E’ stata indetta la 5ª edizione del concorso nazionale "La civiltà contadina è". E' rivolto a tutte le scuole d’Italia con l’obiettivo di raccogliere ed archiviare i lavori prodotti sulla civiltà contadina. Sono già stati archiviati presso l’Istituto comprensivo Montefalcone di Valfortore circa cinquecento lavori pervenuti nelle edizioni precedenti. Faranno parte di una nascente sezione del locale Museo della Civiltà contadina, uno dei primi in Italia, sede distaccata del Musa (Polo Museale della Tecnica e del Lavoro in Agricoltura).
Novità 2010 sezione la mezzadria dal XIX al XX secolo riservato alle scuole secondarie di primo e secondo grado, a studiosi e ricercatori. Sono ammessi i lavori, prodotti nel biennio 2008/2010, sia individuali che di gruppo provenienti dalle varie scuole con elaborati di ogni tipo: ricerche, articoli di giornali, reportage, video, multimediale, foto, grafici, plastici, bozza di murales, ecc.
L’invio deve avvenire entro il 10 aprile 2010 indirizzato a: I.C. Montefalcone, Via Fortore, 2 - 82025 Montefalcone di Val Fortore (BN) - Tel. e Fax: 0824/969036.
(fonte: sanniotradizioi.it)
venerdì 22 gennaio 2010
giovedì 21 gennaio 2010
Nuovo meridionalismo, il libro di Nardone
(Ansa) - Un vento hi-tech soffia dal Sud, che alla crisi in corso si ribella e indica una strada. E' un percorso punteggiato di idee nuove, che funzionano, già sperimentate in una terra che non ti aspetti, quella che il meridionalista Manlio Rossi Doria definiva una delle terre d'osso del Mezzogiorno, il Sannio.
Ci sono il gas ultrapulito che si ricava dai rifiuti liquidi, i led che fanno risparmiare fino al 97% di energia, i veicoli agricoli a emissione zero per lavorare nelle serre, l'agricoltura verticale, fra le soluzioni indicate nel libro di Carmine Nardone, meridionalista e politico che con questo lavoro, che sarà presentato il 21 gennaio a Benevento da Luciano Violante, dal sottosegretario al Lavoro Pasquale Viespoli ed altri, analizza la crisi e rilancia anche la Questione meridionale, in termini completamente nuovi.
"Le strategie di riequilibrio territoriale fra Nord e Sud - scrive l'autore - sono state concepite, quasi sempre come 'rincorsa' delle aree deboli alle aree più forti". L'osso che insegue la polpa, a dirla con Rossi Doria, ma le "aree di osso hanno necessità, invece, di un proprio progetto di sviluppo originale e di non imitare le aree di polpa". L'idea forza è dunque basata "sull'originalità e l'eccellenza territoriale, fattori trainanti di sviluppo non imitativo che fa diventare più ricchi di diversità e più sostenibili sotto il profilo ambientale e sociale i diversi luoghi".
Ma la crisi, sottolinea, "può diventare un'occasione di distruzione esponenziale e devastante degli equilibri ecologici più precari, oppure l'occasione per una virata strutturale, in grado di garantire un futuro di maggiore sostenibilità ambientale e sociale all'intero pianeta".
Ed ecco la virata che viene da un Sud che propone anche una rete nord-sud in grado di pensare al Mezzogiorno non come 'mercato dell'usato' delle tecnologie dismesse, ma come propulsore di originalità e progetti utili all'intero Paese. Le proposte, tutte legate dal doppio filo dell'originalità e sostenibilità e i racconti (le nove interviste ai talenti in appendice della giornalista Monica Nardone) di chi ce l'ha fatta a puntare sulla ricerca e sull'innovazione in un'area che ha un gap strutturale e tecnologico profondo con il Nord indicano che un nuovo mondo è davvero possibile.
C'è il racconto di ingegneri che hanno rifiutato posti fissi sicuri da dirigenti in strutture pubbliche per puntare tutto sulle nuove tecnologie, dalla realta' aumentata, ai led, ai servizi spaziali, alle telecomunicazioni, c'è l'architetto che sta dando vita a un nuovo modo di fare architettura che non sarebbe nato, dice “se non mi fossi formato al sud”.
C'è l'intervista allo scienziato Antonio Iavarone, nato a Benevento, direttore scientifico di una Fondazione che vuole creare un centro di ricerca oncologica e biotecnologa nel Sud perchè “il mio desiderio è avere la possibilità di realizzare in Italia un centro di ricerca sul modello americano e di realizzarlo soprattutto nel Sud che ne ha più bisogno del Nord”.
Carmine Nardone
Crisi e sostenibilità
Il Bene Comune, pp 191, euro 18
Ci sono il gas ultrapulito che si ricava dai rifiuti liquidi, i led che fanno risparmiare fino al 97% di energia, i veicoli agricoli a emissione zero per lavorare nelle serre, l'agricoltura verticale, fra le soluzioni indicate nel libro di Carmine Nardone, meridionalista e politico che con questo lavoro, che sarà presentato il 21 gennaio a Benevento da Luciano Violante, dal sottosegretario al Lavoro Pasquale Viespoli ed altri, analizza la crisi e rilancia anche la Questione meridionale, in termini completamente nuovi.
"Le strategie di riequilibrio territoriale fra Nord e Sud - scrive l'autore - sono state concepite, quasi sempre come 'rincorsa' delle aree deboli alle aree più forti". L'osso che insegue la polpa, a dirla con Rossi Doria, ma le "aree di osso hanno necessità, invece, di un proprio progetto di sviluppo originale e di non imitare le aree di polpa". L'idea forza è dunque basata "sull'originalità e l'eccellenza territoriale, fattori trainanti di sviluppo non imitativo che fa diventare più ricchi di diversità e più sostenibili sotto il profilo ambientale e sociale i diversi luoghi".
Ma la crisi, sottolinea, "può diventare un'occasione di distruzione esponenziale e devastante degli equilibri ecologici più precari, oppure l'occasione per una virata strutturale, in grado di garantire un futuro di maggiore sostenibilità ambientale e sociale all'intero pianeta".
Ed ecco la virata che viene da un Sud che propone anche una rete nord-sud in grado di pensare al Mezzogiorno non come 'mercato dell'usato' delle tecnologie dismesse, ma come propulsore di originalità e progetti utili all'intero Paese. Le proposte, tutte legate dal doppio filo dell'originalità e sostenibilità e i racconti (le nove interviste ai talenti in appendice della giornalista Monica Nardone) di chi ce l'ha fatta a puntare sulla ricerca e sull'innovazione in un'area che ha un gap strutturale e tecnologico profondo con il Nord indicano che un nuovo mondo è davvero possibile.
C'è il racconto di ingegneri che hanno rifiutato posti fissi sicuri da dirigenti in strutture pubbliche per puntare tutto sulle nuove tecnologie, dalla realta' aumentata, ai led, ai servizi spaziali, alle telecomunicazioni, c'è l'architetto che sta dando vita a un nuovo modo di fare architettura che non sarebbe nato, dice “se non mi fossi formato al sud”.
C'è l'intervista allo scienziato Antonio Iavarone, nato a Benevento, direttore scientifico di una Fondazione che vuole creare un centro di ricerca oncologica e biotecnologa nel Sud perchè “il mio desiderio è avere la possibilità di realizzare in Italia un centro di ricerca sul modello americano e di realizzarlo soprattutto nel Sud che ne ha più bisogno del Nord”.
Carmine Nardone
Crisi e sostenibilità
Il Bene Comune, pp 191, euro 18
mercoledì 20 gennaio 2010
Precari: decimo giorno
Sono dieci giorni che occupano il palazzo del Comune a Benevento e sono ancora lì. «Senza aver visto i protagonisti che da qualche giorno paventano pubblicamente la loro particolare attenzione alle problematiche in generale. Sinceramente il tutto sembra essere l’ennesimo sberleffo all’intelligenza delle persone e di coloro i quali concretamente vivono il grave problema della crisi e del lavoro che improvvisamente, dopo anni di servizio, non c’è più». E’ ciò che scrivono in una nota gli insegnanti precari del Sannio.
Che aggiungono: «E’ evidente che essendo oramai prossimi alle elezioni regionali, si sia attivata in Provincia la caccia al voto e alla propaganda, come è noto pure, che qualcuno debba sfuggire ai “fastidi” che potrebbero compromettere il consenso. Rimarremo qui a Palazzo Mosti sempre più intenzionati a denunciare le realtà fastidiose, quelle della gente comune che sempre più spesso non viene rappresentata, la cui voce viene quotidianamente ignorata. Rimarremo qui nonostante l’indifferenza di comodo e andremo avanti nella nostra lotta portando avanti le nostre legittime rivendicazioni».
Intanto, alle 17 di oggi si terrà un dibattito pubblico con Luigi Rossi segretario Nazionale della Flc-Cgil, Raffaele Salomone Megna segretario della Gilda degli insegnanti, ed Emiliano Brancaccio docente universitario.
Che aggiungono: «E’ evidente che essendo oramai prossimi alle elezioni regionali, si sia attivata in Provincia la caccia al voto e alla propaganda, come è noto pure, che qualcuno debba sfuggire ai “fastidi” che potrebbero compromettere il consenso. Rimarremo qui a Palazzo Mosti sempre più intenzionati a denunciare le realtà fastidiose, quelle della gente comune che sempre più spesso non viene rappresentata, la cui voce viene quotidianamente ignorata. Rimarremo qui nonostante l’indifferenza di comodo e andremo avanti nella nostra lotta portando avanti le nostre legittime rivendicazioni».
Intanto, alle 17 di oggi si terrà un dibattito pubblico con Luigi Rossi segretario Nazionale della Flc-Cgil, Raffaele Salomone Megna segretario della Gilda degli insegnanti, ed Emiliano Brancaccio docente universitario.
martedì 19 gennaio 2010
Internet, il Governo prepara il bavaglio
Il decreto con il quale il Governo si appresta a dare attuazione alla delega per il recepimento della direttiva Audiovisual Media Services (ex Direttiva TV senza frontiere) può a buon diritto definirsi un caso paradigmatico di conflitto di interressi.
Al di fuori di qualunque previsione della direttiva e della stessa legge di delega lo schema presentato al Parlamento introduce, del tutto illegittimamente, tutta una serie di disposizioni che tendono da un lato ad impedire lo sviluppo di istruttorie in corso presso l’AGCOM, come nel caso dell’esclusione dal novero dei programmi tv delle trasmissioni Mediaset +1 o do quelle pay tv e pay per view per eludere la soglia di legge del 20%, da un altro ad eliminare le regole sui diritti residuali e sulle quote di produzione in favore dei produttori indipendenti o per rendere meno stringenti di quanto non siano già le norme in materia di pubblicità (esclusione delle telepromozioni e delle televendite dal computo del limite del 20% dell’affollamento pubblicitario quotidiano, riduzione da 45 a 30 minuti dell’intervallo tra una pubblicità, product placement consentito in modo indiscriminato in tutte le trasmissioni).
Tuttavia quello che è più grave il testo prevede pesanti disposizioni che tendono in qualche modo a controllare la rete.
Per prima cosa il decreto include la fornitura delle immagini via internet tra le attività che necessitano di un’ autorizzazione del Governo, poi estende la rigida disciplina del diritto d’autore ai fornitori di servizi via internet con disposizioni dagli effetti simili a quelli della controversa legge francese (per inciso c’entra qualcosa la causa di Mediaset contro Youtube per i filmati trasmessi su quest’ultima piattaforma?).
Infine estende il diritto di rettifica anche ai TG eventualmente trasmessi sul web anche in questo caso con un intento che ricorda quanto il Governo ha già tentato di fare con riferimento ai Blog, per cui potrebbe essere una disposizione che apre la strada per imbavagliare i contenuti veicolati o su Internet in tutte le loro forme (soprattutto se letta in combinato disposto con la norma sul diritto d’autore).
In Italia si sta quindi profilando un’operazione che in assoluta assenza di discussione e in violazione delle regole costituzionali in materia di decretazione delegata tenta di comprimere forse definitivamente i pochi spazi di libertà che ormai solo la rete garantisce.
www.articolo21.org
Al di fuori di qualunque previsione della direttiva e della stessa legge di delega lo schema presentato al Parlamento introduce, del tutto illegittimamente, tutta una serie di disposizioni che tendono da un lato ad impedire lo sviluppo di istruttorie in corso presso l’AGCOM, come nel caso dell’esclusione dal novero dei programmi tv delle trasmissioni Mediaset +1 o do quelle pay tv e pay per view per eludere la soglia di legge del 20%, da un altro ad eliminare le regole sui diritti residuali e sulle quote di produzione in favore dei produttori indipendenti o per rendere meno stringenti di quanto non siano già le norme in materia di pubblicità (esclusione delle telepromozioni e delle televendite dal computo del limite del 20% dell’affollamento pubblicitario quotidiano, riduzione da 45 a 30 minuti dell’intervallo tra una pubblicità, product placement consentito in modo indiscriminato in tutte le trasmissioni).
Tuttavia quello che è più grave il testo prevede pesanti disposizioni che tendono in qualche modo a controllare la rete.
Per prima cosa il decreto include la fornitura delle immagini via internet tra le attività che necessitano di un’ autorizzazione del Governo, poi estende la rigida disciplina del diritto d’autore ai fornitori di servizi via internet con disposizioni dagli effetti simili a quelli della controversa legge francese (per inciso c’entra qualcosa la causa di Mediaset contro Youtube per i filmati trasmessi su quest’ultima piattaforma?).
Infine estende il diritto di rettifica anche ai TG eventualmente trasmessi sul web anche in questo caso con un intento che ricorda quanto il Governo ha già tentato di fare con riferimento ai Blog, per cui potrebbe essere una disposizione che apre la strada per imbavagliare i contenuti veicolati o su Internet in tutte le loro forme (soprattutto se letta in combinato disposto con la norma sul diritto d’autore).
In Italia si sta quindi profilando un’operazione che in assoluta assenza di discussione e in violazione delle regole costituzionali in materia di decretazione delegata tenta di comprimere forse definitivamente i pochi spazi di libertà che ormai solo la rete garantisce.
www.articolo21.org
lunedì 18 gennaio 2010
Precari: ottavo giorno
Prosegue l’occupazione da parte degli insegnanti precari della sala consiliare di Palazzo Mosti di Benevento.
"Siamo ancora qui intenzionati a non andare via. Costituiamo uno dei tanti problemi sociali irrisolti e cinicamente ignorati da chi ci governa. Spesso additati come estremisti o disadattati con sprezzo da un partito che professa pace e amore, solo e unicamente perchè non ci sono risposte concrete alle nostre denunce se non quelle di offendere, deridere e far confluire il tutto in una mera e continua campagna elettorale. Non ultima l’intervista rilasciata ieri dal ministro Gelmini a Rete 4 in cui ha dichiarato: 'Mi dispiace che si faccia della controinformazione. Ma ormai sappiamo che ogni riforma, ogni cambiamento, è sempre accompagnato nel nostro Paese da forti critiche da parte di alcune frange estremiste della sinistra'.
Ci chiediamo se mai il ministro della Pubblica Istruzione avrà l’ardore di confrontarsi pubblicamente con i lavoratori, gli studenti, i docenti ed i dirigenti che da mesi manifestano contro una riforma che non riforma nulla se non il Ministro Tremonti. Siamo la crisi, l’effetto di un Governo che ha deciso di salvare solo le banche e che di fatto poco o nulla ha attivato per tutelare le parti sociali indirettamente colpite dalle speculazioni ciniche, ma direttamente sofferenti degli effetti. Dovranno passare in questa sala e vedere giorno dopo giorno i nostri volti, le nostre vite, fare i conti con la realtà. Si preferisce tacere o far finta di niente pensando che prima o poi ci stancheremo e abbandoneremo il campo. Non è così all’indifferenza e all’arroganza noi rispondiamo con la perseveranza.
Oggi partiremo con un’inchiesta presso l’ufficio per l’Impiego di Benevento per verificare quali settori lavorativi soffrono maggiormente degli effetti della crisi e quanto quest’ultima si stia ripercuotendo sul nostro territorio. Domani invece alle 17:00 presso la sala occupata di Palazzo Mosti sarà proiettato il film Le rose e il pane a cui seguirà un piccolo dibattito sullo sfruttamento e il mobbing".
Precari sanniti
"Siamo ancora qui intenzionati a non andare via. Costituiamo uno dei tanti problemi sociali irrisolti e cinicamente ignorati da chi ci governa. Spesso additati come estremisti o disadattati con sprezzo da un partito che professa pace e amore, solo e unicamente perchè non ci sono risposte concrete alle nostre denunce se non quelle di offendere, deridere e far confluire il tutto in una mera e continua campagna elettorale. Non ultima l’intervista rilasciata ieri dal ministro Gelmini a Rete 4 in cui ha dichiarato: 'Mi dispiace che si faccia della controinformazione. Ma ormai sappiamo che ogni riforma, ogni cambiamento, è sempre accompagnato nel nostro Paese da forti critiche da parte di alcune frange estremiste della sinistra'.
Ci chiediamo se mai il ministro della Pubblica Istruzione avrà l’ardore di confrontarsi pubblicamente con i lavoratori, gli studenti, i docenti ed i dirigenti che da mesi manifestano contro una riforma che non riforma nulla se non il Ministro Tremonti. Siamo la crisi, l’effetto di un Governo che ha deciso di salvare solo le banche e che di fatto poco o nulla ha attivato per tutelare le parti sociali indirettamente colpite dalle speculazioni ciniche, ma direttamente sofferenti degli effetti. Dovranno passare in questa sala e vedere giorno dopo giorno i nostri volti, le nostre vite, fare i conti con la realtà. Si preferisce tacere o far finta di niente pensando che prima o poi ci stancheremo e abbandoneremo il campo. Non è così all’indifferenza e all’arroganza noi rispondiamo con la perseveranza.
Oggi partiremo con un’inchiesta presso l’ufficio per l’Impiego di Benevento per verificare quali settori lavorativi soffrono maggiormente degli effetti della crisi e quanto quest’ultima si stia ripercuotendo sul nostro territorio. Domani invece alle 17:00 presso la sala occupata di Palazzo Mosti sarà proiettato il film Le rose e il pane a cui seguirà un piccolo dibattito sullo sfruttamento e il mobbing".
Precari sanniti
Con l'auto contro un muro

In genere questo blog non tratta fatti di cronaca, ma data la tragedia che ha investito la comunità di Baselice, postiamo un articolo apparso ieri sul "Corriere adriatico" dal titolo "Con l'auto contro un muro-Trentenne muore a Pesaro", e ci uniamo al dolore che ha colpito la famiglia Canonico.
PESARO (17 gennaio) - Un uomo sui 30 anni è morto in un incidente stradale avvenuto poco dopo le 5 di questa mattina lungo la statale Adriatica tra Pesaro e Cattolica, in località Colombarone. L’uomo era alla guida di una station wagon, di cui ha perso il controllo per cause ancora da accertare.
L’auto ha urtato contro lo spigolo di un’abitazione, si è girata su se stessa e il trentenne è stato sbalzato fuori dall’abitacolo. Il giovane è morto sul colpo. Sul posto i sanitari del 118, che hanno constatato il decesso, i vigili del fuoco e i carabinieri.
Il giovane morto nell’incidente stradale si chiamava Claudio Canonico, 29 anni, originario di Benevento, ma residente a Pesaro da quasi otto anni. La sua vettura si è schiantata contro il muro di cinta di un ristorante. L'urto ha catapultato Canonico a circa 50 metri di distanza, in mezzo alla carreggiata. A quanto pare, il giovane non aveva le cinture allacciate. Il corpo è stato proiettato fuori dal lunotto posteriore.
Inutili i tentativi di soccorso. La statale Adriatica è rimasta chiusa fino alle 10.30 per consentire a carabinieri e vigili del fuoco di svolgere il loro lavoro e poi a Marche Multiservizi di ripristinare il collegamento idrico mandato in tilt dallo schianto della vettura. Il ventinovenne viveva da solo e si guadagnava da vivere facendo l’imbianchino.
venerdì 15 gennaio 2010
Nuova tassa su cellulari, pc e decoder
Si chiama equo compenso e va nelle casse della Siae. Colpisce tutti i dispositivi con memoria. Protestano sia i consumatori che i produttori contro il nuovo decreto del ministro Bondi che estende l'equo compenso - una tassa da pagare alla Siae - a tutti i prodotti hi-tech muniti di una memoria.
Sulla questione ha già espresso tutte le sue perplessità l'associazione dei consumatori Altroconsumo: "Si tratta di un provvedimento profondamente ingiusto che andrà a colpire apparecchi elettronici d'uso comune come decoder, computer, console per videogame e telefoni cellulari, che solo alla lontana hanno a che fare con la musica e quant'altro sia tutelato dal diritto d'autore".
Il decreto firmato il 30 dicembre scorso dal ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, prevede infatti che d'ora in poi dovranno essere tassati tutti i dispositivi che hanno una memoria. Ossia cellulari, decoder, computer, lettori mp3 e consolle. E' il cosiddetto "equo compenso": una somma che i produttori di beni tecnologici, e quindi i consumatori, devono versare alla Siae, per compensarla del fatto che l'utente può usare quelle tecnologie per riprodurre un (legittima) copia personale di cd e film acquistati.
(tratto da www.ilsalvagente.it)
Sulla questione ha già espresso tutte le sue perplessità l'associazione dei consumatori Altroconsumo: "Si tratta di un provvedimento profondamente ingiusto che andrà a colpire apparecchi elettronici d'uso comune come decoder, computer, console per videogame e telefoni cellulari, che solo alla lontana hanno a che fare con la musica e quant'altro sia tutelato dal diritto d'autore".
Il decreto firmato il 30 dicembre scorso dal ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, prevede infatti che d'ora in poi dovranno essere tassati tutti i dispositivi che hanno una memoria. Ossia cellulari, decoder, computer, lettori mp3 e consolle. E' il cosiddetto "equo compenso": una somma che i produttori di beni tecnologici, e quindi i consumatori, devono versare alla Siae, per compensarla del fatto che l'utente può usare quelle tecnologie per riprodurre un (legittima) copia personale di cd e film acquistati.
(tratto da www.ilsalvagente.it)
Rifiuti, gli impegni della Provincia
Dopo un lungo dibattito, durato oltre cinque ore, l'altro giorno il Consiglio provinciale di Benevento ha approvato a voti unanimi un documento concepito così:
1. Delibera di non prevedere alcun ampliare la discarica di Nocecchie né sul territorio di Sant'Arcangelo Trimonte e Paduli.
2. Delibera di aggiornare ad una prossima riunione del Consiglio una discussione sul contenuto del decreto legge 195, affinché nel recepire le le istanze e preoccupazioni degli amministratori locali sulle questione delle risorse finanziarie relative alla gestione del ciclo rifiuti e della TARSU, siano presentate proposte emendative del decreto stesso all'attenzione della deputazione parlamentare per la conversione in legge.
3. Delibera di richiedere al Commissario-presidente comunque entro sessanta giorni il Piano provinciale dei rifiuti alla definitiva approvazione del Consiglio.
4. Di istituire una Commissione di verifica e controllo sui flussi, sulla qualità, sul monitoraggio del conferimento con la presenza dei sindaci di Paduli, Sant'Arcangelo Trimonte e dei Comitati già costituiti.
1. Delibera di non prevedere alcun ampliare la discarica di Nocecchie né sul territorio di Sant'Arcangelo Trimonte e Paduli.
2. Delibera di aggiornare ad una prossima riunione del Consiglio una discussione sul contenuto del decreto legge 195, affinché nel recepire le le istanze e preoccupazioni degli amministratori locali sulle questione delle risorse finanziarie relative alla gestione del ciclo rifiuti e della TARSU, siano presentate proposte emendative del decreto stesso all'attenzione della deputazione parlamentare per la conversione in legge.
3. Delibera di richiedere al Commissario-presidente comunque entro sessanta giorni il Piano provinciale dei rifiuti alla definitiva approvazione del Consiglio.
4. Di istituire una Commissione di verifica e controllo sui flussi, sulla qualità, sul monitoraggio del conferimento con la presenza dei sindaci di Paduli, Sant'Arcangelo Trimonte e dei Comitati già costituiti.
giovedì 14 gennaio 2010
Precari: demoliremo il muro dell'indifferenza
Improvvisamente ci si ritrova senza alternative, senza prospettive completamente abbandonati dalla propria famiglia: lo Stato. La Costituzione sancisce che questo bel nucleo familiare dovrebbe garantire lavoro, dignità, sostegno economico in caso di disoccupazione...
Ci guardiamo intorno e ci chiediamo dove sia finita la nostra famiglia, proprio ora che è necessario il suo sostegno, il suo intervento. E' distante concentrata esclusivamente sugli interessi personali del capofamiglia. Ci arrampichiamo sui tetti, gridiamo, manifestiamo ma non cambia nulla i genitori sono assenti troppo concentrati a concentrar poteri nelle mani dei pochi figli eletti. E i milioni di sfortunati brutti anatroccoli? Per loro solo pedate e umiliazioni.
Improvvisamente l'anormalità si trasforma in normalità: normale vedere il disoccupato che rivendica diritti, normale assistere alle occupazioni, non fa scalpore o non commuovono più le vite spezzate e la disperazione in fondo sono così che vanno le cose perché è normale tutto serenamente normale nella nostra grande famiglia Cristiana... Cosa bisogna fare a questo punto ci si chiede per scuotere le coscienze sopite di tutti?
Siamo nel Comune di Benevento da quattro giorni a denunciare anomalie, a rivendicare diritti, a risvegliar coscienze consapevoli del fatto che cozzeremo contro l'ennesimo muro dell'indifferenza. Non ci arrenderemo, la tenacia prima o poi sfonderà quel possente muraglione...
Troppe domande senza risposte, tante anomalie e ambiguità da scoprire: perché il Governo non sblocca i trenta milioni di euro destinati ai lavoratori precari della scuola campana? Perché non viene erogata l'indennità di disoccupazione a seguito della sottoscrizione del contratto di disponibilità? Perché non vengono rispettati gli accordi presi in estate con la Regione Campania? Per quale motivo non vengono mantenuti gli impegni assunti dai nostri rappresentanti Istituzionali Viespoli e De Girolamo? Perché non si provvede a sdoppiare 42 classi della nostra provincia sovraffollate e quindi non sicure? Perché agli alunni disabili non viene garantito un equo diritto allo studio?
E' necessario attivare un tavolo interistituzionale urgente, non si può continuare a tacere, urge chiarezza. La cultura deve essere il fondamento principale della nostra società e noi ce ne riapproprieremo proprio da questa sala consiliare. Oggi dalle ore 17:00 una scuola per tutti: lezioni di recupero gratuite tra i banchi di Palazzo Mosti in tutte le discipline. La nostra professionalità rinnegata a servizio della comunità, della gente, della nostra grande famiglia.
Il Cip Sanniti non si arrende.
Cip Sanniti
Ci guardiamo intorno e ci chiediamo dove sia finita la nostra famiglia, proprio ora che è necessario il suo sostegno, il suo intervento. E' distante concentrata esclusivamente sugli interessi personali del capofamiglia. Ci arrampichiamo sui tetti, gridiamo, manifestiamo ma non cambia nulla i genitori sono assenti troppo concentrati a concentrar poteri nelle mani dei pochi figli eletti. E i milioni di sfortunati brutti anatroccoli? Per loro solo pedate e umiliazioni.
Improvvisamente l'anormalità si trasforma in normalità: normale vedere il disoccupato che rivendica diritti, normale assistere alle occupazioni, non fa scalpore o non commuovono più le vite spezzate e la disperazione in fondo sono così che vanno le cose perché è normale tutto serenamente normale nella nostra grande famiglia Cristiana... Cosa bisogna fare a questo punto ci si chiede per scuotere le coscienze sopite di tutti?
Siamo nel Comune di Benevento da quattro giorni a denunciare anomalie, a rivendicare diritti, a risvegliar coscienze consapevoli del fatto che cozzeremo contro l'ennesimo muro dell'indifferenza. Non ci arrenderemo, la tenacia prima o poi sfonderà quel possente muraglione...
Troppe domande senza risposte, tante anomalie e ambiguità da scoprire: perché il Governo non sblocca i trenta milioni di euro destinati ai lavoratori precari della scuola campana? Perché non viene erogata l'indennità di disoccupazione a seguito della sottoscrizione del contratto di disponibilità? Perché non vengono rispettati gli accordi presi in estate con la Regione Campania? Per quale motivo non vengono mantenuti gli impegni assunti dai nostri rappresentanti Istituzionali Viespoli e De Girolamo? Perché non si provvede a sdoppiare 42 classi della nostra provincia sovraffollate e quindi non sicure? Perché agli alunni disabili non viene garantito un equo diritto allo studio?
E' necessario attivare un tavolo interistituzionale urgente, non si può continuare a tacere, urge chiarezza. La cultura deve essere il fondamento principale della nostra società e noi ce ne riapproprieremo proprio da questa sala consiliare. Oggi dalle ore 17:00 una scuola per tutti: lezioni di recupero gratuite tra i banchi di Palazzo Mosti in tutte le discipline. La nostra professionalità rinnegata a servizio della comunità, della gente, della nostra grande famiglia.
Il Cip Sanniti non si arrende.
Cip Sanniti
mercoledì 13 gennaio 2010
L'amato semaforo

Inverno. Primavera. Estate. Autunno. Passano le stagioni e il semaforo è sempre lì. Sulla statale che collega San Bartolomeo a Ponte Setteluci. E ogni volta gli automobilisti che transitano da quelle parti sono costretti a perdere il loro tempo prezioso perché non si riesce ad allargare quel tratto di strada, franato tempo fa, che costringe le auto a transitare in senso alternato. Chissà se un giorno diremo addio al tanto amato semaforo.
lunedì 11 gennaio 2010
Benevento, precari occupano sala del Comune
Un gruppo di attivisti del Comitato Insegnanti Precari Sanniti (Cips) occupa per protesta la sala del comune di Benevento. Secondo i precari il decreto salvaprecari rappresenta "l'ennesimo bluff del ministero della Pubblica Istruzione". Il decreto, spiegano, non ha salvato alcun lavoratore se non la faccia del ministro Gelmini e del Governo che rappresenta. I tagli sono stati confermati, nessuna legge che possa risolvere la nostra situazione è stata emanata.
(Fonte: Ansa)
(Fonte: Ansa)
giovedì 7 gennaio 2010
Fortore, in arrivo la rete wireless
Ce la facciamo ad uscire dall'isolamento tecnologico? Dal digidal divide? Forse dopo tante battaglie il Fortore riuscirà a dotarsi di una rete Internet veloce. La notizia è apparsa su alcuni organi di stampa
Circa 250 mila euro per la realizzazione e la fornitura della rete wireless nell'area della Comunità del Fortore. L'ente montano guidato da Zaccaria Spina assegna, a conclusione di procedura di affidamento, alla casertana Maxfoam il compito di realizzare la rete. Un progetto approvato nell'aprile del 2009: con l'affidamento dei lavori si passa ora alla realizzazione pratica di un progetto fortemente sostenuto dall'ente montano (...).
(tratto da www.denaro.it)
Circa 250 mila euro per la realizzazione e la fornitura della rete wireless nell'area della Comunità del Fortore. L'ente montano guidato da Zaccaria Spina assegna, a conclusione di procedura di affidamento, alla casertana Maxfoam il compito di realizzare la rete. Un progetto approvato nell'aprile del 2009: con l'affidamento dei lavori si passa ora alla realizzazione pratica di un progetto fortemente sostenuto dall'ente montano (...).
(tratto da www.denaro.it)
lunedì 4 gennaio 2010
Il caso Genchi al museo del Sannio

Sarà presentato a Benevento il prossimo 9 gennaio, alle ore 17 nell’Auditorium del Museo del Sannio, Il caso Genchi: storia di un uomo in balia dello Stato un libro intervista di Edoardo Montolli edito da Aliberti uscito a metà dicembre e già ristampato tre volte.
Gioacchno Genchi è vice questore della Polizia di Stato e, come scrive Marco Travaglio nella prefazione del libro, “ha messo a disposizione la sua esperienza investigativa in materia informatica e telefonica in delicatissimi processi e inchieste, di mafia, di strage, di omicidio, di sequestro di persona, e così via. Lavorava già con Giovanni Falcone … ed è riuscito a ricostruire - tabulati alla mano - gli ultimi due giorni di vita di Paolo Borsellino e i contatti fra alcuni suoi carnefici e una probabile sede distaccata dei servizi segreti … Da diciassette anni è consulente di varie Procure, Tribunali e Corti d’Assise. Ha fatto catturare fior di latitanti, incastrato assassini e stragisti, ma anche tangentari e finanzieri sporchi, smascherato malaffari di ogni genere“.
Il libro di circa 1000 pagine che svela con materiale del tutto inedito molti retroscena da Tangentopoli alle scalate bancarie, dai grandi crac ai processi clamorosi,sarà presentato da Gabriele Corona, presidente della Associazione Altrabenevento. Alla manifestazione interverrà direttamente Gioacchino Genchi.
giovedì 31 dicembre 2009
Auguri di buon anno a tutti

Sono veramente contento per il prossimo anno. Il governo ci farà un bel regalino. Dopo l'aumento dei pedaggi autostradali, ci saranno rincari per il gas (+28 euro annui), benzina (+90 euro annui), rifiuti (+35 euro annui), servizi idrici (+18 euro annui), rc auto (+130 euro annui) e, come prospettato dalla finanziaria, tasse aeroportuali (+3 euro per ogni biglietto). Ed eccetera eccetera.
Ma i nostri parlamentari continueranno ad aumentarsi lo stipendio? Boh!
giovedì 24 dicembre 2009
Lettera di Natale al presidente della Provincia
riceviamo e postiamo
Illustre presidente,
anche quest'anno, come per tradizione, le scrivo la solita letterina di natale. E come sempre la scrivo in rappresentanza del popolo abitante del Fortore. Il tema principale è sempre la viabilità ed in particolare la condizione in cui riversano le nostre arterie provinciali. Anche se quest'anno abbiamo qualche striscia di mezzeria in più la situazione complessiva non è affatto migliorata, anche perché si è arrivati a fine novembre prima di mettere in po mano allo stato dell'arte! La cosa più incredibile però è che si resta fermi ed immobili durante i mesi caldi dell'anno, mentre durante l'autunno si cerca di male in peggio di mettere rimedio a qualche impellente necessità. ed i risultati sono sotto gli occhi do tutti: frane e continui smottamenti sugli interventi appena effettuati, e interi tratti stradali abbandonati al loro crudele destino cinico e baro.
E Se non fosse per il fatto che esse rapprentano l'unico sbocco di collegamento per intere realtà quale sarebbe il loro stato attuale? Ho ascoltato il suo intervento dell'altrogiorno al seminario sulla Fortorina promosso da sannio city e se non fosse stato per alcuni fortorini veraci, impegnati da anni in serie battaglie per il territorio, non so a quest'ora dove saremmo! Lei ha dichiarato che Realizzare infrastrutture di collegamento che mettano in connessione tutte le aree della provincia è un obiettivo imprescindibile, ma se conoscesse realmente la situazione del Fortore - non solo indirettamente - avrebbe dovuto dire che l'intervento è improcrastinabile!
Avrebbe dovuto dire che o si costruisce per il Fortore oppure non si farà nulla, petché non serve sprecare risorse senza utilità e benefici collettivi.E se dovesse accettare il mio invito a cena- che dall'anno scorso resta sempre valido - potrò spiegarmi meglio. Unica condizione: che l'invito non si risolva in una passerella per più personaggi in cerca d'autore, ma che sia una occasione per farle conoscere, attraverso ùn viaggio in macchina - che spero vorrà affrontare senza diligenze - di cosa sto parlando. Al di la di tutto cio che mi interessa è la attenzione- se non è ancora possibile, a breve, la realizzazione - del problema.
Buone feste!
Salvatore Brancaccio
(amministratore Comune di Baselice)
Illustre presidente,
anche quest'anno, come per tradizione, le scrivo la solita letterina di natale. E come sempre la scrivo in rappresentanza del popolo abitante del Fortore. Il tema principale è sempre la viabilità ed in particolare la condizione in cui riversano le nostre arterie provinciali. Anche se quest'anno abbiamo qualche striscia di mezzeria in più la situazione complessiva non è affatto migliorata, anche perché si è arrivati a fine novembre prima di mettere in po mano allo stato dell'arte! La cosa più incredibile però è che si resta fermi ed immobili durante i mesi caldi dell'anno, mentre durante l'autunno si cerca di male in peggio di mettere rimedio a qualche impellente necessità. ed i risultati sono sotto gli occhi do tutti: frane e continui smottamenti sugli interventi appena effettuati, e interi tratti stradali abbandonati al loro crudele destino cinico e baro.
E Se non fosse per il fatto che esse rapprentano l'unico sbocco di collegamento per intere realtà quale sarebbe il loro stato attuale? Ho ascoltato il suo intervento dell'altrogiorno al seminario sulla Fortorina promosso da sannio city e se non fosse stato per alcuni fortorini veraci, impegnati da anni in serie battaglie per il territorio, non so a quest'ora dove saremmo! Lei ha dichiarato che Realizzare infrastrutture di collegamento che mettano in connessione tutte le aree della provincia è un obiettivo imprescindibile, ma se conoscesse realmente la situazione del Fortore - non solo indirettamente - avrebbe dovuto dire che l'intervento è improcrastinabile!
Avrebbe dovuto dire che o si costruisce per il Fortore oppure non si farà nulla, petché non serve sprecare risorse senza utilità e benefici collettivi.E se dovesse accettare il mio invito a cena- che dall'anno scorso resta sempre valido - potrò spiegarmi meglio. Unica condizione: che l'invito non si risolva in una passerella per più personaggi in cerca d'autore, ma che sia una occasione per farle conoscere, attraverso ùn viaggio in macchina - che spero vorrà affrontare senza diligenze - di cosa sto parlando. Al di la di tutto cio che mi interessa è la attenzione- se non è ancora possibile, a breve, la realizzazione - del problema.
Buone feste!
Salvatore Brancaccio
(amministratore Comune di Baselice)
martedì 22 dicembre 2009
La Fortorina ai fortorini

“Le infrastrutture viarie nella Provincia di Benevento: modelli e priorità per lo sviluppo” è stato il tema della seconda sessione della seconda giornata di Sannio Sity 2009. I lavori, moderati dal giornalista Billy Nuzzolillo, si sono aperti con la denuncia di Aniello Cimitile, presidente della Provincia: nel Sannio l’indice delle infrastrutture è pari a 61,5, ultimo in Campania, meno della metà di quello delle Province di Caserta (143) e Avellino (140), che lo precedono in questa classifica.
Massimiliano Fidenzi, della Direzione centrale, Programmazione e Progettazione Anas, ha quindi presentato lo studio di fattibilità per interventi sulle strade fortorine a seguito di un accordo che fu qualche mese fa siglato tra Regione Campania, Provincia ed Anas con uno stanziamento di 30 milioni di euro (dei quali 1,6 milioni a carico del Bilancio della Provincia).
“L’Anas – ha detto Fidenzi - pensa di intervenire sulla SS 212 da San Marco dei Cavoti, dove si sta realizzando la Fortorina- 2° tronco, fino ai confini regionali molisani per 12 chilometri di estensione con opere d’arte principali, tutto sommato contenute. Da San Marco dei Cavoti a Foiano Valfortore, invece, si vorrebbe intervenire per una estensione di 10 chilometri con opere d’arte al 60%: ciò perché si prevedono molte gallerie in una zona molto tormentata geomorfologicamente. Poi si pensa ad adeguare la ex SS 369 da Foiano Valfortore a Benevento e San Bartolomeo in Galdo, migliorando il tratto esistente. Infine, si pensa di puntare verso la SS 17 dall’abitato di San Bartolomeo in Galdo per 9,5 Km. con il 40% di opere d’arte; da qui alla strada Amborchia da adeguare e riqualificare fino al confine foggiano. Si pensa inoltre di adeguare ulteriormente la ex SS 369 ma partendo da Benevento lungo la Statale 90 bis fino alla strada provinciale 45 e da qui fino a Foiano Valfortore con incidenze di opere d’arte fino al 70% (gallerie): si tratta di una vera e propria alternativa di corridoio. Si pensa infine alla San Bartolomeo in Galdo a Decorata di 15 Km. con il 50% di opere d’arte. Su tutte queste ipotesi occorre, è stato precisato, il consenso del territorio”.
Si è aperto un dibattito, non privo di accese polemiche, circa le possibili scelte a farsi, con interventi, tra gli altri, di Vincenzo Sangregorio, sindaco di San Bartolomeo in Galdo, il quale ha sottolineato la “necessità di intervenire sulla ex statale 369 che è l’asse viario che attraversa il Fortore e non su altri tronchi stradali che non interessano quella area montana. Da San Bartolomeo in Galdo occorre ancora oggi oltre un’ora e un quarto di auto, mentre per Foggia basta un quarto del tempo, cosicché per il Fortore il vero e principale collegamento è con la Puglia e non con Benevento”. Giovanni Zarro ha inquadrato il problema del Fortore su quello dei grandi assi viari della globalizzazione. L’ex presidente della Comunità Montana del Fortore Raffaele Moffa ha ricordato il tragitto da San Giorgio la Molara e Benevento quale punto d’ingresso verso il Fortore. Il professore Eliseo Ziccardi invece ha proposto un tratto in galleria di 9 km. fino a Foiano, alternativa all’attuale tracciato accorciandolo di circa la metà rispetto alla percorrenza attuale e con quattro chilometri in viadotto ed 1,8 in galleria.
Ha concluso i lavori Aniello Cimitile: “è più facile progettare e finanziare un’autostrada, ma non migliorare le strade provinciali del Sannio, perché per la prima si trova facilmente il finanziatore privato, ma per le seconde si può pensare solo ai fondi pubblici”. Cosa si può fare per il Fortore subito e concretamente? “ho portato a casa un risultato da 30 milioni di euro per il Fortore grazie alla disponibilità dell’assessore Ennio Cascetta – ha detto Cimatile -: intendo procedere sulla strada della concertazione e della condivisione con il territorio per risolvere con pragmatismo i problemi maggiori”.
lunedì 21 dicembre 2009
Pec e minoranza
Piano eolico comunale. Data l’importanza dell’argomento postiamo alcuni stralci dell’articolo apparso oggi su "ilsannioquotidiano.it" dal titolo «Canonico: minoranza irresponsabile». Dopo la nota vicenda di San Giorgio la Molara anche nel paese fortorino torna la discussione sull’energia eolica.
La convocazione del Consiglio comunale, in seduta straordinaria ed urgente, per approvare il Pec - Piano eolico comunale - da parte della amministrazione Canonico, non è stata condivisa dal gruppo di minoranza, che accampando motivi strumentali e di tempo, senza nemmeno ascoltare l’illustrazione dell’argomento, ha abbandonato i lavori.
“Non ci è stato dato il tempo necessario per guardarci le carte”, questo è quanto si è appreso dalle parole del consigliere di minoranza Del Vecchio (…).
E così, dinanzi alla prima occasione capitata, nella quale l’annunciata collaborazione amministrativa ed istituzionale, da parte della minoranza sulle grandi tematiche, doveva e poteva essere posta in essere, su un argomento di ampio respiro e di tutela del territorio, la tanto declamata condivisione è venuta meno (…).
«Un comportamento pretestuoso, quello della minoranza - ha spiegato il sindaco Domenico Canonico -. I consiglieri dell’opposizione non hanno voluto sentire nemmeno le motivazioni per le quali ho indetto il Consiglio comunale straordinario. Un comportamento - ha aggiunto il primo cittadino - irrispettoso nei confronti delle istituzioni e soprattutto irresponsabile verso la comunità proprio nel momento in cui c’è da difendere il nostro territorio dagli insediamenti».
www.ilsannioquotidiano.it
La convocazione del Consiglio comunale, in seduta straordinaria ed urgente, per approvare il Pec - Piano eolico comunale - da parte della amministrazione Canonico, non è stata condivisa dal gruppo di minoranza, che accampando motivi strumentali e di tempo, senza nemmeno ascoltare l’illustrazione dell’argomento, ha abbandonato i lavori.
“Non ci è stato dato il tempo necessario per guardarci le carte”, questo è quanto si è appreso dalle parole del consigliere di minoranza Del Vecchio (…).
E così, dinanzi alla prima occasione capitata, nella quale l’annunciata collaborazione amministrativa ed istituzionale, da parte della minoranza sulle grandi tematiche, doveva e poteva essere posta in essere, su un argomento di ampio respiro e di tutela del territorio, la tanto declamata condivisione è venuta meno (…).
«Un comportamento pretestuoso, quello della minoranza - ha spiegato il sindaco Domenico Canonico -. I consiglieri dell’opposizione non hanno voluto sentire nemmeno le motivazioni per le quali ho indetto il Consiglio comunale straordinario. Un comportamento - ha aggiunto il primo cittadino - irrispettoso nei confronti delle istituzioni e soprattutto irresponsabile verso la comunità proprio nel momento in cui c’è da difendere il nostro territorio dagli insediamenti».
www.ilsannioquotidiano.it
venerdì 18 dicembre 2009
Baselice, botta e risposta tra sindaco e opposizione
Botta e risposta tra il sindaco Domenico Canonico e il capogruppo di minoranza Antonio del Vecchio. La querelle riguarda il trasferimento di un dipendente dall’ufficio tecnico a quello anagrafe. Contro questa scelta l’opposizione, nei giorni scorsi, ha addirittura chiesto l’intervento del prefetto di Benevento, perché «l’interessata – secondo quanto riportato da ilquaderno.it – è stata oggetto di una vera e propria azione persecutoria posta in essere a suo danno, tant’è vero che dalla sua scrivania le è stato tolto anche il computer, per il solo fatto che alle elezioni amministrative dello scorso mese di giugno ha manifestato liberamente le proprie intenzioni di voto a favore dell’attuale minoranza».
La minoranza ha chiesto al prefetto di intervenire per «garantire, anche ai dipendenti comunali, al pari di qualsiasi cittadino, la libera manifestazione del pensiero e il diritto di critica, soprattutto politica».
La replica del sindaco non si è fatta attendere. «Il Comune di Baselice – spiega oggi – ha come personale interno appena 4 unità più un part-time, mentre il personale esterno è in numero di 10; tale organizzazione ci deriva dalla precedente amministrazione. Ai Servizi demografici e invalidi civili è addetta una sola unità, mentre al Servizio edilizia privata e gestione legge 219 sono addetti un tecnico convenzionato e l’unità per la quale sta suscitando tanto scalpore il richiesto spostamento».
Dunque i motivi del provvedimento stanno nella «riduzione del carico di lavoro dell’Ufficio edilizia privata e gestione pressoché nulla degli interventi ex legge 219 (mediamente 15 Dia, 30 certificati di destinazione urbanistica e 12 permessi a costruire all’anno)». E ancora: «La contemporanea esigenza verificatasi all’Ufficio servizi demografici, statistici, invalidi civili in quanto l’unica unità attualmente addetta, oltre al fatto che verrà collocata a riposo nel 2011, dovrà affrontare da sola tutti gli adempimenti del censimento».
Il tutto nell’offrire un servizio migliore ai cittadini. «Non esiste – conclude – alcun intento o volontà di penalizzare chicchessia. Se qualcuno ha fomentato e continua a fomentare polemiche, è spinto da ragioni e da rancori che nulla hanno a che vedere con le questioni reali e le vere esigenze dei cittadini e dell’attività amministrativa».
La minoranza ha chiesto al prefetto di intervenire per «garantire, anche ai dipendenti comunali, al pari di qualsiasi cittadino, la libera manifestazione del pensiero e il diritto di critica, soprattutto politica».
La replica del sindaco non si è fatta attendere. «Il Comune di Baselice – spiega oggi – ha come personale interno appena 4 unità più un part-time, mentre il personale esterno è in numero di 10; tale organizzazione ci deriva dalla precedente amministrazione. Ai Servizi demografici e invalidi civili è addetta una sola unità, mentre al Servizio edilizia privata e gestione legge 219 sono addetti un tecnico convenzionato e l’unità per la quale sta suscitando tanto scalpore il richiesto spostamento».
Dunque i motivi del provvedimento stanno nella «riduzione del carico di lavoro dell’Ufficio edilizia privata e gestione pressoché nulla degli interventi ex legge 219 (mediamente 15 Dia, 30 certificati di destinazione urbanistica e 12 permessi a costruire all’anno)». E ancora: «La contemporanea esigenza verificatasi all’Ufficio servizi demografici, statistici, invalidi civili in quanto l’unica unità attualmente addetta, oltre al fatto che verrà collocata a riposo nel 2011, dovrà affrontare da sola tutti gli adempimenti del censimento».
Il tutto nell’offrire un servizio migliore ai cittadini. «Non esiste – conclude – alcun intento o volontà di penalizzare chicchessia. Se qualcuno ha fomentato e continua a fomentare polemiche, è spinto da ragioni e da rancori che nulla hanno a che vedere con le questioni reali e le vere esigenze dei cittadini e dell’attività amministrativa».
giovedì 17 dicembre 2009
Processo breve, io ho aderito all'appelo di Saviano

Gentile Antonio Bianco,
la redazione di Repubblica ti ringrazia per aver aderito all'appello di Roberto Saviano "Presidente ritiri quella norma del privilegio".
Roberto Saviano ha desiderato ringraziare personalmente tutti i partecipanti con un messaggio dal sito di Repubblica.
www.repubblica.it
mercoledì 16 dicembre 2009
Fortorina al Fortore
È arrivato il momento per il Fortore di decidere sul futuro della strada Fortorina. Sappiamo che a tal proposito ci sono diverse opinioni. C’è chi pensa che l’isolamento in cui si vive possa fare da argine alla criminalità che ci circonda e dunque restare relativamente un isola felice, e chi invece pensa che uscire da questa situazione di svantaggio porterà ad un relativo sviluppo dell’area.
Tuttavia l’allarme e la proposta lanciati dal consigliere provinciale di opposizione, Spartico Capocefalo («un incontro pubblico allargato agli amministratori del Fortore per discutere delle ipotesi di completamento della costruenda strada Fortorina, che sembra intraprendere altra direzione, anche alla luce del recente Protocollo di intesa sottoscritto dalla Provincia di Benevento e la Regione Campania, la quale formalmente si è impegnata a finanziare le opere del Fortore, per complessivi 30 milioni di euro»), ci deve far riflettere seriamente.
Al momento la famosa Fortorina arriverà fino a San Marco. Cioè prima del Fortore vero e proprio. Oltre non esiste nessun tipo di progettazione. Nemmeno di massima.
La possibilità che venga “scippata” da qualcun altro alle popolazioni del Fortore è verosimile. E fa bene il consigliere di minoranza a denunciare il fatto.
Ora destinare quella somma ad un tunnel – come propone Capocefalo - da San Marco dei Cavoti a Foiano Valfortore permetterebbe di evitare il Casone Cocca con tanti vantaggi, soprattutto d’inverno, per quest’area.
Popolo e amministratori del Fortore a voi la parola.
Tuttavia l’allarme e la proposta lanciati dal consigliere provinciale di opposizione, Spartico Capocefalo («un incontro pubblico allargato agli amministratori del Fortore per discutere delle ipotesi di completamento della costruenda strada Fortorina, che sembra intraprendere altra direzione, anche alla luce del recente Protocollo di intesa sottoscritto dalla Provincia di Benevento e la Regione Campania, la quale formalmente si è impegnata a finanziare le opere del Fortore, per complessivi 30 milioni di euro»), ci deve far riflettere seriamente.
Al momento la famosa Fortorina arriverà fino a San Marco. Cioè prima del Fortore vero e proprio. Oltre non esiste nessun tipo di progettazione. Nemmeno di massima.
La possibilità che venga “scippata” da qualcun altro alle popolazioni del Fortore è verosimile. E fa bene il consigliere di minoranza a denunciare il fatto.
Ora destinare quella somma ad un tunnel – come propone Capocefalo - da San Marco dei Cavoti a Foiano Valfortore permetterebbe di evitare il Casone Cocca con tanti vantaggi, soprattutto d’inverno, per quest’area.
Popolo e amministratori del Fortore a voi la parola.
martedì 15 dicembre 2009
Salmonella nel Fortore, vietato prelevare le acque
Il presidente della Provincia di Benevento ha emesso una ordinanza per il divieto di prelievo e utilizzo, su tutto il territorio provinciale, delle acque dei fiumi Calore, Sabato, Ufita, Volturno, Fortore, Isclero e Tammaro a valle dell'invaso di Campolattaro, e dei torrenti Tesa, Serretelle, Titerno, Tammarecchia e San Nicola.
Il provvedimento fa seguito ad una comunicazione della Asl Bn1 con la quale è stato evidenziato che è stata riscontrata nelle acque la presenza di salmonella.
L'ordinanza vieta l'utilizzo delle acque a scopo irriguo per le coltivazioni ortofrutticole destinate al consumo umano ed animale nonché a scopo zootecnico o per abbeveraggio di animali, fino alla risoluzione delle contaminazioni rilevate.
Il provvedimento fa seguito ad una comunicazione della Asl Bn1 con la quale è stato evidenziato che è stata riscontrata nelle acque la presenza di salmonella.
L'ordinanza vieta l'utilizzo delle acque a scopo irriguo per le coltivazioni ortofrutticole destinate al consumo umano ed animale nonché a scopo zootecnico o per abbeveraggio di animali, fino alla risoluzione delle contaminazioni rilevate.
lunedì 14 dicembre 2009
Ora pensiamo a noi
La grave crisi economica in Italia, oltre che sui cittadini, si ripercuote soprattutto sulle precarie realtà economiche meridionali.
Le imprese del Sud, già penalizzate per l'arretratezza strutturale e fortemente svantaggiate nella competizione con quelle delle regioni settentrionali ed europee, di fronte al disinteresse dei vari governi che si sono succeduti, hanno bisogno del sostegno incondizionato di tutti i cittadini meridionali per continuare a sopravvivere e produrre ricchezza e sviluppo nel territorio.
Le prossime festività natalizie devono essere l'occasione (ci auguriamo che diventi la regola!) per privilegiare negli acquisti i prodotti made in Sud e dare un concreto sostegno alle nostre realtà imprenditoriali.
Non si tratta naturalmente di discriminare i prodotti di altre realtà regionali e internazionali che, in un'economia globalizzata, sarebbe improponibile. Si tratta invece di riattivare il circuito economico interno al territorio, investendo le proprie risorse su quelle realtà contigue che possono, se sono in grado di sopravvivere, offrire un futuro a tutti i cittadini di una comunità.
I prodotti del Sud, spesso si caratterizzano per qualità e prestigio internazionale: bisogna solo provarli.
Dal vino all'olio di uliva, dalle produzioni dolciarie ai prodotti conservieri, dalla pasta di grano duro alle centinaia di altri prodotti, il Mezzogiorno può offrire a tutti i suoi cittadini uno straordinario repertorio di gusti e di elaborazioni tradizionali.Così come va riattivato il circuito delle strutture recettive interne alle regioni meridionali.
Quale occasione migliore del Natale e delle altre festività per scoprire le mille bellezze e la straordinaria storia di un Sud che è stato autorevole protagonista della vicenda europea.
Spesso si conoscono anche i dettagli minimi di altre realtà territoriali, magari lontane anche più di mille chilometri, eppure si sa poco del proprio patrimonio storico e naturalistico.
Le prossime festività, dunque, possono essere un'occasione importante per riscoprire queste ricchezze di casa nostra e dare un contributo sostanziale alle strutture alberghiere e, più in generale turistiche, presenti sul territorio, che vanno sostenute e tutelate dall'intera comunità. Noi de L'Altro Sud questa scelta l'abbiamo già fatta da tempo: per la nostra gente, per i nostri imprenditori, per il nostro futuro.
www.l'altrosud.it
Le imprese del Sud, già penalizzate per l'arretratezza strutturale e fortemente svantaggiate nella competizione con quelle delle regioni settentrionali ed europee, di fronte al disinteresse dei vari governi che si sono succeduti, hanno bisogno del sostegno incondizionato di tutti i cittadini meridionali per continuare a sopravvivere e produrre ricchezza e sviluppo nel territorio.
Le prossime festività natalizie devono essere l'occasione (ci auguriamo che diventi la regola!) per privilegiare negli acquisti i prodotti made in Sud e dare un concreto sostegno alle nostre realtà imprenditoriali.
Non si tratta naturalmente di discriminare i prodotti di altre realtà regionali e internazionali che, in un'economia globalizzata, sarebbe improponibile. Si tratta invece di riattivare il circuito economico interno al territorio, investendo le proprie risorse su quelle realtà contigue che possono, se sono in grado di sopravvivere, offrire un futuro a tutti i cittadini di una comunità.
I prodotti del Sud, spesso si caratterizzano per qualità e prestigio internazionale: bisogna solo provarli.
Dal vino all'olio di uliva, dalle produzioni dolciarie ai prodotti conservieri, dalla pasta di grano duro alle centinaia di altri prodotti, il Mezzogiorno può offrire a tutti i suoi cittadini uno straordinario repertorio di gusti e di elaborazioni tradizionali.Così come va riattivato il circuito delle strutture recettive interne alle regioni meridionali.
Quale occasione migliore del Natale e delle altre festività per scoprire le mille bellezze e la straordinaria storia di un Sud che è stato autorevole protagonista della vicenda europea.
Spesso si conoscono anche i dettagli minimi di altre realtà territoriali, magari lontane anche più di mille chilometri, eppure si sa poco del proprio patrimonio storico e naturalistico.
Le prossime festività, dunque, possono essere un'occasione importante per riscoprire queste ricchezze di casa nostra e dare un contributo sostanziale alle strutture alberghiere e, più in generale turistiche, presenti sul territorio, che vanno sostenute e tutelate dall'intera comunità. Noi de L'Altro Sud questa scelta l'abbiamo già fatta da tempo: per la nostra gente, per i nostri imprenditori, per il nostro futuro.
www.l'altrosud.it
venerdì 11 dicembre 2009
E’ online la biblioteca digitale sulla camorra

E’ un ambizioso progetto del Dipartimento di Filologia Moderna dell’Università di Napoli “Federico II”, quello che si inaugura oggi (ieri per chi legge) sul sito Internet www.bibliotecasullacamorra.unina.it. Si tratta della prima raccolta, digitale e liberamente consultabile, che contiene l’intera storia della camorra, da due secoli fa fino ad oggi.
Attraverso l’opera di artisti, scrittori, drammaturghi e registi, si traccia il percorso compiuto da una delle più grandi organizzazioni criminali del mondo, dalle sue forme primordiali, coi suoi personaggi tipici ed indimenticabili, alle conformazioni attuali, con i nomi che oggi sono onnipresenti nella cronaca.
Il progetto, diretto e coordinato dal titolare della cattedra di Filologia Moderna, il Prof. Pasquale Sabbatino, è destinato inoltre ad ampliarsi prossimamente, con l’aggiunta di nuove opere e dunque di nuove voci e riferimenti lungo il percorso storico descritto ed analizzato.
(Sanniopress.it)
giovedì 10 dicembre 2009
Internet e le nuove frontiere del giornalismo

“Internet e le nuove frontiere del giornalismo” è il tema di un convegno promosso dall’associazione Sanniopress onlus per domani alle ore 17,30 presso la Biblioteca provinciale di Benevento.
L’evento, organizzato in occasione del decennale della fondazione del sito Sanniopress.it (1999/2009), è patrocinato dall’assessorato alla Cultura della Provincia di Benevento e sostenuto da Eurogronde, Banca del Lavoro e del Piccolo Risparmio, Aesse Stampa e Solaria Swimming Pool.
Dopo i saluti di Carlo Falato, assessore alla Cultura della Provincia di Benevento, e di Giovanni Fuccio, presidente dell’Assostampa Sannita, sono previsti gli interventi di Vincenzo Colimoro (presidente Assostampa Campania), Nino Femiani (responsabile sito Corrieredelmezzogiorno.it), Ottavio Lucarelli (presidente Ordine giornalisti della Campania) e Billy Nuzzolillo (fondatore del sito Sanniopress.it).
mercoledì 9 dicembre 2009
Campania (in)felix. Territorio violato ed ecomafie
Promossa dagli assessori all'ambiente, Gianluca Aceto, e alle politiche formative, Annachiara Palmieri, della Provincia di Benevento, è in programma per domani, nella Sala Consiliare della Rocca dei Rettori, "Campania (in)felix. Territorio violato ed Ecomafie", iniziativa realizzata nell'ambito del progetto promosso dalla Regione Campania sulla tutela della Biodiversità.
"Campania (in)felix" si svolgerà in due sessioni. La prima inizia alle 10 ed ha come sottotitolo: "La Natura ha i suoi colori", con la partecipazione di Aniello Cimitile, presidente della Provincia, di Luigi Abbate e Luigi Diego Perifano, rispettivamente presidente e direttore di Sannio Europa, del Provveditore agli studi, Pietro Esposito, e degli assessori provinciali Aceto e Palmieri. In questa sessione sarà presentato al pubblico il "Quaderno di Educazione Ambientale", ideato e realizzato da Sannio Europa e dedicato ai bambini delle Elementari.
La seconda sessione è fissata per le 17 e consiste in una tavola rotonda che discuterà il tema "Territorio Violato ed Ecomafie".
I lavori, introdotti dall'assessore Aceto, avranno le seguenti relazioni programmate:
"Crimini ambientali e indagini investigative" discussa da Antonio Clemente, magistrato della procura della Repubblica di Benevento; "Dalle ecomafie all'Ecosviluppo" svolta da Marco Musella, Ordinario di economia politica alla Federico II di Napoli; "Ecomafie e legalità ambientale", discussa da Raffaele Del Giudice, direttore di Lega Ambiente Campania; "Crimine organizzato e traffico di rifiuti", a cura di Rosanna Romanelli del Foro di Napoli.
Ai lavori, che saranno moderati dal direttore di Sannio Europa, Luigi Diego Perifano, parteciperanno esponenti delle Forze dell'Ordine ed esercenti delle professioni sanitarie.
I talenti del Sud, i giovani e la passione civile di tantissimi che nella Locride, in Campania, in Puglia, in Basilicata e Sicilia con il loro impegno quotidiano tentano di cambiare le cose, tutti insieme volgarmente offesi da una legge elettorale, chiaramente incostituzionale che rende inutile la consultazione.
"Campania (in)felix" si svolgerà in due sessioni. La prima inizia alle 10 ed ha come sottotitolo: "La Natura ha i suoi colori", con la partecipazione di Aniello Cimitile, presidente della Provincia, di Luigi Abbate e Luigi Diego Perifano, rispettivamente presidente e direttore di Sannio Europa, del Provveditore agli studi, Pietro Esposito, e degli assessori provinciali Aceto e Palmieri. In questa sessione sarà presentato al pubblico il "Quaderno di Educazione Ambientale", ideato e realizzato da Sannio Europa e dedicato ai bambini delle Elementari.
La seconda sessione è fissata per le 17 e consiste in una tavola rotonda che discuterà il tema "Territorio Violato ed Ecomafie".
I lavori, introdotti dall'assessore Aceto, avranno le seguenti relazioni programmate:
"Crimini ambientali e indagini investigative" discussa da Antonio Clemente, magistrato della procura della Repubblica di Benevento; "Dalle ecomafie all'Ecosviluppo" svolta da Marco Musella, Ordinario di economia politica alla Federico II di Napoli; "Ecomafie e legalità ambientale", discussa da Raffaele Del Giudice, direttore di Lega Ambiente Campania; "Crimine organizzato e traffico di rifiuti", a cura di Rosanna Romanelli del Foro di Napoli.
Ai lavori, che saranno moderati dal direttore di Sannio Europa, Luigi Diego Perifano, parteciperanno esponenti delle Forze dell'Ordine ed esercenti delle professioni sanitarie.
I talenti del Sud, i giovani e la passione civile di tantissimi che nella Locride, in Campania, in Puglia, in Basilicata e Sicilia con il loro impegno quotidiano tentano di cambiare le cose, tutti insieme volgarmente offesi da una legge elettorale, chiaramente incostituzionale che rende inutile la consultazione.
lunedì 7 dicembre 2009
I sacrifici del Fortore
Riceviamo e postiamo
di Paolo Mascia*
Caro Antonio, al di là delle fortissime perplessità personali sul fatto che si possa autorizzare la costituzione di un parco eolico senza “ascoltare” il Comune interessato, condivido l’amarezza del sindaco di San Giorgio la Molara e soprattutto dei cittadini di tale paese.
È triste sapere che ciò avviene in nome dell’interesse pubblico, della pubblica utilità, ancorati ad uno Stato che sino ad oggi si è mostrato insensibile ed irriconoscente alla gente del Fortore; non è intervenuto ad esempio, come si doveva, nell’assurda vicenda dell’ospedale di San Bartolomeo in Galdo, e non si è esitato nel tentare la sostanziale privazione del servizio di continuità assistenziale.
Non che il sacrificio del territorio debba essere controprestazione per una sanità efficiente, ma che si abbia almeno il garbo di evidenziare il particolare contributo del Fortore.
In fatto di sacrifici, non c’è che dire, il Fortore è ai primi posti.
Nello specifico caso dell’insediamento eolico di San Giorgio la Molara, ad onor del vero, sento di dover citare un articolo apparso tempo fa (3 giugno 2009) sul sito www.foiano.info, parimenti triste, per altro verso, se vero.
Si esponeva, in tale articolo, che la Commissione Via della Regione Campania (seduta del 27 maggio 2009), per la prima volta dopo 14 anni, aveva negato l’istallazione di un impianto eolico, anche nel territorio di San Giorgio la Molara,ritenendolo lesivo del paesaggio.
In particolare nelle motivazioni del parere negativo, l’organismo regionale avrebbe chiarito che “nel Sannio si riscontra un numero ormai elevatissimo di aerogeneratori che occupano in modo massiccio il territorio montano della provincia di Benevento, con particolare riferimento ai rilievi dei comprensori del Fortore e dell’Alto Tammaro”.
Al di fuori di ogni riferimento a casi particolari, quale comune cittadino mi sento sicuro di affermare che l’interesse alla tutela del paesaggio, del territorio e dell’ambiente si dimostra adottando, senza esitazioni ed in tempi non sospetti, gli opportuni strumenti di tutela che l’ordinamento pure offre.
In tanti casi, anche attuali, gli enti locali spesso non si preoccupano di tutelare come si dovrebbe ciò che ci circonda.
*Avvocato
di Paolo Mascia*
Caro Antonio, al di là delle fortissime perplessità personali sul fatto che si possa autorizzare la costituzione di un parco eolico senza “ascoltare” il Comune interessato, condivido l’amarezza del sindaco di San Giorgio la Molara e soprattutto dei cittadini di tale paese.
È triste sapere che ciò avviene in nome dell’interesse pubblico, della pubblica utilità, ancorati ad uno Stato che sino ad oggi si è mostrato insensibile ed irriconoscente alla gente del Fortore; non è intervenuto ad esempio, come si doveva, nell’assurda vicenda dell’ospedale di San Bartolomeo in Galdo, e non si è esitato nel tentare la sostanziale privazione del servizio di continuità assistenziale.
Non che il sacrificio del territorio debba essere controprestazione per una sanità efficiente, ma che si abbia almeno il garbo di evidenziare il particolare contributo del Fortore.
In fatto di sacrifici, non c’è che dire, il Fortore è ai primi posti.
Nello specifico caso dell’insediamento eolico di San Giorgio la Molara, ad onor del vero, sento di dover citare un articolo apparso tempo fa (3 giugno 2009) sul sito www.foiano.info, parimenti triste, per altro verso, se vero.
Si esponeva, in tale articolo, che la Commissione Via della Regione Campania (seduta del 27 maggio 2009), per la prima volta dopo 14 anni, aveva negato l’istallazione di un impianto eolico, anche nel territorio di San Giorgio la Molara,ritenendolo lesivo del paesaggio.
In particolare nelle motivazioni del parere negativo, l’organismo regionale avrebbe chiarito che “nel Sannio si riscontra un numero ormai elevatissimo di aerogeneratori che occupano in modo massiccio il territorio montano della provincia di Benevento, con particolare riferimento ai rilievi dei comprensori del Fortore e dell’Alto Tammaro”.
Al di fuori di ogni riferimento a casi particolari, quale comune cittadino mi sento sicuro di affermare che l’interesse alla tutela del paesaggio, del territorio e dell’ambiente si dimostra adottando, senza esitazioni ed in tempi non sospetti, gli opportuni strumenti di tutela che l’ordinamento pure offre.
In tanti casi, anche attuali, gli enti locali spesso non si preoccupano di tutelare come si dovrebbe ciò che ci circonda.
*Avvocato
giovedì 3 dicembre 2009
Fortore: valorizzazione della montagna

A San Marco dei Cavoti si è tenuto lunedì 30 novembre il primo incontro, organizzato dalla Comunità Montana del Fortore, con le associazioni che hanno aderito al progetto “valorizzazione della montagna: indirizzi e linee guida”, promosso dall’Ente montano nell’ambito del piano di sviluppo territoriale.
Il progetto, presentato nell’agosto di quest’anno, si proponeva di scoprire e mettere in luce le particolarità e le eccellenze presenti sul territorio, attraverso un vero e proprio censimento, comune per comune, con cui realizzare una mappatura dettagliata e precisa di tutto ciò che è possibile trovare nei 12 paesi della Comunità montana.
Nell’incontro di lunedì 30, riservato, come detto, al mondo delle associazioni, si è data la possibilità ai rappresentanti delle circa 60 associazioni presenti, tra Pro-Loco, Arci, circoli sportivi e culturali, ma anche associazioni per lo sviluppo del turismo e per la valorizzazione dei prodotti tipici, di incontrarsi, confrontarsi e soprattutto conoscersi.
Durante la seduta è emersa, inoltre, la necessità di continuare sulla strada di una maggiore coesione tra le varie associazioni, creando un tavolo di lavoro permanente, gestito dalla stessa Comunità, che possa coordinare il lavoro e le attività delle varie organizzazioni, preoccuparsi di trovare fondi per la promozione delle varie iniziative, creare un calendario degli appuntamenti e delle manifestazioni organizzate, svolgere, in sintesi, un ruolo di gestione unitario, in modo da promuovere la conoscenza delle attività delle singole associazioni, tra i vari paesi della Comunità e al di fuori di essa.
www.sannioquotidiano.it
mercoledì 2 dicembre 2009
Il rullo compressore
Non sappiamo se i sindaci e le popolazioni del Fortore siano consapevoli di quanto sta succedendo a San Giorgio la Molara, dove la Regione Campania ha autorizzato la costruzione di 18 pale eoliche senza il consenso – come sembra di capire – dello stesso Comune fortorino.
Se fosse veramente così il segnale che arriva da Napoli è semplicissimo: vi mettiamo i pali come e quando ci piace. Senza tener conto dell'ambiente. Senza tener conto della vocazione economica e sociale di ogni comunità. Senza darvi nulla in cambio. Andiamo avanti come un rullo compressore.
A denunciare la vicenda al quotidiano online ilquaderno.it è il sindaco del piccolo paese, Luigi Antonio Vella: “Per opera di uffici regionali, al Comune è stata strappata a viva forza ogni potestà urbanistica. La Regione irrompe così, per l’ennesima volta, nella vita di una comunità locale, che si vede esautorata della legittima aspettativa di programmazione del territorio e del proprio sviluppo. Non è chiaro persino quale progetto è stato autorizzato e se, quale e quando è stato sottoposto al vaglio della Commissione Via».
Da parte nostra sappiamo bene cosa pensano del Fortore nei piani alti della politica, basti vedere la vicenda del distretto sanitario e dell’ospedale di San Bartolomeo per farsene un’opinione. Meditate fortorini. Meditate.
Se fosse veramente così il segnale che arriva da Napoli è semplicissimo: vi mettiamo i pali come e quando ci piace. Senza tener conto dell'ambiente. Senza tener conto della vocazione economica e sociale di ogni comunità. Senza darvi nulla in cambio. Andiamo avanti come un rullo compressore.
A denunciare la vicenda al quotidiano online ilquaderno.it è il sindaco del piccolo paese, Luigi Antonio Vella: “Per opera di uffici regionali, al Comune è stata strappata a viva forza ogni potestà urbanistica. La Regione irrompe così, per l’ennesima volta, nella vita di una comunità locale, che si vede esautorata della legittima aspettativa di programmazione del territorio e del proprio sviluppo. Non è chiaro persino quale progetto è stato autorizzato e se, quale e quando è stato sottoposto al vaglio della Commissione Via».
Da parte nostra sappiamo bene cosa pensano del Fortore nei piani alti della politica, basti vedere la vicenda del distretto sanitario e dell’ospedale di San Bartolomeo per farsene un’opinione. Meditate fortorini. Meditate.
martedì 1 dicembre 2009
Calendario precario 2010

Venerdì prossimo alle ore 16:30 dal tetto che abbiamo occupato in segno di protesta contro i tagli e i licenziamenti perpetrati nei confronti dell'istruzione pubblica dall'attuale Governo, simbolo delle proteste effettuate dall'alto, presenteremo il "Calendario precario 2010".
Realizzato in collaborazione con Gigi la Monaca, Michele Sabela, Luigi Aquino, Cristian Formato e Corrado Lombardi, per mettere in rilievo alcuni momenti particolari della vita precaria del lavoratore precario: dalle lunghe attese e aspettative che durano spesso anche un'intera carriera lavorativa alla vacanza che non c'è; dal lavoro a tempo determinato e indeterminato volatilizzato, alla rabbia degna che lo assale; dall'inutilità dei titoli conseguiti per l'autoformazione alla voglia di non arrendersi contro una legge ingiusta.
Il ricavato delle vendite andrà a sostegno dei lavoratori disoccupati ai quali a marzo scadrà l'indennità di disoccupazione.
Precarie sannite
lunedì 30 novembre 2009
Baselice abbatte le barriere architettoniche

La civiltà di un popolo di vede anche da questo. Dall’attenzione per gli altri. È infatti in via di ultimazione (vedi foto) la rampa che permetterà ai diversamente abili di accedere al Comune e alla chiesa adiacente.
Una battaglia portata avanti negli anni scorsi da persone sensibili a questo tema e che ha trovato finalmente una risposta nella nuova maggioranza consiliare. Tra l’altro la vicenda è stata anche oggetto di un contenzioso tra la vecchia amministrazione e l’Associazione nazionale mutilati e invalidi civili.
Noi crediamo semplicemente che rimuovere questi ostacoli sia segno di progresso, di evoluzione, di sviluppo culturale. E che la gestione della cosa pubblica passi anche attraverso questi risultati.
p.s. Nella stessa piazza, poco distante, è stato costruito anche un bagno pubblico, e un altro è in via di progettazione. Vespasiano docet.
venerdì 27 novembre 2009
Un sorso di solidarietà

La Costa d'Avorio è uno degli stati più prosperi dell'Africa Occidentale, ma negli ultimi anni la guerra ha esacerbato le relazioni sociali e spinto il paese in una povertà preoccupante. In particolare, a Duekoué (cittadina dell'Ovest della Costa d'Avorio) c'è un'emergenza umanitaria legata ai bambini rimasti orfani e in uno stato d’indigenza, bisognosi di cibo, cure mediche e istruzione.
L'impegno di N:EA in questa terra è stato costante e importante, ha significato assistenza, accoglienza, progetti di sviluppo attraverso la creazione di attività economiche e imprenditoriali in loco, in collaborazione con la popolazione locale. Ma per continuare a rimanere in Costa d’Avorio e garantire l’avanzamento dei progetti, N:EA ha bisogno di reperire risorse necessarie e indispensabili.
Possiamo sostenere la solidarietà, il prossimo 11 dicembre, accettando un invito a cena! Ci ritroveremo tutti al ristorante “Il Castello” a Pozzuoli per un appuntamento speciale con un ospite d'eccezione: Peppe Zarbo, l'attore che interpreta Franco nella nota soap partenopea “Un posto al sole”. Parteciperanno alla cena anche la FISAR (Federazione Italiana Sommelier) e Corrado Gabriele, Assessore all'Istruzione della regione Campania.
Non prendete impegni per l'11 dicembre, avete un impegno con l’Africa!
Buona musica, ottimi vini e soprattutto una causa importante: assicurare i diritti fondamentali ai bambini di Duekoué.
Il Centro di accoglienza per i ragazzi di Duekoué è stato costruito grazie alla solidarietà di scuole, associazioni e singoli cittadini, cui si è aggiunto il supporto dell'Assessorato alla Pace della provincia di Napoli.
Info e prenotazioni: info@neaculture.it www.neaculture.it 081/660606 338/7097999
giovedì 26 novembre 2009
LA CRIMINALITA' OSTACOLA IL SUD
Sull'economia del Mezzogiorno "grava il peso della criminalità organizzata" che "infiltra le pubbliche amministrazioni, inquina la fiducia tra i cittadini, ostacola il funzionamento del libero mercato concorrenziale, accresce i costi della vita economica e civile". Lo ha affermato il Governatore di Bankitalia Mario Draghi aprendo i lavori del convegno sul Mezzogiorno ed Economia italiana.
"Il divario tra sud e centro-nord nei servizi essenziali per i cittadini e le imprese rimane ampio -ha continuato Draghi - Le analisi che presentiamo oggi rivelano scarti allarmanti di qualità fra centro-nord e Mezzogiorno nell'istruzione, nella giustizia civile, nella sanità, negli asili, nell'assistenza sociale, nel trasporto locale, nella gestione dei rifiuti, nella distribuzione idrica. In più casi - emblematico è quello della sanità - il divario deriva chiaramente dalla minore efficienza del servizio reso, non da una carenza di spesa. Svolgere un'attività produttiva in Italia è spesso più difficile che altrove, anche per la minore efficacia della pubblica amministrazione; nel Mezzogiorno queste si accentuano".
(Fonte: Agi)
"Il divario tra sud e centro-nord nei servizi essenziali per i cittadini e le imprese rimane ampio -ha continuato Draghi - Le analisi che presentiamo oggi rivelano scarti allarmanti di qualità fra centro-nord e Mezzogiorno nell'istruzione, nella giustizia civile, nella sanità, negli asili, nell'assistenza sociale, nel trasporto locale, nella gestione dei rifiuti, nella distribuzione idrica. In più casi - emblematico è quello della sanità - il divario deriva chiaramente dalla minore efficienza del servizio reso, non da una carenza di spesa. Svolgere un'attività produttiva in Italia è spesso più difficile che altrove, anche per la minore efficacia della pubblica amministrazione; nel Mezzogiorno queste si accentuano".
(Fonte: Agi)
mercoledì 25 novembre 2009
Serra Pastore, Aceto conferma la copertura
Si è tenuta la Conferenza Stampa dell’assessore provinciale di Benevento all’ambiente, Gianluca Aceto, per illustrare il percorso che la Provincia sta seguendo in materia di trattamento del ciclo dei rifiuti.
L’assessore ha tenuto innanzitutto a specificare che egli è Commissario per la istituzione della Società provinciale dei rifiuti e che, invece, è ancora vigente sino al 31 dicembre 2009 il potere del Sottosegretario ai rifiuti.
L’assessore ha quindi annunciato la istituzione di un Gruppo di lavoro per il supporto tecnico nel settore della gestione dei rifiuti composto dai dirigenti e funzionari dell’ente.
L’assessore ha inoltre annunciato che sono stati avviati ed, entro il prossimo mese, si conta di avviare e completare i lavori per la copertura della discarica di Serra Pastore in San Bartolomeo in Galdo: “è un incarico – ha detto – che avevamo assunto come Provincia in Prefettura a Benevento alla presenza del Prfetto, del Sottosegretariato ai rifiuti e della Regione. Lo dovevamo al territorio e lo dovevamo quale nostro impegno d’onore. Abbiamo stanziato 100.000 euro del nostro Bilancio: spetta ora ad altri soggetti attuare gli altri impegni a tutela del territorio di San Bartolomeo in Galdo che furono assunti in quella sede”.
Aceto ha quindi informato la Stampa che nei prossimi giorni incontrerà i rappresentanti del Comitato per la bonifica della discarica regionale di Tre Ponti di Montesarchio che la Provincia sta curando.
Forti polemiche e contestazioni nei confronti del Sottosegretariato ai rifiuti e della Regione inoltre sono insorte alla Rocca dei Rettori, dove si svolgeva l’incontro con la stampa, perché alcuni cittadini dei confinanti comuni di Paduli e Sant’Arcangelo Trimonte, presenti, hanno sollevato il caso della presunta volontà del sottosegretariato di ampliare la discarica regionale di Sant’Arcangelo Trimonte. Secondo questa versione, sono stati disposti espropri e si stanno effettuando carotaggi su una superficie di 23 ettari nel territorio di Paduli, cioè su una superficie una volta e mezza la discarica già operante nella confinante Sant’Arcangelo Trimonte: tali interventi di indagine geologica, secondo i cittadini, su una tale estensione territoriale sarebbe del tutto ingiustificati ed incongrui rispetto alla asserita volontà di trasferire due soli tralicci dell’energia elettrica, come da spiegazione ufficiale del Sottosegretariato.
L’assessore Aceto ha risposto alla richiesta pressante di notizie sull’argomento affermando di non avere alcuna notizia ufficiale o ufficiosa in merito ad un presunto ampliamento della discarica e di attendere notizie dal Sottosegretariato, avendole già richieste in mattinata. Egli ha definito “legittimi” di dubbi dei cittadini e si è detto “preoccupato” per la situazione.
L’assessore ha dichiarato che egli intende aprire il confronto pubblico sul piano industriale della Società dei rifiuti e sul Piano provinciale dei rifiuti, perchè è su questi due punti essenziali che si costruisce il futuro del ciclo dei rifiuti.
Il problema vero infatti, ha detto, è che al momento mancano dati essenziali sul trattamento dei rifiuti, perché quelli disponibili di fonte governativa e quelli di fonte regionale divergono in misura sostanziale.
Per quanto concerne, infine, il Piano dei rifiuti, l’assessore ha ribadito che si punterà sulla raccolta differenziata spinta e sul “porta a porta”, rifiutando “in toto” ogni ipotesi di trattamento a caldo dei rifiuti.
(Fonte: ufficio stampa Provincia Benevento)
L’assessore ha tenuto innanzitutto a specificare che egli è Commissario per la istituzione della Società provinciale dei rifiuti e che, invece, è ancora vigente sino al 31 dicembre 2009 il potere del Sottosegretario ai rifiuti.
L’assessore ha quindi annunciato la istituzione di un Gruppo di lavoro per il supporto tecnico nel settore della gestione dei rifiuti composto dai dirigenti e funzionari dell’ente.
L’assessore ha inoltre annunciato che sono stati avviati ed, entro il prossimo mese, si conta di avviare e completare i lavori per la copertura della discarica di Serra Pastore in San Bartolomeo in Galdo: “è un incarico – ha detto – che avevamo assunto come Provincia in Prefettura a Benevento alla presenza del Prfetto, del Sottosegretariato ai rifiuti e della Regione. Lo dovevamo al territorio e lo dovevamo quale nostro impegno d’onore. Abbiamo stanziato 100.000 euro del nostro Bilancio: spetta ora ad altri soggetti attuare gli altri impegni a tutela del territorio di San Bartolomeo in Galdo che furono assunti in quella sede”.
Aceto ha quindi informato la Stampa che nei prossimi giorni incontrerà i rappresentanti del Comitato per la bonifica della discarica regionale di Tre Ponti di Montesarchio che la Provincia sta curando.
Forti polemiche e contestazioni nei confronti del Sottosegretariato ai rifiuti e della Regione inoltre sono insorte alla Rocca dei Rettori, dove si svolgeva l’incontro con la stampa, perché alcuni cittadini dei confinanti comuni di Paduli e Sant’Arcangelo Trimonte, presenti, hanno sollevato il caso della presunta volontà del sottosegretariato di ampliare la discarica regionale di Sant’Arcangelo Trimonte. Secondo questa versione, sono stati disposti espropri e si stanno effettuando carotaggi su una superficie di 23 ettari nel territorio di Paduli, cioè su una superficie una volta e mezza la discarica già operante nella confinante Sant’Arcangelo Trimonte: tali interventi di indagine geologica, secondo i cittadini, su una tale estensione territoriale sarebbe del tutto ingiustificati ed incongrui rispetto alla asserita volontà di trasferire due soli tralicci dell’energia elettrica, come da spiegazione ufficiale del Sottosegretariato.
L’assessore Aceto ha risposto alla richiesta pressante di notizie sull’argomento affermando di non avere alcuna notizia ufficiale o ufficiosa in merito ad un presunto ampliamento della discarica e di attendere notizie dal Sottosegretariato, avendole già richieste in mattinata. Egli ha definito “legittimi” di dubbi dei cittadini e si è detto “preoccupato” per la situazione.
L’assessore ha dichiarato che egli intende aprire il confronto pubblico sul piano industriale della Società dei rifiuti e sul Piano provinciale dei rifiuti, perchè è su questi due punti essenziali che si costruisce il futuro del ciclo dei rifiuti.
Il problema vero infatti, ha detto, è che al momento mancano dati essenziali sul trattamento dei rifiuti, perché quelli disponibili di fonte governativa e quelli di fonte regionale divergono in misura sostanziale.
Per quanto concerne, infine, il Piano dei rifiuti, l’assessore ha ribadito che si punterà sulla raccolta differenziata spinta e sul “porta a porta”, rifiutando “in toto” ogni ipotesi di trattamento a caldo dei rifiuti.
(Fonte: ufficio stampa Provincia Benevento)
martedì 24 novembre 2009
Serra Pastore, si va verso la copertura
L'assessore provinciale di Benevento all'ambiente, Gianluca Aceto, ha effettuato nei giorni scorsi alcuni sopralluoghi in comuni del Nord Italia (tra gli altri: Treviso e Bolzano) per verificare il grado di efficienza delle tecnologie a freddo colà utilizzate per il trattamento del ciclo dei rifiuti solidi urbani.
Ad accompagnarlo, alcuni esperti del Conai (Consorzio nazionale Imballaggi) che stanno predisponendo, com'è noto, il nuovo Piano provinciale dei rifiuti proprio per conto della Rocca dei Rettori. L'assessore all'ambiente che, in quanto tale, è anche Commissario governativo per la costituzione della Società provinciale dei rifiuti, sta contestualmente lavorando per cogliere questo obiettivo come previsto nell'odinanza del Presidente del Consiglio dei ministri.
In considerazione di tanto, Aceto ha indetto per mercoledì 25 novembre alle ore 11 una Conferenza stampa per illustrare il percorso relativo ai seguenti argomenti:
1.individuazione dell'esperto per la redazione del Piano tecnico-industriale della Società provinciale dei rifiuti;
2.costituzione della Società provinciale dei rifiuti;
3.Piano provinciale dei rifiuti;
4.costituzione del Gruppo di lavoro sui rifiuti;
5.copertura della discarica di Serra Pastore in San Bartolomeo in Galdo.
Ad accompagnarlo, alcuni esperti del Conai (Consorzio nazionale Imballaggi) che stanno predisponendo, com'è noto, il nuovo Piano provinciale dei rifiuti proprio per conto della Rocca dei Rettori. L'assessore all'ambiente che, in quanto tale, è anche Commissario governativo per la costituzione della Società provinciale dei rifiuti, sta contestualmente lavorando per cogliere questo obiettivo come previsto nell'odinanza del Presidente del Consiglio dei ministri.
In considerazione di tanto, Aceto ha indetto per mercoledì 25 novembre alle ore 11 una Conferenza stampa per illustrare il percorso relativo ai seguenti argomenti:
1.individuazione dell'esperto per la redazione del Piano tecnico-industriale della Società provinciale dei rifiuti;
2.costituzione della Società provinciale dei rifiuti;
3.Piano provinciale dei rifiuti;
4.costituzione del Gruppo di lavoro sui rifiuti;
5.copertura della discarica di Serra Pastore in San Bartolomeo in Galdo.
lunedì 23 novembre 2009
“Quando arriverà il segnale digitale terrestre della Rai in provincia di Benevento?”
Chissà se con il digitale terrestre i cittadini del Fortore riusciranno a vedere il Tg3 regionale. Oppure ancora una volta si dovranno accontentare di vedere quelli di Puglia e Molise. Una domanda sorge spontanea: ma a quel punto non è meglio passare con il Molise?
In Campania si avvicina il passaggio definitivo alla tv digitale. Dall’1 al 16 dicembre i ripetitori analogici saranno progressivamente convertiti in tecnica digitale secondo un calendario per aree.
Ecco, nel dettaglio, il calendario dello switch off, reso noto dal ministero dello Sviluppo Economico: 1 e 2 dicembre Napoli e provincia, Caserta e provincia; 3 e 4 dicembre Salerno e parte della provincia; 9 e 10 dicembre Avellino e provincia, Comuni della Valle dell’Irno; 11 dicembre Benevento e provincia; 14 dicembre Comuni del Vallo di Diano; 15 dicembre Comuni del Cilento.
Nonostante i massicci investimenti pubblicitari, da parte del Governo e della Regione Campania, per informare i cittadini sulla rivoluzione in atto la stragrande maggioranza dei sanniti ancora attende una risposta alla più ovvia e banale delle domande: “Quando arriverà il segnale digitale terrestre della Rai in provincia di Benevento?”
www.sanniopress.it
In Campania si avvicina il passaggio definitivo alla tv digitale. Dall’1 al 16 dicembre i ripetitori analogici saranno progressivamente convertiti in tecnica digitale secondo un calendario per aree.
Ecco, nel dettaglio, il calendario dello switch off, reso noto dal ministero dello Sviluppo Economico: 1 e 2 dicembre Napoli e provincia, Caserta e provincia; 3 e 4 dicembre Salerno e parte della provincia; 9 e 10 dicembre Avellino e provincia, Comuni della Valle dell’Irno; 11 dicembre Benevento e provincia; 14 dicembre Comuni del Vallo di Diano; 15 dicembre Comuni del Cilento.
Nonostante i massicci investimenti pubblicitari, da parte del Governo e della Regione Campania, per informare i cittadini sulla rivoluzione in atto la stragrande maggioranza dei sanniti ancora attende una risposta alla più ovvia e banale delle domande: “Quando arriverà il segnale digitale terrestre della Rai in provincia di Benevento?”
www.sanniopress.it
sabato 21 novembre 2009
Distretto sanitario, la soddisfazione del consiglio comunale di San Bartolomeo
All’indomani del voto dell’assemblea dei sindaci della provincia di Benevento sulla razionalizzazione dei distretti sanitari, il capogruppo di maggioranza, Giovanni Ricciardi a nome del sindaco Vincenzo Sangregorio e di tutto il consiglio comunale di San Bartolomeo in Galdo, esprime la propria soddisfazione per il grande risultato ottenuto nella conferenza dei sindaci della provincia di Benevento.
Il capogruppo di maggioranza del comune di San Bartolomeo in Galdo, esprime soddisfazione e apprezzamento per la collaborazione del gruppo di minoranza, che nell’affrontare le problematiche di interesse comune, abbassando la guardia e affiancandosi al sindaco e a tutta l’Amministrazione hanno sottoscritto un documento congiunto affinché il distretto di San Bartolomeo potesse continuare a servire il territorio fortorino.
Il Consiglio, contemporaneamente, ringrazia i tutti i sindaci della Provincia di Benevento che giovedì erano presenti a palazzo Mosti per aver colto l’emergenza e lo stato di assoluto abbandono in cui versa il Fortore e, all’unanimità hanno votato per il mantenimento del Distretto Sanitario di San Bartolomeo in Galdo.
Il Consiglio comunale si rammarica per quanto dichiarato dal direttore pro tempore dell’Asl di Benevento, e contestualmente si augurano che il Commissario, nominato questa mattina, a reggere le sorti della sanità beneventana, vada incontro a quanto richiesto dai sindaci della provincia. In caso contrario l’Amministrazione è già pronta a volgere lo sguardo verso regioni più accoglienti, dove già oggi i cittadini sono costretti a rivolgersi in caso di emergenza.
L’Amministrazione Comunale è orgogliosa di quanti hanno manifestato insieme a loro, a gran voce per le strade di Benevento, al fine di raggiungere un risultato così importante per il nostro territorio.
comunicato stampa
Comune di San Bartolomeo in Galdo
Il capogruppo di maggioranza del comune di San Bartolomeo in Galdo, esprime soddisfazione e apprezzamento per la collaborazione del gruppo di minoranza, che nell’affrontare le problematiche di interesse comune, abbassando la guardia e affiancandosi al sindaco e a tutta l’Amministrazione hanno sottoscritto un documento congiunto affinché il distretto di San Bartolomeo potesse continuare a servire il territorio fortorino.
Il Consiglio, contemporaneamente, ringrazia i tutti i sindaci della Provincia di Benevento che giovedì erano presenti a palazzo Mosti per aver colto l’emergenza e lo stato di assoluto abbandono in cui versa il Fortore e, all’unanimità hanno votato per il mantenimento del Distretto Sanitario di San Bartolomeo in Galdo.
Il Consiglio comunale si rammarica per quanto dichiarato dal direttore pro tempore dell’Asl di Benevento, e contestualmente si augurano che il Commissario, nominato questa mattina, a reggere le sorti della sanità beneventana, vada incontro a quanto richiesto dai sindaci della provincia. In caso contrario l’Amministrazione è già pronta a volgere lo sguardo verso regioni più accoglienti, dove già oggi i cittadini sono costretti a rivolgersi in caso di emergenza.
L’Amministrazione Comunale è orgogliosa di quanti hanno manifestato insieme a loro, a gran voce per le strade di Benevento, al fine di raggiungere un risultato così importante per il nostro territorio.
comunicato stampa
Comune di San Bartolomeo in Galdo
venerdì 20 novembre 2009
L'assemblea dei sindaci salva il distretto sanitario
Il distretto sanitario di San Bartolomeo in Galdo non verrà soppresso. E’ questa la decisione presa dall’assemblea dei sindaci riunitasi ieri a Palazzo Mosti a Benevento. Licenziato un documento con il quale viene chiesto alla Regione Campania la riduzione di un solo distretto sanitario. La proposta è di accorpare quello di San Giorgio del Sannio a Benevento o in subordine aggregare Morcone a Benevento. In entrambi i casi, passa il salvataggio della struttura fortorina al centro di una dura vertenza. Proprio nella giornata di ieri gli abitanti del Fortore avevano protestato in città contro la paventata soppressione del distretto.
www.ilquaderno.it
L'unità fa la forza. Non c'è che dire. La battaglia può essere vinta a condizione che tutti facciano la loro parte. Sindaci e istituzioni compresi.
www.ilquaderno.it
L'unità fa la forza. Non c'è che dire. La battaglia può essere vinta a condizione che tutti facciano la loro parte. Sindaci e istituzioni compresi.
giovedì 19 novembre 2009
Distretto sanitario, ecco il documento dei sindaci del Fortore
Con Deliberazione della Giunta regionale Campania n. 504/2009 sono stati definiti gli ambiti distrettuali delle nuove Aziende sanitarie locali, recependo le direttive della L.R. n. 16/2008, che, in particolare, al comma 1), lettera b) dell’art. 3 precisa che ciascun distretto deve, di norma, coincidere con ogni ambito avente una popolazione non inferiore a 50.000 abitanti e non superiore a 120.000 e che, nella definizione degli ambiti distrettuali, va tenuto conto delle aree montuose, delle isole e dei territori a bassa densità abitativa.
Nello stesso documento si recepisce in pieno la proposta della V Commissione Consiliare competente che, con apposito documento, definisce l’articolazione distrettuale delle nuove Aziende sanitarie locali effettuata sulla base dei vincoli contenuti nel citato art. 3, coniugati con il principio della “fusione per contiguità territoriale”.
Nella configurazione dei nuovi ambiti distrettuali proposti dalla Commissione risultano rispettati gli indici di popolazione massima e minima richiesti dal Legislatore regionale, “salvo pochissimi ambiti ove le caratteristiche geomorfologiche del territorio e le relazioni cinematiche tra i comuni hanno richiesto un lieve scostamento dai limiti prefissati”.
Da questa razionalizzazione, si evince che nella ASL di Benevento risultano accorpati i soli distretti di San Bartolomeo in Galdo e Morcone, i quali, comunque, non raggiungono il minimo di 50.000 abitanti richiesti dalla Legge regionale.
Nella stessa delibera, sempre su proposta della Commissione tecnica, si delega ai vertici aziendali delle nuove aziende sanitarie l’individuazione delle nuove sedi distrettuali sulla base del criterio del “baricentro della popolazione, della preesistenza di adeguate strutture sanitarie pubbliche e della presenza di relazioni cinematiche favorevoli, sentito il comitato di rappresentanza della Conferenza dei Sindaci”.
Tutto ciò premesso, sicuramente, né Morcone né San Bartolomeo in Galdo rispettano il criterio del baricentro della popolazione, trovandosi agli antipodi dell’ambito territoriale. Tantomeno può essere rispettato il criterio della presenza di relazioni cinematiche favorevoli, essendo i due paesi distanti più di 50 km, non collegati da mezzi pubblici, con tempi di percorrenza in auto abbondantemente oltre l’ora. Inoltre, nessun altro ambito territoriale comprende questo accorpamento di comuni.
Tutta questa operazione di razionalizzazione si riduce, ancora una volta, almeno per la provincia di Benevento, all’ennesima penalizzazione di aree già depresse e dimenticate, organizzate da una Commissione tecnica che bada solo ai numeri e non tiene conto di un territorio, come quello della Val Fortore, bistrattato da sempre e le cui relazioni diventano sempre più consistenti verso il Molise e la Puglia piuttosto che verso il beneventano.
Nella “razionalizzazione” si tiene conto del numero di abitanti, che si deve avvicinare ai 50.000, ma non si tiene conto delle aree montuose e dei territori a bassa densità abitativa. Così, per sfiorare i 50.000 utenti, si accorpa quasi la metà del territorio della provincia di Benevento.
Infine, si chiede alla Conferenza dei Sindaci un parere per la scelta della sede di questo nuovo Distretto. Potremmo portare tante ragioni, come, peraltro abbiamo già fatto in altre sedi, a favore di San Bartolomeo in Galdo, ma, in realtà, noi chiediamo che questi distretti non vengano accorpati!
I SINDACI PRESENTI DEI COMUNI DI:
BASELICE
COLLE SANNITA
CASTELFRANCO IN MISCANO
FOIANO DI VALFORTORE
GINESTRA DEGLI SCHIAVONI
MOLINARA
MONTEFALCONE DI VALFORTORE
SAN BARTOLOMEO IN GALDO
Nello stesso documento si recepisce in pieno la proposta della V Commissione Consiliare competente che, con apposito documento, definisce l’articolazione distrettuale delle nuove Aziende sanitarie locali effettuata sulla base dei vincoli contenuti nel citato art. 3, coniugati con il principio della “fusione per contiguità territoriale”.
Nella configurazione dei nuovi ambiti distrettuali proposti dalla Commissione risultano rispettati gli indici di popolazione massima e minima richiesti dal Legislatore regionale, “salvo pochissimi ambiti ove le caratteristiche geomorfologiche del territorio e le relazioni cinematiche tra i comuni hanno richiesto un lieve scostamento dai limiti prefissati”.
Da questa razionalizzazione, si evince che nella ASL di Benevento risultano accorpati i soli distretti di San Bartolomeo in Galdo e Morcone, i quali, comunque, non raggiungono il minimo di 50.000 abitanti richiesti dalla Legge regionale.
Nella stessa delibera, sempre su proposta della Commissione tecnica, si delega ai vertici aziendali delle nuove aziende sanitarie l’individuazione delle nuove sedi distrettuali sulla base del criterio del “baricentro della popolazione, della preesistenza di adeguate strutture sanitarie pubbliche e della presenza di relazioni cinematiche favorevoli, sentito il comitato di rappresentanza della Conferenza dei Sindaci”.
Tutto ciò premesso, sicuramente, né Morcone né San Bartolomeo in Galdo rispettano il criterio del baricentro della popolazione, trovandosi agli antipodi dell’ambito territoriale. Tantomeno può essere rispettato il criterio della presenza di relazioni cinematiche favorevoli, essendo i due paesi distanti più di 50 km, non collegati da mezzi pubblici, con tempi di percorrenza in auto abbondantemente oltre l’ora. Inoltre, nessun altro ambito territoriale comprende questo accorpamento di comuni.
Tutta questa operazione di razionalizzazione si riduce, ancora una volta, almeno per la provincia di Benevento, all’ennesima penalizzazione di aree già depresse e dimenticate, organizzate da una Commissione tecnica che bada solo ai numeri e non tiene conto di un territorio, come quello della Val Fortore, bistrattato da sempre e le cui relazioni diventano sempre più consistenti verso il Molise e la Puglia piuttosto che verso il beneventano.
Nella “razionalizzazione” si tiene conto del numero di abitanti, che si deve avvicinare ai 50.000, ma non si tiene conto delle aree montuose e dei territori a bassa densità abitativa. Così, per sfiorare i 50.000 utenti, si accorpa quasi la metà del territorio della provincia di Benevento.
Infine, si chiede alla Conferenza dei Sindaci un parere per la scelta della sede di questo nuovo Distretto. Potremmo portare tante ragioni, come, peraltro abbiamo già fatto in altre sedi, a favore di San Bartolomeo in Galdo, ma, in realtà, noi chiediamo che questi distretti non vengano accorpati!
I SINDACI PRESENTI DEI COMUNI DI:
BASELICE
COLLE SANNITA
CASTELFRANCO IN MISCANO
FOIANO DI VALFORTORE
GINESTRA DEGLI SCHIAVONI
MOLINARA
MONTEFALCONE DI VALFORTORE
SAN BARTOLOMEO IN GALDO
Il Fortore in corteo per difendere il distretto sanitario
Il Fortore si mobilita contro l’accorpamento del distretto sanitario di San Bartolomeo in Galdo a quello di Morcone. Domani mattina (oggi per chi legge), in occasione della conferenza dei sindaci rientranti nell’ambito territoriale dell’Azienda sanitaria locale sannita che si riunirà a Palazzo Mosti per discutere proprio della razionalizzazione degli ambiti distrettuali dell’Asl, è stato organizzato un corteo pacifico di protesta che partirà alle 12 dal Corso Garibaldi per poi raggiungere Via Annunziata dove sosterrà fino al termine dei lavori. Alla manifestazione interverranno amministratori e cittadini di San Bartolomeo in Galdo e degli altri Comuni del Fortore.
In un documento congiunto scaturito da una riunione, i sindaci di Baselice, Colle Sannita, Castelfranco in Miscano, Foiano di Valfortore, Ginestra degli Schiavoni, Molinara, Montefalcone di Valfortore e San Bartolomeo in Galdo, chiedono alla Conferenza dei sindaci che i distretti non vengano accorpati.
Una richiesta del mantenimento solo del distretto sanitario nel Comune di San Bartolomeo in Galdo è stata fatta, tramite un documento rivolto ai vertici dell’Asl, al presidente della Provincia di Benevento, ai sindaci del Sannio, ai partiti e all’arcivescovo Magione, dai consiglieri comunali di San Bartolomeo in Galdo Antonio Boffa, Francesco Buccione, Giovanni Buccione, Pasquale G. Catullo, Fedele Del Vecchio, Salvatore Ferro, Gianpaolo Fiorilli, Matteo, Garofano, Marcello Longo, Gianfranco Marcasciano, Antonio Monaco, Antonio Pacifico, Fernando Pepe, Raffaele Pepe, Giovanni Ricciardi, Vincenzo Sangregorio e Alessandro Spallone.
www.ilquaderno.it
In un documento congiunto scaturito da una riunione, i sindaci di Baselice, Colle Sannita, Castelfranco in Miscano, Foiano di Valfortore, Ginestra degli Schiavoni, Molinara, Montefalcone di Valfortore e San Bartolomeo in Galdo, chiedono alla Conferenza dei sindaci che i distretti non vengano accorpati.
Una richiesta del mantenimento solo del distretto sanitario nel Comune di San Bartolomeo in Galdo è stata fatta, tramite un documento rivolto ai vertici dell’Asl, al presidente della Provincia di Benevento, ai sindaci del Sannio, ai partiti e all’arcivescovo Magione, dai consiglieri comunali di San Bartolomeo in Galdo Antonio Boffa, Francesco Buccione, Giovanni Buccione, Pasquale G. Catullo, Fedele Del Vecchio, Salvatore Ferro, Gianpaolo Fiorilli, Matteo, Garofano, Marcello Longo, Gianfranco Marcasciano, Antonio Monaco, Antonio Pacifico, Fernando Pepe, Raffaele Pepe, Giovanni Ricciardi, Vincenzo Sangregorio e Alessandro Spallone.
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mercoledì 18 novembre 2009
I predoni dell'acqua
di Wanda Montanelli*
Sono i predoni dell’acqua. Stanno dandosi da fare per accaparrarsi l’oro blu e portarlo via agli aventi diritto. L’acqua oggi è ancora disponibile, ma arriverà giorno che sarà proprietà privata sempre e dovunque se non li fermiamo.
Il diritto all’acqua è condizione necessaria alla realizzazione di tutti gli altri diritti. Era il novembre 2002 quando il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti economici e sociali, includeva il diritto all’acqua tra i diritti dell’uomo. Eppure la carenza di acqua potabile è una delle maggiori cause del divario esistente tra i Paesi ricchi e quelli poveri soprattutto in Africa e nei paesi sottosviluppati.
Adesso anche in Italia si permette che multinazionali, le cosiddette corporation vadano ad appropriarsi dell’acqua degli acquedotti. E’ un business da 400 miliardi di dollari. Si mercifica la fonte della vita, e i predoni dell’acqua imbottigliano l’oro blu in questo mercato falsato da notizie distorte, affidandosi al potere della pubblicità per potenziare i guadagni.
Le disuguaglianze umane non sono ancora giunte al limite. Ce ne saranno di nuove nel futuro che non abbiamo mai provato, né possiamo oggi immaginare. La profezia di Marc Laimé, sociologo attento alla gravità del problema, prevede la divisione del diritto all’acqua e alla salute, con un mondo futuro fatto di gran parte di popolazione che si troverà esposta a rischi sanitari a causa dell’inquinamento ambientale, mentre dall’altra parte esisterà una zona privilegiata a cui sarà offerta, oltre all’acqua domestica insicura, un impianto costoso per filtrare l’acqua e refrigerarla. Oppure un secondo rubinetto di acqua purificata a costi maggiorati.
Già ci sono i segni di questo processo di potenziamento delle disuguaglianze, aiutato dallo spreco e lo sfruttamento eccessivo delle risorse. Un esempio davanti ai nostri occhi (uno dei tanti) è la Capitanata, dove una zona un tempo fertilissima è oggi così desertificata da far invidia al Sahara. Inoltre altre 14 zone d’Italia sono a rischio desertificazione, tra cui Agrigento, Siracusa, Potenza, Reggio Calabria,Bari, Foggia, Sassari, eccetera.
E’ stato creato un organismo contro il deserto che avanza e contro la salinizzazione delle acque lungo le coste. Questa ultima non si può considerare un fenomeno naturale, ma conseguenza del saccheggio delle falde. Perché i predoni pompano più acqua di quanta ne possa arrivare naturalmente attraverso la pioggia.
Le nostre risorse idriche vanno così a diminuire perché sottoposte al saccheggio, e l’acqua ci costerà sempre di più perché sta diventando un bene sottoposto alle leggi di mercato come qualsiasi altro prodotto.
“La lobby potentissima dei produttori di acqua minerale - scrive Giuseppe Altamore, in un libro inchiesta sull’argomento - ci dà da bere un prodotto non sempre al di sopra di ogni sospetto”. Ma grazie a milioni di euro spesi in pubblicità pochi conoscono il valore dell’acqua che sgorga dal rubinetto di casa, mentre molti si fidano delle illusioni della pubblicità.
*Membro dell’Osservatorio nazionale ed europeo per il rispetto delle pari opportunità
Sono i predoni dell’acqua. Stanno dandosi da fare per accaparrarsi l’oro blu e portarlo via agli aventi diritto. L’acqua oggi è ancora disponibile, ma arriverà giorno che sarà proprietà privata sempre e dovunque se non li fermiamo.
Il diritto all’acqua è condizione necessaria alla realizzazione di tutti gli altri diritti. Era il novembre 2002 quando il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti economici e sociali, includeva il diritto all’acqua tra i diritti dell’uomo. Eppure la carenza di acqua potabile è una delle maggiori cause del divario esistente tra i Paesi ricchi e quelli poveri soprattutto in Africa e nei paesi sottosviluppati.
Adesso anche in Italia si permette che multinazionali, le cosiddette corporation vadano ad appropriarsi dell’acqua degli acquedotti. E’ un business da 400 miliardi di dollari. Si mercifica la fonte della vita, e i predoni dell’acqua imbottigliano l’oro blu in questo mercato falsato da notizie distorte, affidandosi al potere della pubblicità per potenziare i guadagni.
Le disuguaglianze umane non sono ancora giunte al limite. Ce ne saranno di nuove nel futuro che non abbiamo mai provato, né possiamo oggi immaginare. La profezia di Marc Laimé, sociologo attento alla gravità del problema, prevede la divisione del diritto all’acqua e alla salute, con un mondo futuro fatto di gran parte di popolazione che si troverà esposta a rischi sanitari a causa dell’inquinamento ambientale, mentre dall’altra parte esisterà una zona privilegiata a cui sarà offerta, oltre all’acqua domestica insicura, un impianto costoso per filtrare l’acqua e refrigerarla. Oppure un secondo rubinetto di acqua purificata a costi maggiorati.
Già ci sono i segni di questo processo di potenziamento delle disuguaglianze, aiutato dallo spreco e lo sfruttamento eccessivo delle risorse. Un esempio davanti ai nostri occhi (uno dei tanti) è la Capitanata, dove una zona un tempo fertilissima è oggi così desertificata da far invidia al Sahara. Inoltre altre 14 zone d’Italia sono a rischio desertificazione, tra cui Agrigento, Siracusa, Potenza, Reggio Calabria,Bari, Foggia, Sassari, eccetera.
E’ stato creato un organismo contro il deserto che avanza e contro la salinizzazione delle acque lungo le coste. Questa ultima non si può considerare un fenomeno naturale, ma conseguenza del saccheggio delle falde. Perché i predoni pompano più acqua di quanta ne possa arrivare naturalmente attraverso la pioggia.
Le nostre risorse idriche vanno così a diminuire perché sottoposte al saccheggio, e l’acqua ci costerà sempre di più perché sta diventando un bene sottoposto alle leggi di mercato come qualsiasi altro prodotto.
“La lobby potentissima dei produttori di acqua minerale - scrive Giuseppe Altamore, in un libro inchiesta sull’argomento - ci dà da bere un prodotto non sempre al di sopra di ogni sospetto”. Ma grazie a milioni di euro spesi in pubblicità pochi conoscono il valore dell’acqua che sgorga dal rubinetto di casa, mentre molti si fidano delle illusioni della pubblicità.
*Membro dell’Osservatorio nazionale ed europeo per il rispetto delle pari opportunità
martedì 17 novembre 2009
Fortore, inaugurato il nuovo centro per l’impiego
È stato consegnato ieri mattina dalla provincia di Benevento il nuovo centro per l'impiego di San Bartolomeo in Galdo. Alla cerimonia erano presenti: il presidente e il vicepresidente della provincia, Aniello Cimitile e Antonio Barbieri, il sindaco di San Bartolomeo, Vincenzo Sangregorio, il consigliere provinciale Michele Maddalena, e il dirigente del settore Lavoro provinciale, Luigi Velleca.
Ha fatto gli onori di casa il responsabile del centro, Ernesto Lepore. Il centro per l'impiego di San Bartolomeo in Galdo, che fa parte della rete degli altri tre centri operanti nel Sannio, ha competenza su dodici comuni: tutti quelli dell'area del Fortore e inoltre su Reino, Circello Colle Sannita e Castelpagano. Al centro, che ha sede al rione Ianziti, fanno inoltre capo i Punti informativi lavoro che sono stati attivati in San Giorgio la Molara, San Marco dei Cavoti, Circello e Colle Sannita.
La struttura e' costata complessivamente, compresi gli arredi, circa 600.000 euro, su finanziamento del Por Campania misura 3.15. Il nuovo centro si sviluppa con ingresso indipendente su una superficie di 350 metri quadri, su due livelli e ha un parcheggio riservato.
Il presidente della provincia, Aniello Cimitile, ha voluto ricordare che l'intervento per il centro per l'impiego si inquadra in una serie di iniziative finalizzate a rivitalizzare l'area del Fortore. Nel corso della presentazione della nuova struttura, è stato inoltre sottolineato che si sta procedendo per completare la messa in rete dei servizi offerti dai centri in tutto il territorio provinciale, a vantaggio dell'utenza, soprattutto dei giovani e delle imprese. A breve sarà infatti disponibile l'accesso alle banche dati gestiti dai diversi sportelli per il lavoro diffusi sul territorio provinciale.
(Fonte: Adnkronos/Labitalia)
Ha fatto gli onori di casa il responsabile del centro, Ernesto Lepore. Il centro per l'impiego di San Bartolomeo in Galdo, che fa parte della rete degli altri tre centri operanti nel Sannio, ha competenza su dodici comuni: tutti quelli dell'area del Fortore e inoltre su Reino, Circello Colle Sannita e Castelpagano. Al centro, che ha sede al rione Ianziti, fanno inoltre capo i Punti informativi lavoro che sono stati attivati in San Giorgio la Molara, San Marco dei Cavoti, Circello e Colle Sannita.
La struttura e' costata complessivamente, compresi gli arredi, circa 600.000 euro, su finanziamento del Por Campania misura 3.15. Il nuovo centro si sviluppa con ingresso indipendente su una superficie di 350 metri quadri, su due livelli e ha un parcheggio riservato.
Il presidente della provincia, Aniello Cimitile, ha voluto ricordare che l'intervento per il centro per l'impiego si inquadra in una serie di iniziative finalizzate a rivitalizzare l'area del Fortore. Nel corso della presentazione della nuova struttura, è stato inoltre sottolineato che si sta procedendo per completare la messa in rete dei servizi offerti dai centri in tutto il territorio provinciale, a vantaggio dell'utenza, soprattutto dei giovani e delle imprese. A breve sarà infatti disponibile l'accesso alle banche dati gestiti dai diversi sportelli per il lavoro diffusi sul territorio provinciale.
(Fonte: Adnkronos/Labitalia)
lunedì 16 novembre 2009
Minacce, solidarietà a Colasanto
Il sindaco di Baselice, Domenico Canonico, il vice Giuseppe Ferro,insieme agli assessori Salvatore Brancaccio, Romano Zolla, Stravato Pasquale, ai consiglieri di maggioranza Giancarlo Verdura, Michele Bianco, Isidoro Mascia, Michele Del Vecchio, allo saff del sindaco composto da Francesco Delli Veneri, da Paolo Mascia, da Giovanni Anzuino e da Pastore Giuseppe, sono vicini ed esprimono verae leale solidarietà al deputato regionale Luca Colasanto unitamente all’on.le Nunzia De Girolamo, coordinatore provinciale del Pdl, ed a Luigi Barone, per il vile gesto intimidatorio subito l’altro giorno.
Ci uniamo alla soliderietà espressa dall'amministrazione comunale di Baselice ai vertici provinciali del Pdl in quanto crediamo fermamente che la difesa della democrazia sia un bene da preservare a tutti i costi per uno sviluppo civile e pacifico della nostra società.
Ci uniamo alla soliderietà espressa dall'amministrazione comunale di Baselice ai vertici provinciali del Pdl in quanto crediamo fermamente che la difesa della democrazia sia un bene da preservare a tutti i costi per uno sviluppo civile e pacifico della nostra società.
giovedì 12 novembre 2009
Canonico: ecco come spendiamo le indennità

È visibilmente infuriato. Irritato. Non ci sta a passare per uno che non mantiene le promesse fatte in campagna elettorale. Così come scritto in un manifesto apparso il 6 novembre a firma del gruppo di minoranza al Comune di Baselice.
Per questo sabato sera Domenico Canonico si è presentato davanti al popolo per far sapere – documenti alla mano – che fine fanno i 1366,54 euro (lordi) per la sua di indennità di carica. E lo fa facendo distribuire al pubblico un prospetto dove sono riportate tutte quelle percepite dalla giunta comunale.
«Dovete sapere – dice il sindaco rivolgendosi ai cittadini – che da un punto di vista tecnico la ragioneria del Comune prende i sodi li manda sui nostri conti correnti, perché così dice la legge, e poi sta al nostro buon senso come destinarli. Quando abbiamo fatto la festa d’insediamento ci sono state delle spese da affrontare. Perché a quella cerimonia ha partecipato tanta gente. Sono accorsi anche dai paesi limitrofi ad onorarci. Ora ricordate questa cifra: 6.935,90 euro. Questa è una somma che abbiamo preso e distribuito a tutti i fornitori e i commercianti di Baselice. E tutti questi sono stati pagati regolarmente con i soldi arrivati sui nostri conti».
E sul conto dei neo amministratori sino a questo momento sono arrivati 6.653,64 euro netti. Tutti distribuiti ai negozianti del posto. «Ma quando mai – rivolgendosi sempre al pubblico – vi hanno mostrato le carte di quanto prendevano gli amministratori. E la prima volta nella storia di Baselice, grazie alla giunta Canonico».
D’altra parte la trasparenza amministrativa è il leit motiv di ogni intervento pubblico dell’attuale sindaco. «La casa comunale è sempre aperta a chiunque vuole vedere cosa si fa in questo Comune». Il primo cittadino lo ribadisce più volte durante il suo intervento. Come avrebbe preferito che la minoranza si presentasse in piazza a criticare politicamente l’operato della nuova giunta. E non accusati di essere «stati trovati con le mani nella marmellata». Perché le prossime indennità (così si chiamano) saranno destinate ad un alunno diversamente abile come richiesto dall’istituto comprensivo di San Bartolomeo.
Gesti – ricorda il sindaco – che stanno creando un certo interesse nella stampa provinciale e che stanno varcando i confini regionali. Forse Baselice è l’unico paese in Italia dove gli amministratori devolvono i propri compensi in beneficienza.
mercoledì 11 novembre 2009
Discarica Serra Pastore, 100mila euro per la messa in sicurezza
La Giunta provinciale, su proposta dell'assessore all'ambiente, Gianluca Aceto, ha stanziato la somma di 100mila euro per provvedere alla copertura della discarica di Serra Pastore in territorio di San Bartolomeo in Galdo.
Le risorse sono state reperite interamente sul Bilancio dell'ente. L'intervento di tutela ambientale nell'area del Fortore era stato concordato nel corso della recente visita a Benevento dell'assessore regionale all'ambiente, Walter Ganapini, dello staff della Regione Campania impegnato in materia di rifiuti e di quello del Sottosegretario all'emergenza. In una riunione presieduta dal Prefetto presso il Palazzo del Governo, la Provincia aveva assunto l'impegno di provvedere alla copertura della mega-discarica in coordinamento e sinergia con gli interventi per la messa in sicurezza dell'impianto di competenza di Regione, Sottosegretariato all'emergenza rifiuti e Consorzio rifiuti nell'area del Fortore.
La copertura della discarica e la contemporanea raccolta del percolato furono ritenute, nel corso di quella riunione, le misure più urgenti ed idonee per scongiurare l'inquinamento dell'area circostante Serra Pastore. L'assessore provinciale Aceto si è detto ragionevolmente ottimista sui tempi dell'operazione di cui la Provincia si è assunta la responsabilità ed ha comunque assicurato che gli Uffici dell'ente stanno già provvedendo agli adempimenti loro spettanti.
Le risorse sono state reperite interamente sul Bilancio dell'ente. L'intervento di tutela ambientale nell'area del Fortore era stato concordato nel corso della recente visita a Benevento dell'assessore regionale all'ambiente, Walter Ganapini, dello staff della Regione Campania impegnato in materia di rifiuti e di quello del Sottosegretario all'emergenza. In una riunione presieduta dal Prefetto presso il Palazzo del Governo, la Provincia aveva assunto l'impegno di provvedere alla copertura della mega-discarica in coordinamento e sinergia con gli interventi per la messa in sicurezza dell'impianto di competenza di Regione, Sottosegretariato all'emergenza rifiuti e Consorzio rifiuti nell'area del Fortore.
La copertura della discarica e la contemporanea raccolta del percolato furono ritenute, nel corso di quella riunione, le misure più urgenti ed idonee per scongiurare l'inquinamento dell'area circostante Serra Pastore. L'assessore provinciale Aceto si è detto ragionevolmente ottimista sui tempi dell'operazione di cui la Provincia si è assunta la responsabilità ed ha comunque assicurato che gli Uffici dell'ente stanno già provvedendo agli adempimenti loro spettanti.
martedì 10 novembre 2009
Nardone: no alla chiusura del distretto sanitario di San Bartolomeo
Il presidente di Futuridea Carmine Nardone informerà tutti i rappresentanti istituzionali, sanniti, regionali e nazionali e in particolare il commissario regionale alla Sanità Antonio Bassolino sull’ipotesi di chiusura del Distretto Sanitario di San Bartolomeo in Galdo perché “l’ipotesi di soppressione formulata dall’ASL BN è assolutamente insostenibile e da respingere”.
L’impegno del presidente Nardone segue a un incontro avvenuto in San Bartolomeo in Galdo il 6 novembre scorso fra una delegazione di Futuridea guidata da Nardone e una delegazione di cittadini e operatori del Distretto Sanitario di San Bartolomeo in Galdo sull’ipotesi di chiusura del distretto sanitario fortorino e dell’accorpamento di questo al Distretto Sanitario di Morcone. Dopo un resoconto fatto dai cittadini e dagli operatori sulle criticità sociali, economiche e produttive di San Bartolomeo e dell’intero Fortore i presenti hanno concluso che l’ipotesi di soppressione formulata dall’Asl BN1 è assolutamente insostenibile e da respingere. Il presidente Carmine Nardone ha preso impegno di informare della questione tutti i rappresentanti istituzionali, sanniti, regionali e nazionali e in particolare il commissario regionale alla Sanità Antonio Bassolino.
“Dai dati non emergono particolari emergenze per sopprimere il distretto” ha osservato Nardone. “Ma in ogni caso – ha concluso - se proprio dovesse essere necessario operare degli accorpamenti è giusto sopprimere i distretti dei comuni più vicini al capoluogo, che creerebbe certamente meno disagi, e non i distretti dei comuni più distanti da Benevento come San Bartolomeo in Galdo, la cui chiusura creerebbe difficoltà e disagi sociali”.
L’impegno del presidente Nardone segue a un incontro avvenuto in San Bartolomeo in Galdo il 6 novembre scorso fra una delegazione di Futuridea guidata da Nardone e una delegazione di cittadini e operatori del Distretto Sanitario di San Bartolomeo in Galdo sull’ipotesi di chiusura del distretto sanitario fortorino e dell’accorpamento di questo al Distretto Sanitario di Morcone. Dopo un resoconto fatto dai cittadini e dagli operatori sulle criticità sociali, economiche e produttive di San Bartolomeo e dell’intero Fortore i presenti hanno concluso che l’ipotesi di soppressione formulata dall’Asl BN1 è assolutamente insostenibile e da respingere. Il presidente Carmine Nardone ha preso impegno di informare della questione tutti i rappresentanti istituzionali, sanniti, regionali e nazionali e in particolare il commissario regionale alla Sanità Antonio Bassolino.
“Dai dati non emergono particolari emergenze per sopprimere il distretto” ha osservato Nardone. “Ma in ogni caso – ha concluso - se proprio dovesse essere necessario operare degli accorpamenti è giusto sopprimere i distretti dei comuni più vicini al capoluogo, che creerebbe certamente meno disagi, e non i distretti dei comuni più distanti da Benevento come San Bartolomeo in Galdo, la cui chiusura creerebbe difficoltà e disagi sociali”.
lunedì 9 novembre 2009
Baselice, gli amministratori rinunciano alle indennità
Un impegno assunto a Baselice in campagna elettorale. Proventi destinati all’assistenza ai diversamente abili e al cerimoniale di insediamento del nuovo Consiglio...
In campagna elettorale, si sa, i candidati non lesinano promesse e buoni propositi, poi però non sempre si ha la volontà di dare concretezza alle belle parole, che si sprecano in una fase che è solo di promozione del proprio programma politico.
Ma a Baselice, dove per decenni non si è assistito ad un avvicendamento in seno al governo del paese, quelle promesse avranno assunto un peso specifico nel decretare la vittoria di Domenico Canonico e della sua lista.
Non spot elettorali, a questo punto, ma decisioni e concretezza, paradigma di un modo nuovo e disinteressato di svolgere il ruolo di amministratori, questo chiedono i cittadini di Baselice, adusi a ben altri atteggiamenti perpetrati in passato.
Tant’è, a qualche mese da quella vittoria, forse inattesa ma auspicabile in un paese che si dice democratico, il dottor Domenico Canonico e la sua Giunta, formata dal vicesindaco Giuseppe Ferro e gli assessori Salvatore Brancaccio, Romano Zeolla e Pasquale Stravato, protagonisti di quella che è stata presentata come una nuova era, stanno dando prova di volerle mantenere quelle promesse.
L’Esecutivo ha formalmente comunicato che le indennità di carica del Sindaco e degli assessori, spettanti per legge, saranno devolute, per l’anno 2009, in parte, a favore dell’assistenza ai diversamente abili e, in parte, utilizzate per le spese sostenute per il cerimoniale di insediamento del nuovo Consiglio comunale.
“A fine anno seguirà la rendicontazione analitica - ha chiosato il Primo cittadino -, il tutto nel massimo rispetto della trasparenza e della correttezza con gli impegni assunti”.
Il cambiamento è la vera essenza della democrazia, e quello a cui stiamo assistendo a Baselice da circa sei mesi, ovvero dall’insediamento della nuova Amministrazione, dimostra che occupare una poltrona per ben quasi trent’anni frena ogni cambiamento e progresso, soprattutto in una piccola comunità, dove c’è ancora più bisogno di persone e idee nuove, per essere pronti ad accogliere le sfide di nuovi progetti, per rilanciare l’economia non solo di Baselice, ma di tutta l’area del Fortore.
www.ilsannioquotidiano.it
pubblicato il 06-11-2009
In campagna elettorale, si sa, i candidati non lesinano promesse e buoni propositi, poi però non sempre si ha la volontà di dare concretezza alle belle parole, che si sprecano in una fase che è solo di promozione del proprio programma politico.
Ma a Baselice, dove per decenni non si è assistito ad un avvicendamento in seno al governo del paese, quelle promesse avranno assunto un peso specifico nel decretare la vittoria di Domenico Canonico e della sua lista.
Non spot elettorali, a questo punto, ma decisioni e concretezza, paradigma di un modo nuovo e disinteressato di svolgere il ruolo di amministratori, questo chiedono i cittadini di Baselice, adusi a ben altri atteggiamenti perpetrati in passato.
Tant’è, a qualche mese da quella vittoria, forse inattesa ma auspicabile in un paese che si dice democratico, il dottor Domenico Canonico e la sua Giunta, formata dal vicesindaco Giuseppe Ferro e gli assessori Salvatore Brancaccio, Romano Zeolla e Pasquale Stravato, protagonisti di quella che è stata presentata come una nuova era, stanno dando prova di volerle mantenere quelle promesse.
L’Esecutivo ha formalmente comunicato che le indennità di carica del Sindaco e degli assessori, spettanti per legge, saranno devolute, per l’anno 2009, in parte, a favore dell’assistenza ai diversamente abili e, in parte, utilizzate per le spese sostenute per il cerimoniale di insediamento del nuovo Consiglio comunale.
“A fine anno seguirà la rendicontazione analitica - ha chiosato il Primo cittadino -, il tutto nel massimo rispetto della trasparenza e della correttezza con gli impegni assunti”.
Il cambiamento è la vera essenza della democrazia, e quello a cui stiamo assistendo a Baselice da circa sei mesi, ovvero dall’insediamento della nuova Amministrazione, dimostra che occupare una poltrona per ben quasi trent’anni frena ogni cambiamento e progresso, soprattutto in una piccola comunità, dove c’è ancora più bisogno di persone e idee nuove, per essere pronti ad accogliere le sfide di nuovi progetti, per rilanciare l’economia non solo di Baselice, ma di tutta l’area del Fortore.
www.ilsannioquotidiano.it
pubblicato il 06-11-2009
giovedì 5 novembre 2009
Ospedale ancora chiuso: in rivolta gli amministratori di San Bartolomeo

L’Amministrazione comunale di San Bartolomeo in Galdo ha scritto una lettera ai vertici dell’Azienda Sanitaria Locale di Benevento e all’assessore regionale alla Sanità Mario Santangelo per chiedere il rispetto degli impegni presi sull’apertura del locale ospedale in costruzione da più di 50 anni.
Nella nota, l’Amministrazione ricorda che “correva l’anno 2005 allorquando, con apposita delibera dell’Azienda Sanitaria, si prevedeva l’apertura a San Bartolomeo di un PSAUT (individuato nella normativa regionale quale struttura di primo intervento in cui è prevista l’assistenza medica per casi di minor complessità, l’osservazione medica breve e la piccola chirurgia), per non vanificare, si diceva, la rilevante spesa economica già sostenuta per il completamento dell’ospedale ‘Padre Pio’ e per venire incontro alle esigenze sanitarie della zona fortorina. Da allora, e sono ormai trascorsi 5 anni, solo un susseguirsi di promesse e annunci sui giornali”.
“Orbene – prosegue la lettera -, essendo ormai prossima la fine dell’anno, ci si augura che quanto promesso e annunciato dai vertici dell’Asl possa trovare effettiva concretizzazione. In caso contrario, questa Amministrazione comunale (libera, scevra da condizionamenti e senza fini reconditi), unitamente a tutta la cittadinanza, si batterà con determinazione al fine di evitare il ripetersi di una nuova vergognosa e inqualificabile pagina di storia della sanità dopo quella dell’ospedale-scandalo in costruzione da più di 50 anni. Con uguale determinazione, inoltre, si batterà per il mantenimento della sede del Distretto Sanitario a San Bartolomeo in Galdo, opponendosi a chiunque volesse continuare a mortificare, con intrighi o giochi politici, la nostra comunità”.
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Questione morale, se ne discute a Napoli
L'Altro Sud è lieto di aderire e partecipare al dibattito sulla "Questione morale" che si terrà a Napoli il 6 e 7 novembre prossimo.
6 novembre ORE 15 NAPOLI
"Questione morale e Istituzioni. Etica e poteri. Quale Italia in Europa?"
Cappella Palatina , Maschio Angioino, Napoli
moderatore:Luigi de Magistris
interventi di: Angela Napoli, Antonio Di Pietro, Claudio Fava, Concita De Gregorio, Felice Lima, Paolo Ferrero, Salvatore Borsellino, Silvio Gambino, Sonia Alfano.
7 novembre 2009 h 9-14 NAPOLI
"Questione morale e Istituzioni. Etica e poteri. Quale Italia in Europa?"
Cappella Palatina , Maschio Angioino, Napoli
moderatore:Raffaello Magi
interventi di: Alberto Lucarelli, Antonio Ingroia, Antonio Padellaro, Juan Fernando Lopez Aguilar, Marco Cappato, Martina Di Gianfelice, Peter Gomez, Rosario Crocetta.
www.laltrosud.it
6 novembre ORE 15 NAPOLI
"Questione morale e Istituzioni. Etica e poteri. Quale Italia in Europa?"
Cappella Palatina , Maschio Angioino, Napoli
moderatore:Luigi de Magistris
interventi di: Angela Napoli, Antonio Di Pietro, Claudio Fava, Concita De Gregorio, Felice Lima, Paolo Ferrero, Salvatore Borsellino, Silvio Gambino, Sonia Alfano.
7 novembre 2009 h 9-14 NAPOLI
"Questione morale e Istituzioni. Etica e poteri. Quale Italia in Europa?"
Cappella Palatina , Maschio Angioino, Napoli
moderatore:Raffaello Magi
interventi di: Alberto Lucarelli, Antonio Ingroia, Antonio Padellaro, Juan Fernando Lopez Aguilar, Marco Cappato, Martina Di Gianfelice, Peter Gomez, Rosario Crocetta.
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mercoledì 4 novembre 2009
Sede Rai di Napoli, protesta dei precari Sanniti
Il Cip Sanniti aderisce al sit in del 6 novembre sotto la sede della rai di Napoli per manifestare il proprio dissenso alla censura che da mesi le reti pubbliche effettuano sulla diffusione delle notizie e dei fatti che si verificano sul territorio nazionale. Una televisione pubblica ha il dovere morale di dire e mostrare il vero, ha l'obbligo di dare le notizie che avvengono quotidianamente e non di filtrarle e come sovente avviene di censurarle. Da mesi ci viene proposta una realtà che non combacia al vero, da mesi i fatti giudiziari e privati dei politici nazionali sembrano costituire l'unico vero problema della nazione.
Il 3 ottobre 2009 oltre 20.000 precari della scuola erano per le strade di Roma a manifestare contro i tagli del Governo all'istruzione pubblica. Oltre 20.000 manifestanti costretti, per un servizio d'ordine inadeguato a costeggiare la banchina del Tevere come tanti deportati. Impossibilitati a risalire sulla strada perché la polizia lo impediva, hanno dovuto percorrere ben 8 chilometri nonostante le gambe ed il fisico stessero per venire meno. Nessun telegiornale ne ha parlato, come nessuno si è interessato se non per brevi secondi ai milioni di disoccupati che a causa della crisi non hanno di che campare.
Operai, lavoratori interinali, lavoratori precari, dipendenti improvvisamente licenziati a causa della crisi che continua a mordere nonostante si dichiari che il peggio è passato: questa è l'amara realtà. Verità che può essere vista, vissuta e testimoniata solo attraverso reti indipendenti e piccoli giornali locali che nonostante tutto hanno conservato la propria autonomia. Il 3 ottobre all'inizio del corteo c'erano giornalisti di tutte le testate e le reti nazionali. Ci hanno intervistato, ci hanno ripreso e poi nessuno ne ha parlato. Dove sono finiti quei video, quelle interviste chi ha deciso di censurarle. Chi decide cosa mandare in onda o pubblicare una notizia? Il redattore o i politici che influenzano il redattore? Dov'è finito il coraggio e l'ardore di dire no e di fare il giusto costi quel che costi. A cosa è servita la manifestazione dei giornalisti del 3 ottobre sulla libertà di stampa? Quale libertà.
Oggi si è schiavi dei politici e della tiratura. La logica della vendita dello scoop hanno la meglio sulla notizia. Ed ecco che si compare sui giornali se si sale sui tetti, se ti denudi, se frequenti escort e trans... Che dire un precario trans per campare è una notizia da prima pagina, bisogna arrivare al suicidio di uno di noi affinché si possa parlare seriamente del più grande licenziamento della storia della Repubblica italiana , affinché i veri problemi che affliggono quotidianamente il cittadino comune vengano portati alla luce? Gli stessi Floris, Santoro, Report e i programmi d'informazione sono schiavi dello scoop e preferiscono adeguarsi alla massa. Siamo profondamente delusi e amareggiati e il 6 novembre lo grideremo dalle 16 sotto le sedi della Rai regionale. Libertà d'informazione questo sarà il nostro motto.
CIP Sanniti
Il 3 ottobre 2009 oltre 20.000 precari della scuola erano per le strade di Roma a manifestare contro i tagli del Governo all'istruzione pubblica. Oltre 20.000 manifestanti costretti, per un servizio d'ordine inadeguato a costeggiare la banchina del Tevere come tanti deportati. Impossibilitati a risalire sulla strada perché la polizia lo impediva, hanno dovuto percorrere ben 8 chilometri nonostante le gambe ed il fisico stessero per venire meno. Nessun telegiornale ne ha parlato, come nessuno si è interessato se non per brevi secondi ai milioni di disoccupati che a causa della crisi non hanno di che campare.
Operai, lavoratori interinali, lavoratori precari, dipendenti improvvisamente licenziati a causa della crisi che continua a mordere nonostante si dichiari che il peggio è passato: questa è l'amara realtà. Verità che può essere vista, vissuta e testimoniata solo attraverso reti indipendenti e piccoli giornali locali che nonostante tutto hanno conservato la propria autonomia. Il 3 ottobre all'inizio del corteo c'erano giornalisti di tutte le testate e le reti nazionali. Ci hanno intervistato, ci hanno ripreso e poi nessuno ne ha parlato. Dove sono finiti quei video, quelle interviste chi ha deciso di censurarle. Chi decide cosa mandare in onda o pubblicare una notizia? Il redattore o i politici che influenzano il redattore? Dov'è finito il coraggio e l'ardore di dire no e di fare il giusto costi quel che costi. A cosa è servita la manifestazione dei giornalisti del 3 ottobre sulla libertà di stampa? Quale libertà.
Oggi si è schiavi dei politici e della tiratura. La logica della vendita dello scoop hanno la meglio sulla notizia. Ed ecco che si compare sui giornali se si sale sui tetti, se ti denudi, se frequenti escort e trans... Che dire un precario trans per campare è una notizia da prima pagina, bisogna arrivare al suicidio di uno di noi affinché si possa parlare seriamente del più grande licenziamento della storia della Repubblica italiana , affinché i veri problemi che affliggono quotidianamente il cittadino comune vengano portati alla luce? Gli stessi Floris, Santoro, Report e i programmi d'informazione sono schiavi dello scoop e preferiscono adeguarsi alla massa. Siamo profondamente delusi e amareggiati e il 6 novembre lo grideremo dalle 16 sotto le sedi della Rai regionale. Libertà d'informazione questo sarà il nostro motto.
CIP Sanniti
lunedì 2 novembre 2009
Fortore, petizione per l'apertura dell'ospedale
Il Gruppo di Cittadinanzattiva – T.D.M. Fortore di San Bartolomeo in Galdo sta promuovendo, insieme alle altre forze civiche del Fortore, un’azione di protesta avverso gli organi competenti della Regione Campania, per l’annosa questione dell’Ospedale Civico di San Bartolomeo in Galdo e l’accorpamento del Distretto 23 a quello di Morcone.
Una petizione popolare chiede alle istituzioni l’annullamento del provvedimento attinente l’accorpamento del Distretto Sanitario di San Bartolomeo in Galdo a quello di Morcone e l’apertura dell’Ospedale “Padre Pio” di San Bartolomeo in Galdo, già pronto alla messa in funzione ed in stato d’attesa da circa due anni.
Relativamente al Distretto Sanitario di San Bartolomeo si sottolinea che lo stesso è già molto distante da Benevento, e per questa ragione un eventuale accorpamento potrebbe creare ulteriori disagi alla popolazione e pregiudicare l’apertura della struttura ospedaliera.
“Per il risparmio economico del comparto Sanità - si legge -, perché non viene accorpato il Distretto Sanitario di San Giorgio del Sannio, che è situato a circa 10 minuti da Benevento, e tra l’altro ha la sede in Benevento?”.
www.ilsannioquotidiano.it
Una petizione popolare chiede alle istituzioni l’annullamento del provvedimento attinente l’accorpamento del Distretto Sanitario di San Bartolomeo in Galdo a quello di Morcone e l’apertura dell’Ospedale “Padre Pio” di San Bartolomeo in Galdo, già pronto alla messa in funzione ed in stato d’attesa da circa due anni.
Relativamente al Distretto Sanitario di San Bartolomeo si sottolinea che lo stesso è già molto distante da Benevento, e per questa ragione un eventuale accorpamento potrebbe creare ulteriori disagi alla popolazione e pregiudicare l’apertura della struttura ospedaliera.
“Per il risparmio economico del comparto Sanità - si legge -, perché non viene accorpato il Distretto Sanitario di San Giorgio del Sannio, che è situato a circa 10 minuti da Benevento, e tra l’altro ha la sede in Benevento?”.
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