lunedì 26 luglio 2010

Ddl intercettazioni, ora bisogna salvare i blog



di Simone Aversano

All’articolo 1, comma 29, il disegno di legge sulle intercettazioni recita qualcosa di esclusivo ed inedito, sancendo l’obbligo di rettifica entro 48 ore dalla richiesta per i “siti informatici”. Rettifica da compiere “con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono” (Fonte: Il Sole 24 Ore).

Una previsione legislativa che, seppur ancora all’esame della Camera che dovrà approvarla il prossimo 29 luglio insieme al resto del ddl, spaventa un intero mondo: quello dei blog liberi e della Rete. Non ci vuole troppa conoscenza degli strumenti tecnici offerti dai social media e dalle nuove tecnologie che si avvalgono del Web. Forse non è neppure necessario aver aperto un proprio blog, uno spazio di scrittura e multimedialità su Internet, per comprendere la gravità e le conseguenze di una simile norma, qualora venisse approvata. Sufficiente per capire a cosa si va incontro è semplicemente l’aver navigato tra blog e social media anche solo qualche volta nella vita. Chi conosce anche dall’esterno un blog, uno qualsiasi dei migliaia di esempi appartenenti alla blogosfera, sa benissimo quanto duramente possa incidere una regolamentazione di questo genere su una delle nuovissime professioni (spesso a tempo e fondo perduto) nate dalle tecnologie del futuro.

Continua su caffenews.it

venerdì 23 luglio 2010

Storia di una esistenza maltrattata

di Maria Garofalo

Nel martoriato Sud d’Italia si consumano esistenze maltrattate fino al limite dell’umana sopportazione.

M. è un paese del casertano, in Campania, di antiche e nobili tradizioni rurali. I cittadini di M. sono forgiati al lavoro dei campi da millenni, nel loro DNA c’è la mappa del sudore e della produttività. Poca istruzione, purtroppo, ma una cultura agricola straordinaria unita all’artigianato variegato e prezioso e all’arte di riparare qualunque oggetto rotto. Mestieri utilissimi, un patrimonio indicibile.
Poi è arrivato il Progresso con le sue depravate appendici: Consumismo e Capitalismo.

In pochi decenni hanno strappato ad M. (come a tutti gli altri paesi) le tradizioni ed i mestieri. Hanno indotto intere generazioni a svendere i loro terreni, i casolari, gli animali da soma per migrare altrove, trasformandosi in braccia per le fabbriche del Nord. Campi ridotti a discariche, Terra maledetta!

Ho conosciuto F., una donna forte e volitiva, vive a M., ci è nata ed i suoi antenati quel paese lo hanno costruito. Sposata ad un compaesano ha tre figli e non ha mai pensato di lasciare i luoghi della memoria, eppur tuttavia non nega ai suoi ragazzi la possibilità futura di sperimentare i Paesi del mondo. I suoi genitori col lavoro durissimo ed i frutti delle loro proprietà terriere ed immobiliari avevano garantito alla loro numerosissima prole,con rispettivi nipoti,un’esistenza non ricca ma dignitosa.

Oggi F. è una donna piegata in due. Il marito, sarto e tagliatore di pantaloni fatti a mano, è stato licenziato. L’ultimo laboratorio artigianale dell’intera provincia ha chiuso, la fabbrichetta è stata schiantata dalla cattiva gestione e dai mercati spietati. Fine. La prestigiosa sartoria meridionale è ormai al Nord nelle mani dei cinesi. Fine.

Così a 42 anni, dall’oggi al domani, l’uomo si è ritrovato ad elemosinare un lavoro. Dopo un mese di ricerche ha accettato di fare il muratore per 30 euro al giorno, senza alcuna tutela né garanzie, pagato finchè c’è la commessa. I due figli hanno interrotto l’università e per aiutare la barca fanno i camerieri nelle pizzerie e nei pub con paghe da fame. Di fronte a tali emergenze F. non se n’è stata con le mani in mano e nonostante l’altra figlia piccola si è messa in cerca di un lavoro. La sua caparbia alfine è stata premiata, così poco tempo fa le hanno offerto un impiego. Fiduciosa e volenterosa si è presentata sul posto di lavoro. Trattasi di un asilo e scuola elementare privata , affollata e dalla retta salata; le mansioni di F. sono: bidella-cuoca-addetto alle pulizie. Un factotum, insomma, stipendiato con 350 euro al mese.

Ascoltavo affranta il racconto amaro di F. Dopo un mese di lavoro era stremata dalla fatica e dalle indigenze. Aveva gli occhi rossi di chi riposa poco e piange spesso. Mi raccontava di quanto maggiormente si avverte il peso di un lavoro estenuante a 40 anni.

Ho provato un dolore acuto, profondo; un senso d’impotenza mi ha scossa e così ho deciso di scrivere la sua storia. Tutti questi soprusi avvengono sotto i nostri occhi, codeste barbarie sono all’ordine del giorno fra la rassegnazione dei cittadini e l’indifferenza delle autorità. Finito il suo sfogo disperato mi ha supplicato di mantenere l’anonimato, di non rivelare nemmeno il nome del paese. La mia rabbia montava violenta, l’idea di lasciare impuniti codesti aguzzini mi ripugnava mentre un sottile piacere mi spingeva a disobbedire. Ma le suppliche di F. e la sua convinzione di non trovare giustizia alcuna, piuttosto addirittura, di dover subire le ritorsioni dei disonorati, mi hanno indotta ad un compromesso di cui non vado fiera. Dunque vi ho riferito una crudele verità anonima, permettendo quindi ai cannibali di continuare il loro ributtante pasto, e adesso che il mio articolo è concluso sento il rimorso di lasciar morire nell’oblio la dignità di tutti, compresa la mia.

www.laltrosud.it

giovedì 22 luglio 2010

"Ecco i lavori pubblici effettuati dalla Provincia a Baselice"


In riferimento ad un quesito posto attraverso la stampa in questi giorni dal vice coordinatore del PdL di Baselice, il settore Infrastrutture della Provincia di Benevento precisa che i lavori appaltati nel 2008 interessanti la viabilità provinciale in tenimento della stessa Baselice sono stati regolarmente ultimati nell’ottobre 2009.

Tali lavori, che hanno riguardato alcuni tratti delle strade: Baselice-Ponte Carboniera, Serie 34 e San Giovanni, sono stati caratterizzati dalla sistemazione del piano viabile e dalla messa in sicurezza di movimenti franosi ed hanno comportato una spesa complessiva di 423.066 euro.

Allo stato il Settore Infrastrutture sta provvedendo alla elaborazione di un progetto, inserito nel Piano triennale dei lavori pubblici per il 2010, per il risanamento di ulteriori tratti viari di Baselice, per un importo di 150.000 euro.

(Fonte: Ufficio stampa della Provincia)

mercoledì 21 luglio 2010

Comune, dal 2014 riduzione di consiglieri e assessori


Non solo nuovi collegi elettorali per eleggere i propri rappresentanti alla Provincia, ma anche riduzione dei consiglieri e assessori comunali. Sono questi gli effetti della legge 23 dicembre 2009, numero 191.

Per quanto riguarda Baselice, e tutti i Comuni al di sotto dei 3mila abitanti, dagli attuali 12 consiglieri si scenderà a 10. Mentre per gli assessori si passerà da 4 a 3. La legge andrà in vigore dal prossimo anno per cui dal 2014 anche il Comune di Baselice si dovrà attenere alla nuova normativa.

Nel frattempo, l'anno prossimo si voterà nei comuni fortorini di Foiano (sindaco uscente Michelantonio Maffei), Ginestra (sindaco uscente Zaccaria Spina), Castelvetere (sindaco uscente Ettore Gigli) e San Giorgio la Molara (sindaco uscente Lugi Vella).

martedì 20 luglio 2010

Svimez: Sud sempre più povero

La crisi erode ulteriormente la ricchezza al Sud tanto che, colpito duramente dalla recessione, il Pil di quest'area del paese nel 2009 è tornato ai livelli di 10 anni fa. Ma non solo: l'industria, il cui valore aggiunto è crollato del 15,8%, è addirittura "a rischio di estinzione". E' la cupa fotografia scattata dal Rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno 2010, secondo cui serve un nuovo progetto Paese per il Sud, che parta dal rilancio delle infrastrutture, con piano di 38 miliardi di euro.

Nel 2009 il Pil del Sud è calato del 4,5%. Un valore molto più negativo del -1,5% del 2008, leggermente inferiore al dato del Centro-Nord (-5,2%). Il Pil per abitante è pari a 17.317 euro, il 58,8% del Centro-Nord (29.449 euro). Due, si legge, le cause principali dell'andamento recessivo: investimenti che rallentano e famiglie che non consumano. Queste ultime infatti hanno ridotto al Sud la spesa del 2,6% contro l'1,6% del Centro-Nord. Mentre gli investimenti industriali sono crollati del 9,6% nel 2009, dopo la flessione (-3,7%) del 2008.

Disoccupazione record
Dal 2008 al 2009 infatti l'industria manifatturiera del Sud ha perso oltre 100mila posti di lavoro, di cui 61mila soltanto lo scorso anno. In questo modo il gap dell'industria meridionale con il Centro-Nord e il resto dell'Europa si è ulteriormente aggravato. Secondo la Svimez per uscire dall'impasse occorre promuovere una nuova politica industriale specifica per il Sud, con risorse adeguate. E uno degli elementi fondamentali dovrebbe essere costituito dalla fiscalità di vantaggio. Il tasso di occupazione nella media del 2009 è sceso dal 58,7% a 57,5%: su 380mila posti di lavoro in meno in tutto il Paese, 186mila sono stati al Centro-Nord (-1,1%) e 194mila in meno (-3%) al Sud. E al Sud i lavoratori hanno molte meno tutele: al Nord per ogni persona che perde il lavoro, 2 sono protette, al Sud è l'opposto, solo un lavoratore su 3 ottiene la Cig.

Lo spopolamento
Da segnalare poi che in 20 anni quasi 2,4 milioni di persone hanno abbandonato il meridione con 9 emigrati su 10 che si recano al Centro-Nord. Nel solo 2009 114mila persone si sono trasferite dal Sud al Nord, 8mila in meno rispetto al 2008. La crisi, inoltre, ha colpito duro i pendolari, generalmente giovani, laureati e precari. Nel 2009 sono stati 147mila, in calo del 14,8% rispetto al 2008, pari a 26mila in meno.Un Meridionale su tre a rischio povertà - In valori assoluti, al Sud, si tratta di 6 milioni 838mila persone, fra cui 889mila lavoratori dipendenti e 760mila pensionati. I dati - gli ultimi disponibili, relativi alla situazione 2007 - emergono dal Rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno secondo cui ben il 44% delle famiglie meridionali, quasi una famiglia su due, non ha potuto sostenere una spesa imprevista di 750 euro (26% al Centro-Nord).

Secondo il rapporto, il 14% delle famiglie meridionali vive con meno di 1.000 euro al mese, un dato quasi tre volte superiore all'altra ripartizione (5,5%). Ed è da considerare che nel 47% delle famiglie meridionali vi è un unico stipendio, fetta che passa addirittura al 54% nel caso della Sicilia. Hanno inoltre a carico tre o più familiari il 12% delle famiglie meridionali, un dato quattro volte superiore al Centro-Nord (3,7%), che arriva al 16,5% in Campania. Ma il rischio povertà, secondo la Svimez, resta anche con due stipendi. Nel 2008, inoltre, è arrivata con difficoltà a fine mese oltre una famiglia su 4 (25,9%), contro il 13,2% del Centro-Nord.

Una famiglia su cinque non ha i soldi per andare dal medico
Una su cinque non si può permettere di pagare il riscaldamento. E' quanto rivela il rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno 2010. Secondo la Svimez, nel 2008 nel 30% delle famiglie al Sud sono mancati i soldi per i vestiti e nel 16,7% dei casi si sono pagate in ritardo le bollette. Otto famiglie su 100 hanno rinunciato ad alimentari necessari, il 21% non ha avuto soldi per il riscaldamento (27,5% in Sicilia) e il 20% per andare dal medico (in Sicilia e Campania circa il 25%).

Fonte: tiscali.it

lunedì 19 luglio 2010

Crescenzo del Vecchio sbarca su facebook

Buongiorno a tutti. Oggi parliamo di un grande maestro scomparso qualche anno fa. Lo facciamo poiché ritorna tra noi grazie a facebook. E parliamo dell'amico (qualche volta per me è stato anche un padre) Crescenzo del Vecchio. Da poco tempo - finalmente, oserei dire - il suo profilo è alla portata di tutti sul famoso social network, dov'è possibile vedere anche alcune delle sue opere più importanti (Clicca sulla foto). Baselicesi e non allora avanti iscriviamoci tutti al gruppo CRESCENZO DEL VECCHIO BERLINGIERI. La sua storia è la nostra storia. Crescenzo Del Vecchio Berlingieri, è stato uno dei più noti artisti italiani, docente di Decorazione presso l’Accademia di Brera, ha concluso la sua esistenza nel corso dell’estate all’età di 69 anni. Nato a Baselice nel 1937, dopo alcune importanti mostre a Napoli, Roma e Milano, vinse il Premio Michetti nel 1972 ed il Premio Pettenon nel 1972 e nel 1974. Fu tra i promotori di Proposta ‘66 e del Gruppo Studio P. 66, con i quali partecipò a numerose mostre. Nel 1976 partecipò alla Biennale di Venezia con una mostra curata da Enrico Crispolti. Presente in numerose Triennali e Quadriennali, si mise in luce successivamente sulla scena artistica internazionale con mostre a Stoccarda, Parigi e Chicago, rispettivamente nella Galerie Senatore, nella galleria Levine e nella galleria Bianca Pilat Contemporary Art. “Ha insegnato non l’arte, ma l’amore per l’arte, che è cosa molto più sublime”, ha scritto di lui il critico Enzo Battarra, suo allievo e amico. (tratto dalla pagina facebook)

venerdì 16 luglio 2010

Milano città Mediterranea?

Nei giorni scorsi è stato inaugurato a Milano il MedForum 2010. Un convegno internazionale per ridare slancio all’affascinante progetto dell’Unione per il Mediterraneo. Ancora una volta, le città del Sud non giocano nessun ruolo in questo processo. ''Milano ha la vocazione di essere il ponte economico e culturale tra l'area del Mediterraneo e l'Europa continentale'', ha dichiarato il sindaco Letizia Moratti.

"Appare quantomeno miope - si legge in una nota ufficiale del movimento meridionalista L’ALTRO SUD -, la scarsa considerazione che, da parte dell’attuale Governo, hanno avuto città come Napoli, Palermo e Bari nel processo di costruzione dell’Unione per il Mediterraneo. Mai che fossero state proposte per un ruolo, come quello di sede dell’Upm o quantomeno dei Forum Euromediterranei. Men che meno si è pensato al potenziamento infrastrutturale delle aree del Mezzogiorno per far si che esse possano svolgere una reale funzione di piattaforma logistica del Mediterraneo.
Appare sempre più evidente l’istinto di rapina, di una certa parte politica, nei confronti del Mezzogiorno d’Italia: dopo la sottrazione di fondi per la coesione territoriale (i cosiddetti Fondi Fas), si è cominciato ora a sottrarre alle regioni del Mezzogiorno anche quel naturale ruolo di centro del Mediterraneo che la natura ha voluto dargli, ma che secondo alcuni non meriterebbe".

giovedì 15 luglio 2010

Fortore, la Comunità montana e i salari dei dipendenti in mobilità

Che fine ha fatto la vicenda dei 17 dipendenti messi in mobilità dalla Comunità montana del Fortore? Secondo gli accordi presi qualche mese fa tra le parti sociali, nella sede dell'Ufficio del lavoro di Benevento, si era deciso di applicare ad essi i cosiddetti contratti di solidarietà. Cioè diminuire gli stipendi a tutti gli impiegati dell'ente per garantire una parte degli stessi salari ai 17 in mobilità. Su questo punto tra l'altro aveva votato anche il consiglio della Comunità.
Ma ad oggi le procedure per attivare questi benedetti contratti di solidarietà sono state avviate? E' chiaro che per un'operazione del genere bisogna consultare gli altri dipendenti. Ma tutto ciò è stato fatto oppure no?

Intanto, i segretari provinciali della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, Felice Zinno, Antonio Forgione e Antonio Pagliuca, sono ritornati, con una nota, sulla vicenda sottolineando come "i numerosi dipendenti collocati in mobilità lamentano la mancata corresponsione delle spettanze salariali comunque dovute anche se in misura ridotta".

"E' inconcepibile il modo con cui l'Amministrazione dell'ente montano - continuano - in primis del suo presidente, tratta questi lavoratori, scelti per sopperire a delle carenze che accomunano sicuramente tutti gli enti montani nazionali, e che però hanno visto la Comunità Montana del Fortore muoversi prima degli altri nel risolvere il nodo licenziando sic et simpliciter in un momento in cui la discussione intorno a tali problematiche a livello nazionale è ancora nel vivo. A pagarne le conseguenze saranno certamente altrettante famiglie, ridotte in stato di estrema precarietà nonostante siano creditrici di tali dovuti pagamenti. Una situazione che si descrive da sola, in un momento in cui la politica è chiamata a dare risposte urgenti a temi scottanti come la disoccupazione e l'impoverimento dei territori, per superare una crisi che attanaglia in particolare le zone più povere del sud Italia come quella del Fortore, appunto. Invitiamo pertanto, l'Amministrazione della Comunità Montana del Fortore a smentire tali atteggiamenti, ed a farsi parte propositiva per il sostentamento di situazioni urgenti che toccano la pancia di coloro che ne subiscono quotidianamente i contraccolpi".

mercoledì 14 luglio 2010

Provincia, i nuovi collegi elettorali

Nuovi collegi provinciali. La proposta è stata trasmessa dalla Prefettura alla Provincia di Benevento. Per quanto riguarda il Fortore, quello di San Bartolomeo, oltre a Baselice e Castelvetere, vedrebbe l’ingresso di Foiano, Ginestra, Castelfranco e Montefalcone.

Il tutto in base alla legge 42/2010 sul contenimento della spesa pubblica che prevede una riduzione del 20% dei consiglieri. Alla Rocca dei Rettori il numero di consiglieri scenderà dunque dagli attuali 24 a 19 e il collegio deve essere composto da 15mila abitanti, concessa una variazione del 20% in più o in meno. Entro fine novembre il documento dovrà essere inoltrato al ministero dell’Interno.

martedì 13 luglio 2010

Baselice, idrosemina per Palazzo Lembo


La tecnica utilizzata per la sistemazione del costone di Palazzo Lembo (che alcuni mesi fa fu oggetto di una spaventosa frana) è quella dell'idrosemina: un processo secondo il quale il seme, l`acqua, il fertilizzante, l`ormone e la pacciamatura a fibra legnosa vengono mescolate e applicate direttamente sul terreno.
Le fibre del legno aiutano ad evitare l`erosione del vento e dell`acqua, proteggono i semi nuovi dal sole e aiutano a conservare la temperatura ideale del terreno.
Una soluzione che ha evitato lo sbancamento dell'area sottostante mantenendo intatto il costone originale, con un tocco di verde in più.

(Clicca sulla foto per ingrandirla)

lunedì 12 luglio 2010

L'Altro Sud denuncia Radio Padania

Il movimento meridionalista L’Altro Sud, ha inviato un esposto al Procuratore della Repubblica di Milano chiedendo un’attenta analisi della propaganda razzista di radio Padania.

"Sono anni che questa radio conduce una vergognosa propaganda razzista ed antimeridionale ed è inaccettabile che lo faccia impunemente. Siamo certi che nella condotta dell’emittente siano configurabili gli estremi del reato di 'Discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi" che la Legge 205/1993 punisce con pene fino a tre anni di reclusione', si legge in una nota ufficiale del movimento.

"L’ultimo episodio è quello di un commento sull’assassinio di due cittadini meridionali in Germania per una banale lite con un cittadino tedesco su una partita di calcio. Un radioascoltatore, il 9 luglio scorso, commentava l’episodio in tal senso: questi criminali 'ndranghetisti ti spazzano via: quel poveraccio di Hannover probabilmente si è sentito in pericolo e si è difeso come poteva, quindi non è da rimproverare, noi li conosciamo bene i sudisti. Mi spiace solo che ne pagherà le conseguenze. Il tutto andava in onda con il sottofondo delle risatine beffarde del conduttore. E’ impensabile come tutto questo possa essere trasmesso da una radio con un bacino d’utenza enorme, come se nulla fosse", conclude la nota.

Nota: link alla telefonata a cui si fa riferimento nel comunicato: http://danielesensi.blogspot.com/2010/07/telefonata-shock-su-radio-padania-i-due.html

Il Fortore e il piano antincendio

L’arrivo della bella stagione risolleva il problema degli incendi boschivi, fenomeni che ogni anno distruggono ettari ed ettari di macchia mediterranea. La Comunità Montana del Fortore ha approvato anche quest’anno un piano antincendio boschivo al fine di organizzare al meglio le operazioni di allerta, intervento e spegnimento degli incendi nei comuni di sua competenza.

Le superfici boscate danneggiate dal fuoco negli ultimi dieci anni ammonterebbero a circa mille ettari, equivalente a circa 10 chilometri quadri. Gli incendi più devastanti si sarebbero verificati nel 2000 e nel 2007 a causa soprattutto delle avverse condizioni climatiche e dalla scarsità dei mezzi d’ intervento. Per cercare di ridurre ed arginare questi fenomeni, che vengono sempre più spesso causati anche dall’incuria dell’uomo, la Comunità Montana ha stilato il Piano AIB 2010 che prevede un centro operativo – C.O.E.D.- con il compito di coordinare tutte le attività connesse con il servizio di prevenzione e lotta agli incendi, con sede presso la Comunità Montana del Fortore a San Bartolomeo in Galdo.

Il centro, dotato di telefono e ricetrasmittente, sarà in contatto continuo con le squadre operative (N.O.E.D.) e con il C.O.P. Provinciale. Il servizio presso il C.O.E.D. verrà effettuato dalle ore 8,00 alle 20.30 con reperibilità 24 ore su 24. Sul territorio della Comunità saranno costituiti 3 nuclei operativi enti delegati.

Si potrà inoltre attivare un servizio di avvistamento degli incendi ricorrendo all’utilizzo del personale ubicato presso 7 stazioni fisse dislocate nei comuni di: Foiano, Montefalcone, Castelvetere, Molinara, Baselice, Castelfranco in Miscano, Buonalbergo.

venerdì 9 luglio 2010

Questo blog aderisce allo sciopero indetto dalla Fnsi contro la legge sulle intercettazioni che vuole mettere il bavaglio ai giornalisti


Lo sciopero è una protesta straordinaria e insieme la testimonianza di una professione, quella giornalistica, che vuole essere libera per offrire ai cittadini informazione leale e la più completa possibile. Una protesta che si trasforma in un “silenzio” di un giorno per evidenziare i tanti silenzi quotidiani che il “ddl intercettazioni” imporrebbe se passasse con le norme all’esame della Camera, imposte sin qui dal Governo e dalla maggioranza parlamentare.

Molte notizie e informazioni di interesse pubblico sarebbero negate giorno dopo giorno fino a cambiare la percezione della realtà, poiché oscurata, “cancellata” per le norme di una legge sbagliata e illiberale che ne vieterebbe qualsiasi conoscenza.

Giornalisti, ma anche gli editori e migliaia di cittadini, da mesi denunciano le mostruosità giuridiche del “ddl intercettazioni”. Sono state anche avanzate proposte serie per rendere ancora più severa e responsabile l’informazione nel rispetto della verità dei fatti e dei diritti delle persone: udienza filtro per stralciare dagli atti conoscibili le parti relative a persone estranee e soprattutto alla dignità dei loro beni più cari protetti dalla privacy; giurì per la lealtà dell’informazione che si pronunci in tempi brevi su eventuali errori o abusi in materia di riservatezza delle persone; tempi limitati del segreto giudiziario; accessibilità alle fonti dell’informazione contro ogni dossieraggio pilotato.

Nessuna risposta di merito. Lo sciopero, con la giornata del silenzio, è espressione di indignazione, di partecipazione, di richiamo responsabile a principi e valori che debbono valere in ogni stagione. Lo sciopero è un momento della protesta e dell’azione incessante che proseguirà, fino al ricorso della Corte europea di Strasburgo per i diritti dell’uomo, qualora la legge fosse approvata così com’è.

Lo sciopero è anche segnalazione di un allarme per una ferita che si aggiungerebbe ad un sistema informativo che patisce già situazioni di oggettiva difficoltà e precarietà non solo per la crisi economica, ma anche per una politica di soli tagli che rischiano di allargare bavagli oggi altrimenti invisibili. L’informazione è un bene pubblico, non è un privilegio dei giornalisti, né una proprietà dei padroni dei giornali e delle televisioni, né una disponibilità dei Governi.

E per i giornalisti non è uno sciopero tradizionale contro le aziende, ma un atto di partecipazione e di sacrifico della risorsa professionale per la difesa di un bene prezioso, dei cittadini, proclamato con un silenzio che vuol parlare a tutti.

giovedì 8 luglio 2010

L’amico Michele non è più tra noi

di Angelo Iampietro*

La dipartita di Michele, inaspettata perché ancora giovane, ha lasciato in me un senso di profondo dolore ed un vuoto . Era “un compagnone”, aperto al confronto e ad ogni forma di dialogo.
Ho trascorso con Lui innumerevoli momenti della mia vita: da ragazzo fino alla giovinezza, quando le strade ci hanno separato per professioni diverse. La stima e l’amicizia, però, non sono venute mai meno e lo stare insieme, ogni qualvolta c’incontravamo o ci sentivamo telefonicamente era sempre un grande piacere per entrambi.

Nella Sua vita, sin da giovane, si è sempre interessato di politica ed ha fatto politica attiva, raggiungendo un traguardo di tutto rispetto: l’elezione a Consigliere nell’Amministrazione Provinciale di Benevento nelle ultime lezioni di qualche anno fa.

Ho gioito quando l’ho visto affermarsi nelle Elezioni Provinciali e finalmente sedere sullo scranno da Consigliere.
La sua morte, però, ha privato Baselice di una persona che ben ci rappresentava nell’ambito della Provincia. Il Suo contributo e l’impegno personale per la soluzione di qualche necessità, tra le tante, della comunità baselicese sono stati i suoi obiettivi di vita politica ed umana. Amava Baselice e si prodigava perché il Paese potesse crescere e svilupparsi; si addolorava nel constatare che il Paese si spopolava, allorquando i giovani si recavano in terre lontane per un lavoro non trovato in loco, perché anche lui era stato uno di questi.
Era un uomo che sapeva e si faceva ascoltare; che spendeva facilmente una parola di conforto per chi aveva un disagio o un bisogno. Era l’amico di tutti: allegro e versatile.

E’ stato alla testa di molte iniziative culturali, essendo stato per tanti anni Presidente del Circolo culturale ”Agb”.
Chi mai potrà dimenticare le tante attività teatrali messe in atto sotto la sua nobile e competente regia? Era sempre in prima linea in tutto ciò che potesse consentire al nostro popolo di vivere un’occasione culturale per una serata diversa. E l’ha fatto in tante occasioni!

Lo voglio ricordare: da Consigliere, e non solo, si è attivato perché le opere teatrali del prof. Alfonso Mascia, in vernacolo baselicese, fossero pubblicate, proprio per non perdere un patrimonio culturale di inestimabile valore, preparando per l’occasione anche un convegno nella sala consiliare del Comune di Baselice nel maggio del 2009.

Amava la cultura, coltivava l’amicizia ed era profondamente legato alle sue radici ed ai suoi affetti.Caro Michele, mi unisco al dolore della Tua famiglia, dicendo loro di avere tanto coraggio e tanta forza interiore in un momento così triste.
Addio Michele

Un tuo amico*

mercoledì 7 luglio 2010

Addio Michele

Postiamo un articolo apparso su ilquaderno.it dal titolo "Oggi (domani mattina per chi legge) i funerali di Michele Maddalena, consigliere provinciale Idv. Cordoglio del partito: perdita inestimabile".

Si è spento Michele Maddalena, consigliere provinciale e dirigente di Italia dei valori. Dopo due mesi di lotta accanita contro un male spietato, seguito da complicanze neurologiche, è morto ieri sera, 6 luglio, presso l’ospedale Rummo. I funerali a Baselice, suo paese di origine. 61 anni, lascia soli la moglie Filomena, e i figli Caterina, Giuseppe e Chiara.

Dirigente del servizio contributi agricoli unificati (Scau) presso l’Inps, era ormai in pensione. Da 30 anni, però, era fermamente presidente a Baselice del Centro Culturale Agb.

Alle ultime Provinciali, primo dei non eletti, subentrò ad Augusto Simeone nominato assessore (poi sostituito da Nunzio Pacifico), in Consiglio. La sua ultima uscita pubblica il 3 maggio, per l’approvazione del bilancio provinciale. Restò stoicamente in aula per la necessarietà del suo voto. Al suo posto subentra Sabatino Cecere, del collegio Apice – Paduli - Sant’Arcangelo che era diventato a sua volta il primo dei non eletti.

La segreteria provinciale dell’Idv ha diramato una nota in cui si sottolinea che la scomparsa di Maddalena “rappresenta per il partito una perdita inestimabile. Un amico sempre prodigo di consigli, soprattutto per i più giovani, esempio da seguire nella vita di tutti i giorni come in politica. In questo momento particolarmente critico e difficile, ci stringiamo con immenso affetto al dolore dei familiari dell’amico Michele, ai quali esprimiamo il nostro più sincero e sentito cordoglio”.

www.ilquaderno.it

martedì 6 luglio 2010

Psaut, firmato il decreto di apertura


Postiamo la lettera che il sindaco di San Bartolomeo ci ha inviato sulla vicenda del Psaut del capoluogo fortorino.

Ieri pomeriggio il management dell’ASL BN ha firmato la delibera di autorizzazione all’apertura del Psaut di San Bartolomeo in Galdo. Per questo motivo, il presidio degli Amministratori del Comune di San Bartolomeo in Galdo è stato rimosso.
Voglio ringraziare, innanzitutto, i vertici dell’ASL di Benevento e tutti i membri della struttura per l’impegno che hanno profuso affinché tutto si risolvesse per il meglio.

Ringrazio il Prefetto di Benevento Mazza per la sensibilità che ha dimostrato nei confronti della popolazione del Fortore.
Ringrazio tutti gli amici Consiglieri del Comune di San Bartolomeo in Galdo per la disponibilità e la serietà con la quale hanno manifestato in questi giorni davanti alla sede dell’ASL di via Oderisio.
Ringrazio tutte le persone che ci hanno espresso solidarietà.

Il Sindaco di San Bartolomeo in Galdo
Vincenzo Sangregorio

lunedì 5 luglio 2010

Governo antimeridionale

di Nicola Perrini

Nella nazione italiana un’intera macroregione è tagliata fuori da qualsiasi possibilità di sviluppo. E vediamo in dettaglio i perché.
Ci sono 20 milioni di italiani che non hanno rappresentanza politica. Il governo Berlusconi-Lega è infatti completamente nordista. I politici meridionali, eletti con la legge definita “una porcata” dal suo estensore, non osano né vogliono contraddire il capo, pena una gogna mediatica allestita immediatamente dalla stampa e dalle televisioni “affiliate”, che li porterebbe ad un rapido declino, con perdita della poltrona. L’economia è nelle mani del Nord, con la quasi totalità delle grandi imprese dislocate nella pianura padana. Esse vincono gli appalti anche al Sud, salvo poi subappaltare i lavori ad imprese meridionali a prezzi stracciati. Queste ultime non hanno possibilità di crescita, visti i magrissimi margini loro concessi e sono spinte verso l’applicazione di sistemi mafiosi.

La delinquenza organizzata toglie soldi al Sud e li investe nelle zone più ricche del Nord, facendosi così strumento della discriminazione interna al paese. Il Sud, penalizzato da infrastrutture insufficienti e mal gestite, non ha nessuna possibilità di affrancarsi dalla situazione di marginalità in cui è stato ridotto. I fondi maggiori, anche quelli in precedenza destinati alle aree più deboli, vengono dirottati al Nord.

Al Sud mancano strade, ferrovie, porti, aeroporti, reti telematiche ed ogni altro tipo di infrastruttura normalmente disponibile nei paesi europei. La stampa e le televisioni, tutte al Nord, ci ricordano continuamente e ci convincono, che gli abitanti del Sud sono fannulloni, incapaci di gestirsi ed in qualche caso mafiosi. Alcuni docenti universitari o direttori di giornali del Sud, accondiscendenti verso il potere e per questo ammessi alla ribalta televisiva, ci ricordano che siamo un popolo minore e per questo dobbiamo accettare le scelte coraggiose dei fratelli maggiori del Nord.

Il ministro dell’Istruzione ci rammenta poi che le nostre scuole ed università sono minori, in base a criteri stabiliti da lei stessa e, per questo, avranno meno soldi di quelle del Nord.

La presidente di Confindustria, con accento rigorosamente del Nord, ci dice che i lavoratori di Pomigliano devono accettare condizioni peggiori di quelli degli altri stabilimenti italiani, perché il Sud non può permettersi di rinunciare a generose offerte di lavoro. Il governatore Formigoni, dalle TV di stato e di Berlusconi, ci ricorda continuamente che solo le regioni “virtuose” potranno accedere ai fondi stanziati dal governo, mentre quelle del Sud dovranno accontentarsi di meno. L’Irap al Sud è più alta, perché le regioni hanno accumulato, nella sanità, un deficit eccessivo, non importa se i fondi complessivamente disponibili siano ben inferiori a quelli destinati al Nord. Questi hanno l’intervento “ordinario”, il Sud solo quello “straordinario”, come se non si appartenesse tutti allo stesso paese. Se qualche imprenditore straniero si azzardasse, malgrado le difficili condizioni, ad investire al Sud, verrebbe immediatamente dissuaso, in maniera da non fare concorrenza alle imprese del Nord, nel supremo interesse del paese, come è accaduto nel recente passato (Toyota ha impiantato uno stabilimento in Francia, dopo aver tentato inutilmente di realizzarlo in Italia). I governanti, capeggiati in questo dai leghisti, stanno mettendo a punto, per noi, il federalismo fiscale che, tagliandoci drasticamente i già ridotti fondi, ci insegnerà ad autogovernarci bene.

Quindi, in sostanza si dimostrerà che al Sud bastano le briciole purché siamo messi sotto tutela di capaci governanti e manager del Nord. Noi la manovalanza, preferibilmente bassa, loro il cervello. I nostri giovani migliori saranno ben istruiti in un periodo di formazione al Nord, quindi appena diventati leghisti, inviati qui a comandare in rappresentanza dei poteri del Nord. Naturalmente si interviene anche sui pedaggi autostradali, applicando maggiori rincari alle regioni, secondo loro meno virtuose, tralasciando di applicare alcuna tariffa alla tangenziale di Milano, da sempre gratuita.
In effetti accade che un partito regionalista, con forte connotazione razzistica, governa l’intera nazione, facendo il bello ed il cattivo tempo e stabilendo quale sia la ripartizione delle risorse.

Se, indispettiti da tutto ciò, decidessimo poi di acquistare beni prodotti all’estero, poco male: la stragrande maggioranza degli importatori sta al Nord e per questo pagheremmo comunque una tangente al settentrione. Se volessimo attivare un mutuo dovremmo rivolgerci ad una banca del Nord, così come accade quando stipuliamo un’assicurazione, dato che tutte le compagnie hanno sede al Nord.

In conclusione, ci sono 20 milioni di abitanti che non hanno infrastrutture, fabbriche, banche, assicurazioni, importatori, televisioni, stampa e, dulcis in fundo, rappresentanza politica. Le intenzioni della politica dominante sono quelle di aumentare ulteriormente le distanze Nord – Sud, perché l’avidità non ha evidentemente limiti. Quindi i cittadini del Sud, non nati poveri, ma impoveriti ed emarginati da qualsiasi possibilità di sviluppo, nei 150 anni dall’unità d’Italia ( si veda il rapporto Daniele – Malanima dell’Università di Catanzaro e del ISSM - CNR rispettivamente, disponibile su internet) non hanno in pratica nessuna possibilità di potersi affrancare da un ruolo di marginalità e sottosviluppo, cui sono stati condannati, potranno solo peggiorare, avviandosi a confermare ancor di più di essere l’unico esempio di colonia interna ad un paese europeo.

Il tempo che passa è un fattore a noi contrario; l’azione del governo tende infatti a contrarre sempre di più i nostri margini di autonomia e libertà, togliendoci, poco a poco, anche i diritti più elementari.
Un sistema per invertire la tendenza, però c’è: una presa di coscienza ed una forte mobilitazione.

Infatti se i cittadini si mettono a manifestare individualmente saranno ignorati, se si raggruppano in piccoli gruppi saranno derisi, scherniti e si parlerà del solito “vittimismo” meridionale, se si raccolgono invece in centinaia oppure, meglio, in migliaia, saranno presi sul serio e potranno dire la loro.
Quando daremo una bella dimostrazione di orgoglio meridionale?

www.laltrosud.it

venerdì 2 luglio 2010

Psaut, quarto giorno di protesta

Al quarto giorno di protesta si registra la nota di solidarietà di Giovanni La Motta, amministratore dell'Ept di Benevento.

"Carissimo Sindaco, ho appreso con rammarico il tuo sfogo in merito alla mancata partecipazione delle Istituzioni territoriali a sostegno della tua “battaglia”, per il funzionamento dell’ospedale. Ti esprimo tutta la mia solidarietà e la vicinanza in questo delicato momento e nel contempo mi scuso per l’assenza dovuta al fatto che, come ben sai, l’imminente scadenza del mio mandato istituzionale mi ha impegnato più del dovuto. Con l’affetto di sempre, Giovanni La Motta".

Fonte: il quaderno.it

giovedì 1 luglio 2010

Il sindaco di San Bartolomeo in Galdo, Sangregorio: stiamo prendendo nota per le prossime elezioni...


di Diego De Lucia

"Stiamo prendendo nota per le prossime elezioni". Parole forti e dure, che sanno di "minaccia", politica ovviamente, quelle del sindaco di San Bartolomeo in Galdo, Vincenzo Sangregorio che stamani presidiava la postazione di protesta dinnanzi all'Asl in via Oderisio per sollecitare l'apertura del presidio sanitario nel capoluogo fortorino.

Sangregorio racconta la sua amarezza per quello che sta succedendo: "E' una situazione che va avanti da anni, ma noi da martedì siamo qui in presidio per protesta contro i vertici dell'Asl, ma finora nessuno si è fatto sentire, né formalmente né fisicamente. I politici fanno altrettanto, solo Gennaro Santamaria, segretario provinciale dell'Udc è venuto a portare la solidarietà, ma gli altri dove sono?"

Sangregorio è amareggiato ed anzi furioso. L'Ospedale a San Bartolomeo in Galdo lo stanno costruendo da 50 anni o forse più. Nessuno ricorda di preciso da quanto va avanti questa situazione che resta sempre chiusa, mentre la gente non trova assistenza sanitaria, sebbene tutti i cittadini italiani siano ugualmente destinatari degli stessi servizi.

Ma evidentemente, dicono quelli di San Bartolomeo, essi sono "figli di un Dio minore". Sangregorio, al nostro taccuino così ha continuato: "Il neo presidente regionale, Stefano Caldoro, a San Bartolomeo ha preso ben il 71% ma per adesso non registriamo nessun novità concreta, nemmeno dal suo livello regionali. Qual è la sua politica in merito? Io non lo so. Vorrà dire che quando saranno messe in sicurezza delle strade che collegano il nostro paese con Campobasso e Foggia, faremo a meno di venire a Benevento. Attuerò un movimento popolare per far passare San Bartolomeo al Molise e lasciare la Campania, siamo stanchi di essere presi in giro".

Sangregorio indica le linee guide per uscire da questa situazione: "Noi vogliamo almeno che ci assicurino i servizi minimi che è indispensabile per una società civile. Servirebbe un tavolo istituzionale tra enti per risolvere la situazione, altrimenti sarebbe un paese destinato morire, in quanto i giovani preferiscono andare via".

Ultima stoccata del primo cittadino del capoluogo fortorino: "Non riesco a capire che pur essendoci i soldi che sono pubblici non si possono usufruire dei servizi. Il nosocomio possono benissimo non aprirlo, ma allora perché si spendono dei soldi? Hanno costruito un parcheggio per l'Ospedale, è pure completato ma non serve, a nulla in quanto l'edificio è chiuso. E' un'autentica assurdità".

www.gazzettabenevento.it

mercoledì 30 giugno 2010

Mancata apertura Psaut, l'appoggio del Comune di Baselice


Continua il presidio di protesta del Comune di San Bartolomeo davanti all’Asl di Benevento per la mancata apertura, per il primo luglio, del Pronto soccorso per le urgenze territoriali del capoluogo fortorino. All’iniziativa ha partecipato questa mattina, in rappresentanza dell’amministrazione di Baselice, anche il sindaco Domenico Canonico.

“Ho voluto – ha detto il primo cittadino – portare la nostra solidarietà al comunità di San Bartolomeo che da mesi aspetta l’apertura di questa struttura che però ogni volta viene promessa e poi rimandata. Le popolazioni del Fortore sono stanche di essere considerate le ultime del Sannio. Non è possibile nel 2010 morire perché ci è negato il diritto ad una sanità migliore”.

E aggiunge: “Il Psaut sarebbe dovuto partire alla fine di marzo. Poi il 1° maggio. Alla fine il 1° luglio così come stabilito dai vertici dell’Asl nel corso di un incontro svoltosi in Prefettura il 21 giugno con i sindaci fortorini. Ora basta, non siamo figli di un Dio minore. Per quanto ci riguarda saremo al fianco dei colleghi di San Bartolomeo e invitiamo gli altri sindaci a fare lo stesso”.

martedì 29 giugno 2010

San Bartolomeo in Galdo, il Psaut non aprirà più il 1° luglio: il presidio di protesta degli amministratori

Annunciata appena pochi giorni fa e già sfumata la possibilità di aprire il 1° luglio il Psaut (Pronto soccorso per le urgenze territoriali) di San Bartolomeo in Galdo. Proprio per protestare contro quest’ulteriore rinvio da questa mattina alle 9 è stato istituito in Via Oderisio, davanti all’Asl Bn1, un presidio fisso che andrà avanti a oltranza, come azione di protesta degli Amministratori Comunali di San Bartolomeo. Ha spiegato le proprie motivazioni al Quaderno, il vicesindaco del Comune fortorino, Matteo Garofalo.

“Abbiamo deciso di istituire questo presidio permanente – ha affermato - in segno di protesta rispetto a questi continui rinvii sull’apertura del Psaut di San Barolomeo. C’è un decreto dell'ex governatore Antonio Bassolino in cui si autorizzava il commissario straordinario Asl Bn1 Massimo La Catena ad attivarsi per l’apertura del Psaut. E’ il n. 8 del il 9 marzo 2010. Il problema non nasce certamente oggi e ci sembra di star ripercorrendo la stessa strada dell’ospedale di San Bartolomeo in Galdo che dal 1958 non ha mai visto l’apertura”.

“Il 9 marzo – ha aggiunto il vicesindaco - c’è stato un incontro in Prefettura. Il Psaut sarebbe dovuto essere aperto dopo 15 giorni, ma così non è stato. C’è poi stata la data del 1° maggio, superata anch’essa per giungere, infine, al 1° luglio. Le motivazioni addotte in quest’ultimo caso sono riferibili all’organico e ci sono state comunicate venerdì in un incontro avuto proprio con La Catena. Noi siamo disponibili come amministrazione e ci facciamo portavoce dell’intera cittadinanza, a rinunciare a qualsiasi cosa, non vogliamo né il presidio Psaut, né altri servizi, ma non rinunceremo certo a chiedere l’accertamento di responsabilità se ce ne saranno e in questo ci spenderemo con tutte le nostre forze. Intanto stamattina non si è fatto vivo ancora nessuno”.

La data di apertura giovedì 1° luglio era stata fornita dai vertici dell’Asl e dal prefetto, Michele Mazza, ai sindaci fortorini nel corso di un incontro svoltosi a Palazzo del Governo il 21 giugno. Si era deciso di trasferire a San Bartolomeo il contingente di 6 medici in servizio al Sistema trasporto infermi (118) di Ginestra degli Schiavoni.
G.P.

www.ilquaderno.it

lunedì 28 giugno 2010

Luciana e il San Carlo di Napoli


Postiamo un articolo apparso sul giornale online "www.lunaset.it" dal titolo "La baby pianista non vedente debutta al San Carlo" che segna un momento importante per la comunità di Baselice.

“La leggenda del pianista sull’oceano”, “Nuovo Cinema Paradiso”, “Gli intoccabili” e numerose altre colonne sonore scritte per il cinema dal maestro Ennio Morricone. Questi alcuni dei brani con i quali Luciana Canonico ha debuttato al San Carlo di Napoli ieri sera (venerdì scorso, per chi legge).

Accompagnata dall’orchestra di Fiati della Polizia di Stato, diretta dal maestro Maurizio Billi, ha ottenuto numerosi applausi per la sua performance. La dodicenne non vedente di Baselice, allieva del Conservatorio di Musica “Nicola Sala” di Benevento, ha emozionato non solo i suoi familiari, presenti al fianco del suo maestro di pianforte, Tina Babuscio, del presidente Achille Mottola, e del docente Mauro Castaldo, ma anche il suo ormai “amico” Antonio Manganelli, capo della Polizia di Stato.

Il prefetto si è infatti già recato a Benevento circa un mese fa, quando Luciana si è esibita per lui presso la Biblioteca del Conservatorio per ringraziarlo del pianoforte ricevuto in dono dal corpo di Stato per consentirle di studiare musica anche a casa.

Il programma del concerto è stato, tra l’altro, un omaggio al teatro San Carlo, di cui sono state riproposte attraverso la musica le vicende storiche, e alla città di Napoli, attraverso la riproposizione di alcune canzoni napoletane classiche. Allo spettacolo ha assistito inoltre il ministro degli Interni, Roberto Maroni. Di certo il momento più forte della serata è stata l’esibizione della piccola pianista che dall’esecuzione di brani da ''Celebrating Morricone'', ha regalato poi, come bis, un preludio di Chopin.

venerdì 25 giugno 2010

La calunnia e gli infami

La calunnia si distrugge da sola, diceva Falcone. Si dissolve pian piano. Un po’ alla volta. Tuttavia, nel momento in cui essa viene lanciata sortisce i suoi effetti. E costringe a chi la subisce a fugare ogni dubbio. Con l’infamia si cerca di distruggere il decoro di chi fa il proprio lavoro con onestà intellettuale. È successo in passato al giudice Falcone, oggi allo scrittore Saviano.
Le mafie hanno sempre utilizzato questi metodi per infangare l'immagine di chi le combatteva e per isolarli dalla società civile.

Metodi importati anche a Baselice. Lettere e volantini anonimi, qualche volta firmati da sedicenti gruppi giovani, ogni tanto si affacciano nell’apparente calma paesana.

L’obiettivo è gettar discredito su chi, come il sottoscritto, ha sostenuto politicamente l’attuale amministrazione. Ma questo non è un mistero. Che io sia stato sempre contro ad un certo modo d’intendere la politica, lo dimostra la mia candidatura all’elezioni comunali del 1999. Quella che per altri è “faziosità” per me, invece, resta solamente coerenza (e di questi tempi di voltagabbana ce ne sono a quintali).

Com’è coerenza aver accettato di curare "l’attività informativa" (non Ufficio stampa, come malignamente qualcuno cerca di far passare) del Comune di Baselice per 2.500 euro lordi per un anno ed in via sperimentale. Secondo questi vigliacchi, 6,94 euro al giorno (poco più di un pacchetto di sigarette), sarebbero uno spreco di denaro pubblico. Questi “avanzi di segreteria” (le parole sono di Francesco de Gregori), oggi, si preoccupano di poco più di sei euro al giorno, e mai una parola sui chissà-quanti-milioni di euro buttati nelle varie cattedrali del deserto delle opere pubbliche baselicesi.

Vergogna infami!

giovedì 24 giugno 2010

Workshop teatrale/amoTe‏


Nel Cortile di Palazzo Maturi ad Amorosi dal 1 all’8 luglio una nuova esperienza artistica animerà il centro cittadino per suscitare attenzione e interesse verso il teatro, inteso come luogo fisico e spirituale dove incontrarsi e relazionarsi con l’altro, attraverso processi narrativi che possano favorire la crescita emotiva e civile.

Il cartellone del festival porterà in scena Io & le donne di e con Rosaria De Cicco, Da domani mi alzo tardi: il diario di vita di Anna Pavignano e Massimo Troisi e lo psicodramma Xanax del teatro Claet che il 3 luglio proporrà una lezione di teatro aperta a tutti: un workshop condotto dagli attori stessi e dal regista di Xanax che insieme sveleranno i meccanismi che determinano le scelte di regia e le modalità di costruzione di uno spettacolo teatrale. Gli attori lavoreranno a contatto diretto con il pubblico per sollecitare la conoscenza e l’esperienza del laboratorio e quindi della performance: una preziosa occasione d’incontro per accorciare la distanza tra noi e il teatro!

Il teatro come esperienza formativa e culturale è la proposta di amoTe/Amorosi Teatro Festival che fa entrare il teatro in un cortile con tre spettacoli che raccontano con leggerezza e intensità la ricerca della propria identità attraverso le disillusioni, i sogni e le incoerenze dell’animo umano.

mercoledì 23 giugno 2010

Riproponiamo: Baselice il paese del moscato

“C'è un posto sulla spina dorsale della penisola italica che sembra essere il magazzino di Eolo. Qui i venti tengono nascosti i profumi che spandono in terre lontane. Da secoli, sapienti contadini hanno imparato a catturarne un afflato a cui danno sfogo nelle candide notti invernali: e rinasce la primavera, come nel dolce di mandorla che scaccia la paura del freddo, affianco al camino”. È la sapiente descrizione del Moscato di Baselice che si trova sul sito dell’assessorato all’agricoltura della Regione Campania.

E allora dopo un anno rifacciamo la proposta alla nuova amministrazione comunale. Mettere all’ingresso del paese la frase di accoglienza: “Baselice il paese del moscato”.

Una piccola iniziativa che caratterizzerebbe il comune fortorino così come ha già fatto il limitrofo San Marco dei Cavoti (il paese del torrone). Tra l'altro già esiste qualche piccola azienda che produce il vino baselicese.
Chi scrive ritiene, infatti, che oggi nella globalizzazione dei mercati sia importante anche per una piccola realtà contraddistinguersi e valorizzare i prodotti della propria terra.
Baselice vanta una storia antica in fatto di Moscato e inoltre, l’iniziativa, potrebbe essere uno sprono per i giovani e i contadini locali a formare cooperative per la produzione dell’importante “nettare degli dei” in modo da puntare su uno sviluppo sostenibile del paese.

martedì 22 giugno 2010

Psaut, ora dovrebbe aprire il primo luglio


Data l'importanza che diamo all'evento, postiamo un articolo apparso oggi sul "quaderno.it" dal titolo "Pronto soccorso urgenze territoriali a San Bartolomeo in Galdo: inaugurazione il 1° luglio".

Il Pronto soccorso per le urgenze territoriali (Psaut) di San Bartolomeo in Galdo dovrebbe essere inaugurato giovedì 1 luglio. La data è stata fornita ieri dai vertici dell’Asl e dal prefetto, Michele Mazza, ai sindaci fortorini nel corso di un incontro svoltosi a Palazzo del Governo. Al Psaut sarà trasferito il contingente di 6 medici attualmente in servizio al Sistema trasporto infermi (118) di Ginestra degli Schiavoni.

Quest’ultimo rimarrà attivo è avrà competenza territoriale sui comuni di Buonalbergo, Castelfranco in Miscano, San Giorgio la Molara e Ginestra con la possibilità di ampliare il raggio d’azione in caso di necessità. A Ginestra degli Schiavoni sarà, inoltre, trasferito il presidio di continuità assistenziale (ex guardia medica) attualmente operante a San Bartolomeo in Galdo.

Confermato il servizio per le urgenze territoriali di Foiano Valfortore che avrà competenza sui comuni di Molinara, Baselice, San Bartolomeo in Galdo, San Marco dei Cavoti, Montefalcone Valfortore e Castelvetere Valfortore. Il Saut di Foiano è stato, inoltre, identificato come punto di trasporto avanzato in caso di trasferimento protetto dei pazienti dal Psaut di San Bartolomeo in Galdo a strutture di ricovero specializzate.

La prima pietra per la realizzazione dell’ospedale di San Bartolomeo in Galdo è stata posta nel 1950. Dopo 60 anni la struttura ancora non è stata aperta e ora si è deciso di trasformarla in pronto soccorso per le urgenze territoriali.
Fonte: Il Sannio Quotidiano

domenica 20 giugno 2010

Ancora e solo rifiuti

di Nicola Perrini

Ancora una volta, la città e la regione danno una pessima immagine di sé che, immancabilmente, fa il giro del mondo. Ciò assesta un colpo mortale alle prospettive del territorio e dell’industria turistica che in esso a stento sopravvive. Eppure i luoghi, per la loro ricchezza e bellezza, meriterebbero ben altre attenzioni, facendosi volano per lo sviluppo di una regione che vanta il primato della disoccupazione giovanile.

Le responsabilità della classe politica, tesa solo al mantenimento del potere e per questo dedita al clientelismo più esasperato, sono schiaccianti. Così come appare evidente l’inadeguatezza di una classe dirigente impreparata e distratta, prodotta dalla lottizzazione, che gestisce in maniera del tutto insoddisfacente la cosa pubblica. Gli operatori economici ed i cittadini appaiono divisi e demoralizzati, non riuscendo a far sentire in maniera efficace e convinta il proprio sdegno, pur sopitamente presente in ciascuno di essi. Così non si va da nessuna parte; è necessario uno scatto di orgoglio ed una sana dose di rabbia.

Gli amministratori devono essere chiamati a rispondere in prima persona del proprio operato e, se non ritenuti idonei, immediatamente cacciati. Ma per attuare questo proposito, tanto semplice da apparire persino banale, è necessario mettere da parte un’abitudine tanto usuale, quanto apparentemente innocua e persino giustificabile: la raccomandazione. Sì, questa apparentemente innocente richiesta di aiuto, così giustificabile visto lo stato di necessità in cui versa molta parte della popolazione, è in realtà forse la causa principale di tutti i mali. E’ da lì infatti che nasce la tolleranza verso i politici che non fanno il loro dovere e rubano dalla cassa pubblica. Infatti se abbiamo chiesto un favore e se abbiamo ricevuto una promessa (sì, solo quella nella maggior parte dei casi), siamo disposti a chiudere un occhio: in fondo si tratta di persone che ci conoscono e che ci hanno assicurato un interessamento e poi, sembrano anche bravi.

E da lì discende tutto il resto. Se avessimo il coraggio e la dignità di chiedere solo i nostri diritti, quelli riconosciuti dalla Costituzione e dalle leggi, il problema sarebbe superato: avremmo solo politici che hanno dimostrato valore, altrimenti a casa!

Potremmo chiedere infine alle istituzioni di spendere in Campania quanto si spende nelle regioni del Nord, perché il problema è anche questo; senza soldi non si cantano messe ed un efficace sistema di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti ha dei costi notevoli. Pochi soldi e spesi male. Questo è il problema. Vogliamo continuare così, oppure da domani cominciamo, tutti uniti come una comunità consapevole di se, a pretendere i nostri diritti?

www.laltrosud.it

giovedì 17 giugno 2010

Il primo luglio giornata contro la legge-bavaglio


“Una grande mobilitazione contro il disegno di legge Alfano per la giornata del primo
luglio a Roma, a piazza Navona, e in altre località d’Italia: un’iniziativa nel segno
della Costituzione, per dar voce ai soggetti e ai temi che verrebbero oscurati se
passasse un provvedimento che colpisce al tempo stesso il lavoro dei giornalisti e il
diritto dei cittadini di conoscere le vicende del Paese. E’ una delle decisioni prese
dalla Fnsi e dal cartello di associazioni che si è riunito nella sede del sindacato dei giornalisti: molte già attive nell’organizzare l’appuntamento del 3 ottobre scorso,insieme ad altre che in questi mesi hanno promosso nuove mobilitazioni contro la logica della censura.

Le manifestazioni del primo luglio avranno come filo conduttore la denuncia di ‘tagli
e bavagli’: gli interventi del governo per censurare il diritto di cronaca col ddl
intercettazioni e per punire la cultura italiana con la restrizione dei fondi per musica, cinema, teatro, danza; il rischio di sparizione di giornali ed emittenti colpiti dalla drastica e indiscriminata riduzione del finanziamento pubblico; il concreto pericolo che drammatiche vicende come quelle di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi possano in futuro rimanere a lungo ignote all’opinione pubblica; la perdurante difficoltà del mondo del lavoro ad ottenere l’attenzione dei media e a veder rappresentati gli effetti della crisi.

Nel calendario discusso da Fnsi e associazioni molto rilievo ha avuto anche
l’iniziativa a livello europeo. E’ stata confermata la decisione di presentare, qualora il ddl Alfano fosse approvato, un esposto alla Corte per i diritti umani di Strasburgo,con la firma delle diverse organizzazioni e con il sostegno dei cittadini che vorranno sottoscriverlo sui siti delle varie associazioni. A questo atto potrebbe far seguito l’avvio di una campagna europea per una legge di iniziativa popolare – secondo la procedura prevista dal Trattato di Lisbona – a difesa dell’autonomia dell’informazione.

Le associazioni torneranno a riunirsi nei prossimi giorni, per definire
l’organizzazione della manifestazione romana. Già è prevista intanto, per la stessa
data del primo luglio, una ‘notte bianca’ della Fnsi, dell’Associazione di Stampa
dell’Emilia-Romagna, dell’Anpi e dell’amministrazione cittadina a Conselice, il
comune del Ravennate dove c’è l’unico monumento italiano alla libertà di stampa”.

Federazione nazionale stampa italiana

mercoledì 16 giugno 2010

Il Fortore e l'eolico


Il prossimo 22 giugno ci sarà la conferenza di servizi della Regione Campania per ascoltare i sindaci dei Comuni del Fortore sulla vicenda eolica, tra cui anche il sindaco di Baselice, Domenico Canonico.

Intanto, proprio sull’argomento oggi è stato convocato un Consiglio comunale a San Giorgio la Molara.
“Il nostro Comune – scrive in una nota il sindaco Luigi Vella -, ha adottato il Piano di azione locale, per consentire la realizzare impianti eolici rispettosi della legge, compatibili con l’ambiente e la nostra vocazione agro pastorale. Giova ricordare, per esempio, la necessità di tutelare l’eccellente allevamento di bovini di razza marchigiana con marchio Igp, conosciuto in tutta Italia, tranne che dai fortissimi gruppi di interesse legati all’eolico”.

martedì 15 giugno 2010

Salmonella nel Fortore, come ci è arrivata?


L’assessore all’ambiente della Provincia di Benevento, Gianluca Aceto, ha incontrato nei giorni scorsi il direttore dell’Arpac, Pietro Mainolfi, per discutere dello stato di salute dei corsi d’acqua sanniti, tra cui il Fortore.

Difatti dallo scorso autunno si è scoperto la presenza di salmonella nei nostri fiumi. Subito la Provincia ha posto il divieto di attingimento per usi irrigui ed è stato istituito un apposito tavolo tecnico per il monitoraggio della situazione.

Sul tappeto ci sono una seria di proposte come la revoca parziale del divieto di attingimento lungo i tratti del fiume non contaminati, la richiesta di assistenza dei competenti ministeri per verificare la possibilità di consentire gli attingimenti per la sola tabacchicoltura, ed infine, la possibilità di accesso ai pozzi regolarmente autorizzati e censiti dalla Provincia.

Ma un fatto ancora non è spiegato: com'è arrivata la salmonella nei nostri fiumi?
Dal sito specializzato Epicentro.it apprendiamo che "l’infezione si trasmette per via oro-fecale, attraverso l’ingestione di cibi o bevande contaminate o per contatto, attraverso la manipolazione di oggetti o piccoli animali in cui siano presenti le salmonelle".

Attendiamo risposta da questi tavoli tecnici.

lunedì 14 giugno 2010

Il Fortore, i Noc e il wireless

Si è tenuta nei giorni scorsi una riunione informale dei sindaci e dei delegati del Consiglio della Comunità contana del Fortore, ospiti del Comune di Molinara, per analizzare lo stato di alcuni progetti e programmi posti in essere dall’Ente montano.

I 12 rappresentanti hanno analizzato in particolare alcuni procedimenti, come l’affidamento dei lavori per la rete wireless a banda larga che dovrà raggiungere tutti i paesi del Fortore, i Noc (nuova occupazione) per la realizzazione e la sistemazione di aeree di verde pubblico, nonché l’assunzione di operai a tempo determinato per 80 giorni, per lavori di consolidamento

venerdì 11 giugno 2010

Sud, tagli al Centro italiano aerospaziali

La manovra finanziaria delineata dal ministro Tremonti ha inserito il Cira tra gli organismi da definanziare considerandolo una struttura inutile e costosa per i conti pubblici. E’ un provvedimento scandaloso, inaccettabile e un vero e proprio “scippo” da parte del governo ai danni del Mezzogiorno.

Il CIRA, unico in Italia, è una realtà di eccellenza a livello internazionale in un settore strategico quale l’Aerospazio ed opera nella regione Campania dove sono presenti le più grosse industrie della Difesa e dell’Aerospazio (Alenia, Selex, Mbda, Avio eccetera). A nessun governo degli altri paesi industrializzati sarebbe mai venuto in mente di tagliare i fondi ad un organismo di ricerca di rilevanza internazionale, fiore all’occhiello della Campania e dell’Italia, impegnato da anni in attività scientifiche di frontiera e dotato di impianti di prova unici al mondo.

Ancora una volta il governo da prova di scarsa lungimiranza colpendo un settore in cui si gioca la competitività nel nostro Paese. Con questa misura si indebolisce ulteriormente il tessuto produttivo di una regione da anni martoriata da scelte scellerate della politica

La decisione di Tremonti sembra contraddittoria in quanto da un lato vuole favorire il rientro dei nostri cervelli dall’estero e da un altro lato ne determina la fuga. Ma Tremonti non aveva detto che non ci sarebbero stati tagli alla Ricerca…

Senza Ricerca come si può pensare ad una rinascita del nostro Paese ed in particolare del Sud.

L’Altro Sud

giovedì 10 giugno 2010

La politica e il Molisannio

Che fine ha fatto il progetto Molisannio? Tornato alla ribalta per pochissimi giorni è diventato solo discussione all’interno di alcuni gruppi su facebook.
Eppure gli strali dei vertici sanniti del Pdl («Sono sommersa di mail, telefonate e proteste - dice la De Girolamo al Corriere.it -. Tutti mi chiedono di promuovere il referendum per permettere al Sannio di lasciare la Campania e aderire al Molise») avevano fatto pensare a molti che fosse giunta l’ora di avviare le procedure burocratiche (referendum e legge del Parlamento) per ricongiungersi, finalmente, ai fratelli molisani.

Tutto nasce dalla mancanza di un rappresentate sannita nella nuova giunta regionale della Campania. «Se non si trova una soluzione politica il Sannio è pronto ad andarsene. Il presidente Caldoro e il coordinatore Cosentino avevano promesso che per noi ci sarebbe stato maggiore protagonismo in Regione, ma alla fine ci hanno tenuto fuori», tuona la deputata del cosiddetto Partito dell’amore.
E la soluzione è stata trovata. È di ieri la notizia che il consigliere regionale Luca Colasanto è stata data la presidenza della Commissione ambiente, energia e protezione civile.

«E’ un’ottima notizia, un riconoscimento significativo per il Sannio», si è affrettata a dire la parlamentare. E il Molisannio? Forse se ne riparlerà tra cinque anni quando si tornerà ad eleggere il prossimo consiglio regionale campano.

mercoledì 9 giugno 2010

Telesoccorso, l'esempio di Foiano


"La salute di un ente amministrativo è esprimibile attraverso il numero e la qualità dei servizi che riesce a fornire ai propri cittadini". Ad affermarlo è l’assessore Giuseppe Ruggiero, che esprime la propria soddisfazione per l’attivazione di nuovi servizi destinati in particolare agli anziani.

Ancora un annuncio da “Casa Foiano”, con l'avvio dei servizi di telesoccorso e di telecontrollo, entrambi completamente gratuiti, i cui beneficiari saranno venti ultrassesantacinquenni. Tali attività verranno svolte in collaborazione con la cooperativa Meridiana per una durata complessiva di sette mesi.

Cifre incoraggianti e termini di una sommatoria che negli ultimi anni annovera numerose iniziative in ambito sociale, dai servizi integrati, gestiti dalla cooperativa Fuganum, attraverso cui si presta assistenza a più di settanta anziani, alla creazione di spazi atti a soddisfare i diversi bisogni della popolazione legati alla pratica di discipline sportive, svago nonché cultura e arte.

martedì 8 giugno 2010

Che fine ha fatto il Psaut?


Che fine ha fatto il Psaut di San Bartolomeo? Tutti se ne sono dimenticati. E' tornato nuovamente nell'oblio. Tanto l'estate è arrivata e la gente preferisce andarsene al mare più che interessarsi dei problemi. Ricapitoliamo. Il Psaut doveva essere inaugurato prima delle elezioni regionali. Ma per problemi burocratici l'apertura era stata rinviata al 1 maggio. Addirittura prima della tornata elettorale alcuni esponenti politici del Pdl avevano annunciato l’apertura dell’intero ospedale. Ne ricordate i toni trionfalistici?
("È fatta: apre dopo 50 anni l’ospedale Padre Pio di San Bartolomeo in Galdo").

Ma ad oggi né l'ospedale (questo era chiaro a tutti) né il Psaut (questo era meno chiaro) sono stati aperti. Qualcuno si è insediato in Consiglio regionale. Qualcun altro si dedica al "Molisannio", e chi ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, scordiamoci del passato, simme e Napul paisà.

lunedì 7 giugno 2010

Arriva Caldoro, sit in dei precari

Oggi 7 giugno alle ore 16 il Comitato insegnanti precari sanniti congiuntamente al Comitato personale Ata di Benevento, in occasione dell'arrivo di Caldoro al Museo del Sannio, saranno in piazza Matteotti a manifestare contro il più grande licenziamento di massa della storia della Repubblica Italiana,e contro l'iniziale politica Regionale poco incisiva.

Dal 2008 sono in atto licenziamenti senza giusta causa nei confronti del personale scolastico che vanta decenni di servizio senza demeriti. Personale sfruttato dallo Stato ora abbandonato cinicamente e nell'indifferenza assoluta da un Governo poco attento al sociale.679 docenti della Provincia Sannita e oltre 1000 nella sola provincia casertana non esistono più.

Privi di sostegni al reddito, troppo anziani per potersi inserire nel mondo lavorativo con altre mansioni, con famiglie spesso monoreddito non hanno più futuro, alternative, spiragli. Consapevoli del fatto che il licenziamento non sia e non costituisca la soluzione a una crisi che imperversa sempre più, convinti più che mai che l'’unica via di salvezza sia la crescita rapida della solidarietà e dell’unità nella lotta contro i poteri economici e politici europei che vogliono continuare a far pagare i costi della crisi ai salariati e ai settori popolari, saremo oggi in piazza per dire no alla politica dei tagli.
Precari sanniti

giovedì 3 giugno 2010

Baselice, un'altra gara di appalto


Affisso all’albo pretorio del Comune di Baselice il bando di gara per l’appalto dei “Lavori di sistemazione, adeguamento e ripristino funzionale della strada rurale Piana”.

“I lavori – si legge nel bando – consistono nella sistemazione di una strada rurale esistente mediante una serie di interventi di potenziamento della fondazione e della massicciata stradale, di rifacimento della pavimentazione in conglomerato bituminoso nonché nella realizzazione di opere d‟arte e di presidio in conglomerato cementizio nonché opere di ingegneria naturalistica”.

L’importo complessivo dell’appalto è di 312.000 euro. Il presente bando è stato pubblicato anche sul sito internet del Comune all’indirizzo www.baselice.asmenet.it e sul sito internet: www.sitar-campania.it

mercoledì 2 giugno 2010

Baselice, le ordinanze degli assessori all'Ambiente e al Commercio


Con ordinanza n. 15 e n. 16 da parte degli assessorati all’Ambiente ed ecologia e al Commercio, retti rispettivamente da Salvatore Brancaccio e Giancarlo Verdura, il Comune ha assunto due provvedimenti per la settimana in corso.
Infatti, con la prima ordinanza l'assessore Verdura ha soppresso la fiera di domenica 6 giugno e la conseguente apertura degli esercizi commerciali con sede fissa, in quanto per tale giorno vi è la festività religiosa del "Corpus domini" (con la solenne processione per le strade del paese), ed anche perché la festività del beato Giovanni da Tufara, in contrada Ripa di Troia, è già stata anticipata a domenica 30 maggio.

Con l'altra ordinanza, invece, l'assessore Brancaccio ha disposto il differimento della raccolta differenziata - prevista per oggi 2 giugno (festa della Repubblica e giorno festivo) di carta, plastica, acciaio ed alluminio (come da calendario) a giovedì 3 giugno, con conferimento dalle ore 13 alle ore 15, e con successiva raccolta col metodo del "porta a porta" a partire dalle ore 15. Sempre per tale giorno resta invariata la raccolta dei rifiuti umidi prevista, come da calendario, per le ore 24.

Oltre a tali provvedimenti, l'assessorato all'Ambiente ha diffuso anche un avviso per la cittadinanza con il quale, ancora una volta, richiama l'attenzione sugli orari e sui metodi di conferimento, visto e considerato che a distanza di tre mesi dall'avvio della raccolta differenziata pura vi sono ancora utenti che contravvengono alle disposizioni emanate con le ordinanze n. 5 e 6 del 24 febbraio scorso, avvertendo gli utenti che i trasgressori saranno contravvenzionati in caso di mancato rispetto delle disposizioni adottate dal Comune.

martedì 1 giugno 2010

Baselice,gara di appalto per la strada Defenza

Caro sedicente gruppo giovani, non sappiamo se fino a qualche mese fa le gare di appalto per le opere pubbliche venivano pubblicizzate (Questo sì che creava inquietudine). Oggi ciò viene fatto a 360 gradi come si può ben capire da tutti gli organi di stampa che hanno pubblicato il bando. Tuttavia se qualcuno pensava di intimidirci nel fare il nostro lavoro ha sbagliato obiettivo, poiché noi non ci facciamo intimidire proprio da nessuno. Figurarsi da un pseudo gruppo che non ha la scorza per dire ciò che pensa.

Pubblicato all’albo pretorio del Comune di Baselice il bando per la gara di ‟appalto dei lavori di sistemazione, adeguamento e ripristino funzionale della strada rurale Defenza”.
“I lavori consistono – si legge nel bando – nella sistemazione di una strada rurale esistente mediante una serie di interventi di potenziamento della fondazione e della massicciata stradale, di rifacimento della pavimentazione in conglomerato bituminoso nonché nella realizzazione di opere d‟arte e di presidio in conglomerato cementizio nonché opere di ingegneria naturalistica”.

L’importo complessivo dell’appalto è 255.918 euro. Le domande devono pervenire entro il 16 giugno 2010. Per ulteriori informazioni ci si può collegare al sito internet www.baselice.asmenet.it e sul sito www.sitar-campania.it.

Baselice, gara d'appalto per la Pietramonte-Porcara

È stato pubblicato all’albo pretorio del Comune di Baselice il bando di gara per l’appalto dei “Lavori di sistemazione, adeguamento e ripristino funzionale della strada rurale Pietramonte-Porcara”.

“I lavori consistono – si legge nel bando – nella sistemazione di una strada rurale esistente mediante una serie di interventi di potenziamento della fondazione e della massicciata stradale, di rifacimento della pavimentazione in conglomerato bituminoso nonché nella realizzazione di opere d‟arte e di presidio in conglomerato cementizio nonché opere di ingegneria naturalistica”

L’importo complessivo dell’appalto (compresi oneri per la sicurezza) è di duecentocinquantottomila euro. La domanda di partecipazione deve pervenire al Comune entro il 16 giugno. Per ulteriori informazioni ci si può collegare al sito internet www.baselice.asmenet.it e sul sito www.sitar-campania.it.

lunedì 31 maggio 2010

LA MARCIA DELLA FAME

Il 14 aprile 1957 le popolazioni del Fortore stanche di una vita di stenti e di miseria organizzarono, con il supporto del sindacato e del Pci, la cosiddetta "Marcia per il lavoro" o "Marcia della fame", che nell’intenzioni degli organizzatori sarebbe dovuta partire dalla Valfortore per giungere, passando per Benevento, a Roma. Vogliamo ricordare, soprattutto ai più giovani, quel drammatico momento a cinquantatre anni dall'evento.Il racconto è tratto dalla mia ricerca "Modernizzazione e arretratezza in una comunità del Sannio".


(...) Ecco come descrive la protesta Aldo Gambatesa, inviato del quotidiano “Roma”: «Alle prime luci dell’alba, tra incerto chiarore, abbiamo visto la piazza [di San Bartolomeo] riempirsi gradatamente prima di operai e poi di un imponente numero di tutori dell’ordine. I braccianti, i manovali, gli operai, i contadini, con un piccolo sacchetto sulle spalle si aggiravano come tante ombre per la piazza centrale.[...] Una prima squadra di operai con in testa delle donne che tenevano strette al petto tenere creaturine, [...] si avviavano attraverso scoscesi sentieri su per la montagna. La strada provinciale era stata bloccata dai carabinieri, i quali, di certo non li avrebbero fatti passare. E così per evitare i posti di blocco, formati dalla polizia, preferivano affrontare le asperità della montagna. L’appuntamento era al ponte delle “sette luci” di Foiano. Quivi gli operai di San Bartolomeo si sarebbero incontrati con quelli provenienti da Montefalcone, da Foiano, da Baselice, da Castelvetere e tutti insieme avrebbero affrontato una nuova prova aggiunta alle loro tante tribolazioni, per recare nelle città eterna una voce di sconforto, ed una parola di umana, ansiosa invocazione. [...]

Nei pressi del ponte delle “Sette luci” un imponente schieramento di tutori dell’ordine blocca il passaggio agli scioperanti della fame. Il primo gruppetto che tenta di passare viene invitato ad allontanarsi senza creare incidenti. [...]. E così ancora una volta, silenziosi e tenaci gli scioperanti scomparivano tra gli irti sentieri della montagna. Intanto dal capoluogo continuano ad affluire nella zona maledetta ingenti forze di polizia. Si teme che da un momento all’altro possano verificarsi incidenti. Ormai nelle colonne si sono inserite troppi elementi comunisti, i quali potrebbero far nascere delle complicazioni [...]. Intanto, verso le prime ore della sera, i primi gruppi di operai sono riusciti a penetrare nel comune di San Marco dei Cavoti prima tappa prevista dalla massacrante marcia della fame. [...]»101

Ma qui presso il cimitero all’entrata del paese, «[...] il capo della polizia fa suonare la carica e azionare i manganelli. Si dà la caccia ai fuggiaschi per impedire che giungano a destinazione. [...] Il giorno successivo, tra le quattro e le cinque, riprendono il cammino: sono le avanguardie del movimento. Ma, dopo un paio d’ore di marcia incappano nella seconda rete della polizia, nel territorio di Pesco Sannita. Non riescono ad andare oltre. Un altro sbandamento, un’altra fuga, un altro inseguimento. Questa volta sono quasi tutti presi e caricati sugli automezzi. La marcia è l’ultimo atto della tragedia del vecchio Fortore»102 e «[...] l’ennesimo grido di angoscia sollevato dalla gente del Mezzogiorno che vede calpestati i suoi diritti [...] ».103

Si concluse tragicamente «la storia di un gruppo di cafoni, di braccianti, di senza terra, di operai a giornata che tentarono di marciare su Roma, per portare nel Parlamento la voce della fame e della disperazione».


101 A. GAMBATESA, Nella notte tempestosa sono partiti scalzi per Roma, in “Roma”, 15.04.1957, pag. 1

102 G. VIRGINEO, op. cit., pag. 136

103 A.GAMBATESA, Op. cit.

venerdì 28 maggio 2010

“Colori del Cinema”, fari puntati sui moti del Matese e sulla “Marcia della fame”

Venerdì, 28 maggio 2010, ore 20.30, presso la libreria Masone Alisei di Benevento, Lerka Minerka, associazione per l’escursionismo naturalistico, sarà protagonista de “I colori del cinema”, rassegna della biodiversità e della coesione sociale.

Il programma prevede un’introduzione di Roberto Pellino (zio bacco), geologo e fondatore di Lerka Minerka.

Presentazione, a cura di Vincenzo Amato (Lerka Minerka), del Sentiero degli anarchici, escursione da San Lupo a Letino, dall’11 al 13 giugno 2010, sulle tracce degli Internazionalisti Carlo Cafiero ed Enrico Malatesta della ”Banda del Matese”.

Segue la proiezione di “Questo è il mio paese, nel Sannio e nel Matese con gli Intillimani” (1976, 25 min). Video documentario di Ugo Gregoretti relativo alla “Marcia della fame” di San Bartolomeo in Galdo (1957) e al territorio del Matese. Intervengono Vincenzo Argenio (autore di “Orme nella nebbia”, romanzo del 2007, Kat edizioni, che ripercorre le avventure malatestiane del Matese), Bruno Tomasiello (autore del libro “La Banda del Matese-1876/1878. I documenti, le testimonianze, la stampa dell’epoca», Galzerano Editore, 2009) e Antonio Bianco (autore di “Modernizzazione e arretratezza in una comunità del Sannio. Latifondo, emigrazione e lotte politiche a Baselice”, 2007).

“I colori del cinema” è una rassegna che, promossa dalla Rete Arcobaleno, intende mettere in circuito le associazioni ecosolidali con le testate giornalistiche e con le librerie indipendenti, perseguendo una contaminazione di visioni e l’agevolazione di un linguaggio idoeneo a una società in trasformazione.

Da aprile a novembre 2010, per 23 eventi, realizzati di venerdì, alle 20,30, a turno, 26 realtà associative e culturali propongono la propria interpretazione della sostenibilità e della promozione sociale tramite un film, un corto, un documentario o foto. A conclusione dell’evento, un aperitivo, realizzato con prodotti del territorio, che consolida l’attitudine aggregativa dell’iniziativa.

giovedì 27 maggio 2010

Un patto per il Fortore

I sindaci del Fortore si confrontano con quelli di alcuni comuni pugliesi con l’obiettivo di siglare un patto per affrontare, insieme, le problematiche legate innanzitutto alle infrastrutture ed ai servizi, nei centri che ricadono nel territorio compreso tra Benevento, Foggia e Campobasso. L’incontro si è tenuto presso la sala consiliare di San Bartolomeo in Galdo. Per il Fortore hanno partecipato Domenico Canonico, sindaco di Baselice, Antonio Pio Morcone, primo cittadino di Castelfranco in Miscano, Vincenzo Sangregorio e Michelantonio Maffei, rispettivamente sindaco di San Bartolomeo e di Foiano di Valfortore. Presenti, inoltre, primi cittadini e rappresentanti dei comuni pugliesi di Roseto Valfortore, Volturara Appula, Volturino.

E’ emersa anche la necessità di intensificare i rapporti politici, commerciali e culturali tra rappresentanti delle istituzioni dei centri che si trovano nel territorio, alla luce delle potenzialità che è in grado di esprimere l’area, quale crocevia di scambi in un territorio compreso tra il Tirreno e l’Adriatico. Un obiettivo, quest’ultimo, raggiungibile anzitutto attraverso un adeguato supporto di infrastrutture, basato essenzialmente sulla realizzazione di un asse viario statale e non provinciale quale è l’attuale collegamento, basato sulla ex 369.
Fonte: www.lunaset.it

mercoledì 26 maggio 2010

Per un nuovo Sud

di Giovanni Di Lecce

Vari sono i motivi che dovrebbero indurre il Popolo Meridionale a prendere atto di una situazione politica che rischia di mettere il Sud fuori dai nuovi assetti geopolitici che la Lega Nord si sta ritagliando per sé, e che la vedono unica artefice di una riforma federalista mirante a destrutturare l'impianto dello Stato nazionale.

E' chiaro che il federalismo che la Lega vuol farci digerire non è quello che riconosce pari dignità alle entità regionali che dovrebbero entrare a far parte dello Stato federale, ma uno che assegni al Nord un ruolo preminente, in grado di assicurargli una egemonia politico-economica.
Un disegno come si vede che se realizzato nei termini illustrati rischia di mettere una seria ipoteca alla crescita economica della nostra terra, già mortificata nelle sue aspirazioni ad uscire da una situazione di storico sottosviluppo, determinatosi in seguito a interventi politici finalizzati a creare rapporti sociali di tipo assistenzialistico-clientelari che hanno affievolito di molto lo stesso diritto di voto dei cittadini meridionali. Tant'è che ancora non si è riusciti a spezzare il vincolo di servile sudditanza che essi intrattengono di volta in volta con il politico di turno chiamato a rappresentare le loro istanze, e che ha fatto sì che fossero tenuti in uno stato di minorità morale ed economica.

Affrancare il Popolo Meridionale da simili ceppi è uno dei punti fondanti del programma del nostro movimento politico.
Noi siamo convinti che il miglioramento economico della nostra terra debba passare da una rigenerazione morale dei suoi abitanti, la quale non può prescindere da una nuova stagione culturale. Senza una presa di coscienza di ciò che siamo stati, sarà difficile che noi si possa acquisire la necessaria consapevolezza per capire le ragioni storiche che hanno determinato l'attuale stato di degrado.

Reimpostare il discorso politico su basi che hanno nella storia e nella cultura del Sud il loro fondamento significa costringere una forza politica come la nostra a lavorare in profondità, come fossimo archeologi impegnati ad aprire varchi nel terreno della nostra gloriosa storia in maniera tale da portare alla luce l'autentica identità della nostra gente, che potrà così riconoscersi in essa come in uno specchio.

Il meridionale, complice la sua classe politica, sempre prona agli interessi della rapace borghesia del Nord, ha introiettato dentro di sé la convinzione che i mali che affliggono il Sud siano da ascriversi ad una qualche sua atavica tara, in cui quasi si compendiano i secolari vizi delle società levantine, dedite appunto a traffici poco onesti. Insomma, egli ha fatto propria, come colpito da sindrome di Stoccolma, l'ideologia becera delle classi dominanti del Nord, che lo volevano inguaribile lazzarone, azzerando così in un sol colpo la luminosa storia dei suoi padri.

Senza un lavoro di scavo che ci porti a rintracciare le vigorose radici del nostro lontano passato sulle quali innestare il tronco rinsecchito di un presente senza orizzonti, ogni tentativo di trasformare la nostra società è destinato a fallire miseramente.

Alla rozza propaganda della Lega Nord, che, a corto di idee decenti, è ricorsa ad un insulso racconto mitopoietico, che rivanga i miti del sangue e della terra di vecchia memoria nazista, L'Altro Sud vuole contrapporre tutto il peso della nostra feconda e nobile storia, che è anche fare un po' i conti con quella brutta pagina che è stata l'occupazione militare del Sud da parte dei Savoia.
Appunto non si può lasciare che a riscrivere la storia del nostro Sud siano gli uomini della Razza Padana.

Perdere ancora una volta l'appuntamento con la Storia significa condannarsi definitivamente alla morte civile ed economica.

www.laltrosud.it

martedì 25 maggio 2010

Intercettazioni, il no dei direttori dei giornali

Postiamo il documento della Federazione nazionale della stampa (il sindacato dei giornalisti).

I direttori e le redazioni dei giornali italiani, con la Federazione nazionale della stampa italiana, denunciano il pericolo del disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche per la libera e completa informazione. Questo disegno di legge penalizza e vanifica il diritto di cronaca, impedendo a giornali e notiziari (new media compresi) di dare notizie delle inchieste giudiziarie – comprese quelle che riguardano la grande criminalità - fino all’udienza preliminare, cioè per un
periodo che in Italia va dai 3 ai 6 anni e, per alcuni casi, fino a 10.
Le norme proposte violano il diritto fondamentale dei cittadini a conoscere e sapere, cioè ad essere informati.

E’ un diritto vitale irrinunciabile, da cui dipende il corretto funzionamento del circuito democratico e a cui corrisponde – molto semplicemente – il dovere dei giornali di informare. La disciplina all’esame del Senato vulnera i principi fondamentali in base ai quali la libertà di informazione è garantita e la giustizia è amministrata in nome del popolo. I giornalisti esercitano una funzione, un dovere non comprimibile da atti di censura. A questo dovere non verremo meno, indipendentemente da multe, arresti e sanzioni. Ma intanto fermiamo questa legge, perché la democrazia e l’informazione in Italia non tollerano alcun bavaglio.

Fnsi

lunedì 24 maggio 2010

Il teatro della diversità


Giovedì 27 giugno alle ore 11,00 nella sala consiliare della Rocca dei Rettori, conferenza stampa di presentazione della rassegna “Tutti pazzi per il teatro” di cui sono testimonial gli attori Alessandro Preziosi e Vittoria Puccini.

Unico del genere in Campania, questo è il primo festival di “teatro della diversità”. Organizzato dall’Unità Operativa di Salute Mentale di Puglianello diretta dal dottor Maurizio Volpe è stato realizzato in collaborazione con istituzioni, enti, associazioni e sponsor privati e vi parteciperanno compagnie di livello locale e nazionale “miste”- costituite, cioè, da pazienti psichiatrici e “normali” – che hanno scelto di parlare attraverso il teatro della delicata problematica della salute mentale o di utilizzare lo spazio scenico come spazio riabilitativo: con successo sia artistico che terapeutico come si vedrà dagli spettacoli in rassegna. E per sottolineare l’importanza di questa iniziativa anche come lotta allo stigma e alla vergogna che affligge la malattia mentale, interverranno alla conferenza stampa il nuovo direttore di Città Spettacolo, Giulio Baffi alla sua prima apparizione ufficiale in tale ruolo, i vertici della Asl - rappresentati dagli attuali commissari – i vertici del Dipartimento di salute mentale e dell’Unità di Puglianello, oltre ai rappresentanti dei 4 gruppi teatrali presenti al festival: l’Accademia della Follia di Trieste, il Laboratorio Teatro E’ Più Bello Insieme di Benevento, la Compagnia Instabile del Centro di Salute Mentale di Puglianello e gli Allievi della Scuola Teatro Solot di Benevento e Tabula rasa eventi che ha curato la comunicazione dell’evento.

E oltre al sostegno “ideale” offerto da Alessandro Preziosi e Vittoria Puccini. Come anticipazione si segnala che all’evento è abbinata una lotteria con premi per il pubblico offerti dagli sponsor i cui biglietti (al prezzo di euro 2,50) saranno in vendita anche all’ingresso del teatro prima di ogni spettacolo. Si tratta di un’iniziativa di autofinanziamento e promozionale perché per accedere agli spettacoli è richiesta solo la prenotazione ma l’ingresso è gratuito.

venerdì 21 maggio 2010

Baselice, incendiato portone di una chiesa antica

Strano episodio quello avvenuto ieri mattina presto a Baselice, è stato incendiato il portone della chiesa dell’Assunta, a borgo Oliveto. L’episodio è accaduto nel pomeriggio di ieri nel centro fortorino: le fiamme sono state spente da alcuni abitanti del luogo, che, una volta constatato il propagarsi delle fiamme, si sono dati da fare per contenere il danno. Sull’episodio indagano i carabinieri.

giovedì 20 maggio 2010

Il popolo viola contro il bavaglio

Il Popolo Viola sarà in piazza Montecitorio domani alle ore 14 a Roma alla maratona oratoria con "Libertà è informazione partecipata" e le altre forze democratiche che aderiscono all’appello contro l’approvazione del Ddl sulle intercettazioni.
Il Popolo Viola condanna duramente il testo di riforma in materia di intercettazioni in discussione al Senato, tra gli obbiettivi del Ddl ostacolare le attività di indagine dei magistrati, il diritto di cronaca della stampa, la libertà degli editori e l’attività dei blogger e dei social network nel nostro Paese.

Il Popolo Viola con la fluidità che da sempre lo contraddistingue non solo sarà a Roma, ma registra l’adesione quasi unanime dei gruppi locali da cui è formato, tra questi Parma, Monza, Trieste, Napoli, Palermo, Genova, la Sardegna sarà in piazza Repubblica – davanti al palazzo di giustizia – a Cagliari, Il Popolo Viola Savona si imbavaglierà in piazza Sisto (Sv). Il Popolo Viola , con le sue realtà locali, ritiene prioritario sostenere la protesta contro l’ennesima legge ad uso di pochi che questo Governo vuole imporre in evidente prevaricazione dei diritti democratici nel nostro Paese. Delegazioni di gruppi viola provenienti da altre città come Il Popolo Viola Pistoia e Valdinievole e Il Popolo Viola Frosinone raggiungeranno Roma dalle prime ore di venerdì mattina.

Segnaliamo una vasta partecipazione dei gruppi studenteschi viola, in molti casi già impegnati in assemblee e occupazioni i quali si imbavaglieranno interrompendo lezioni o assemblee in corso.

Il popolo viola

mercoledì 19 maggio 2010

Intercettazioni, condanne per giornalisti ed editori

La Commissione Giustizia della Camera ha dato il via libera alle norme del ddl intercettazioni che inaspriscono le condanne per i giornalisti e puniscono gli editori con il pagamento di una somma che potrà arrivare ai 464.000 euro.

L'emendamento del governo che è passato in Commissione Giustizia prevede che per la pubblicazione degli atti, vietata per legge, il giornalista rischi l'arresto fino a due mesi e il pagamento di un'ammenda dai 2.000 ai 10.000 euro. Se invece ad essere pubblicate saranno le intercettazioni, la condanna sarà sempre l'arresto fino a due mesi, ma l'ammenda aumenterà: dai 4.000 ai 20.000 euro. In più, per il giornalista, si prevede la sospensione temporanea dalla professione. Stesse condanne sono previste per chi compie riprese e registrazioni fraudolente.

Per quanto riguarda queste ultime, ieri sera però erano state approvate delle esimenti: non verrà condannato chi compirà questo tipo di registrazione o ripresa per motivi legati alla sicurezza dello Stato; se si tratta di un giornalista professionista nell'esercizio del diritto di cronaca; se realizzate nell'ambito di una controversia giudiziaria o amministrativa. La Commissione Giustizia del Senato ha anche bocciato gli emendamenti soppressivi della norma che prevede il pagamento per gli editori di una somma che potrà arrivare ai 464.000 euro.