
Il dramma vuole essere un flash sulla vita condotta dalla gente del Fortore in secoli bui e lontani: protagonista, più che il signorotto Ottavio Carafa, con la sua arroganza ed i suoi soprusi, è la gente con i suoi bisogni elementari, la gente, che, del signorotto, subisce soprusi ed arroganza. “Lu 1656: che anne chidd'anne” non sfugge all'analisi socio-storica dell'Autore, un'altra pagina dolorosa di storia fortorina: “l'anno 1656, l'anno del colera”, in cui nell'atmosfera di morte vive la storia d'amore di due giovani che trionfa sulla morte e sulla vessazione del signorotto locale.
Altro grande tema che l’autore tratta è l’emigrazione; lo fa, proprio perché Baselice, insieme a tutto il Fortore, al Sannio e all’intero Meridione non poteva sottrarsi alla portata di quest’ampio fenomeno sociale, iniziato alla fine dell’Ottocento, per le sue limitate risorse economiche.Un fenomeno di così vasta portata è presente nelle opere teatrali: “Li cane frustiate”, “Lu viaije vacante”, “Li figghie de la iaddina nere”, “Mannaggia a Sacripante”. Emigrazione vista sotto i vari aspetti: con l’emigrante che porta con sé nel Paese d’arrivo i suoi limiti comportamentali e culturali.
Il Mascia sintetizza e fa propri i motivi che hanno suscitato questo ampio fenomeno di massa. Partendo dal rifiuto del proprio vissuto nel nostro ambiente e soggetto ad un’autorità patriarcale, nel dramma: “Li cane frustiate”, Salvatore, giovane membro della famiglia Colajanni, decide di emigrare. E' questo un atto di ribellione allorquando dice: “I’ qua non ce voije sta cchiù”.
Contrapposte ad un gesto cosi deciso, in “Lu viaije nvacante” emergono la semplicità e la credulità della nostra gente dinanzi al miraggio di un’occupazione; ne approfitta il furbo mediatore per il proprio tornaconto. Lo sfruttamento è subito da Tommaso, allorquando, per una giornata di duro lavoro (quale lo spaccare legna), riceve come compensa un grazie e nulla più, accompagnata da: “tanti saluti a mammète, che brava femméne...”
Il disagio economico porta pure ad una limitazione di legami affettivi nei giovani senza futuro. E’ tutto questo racchiuso nella simpatica espressione di Giuseppina, una ragazza del paese in attesa di marito, rivolta a Tommaso, suo pretendente, anche lei senza alcuna prospettiva:“Tumà…a case vonne ca maggia marità, subbete. Come campame nuie duie? Cu l’occhie nire e li capidde ricce?”.
Altro motivo ricorrente è il migliorare il proprio tenore di vita in loco con l’acquisto di un “proprio” podere o di una “propria” casa. I sacrifici all’estero renderanno la vita più piacevole e potranno consentire maggiore dignità e prestigio sociale. Accanto ai fattori che hanno spinto la gente ad espatriare, il Mascia offre anche un’ampia panoramica sulle condizioni dell’emigrato.L’emigrato appare, per lo più, uno sprovveduto, un povero diavolo, un lavoratore instancabile che accetta qualsiasi lavoro, orgoglioso del proprio operato, un incerto, un sentimentale legato alle radici.L’autore fotografa anche una realtà che è parzialmente attuale: l’emigrazione vista come elemento di emarginazione.Il fenomeno migratorio del dopoguerra, su cui il Mascia pone l’accento con maggiore intensità, ha avuto conseguenze politiche e sociali di notevole interesse economico.
Mentre i giovani, pervasi dalla speranza di progredire e di un più facile guadagno, hanno cercato di inserirsi nel circuito evolutivo della regione industrializzata, superando remore, difficoltà ambientali e culturali, gli anziani si sono dovuti adattare per mere necessità economiche, nutrendo nell’animo sempre il sentimento delle famiglia, il legame con il propria terra d’origine, la nostalgia del proprio paese, delle proprie tradizioni, delle usanze, dei costumi. E' la decisione di Minguccio nei pressi della stazione di Torino quando dice: “Ma sa ché ce sta da nòve! Mò facce una penzàte: le manne a fa' 'ncule a Torìne e a tutte la migrazione e me ne torne a la propria terra...”.
Anche se c'è chi nei confronti della propria terra nutre rancore. E' il caso di Tommaso in “Lu viajje a nvacante” quando dice : “...I' nò. Pe Vaséuce cròcia nére! I' nò me ne venghe chhiù, maje cchiù. Lasse ca mòre!...”.
Il Mascia, con l’arte del drammaturgo, non solo rappresenta il dramma dell’emigrazione del Fortore e ,in particolare, di Baselice, ma ha esteso quel dramma all’intero Sannio che, poi, in realtà si fonde e si confonde con l’intero Sud.
Il problema dell’emigrante disadattato, si condensa e si sintetizza in
“Li figghie de la iaddina nere” nella figura di Minguccio, giovane emigrato in Germania e, poi, dopo il matrimonio, a Torino, che diventa, così, il protagonista della parte scenica di questo grande fenomeno.
Il tema dell’emigrazione tocca un po’ tutte le famiglie di Baselice e dell'intero Fortore; ogni famiglia è partecipe dell’opera del Mascia perché ha vissuto ne vive il fenomeno migratorio. Ma il Mascia, nell’approfondimento del tema, non tralascia un altro motivo che è proprio dell’emigrazione: il fenomeno delle vedove bianche è presente nell'opera suindicata. Il far teatro del Mascia mostra anche questa sfaccettatura, ma vuole essere un invito a non rompere le tre dimensioni: paese, famiglia, emigrante.L'attenzione del Mascia si sofferma in “Quanne jè nire...jè nire”, anche sull'unico tentativo di riscossa della gente fortorina: la Marcia della fame del 14 aprile 1957: un fallimento, una disdetta per il Fortore!.
In quest'ampia raccolta di opere, suddivise per temi, non poteva mancare: la commedia.
Esse s'incentrano su candide figure di una civiltà che sta per scomparire definitivamente: “Marionette, forse, - dice l'Autore -, ma di carne, che si lasciano ben volere per le loro originalità”.Si ricordano: Mannàggia a Sacepànte!“, “A fa' li cunte sènze de lu tavernàre!” e “E brave Giambattiste! Brave!”. Infine in “Ajjére e vòjje”, si fa una carrellata di momenti storici e di aspetti culturali della gente del Fortore dalla caduta del Fascismo il 25 luglio 1943alla fine del secolo, un cinquantennio di storia, un collage di elementi, desunti, con lievi adattamenti, da varie opere teatrali, sintesi del suo teatro sociale.
Angelo Iampietro
giovedì 28 maggio 2009
Comunali, scontro Del Vecchio-Canonico

Piazza Convento è piena di gente. I due palchi sono uno di fronte all’altro. il duello politico è pronto. Alle ore 21 di sabato scorso inizia, dalla balaustra del Comune, il suo primo comizio il capolista Antonio del Vecchio. «Fare politica significa stare al servizio dei cittadini», esordisce il figlio del sindaco uscente. E dopo aver letto i nomi dei componenti della lista “Il campanile”, scocca la prima sferzata agli avversari politici. «Una lista condivisa da tutti sulla scelta del candidato sindaco e dei suoi componenti. Noi crediamo di essere persone normali. Noi non crediamo di essere “scienziati”. Noi siamo persone del popolo». E aggiunge: «Non siamo avidi di potere». Ecco poi come risponde alla critica di essere l’erede politico del padre. «Questo – rivolgendosi allo sfidante – non è un semplice attacco politico, ma è un attacco personale portato avanti nei confronti di mio padre: è un’offesa nei miei confronti. Io mi sono candidato perché c’è stata una spinta da parte di alcuni amici. Per fare qualcosa per il paese».
E sulla disputa tra Monarchia e Repubblica replica: «Avete parlato di eredità in modo distorto. Mio padre non ha stipulato nessun atto col notaio in cui abbia nominato un successore. È il popolo che decide». E poi attacca la lista avversaria nella quale non viene rappresentato nemmeno un contadino.
Tuttavia, anche se nuovo alla politica l’esperienza per amministrare – a suo dire – se l’è fatta tra conti e bilanci della banca dove lavora. Nel corso del comizio ha parlato anche di programma. Costruire un palazzetto dello sport. Un piano colore per rifare le facciate delle case. Istituire un contributo per i neonati. «Il Comune – sottolinea – potrebbe anche stipulare una convenzione con le banche per dare ai residenti poveri la possibilità di ricevere in prestito di 5mila euro da restituire senza interessi». Infine, rifare la toponomastica del paese utilizzando gli artigiani del posto.
Ore 10,30. Sul lato sinistro su un camion adibito a palco sale il leader della lista “La nostra terra”.
E la risposta di Domenico Canonico non si fa attendere. «Non ci sono coltivatori diretti nella nostra lista?. Ed io che sono? Forse vi dimenticate che prima di essere un professionista sono, e resto, un figlio di contadini. Sono le nostre radici ad essere contadine». E aggiunge: «Il mio avversario politico è un bravo ragazzo. Ma ripeto non è una questione personale: è una questione politica. Ma adesso c’è una legge che manda a casa chi ha fatto due mandati. La legge va sempre rispettata. Non la si aggira come ha fatto il sindaco uscente». Il riferimento è sempre alla consegna del testimone da padre in figlio.
Poi il leader dell’opposizione spiega come si è giunti alla sua candidatura a capolista: «E’ vero abbiamo fatto riunioni su riunioni. E sapete com’è stato scelto da noi il candidato sindaco? E’ stato scelto con una votazione democratica fatta da decine di persone che hanno detto: a noi ci può rappresentare Domenico Canonico. Volete che vi dica come è stato scelto il vostro capolista? Beh! È un po’ dura. Perché se avessero scelto le persone, ce n’erano di pretendenti capolista nella vostra compagine… e quanti ce n’erano. E qualcuno si era proposto addirittura con la nostra lista».
Risponde infine all’accusa di essere ambizioso: «Per essere avidi di potere bisogna essere stati nelle stanze del potere. Io sono stato sempre nelle stalle con i contadini a lavorare. Ne sono stato digiuno per tutta la vita. Avido di potere è colui che dopo trent’anni non se ne vuole andare e vuole continuare a comandare per interposta persona».
A pochi giorni dalla chiusura della campagna elettorale s’infiamma, dunque, il dibattito politico locale.
sabato 23 maggio 2009
Sannio in silenzio nel 17° anniversario dell’uccisione di Giovanni Falcone

(IL FRESCO PROFUMO DI LBERTA’) - Oggi ricorrono 17 anni dal giorno in cui avvenne la strage di Capaci, passata alla storia della nostra Repubblica e del nostro Paese come una delle pagine più nere che si potessero mai registrare. Un tratto di autostrada completamente sventrato, proprio in prossimità dello svincolo verso Capaci, in direzione di Palermo. 500 kg di tritolo che provocarono la morte di Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo, anch’ella magistrato, e di tre dei sette agenti della scorta, Rocco Di Cillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro. Uno spartiacque insuperabile. Nessuna storiografia del nostro Paese potrà mai negare che esiste un prima e un dopo rispetto a questa strage e a quella del 19 luglio 1992 che uccise il giudice Paolo Borsellino. E’ la mafia che uccide attaccando lo Stato, dimostrando anzi qual è il vero Stato.
Oggi gli scenari sono molto cambiati ma la lotta alla mafia continua,soprattutto grazie a una grande fetta di società civile impegnata nella lotta per la legalità e per la libertà del nostro Paese. A Palermo e in tutta la Sicilia, ma anche in moltissime altre regioni d’Italia, oggi è il giorno delle commemorazioni, solenni e informali, collettive e intime. Perchè Giovanni Falcone non venga ucciso ancora dal silenzio e dall’apatia. Ma è proprio questo che si vive oggi, invece, nel Sannio. Per l’anniversario della strage di Capaci, non è prevista nessuna commemorazione, non c’è nessun evento, non vengono scritte parole su Giovanni Falcone.
Nel Sannio regnano il silenzio e l’apatia.E’ questa la realtà che respiriamo ogni giorno, questa l’attività e l’impegno di una comunità che non riesce e non vuole riscattarsi dalla propria stagnazione culturale. Il Sannio è da sempre terra di silenzi, di vita quotidiana senza troppe pretese, un ambiente piccolo-borghese che ha amato e ancora ama la propria nicchia. Neppure i nuovi eventi di oggi, l’escalation criminale registratasi in questo 2009, i fatti di camorra che adesso interessano anche noi, fanno sì che ci sia un risveglio verso nuovi orizzonti di legalità. La morte di un grandissimo giudice e di un uomo esemplare come Giovanni Falcone potrebbero fare anche solo da spunto, da indirizzo per un discorso più profondo e più ampio che tocchi anche una seria riflessione sul nostro presente e sul prossimo futuro di cittadini sanniti. Invece questo non si verifica. Regna il silenzio, e l’attivismo che c’è è tutto rivolto alla campagna elettorale in atto. Persino i giovani, tanto amati da Falcone e da lui scelti come attori fondamentali della riscossa dalla mafia, sono assorbiti dal silenzio o da un’attivismo che non darà frutti positivi per la nostra comunità. Perchè la campagna elettorale oggi non è politica, la politica è un’altra cosa.
Forse qualcosa in realtà si muove. Forse, nel silenzio assordante che fa da padrone, qualche associazione o gruppo del Sannio in queste ore sta ricordando un grande eroe del nostro Paese, ucciso da una mafia che oggi ha saputo cancellare i propri confini con ciò che è lecito e giusto. Forse ci sono anche nel Sannio cittadini impegnati e sensibili alle tematiche della legalità, che oggi non intendono lasciare che tutto scorra nel silenzio e nell’apatia, o che tutto rimanga schiacciato dal peso della campagna elettorale. Forse da qualche luogo un grido di riscossa vorrebbe già partire, ma il vincitore resta sempre il silenzio. La mafia ha ucciso ma ancora di più ha ucciso il silenzio, quello delle parole e quello della partecipazione.
Nel Sannio oggi Giovanni Falcone muore di nuovo, mentre la camorra avanza nel permanente disinteresse dei cittadini, checchè si sia detto nelle ultime settimane. Un grazie a tutti quelli che, in questa condizione generale, cercano di distinguersi alzando la testa, ma un grazie soprattutto a tutti i cittadini che, nella loro quotidianità, riescono ad imitare piccoli e grandi eroi del nostro Paese. E da questi cittadini e dai giovani più attenti che può partire il vero unanime grido di rinascita del Sannio, la nostra nave della legalità verso orizzonti nuovi, lontani dal temporale che probabilmente già ci attende.
Simone Aversano
http://simoneaversano.wordpress.com/
venerdì 22 maggio 2009
Mascia presenta il suo nuovo lavoro

Dopo la presentazione di ieri alla Biblioteca provinciale di Benevento del libro “Fortore, su il sipario!”, domani pomeriggio toccherà a Baselice accogliere il nuovo lavoro del prof Alfonso Mascia. L’opera è divisa in tre tomi ed è una raccolta (già pubblicata in passato, ma aggiornana con altro materiale) di drammi e commedie teatrali in dialetto locale.
“La Valfortore è una terra trascurata ed emarginata - ha detto Mascia a Ilquaderno.it -; mi è sembrato, dunque, giusto lasciare una traccia scritta della storia, della società, della vita di un territorio così negletto”.
mercoledì 20 maggio 2009
Elezioni, nuovo affondo di Canonico

Più si avvicina il voto e più cresce l’interesse della popolazione verso la campagna elettorale. Ieri sera piazza Convento era quasi piena. Un comizio innovativo quello della lista “La nostra terra”, prima ha parlato l’aspirante consigliere Salvatore Brancaccio. Quest'ultimo si è soffermato soprattutto sulla possibilità di costituire a Baselice un nucleo della Protezione civile (“Che non solo creerebbe posti di lavoro, ma potrebbe essere utilizzato, oltre che in caso di terremoto, in tutte le situazioni di calamità naturali”, afferma).
Giuseppe Ferro, invece, ha posto l’accento sul potenziamento della guardia medica e dei servizi sanitari per la collettività e per gli anziani.
A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato però il capolista Domenico Canonico. Il leader dell’opposizione è tornato di nuovo all’attacco sulla consegna del testimone da parte del sindaco uscente Nicolino al proprio figlio Antonio del Vecchio. “Come le baronìe di una volta”, punzecchia. E aggiunge: “Come una volta i nostri padri si sono ribellati ai signorotti, così faranno i baselicesi anche questa volta nei confronti di questa nuova Monarchia”. Infine, ha assicurato le associazioni culturali (e ce ne sono parecchie) che avranno il pieno sostegno in caso di vittoria.
Sabato sera toccherà al capolista de “Il campanile” rispondere.
martedì 19 maggio 2009
La guerra dei manifesti

È guerra dei manifesti. Dopo l’affissione della propaganda elettorale da parte della lista “La nostra terra”, capeggiata da Domenico Canonico, ora è la volta della lista “Il campanile” di Antonio del Vecchio (vedi foto).
Intanto, la compagine di minoranza terrà stasera il suo secondo comizio elettorale, nulla si sa invece su quando ci sarà quello del figlio del sindaco uscente Nicolino del Vecchio.
giovedì 14 maggio 2009
"A Baselice c'è una dinastia politica"

“A Baselice si sta costruendo una dinastia politica, c'è un ritorno alla Monarchia”. Questo il passaggio più forte del primo comizio elettorale di Domenico Canonico. Il riferimento è alla consegna del testimone da parte del sindaco uscente Nicolino del Vecchio al primogenito Antonio.
“Perché non è una questione personale, ma è una questione politica”, ha detto più volte il leader dell’opposizione. Il quale ha poi ribadito il concetto: “A nulla è servito votare nel 1948 per la Repubblica se poi a Baselice si assiste ad un ritorno alla Monarchia”.
Poi ha ringraziato tutti i sindaci che si sono succeduti nel tempo: “Hanno fatto quel che potevano per il paese”. “Ma oggi si è - sempre secondo Canonico – ad una passaggio storico importante. C’è bisogno di mettere in campo le professionalità migliori per il bene del paese”. E aggiunge: “Noi ce le abbiamo”.
Tra le trecento e le quattrocento le persone affluite ad ascoltare il debutto politico della lista “La nostra terra”. In una serata estiva, quella di ieri, il candidato a sindaco li ha presentati uno per uno i componenti della nuova compagine politica(“La maggior parte figli di contadini che si è fatta con i propri sacrifici”). E gli aspiranti consiglieri erano sul palco lì intorno a lui: quasi a simboleggiare la forza del gruppo.
Un discorso tutto sommato moderato, equilibrato. Canonico ha messo più volte l’accento sui fondi all’agricoltura. E il suo impegno in passato è stato – anche in collaborazione con l’attuale maggioranza – proprio quello di far ottenere ai coltivatori i contributi regionali ed europei (“Sarò sempre al vostro fianco”, il messaggio indirizzato a loro).
In seguito il capolista ha parlato delle cose da fare in caso di vittoria. Con i proventi dell’eolico costituire una cooperativa di giovani che si occupano della pulizia e del decoro del paese (“In modo da dare un lavoro stabile alle nuove generazioni”).Occupare nel settore “i giovani meritevoli e bisognosi“. Risolvere per sempre il problema del traffico di via Santa Maria. Togliere l’Ici sulla prima casa agli emigranti (“Perché non è possibile che chi se l’è fatta con tanti sacrifici debba pagarci su anche le tasse”). Costruire nuovi depuratori dato che ad oggi solo il 10 per cento delle acque reflue è filtrato. Dotare il paese di una linea Internet veloce. Infine, far decollare una volta per sempre l’ospizio di via Cardarella.
La palla ora passa all’avversario.
mercoledì 13 maggio 2009
Baselice, entra nel vivo la campagna elettorale

È iniziata la battaglia politica. Questa mattina Baselice si è svegliata tappezzata da manifesti della lista “La nostra terra”. Intanto, questa sera ci sarà il primo comizio di presentazione da parte di Domenico Canonico. Nei prossimi giorni vedremo quale sarà la risposta e quale strategia metterà in campo la lista avversaria “Il campanile” capeggiata da Antonio del Vecchio.
sabato 9 maggio 2009
Elezioni a Baselice, ecco le liste
Entro le dodici di questa mattina sono state presentate le liste per il rinnovo del consiglio comunale di BASELICE del 6 e 7 giugno. Confermate le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi.
LISTA LA NOSTRA TERRA
Candidato alla carica
di sindaco DOMENICO CANONICO
Anzuino Giovanni
Bianco Michele
Brancaccio Salvatore
Del Vecchio Michele
Delli Veneri Francesco
Ferro Giuseppe
Mascia Isidoro
Mascia Paolo
Pastore Giuseppe
Stravato Pasquale
Verdura Giancarlo
Zeolla Romano
LISTA IL CAMPANILE
Candidato a sindaco
ANTONIO DEL VECCHIO
Bianco Italo
Brunetti Leonardo
Cece Giovanni
Colasanto Massimo
Cormano G. Antonio
Maddalena Massimo
Maddalena Michele
Palmieri Antonio
Paolozza Antonio
Petruccelli Michele
Pietrantuono Lucio
Ricci Annamaria
LISTA LA NOSTRA TERRA
Candidato alla carica
di sindaco DOMENICO CANONICO
Anzuino Giovanni
Bianco Michele
Brancaccio Salvatore
Del Vecchio Michele
Delli Veneri Francesco
Ferro Giuseppe
Mascia Isidoro
Mascia Paolo
Pastore Giuseppe
Stravato Pasquale
Verdura Giancarlo
Zeolla Romano
LISTA IL CAMPANILE
Candidato a sindaco
ANTONIO DEL VECCHIO
Bianco Italo
Brunetti Leonardo
Cece Giovanni
Colasanto Massimo
Cormano G. Antonio
Maddalena Massimo
Maddalena Michele
Palmieri Antonio
Paolozza Antonio
Petruccelli Michele
Pietrantuono Lucio
Ricci Annamaria
mercoledì 6 maggio 2009
Elezioni a Baselice, si va verso la chiusura delle liste

Elezioni comunali a Baselice. Ci siamo. Entro le 12 di sabato scade il termine per la presentazione delle liste. Dunque il dado è tratto. Confermata la candidatura di Domenico Canonico a capolista dell’opposizione, a sostituire il sindaco uscente Nicolino del Vecchio (al suo secondo mandato), sarà il primogenito Antonio.
A dire il vero la notizia circolava già da un po’ di tempo. Tuttavia restano ancora alcuni nodi da risolvere. Che farà Del Vecchio? Entrerà pure lui in lista? Oppure sarà chiamato – nell’ipotesi di una vittoria – a fare l’assessore esterno? O semplicemente se ne starà a casa a godersi la pensione? L’arcano sarà presto svelato.
Ma al di là dello scontro al vertice, interessanti sono i posizionamenti di alcuni politici locali. Infatti, sempre secondo le ultime indiscrezioni, il consigliere provinciale dell’Italia dei valori, Michele Maddalena, dovrebbe entrare nella lista capeggiata da Antonio del Vecchio (In sostituzione del cognato, nonché ex assessore alla Comunità montana, Emanuele del Grosso). Stesso discorso vale per Antonio Paolozza. Anche l’ex segretario dei Ds dovrebbe entrare nella lista guidata dal figlio del sindaco uscente.
Discorso opposto invece per Salvatore Brancaccio. Il presidente del Pdl locale ha deciso infatti di concorrere per la lista di Domenico Canonico. Inoltre, a scendere in campo al fianco del candidato dell’opposizione ci sarà anche l’esponente locale del Pd Giuseppe Ferro. Novità assoluta invece è l’entrata in campo di Francesco Delli Veneri (membro provinciale dell’Udc), il quale dovrebbe far parte anche lui della lista di opposizione.
A questo punto non ci resta che aspettare sabato per avere tutti i nominativi di quest'ennesima battaglia elettorale.
martedì 5 maggio 2009
Campania pattumiera d’Italia. Ora si punta sulle campagne del Beneventano
Negli ultimi tre anni si ipotizza che in Campania siano stati smaltiti illegalmente in tutta la regione circa 13 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni specie. Lo sottolinea Legambiente nel rapporto Ecomafia 2009 presentato oggi a Roma. In particolare, riferisce il rapporto, tradotti in camion, questi 13 mln di tonnellate significano «520 mila tir che hanno attraversato mezza Italia per concludere i rispettivi tragitti nelle campagne napoletane, nell’entroterra salernitano, nelle discariche abusive del Casertano o ancora, più recentemente, nei terreni scavati nel Beneventano e nell’Avellinese». E citando i dati dell’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpa), Legambiente sottolinea che sono 2.551 i siti da bonificare tra discariche, zone di abbandono incontrollato di rifiuti o sversamenti di residui industriali.
(tratto da www.corrieremezzogiorno.it)
(tratto da www.corrieremezzogiorno.it)
lunedì 4 maggio 2009
La politica e il Fortore
Postiamo a titolo puramente divulgativo alcuni stralci del resoconto dei lavori del consiglio provinciale di oggi che ha riguardato soprattutto il Fortore.
Decisione di profilo sociale e politico-programmatico quella assunta oggi dal consiglio provinciale, riunito sotto la presidenza di Giuseppe Maria Maturo, al termine di un dibattito intenso ed elevato. E' stata approvata a voti unanimi, infatti, la mozione presentata dalla consigliera Erminia Mazzoni finalizzata a dare priorità agli interventi della Provincia sulla viabilità nel comprensorio montano del Fortore. Il documento, illustrato in Aula dalla stessa Mazzoni, che trasformava una sua precedente interrogazione, ha preso spunto dai numerosi movimenti franosi che si sono innescati negli ultimi mesi nella zona di nord-est del sannio, al confine con Puglia e Molise e che hanno reso davvero precaria, se non addirittura compromessa, almeno in qualche caso, la rete stradale locale.
La consigliera ha reclamato il carattere di priorità agli interventi della Provincia nell'area in considerazione di: un finanziamento nazionale, stanziato con legge n. 376/2003, destinato agli interventi sulle strade statali n. 212 e n. 369 per 6,5 milioni di Euro attribuiti in tre diverse annualità; criticità complessiva delle arterie ricadenti nell'area; centralità dell'area fortorina, così come riconosciuta nel Piano territoriale di coordinamento della Provincia, tra il Tirreno e l'Adriatico.
Il consigliere Michele Maddalena, intervenendo nella discussione, si è associato alla denuncia dei malesseri che agitano la popolazione del Fortore a causa dei pessimi collegamenti viari, della carenza di infrastrutture immateriali e di servizi superiori ed ha annunciato il voto favorevole alla mozione. Spartico Capocefalo ha invocato una razionalizzazione delle risorse disponibili, nonché ad utilizzare al meglio i fondi stanziati per la realizzazione della strada "Fortorina", che, a suo giudizio, dovrebbe partire dalla costruzione di un tunnel al Casone Cocca, anziché replicare il tracciato della vecchia strada "Beneventana".
Ha chiuso la discussione il presidente della Provincia Aniello Cimitile. Egli ha definito le aree montane del Fortore e dell'Alto Tammaro come in forte ritardo di sviluppo: "il Fortore e l'Alto Tammaro - ha scandito Cimitile - sono le aree interne delle aree interne. Non si può risolvere il problema dello sviluppo del Sannio se non si affronta quello specifico del ritardo di quei comprensori". Cimitile ha denunciato che gravi sono i problemi in tema di attività produttive, infrastrutture materiali ed immateriali e servizi superiori, a partire da quelli scolastici, che si registrano nella zona. Occorre, dunque, secondo Cimitile un quadro strategico di ampio respiro e a lungo termine, cioè superiore anche alla scadenza di due o più consiliature, supportandolo con un progetto politicamente bipartizan: solo l'unità di intenti potrà garantire - ha spiegato Cimitile - un nuovo futuro al Fortore. Sul problema della strada "Fortorina", Cimitile ha evidenziato la difficoltà di attuazione sul piano economico e ambientale, ma ha anche comunicato la conclusione del lavoro tecnico svolto negli ultimi mesi, su sua iniziativa, con l'Anas e la Regione Campania. Tale lavoro, ha proseguito Cimitile, sarà portato a breve all'attenzione del dibattito politico per individuare le progettazione e le fattibilità. Stiamo lavorando, ha detto Cimitile, ad un grande asse di collegamento che da Napoli passi per il Fortore e quindi sbocchi nelle Regioni Puglia e Molise; ma, ha precisato il presidente, occorre intervenire anche per la banda larga, per le attività produttivi e per i settori formativi, ed anche per tutti questi a breve vi saranno delle novità. Il presidente Cimitile ha quindi ipotizzato un futuro per il Fortore nella produzione di energia da fonti alternative ed ecocompatibili con particolare riguardo a quelle alimentate dalle acque della diga di Campolattaro. Infine, Cimitile ha assicurato la massima attenzione per un progetto di rilancio turistico per i borghi dell'area Fortore.
www.provincia.benevento.it
Decisione di profilo sociale e politico-programmatico quella assunta oggi dal consiglio provinciale, riunito sotto la presidenza di Giuseppe Maria Maturo, al termine di un dibattito intenso ed elevato. E' stata approvata a voti unanimi, infatti, la mozione presentata dalla consigliera Erminia Mazzoni finalizzata a dare priorità agli interventi della Provincia sulla viabilità nel comprensorio montano del Fortore. Il documento, illustrato in Aula dalla stessa Mazzoni, che trasformava una sua precedente interrogazione, ha preso spunto dai numerosi movimenti franosi che si sono innescati negli ultimi mesi nella zona di nord-est del sannio, al confine con Puglia e Molise e che hanno reso davvero precaria, se non addirittura compromessa, almeno in qualche caso, la rete stradale locale.
La consigliera ha reclamato il carattere di priorità agli interventi della Provincia nell'area in considerazione di: un finanziamento nazionale, stanziato con legge n. 376/2003, destinato agli interventi sulle strade statali n. 212 e n. 369 per 6,5 milioni di Euro attribuiti in tre diverse annualità; criticità complessiva delle arterie ricadenti nell'area; centralità dell'area fortorina, così come riconosciuta nel Piano territoriale di coordinamento della Provincia, tra il Tirreno e l'Adriatico.
Il consigliere Michele Maddalena, intervenendo nella discussione, si è associato alla denuncia dei malesseri che agitano la popolazione del Fortore a causa dei pessimi collegamenti viari, della carenza di infrastrutture immateriali e di servizi superiori ed ha annunciato il voto favorevole alla mozione. Spartico Capocefalo ha invocato una razionalizzazione delle risorse disponibili, nonché ad utilizzare al meglio i fondi stanziati per la realizzazione della strada "Fortorina", che, a suo giudizio, dovrebbe partire dalla costruzione di un tunnel al Casone Cocca, anziché replicare il tracciato della vecchia strada "Beneventana".
Ha chiuso la discussione il presidente della Provincia Aniello Cimitile. Egli ha definito le aree montane del Fortore e dell'Alto Tammaro come in forte ritardo di sviluppo: "il Fortore e l'Alto Tammaro - ha scandito Cimitile - sono le aree interne delle aree interne. Non si può risolvere il problema dello sviluppo del Sannio se non si affronta quello specifico del ritardo di quei comprensori". Cimitile ha denunciato che gravi sono i problemi in tema di attività produttive, infrastrutture materiali ed immateriali e servizi superiori, a partire da quelli scolastici, che si registrano nella zona. Occorre, dunque, secondo Cimitile un quadro strategico di ampio respiro e a lungo termine, cioè superiore anche alla scadenza di due o più consiliature, supportandolo con un progetto politicamente bipartizan: solo l'unità di intenti potrà garantire - ha spiegato Cimitile - un nuovo futuro al Fortore. Sul problema della strada "Fortorina", Cimitile ha evidenziato la difficoltà di attuazione sul piano economico e ambientale, ma ha anche comunicato la conclusione del lavoro tecnico svolto negli ultimi mesi, su sua iniziativa, con l'Anas e la Regione Campania. Tale lavoro, ha proseguito Cimitile, sarà portato a breve all'attenzione del dibattito politico per individuare le progettazione e le fattibilità. Stiamo lavorando, ha detto Cimitile, ad un grande asse di collegamento che da Napoli passi per il Fortore e quindi sbocchi nelle Regioni Puglia e Molise; ma, ha precisato il presidente, occorre intervenire anche per la banda larga, per le attività produttivi e per i settori formativi, ed anche per tutti questi a breve vi saranno delle novità. Il presidente Cimitile ha quindi ipotizzato un futuro per il Fortore nella produzione di energia da fonti alternative ed ecocompatibili con particolare riguardo a quelle alimentate dalle acque della diga di Campolattaro. Infine, Cimitile ha assicurato la massima attenzione per un progetto di rilancio turistico per i borghi dell'area Fortore.
www.provincia.benevento.it
giovedì 30 aprile 2009
Wadsl nel Fortore

A quanto sembra, l’area del Fortore è e resterà una delle poche aree non coperte dall’Adsl sul territorio regionale. Per ovviare a tale mancanza, continua l’ampliamento della copertura della rete Micso (...).
Infatti, nei prossimi giorni - grazie alla disponibilità e alla collaborazione dell'Amministrazione Comunale di Foiano Val Fortore - sarà attivato il nuovo Punto di Accesso situato su Monte Barbato (costone dietro Baselice dove sono installati i ripetitori Tv di Rai, Mediaset e altre emittenti locali) che permetterà di illuminare, oltre a Foiano Val Fortore e Roseto Valfortore, anche le poche aree del territorio di San Bartolomeo in Galdo e di Baselice ancora scoperte.
La copertura avverrà sempre in tecnologia 5,4GHz in modo da garantire una maggiore stabilità e una minore esposizione alle interferenze, in quanto - com'è ben noto - sulla più economica banda dei 2,4GHz sono presenti le connessioni più disparate e senza il minimo controllo (dagli access-point casalinghi alle telecamerine da bancarella). Contemporaneamente la Micso ha iniziato i lavori per il raddoppio della dorsale che fornisce connettività alla nostra area, lavori che si sono resi necessari con il crescere del numero degli utenti e dell'area servita.
www.sanbartolomeo.info
martedì 28 aprile 2009
Baselice, tra strade fantasma e cavi volanti
Luigi La Monaca*
Ekoclub si era riproposta di ritornare a Baselice per constatare la situazione del torrente Cervaro e lo sviluppo del problema “sfollati”. Come spesso accade in Italia, ma in particolar modo dalle nostre parti, la situazione è rimasta tale e quale a come si è presentata il 21 aprile u.s. L’unico ponte che collega 20 nuclei familiari a Baselice, e di conseguenza al resto del mondo, è palesemente pericolante. L’acqua del torrente, con la sua opera erosiva, sta minando sempre di più le basi di sostegno della struttura. Basi che non resisteranno ancora per molto.
La strada che conduce all’abitazione della persona invalida, citata in un precedente comunicato di Ekoclub International, è una strada fantasma, per due motivi: il primo perché non può essere definita strada essendo poco più di una mulattiera, il secondo perché non è censita su nessuna cartografia del posto (non risulta sulla mappa catastale). Ci chiediamo quando è stata concessa la licenza edilizia per la costruzione dell’abitazione della persona disabile, nessuno ha pensato a come collegare la casa al resto del mondo?
La “strada” costeggia il torrente Cervaro che è completamente privo di argini e, addirittura, ad un lato del torrente sono stati allestiti degli spazi per “picnic”, sembra assurdo ma è proprio così! Sempre sulla riva del torrente c’era un maneggio che è andato completamente distrutto dalle esondazioni del Cervaro.
L’indice di degrado, della zona in oggetto, si evince anche dal collegamento telefonico, infatti, il cavo telefonico passa sulla strada, ma proprio sui ciottoli, cose da fare accapponare la pelle, soprattutto se si pensa che nell’abitazione isolata vive una persona con gravi disabilità, soggetta a cure specialistiche quotidiane. Un problema di spostamento e di comunicazioni, sia per il disabile sia per il personale paramedico, che deve prestare le cure al disabile. Già il 10 marzo del 2005 (quattro anni fa) ci fu un episodio analogo allo stesso luogo e, ventitré persone, abitanti del posto, inviarono una richiesta d’aiuto alla Regione Campania, Genio civile, Comune di Baselice, Comunità Montana del Fortore, Prefettura di Benevento e Soprintendenza Beni Culturali di Caserta, con la speranza di vedere risolto il problema. La risposta ricevuta (dalla Regione Campania) è a dir poco lacunosa ed evasiva.
Il problema c’è ancora ed è di una gravità unica se si pensa che a patire le conseguenze di questa incuria è una persona disabile. Addirittura le stesse famiglie a rischio avevano proposto la realizzazione, a loro spese, di un ponte alternativo e più funzionale. Anche questa possibilità è stata negata poiché la zona è a vincolo paesaggistico, e qualche ambientalista ottuso ci ha messo anche il suo zampino.
La considerazione che facciamo è la seguente: si preferisce avere un ponte brutto e pericolante e non realizzare una nuova struttura che rispetti l’ambiente e soprattutto l’impatto ambientale. Struttura che costerebbe pochi soldi e che darebbe dignità a cittadini di Baselice, ci riferiamo agli “isolati”, che hanno gli stessi diritti di tutti i cittadini italiani. Per il momento la priorità è della Contrada Costa, e ci auguriamo che chi di dovere prenda immediatamente provvedimenti, in un secondo momento Ekoclub International di Benevento si soffermerà sulla situazione viaria della SS212, una frana continua da Pietrelcina a Baselice. Ad oggi il disabile e la sua famiglia sono ancora ospitati in un agriturismo della zona ma le attrezzature e i mezzi per accudire come si conviene una persona invalida, nel pur accogliente agriturismo, non ci sono e da sei giorni il signore non può fare una doccia.
Presidente provinciali*
Ekoclub International
www.ilsannioquotidiano.it
Ekoclub si era riproposta di ritornare a Baselice per constatare la situazione del torrente Cervaro e lo sviluppo del problema “sfollati”. Come spesso accade in Italia, ma in particolar modo dalle nostre parti, la situazione è rimasta tale e quale a come si è presentata il 21 aprile u.s. L’unico ponte che collega 20 nuclei familiari a Baselice, e di conseguenza al resto del mondo, è palesemente pericolante. L’acqua del torrente, con la sua opera erosiva, sta minando sempre di più le basi di sostegno della struttura. Basi che non resisteranno ancora per molto.
La strada che conduce all’abitazione della persona invalida, citata in un precedente comunicato di Ekoclub International, è una strada fantasma, per due motivi: il primo perché non può essere definita strada essendo poco più di una mulattiera, il secondo perché non è censita su nessuna cartografia del posto (non risulta sulla mappa catastale). Ci chiediamo quando è stata concessa la licenza edilizia per la costruzione dell’abitazione della persona disabile, nessuno ha pensato a come collegare la casa al resto del mondo?
La “strada” costeggia il torrente Cervaro che è completamente privo di argini e, addirittura, ad un lato del torrente sono stati allestiti degli spazi per “picnic”, sembra assurdo ma è proprio così! Sempre sulla riva del torrente c’era un maneggio che è andato completamente distrutto dalle esondazioni del Cervaro.
L’indice di degrado, della zona in oggetto, si evince anche dal collegamento telefonico, infatti, il cavo telefonico passa sulla strada, ma proprio sui ciottoli, cose da fare accapponare la pelle, soprattutto se si pensa che nell’abitazione isolata vive una persona con gravi disabilità, soggetta a cure specialistiche quotidiane. Un problema di spostamento e di comunicazioni, sia per il disabile sia per il personale paramedico, che deve prestare le cure al disabile. Già il 10 marzo del 2005 (quattro anni fa) ci fu un episodio analogo allo stesso luogo e, ventitré persone, abitanti del posto, inviarono una richiesta d’aiuto alla Regione Campania, Genio civile, Comune di Baselice, Comunità Montana del Fortore, Prefettura di Benevento e Soprintendenza Beni Culturali di Caserta, con la speranza di vedere risolto il problema. La risposta ricevuta (dalla Regione Campania) è a dir poco lacunosa ed evasiva.
Il problema c’è ancora ed è di una gravità unica se si pensa che a patire le conseguenze di questa incuria è una persona disabile. Addirittura le stesse famiglie a rischio avevano proposto la realizzazione, a loro spese, di un ponte alternativo e più funzionale. Anche questa possibilità è stata negata poiché la zona è a vincolo paesaggistico, e qualche ambientalista ottuso ci ha messo anche il suo zampino.
La considerazione che facciamo è la seguente: si preferisce avere un ponte brutto e pericolante e non realizzare una nuova struttura che rispetti l’ambiente e soprattutto l’impatto ambientale. Struttura che costerebbe pochi soldi e che darebbe dignità a cittadini di Baselice, ci riferiamo agli “isolati”, che hanno gli stessi diritti di tutti i cittadini italiani. Per il momento la priorità è della Contrada Costa, e ci auguriamo che chi di dovere prenda immediatamente provvedimenti, in un secondo momento Ekoclub International di Benevento si soffermerà sulla situazione viaria della SS212, una frana continua da Pietrelcina a Baselice. Ad oggi il disabile e la sua famiglia sono ancora ospitati in un agriturismo della zona ma le attrezzature e i mezzi per accudire come si conviene una persona invalida, nel pur accogliente agriturismo, non ci sono e da sei giorni il signore non può fare una doccia.
Presidente provinciali*
Ekoclub International
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lunedì 27 aprile 2009
Comune di Baselice, sottoscritta l’intesa per il contratto decentrato dei dipendenti
La segreteria provinciale della UIL Federazione Poteri Locali di Benevento comunica che presso il Comune di Baselice è stato approvato il contratto collettivo decentrato integrativo per i dipendenti a valere per l’anno 2009. Presenti per la parte pubblica il segretario comunale Antonia Baldino; per la parte sindacale Antonio Pagliuca e Luigi Brunetti per la UIL FPL e Antonio Barbato per la Rsu.
Il fondo per l’anno 2009, pari a 30.000 euro, è stato così ripartito: indennità per compiti di responsabilità 12.000 euro, indennità turnazione vigili urbani 5.200 euro, indennità di rischio 4.320 euro, progetti di lavoro 2.000 euro, lavoro straordinario 4.880 euro, indennità maneggio valori 600 euro, indennità disponibilità ufficio stato civile 1.000 euro. Per lo straordinario pregresso espletato dai lavoratori, inoltre, sono stati messi a disposizione altri 12.000 euro.
Il segretario responsabile della UIL FPL, Antonio Pagliuca, a margine della riunione, così ha commentato l’accordo: “Sicuramente l’intesa sottoscritta è la migliore possibile che si potesse fare. Sono contento per la disponibilità dell’amministrazione e credo che per il futuro dovremo cercare di valorizzare le professionalità interne all’Ente per un ancora più ottimale utilizzo delle risorse umane”.
www.ilquaderno.it
Il fondo per l’anno 2009, pari a 30.000 euro, è stato così ripartito: indennità per compiti di responsabilità 12.000 euro, indennità turnazione vigili urbani 5.200 euro, indennità di rischio 4.320 euro, progetti di lavoro 2.000 euro, lavoro straordinario 4.880 euro, indennità maneggio valori 600 euro, indennità disponibilità ufficio stato civile 1.000 euro. Per lo straordinario pregresso espletato dai lavoratori, inoltre, sono stati messi a disposizione altri 12.000 euro.
Il segretario responsabile della UIL FPL, Antonio Pagliuca, a margine della riunione, così ha commentato l’accordo: “Sicuramente l’intesa sottoscritta è la migliore possibile che si potesse fare. Sono contento per la disponibilità dell’amministrazione e credo che per il futuro dovremo cercare di valorizzare le professionalità interne all’Ente per un ancora più ottimale utilizzo delle risorse umane”.
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