di Nicola Perrini
In acque internazionali un peschereccio italiano di Mazara del Vallo viene preso di mira dai libici, che sparano raffiche di mitragliatrice ad altezza d’uomo. Vari fori nelle strutture del peschereccio, dimostrano che solo per un miracolo non ci sono state vittime. Il comandante del peschereccio ha dichiarato che non è stato un incidente, ma un attacco deliberato. A bordo dell’unità navale, dono dell’Italia destinato al pattugliamento congiunto Italia-Libia contro l’immigrazione clandestina, anche alcuni finanzieri italiani.
Il fatto, di inaudita gravità, richiederebbe un immediato intervento del nostro governo ed una revisione degli accordi bilaterali Italia-Libia. Ma gli italiani, anzi alcune imprese del Nord, hanno forti interessi in Libia ed ecco che la vicenda si sgonfia. I libici hanno chiesto scusa, ha riferito il ministro leghista Maroni. La fretta con cui viene liquidata la vicenda, lascia intuire che la ragion di stato, anzi per meglio dire la ragion di Padania, consiglia di far finta di niente ed andare avanti. Qui infatti non ci sono allevatori del Nord da proteggere e magari da sostenere, pagando per loro le multe delle quote latte (3,7 miliardi di euro pagati dai contribuenti italiani), ma solo dei pescatori meridionali, siciliani per giunta. Che si arrangino da soli, anzi che affondino con tutta l’Italia meridionale; a noi del Nord interessano solo le nostre imprese e le nostre scuole leghiste. Non è vero ministro Bossi?
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giovedì 23 settembre 2010
mercoledì 22 settembre 2010
Le università campane
Di Gaetano Pietropaolo
Esiste anche un Sud efficiente se qualcuno non se ne fosse accorto. Non solo covo di ladri e di banditi, ma anche luogo di esperimenti virtuosi. Esperimenti su cui non va taciuto, per il bene di 20 milioni di persone che, ancora per ora, abitano il Mezzogiorno e che sono sempre più soggette ad una specie di frustrazione sistemica indotta dal parlare solo e soltanto di ciò che c’è di negativo al Sud, contrapponendolo, spesso, a ciò che c’è di virtuoso nel resto del paese.
Ma è questa, fortunatamente, una terra anche di cose che funzionano e lo stanno dimostrando in questi giorni le Università pubbliche Campane. Tutte e sei impegnate, sotto la guida del Rettore di quella di Benevento, il prof Filippo Bencardino, in una federazione che ha avuto vita il 20 settembre scorso. Si tratta in pratica di una razionalizzazione del sistema universitario regionale attraverso l’accorpamento di corsi, lo spostamento di qualche sede e la mobilità del personale docente e non docente dalle Università in cui sono in esubero a quelle in cui c’è carenza.
Un segnale senza dubbio positivo e lontano dallo stereotipo delle Amministrazioni sprecone ed inefficienti. Non solo allora mangiapane a tradimento, per dirla à la Viesti.
E conta, eccome se conta, che questo segnale venga proprio dall’Università, dalla quale dipende inesorabilmente il futuro di un territorio che ha molto da recuperare. Ogni euro speso meglio nelle Università del Sud è un po’ di speranza in più che si da ad una comunità, quella meridionale, smarrita e disorientata da emigrazione, disoccupazione, criminalità ed eventi tragici connessi che si susseguono con una rapidità disarmante, a tratti feroce.
La speranza è che simili esperimenti diventino la regola. In tempi in cui la spesa pubblica è pressoché inesistente e, diciamolo, quel poco che si spende, non lo si spende volentieri nel Mezzogiorno, l’unica via per il cambiamento è intraprendere forme di sviluppo auto organizzate che partano dal territorio. Dai nostri amministratori, dalla nostra gente.
L'Unità del 20 settembre 2010
Esiste anche un Sud efficiente se qualcuno non se ne fosse accorto. Non solo covo di ladri e di banditi, ma anche luogo di esperimenti virtuosi. Esperimenti su cui non va taciuto, per il bene di 20 milioni di persone che, ancora per ora, abitano il Mezzogiorno e che sono sempre più soggette ad una specie di frustrazione sistemica indotta dal parlare solo e soltanto di ciò che c’è di negativo al Sud, contrapponendolo, spesso, a ciò che c’è di virtuoso nel resto del paese.
Ma è questa, fortunatamente, una terra anche di cose che funzionano e lo stanno dimostrando in questi giorni le Università pubbliche Campane. Tutte e sei impegnate, sotto la guida del Rettore di quella di Benevento, il prof Filippo Bencardino, in una federazione che ha avuto vita il 20 settembre scorso. Si tratta in pratica di una razionalizzazione del sistema universitario regionale attraverso l’accorpamento di corsi, lo spostamento di qualche sede e la mobilità del personale docente e non docente dalle Università in cui sono in esubero a quelle in cui c’è carenza.
Un segnale senza dubbio positivo e lontano dallo stereotipo delle Amministrazioni sprecone ed inefficienti. Non solo allora mangiapane a tradimento, per dirla à la Viesti.
E conta, eccome se conta, che questo segnale venga proprio dall’Università, dalla quale dipende inesorabilmente il futuro di un territorio che ha molto da recuperare. Ogni euro speso meglio nelle Università del Sud è un po’ di speranza in più che si da ad una comunità, quella meridionale, smarrita e disorientata da emigrazione, disoccupazione, criminalità ed eventi tragici connessi che si susseguono con una rapidità disarmante, a tratti feroce.
La speranza è che simili esperimenti diventino la regola. In tempi in cui la spesa pubblica è pressoché inesistente e, diciamolo, quel poco che si spende, non lo si spende volentieri nel Mezzogiorno, l’unica via per il cambiamento è intraprendere forme di sviluppo auto organizzate che partano dal territorio. Dai nostri amministratori, dalla nostra gente.
L'Unità del 20 settembre 2010
martedì 21 settembre 2010
Cecere subentra a Maddalena
Ieri mattina si è riunito il Consiglio provinciale. Sebbene la seduta sia durata oltre due ore, l’assemblea non è andata oltre il primo punto all’ordine del giorno, cioè la surroga del consigliere Michele Maddalena, prematuramente scomparso, con Sabatino Cecere, primo dei non eletti nella lista “Italia dei Valori”.
Cecere, nell’insediarsi quale consigliere, ha dichiarato di iscriversi al Gruppo del Partito Democratico, in considerazione del fatto, ha detto, di un suo forte radicamento nel PD.
Cecere, nell’insediarsi quale consigliere, ha dichiarato di iscriversi al Gruppo del Partito Democratico, in considerazione del fatto, ha detto, di un suo forte radicamento nel PD.
lunedì 20 settembre 2010
I 50 operai e la graduatoria provvisoria
Da domani sarà pubblicata presso la Comunità Montana del Fortore, con sede in San Bartolomeo in Galdo, la graduatoria provvisoria per l'avviamento a selezione di numero 50 operai con mansioni di "idraulico-forestale" con rapporto di lavoro a tempo determinato di 78 giornate lavorative fino al 31 dicembre 2010 presso l'ente montano.
Lo comunica il Settore Politiche del lavoro della Provincia di Benevento che sta curando la predetta selezione, secondo le norme vigenti.
Ricorrono, dunque, dal 21 settembre i 10 (dieci) giorni stabiliti (il termine è perentorio) per la presentazione di eventuali osservazioni avverso la formulazione della predetta graduatoria. L'istanza di riesame deve essere inviata al Dirigente del Settore Politiche del Lavoro della Provincia di Benevento, Via XXV luglio, 14, 82100 Benevento.
Lo comunica il Settore Politiche del lavoro della Provincia di Benevento che sta curando la predetta selezione, secondo le norme vigenti.
Ricorrono, dunque, dal 21 settembre i 10 (dieci) giorni stabiliti (il termine è perentorio) per la presentazione di eventuali osservazioni avverso la formulazione della predetta graduatoria. L'istanza di riesame deve essere inviata al Dirigente del Settore Politiche del Lavoro della Provincia di Benevento, Via XXV luglio, 14, 82100 Benevento.
sabato 18 settembre 2010
Edison, 18 nuove turbine per potenziare il parco eolico
Inizieranno nella prima metà del 2011 i lavori di potenziamento del Parco eolico di San Giorgio La Molara. La Edison, che gestisce questa struttura, ha ordinato 18 nuove turbine alla società spagnola Vestas. Dopo gli interventi la capacità produttiva dell’impianto arriverà a 54 megawatt e consentirà di servire 62 mila famiglie e almeno 20 mila imprese del territorio locale, del distretto industriale di San Marco dei Cavoti e di altre regioni italiane. L'ordine comprende la fornitura e l'installazione delle turbine eoliche V90-3.0 Mw e un service agreement della durata di 5 anni. La consegna è prevista per la prima metà del 2011 e il progetto sarà completato entro la fine dello stesso anno.
“Il parco di San Giorgio La Molara rappresenta un'ulteriore prova dell'impegno di Edison per la produzione di energia pulita e sostenibile al servizio delle famiglie e delle imprese, siamo sicuri di poter mantenere il nostro impegno nel fornire le migliori soluzioni eoliche possibili” sottolinea Juan Araluce y Martínez de Azagra, presidente di Vestas Mediterranean. Le due società che lavorano all’ampliamento del Parco eolico di San Giorgio La Molara sono business partner da diversi anni e sviluppano tecnologie innovative nel campo delle fonti di energia rinnovabili. La struttura allestita in provincia di Benevento diventerà un polo all’avanguardia con l’obiettivo di ridurre le emissioni nocive in atmosfera e consentire alle imprese di risparmiare sui costi per l’appovvigionamento di energia elettrica.
www.denaro.it
“Il parco di San Giorgio La Molara rappresenta un'ulteriore prova dell'impegno di Edison per la produzione di energia pulita e sostenibile al servizio delle famiglie e delle imprese, siamo sicuri di poter mantenere il nostro impegno nel fornire le migliori soluzioni eoliche possibili” sottolinea Juan Araluce y Martínez de Azagra, presidente di Vestas Mediterranean. Le due società che lavorano all’ampliamento del Parco eolico di San Giorgio La Molara sono business partner da diversi anni e sviluppano tecnologie innovative nel campo delle fonti di energia rinnovabili. La struttura allestita in provincia di Benevento diventerà un polo all’avanguardia con l’obiettivo di ridurre le emissioni nocive in atmosfera e consentire alle imprese di risparmiare sui costi per l’appovvigionamento di energia elettrica.
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venerdì 17 settembre 2010
Cancelliamo con le firme i simboli padani
Ad Adro, in provincia di Brescia, una scuola della Repubblica Italiana è stata trasformata in un istituto padano e ricoperta dai simboli leghisti su ordine di un sindaco che ha potuto contare sulla colpevole indulgenza del ministtro dell’istruzione Gelmini. Un sopruso e un oltraggio. Davanti all’inerzia delle pubbliche autorità che preferiscono girare la testa dall’altra parte chiediamo l’immediata cancellazione di quei simboli tracciati con intenti secessionisti e in evidente spregio al principio costituzionale della Repubblica una e indivisibile.
Firma la nostra petizione de "Ilfattoquotidiano.it"
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giovedì 16 settembre 2010
100 banchetti per il Sud
Il razzismo antimeridionale leghista contagia,ormai, tutto il governo di centro-destra e affonda il Mezzogiorno.
Le ultime vergognose affermazioni dei ministri Tremonti e Brunetta su Napoli, Caserta, la Calabria e, più in generale sul Meridione, confermano il crescendo di ostilità e pregiudizio dei cosiddetti politici padani nei riguardi dei cittadini del Sud Italia. Per rispondere a questa inaccettabile discriminazione che offende e umilia una intera comunità di oltre venti milioni di abitanti, L'Altro Sud–UDS, lancia per l'autunno una vasta campagna di opposizione e di sensibilizzazione popolare sui temi della disparità territoriale e della imminente secessione regionale.
“100 BANCHETTI”
Questo il nome dell'iniziativa che è partito da Napoli, e che coinvolgerà e impegnerà i propri militanti con lo scopo di infondere tra la gente una più forte consapevolezza sulla drammatica condizione economico-sociale delle nostre regioni e sul clima di rancore e di quotidiana intimidazione che proviene dai nostri governanti.
Un'iniziativa politica senza precedenti, nei nostri territori, di formazione pubblica e di confronto diretto con i cittadini per costruire insieme una grande coscienza critica popolare.
www.laltrosud.it
Le ultime vergognose affermazioni dei ministri Tremonti e Brunetta su Napoli, Caserta, la Calabria e, più in generale sul Meridione, confermano il crescendo di ostilità e pregiudizio dei cosiddetti politici padani nei riguardi dei cittadini del Sud Italia. Per rispondere a questa inaccettabile discriminazione che offende e umilia una intera comunità di oltre venti milioni di abitanti, L'Altro Sud–UDS, lancia per l'autunno una vasta campagna di opposizione e di sensibilizzazione popolare sui temi della disparità territoriale e della imminente secessione regionale.
“100 BANCHETTI”
Questo il nome dell'iniziativa che è partito da Napoli, e che coinvolgerà e impegnerà i propri militanti con lo scopo di infondere tra la gente una più forte consapevolezza sulla drammatica condizione economico-sociale delle nostre regioni e sul clima di rancore e di quotidiana intimidazione che proviene dai nostri governanti.
Un'iniziativa politica senza precedenti, nei nostri territori, di formazione pubblica e di confronto diretto con i cittadini per costruire insieme una grande coscienza critica popolare.
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mercoledì 15 settembre 2010
Psaut, è la volta buona?

Da venerdì 1 ottobre stop ai ricoveri a Cerreto Sannita. I pazienti, il personale e le attrezzature saranno trasferiti a Sant’Agata dei Goti dal 15 ottobre. A partire da questa data saranno, inoltre, attivati i Pronto soccorso territoriali di San Bartolomeo in Galdo e Cerreto Sannita. Queste le scadenze indicate dal commissario straordinario dell’Asl, Enrico Di Salvo, nel corso di un incontro avuto ieri con le rappresentanze sindacali.
Apprezzamento per la decisione è stata espressa da CGIL, CISL e UIL: “Salutiamo positivamente la volontà del commissario di rispettare i tempi di apertura dell’ospedale di Sant’Agata e di insediare un tavolo di concertazione immediato con le parti sociali, per decidere quali servizi allocare nelle strutture di Cerreto e San Bartolomeo.Il decreto regionale infatti, demanda tali scelte ad un precipuo atto aziendale, redatto sulla scia delle indicazioni e degli obiettivi regionali. Tale intervento appare assolutamente necessario, non solo per garantire le professionalità esistenti, ma anche per rispondere alle aspettative delle comunità locali sorte in questi mesi, deluse dall’atteggiamento regionale di redigere un piano ospedaliero costruito solo attraverso il risparmio di spesa e non su una visione produttiva basata sulle reali disponibilità tecnico professionali; sulla domanda specifica di assistenza territoriale; dalle oggettive difficoltà orografiche.
Il trasferimento, infatti, del personale di Cerreto, deve avvenire secondo le modalità ed i tempi che saranno concordati con le organizzazioni sindacali. Ribadiamo che il presidio di Cerreto non va chiuso ma riorganizzato. Tale situazione vale anche per San Bartolomeo, dove le popolazioni locali, sono da decenni di attesa dell’apertura di servizi sanitari, capaci di rispondere alla domanda di un territorio che per questioni soprattutto geografiche resta a tutt’oggi tagliato fuori dalla rete dell’assistenza. La riorganizzazione, poi,delle strutture di Cerreto e San Bartolomeo deve rispondere in primis alle reali esigenze del territorio e al contempo garantire servizi di qualità per tutto il territorio provinciale. La riconversione infatti così come definito dal piano di rientro regionale, deve garantire anche posti letti finalizzati: alla Rsa, Hospice, Riabilitazione residenziale e semi residenziale, Posti letto per SIR”.
Fonte: Il Sannio Quotidiano
martedì 14 settembre 2010
Chiusura delle classi del “Vetrone”, il no dei sindaci del Fortore
La conferenza dei sindaci della Comunità Montana del Fortore (...) ha discusso in merito alla mancata attivazione per l'anno scolastico 2010/2011 della classe IV dell'Istituto agrario “Vetrone” a San Bartolomeo in Galdo. Tra gli aspetti messi in luce nel corso della riunione, la necessità per i 17 alunni di completare il proprio iter scolastico nella cittadina sannita.
“A ciò - si legge in un resconto dell'incontro - si aggiungono difficoltà di natura psicologica, sociale ed economica, attribuite ai disagi che ne deriverebbero qualora i ragazzi dovessero spostarsi presso un'altra sede scolastica”. I sindaci hanno manifestato il loro impegno a sostenere l'attività formativa sul territorio, potenziando il trasporto pubblico esistente, e promuovendo, in sinergia con la dirigenza scolastica, un polo di eccellenza del Fortore e della Provincia di Benevento.
Al termine della seduta, i primi cittadini hanno espresso all'unanimità parere favorevole al mantenimento delle classi scolastiche presso l’Istituto di San Bartolomeo in Galdo.
(www.ntr24.tv/.it del 13 settembre)
“A ciò - si legge in un resconto dell'incontro - si aggiungono difficoltà di natura psicologica, sociale ed economica, attribuite ai disagi che ne deriverebbero qualora i ragazzi dovessero spostarsi presso un'altra sede scolastica”. I sindaci hanno manifestato il loro impegno a sostenere l'attività formativa sul territorio, potenziando il trasporto pubblico esistente, e promuovendo, in sinergia con la dirigenza scolastica, un polo di eccellenza del Fortore e della Provincia di Benevento.
Al termine della seduta, i primi cittadini hanno espresso all'unanimità parere favorevole al mantenimento delle classi scolastiche presso l’Istituto di San Bartolomeo in Galdo.
(www.ntr24.tv/.it del 13 settembre)
lunedì 13 settembre 2010
Eternit free
Alla Rocca dei Rettori, mercoledì mattina, sarà presentato alla stampa e siglato il protocollo d’intesa “Eternit free”. Si tratta di una iniziativa assunta d’intesa tra la stessa Provincia di Benevento e Legambiente, AzzeroCO2, finalizzata a censire e sostituire le coperture in eternit con quelle fotovoltaiche per la produzione di energia. Ideata da AzzeroCO2 e Legambiente, la campagna “Provincia eternit free”, consente di conseguire evidenti ed indubbi vantaggi per il territorio sul fronte della riduzione dei consumi e delle emissioni di gas serra, su quello della implementazione della capacità produttiva di energia da fonti rinnovabili, e su quello della tutela della salute pubblica.
sabato 11 settembre 2010
Baselice, fondi per le infrastrutture a sostegno delle imprese agricole

La giunta comunale di Baselice approva il progetto di realizzazione dei serbatoi di accumulo e distribuzione idrica nelle aree rurali del territorio e in particolare nella località Masseria Mattia. Un intervento determinante per le aziende agricole del territorio che dalla costruzione di quest’opera infrastrutturale ricavano vantaggi in termini di risparmio e migliore gestione delle proprie attività.
Per effettuare i lavori il Comune di Baselice ha deliberato un investimento di 273 mila euro. Successivamente verranno effettuati altri interventi a supporto delle strutture di distribuzione idrica. Lo smistamento delle acque nei campi è un servizio di particolare rilevanza per le imprese impegnate nel comparto agricolo dal momento che la voce relativa all’approvvigionamento idrico costituisce in molti casi l’elemento negativo dei bilanci societari.
“Con questo progetto – spiega il sindaco di Baselice, Domenico Canonico – cerchiamo di assecondare le esigenze degli agricoltori locali che soprattutto nella stagione estiva sono costretti a sostenere spese considerevoli, vanificando di fatto il profitto del loro lavoro, per poter provvedere all’irrigazione dei campi”. Nel corso delle prossime settimane sarà pubblicato il bando per appaltare i lavori di realizzazione dei serbatoi. Entro l’estate del 2011 l’opera dovrà essere consegnata.
www.denaro.it
venerdì 10 settembre 2010
Angelo Vassallo: la nostra forza

Con l’infame assassinio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, è stata, per l’ennesima volta, ammazzata una parte di quel Sud positivo, efficiente, onesto, operoso, che è in prima linea nella lotta al Sud dei ladri e dei banditi e che spesso, come in questo caso, ne paga personalmente le conseguenze.
L’esempio di Angelo Vassallo sarà nuova forza, per i meridionali che hanno voglia di non arrendersi ad un destino di decadenza e di rassegnazione. Esempio da seguire e da imitare per un Mezzogiorno che ha l’urgenza di selezionare una nuova classe dirigente che si muova sull’esempio di chi, come Angelo, ha dato tutto per l’amore della sua terra ed ha interpretato il mandato politico come irreprensibile servizio ai propri concittadini e non ai propri interessi.
L’Altro Sud
giovedì 9 settembre 2010
Rete idrica, in arrivo altri lavori

Continua l’opera di sistemazione della rete idrica nelle campagne. Questa volta d’appaltare sono i lavori di “Realizzazione di serbatoi di accumulo e distribuzione idrica in aree rurali alla località San Vincenzo”. È quanto ha deliberato nei giorni scorsi, all’unanimità, la giunta comunale di Baselice. Presenti il sindaco Domenico Canonico, il vicesindaco Giuseppe Ferro, gli assessori Salvatore Brancaccio, Romano Zeolla e Giancarlo Verdura. L’importo totale del progetto è di 273.253 euro.
«Anche quest’opera – afferma il primo cittadino – rientra in una migliore gestione delle risorse idriche. Oggi più che mai c’è la necessità di evitare sprechi in questo settore. Il recupero delle acque e la sistemazione della rete permetterà al Comune di risparmiare in termini economici e ai cittadini sarà offerto un servizio migliore. Purtroppo quella della rete idrica è una situazione che abbiamo ereditato ma alla quale stiamo ponendo rimedio».
mercoledì 8 settembre 2010
Provincia, commemorata la figura di Maddalena
Commemorata ieri la figura di Michele Maddalena, consigliere provinciale, prematuramente scomparso il 6 luglio scorso nel corso di una breve ma intensa cerimonia alla Rocca dei Rettori al termine della quale gli è stata dedicata, con la scopertura di una targa, l'Aula delle Commissioni consiliari. Erano presenti: la famiglia dello scomparso, numerosi cittadini di Baselice, sua città natale, i rappresentanti di associazioni con i quali il Maddalena collaborava, alcuni suoi compagni di partito, il presidente e il vicepresidente del Consiglio provinciale, Giuseppe Maria Maturo e Giuseppe Lamparelli, il presidente, il vice presidente e l'assessore della Provincia, Aniello Cimitile, Antonio Barbieri e Nunzio Pacifico, numerosi assessori e consiglieri, il segretario e il direttore generale con i dirigenti dell'ente.
Dopo un minuto di raccoglimento in memoria dello Scomparso, il presidente Maturo, nel prendere la parola in Consiglio, ha detto: "Michele era uno stakanovista: l'ultimo ricordo che ci ha lasciato è stato quando lasciò l'Ospedale nel quale era ricoverato per partecipare ai lavori del Consiglio provinciale. Maddalena era molto impegnato per la sua comunità sia sul fronte politico che nel sociale, ma lo faceva sempre con il massimo garbo e con la massima educazione. Egli era uomo del dialogo ed era uno stakanovista. La nostra commemorazione è nata spontaneamente, proprio nel giorno della sua dipartita, quando il consigliere Lamparelli la tirò fuori dal suo cuore e ha trovato subito il consenso di tutti gli altri consiglieri, me compreso, e anche quello della Giunta: è il giusto contributo per ricordare un consigliere che tanto ha dato per quel poco che gli è stato consentito a questa consiliatura provinciale".
Dal canto suo, Cimitile ha detto: "Credo che l'Italia moderna non esisterebbe se non ci fossero tante figure come il nostro Michele, che dedicano una parte importante delle propria vita e del proprio tempo al servizio dei territori e della Pubblica amministrazione. A volte non si considerano i sacrifici dei consiglieri provinciali che vivono la politica come servizio e come tutela degli interessi comuni, come faceva Michele".
Il vice presidente Lamparelli ha anche donato una targa ricordo alla Famiglia dello scomparso, che ha voluto ringraziare l'ente per aver voluto ricordare in modo così intenso la figura del Congiunto.
martedì 7 settembre 2010
Acqua nelle campagne, presto i lavori

D’appaltare i lavori di “Realizzazione di serbatoi di accumulo e distribuzione idrica in aree rurali alla località Masseria Mattia”. È quanto ha deliberato nei giorni scorsi, all’unanimità, la giunta comunale di Baselice. Presenti il sindaco Domenico Canonico (nella foto), il vicesindaco Giuseppe Ferro, gli assessori Salvatore Brancaccio, Romano Zeolla e Giancarlo Verdura. L’importo totale del progetto è di 273.413 euro.
«Questi lavori – afferma il primo cittadino – rientrano nella volontà di quest’amministrazione di risolvere, finanziamenti permettendo, definitivamente il problema dell’approvvigionamento dell’acqua non solo per chi abita in paese, ma anche per i nostri agricoltori che di quest’oro bianco ne hanno estrema necessità, soprattutto d’estate quando la carenza idrica si fa sentire pesantemente».
lunedì 6 settembre 2010
Infrastrutture, patto aziende-sindaci per il nuovo piano di interventi
I sindaci dei Comuni del Fortore (San Bartolomeo in Galdo, Foiano di Val Fortore, Baselice, Roseto Valfortore, Alberona, Volturino, Castelfranco in Miscano e Volturara Appula) e le imprese del distretto industriale di San Marco dei Cavoti avviano un Tavolo di concertazione per predisporre interventi sulle principali infrastrutture che attraversano le province di Benevento, Campobasso e Foggia e fungono da collegamento con le arterie di lunga percorrenza utilizzate nell’ambito del trasferimento merci e della logistica. Nella giornata di ieri (il primo settemre, per chi lege) gli amministratori del Fortore hanno incontrato i colleghi dei Comuni dei Monti Dauni per confrontare le esigenze manifestate dalle rispettive realtà imprenditoriali.
Nel corso della prossima settimana, poi, saranno i protagonisti del mondo produttivo a fornire una propria documentazione con gli interventi ritenuti prioritari. “Chiediamo attenzione per le esigenze di chi ogni giorno deve utilizzare le infrastrutture per svolgere il proprio lavoro e poter essere competitivo nell’offerta dei servizi oltre che in quella dei prodotti” spiegano i protagonisti del Tavolo. A creare malumore, secondo quanto è possibile apprendere, sarebbe un elenco di cinquanta interventi programmati dalla Provincia di Foggia su diverse arterie stradali. Un piano che non viene ritenuto funzionale dalle imprese del distretto di San Marco dei Cavoti.
www.denaro.it
Nel corso della prossima settimana, poi, saranno i protagonisti del mondo produttivo a fornire una propria documentazione con gli interventi ritenuti prioritari. “Chiediamo attenzione per le esigenze di chi ogni giorno deve utilizzare le infrastrutture per svolgere il proprio lavoro e poter essere competitivo nell’offerta dei servizi oltre che in quella dei prodotti” spiegano i protagonisti del Tavolo. A creare malumore, secondo quanto è possibile apprendere, sarebbe un elenco di cinquanta interventi programmati dalla Provincia di Foggia su diverse arterie stradali. Un piano che non viene ritenuto funzionale dalle imprese del distretto di San Marco dei Cavoti.
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venerdì 3 settembre 2010
"Il Giro delle More… in cammino nel Fortore"
Il 4 e 5 settembre Sabato 4 e domenica 5 settembre 2010, è prevista l’escursione “Il Giro delle More… in cammino nel Fortore con le asine e le more”. Promossa dalle associazioni Lerka Minerka, La Cinta Onlus, Crossroads Molinara, Rete Arcobaleno e dai Comuni di San Giorgio la Molara e di Molinara, questa camminata per il Fortore, anche per la presenza degli asini, vuole valorizzare la lentezza e il rapporto con il territorio.
Il programma prevede, alle ore 8.30 di sabato, 4 settembre 2010, come luogo di raduno, la piazza del Municipio di Montefalcone di Valfortore e lo spostamento fino al ponte Sette Luci di San Bartolomeo in Galdo. Da qui, il percorso, svolto a piedi, comprende un pranzo a sacco e l’arrivo, in serata, al lago di Mignatta (San Giorgio la Molara). Qui, in riva al lago, è prevista una cena organizzata dall’associazione Crossroads di Molinara. Si pernotta in tenda e, il mattino seguente, domenica 5 settembre, il gruppo di escursionisti, nel raggiungere il centro storico di San Giorgio la Molara, realizzerà una “raccolta e scorpacciata di more” e un pranzo a sacco. Nel campo sportivo di San Giorgio la Molara, si visiterà la quinta edizione della “Mostra bovina interregionale di razza marchigiana”. Al tramonto, si va via con le automobili. Per chi resta, è possibile assistere al ‘Cinefort Festival’, primo festival di cortometraggi del Fortore.
E’ possibile partecipare anche ad una singola giornata dell’escursione. Per informazioni e prenotazioni, è possibile rivolgersi a Lerka Minerka – Associazione Escursionistica Naturalistica – www.lerkaminerka.com – 347.8896433 – ziobacco@lerkaminerka.com o a La Cinta onlus – Ass. per il recupero della relazione uomo-animale – www.lacintaonlus.it – 330.812870 – lacintaonlus@virgilio.it o al Centro Culturale Crossroads – www.molinaracrossroads.it – 334.3259111 – info@molinaracrossroads.it
Il programma prevede, alle ore 8.30 di sabato, 4 settembre 2010, come luogo di raduno, la piazza del Municipio di Montefalcone di Valfortore e lo spostamento fino al ponte Sette Luci di San Bartolomeo in Galdo. Da qui, il percorso, svolto a piedi, comprende un pranzo a sacco e l’arrivo, in serata, al lago di Mignatta (San Giorgio la Molara). Qui, in riva al lago, è prevista una cena organizzata dall’associazione Crossroads di Molinara. Si pernotta in tenda e, il mattino seguente, domenica 5 settembre, il gruppo di escursionisti, nel raggiungere il centro storico di San Giorgio la Molara, realizzerà una “raccolta e scorpacciata di more” e un pranzo a sacco. Nel campo sportivo di San Giorgio la Molara, si visiterà la quinta edizione della “Mostra bovina interregionale di razza marchigiana”. Al tramonto, si va via con le automobili. Per chi resta, è possibile assistere al ‘Cinefort Festival’, primo festival di cortometraggi del Fortore.
E’ possibile partecipare anche ad una singola giornata dell’escursione. Per informazioni e prenotazioni, è possibile rivolgersi a Lerka Minerka – Associazione Escursionistica Naturalistica – www.lerkaminerka.com – 347.8896433 – ziobacco@lerkaminerka.com o a La Cinta onlus – Ass. per il recupero della relazione uomo-animale – www.lacintaonlus.it – 330.812870 – lacintaonlus@virgilio.it o al Centro Culturale Crossroads – www.molinaracrossroads.it – 334.3259111 – info@molinaracrossroads.it
mercoledì 1 settembre 2010
Sud a rischio usura
La maglia nera del rischio usura spetta alla Campania. Seguono la Calabria, la Puglia, la Basilicata e la Sicilia. A Nordest, invece, abbiamo l’area meno interessata, o quasi, da questo fenomeno. Veneto, Friuli V.G. e Trentino A.A., infatti, sono tra le regioni italiane meno investite dalla piaga dello “strozzinaggio”.
Il responso giunge dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre, sulla base di un’elaborazione in cui sono stati messi a confronto alcuni indicatori regionalizzati riferiti al 2009, quali la disoccupazione, i fallimenti, i protesti, i tassi di interesse applicati, le denunce di estorsione e di usura, il numero di sportelli bancari e il rapporto tra sofferenze ed impieghi registrati negli istituti di credito. In pratica è stato individuato l’indice del rischio usura attraverso la combinazione statistica di tutte quelle situazioni potenzialmente favorevoli al diffondersi dello strozzinaggio.
Ritornando alla metodologia di calcolo di questo indicatore si evince che nelle aree dove ci sono più disoccupazione, alti tassi di interesse, maggiore sofferenze, pochi sportelli bancari e tanti protesti, la situazione è decisamente a rischio.
Ebbene, rispetto ad un indicatore nazionale medio stabilito dagli esperti dell’associazione artigiani mestrina pari a 100, il tasso di usura rilevato in Campania, a cui spetta la maglia nera, è di 174 (pari al 74% in più della media Italia), in Calabria di 144 (44% in più rispetto la media Italia), in Puglia di 143 (43% in più della media Italia), in Basilicata di 137 (37% in più della media nazionale) e in Sicilia di 133 (33% in più della media Italia). Mentre sul podio degli ‘intoccabili’ dai “cravattari” o quasi, sta il Trentino A.A., con un indice di rischio usura pari a 50 (50% in meno della media nazionale). Seguono il Friuli V.G. con 66 (34% in meno della media Italia), il Veneto con 71 (29% in meno della media Italia) e l’ Emilia Romagna con 73 (27% in meno del dato medio Italia).
Se, invece, si analizza il dato nudo e crudo delle denunce per usura registrate nel 2008 (purtroppo ultimo dato disponibile a livello territoriale), la maglia nera va alla Campania con 87. Seguono la Lombardia con 44 e la Puglia con 38. Per quanto riguarda le estorsioni, invece, il numero più elevato si è registrato sempre in Campania, con 1.201 denunce. Seguono la Sicilia, con 697, e la Puglia, con 618.
Il responso giunge dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre, sulla base di un’elaborazione in cui sono stati messi a confronto alcuni indicatori regionalizzati riferiti al 2009, quali la disoccupazione, i fallimenti, i protesti, i tassi di interesse applicati, le denunce di estorsione e di usura, il numero di sportelli bancari e il rapporto tra sofferenze ed impieghi registrati negli istituti di credito. In pratica è stato individuato l’indice del rischio usura attraverso la combinazione statistica di tutte quelle situazioni potenzialmente favorevoli al diffondersi dello strozzinaggio.
Ritornando alla metodologia di calcolo di questo indicatore si evince che nelle aree dove ci sono più disoccupazione, alti tassi di interesse, maggiore sofferenze, pochi sportelli bancari e tanti protesti, la situazione è decisamente a rischio.
Ebbene, rispetto ad un indicatore nazionale medio stabilito dagli esperti dell’associazione artigiani mestrina pari a 100, il tasso di usura rilevato in Campania, a cui spetta la maglia nera, è di 174 (pari al 74% in più della media Italia), in Calabria di 144 (44% in più rispetto la media Italia), in Puglia di 143 (43% in più della media Italia), in Basilicata di 137 (37% in più della media nazionale) e in Sicilia di 133 (33% in più della media Italia). Mentre sul podio degli ‘intoccabili’ dai “cravattari” o quasi, sta il Trentino A.A., con un indice di rischio usura pari a 50 (50% in meno della media nazionale). Seguono il Friuli V.G. con 66 (34% in meno della media Italia), il Veneto con 71 (29% in meno della media Italia) e l’ Emilia Romagna con 73 (27% in meno del dato medio Italia).
Se, invece, si analizza il dato nudo e crudo delle denunce per usura registrate nel 2008 (purtroppo ultimo dato disponibile a livello territoriale), la maglia nera va alla Campania con 87. Seguono la Lombardia con 44 e la Puglia con 38. Per quanto riguarda le estorsioni, invece, il numero più elevato si è registrato sempre in Campania, con 1.201 denunce. Seguono la Sicilia, con 697, e la Puglia, con 618.
martedì 31 agosto 2010
La sala consiliare della Rocca dei rettori intitolata a Maddalena

Su iniziativa del presidente del Consiglio provinciale di Benevento, Giuseppe Maria Maturo, d’intesa con il vicepresidente dell’assemblea, Giuseppe Lamparelli, e dello stesso presidente della Provincia, Aniello Cimitile, l’Aula dei Gruppi consiliari della Rocca dei rettori sarà intitolata al consigliere Michele Maddalena a due mesi dalla sua prematura scomparsa. La cerimonia avverrà il 7 settembre prossimo.
lunedì 30 agosto 2010
L'avviso legale

Salve a tutti, riprendiamo dopo questo breve periodo di riposo l'aggiornamento del blog. Un pensiero speciale va a tutte quelle persone (uomini e donne) che hanno perso o rischiano di perdere il proprio posto di lavoro.
Presentato, dalla società Edison, un progetto di torri eoliche nel Fortore. L’avviso legale è stato pubblicato su “ll Mattino” dell’11 agosto scorso. La localizzazione delle opere sono “Toppo Impiso-Monte Vendemmia” per quanto riguarda il territorio di Baselice e “Monte Barbato” per Foiano Valfortore.
Ecco la descrizione apparsa sul quotidiano partenopeo: «Progetto per la realizzazione di un parco eolico costituito da numero 5 aerogeneratori di potenza 3000 kW ciascuno su sostegni tubolari in acciaio di altezza di circa 80 metri, completo di nuovo cavidotto interrato in Comune di Baselice e in piccola parte nel Comune di Foiano Valfortore (Bn». Il progetto, inoltre, prevede la «ristrutturazione del cavidotto in esercizio attraverso il Comune di Foiano Valfortore (Bn) e il Comune di Montefalcone (Bn) di collegamento alla sottostazione Mt/At in esercizio nel Comune di Montefalcone (Bn) di proprietà Edison energie speciali spa e di tutte le opere connesse agli aerogeneratori».
Copia del progetto e dello studio di impatto ambientale sono stati depositati presso l’assessorato dell’Ambiente e quello dell’Industria della Regione Campania, la Provincia di Benevento e i tre Comuni interessati dalle opere.
venerdì 27 agosto 2010
I soliti stereotipi antimeridionali
di Gaetano Pietropaolo
Prendo spunto dall’edizione del TG1 delle 20 dello scorso 22 agosto, per denunciare un’abitudine ormai consolidata della nostra televisione nazionale, pubblica e privata.
Verso la fine del TG sono stati trasmessi due servizi sul turismo: uno su Napoli, l’altro sulle Dolomiti Bellunesi. Neanche a dirlo, il servizio su Napoli parlava di alcuni lidi abusivi a Bagnoli: pochi bagnanti, evidentemente con scarsi mezzi, prendevano il sole su un tratto di mare interdetto alla balneazione e per giunta pagando 3 euro a qualche scellerato che si era inventato gestore della zona. Ovviamente il tutto contorniato di acqua sporca, erbacce e cumuli di rifiuti qua e la sull’improvvisato lido.
Il secondo servizio invece romanzava di splendide vacanze che si possono trascorrere sulle, splendide veramente per carità, Dolomiti Bellunesi.
Nulla da dire sulla veridicità dei servizi. Entrambi esponevano cose vere. Ma evidentemente anche verità parziali.
E’ ormai consolidata abitudine delle televisioni nazionali presentare troppo spesso tutto ciò che di negativo c’è a Sud contrapponendolo ad un Nord essenzialmente ed esclusivamente virtuoso. Nei servizi che ho descritto insomma si semplificava troppo: il messaggio che passava era quello di una Napoli pezzente, tra monnezza, poveracci e mezzi camorristi. Meglio il Nord delle Alpi… e dei signori.
E’ questa l’Italia? Gentiluomini tutti al Nord e disonesti tutti al Sud? Alcuni casi come quelli Parmalat e Banca Popolare di Lodi dimostrerebbero il contrario. Gli insulti beceri e razzisti verso i meridionali da parte di alcuni politici nordici, anche.
Vorrei vivere in un paese in cui la gente perbene o disonesta è considerata tale a prescindere da dove viene. Ma forse è chiedere troppo ad una nazione che dopo 150 anni di storia comune stenta ancora a riconoscersi.
(Pubblicato su "Il Mattino" del 26 agosto 2010)
Prendo spunto dall’edizione del TG1 delle 20 dello scorso 22 agosto, per denunciare un’abitudine ormai consolidata della nostra televisione nazionale, pubblica e privata.
Verso la fine del TG sono stati trasmessi due servizi sul turismo: uno su Napoli, l’altro sulle Dolomiti Bellunesi. Neanche a dirlo, il servizio su Napoli parlava di alcuni lidi abusivi a Bagnoli: pochi bagnanti, evidentemente con scarsi mezzi, prendevano il sole su un tratto di mare interdetto alla balneazione e per giunta pagando 3 euro a qualche scellerato che si era inventato gestore della zona. Ovviamente il tutto contorniato di acqua sporca, erbacce e cumuli di rifiuti qua e la sull’improvvisato lido.
Il secondo servizio invece romanzava di splendide vacanze che si possono trascorrere sulle, splendide veramente per carità, Dolomiti Bellunesi.
Nulla da dire sulla veridicità dei servizi. Entrambi esponevano cose vere. Ma evidentemente anche verità parziali.
E’ ormai consolidata abitudine delle televisioni nazionali presentare troppo spesso tutto ciò che di negativo c’è a Sud contrapponendolo ad un Nord essenzialmente ed esclusivamente virtuoso. Nei servizi che ho descritto insomma si semplificava troppo: il messaggio che passava era quello di una Napoli pezzente, tra monnezza, poveracci e mezzi camorristi. Meglio il Nord delle Alpi… e dei signori.
E’ questa l’Italia? Gentiluomini tutti al Nord e disonesti tutti al Sud? Alcuni casi come quelli Parmalat e Banca Popolare di Lodi dimostrerebbero il contrario. Gli insulti beceri e razzisti verso i meridionali da parte di alcuni politici nordici, anche.
Vorrei vivere in un paese in cui la gente perbene o disonesta è considerata tale a prescindere da dove viene. Ma forse è chiedere troppo ad una nazione che dopo 150 anni di storia comune stenta ancora a riconoscersi.
(Pubblicato su "Il Mattino" del 26 agosto 2010)
giovedì 26 agosto 2010
Comunità Montana del Fortore: richiesta di 50 operai per lavoro a tempo determinato
La Comunità Montana del Fortore, con sede in San Bartolomeo in Galdo, ha presentato richiesta di avviamento per 50 operai con mansioni di ‘idraulico-forestale’ con rapporto di lavoro a tempo determinato pieno di durata di 78 giornate lavorative fino al 31 dicembre 2010. Lo comunica il responsabile del Servizio del Centro per l’Impiego della Provincia di Benevento, Giuseppe Galasso.
“La richiesta – ha reso noto l’ufficio stampa della Provincia -, inoltrata in data 23 agosto 2010, per le mansioni di addetti alle attività di antincendi-boschivi è a perfezionamento del turn-over autorizzato dall’Osservatorio Regionale del Settore nella seduta del 16 marzo 2009. Gli operai da avviare a selezionare debbono aver espletato un corso di formazione professionale di durata di 600 ore ed aver conseguito la qualifica di ‘Operaio forestale adddetto agli antincendi boschivi’. In fase di selezione, la Commissione accerterà il requisito della formazione tecnico-pratica e il possesso di attestazione di corso di formazione professionale rilasciato dalla Regione Campania”.
Per l’accesso al profilo professionale occorre: l’assolvimento dell’obbligo scolastico (scuola dell’obbligo) o diploma di istruzione secondaria di primo grado; il possesso di idonei requisiti psico-fisici, relativamente alle mansioni da accertarsi dal medico competente. Gli operai saranno utilizzati per le attività previste nei progetti approvati dall’Ente, nei paesi di Apice, Baselice, Buonalbergo, Castelvetere in Valfortore, Castelfranco in Miscano, Foiano di Valfortore, Ginestra degli Schiavoni, Molinara, Montefalcone Valfortore, San Giorgio la Molara, San Marco dei Cavoti, San Bartolomeo in Galdo, Paduli, Pesco Sannita, Pago Veiano e Sant’Arcangelo a Trimonte.
La richiesta della Comunità Montana sarà pubblicata a partire dal 27 agosto e affissa all’albo Pretorio della Provincia, all’albo del Servizio Centro per l’Impiego Benevento, presso il Centro per l’Impiego di San Bartolomeo in Galdo e sul sito www.provincia.benevento.it, nella pagina web del Centro per l’Impiego di Benevento e resterà esposta fino al 3 settembre 2010. I lavoratori da avviare a selezione in numero doppio secondo le disposizioni della Regione Campania, sono individuati tra i soggetti che entro il giorno 3 settembre 2010 presenteranno per iscritto, presso il Servizio Centro per l’Impiego di Benevento ed il Centro per l’Impiego di San Bartolomeo in Galdo, un’ istanza di prenotazione.
Gli orari degli Uffici sono i seguenti: dalle ore 8.45 alle ore 12,00 (tutti i giorni) fino al venerdì; nei giorni di lunedì/mercoledì il CPI di Benevento è aperto dalle ore 14,30 e fino alle ore 15,45, mentre nei giorni di martedì e giovedì l’orario si protrae fino alle ore 17,00. Il Centro per l’Impiego di San Bartolomeo in Galdo, invece, osserva l’orario pomeridiano del martedì e giovedì dalle ore 15,00 alle ore 17,00, ad eccezione del sabato. Successivamente, il Servizio Centro per l’Impiego di Benevento formulerà la graduatoria degli aventi diritto all’avviamento a selezione secondo le disposizioni vigenti.
(Fonte: ilquaderno.it)
“La richiesta – ha reso noto l’ufficio stampa della Provincia -, inoltrata in data 23 agosto 2010, per le mansioni di addetti alle attività di antincendi-boschivi è a perfezionamento del turn-over autorizzato dall’Osservatorio Regionale del Settore nella seduta del 16 marzo 2009. Gli operai da avviare a selezionare debbono aver espletato un corso di formazione professionale di durata di 600 ore ed aver conseguito la qualifica di ‘Operaio forestale adddetto agli antincendi boschivi’. In fase di selezione, la Commissione accerterà il requisito della formazione tecnico-pratica e il possesso di attestazione di corso di formazione professionale rilasciato dalla Regione Campania”.
Per l’accesso al profilo professionale occorre: l’assolvimento dell’obbligo scolastico (scuola dell’obbligo) o diploma di istruzione secondaria di primo grado; il possesso di idonei requisiti psico-fisici, relativamente alle mansioni da accertarsi dal medico competente. Gli operai saranno utilizzati per le attività previste nei progetti approvati dall’Ente, nei paesi di Apice, Baselice, Buonalbergo, Castelvetere in Valfortore, Castelfranco in Miscano, Foiano di Valfortore, Ginestra degli Schiavoni, Molinara, Montefalcone Valfortore, San Giorgio la Molara, San Marco dei Cavoti, San Bartolomeo in Galdo, Paduli, Pesco Sannita, Pago Veiano e Sant’Arcangelo a Trimonte.
La richiesta della Comunità Montana sarà pubblicata a partire dal 27 agosto e affissa all’albo Pretorio della Provincia, all’albo del Servizio Centro per l’Impiego Benevento, presso il Centro per l’Impiego di San Bartolomeo in Galdo e sul sito www.provincia.benevento.it, nella pagina web del Centro per l’Impiego di Benevento e resterà esposta fino al 3 settembre 2010. I lavoratori da avviare a selezione in numero doppio secondo le disposizioni della Regione Campania, sono individuati tra i soggetti che entro il giorno 3 settembre 2010 presenteranno per iscritto, presso il Servizio Centro per l’Impiego di Benevento ed il Centro per l’Impiego di San Bartolomeo in Galdo, un’ istanza di prenotazione.
Gli orari degli Uffici sono i seguenti: dalle ore 8.45 alle ore 12,00 (tutti i giorni) fino al venerdì; nei giorni di lunedì/mercoledì il CPI di Benevento è aperto dalle ore 14,30 e fino alle ore 15,45, mentre nei giorni di martedì e giovedì l’orario si protrae fino alle ore 17,00. Il Centro per l’Impiego di San Bartolomeo in Galdo, invece, osserva l’orario pomeridiano del martedì e giovedì dalle ore 15,00 alle ore 17,00, ad eccezione del sabato. Successivamente, il Servizio Centro per l’Impiego di Benevento formulerà la graduatoria degli aventi diritto all’avviamento a selezione secondo le disposizioni vigenti.
(Fonte: ilquaderno.it)
lunedì 23 agosto 2010
Rocky e il gemellaggio

Suggellato in nome di Rocky Marciano il patto di gemellaggio tra il Comune di San Bartolomeo in galdo e quello di Ripa Teatina (Chieti). Rispettivamente i paesi che hanno dato i natali a Pasqualina Picciuto e Querino Marchegiano madre e padre del grande campione italo-americano di pugilato.
La cerimonia solenne è avvenuta ieri sera in via Pasquale Circelli dov’è stato allestito anche un ring per il “Primo trofeo Rocky Marciano”.
Nell’intermezzo degli incontri, il sindaco del centro fortorino, Enzo Sangregorio, ha consegnato al collega abruzzese, Mauro Petrucci, la targa, le chiavi della cittadina e un pergamena del patto firmato da entrambi i primi cittadini. Una celebrazione molto sentita dalle due rappresentanze. «Un legame di fratellanza che unisce le nostre comunità», hanno ribadito i sindaci sotto i gonfaloni dei propri comuni.
Nell’ambito della manifestazione c’è poi stata a consegna del “Primo premio Rocky Marciano all’emigrante fortorino”. Un riconoscimento a quelle persone che si sono distinte col proprio impegno nell’ambito economico, scientifico e culturale.
Consegnato da Petrucci ai parenti della madre del campione “il premio alla memoria” a Pasqualina Picciuto. A sua volta al sindaco di Baselice, Domenico Canonico, è stato assegnato il compito di dare “Il premio all’informazione” al giornalista, di origini baselicesi, Francesco del Vecchio.
Al padrone di casa, Sangregorio, l’incarico di consegnare “Il premio all’emigrante” al costruttore edile Francesco Saverio Gallo, nato a San Bartolomeo ma residente in provincia di Torino.
Infine, da registrare la partecipazione del presidente, Mario Collarile, e tutto il vertice provinciale del Coni.
domenica 22 agosto 2010
Gemellaggio in nome di Rocky

Oggi domenica 22 agosto a San Bartolomeo in Galdo sarà sigillato il gemellaggio tra
la cittadina fortorina e la città di Ripa Teatina (CH) in nome di Rocky
Marciano.
San Bartolomeo, città natale di Pasqualina Picciuto, mamma del
pluricampione di pugilato e Ripa Teatina, città natale di Querino Marcheggiano,
papà di Rocky, finalmente a distanza di un anno dalla proposta congiunta dei
rispettivi sindaci, Enzo Sangragorio e Mauro Petrucci, si uniscono in un patto
di gemellaggio.
Il sindaco e l’amministrazione comunale di San Bartolomeo hanno
organizzato una serie di eventi per celebrare l’avvenimento. E’ stata allestita
una mostra su Rocky Marciano. Per l’occasione è stato anche istituito un premio
all’emigrante fortorino, che sarà consegnato all’imprenditore sanbartolomeano
Francesco Saverio Gallo, imprenditore di successo nel campo edile, il quale ha
iniziato la sua attività di costruttore nella città di Torino, espandendo poi
la sua attività in tutto il territorio italiano.
Sarà consegnato un premio all’informazione al giornalista fortorino, originario di Baselice, Francesco Del Vecchio e infine un premio alla memoria a mamma Pasqualina Picciuto. La celebrazione del gemellaggio si concluderà con il “I° Trofeo interregionale di Pugilato Rocky Marciano” Tra le faderazioni di Campania e Abruzzo.
Gli incontri sono stati organizzati dalla Società Boxe Prisco in collaborazione con il Comune di San Bartolomeo.
Saranno 11 incontri comprendenti le varie categorie.
Gli incontri saranno così suddivisi: Maschiele: Schiano (Campania) vs Creati
(Abruzzo) categoria M. Mosca; Di Domenico (Campania) vs Spezzaferro (Abruzzo)
categoria Mosca; De leva (Campania) vs Paris (Abruzzo) categoria Leggeri; Fusco
(Campania) vs Scidai (Abruzzo) categoria Welter; Contestabile (Campania) vs
Grimaldi (Abruzzo) categoria Welter; Pasquariello (Campania) vs Montero
(Abruzzo) categoria S. Welter; Belvedere (Campania) vs Patric (Abruzzo)
categoria Medi; Maraschi (Campania) vs Di Pietro (Abruzzo) categoria M.
Massimo; Sottili (Campania) vs Rizzacasa (Abruzzo) categoria S. Massimo.
Femminile: Marzana (Campania) vs Di Michele (Abruzzo) Piuma.
giovedì 12 agosto 2010
Nel 2011 due nuovi parchi eolici in Campania

Presto due nuovi impianti eolici in Campania, con una potenza complessiva di 72 Megawatt. E’ quanto prevede Edison nel suo piano di crescita nel settore delle rinnovabili.
In questa direzione ha appena concluso, attraverso la controllata Edens (Edison Energie Speciali), l’acquisto del Parco Eolico San Francesco Srl che gestisce un grande impianto da 26 Megawatt in provincia di Crotone.
Oggi Edison gestisce oltre 2.100 Megawatt di capacità produttiva da fonte rinnovabile. Nel settore eolico l’azienda vuole costruire nuovi parchi: oltre a quello campano, è stata avviata la costruzione di un impianto da 30 Megawatt in provincia di Messina. Entrambi entreranno in funzione nel 2011.
(Fonte: www.denaro.it)
mercoledì 11 agosto 2010
Distretto culturale, convocare gli stati generali
di Rito Martignetti*
In questa delicata fase storica pre-federalista, bisogna votarsi da subito a pratiche virtuose di spesa pubblica, cominciando dal settore culturale, sistematicamente maltrattato ma potenzialmente strategico. Ben vengano i controlli sui “furbetti del no profit”: falsi agriturismi e finte associazioni culturali.
Nemmeno da sottovalutare è la crociata lanciata dal sindaco e critico d’arte Vittorio Sgarbi contro lo spreco di soldi pubblici per l’arte contemporanea, un business per la gioia di pochi, che prosciuga i bilanci di enti locali sempre meno interessati alle sorti dei musei classici della memoria e dell’identità. Fiumi ancora pieni di nuovo denaro pubblico confluiscono in consolidati progetti senza fondo, lasciando a bocca asciutta chi si aspetta occasioni di coinvolgimento diffuso e di lavoro.
Altri territori, meno attrezzati del nostro per esempio in termini di beni immateriali, riconvertono e rilanciano le loro spente economie sfruttando i dimenticati “giacimenti culturali”. Non è per caso che la Fondazione Cariplo continui a credere nel suo “Progetto Sviluppo Sud per la nascita dei distretti culturali”, pronta a sborsare fino a quattro milioni di euro per ogni nuovo distretto. L’Abruzzo e la Sicilia già prevedono i distretti culturali turistici per legge regionale.
A Faenza, il consolidamento di un “distretto culturale evoluto” affidato all’esperto prof. Pier Luigi Sacco è stato finanziato con 400mila euro, di cui solo 100mila a carico del Comune. Ebbene, qualcuno ha gridato allo scandalo per la spesa troppo alta! Pensiamo al costo totale (anche solo annuale) e ai “ritorni” delle manifestazioni che si tengono nel Sannio, generosamente foraggiate dalle giunte! Ma l’8 luglio scorso è apparso finalmente un raggio di luce all’orizzonte, grazie alle seguenti dichiarazioni dell’assessore provinciale alla cultura, ing. Carlo Falato:
“Ora il nostro impegno è quello di realizzare un vero e proprio Distretto Culturale per l’entroterra campano nel quale confluiscano le sinergie e le progettualità di tutti i soggetti pubblici e privati, nonché delle organizzazioni e delle associazioni che intervengono nella filiera turistica, per realizzare un forte modello di sviluppo turistico locale.”
Alla luce di queste importanti affermazioni, ISIDEA invita l’assessore Falato a convocare, a settembre prossimo, gli “Stati Generali della Cultura”, portando in discussione un progetto-bozza di Distretto culturale. In caso contrario, mutuando l’esperienza di Terni che si affida a questa soluzione per salvare centinaia di posti di lavoro, ISIDEA, anche attraverso facebook, raccoglierà le adesioni ad una petizione popolare di uno specifico “Comitato per un Distretto Culturale”.
presidente di ISIDEA*
In questa delicata fase storica pre-federalista, bisogna votarsi da subito a pratiche virtuose di spesa pubblica, cominciando dal settore culturale, sistematicamente maltrattato ma potenzialmente strategico. Ben vengano i controlli sui “furbetti del no profit”: falsi agriturismi e finte associazioni culturali.
Nemmeno da sottovalutare è la crociata lanciata dal sindaco e critico d’arte Vittorio Sgarbi contro lo spreco di soldi pubblici per l’arte contemporanea, un business per la gioia di pochi, che prosciuga i bilanci di enti locali sempre meno interessati alle sorti dei musei classici della memoria e dell’identità. Fiumi ancora pieni di nuovo denaro pubblico confluiscono in consolidati progetti senza fondo, lasciando a bocca asciutta chi si aspetta occasioni di coinvolgimento diffuso e di lavoro.
Altri territori, meno attrezzati del nostro per esempio in termini di beni immateriali, riconvertono e rilanciano le loro spente economie sfruttando i dimenticati “giacimenti culturali”. Non è per caso che la Fondazione Cariplo continui a credere nel suo “Progetto Sviluppo Sud per la nascita dei distretti culturali”, pronta a sborsare fino a quattro milioni di euro per ogni nuovo distretto. L’Abruzzo e la Sicilia già prevedono i distretti culturali turistici per legge regionale.
A Faenza, il consolidamento di un “distretto culturale evoluto” affidato all’esperto prof. Pier Luigi Sacco è stato finanziato con 400mila euro, di cui solo 100mila a carico del Comune. Ebbene, qualcuno ha gridato allo scandalo per la spesa troppo alta! Pensiamo al costo totale (anche solo annuale) e ai “ritorni” delle manifestazioni che si tengono nel Sannio, generosamente foraggiate dalle giunte! Ma l’8 luglio scorso è apparso finalmente un raggio di luce all’orizzonte, grazie alle seguenti dichiarazioni dell’assessore provinciale alla cultura, ing. Carlo Falato:
“Ora il nostro impegno è quello di realizzare un vero e proprio Distretto Culturale per l’entroterra campano nel quale confluiscano le sinergie e le progettualità di tutti i soggetti pubblici e privati, nonché delle organizzazioni e delle associazioni che intervengono nella filiera turistica, per realizzare un forte modello di sviluppo turistico locale.”
Alla luce di queste importanti affermazioni, ISIDEA invita l’assessore Falato a convocare, a settembre prossimo, gli “Stati Generali della Cultura”, portando in discussione un progetto-bozza di Distretto culturale. In caso contrario, mutuando l’esperienza di Terni che si affida a questa soluzione per salvare centinaia di posti di lavoro, ISIDEA, anche attraverso facebook, raccoglierà le adesioni ad una petizione popolare di uno specifico “Comitato per un Distretto Culturale”.
presidente di ISIDEA*
martedì 10 agosto 2010
Pontelandolfo ricorda i sanguinosi fatti del 14 agosto 1861

14 agosto, Pontelandolfonews.com, in collaborazione con il comune e il Comitato Civico per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, celebreranno la Giornata del Ricordo, istituita con delibera di Consiglio Comunale n. 19 del 2.10.2004, in memoria dei concittadini vittime dei violenti fatti del 14 agosto 1861.
sabato 7 agosto 2010
Banca popolare schiaffo inaccettabile
Gaetano Pietropaolo*
Negli ultimi giorni abbiamo avuto modo di leggere sulle cronache nazionali e locali della presunta truffa, organizzata da un sedicente professionista napoletano, relativa alla Banca Popolare del Meridione. Stando a quanto si apprende dalle prime notizie emerse, sembrerebbe un caso da manuale. Si decide di fondare una banca, si raccolgono i fondi convincendo centinaia di risparmiatori e poi si sparisce…coi soldi si intende!
Fermo restando la presunzione di innocenza -spero per l’autore del misfatto e per i risparmiatori che si tratti solo di un equivoco – vorrei fare una breve riflessione a carattere più generale.
Un simile caso sarebbe una ferita, l’ennesima, che brucia forte, a chi ci ha rimesso i soldi ovviamente, ma anche ad un’intera collettività.
Dando a questa truffa il nome di “Banca Popolare del Meridione”, gli autori del misfatto non si sono accorti di fare un torto a quella maggioranza di meridionali onesti che con l’illegalità non hanno nulla a che fare.
In periodi in cui l’opinione pubblica e una buona parte della politica nazionale non è sicuramente accomodante nei confronti della gente del Sud, utilizzare l’aggettivo meridionale per denominare un imbroglio mi sembra l’ennesimo schiaffo ad una comunità, quella meridionale, che è già costretta a subirsi gli insulti di Salvini & company e che vive, ormai da secoli, mascherata dai pregiudizi e dai luoghi comuni.
La mia, più che una lettera al giornale è quindi un appello a chiunque abbia intenzione di cimentarsi in affari poco chiari, avventure strane, cricche e associazioni per delinquere di non mettere in mezzo i meridionali.
Possibilmente cercate di desistere dal fare stupidaggini. Sarebbe meglio per tutti, soprattutto per voi. Ma se proprio dovete, chiamatevi come volete. Il vocabolario italiano è pieno di nomi, aggettivi e simili. Vi saremmo grati se lasciaste stare gli appellativi Sud, meridione, Mezzogiorno, meridionale ecc. che non appartengono, per fortuna, solo a voi.
Coordinatore L’ALTRO SUD*
Lettera pubblicata su "Il Mattino" del 6 agosto
Negli ultimi giorni abbiamo avuto modo di leggere sulle cronache nazionali e locali della presunta truffa, organizzata da un sedicente professionista napoletano, relativa alla Banca Popolare del Meridione. Stando a quanto si apprende dalle prime notizie emerse, sembrerebbe un caso da manuale. Si decide di fondare una banca, si raccolgono i fondi convincendo centinaia di risparmiatori e poi si sparisce…coi soldi si intende!
Fermo restando la presunzione di innocenza -spero per l’autore del misfatto e per i risparmiatori che si tratti solo di un equivoco – vorrei fare una breve riflessione a carattere più generale.
Un simile caso sarebbe una ferita, l’ennesima, che brucia forte, a chi ci ha rimesso i soldi ovviamente, ma anche ad un’intera collettività.
Dando a questa truffa il nome di “Banca Popolare del Meridione”, gli autori del misfatto non si sono accorti di fare un torto a quella maggioranza di meridionali onesti che con l’illegalità non hanno nulla a che fare.
In periodi in cui l’opinione pubblica e una buona parte della politica nazionale non è sicuramente accomodante nei confronti della gente del Sud, utilizzare l’aggettivo meridionale per denominare un imbroglio mi sembra l’ennesimo schiaffo ad una comunità, quella meridionale, che è già costretta a subirsi gli insulti di Salvini & company e che vive, ormai da secoli, mascherata dai pregiudizi e dai luoghi comuni.
La mia, più che una lettera al giornale è quindi un appello a chiunque abbia intenzione di cimentarsi in affari poco chiari, avventure strane, cricche e associazioni per delinquere di non mettere in mezzo i meridionali.
Possibilmente cercate di desistere dal fare stupidaggini. Sarebbe meglio per tutti, soprattutto per voi. Ma se proprio dovete, chiamatevi come volete. Il vocabolario italiano è pieno di nomi, aggettivi e simili. Vi saremmo grati se lasciaste stare gli appellativi Sud, meridione, Mezzogiorno, meridionale ecc. che non appartengono, per fortuna, solo a voi.
Coordinatore L’ALTRO SUD*
Lettera pubblicata su "Il Mattino" del 6 agosto
venerdì 6 agosto 2010
Fortore, presentazione del libro “Terroni” di Pino Aprile

di Sergio Truglio
In occasione dei centocinquanta anni dell’Unità d’Italia, il circolo “Steven Bantu Biko” di San Bartolomeo in Galdo organizza un incontro con Pino Aprile autore del libro:"Terroni.Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero meridionali".
Nella gioia dei festeggiamenti per l'Unità della Penisola, l’autore pugliese, scevro da ogni retorica risorgimentale, ci ricorda, o più spesso ci porta a conoscenza degli avvenimenti su cui si fonda l’Italia unita. Dopo aver letto il suo libro, ci poniamo alcune domande che finora non avremmo mai lontanamente pensato: Garibaldi ed i suoi Mille erano eroi o delinquenti assassini? A sentire il discorso del nizzardo, tenuto il 5 dicembre 1861, al parlamento piemontese, qualche dubbio ci viene. Così Garibaldi descrive quei giovani che la storia del risorgimento ci ha insegnato essere i migliori giovani dell'epoca, imbevuti degli ideali risorgimentali di Mazzini, Cattaneo e Pisacane: “Tutti generalmente di origine pessima e per lo più ladra; e tranne poche eccezioni con radici genealogiche nel letamaio della violenza e del delitto”; i briganti erano davvero la peggiore feccia della criminalità dell'epoca o partigiani? Perché il giacimento di gas metano più grande d'Europa, non ha portato nessun beneficio ai paesi del subappennino dauno?
Come sempre “est modus in rebus”, ma il libro di Pino Aprile ti aiuta a guardarle dalla parte degli sconfitti.
L’appuntamento è per lunedì 9 luglio alle ore 18:30 presso la Biblioteca comunale di San Bartolomeo in Galdo.
(Per ingradire il manifesto clicca sulla foto)
giovedì 5 agosto 2010
Il Wwf contro i tralicci

Postiamo un interessante articolo apparso su "Il quaderno.it" dal titolo "Energia elettrica, Wwf contro la linea Terna Benevento-Foggia: autostrada a 8 corsie e Sannio usato come autogrill".
Il WWF, Sezione provinciale di Benevento ha commentato la decisione della Terna (società che gestisce la manutenzione e/o distribuzione di energia elettrica) di ammodernare la rete in Italia e che “nella nostra regione vuole sostituire l’attuale rete di distribuzione di 380 KVolt (gli elettrodotti con i grossi tralicci a 4 braccia) che trasporta l’energia dalla stazione elettrica ‘Benevento 2’ (tra Contrada San Vitale e Apollosa) alla stazione elettrica di Foggia”.
Secondo il WWF “l’intento di Terna è smontare la linea esistente e costruirne un'altra con una portata sei volte superiore a quella attuale. La nuova linea ricalcherebbe per la maggior parte il tracciato attuale, mentre presso Paduli dovrebbe deviare attraversando longitudinalmente, quasi per intero, il territorio comunale e andando a investire il territorio di San Giorgio la Molara, fino a Ginestra degli Schiavoni, dove la linea ritornerebbe di nuovo verso la vecchia linea ad Ariano Irpino per poi dirigersi verso Foggia”.
Questa la domanda che si pone l’associazione ambientalista: perché va verso il Fortore e poi ritorna sulla stessa linea?
Un’ipotesi “potrebbe essere quella di raccogliere l’energia prodotta dagli impianti eolici e di immetterla in rete per poi distribuirla nei luoghi di maggiore consumo. Infatti, nei comuni del Fortore e principalmente nel comune di San Giorgio la Molara sono previsti ampliamenti degli impianti eolici esistenti, andando così a infittire ancora di più la ‘foresta’ di torri, pale e tralicci che ha modificato quasi integralmente il paesaggio. Proprio nel territorio di San Giorgio la Molara, la Edison e l’IVPC si contendono una ‘toppa’ e hanno previsto separatamente delle installazioni che si sovrappongono”.
“Un tempo – ha aggiunto il WWF - era il Comune a regolamentare e approvare l’installazione delle pale eoliche nel suo territorio. Oggi con la nuova normativa, i progetti sono approvati direttamente dalla Regione, sovrastando le programmazioni locali e approvando le richieste alla cieca senza tener conto della programmazione territoriale strategica locale anche dove c’è”.
A questo punto l’associazione, però, fa altre ipotesi sui motivi che spingono la Terna ad ammodernare la linea: potrebbe trasportare, in tal caso, anche l’energia elettrica degli impianti proposti, ossia la centrale a turbogas di Ponte Valentino ancora in valutazione presso i Ministeri competenti o l’impianto a biomasse (o inceneritore) di San Salvatore Telesino, per il momento bocciato e il previsto impianto idroelettrico della diga sul Tammaro.
“La nuova linea Terna Benevento-Foggia – ha concluso il WWF - rischia di diventare l’autostrada a ‘otto corsie’ dell’energia e il Sannio il territorio dove installare tutti gli ‘autogrill’ relativi: eolico, turbogas, idroelettrico, biomasse...”.
www.ilquaderno.it
mercoledì 4 agosto 2010
Bonifica di Serra Pastore, approvato progetto definitivo
E' stato approvato il progetto definitivo per la bonifica della discarica di San Bartolomeo in Galdo in località Serra Pastore. Lo rende noto l'assessore provinciale all'ambiente, Gianluca Aceto, che ne ha ricevuto formale comunicazione dal Settore ecologia e tutela dell'ambiente della Regione Campania.
Aceto ha rilasciato alla Stampa la seguente dichiarazione.
«Sebbene il percorso per la bonifica di Serra Pastore sia stato caratterizzato finora da una eccessiva lentezza, non possiamo che auspicare che l'approvazione definitiva del progetto da parte della Regione possa segnare una inversione di tendenza ed accelerare gli interventi necessari per evitare danni all'ambiente circostante. La Provincia di Benevento, ha continuato l'assessore, sin dal novembre dell'anno scorso, nel rispetto dei tempi fissati in una riunione in Prefettura nel corso della quale vari soggetti assunsero impegni precisi a favore di Serra Pastore, realizzò a proprie spese la copertura della discarica, condizione necessaria ad avviare la bonifica: ebbene, un recente sopralluogo del Corpo forestale dello Stato ha attestato che l'intervento della Provincia è stato perfettamente eseguito e che la copertura assolve al proprio compito. Ora, però, bisogna passare alla fase conclusiva del programma di risanamento e mi auguro che la Astir spa, che sovrintende alla discarica, realizzi il programma».
Aceto ha rilasciato alla Stampa la seguente dichiarazione.
«Sebbene il percorso per la bonifica di Serra Pastore sia stato caratterizzato finora da una eccessiva lentezza, non possiamo che auspicare che l'approvazione definitiva del progetto da parte della Regione possa segnare una inversione di tendenza ed accelerare gli interventi necessari per evitare danni all'ambiente circostante. La Provincia di Benevento, ha continuato l'assessore, sin dal novembre dell'anno scorso, nel rispetto dei tempi fissati in una riunione in Prefettura nel corso della quale vari soggetti assunsero impegni precisi a favore di Serra Pastore, realizzò a proprie spese la copertura della discarica, condizione necessaria ad avviare la bonifica: ebbene, un recente sopralluogo del Corpo forestale dello Stato ha attestato che l'intervento della Provincia è stato perfettamente eseguito e che la copertura assolve al proprio compito. Ora, però, bisogna passare alla fase conclusiva del programma di risanamento e mi auguro che la Astir spa, che sovrintende alla discarica, realizzi il programma».
lunedì 2 agosto 2010
La kafkiana fine dell'ospedale di San Bartolomeo

Siamo all’epilogo kafkiano di una storia durata sessant'anni. Viene soppresso l’ospedale di San Bartolomeo. Ma come si può sopprimere una struttura che non è mai stata aperta? Che non è mai entrata funzione? Dove nessun medico o infermiere ha mai messo piede? Dove nessun paziente ha mai varcato la porta d’ingresso?
Eppure il governo Berlusconi ha approvato il Piano ospedaliero presentato dal presidente della giunta regionale Stefano Caldoro, che prevede la cancellazione di questa struttura.
Dove per più di mezzo secolo si sono buttati oltre venti milioni di euro. Un palazzo di cinque piani inaugurato nel 1958 dove ancora sino ad oggi sono stati investiti fondi per adeguare gli impianti alle nuove normative.
Un pozzo di san Patrizio usato in ogni campagna elettorale per creare consenso e scappare via dopo aver ottenuto centinaia e centinaia di voti.
E' terminata dunque la speranza che un giorno l’ospedale sarebbe potuto entrare in funzione e servire una popolazione alla quale da sempre sono negati i più elementari diritti costituzionali.
I cittadini si dovranno accontentare di un Pronto soccorso per le urgenze territoriali per il quale è stato firmato, solo dopo una lunga protesta dell’attuale amministrazione di San Bartolomeo, il decreto di apertura.
La fine di questa triste vicenda è l’emblema del fallimento di un’intera classe politica che ha sempre e solo pensato a custodire il proprio potere mentre la povera gente moriva sulle strade del Fortore nell'intento di giungere il prima possibile all'ospedale più vicino.
venerdì 30 luglio 2010
Casalduni rievoca i moti dell’agosto 1861

"Casalduni non dimentica e si appresta a rievocare i tragici eventi del 14 agosto del 1861 in occasione dei moti rivoluzionari che cambiarono la storia di due comunità, quella di Casalduni e di Pontelandolfo. La nostra manifestazione ha l'obiettivo di far riscrivere, in termini storici più precisi ed equi, gli eventi tremendi di quei giorni che sconvolsero i comuni di Casalduni, totalmente incendiata dalle truppe piemontesi, e di Pontelandofo, dove persero la vita quasi 1800 abitanti". Così il sindaco di Casalduni, Raimondo Mazzarelli, motiva la manifestazione Castrum Casaldonis Eventum, promossa ed organizzata dall'amministrazione comunale e dalla Pro loco di Casalduni, che prende il via domani alle 10 con la presentazione del libro Terroni di Pino Aprile.
Il momento clou della manifestazione sarà invece domenica sera quando un centinaio di figuranti, con vestiti dell'epoca, nel centro storico del paese daranno vita alla rievocazione storica dei Moti dell'agosto del 1861.
Nel corso della due giorni ci saranno anche altri incontri culturali, tra cui la presentazione del libro del professor Vincenzo Gulì Luigi Alonzi, detto Chiavone, e un convegno sul "Centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia-Siamo mai stati davvero fratelli?" al quale interverranno, tra gli altri, docenti univesritari, Diego Robotti (funzionario dell'Archivio di Stato per il Piemonte e la Valle d'Aosta), e una delegazione di amministratori piemontesi.
(fonte: ansa)
Controllori e controllati
Cambia l’ordine dei fattori ma il risultato non muta. È quanto accaduto ieri con l’elezione di Antonio Martusciello a commissario dell’Agcom al posto di Giancarlo Innocenzi (quest’ultimo si dimise in seguito all'inchiesta della procura di Trani dove dalle intercettazioni telefoniche emersero le pressioni che Berlusconi fece su di lui per chiudere la trasmissione Annozero di Michele Santoro).
Quello che dovrebbe essere un organo di garanzia diventa ancora una volta terreno di conflitto di interesse. Martusciello è tra i fondatori di Forza Italia in Campania. Nominato deputato per la prima volta nel 1994 diventa sottosegretario all'Ambiente e viceministro ai Beni culturali con i ministri Urbani e Buttiglione. È considerato un fedelissimo di Berlusconi.
L'esponente politico ha ottenuto al Senato 132 voti, mentre 7 a Giacomo Caliendo, 5 a Piersilvio Berlusconi, 4 a Silvio Berlusconi, 3 a Vincenzo Vita e 2 a Marcello Dell'Utri.
Quello che dovrebbe essere un organo di garanzia diventa ancora una volta terreno di conflitto di interesse. Martusciello è tra i fondatori di Forza Italia in Campania. Nominato deputato per la prima volta nel 1994 diventa sottosegretario all'Ambiente e viceministro ai Beni culturali con i ministri Urbani e Buttiglione. È considerato un fedelissimo di Berlusconi.
L'esponente politico ha ottenuto al Senato 132 voti, mentre 7 a Giacomo Caliendo, 5 a Piersilvio Berlusconi, 4 a Silvio Berlusconi, 3 a Vincenzo Vita e 2 a Marcello Dell'Utri.
giovedì 29 luglio 2010
Il Fortore e l'inquinamento
La notizia che la foce del Fortore sia “fortemente inquinata” (repubblica.it) ci riporta al fatto che nel tratto campano del corso d'acqua ci sia ancora la presenza di salmonella. Per questo da mesi c'è il divieto di attingere l’acqua per usi irrigui ed è stato istituito un apposito tavolo tecnico per il monitoraggio del fiume. Ma ad oggi ancora non c’è stata nessuna spiegazione su come il batterio sia finito in queste acque.
Non si dimentichi, poi, che l’estate scorsa nella diga Occhito, dove il corso del Fortore viene raccolto, comparve la cosiddetta alga rossa, un altro batterio che preoccupò le popolazioni di quest’area.
Dunque, uno stato di salute non proprio ottimo per il fiume sulle cui rive, secondo qualche storico, fu combattuta la famosa battaglia di Canne.
mercoledì 28 luglio 2010
Quel comma 29 ammazza i blog Inammissibile lo diciamo noi!

Le buone non sono servite a nulla: l'estensione dell'obbligo di rettifica previsto dalla legge sulla stampa del 1948 ai blog sta per diventare legge. E nella sua versione originaria, che prevede una sanzione fino a 12.500 euro per qualunque gestore di siti informatici “ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica” che non proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta e secondo precisi criteri di grafici, di posizionamento e visibilità. Gli emendamenti proposti al testo del comma contenente la norma (il 29 dell'articolo 1), sia quelli abrogativi avanzati dal PD che quelli migliorativi, come quello dell'on. Cassinelli del PDL, sono stati ritenuti infatti “inammissibili” dall'on. Bongiorno. Con un provvedimento che l'avvocato Guido Scorza non esita a definire “lapidario” e “pressoché privo di motivazione”.
Ad aggiungere al danno la beffa, tutto questo avviene proprio mentre “cade il bavaglio alla stampa”, grazie anche ai voti di PD e UDC all'emendamento del Governo. Che naturalmente non conteneva alcuna previsione riguardante la Rete. Nella battaglia scatenata dai giornali negli ultimi mesi, del resto, non se ne è mai letto praticamente nulla. Come se la libertà di espressione nel nostro Paese non si misurasse già oggi, e sempre più in futuro, su Internet.
Diciamo “le buone” perché il tentativo, inizialmente, è stato quello di provare a far ragionare il legislatore. Metterlo di fronte ad argomenti, a dati di fatto. Ad esempio che sia errato equiparare un blog qualsiasi a una testata registrata. Che sia errato mettere sullo stesso piano la diffusione professionale e amatoriale di notizie. Che sia inconcepibile pretendere da chiunque apra un sito per esprimere liberamente la propria opinione che non possa assentarsi dalla propria pagina per un fine settimana senza rischiare di trovarsi con migliaia di euro da pagare.
Che sia antistorico credere che una legge concepita nel 1948 possa cogliere adeguatamente le dinamiche dell'informazione online. Che sia barbaro disincentivare la libera circolazione delle idee, instillare la paura e il sospetto in chi sfidi il “bavaglio” e fornire un ulteriore strumento intimidatorio ai potenti di turno, che potranno agitare la minaccia della rettifica – con tutto il carrozzone giudiziario che ne consegue – a ogni notizia sgradita. Quanti dei blogger, che per la stragrande maggioranza scrivono senza ricavare un euro dalla loro attività e anzi investendo gran parte del loro tempo libero, saranno disposti ad accollarsi le spese adeguate a dimostrare la fondatezza della propria notizia? Pochi. Gli altri finiranno per piegarsi.
Magari dovendosi pure registrarsi presso una qualche “autorità” (il tribunale, l'Agcom o chissà che altro) per rendersi reperibili in caso di guai. Dire la verità, insomma, potrebbe non bastare per dormire sonni tranquilli.
È ora dunque di alzare la voce. Tutti insieme. Perché questo non è il primo tentativo di mettere il “bavaglio” alla Rete, e di certo – visto che sta per avere successo – non sarà l'ultimo. Ieri con l'alibi della sicurezza si è burocratizzato come in nessun Paese libero l'accesso da luoghi pubblici e in mobilità. Oggi con la scusa del rispetto per la verità si è fatto un passo in avanti forse decisivo per approvare l'obbligo di rettifica. Domani potrebbe toccare a filtri preventivi e a nuovi reati creati appositamente per il Web. Per colpire la Rete e in particolare i social networks, un potenziale di dissenso che dà fastidio a chi l'informazione è abituato a controllarla come gli pare e piace.
I disegni di legge ci sono già, basta rispolverarli – o creare l'ennesimo scandalo mediatico sulla Rete perché sia legittimo farlo. Adottare misure di questo tipo rappresenta una tendenza in atto in sempre più paesi nel mondo – ma nessuno di questi è un paese democratico. Quello di oggi è un altro piccolo spostamento nella direzione della Cina, della Birmania e dell'Iran. Ma deve essere l'ultimo.
Per questo chiediamo a tutti i blogger, a tutti i lettori, a chiunque abbia a cuore che la Rete rimanga, pur con tutti i suoi difetti, così com'è di dire no. Di dire basta. Prima che venga ridotta a una grande televisione (anche su questo i primi passi sono già stati fatti). Prima che da un luogo di conversazione diventi un megafono.
Lo chiediamo anche a tutti quei giornali che finora hanno taciuto l'esistenza di questo comma, evitando perfino di prendere posizione. Come se questo non fosse un dibattito decisivo per il futuro della libertà. Bene, è ora di schierarsi, e di farlo subito, perché il tempo stringe. È ora di dire all'On. Bongiorno e al Parlamento che se c'è qualcosa di “inammissibile” è questa norma. Che non piace all'opposizione e nemmeno – e qui si rasenta il farsesco - a larghi settori della maggioranza, che pure l'ha proposta. Dimostriamo al legislatore che non piace alla Rete e alla società civile. Chiediamogli di abrogare il comma 29. Prima che faccia danni irreparabili.
www.valigiablu.it
martedì 27 luglio 2010
Eolico, denunce e sequestri a Ginestra degli Schiavoni

Un’indagine degli agenti del Corpo Forestale dello Stato di Castelfranco in Miscano, nel territorio di Ginestra degli Schiavoni, sullo smaltimento delle terre provenienti dai lavori del costruendo Parco eolico, ha portato ad un accertamento parallelo sulla compatibilità ambientale delle pale eoliche.
“Dall’esame della documentazione a corredo del progetto e degli atti autorizzativi - si legge in una nota del Corpo forestale - è emerso che per le aree boscate presenti nel comprensorio interessate dai lavori non era stato espresso parere paesaggistico dalla competente Soprintendenza. Per l’assenza di tale autorizzazione e per il deturpamento delle bellezze naturali, gli uomini della Forestale hanno denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Benevento sei persone".
Da qui il provvedimento del Giudice per le indagini preliminari di procedere al sequestro preventivo di quattro aerogeneratori, eseguito ieri dagli uomini del Corpo forestale.
lunedì 26 luglio 2010
Ddl intercettazioni, ora bisogna salvare i blog

di Simone Aversano
All’articolo 1, comma 29, il disegno di legge sulle intercettazioni recita qualcosa di esclusivo ed inedito, sancendo l’obbligo di rettifica entro 48 ore dalla richiesta per i “siti informatici”. Rettifica da compiere “con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono” (Fonte: Il Sole 24 Ore).
Una previsione legislativa che, seppur ancora all’esame della Camera che dovrà approvarla il prossimo 29 luglio insieme al resto del ddl, spaventa un intero mondo: quello dei blog liberi e della Rete. Non ci vuole troppa conoscenza degli strumenti tecnici offerti dai social media e dalle nuove tecnologie che si avvalgono del Web. Forse non è neppure necessario aver aperto un proprio blog, uno spazio di scrittura e multimedialità su Internet, per comprendere la gravità e le conseguenze di una simile norma, qualora venisse approvata. Sufficiente per capire a cosa si va incontro è semplicemente l’aver navigato tra blog e social media anche solo qualche volta nella vita. Chi conosce anche dall’esterno un blog, uno qualsiasi dei migliaia di esempi appartenenti alla blogosfera, sa benissimo quanto duramente possa incidere una regolamentazione di questo genere su una delle nuovissime professioni (spesso a tempo e fondo perduto) nate dalle tecnologie del futuro.
Continua su caffenews.it
venerdì 23 luglio 2010
Storia di una esistenza maltrattata
di Maria Garofalo
Nel martoriato Sud d’Italia si consumano esistenze maltrattate fino al limite dell’umana sopportazione.
M. è un paese del casertano, in Campania, di antiche e nobili tradizioni rurali. I cittadini di M. sono forgiati al lavoro dei campi da millenni, nel loro DNA c’è la mappa del sudore e della produttività. Poca istruzione, purtroppo, ma una cultura agricola straordinaria unita all’artigianato variegato e prezioso e all’arte di riparare qualunque oggetto rotto. Mestieri utilissimi, un patrimonio indicibile.
Poi è arrivato il Progresso con le sue depravate appendici: Consumismo e Capitalismo.
In pochi decenni hanno strappato ad M. (come a tutti gli altri paesi) le tradizioni ed i mestieri. Hanno indotto intere generazioni a svendere i loro terreni, i casolari, gli animali da soma per migrare altrove, trasformandosi in braccia per le fabbriche del Nord. Campi ridotti a discariche, Terra maledetta!
Ho conosciuto F., una donna forte e volitiva, vive a M., ci è nata ed i suoi antenati quel paese lo hanno costruito. Sposata ad un compaesano ha tre figli e non ha mai pensato di lasciare i luoghi della memoria, eppur tuttavia non nega ai suoi ragazzi la possibilità futura di sperimentare i Paesi del mondo. I suoi genitori col lavoro durissimo ed i frutti delle loro proprietà terriere ed immobiliari avevano garantito alla loro numerosissima prole,con rispettivi nipoti,un’esistenza non ricca ma dignitosa.
Oggi F. è una donna piegata in due. Il marito, sarto e tagliatore di pantaloni fatti a mano, è stato licenziato. L’ultimo laboratorio artigianale dell’intera provincia ha chiuso, la fabbrichetta è stata schiantata dalla cattiva gestione e dai mercati spietati. Fine. La prestigiosa sartoria meridionale è ormai al Nord nelle mani dei cinesi. Fine.
Così a 42 anni, dall’oggi al domani, l’uomo si è ritrovato ad elemosinare un lavoro. Dopo un mese di ricerche ha accettato di fare il muratore per 30 euro al giorno, senza alcuna tutela né garanzie, pagato finchè c’è la commessa. I due figli hanno interrotto l’università e per aiutare la barca fanno i camerieri nelle pizzerie e nei pub con paghe da fame. Di fronte a tali emergenze F. non se n’è stata con le mani in mano e nonostante l’altra figlia piccola si è messa in cerca di un lavoro. La sua caparbia alfine è stata premiata, così poco tempo fa le hanno offerto un impiego. Fiduciosa e volenterosa si è presentata sul posto di lavoro. Trattasi di un asilo e scuola elementare privata , affollata e dalla retta salata; le mansioni di F. sono: bidella-cuoca-addetto alle pulizie. Un factotum, insomma, stipendiato con 350 euro al mese.
Ascoltavo affranta il racconto amaro di F. Dopo un mese di lavoro era stremata dalla fatica e dalle indigenze. Aveva gli occhi rossi di chi riposa poco e piange spesso. Mi raccontava di quanto maggiormente si avverte il peso di un lavoro estenuante a 40 anni.
Ho provato un dolore acuto, profondo; un senso d’impotenza mi ha scossa e così ho deciso di scrivere la sua storia. Tutti questi soprusi avvengono sotto i nostri occhi, codeste barbarie sono all’ordine del giorno fra la rassegnazione dei cittadini e l’indifferenza delle autorità. Finito il suo sfogo disperato mi ha supplicato di mantenere l’anonimato, di non rivelare nemmeno il nome del paese. La mia rabbia montava violenta, l’idea di lasciare impuniti codesti aguzzini mi ripugnava mentre un sottile piacere mi spingeva a disobbedire. Ma le suppliche di F. e la sua convinzione di non trovare giustizia alcuna, piuttosto addirittura, di dover subire le ritorsioni dei disonorati, mi hanno indotta ad un compromesso di cui non vado fiera. Dunque vi ho riferito una crudele verità anonima, permettendo quindi ai cannibali di continuare il loro ributtante pasto, e adesso che il mio articolo è concluso sento il rimorso di lasciar morire nell’oblio la dignità di tutti, compresa la mia.
www.laltrosud.it
Nel martoriato Sud d’Italia si consumano esistenze maltrattate fino al limite dell’umana sopportazione.
M. è un paese del casertano, in Campania, di antiche e nobili tradizioni rurali. I cittadini di M. sono forgiati al lavoro dei campi da millenni, nel loro DNA c’è la mappa del sudore e della produttività. Poca istruzione, purtroppo, ma una cultura agricola straordinaria unita all’artigianato variegato e prezioso e all’arte di riparare qualunque oggetto rotto. Mestieri utilissimi, un patrimonio indicibile.
Poi è arrivato il Progresso con le sue depravate appendici: Consumismo e Capitalismo.
In pochi decenni hanno strappato ad M. (come a tutti gli altri paesi) le tradizioni ed i mestieri. Hanno indotto intere generazioni a svendere i loro terreni, i casolari, gli animali da soma per migrare altrove, trasformandosi in braccia per le fabbriche del Nord. Campi ridotti a discariche, Terra maledetta!
Ho conosciuto F., una donna forte e volitiva, vive a M., ci è nata ed i suoi antenati quel paese lo hanno costruito. Sposata ad un compaesano ha tre figli e non ha mai pensato di lasciare i luoghi della memoria, eppur tuttavia non nega ai suoi ragazzi la possibilità futura di sperimentare i Paesi del mondo. I suoi genitori col lavoro durissimo ed i frutti delle loro proprietà terriere ed immobiliari avevano garantito alla loro numerosissima prole,con rispettivi nipoti,un’esistenza non ricca ma dignitosa.
Oggi F. è una donna piegata in due. Il marito, sarto e tagliatore di pantaloni fatti a mano, è stato licenziato. L’ultimo laboratorio artigianale dell’intera provincia ha chiuso, la fabbrichetta è stata schiantata dalla cattiva gestione e dai mercati spietati. Fine. La prestigiosa sartoria meridionale è ormai al Nord nelle mani dei cinesi. Fine.
Così a 42 anni, dall’oggi al domani, l’uomo si è ritrovato ad elemosinare un lavoro. Dopo un mese di ricerche ha accettato di fare il muratore per 30 euro al giorno, senza alcuna tutela né garanzie, pagato finchè c’è la commessa. I due figli hanno interrotto l’università e per aiutare la barca fanno i camerieri nelle pizzerie e nei pub con paghe da fame. Di fronte a tali emergenze F. non se n’è stata con le mani in mano e nonostante l’altra figlia piccola si è messa in cerca di un lavoro. La sua caparbia alfine è stata premiata, così poco tempo fa le hanno offerto un impiego. Fiduciosa e volenterosa si è presentata sul posto di lavoro. Trattasi di un asilo e scuola elementare privata , affollata e dalla retta salata; le mansioni di F. sono: bidella-cuoca-addetto alle pulizie. Un factotum, insomma, stipendiato con 350 euro al mese.
Ascoltavo affranta il racconto amaro di F. Dopo un mese di lavoro era stremata dalla fatica e dalle indigenze. Aveva gli occhi rossi di chi riposa poco e piange spesso. Mi raccontava di quanto maggiormente si avverte il peso di un lavoro estenuante a 40 anni.
Ho provato un dolore acuto, profondo; un senso d’impotenza mi ha scossa e così ho deciso di scrivere la sua storia. Tutti questi soprusi avvengono sotto i nostri occhi, codeste barbarie sono all’ordine del giorno fra la rassegnazione dei cittadini e l’indifferenza delle autorità. Finito il suo sfogo disperato mi ha supplicato di mantenere l’anonimato, di non rivelare nemmeno il nome del paese. La mia rabbia montava violenta, l’idea di lasciare impuniti codesti aguzzini mi ripugnava mentre un sottile piacere mi spingeva a disobbedire. Ma le suppliche di F. e la sua convinzione di non trovare giustizia alcuna, piuttosto addirittura, di dover subire le ritorsioni dei disonorati, mi hanno indotta ad un compromesso di cui non vado fiera. Dunque vi ho riferito una crudele verità anonima, permettendo quindi ai cannibali di continuare il loro ributtante pasto, e adesso che il mio articolo è concluso sento il rimorso di lasciar morire nell’oblio la dignità di tutti, compresa la mia.
www.laltrosud.it
giovedì 22 luglio 2010
"Ecco i lavori pubblici effettuati dalla Provincia a Baselice"

In riferimento ad un quesito posto attraverso la stampa in questi giorni dal vice coordinatore del PdL di Baselice, il settore Infrastrutture della Provincia di Benevento precisa che i lavori appaltati nel 2008 interessanti la viabilità provinciale in tenimento della stessa Baselice sono stati regolarmente ultimati nell’ottobre 2009.
Tali lavori, che hanno riguardato alcuni tratti delle strade: Baselice-Ponte Carboniera, Serie 34 e San Giovanni, sono stati caratterizzati dalla sistemazione del piano viabile e dalla messa in sicurezza di movimenti franosi ed hanno comportato una spesa complessiva di 423.066 euro.
Allo stato il Settore Infrastrutture sta provvedendo alla elaborazione di un progetto, inserito nel Piano triennale dei lavori pubblici per il 2010, per il risanamento di ulteriori tratti viari di Baselice, per un importo di 150.000 euro.
(Fonte: Ufficio stampa della Provincia)
mercoledì 21 luglio 2010
Comune, dal 2014 riduzione di consiglieri e assessori

Non solo nuovi collegi elettorali per eleggere i propri rappresentanti alla Provincia, ma anche riduzione dei consiglieri e assessori comunali. Sono questi gli effetti della legge 23 dicembre 2009, numero 191.
Per quanto riguarda Baselice, e tutti i Comuni al di sotto dei 3mila abitanti, dagli attuali 12 consiglieri si scenderà a 10. Mentre per gli assessori si passerà da 4 a 3. La legge andrà in vigore dal prossimo anno per cui dal 2014 anche il Comune di Baselice si dovrà attenere alla nuova normativa.
Nel frattempo, l'anno prossimo si voterà nei comuni fortorini di Foiano (sindaco uscente Michelantonio Maffei), Ginestra (sindaco uscente Zaccaria Spina), Castelvetere (sindaco uscente Ettore Gigli) e San Giorgio la Molara (sindaco uscente Lugi Vella).
martedì 20 luglio 2010
Svimez: Sud sempre più povero
La crisi erode ulteriormente la ricchezza al Sud tanto che, colpito duramente dalla recessione, il Pil di quest'area del paese nel 2009 è tornato ai livelli di 10 anni fa. Ma non solo: l'industria, il cui valore aggiunto è crollato del 15,8%, è addirittura "a rischio di estinzione". E' la cupa fotografia scattata dal Rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno 2010, secondo cui serve un nuovo progetto Paese per il Sud, che parta dal rilancio delle infrastrutture, con piano di 38 miliardi di euro.
Nel 2009 il Pil del Sud è calato del 4,5%. Un valore molto più negativo del -1,5% del 2008, leggermente inferiore al dato del Centro-Nord (-5,2%). Il Pil per abitante è pari a 17.317 euro, il 58,8% del Centro-Nord (29.449 euro). Due, si legge, le cause principali dell'andamento recessivo: investimenti che rallentano e famiglie che non consumano. Queste ultime infatti hanno ridotto al Sud la spesa del 2,6% contro l'1,6% del Centro-Nord. Mentre gli investimenti industriali sono crollati del 9,6% nel 2009, dopo la flessione (-3,7%) del 2008.
Disoccupazione record
Dal 2008 al 2009 infatti l'industria manifatturiera del Sud ha perso oltre 100mila posti di lavoro, di cui 61mila soltanto lo scorso anno. In questo modo il gap dell'industria meridionale con il Centro-Nord e il resto dell'Europa si è ulteriormente aggravato. Secondo la Svimez per uscire dall'impasse occorre promuovere una nuova politica industriale specifica per il Sud, con risorse adeguate. E uno degli elementi fondamentali dovrebbe essere costituito dalla fiscalità di vantaggio. Il tasso di occupazione nella media del 2009 è sceso dal 58,7% a 57,5%: su 380mila posti di lavoro in meno in tutto il Paese, 186mila sono stati al Centro-Nord (-1,1%) e 194mila in meno (-3%) al Sud. E al Sud i lavoratori hanno molte meno tutele: al Nord per ogni persona che perde il lavoro, 2 sono protette, al Sud è l'opposto, solo un lavoratore su 3 ottiene la Cig.
Lo spopolamento
Da segnalare poi che in 20 anni quasi 2,4 milioni di persone hanno abbandonato il meridione con 9 emigrati su 10 che si recano al Centro-Nord. Nel solo 2009 114mila persone si sono trasferite dal Sud al Nord, 8mila in meno rispetto al 2008. La crisi, inoltre, ha colpito duro i pendolari, generalmente giovani, laureati e precari. Nel 2009 sono stati 147mila, in calo del 14,8% rispetto al 2008, pari a 26mila in meno.Un Meridionale su tre a rischio povertà - In valori assoluti, al Sud, si tratta di 6 milioni 838mila persone, fra cui 889mila lavoratori dipendenti e 760mila pensionati. I dati - gli ultimi disponibili, relativi alla situazione 2007 - emergono dal Rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno secondo cui ben il 44% delle famiglie meridionali, quasi una famiglia su due, non ha potuto sostenere una spesa imprevista di 750 euro (26% al Centro-Nord).
Secondo il rapporto, il 14% delle famiglie meridionali vive con meno di 1.000 euro al mese, un dato quasi tre volte superiore all'altra ripartizione (5,5%). Ed è da considerare che nel 47% delle famiglie meridionali vi è un unico stipendio, fetta che passa addirittura al 54% nel caso della Sicilia. Hanno inoltre a carico tre o più familiari il 12% delle famiglie meridionali, un dato quattro volte superiore al Centro-Nord (3,7%), che arriva al 16,5% in Campania. Ma il rischio povertà, secondo la Svimez, resta anche con due stipendi. Nel 2008, inoltre, è arrivata con difficoltà a fine mese oltre una famiglia su 4 (25,9%), contro il 13,2% del Centro-Nord.
Una famiglia su cinque non ha i soldi per andare dal medico
Una su cinque non si può permettere di pagare il riscaldamento. E' quanto rivela il rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno 2010. Secondo la Svimez, nel 2008 nel 30% delle famiglie al Sud sono mancati i soldi per i vestiti e nel 16,7% dei casi si sono pagate in ritardo le bollette. Otto famiglie su 100 hanno rinunciato ad alimentari necessari, il 21% non ha avuto soldi per il riscaldamento (27,5% in Sicilia) e il 20% per andare dal medico (in Sicilia e Campania circa il 25%).
Fonte: tiscali.it
Nel 2009 il Pil del Sud è calato del 4,5%. Un valore molto più negativo del -1,5% del 2008, leggermente inferiore al dato del Centro-Nord (-5,2%). Il Pil per abitante è pari a 17.317 euro, il 58,8% del Centro-Nord (29.449 euro). Due, si legge, le cause principali dell'andamento recessivo: investimenti che rallentano e famiglie che non consumano. Queste ultime infatti hanno ridotto al Sud la spesa del 2,6% contro l'1,6% del Centro-Nord. Mentre gli investimenti industriali sono crollati del 9,6% nel 2009, dopo la flessione (-3,7%) del 2008.
Disoccupazione record
Dal 2008 al 2009 infatti l'industria manifatturiera del Sud ha perso oltre 100mila posti di lavoro, di cui 61mila soltanto lo scorso anno. In questo modo il gap dell'industria meridionale con il Centro-Nord e il resto dell'Europa si è ulteriormente aggravato. Secondo la Svimez per uscire dall'impasse occorre promuovere una nuova politica industriale specifica per il Sud, con risorse adeguate. E uno degli elementi fondamentali dovrebbe essere costituito dalla fiscalità di vantaggio. Il tasso di occupazione nella media del 2009 è sceso dal 58,7% a 57,5%: su 380mila posti di lavoro in meno in tutto il Paese, 186mila sono stati al Centro-Nord (-1,1%) e 194mila in meno (-3%) al Sud. E al Sud i lavoratori hanno molte meno tutele: al Nord per ogni persona che perde il lavoro, 2 sono protette, al Sud è l'opposto, solo un lavoratore su 3 ottiene la Cig.
Lo spopolamento
Da segnalare poi che in 20 anni quasi 2,4 milioni di persone hanno abbandonato il meridione con 9 emigrati su 10 che si recano al Centro-Nord. Nel solo 2009 114mila persone si sono trasferite dal Sud al Nord, 8mila in meno rispetto al 2008. La crisi, inoltre, ha colpito duro i pendolari, generalmente giovani, laureati e precari. Nel 2009 sono stati 147mila, in calo del 14,8% rispetto al 2008, pari a 26mila in meno.Un Meridionale su tre a rischio povertà - In valori assoluti, al Sud, si tratta di 6 milioni 838mila persone, fra cui 889mila lavoratori dipendenti e 760mila pensionati. I dati - gli ultimi disponibili, relativi alla situazione 2007 - emergono dal Rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno secondo cui ben il 44% delle famiglie meridionali, quasi una famiglia su due, non ha potuto sostenere una spesa imprevista di 750 euro (26% al Centro-Nord).
Secondo il rapporto, il 14% delle famiglie meridionali vive con meno di 1.000 euro al mese, un dato quasi tre volte superiore all'altra ripartizione (5,5%). Ed è da considerare che nel 47% delle famiglie meridionali vi è un unico stipendio, fetta che passa addirittura al 54% nel caso della Sicilia. Hanno inoltre a carico tre o più familiari il 12% delle famiglie meridionali, un dato quattro volte superiore al Centro-Nord (3,7%), che arriva al 16,5% in Campania. Ma il rischio povertà, secondo la Svimez, resta anche con due stipendi. Nel 2008, inoltre, è arrivata con difficoltà a fine mese oltre una famiglia su 4 (25,9%), contro il 13,2% del Centro-Nord.
Una famiglia su cinque non ha i soldi per andare dal medico
Una su cinque non si può permettere di pagare il riscaldamento. E' quanto rivela il rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno 2010. Secondo la Svimez, nel 2008 nel 30% delle famiglie al Sud sono mancati i soldi per i vestiti e nel 16,7% dei casi si sono pagate in ritardo le bollette. Otto famiglie su 100 hanno rinunciato ad alimentari necessari, il 21% non ha avuto soldi per il riscaldamento (27,5% in Sicilia) e il 20% per andare dal medico (in Sicilia e Campania circa il 25%).
Fonte: tiscali.it
lunedì 19 luglio 2010
Crescenzo del Vecchio sbarca su facebook
Buongiorno a tutti. Oggi parliamo di un grande maestro scomparso qualche anno fa.
Lo facciamo poiché ritorna tra noi grazie a facebook. E parliamo dell'amico (qualche volta per me è stato anche un padre) Crescenzo del Vecchio.
Da poco tempo - finalmente, oserei dire - il suo profilo è alla portata di tutti sul famoso social network, dov'è possibile vedere anche alcune delle sue opere più importanti (Clicca sulla foto). Baselicesi e non allora avanti iscriviamoci tutti al gruppo CRESCENZO DEL VECCHIO BERLINGIERI.
La sua storia è la nostra storia.
Crescenzo Del Vecchio Berlingieri, è stato uno dei più noti artisti italiani, docente di Decorazione presso l’Accademia di Brera, ha concluso la sua esistenza nel corso dell’estate all’età di 69 anni. Nato a Baselice nel 1937, dopo alcune importanti mostre a Napoli, Roma e Milano, vinse il Premio Michetti nel 1972 ed il Premio Pettenon nel 1972 e nel 1974. Fu tra i promotori di Proposta ‘66 e del Gruppo Studio P. 66, con i quali partecipò a numerose mostre. Nel 1976 partecipò alla Biennale di Venezia con una mostra curata da Enrico Crispolti. Presente in numerose Triennali e Quadriennali, si mise in luce successivamente sulla scena artistica internazionale con mostre a Stoccarda, Parigi e Chicago, rispettivamente nella Galerie Senatore, nella galleria Levine e nella galleria Bianca Pilat Contemporary Art. “Ha insegnato non l’arte, ma l’amore per l’arte, che è cosa molto più sublime”, ha scritto di lui il critico Enzo Battarra, suo allievo e amico.
(tratto dalla pagina facebook)
venerdì 16 luglio 2010
Milano città Mediterranea?
Nei giorni scorsi è stato inaugurato a Milano il MedForum 2010. Un convegno internazionale per ridare slancio all’affascinante progetto dell’Unione per il Mediterraneo. Ancora una volta, le città del Sud non giocano nessun ruolo in questo processo. ''Milano ha la vocazione di essere il ponte economico e culturale tra l'area del Mediterraneo e l'Europa continentale'', ha dichiarato il sindaco Letizia Moratti.
"Appare quantomeno miope - si legge in una nota ufficiale del movimento meridionalista L’ALTRO SUD -, la scarsa considerazione che, da parte dell’attuale Governo, hanno avuto città come Napoli, Palermo e Bari nel processo di costruzione dell’Unione per il Mediterraneo. Mai che fossero state proposte per un ruolo, come quello di sede dell’Upm o quantomeno dei Forum Euromediterranei. Men che meno si è pensato al potenziamento infrastrutturale delle aree del Mezzogiorno per far si che esse possano svolgere una reale funzione di piattaforma logistica del Mediterraneo.
Appare sempre più evidente l’istinto di rapina, di una certa parte politica, nei confronti del Mezzogiorno d’Italia: dopo la sottrazione di fondi per la coesione territoriale (i cosiddetti Fondi Fas), si è cominciato ora a sottrarre alle regioni del Mezzogiorno anche quel naturale ruolo di centro del Mediterraneo che la natura ha voluto dargli, ma che secondo alcuni non meriterebbe".
"Appare quantomeno miope - si legge in una nota ufficiale del movimento meridionalista L’ALTRO SUD -, la scarsa considerazione che, da parte dell’attuale Governo, hanno avuto città come Napoli, Palermo e Bari nel processo di costruzione dell’Unione per il Mediterraneo. Mai che fossero state proposte per un ruolo, come quello di sede dell’Upm o quantomeno dei Forum Euromediterranei. Men che meno si è pensato al potenziamento infrastrutturale delle aree del Mezzogiorno per far si che esse possano svolgere una reale funzione di piattaforma logistica del Mediterraneo.
Appare sempre più evidente l’istinto di rapina, di una certa parte politica, nei confronti del Mezzogiorno d’Italia: dopo la sottrazione di fondi per la coesione territoriale (i cosiddetti Fondi Fas), si è cominciato ora a sottrarre alle regioni del Mezzogiorno anche quel naturale ruolo di centro del Mediterraneo che la natura ha voluto dargli, ma che secondo alcuni non meriterebbe".
giovedì 15 luglio 2010
Fortore, la Comunità montana e i salari dei dipendenti in mobilità
Che fine ha fatto la vicenda dei 17 dipendenti messi in mobilità dalla Comunità montana del Fortore? Secondo gli accordi presi qualche mese fa tra le parti sociali, nella sede dell'Ufficio del lavoro di Benevento, si era deciso di applicare ad essi i cosiddetti contratti di solidarietà. Cioè diminuire gli stipendi a tutti gli impiegati dell'ente per garantire una parte degli stessi salari ai 17 in mobilità. Su questo punto tra l'altro aveva votato anche il consiglio della Comunità.
Ma ad oggi le procedure per attivare questi benedetti contratti di solidarietà sono state avviate? E' chiaro che per un'operazione del genere bisogna consultare gli altri dipendenti. Ma tutto ciò è stato fatto oppure no?
Intanto, i segretari provinciali della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, Felice Zinno, Antonio Forgione e Antonio Pagliuca, sono ritornati, con una nota, sulla vicenda sottolineando come "i numerosi dipendenti collocati in mobilità lamentano la mancata corresponsione delle spettanze salariali comunque dovute anche se in misura ridotta".
"E' inconcepibile il modo con cui l'Amministrazione dell'ente montano - continuano - in primis del suo presidente, tratta questi lavoratori, scelti per sopperire a delle carenze che accomunano sicuramente tutti gli enti montani nazionali, e che però hanno visto la Comunità Montana del Fortore muoversi prima degli altri nel risolvere il nodo licenziando sic et simpliciter in un momento in cui la discussione intorno a tali problematiche a livello nazionale è ancora nel vivo. A pagarne le conseguenze saranno certamente altrettante famiglie, ridotte in stato di estrema precarietà nonostante siano creditrici di tali dovuti pagamenti. Una situazione che si descrive da sola, in un momento in cui la politica è chiamata a dare risposte urgenti a temi scottanti come la disoccupazione e l'impoverimento dei territori, per superare una crisi che attanaglia in particolare le zone più povere del sud Italia come quella del Fortore, appunto. Invitiamo pertanto, l'Amministrazione della Comunità Montana del Fortore a smentire tali atteggiamenti, ed a farsi parte propositiva per il sostentamento di situazioni urgenti che toccano la pancia di coloro che ne subiscono quotidianamente i contraccolpi".
Ma ad oggi le procedure per attivare questi benedetti contratti di solidarietà sono state avviate? E' chiaro che per un'operazione del genere bisogna consultare gli altri dipendenti. Ma tutto ciò è stato fatto oppure no?
Intanto, i segretari provinciali della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, Felice Zinno, Antonio Forgione e Antonio Pagliuca, sono ritornati, con una nota, sulla vicenda sottolineando come "i numerosi dipendenti collocati in mobilità lamentano la mancata corresponsione delle spettanze salariali comunque dovute anche se in misura ridotta".
"E' inconcepibile il modo con cui l'Amministrazione dell'ente montano - continuano - in primis del suo presidente, tratta questi lavoratori, scelti per sopperire a delle carenze che accomunano sicuramente tutti gli enti montani nazionali, e che però hanno visto la Comunità Montana del Fortore muoversi prima degli altri nel risolvere il nodo licenziando sic et simpliciter in un momento in cui la discussione intorno a tali problematiche a livello nazionale è ancora nel vivo. A pagarne le conseguenze saranno certamente altrettante famiglie, ridotte in stato di estrema precarietà nonostante siano creditrici di tali dovuti pagamenti. Una situazione che si descrive da sola, in un momento in cui la politica è chiamata a dare risposte urgenti a temi scottanti come la disoccupazione e l'impoverimento dei territori, per superare una crisi che attanaglia in particolare le zone più povere del sud Italia come quella del Fortore, appunto. Invitiamo pertanto, l'Amministrazione della Comunità Montana del Fortore a smentire tali atteggiamenti, ed a farsi parte propositiva per il sostentamento di situazioni urgenti che toccano la pancia di coloro che ne subiscono quotidianamente i contraccolpi".
mercoledì 14 luglio 2010
Provincia, i nuovi collegi elettorali
Nuovi collegi provinciali. La proposta è stata trasmessa dalla Prefettura alla Provincia di Benevento. Per quanto riguarda il Fortore, quello di San Bartolomeo, oltre a Baselice e Castelvetere, vedrebbe l’ingresso di Foiano, Ginestra, Castelfranco e Montefalcone.
Il tutto in base alla legge 42/2010 sul contenimento della spesa pubblica che prevede una riduzione del 20% dei consiglieri. Alla Rocca dei Rettori il numero di consiglieri scenderà dunque dagli attuali 24 a 19 e il collegio deve essere composto da 15mila abitanti, concessa una variazione del 20% in più o in meno. Entro fine novembre il documento dovrà essere inoltrato al ministero dell’Interno.
Il tutto in base alla legge 42/2010 sul contenimento della spesa pubblica che prevede una riduzione del 20% dei consiglieri. Alla Rocca dei Rettori il numero di consiglieri scenderà dunque dagli attuali 24 a 19 e il collegio deve essere composto da 15mila abitanti, concessa una variazione del 20% in più o in meno. Entro fine novembre il documento dovrà essere inoltrato al ministero dell’Interno.
martedì 13 luglio 2010
Baselice, idrosemina per Palazzo Lembo

La tecnica utilizzata per la sistemazione del costone di Palazzo Lembo (che alcuni mesi fa fu oggetto di una spaventosa frana) è quella dell'idrosemina: un processo secondo il quale il seme, l`acqua, il fertilizzante, l`ormone e la pacciamatura a fibra legnosa vengono mescolate e applicate direttamente sul terreno.
Le fibre del legno aiutano ad evitare l`erosione del vento e dell`acqua, proteggono i semi nuovi dal sole e aiutano a conservare la temperatura ideale del terreno.
Una soluzione che ha evitato lo sbancamento dell'area sottostante mantenendo intatto il costone originale, con un tocco di verde in più.
(Clicca sulla foto per ingrandirla)
lunedì 12 luglio 2010
L'Altro Sud denuncia Radio Padania
Il movimento meridionalista L’Altro Sud, ha inviato un esposto al Procuratore della Repubblica di Milano chiedendo un’attenta analisi della propaganda razzista di radio Padania.
"Sono anni che questa radio conduce una vergognosa propaganda razzista ed antimeridionale ed è inaccettabile che lo faccia impunemente. Siamo certi che nella condotta dell’emittente siano configurabili gli estremi del reato di 'Discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi" che la Legge 205/1993 punisce con pene fino a tre anni di reclusione', si legge in una nota ufficiale del movimento.
"L’ultimo episodio è quello di un commento sull’assassinio di due cittadini meridionali in Germania per una banale lite con un cittadino tedesco su una partita di calcio. Un radioascoltatore, il 9 luglio scorso, commentava l’episodio in tal senso: questi criminali 'ndranghetisti ti spazzano via: quel poveraccio di Hannover probabilmente si è sentito in pericolo e si è difeso come poteva, quindi non è da rimproverare, noi li conosciamo bene i sudisti. Mi spiace solo che ne pagherà le conseguenze. Il tutto andava in onda con il sottofondo delle risatine beffarde del conduttore. E’ impensabile come tutto questo possa essere trasmesso da una radio con un bacino d’utenza enorme, come se nulla fosse", conclude la nota.
Nota: link alla telefonata a cui si fa riferimento nel comunicato: http://danielesensi.blogspot.com/2010/07/telefonata-shock-su-radio-padania-i-due.html
"Sono anni che questa radio conduce una vergognosa propaganda razzista ed antimeridionale ed è inaccettabile che lo faccia impunemente. Siamo certi che nella condotta dell’emittente siano configurabili gli estremi del reato di 'Discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi" che la Legge 205/1993 punisce con pene fino a tre anni di reclusione', si legge in una nota ufficiale del movimento.
"L’ultimo episodio è quello di un commento sull’assassinio di due cittadini meridionali in Germania per una banale lite con un cittadino tedesco su una partita di calcio. Un radioascoltatore, il 9 luglio scorso, commentava l’episodio in tal senso: questi criminali 'ndranghetisti ti spazzano via: quel poveraccio di Hannover probabilmente si è sentito in pericolo e si è difeso come poteva, quindi non è da rimproverare, noi li conosciamo bene i sudisti. Mi spiace solo che ne pagherà le conseguenze. Il tutto andava in onda con il sottofondo delle risatine beffarde del conduttore. E’ impensabile come tutto questo possa essere trasmesso da una radio con un bacino d’utenza enorme, come se nulla fosse", conclude la nota.
Nota: link alla telefonata a cui si fa riferimento nel comunicato: http://danielesensi.blogspot.com/2010/07/telefonata-shock-su-radio-padania-i-due.html
Il Fortore e il piano antincendio
L’arrivo della bella stagione risolleva il problema degli incendi boschivi, fenomeni che ogni anno distruggono ettari ed ettari di macchia mediterranea. La Comunità Montana del Fortore ha approvato anche quest’anno un piano antincendio boschivo al fine di organizzare al meglio le operazioni di allerta, intervento e spegnimento degli incendi nei comuni di sua competenza.
Le superfici boscate danneggiate dal fuoco negli ultimi dieci anni ammonterebbero a circa mille ettari, equivalente a circa 10 chilometri quadri. Gli incendi più devastanti si sarebbero verificati nel 2000 e nel 2007 a causa soprattutto delle avverse condizioni climatiche e dalla scarsità dei mezzi d’ intervento. Per cercare di ridurre ed arginare questi fenomeni, che vengono sempre più spesso causati anche dall’incuria dell’uomo, la Comunità Montana ha stilato il Piano AIB 2010 che prevede un centro operativo – C.O.E.D.- con il compito di coordinare tutte le attività connesse con il servizio di prevenzione e lotta agli incendi, con sede presso la Comunità Montana del Fortore a San Bartolomeo in Galdo.
Il centro, dotato di telefono e ricetrasmittente, sarà in contatto continuo con le squadre operative (N.O.E.D.) e con il C.O.P. Provinciale. Il servizio presso il C.O.E.D. verrà effettuato dalle ore 8,00 alle 20.30 con reperibilità 24 ore su 24. Sul territorio della Comunità saranno costituiti 3 nuclei operativi enti delegati.
Si potrà inoltre attivare un servizio di avvistamento degli incendi ricorrendo all’utilizzo del personale ubicato presso 7 stazioni fisse dislocate nei comuni di: Foiano, Montefalcone, Castelvetere, Molinara, Baselice, Castelfranco in Miscano, Buonalbergo.
Le superfici boscate danneggiate dal fuoco negli ultimi dieci anni ammonterebbero a circa mille ettari, equivalente a circa 10 chilometri quadri. Gli incendi più devastanti si sarebbero verificati nel 2000 e nel 2007 a causa soprattutto delle avverse condizioni climatiche e dalla scarsità dei mezzi d’ intervento. Per cercare di ridurre ed arginare questi fenomeni, che vengono sempre più spesso causati anche dall’incuria dell’uomo, la Comunità Montana ha stilato il Piano AIB 2010 che prevede un centro operativo – C.O.E.D.- con il compito di coordinare tutte le attività connesse con il servizio di prevenzione e lotta agli incendi, con sede presso la Comunità Montana del Fortore a San Bartolomeo in Galdo.
Il centro, dotato di telefono e ricetrasmittente, sarà in contatto continuo con le squadre operative (N.O.E.D.) e con il C.O.P. Provinciale. Il servizio presso il C.O.E.D. verrà effettuato dalle ore 8,00 alle 20.30 con reperibilità 24 ore su 24. Sul territorio della Comunità saranno costituiti 3 nuclei operativi enti delegati.
Si potrà inoltre attivare un servizio di avvistamento degli incendi ricorrendo all’utilizzo del personale ubicato presso 7 stazioni fisse dislocate nei comuni di: Foiano, Montefalcone, Castelvetere, Molinara, Baselice, Castelfranco in Miscano, Buonalbergo.
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