lunedì 6 dicembre 2010

In difesa della sanità pubblica


Le diverse questioni che hanno caratterizzato l’andamento generale in tema di scelte politiche gestionali attuate dai governi regionali, sin qui succedutesi, per quanto attiene a specifiche questioni di cui in primis vi è il problema rifiuti e la tutela dell’ambiente, non sono difformi dai provvedimenti, ora varati dall’amministrazione Caldoro, per quanto attiene la sanità pubblica.

Con questi provvedimenti emanati, in tema sanità - nascondendosi dietro il dito rispetto al complesso problema ritenendo i provvedimenti urgenti ed indifferibili atti a risanare i debiti prodotti -, concretamente si interviene con la scure creando ancor di più disorganizzazione poiché essi tendono a: taglio posti letti; introduzione ticket sulle prestazioni, aumento del 100% del codice bianco in caso di ricorso al Pronto soccorso, chiusure di molti ospedali, taglio di servizi essenziali, soppressione di 2400 posti letto; le cui le nefaste conseguenze ricadono, solo ed esclusivamente, sui ceti popolari, in particolare sui lavoratori e pensionati.

A fronte di ciò nel nostro ambito provinciale, così come in tutta la regione Campania, abbiamo costituiti i comitati provinciali a difesa della sanità pubblica e che il primo obiettivo, attraverso una petizione popolare, è il ritiro di tutti i provvedimenti emanati atteso che essi non fanno altro che smantellare la sanità pubblica in favore di quella privata.

A sostegno di tale iniziativa si sono definiti momenti di condivisione di piazza allestendo dei banchetti informativi e di raccolta adesioni.
Saremo in piazza: mercoledì 8 dicembre ore 9-13 e 17-19 Piazza Matteotti (Santa Sofia).

Comitato provinciale in difesa della sanità pubblica in Campania

venerdì 3 dicembre 2010

Caravan 2.0: in viaggio con l’acqua

Andare incontro ai problemi seri del nostro pianeta significa affrontare i cambiamenti con una strategia che tenga conto degli interessi collettivi, in una prospettiva temporale a lungo termine. La soluzione immediata non esiste e la sopravvivenza delle future generazioni richiede un impegno rivolto in varie direzioni, ma che abbiano un unico fine: vale a dire verso l’acquisizione di una coscienza di preservazione e di rispetto per l’ambiente.

L’approccio verso questa tematica deve tenere conto che l’individuo va considerato un soggetto attivo e che la comunità diventa lo spazio ideale e reale della partecipazione e del cambiamento. Nel 2010 l’assessorato all’ambiente e l’assessorato all’istruzione della provincia di Benevento, hanno realizzato una campagna di comunicazione per ridurre il consumo di bottiglie di plastica, puntando sulla partecipazione attiva degli studenti, in particolare, e ha sperimentato l’installazione dei naturizzatori in 10 istituti superiori della provincia di Benevento. Scegliendo una modalità di comunicazione attiva e interattiva, la sensibilizzazione dei cittadini si è realizzata attraverso azioni concrete e condivise che hanno potuto accrescere concretamente la coscienza ambientale delle diverse categorie sociali.

Il progetto acqua 2.0, iniziato a marzo di quest’anno, proseguirà con la realizzazione di una serie di iniziative che punteranno al massimo coinvolgimento del territorio che sarà attraversato dal CARAVAN 2.0, appunto il camper dell’assessorato all’istruzione che fermerà nei diversi istituti della provincia di Benevento per informare e formare sul tema dell’acqua e dell’ambiente in generale.

giovedì 2 dicembre 2010

Psaut di San Bartolomeo, che fine ha fatto?


Vincenzo Sangregorio*

Il primo dicembre è arrivato e del PSAUT non abbiamo ricevuto più notizie (ufficiali)! Nel frattempo, anche il direttore del (ex) Distretto sanitario di San Bartolomeo in Galdo, Domenico Iuliano, è andato in pensione, rimarrà solo il direttore del (ex) Distretto sanitario di Morcone, dott. Mastrocinque. Un’altra battaglia intrapresa dal popolo di San Bartolomeo in Galdo (vedi manifestazione del 19 novembre 2009 contro la soppressione del Distretto di San Bartolomeo in Galdo e l’accorpamento con quello di Morcone): il Distretto di San Bartolomeo è stato accorpato con quello di Morcone, contro la volontà dell’assemblea dei sindaci, tenuta a Benevento il 19 novembre 2009, che, all’unanimità votò contro.

L’unica cosa che mi meraviglia, a questo punto, è come mai ancora non si è pensato di riaprire la discarica di Serra Pastore di San Bartolomeo in Galdo per risolvere l’ennesima emergenza rifiuti in Campania! Ma, forse, è solo questione di giorni…

Le vie istituzionali non funzionano, alla mobilitazione popolare si fa orecchie da mercante: cosa deve fare il popolo della Valfortore per far sentire la propria voce?

*sindaco di San Bartolomeo

mercoledì 1 dicembre 2010

Fortorina, militari visitano il cantiere

Una delegazione di volontari in ferma prefissata per un anno del Comando Militare Esercito 'Campania' ha visitato oggi (l’altro ieri per chi legge) il cantiere dei lavori della nuova variante alla strada statale 212 'Pietrelcina-San Marco dei Cavoti', a Benevento, relativo all'appalto di circa 140 milioni di euro per 15,5 km.

A ricevere la delegazione dei militari, nei pressi del comune di Pietrelcina, erano presenti il Capo Compartimento Anas della Campania, Francesco Caporaso, il Dirigente dell'Area Tecnica Esercizio Anas della Campania, Nicola Nocera, il direttore dei Lavori, Luigi Mupo, il dirigente dell'Area Tecnica Nuove Costruzioni Anas Campania, Renato Maria Giampaolino, il direttore tecnico dell'impresa appaltatrice Mauro Nanni e il rappresentante legale dell'impresa Rillo Costruzioni.

Durante la vista sono state illustrate le varie fasi lavorative del cantiere. Sono stati visitati sia i tratti in rilevato stradale e gli svincoli sfalsati relativi ai primi 4 km del tracciato (lato Pietrelcina) che gli imbocchi della prima delle quattro gallerie, denominata Cerzone e, gli scavi della stessa galleria naturale. Inoltre, e' stato visitato il viadotto Tammaro I e II lungo circa 1.300 metri in acciaio corten e calcestruzzo, con campata centrale sul fiume Tammaro di 88 metri e pile alte 26 metri. Infine, sono stati mostrati i mezzi operativi con i quali l'Anas affronta le emergenze invernali.

www.epicentrobenevento.it

martedì 30 novembre 2010

Il Fortore e Marte


Mentre la Puglia stanzia 12 milioni di euro per la manutenzione del fiume Fortore (per il tratto che le compete), la Provincia di Benevento dimentica che questo corso d’acqua nasce nel suo territorio e lo percorre per diversi chilometri. Infatti, nei giorni scorsi un tavolo tecnico ha discusso dei cosiddetti Contratti di fiume (strumento in cui i criteri valore sociale, sostenibilità ambientale intervengono in modo paritario nella ricerca di soluzioni efficaci per la riqualificazione di un bacino fluviale).
Evidentemente il Fortore e i suoi affluenti (non dimentichiamo lo straripamento proprio di questi giorni del Cervaro, vedi foto) non hanno un «valore sociale» al di là del Casone Cocca.

Il tavolo Tecnico era stato convocato – si legge in una nota – per migliorare lo stato ecologico complessivo dei corsi d'acqua, in maniera negoziale con gli altri principali obiettivi in gioco: riduzione del rischio idrogeologico, valorizzazione della risorsa idrica per gli usi antropici, fruizione del corso d'acqua e gli altri obiettivi di carattere ambientale e territoriale che emergeranno durante il percorso. Inoltre, obiettivo di tali misure è individuare pratiche positive di partecipazione dei cittadini e delle associazioni, rispetto alla gestione dell'acqua a livello locale, in base ai principi di democrazia partecipata.

Ma per una parte di questa provincia questi diritti non esistono. Da tempo chiediamo qual è lo stato di salute del Fortore (soprattutto dopo l’annuncio che nelle sue acque è stato trovato il batterio della salmonella), ma le istituzioni tacciono.
Si è parlato poi dei «gravi problemi inerenti la manutenzione dei corsi d'acqua dell'intero territorio provinciale», ma intanto i progetti discussi «riguardano la manutenzione delle aste fluviali dei fiumi Calore, Sabato-Tammaro e Isclero».
E il Fortore? E’ un fiume del pianeta Marte.

lunedì 29 novembre 2010

GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE PER L'ACQUA PUBBLICA. MORATORIA SUBITO!


Oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini di questo Paese hanno firmato i tre quesiti referendari per la ripubblicizzazione dell’acqua.Con la loro firma, quelle donne e quegli uomini hanno posto un’imprescindibile questione di democrazia: sulla gestione di un bene fondamentale per la vita. Questa importante decisione non può essere delegata ad alcuno, ma deve appartenere a tutti attraverso il referendum.

Per questo, per non tradire la fiducia e le aspettative della popolazione, chiediamo la MORATORIA: un provvedimento di legge immediato che posticipi le scadenze previste dalla “legge Ronchi”.

Per riaffermare l'acqua come bene comune con una gestione pubblica e partecipata... VI ASPETTIAMO IN PIAZZA! Ore 17:30 appuntamento in Piazza Pepe a Campobasso, sotto la prefettura, per consegnare al Prefetto l'appello per la moratoria. Stand informativi e animazione, musica e creazione di graffiti e una scultura estemporanea il cui tema è l'acqua bene comune.

venerdì 26 novembre 2010

Baselice, domani consiglio comunale


Il consiglio comunale di Baselice si riunirà domani mattina, alle ore 10.30, per trattare i sueguenti punti all'ordine del giorno.
Provvedimenti per le strade provinciali ex ss 369 (San Bartolomeo) e ss 17 (Amborchia). Patto tra i sindaci locali per un protocollo sulle politiche energetiche. Proposta del gruppo di minoranza per il regolamento dell'accesso agli atti. Aprrovazione del nuovo statuto comunale. Approvazione schema convenzione per progetto Poin energie rinnovabili-risparmio energetico. Approvazione contributo assistenziale. E infine interrogazione consiliare della minoranza.

giovedì 25 novembre 2010

Discarica di Sant'Arcangelo e i colori del cinema

Nell’ambito della rassegna "I colori del cinema, rassegna della biodiversità e della coesione sociale", venerdì 26 novembre alle 20,30, presso la libreria Masone Alisei di Benevento, Bmagazine e Codisam, comitato difesa salute e ambiente di Sant’Arcangelo Trimonte, proietteranno alcuni video di loro produzione.

Interverranno Emilio Fabozzi, fondatore di Bmagazine, Alessio Masone (Art’Empori) su "Le pratiche partecipate per un giornalismo responsabile". Seguirà la proiezione dei video: "Lungo Sabato Boulevard. Un'opera finita e dimenticata" e "Luci, voci e camion dalla discarica di Sant'Arcangelo Trimonte" di Alessandro Paolo Lombardo, Alessandro Caporaso, Luigi Furno ed Emy Martignetti.

La seconda parte della serata, dedicata all’emergenza rifiuti, prevede un’introduzione di Nicola Colangelo (Codisam di Sant’Arcangelo Trimonte). Seguirà la proiezione di un video che testimonia il percolato prodotto dalla discarica di Sant’Arcangelo Trimonte. A concludere il dibattito con un intervento su "La provincializzazione dei rifiuti", Maria Pia Cutillo, referente per i rifiuti della Rete Arcobaleno.

A conclusione dell'evento ci sarà un aperitivo con prodotti del territorio e con stoviglie ecocompatibili.

mercoledì 24 novembre 2010

Baselice, in arrivo i fondi per la sicurezza delle scuole

Tra i comuni ammessi ai fondi per gli interventi Cipe c'è anche Baselice.
In base infatti a tale delibera 15 sono i Comuni della provincia di Benevento ammessi al finanziamento per la messa in sicurezza, prevenzione e riduzione del rischio connesso alla vulnerabilità degli elementi anche non strutturali degli edifici scolastici.

In particolare gli interventi ammessi riguardano i Comuni di:
Frasso Telesino per un importo di 500.000 euro; Ceppaloni - fraz Beltiglio (591.000 euro) e fraz. S Giovanni (400.000 euro); S.Bartolomeo in Galdo per un importo (615.000 euro); Baselice (350.000 euro); Bonea (540.000 euro); Limatola (590.000 euro); S Leucio del Sannio (320.000 euro); Fragneto Monforte (469.000 euro); Airola (400.000 euro); Buonalbergo (309.000 euro); Reino (318.000 euro); Tocco Caudio (515.000 euro); Castelpoto (336.000 euro); Cusano Mutri (427.000 euro); Telese Terme (485.000 euro).

martedì 23 novembre 2010

Baselice e il suo lardo

Ammetto la mia ignoranza. Non sapevo che il lardo di Baselice fosse così famoso. Per questo postiamo stralci di un articolo apparso ieri sul «Corriere del Mezzogiorno» in cui si parla proprio del nostro lardo.

Ecco il titolo del pezzo: «Il foro dei baroni», formula D'Addio: una cucina d’autore a prezzi da trattoria-Alta qualità ma prezzi bassi, così lo chef sannita sfida la crisi.

BENEVENTO - Chi è un critico gastronomico? Secondo Gualtiero Marchesi è uno che dice di sapere la strada, ma non sa guidare. Io invece so guidare, ma sbaglio continuamente strada. Non quando sono diretto a Puglianello, però: al «Foro dei Baroni» vado infatti con regolarità dal 2003, anno dell’apertura, e non ne sono mai tornato deluso. Men che mai questa volta, e dire che alcune notizie — il fatto che l’elegante locale-madre (ora aperto solo su prenotazione) fosse stato abbandonato per il meno ambizioso spazio adiacente, la scelta di affiancare al servizio ristorante anche quello pizzeria — mi avevano fatto temere che il titolare e chef, Raffaele D’Addio, avesse deciso di ridimensionare le legittime ambizioni per adottare il basso profilo dei tempi di crisi. Tranquilli: il 31enne ex allievo di Colonna ha solo cambiato l’involucro e rinunciato ad alcune bellurie accessorie, ma la cucina si conferma tra le più accurate; i piatti non scendono di un millimetro rispetto alla qualità d’un tempo, anzi adesso il «Foro» (squadra nuova e motivata, Luigi Carbone sous-chef e Vincenzo Esposito ai tavoli) è la plastica dimostrazione che per assaporare una cucina d’autore a prezzi da trattoria non è indispensabile arrivare fino a Cornaredo, da Davide Oldani.

Qui il menu degustazione costa 25 euro, e alla carta, scegliendo i piatti più cari, non si superano i 39. Risultato? Locale sempre pieno, e la democratica convivenza tra coppie gourmet e tavolate di pazzi per la pizza è ventata d’aria fresca in una ristorazione di rango che altrove s’avvita nell’autoreferenzialità senza prenotazioni. Tra le note negative, i troppi televisori disseminati in sala: ma, a richiesta, quello più vicino ve lo spengono. Così potete gustare con la dovuta calma le preparazioni dello chef, immortalate in un menu con copertina ricavata da tela per i quadri: l’artista vi elenca innanzitutto i tre antipasti «cucinati». Uno lo conosciamo bene (crema di patate e pancotto con cime di rapa), dunque ci dedichiamo con fondato entusiasmo agli altri due: coniglio (Puglianello) porchettato (mousse di lardo di Baselice) accompagnato a deliziosa zuppetta con i fagioli (Gioia Sannitica) detti «di cera» per l’aspetto lucido; e filetto di maiale croccante, squisita emulsione di senape e chutney di annurca e pera (…).

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it

lunedì 22 novembre 2010

La Campania e la (in)sanità pubblica

Oltre alla mai risolta vicenda dei rifiuti, il centrodestra ha vinto le elezioni in Campania anche grazie al disastro sanità. Ma una volta al governo come cerca di risolvere il problema la giunta Caldoro? Semplice. Mettendo i ticket sulle prestazioni, tagliando i servizi essenziali, aumentando del 100 per cento il cosiddetto codice bianco per il pronto soccorso, chiudendo gli ospedali e sopprimendo i posti letto. Tutto a sfavore dei cittadini. Con 2400 posti in meno, infatti, molti pazienti dovranno rivolgersi ai privati per ricoverarsi. Per i più ricchi non c’è problema, per i più deboli la solita fila di attesa oppure rinunciare addirittura alla prestazione sanitaria. Lo chiamano “piano di rientro”, ma sarebbe meglio chiamarlo piano di smantellamento della sanità pubblica.

Per questo sabato scorso a Benevento c’è stato un incontro pubblico per la costituzione di un Comitato provinciale che farà parte di quello più ampio di difesa della sanità pubblica.
«Il tutto – scrive in una nota l’Unione sindacale di base provinciale – senza nessun controllo democratico della spesa e della qualità del servizio da parte dei cittadini che, inermi e passivi, dovrebbero mettere mano alla tasca e accettare un piano di risanamento realizzato dagli stessi burocrati e politici che hanno portato al disastro della sanità campana».

Inoltre, l’Usb si è fatta promotrice di un’iniziativa regionale che, attraverso la creazione di comitati provinciali mira a raccogliere 100.000 firme per una petizione popolare.

p.s. Tra gli ospedali chiusi c'è anche quello di San Bartolomeo in Galdo. Un ospedale che non è mai stato aperto, ma che la Regione ha deciso di chiudere per sempre (sic!).

venerdì 19 novembre 2010

Il Cipe sblocca i fondi: cantieri per 21 mld, al Sud solo l’1%

La solita storia: tanto al Nord, poco o nulla al Sud. Il Cipe ha sbloccato i fondi per avviare i cantieri di grandi opere per un valore di 21 miliardi di euro, cifra che si riferisce al valore delle opere stesse. Si va dalla Torino-Lione al Mose di Venezia, dal Brennero alla Milano-Genova. Il Comitato Interministariale per la programmazione economica, inoltre, ha sbloccato 785 milioni per la ricerca industriale e 100 milioni per il comparto agroalimentare. Cifre importanti, ma al Sud andranno solo le briciole. Il Meridione, infatti, beneficierà solo dell’1% dei 21 miliardi di euro, circa 200 milioni. Tra gli interventi previsti la piastra logistica di Taranto e l’adeguamento dell’area ferroviaria metropolitana di Bari.

Esulta il leghista Castelli per il Nord che ha fatto il pieno, felice il ministro Sacconi che parla di opere importanti per il Veneto. Il Sud, invece, resta a bocca asciutta e si aprono le polemiche. Sergio D’Antoni, esponente del Pd, dice: “siamo alle solite, di fatto il Mezzogiorno è stato cancellato dal piano”. Secondo l’ex sindacalista, inoltre, ”non e’ certo con il disco rotto del piano Sud che il governo riuscira’ a nascondere questo ennesimo ennesimo sfregio. Neppure il rapido sfaldarsi del sistema di potere berlusconiano – prosegue – sembra indebolire l’asse di ferro tra Bossi e Tremonti, che in questi tre anni si e’ meritato la promozione della Lega a ministro della sottrazione delle risorse al Sud. I risultati di questa impostazione che spezza l’Italia e danneggia tutto il paese, a cominciare dal Nord, li ha dati oggi l’Ocse, parlando di ripresa incerta e diseguale. I cittadini sapranno giudicare”.

www.ilsud.eu

Baselice e l'Extreme trophy challenge


Con la settima ed l'ultima tappa svoltasi il 13 e 14 novembre a Baselice (Benevento), si è concluso il Campionato nazionale italiano 2010 XTC Extreme Trophy Challenge - Categoria speciali organizzato dalla Federazione italiana fuoristrada che ha visto l'affermazione nella classifica generale del Team di Alife (CE) Santagata auto & fuoristrada by Teknoauto 4x4, composto dall'equipaggio Santagata Alberto pilota e Bottone Fabio/Michel Langellotti navigatori su macchina Proto 2 Teknoauto 4x4.
Il campionato italiano si è sviluppato attraverso le tappe svoltesi a: 1^ tappa Colle S. Bartolomeo (Imperia) 2^ tappa Bolotana (Nuoro) 3^ tappa Bastia (Corsica) 4^ tappa Attimis (Udine) 5^ tappa Macelletto (Rieti) 6^ tappa Varsi (Parma) 7^ tappa Baselice (Benevento)
Il Team Santagata ha conquistato il titolo di Campione Italiano ottenendo le vittorie nelle tappe di Bastia, in Corsica, Varsi (PR) e Baselice (BN), il 2^ posto nella tappa di Attimis (UD) e piazzamenti utili nelle altre tappe.
L'Extreme Trophy Challenge by FIF è una specialità, nella quale la capacità di superare le asperità naturali presenti su percorsi in fuoristrada, costituisce la base dei risultati.
In questa manifestazione il navigatore assume una particolare rilevanza e gli equipaggi possono utilizzare una serie di elementi accessori alla vettura, da utilizzare con tecnica e perizia, al fine di raggiungere il risultato prefisso.
Lo scopo finale delle manifestazioni Extreme Trophy Challenge è quello di istruire, migliorare ed affinare la guida in fuoristrada e la tecnica di utilizzo degli accessori.

Il trofeo Extreme Trophy Challenge 2010 prevedeva tre classi di merito: Veicoli di Serie, Veicoli Preparati e Veicoli Speciali, per ognuna delle classi è stata stilata una specifica classifica. Il Team Santagata ha trionfato nella serie Veicoli Speciali con il veicolo-prototipo Proto 2 Teknoauto 4x4, realizzato da Alberto Santagata in collaborazione con Ditte specializzate del settore e frutto della sua passione per il "fuoristrada" e della esperienza decennale acquisita profondendo grande impegno e risorse.

Dati, foto, video, classifiche ufficiali e notizie riferite alla manifestazione sono disponibili sul sito ufficiale della Federazione Italiana Fuoristrada www.fif4x4.it/, sul sito del campionato www.xtc4x4.it e su facebook alla pagina "Alberto Santagata".

giovedì 18 novembre 2010

Giornalisti minacciati. La professione sotto attacco


Il preoccupante e dilagante fenomeno della censura violenta che viene imposta ai giornalisti con minacce, intimidazioni, danneggiamenti, intrusioni, ed anche azioni giudiziarie pretestuose che ostacolano e limitano la libertà di cronaca, sarà al centro del convegno “Giornalisti minacciati. La professione sotto attacco” in programma a Benevento sabato 20 novembre alle ore 10.45, presso l’auditorium del liceo classico “Pietro Giannone” di Benevento.

Nel corso del convegno, che sarà aperto alla partecipazione del pubblico, verrà anche presentato il secondo rapporto di “Ossigeno per l’informazione”, osservatorio sui cronisti sotto scorta e sulle notizie oscurate con la violenza promosso dalla Federazione Nazionale Stampa Italiana e dall’Ordine dei Giornalisti, dal quale emerge che nell’ultimo anno sono addirittura raddoppiate le minacce a giornalisti italiani.

All’incontro, organizzato dall’associazione Sanniopress Onlus e dal Sindacato Giornalisti della Campania con il patrocinio della Provincia di Benevento e dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, interverranno il direttore di “Ossigeno per l’informazione”, Alberto Spampinato, il presidente della FNSI, Roberto Natale, il presidente dell’Assostampa Campania, Vincenzo Colimoro, il vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Mimmo Falco, e il presidente dell’Assostampa Sannita, Giovanni Fuccio. Il programma prevede, inoltre, le testimonianze dei giornalisti “minacciati” Rosaria Capacchione, Arnaldo Capezzuto e Alessandro Migliaccio e il saluto del presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile, del vicesindaco di Benevento, Raffaele Del Vecchio, e della preside del liceo classico “Pietro Giannone”, Maria Felicia Crisci. I lavori saranno moderati dal giornalista Billy Nuzzolillo, presidente dell’associazione Sanniopress Onlus.

mercoledì 17 novembre 2010

Wine write: scrivere e descrivere l'aglianico e il suo territorio


L'identità di un territorio si esprime soprattutto nelle sue produzioni che, adeguatamente valorizzate e comunicate, possono avere un’incidenza significativa sull’intero processo economico di un’area. Il prodotto vino di qualità, legato ad una grande tradizione storica, quella del Taburno e la sua Doc, e alla storia associativa dei produttori di Aglianico rappresenta una delle realtà più importanti del comparto vitivinicolo campano, sollecitando l’attenzione del mondo produttivo e di quello dei media nazionali. Esaminare in maniera specifica le strategie di posizionamento e di branding di una filiera vitivinicola, è un'iniziativa particolarmente complessa che i produttori associati hanno scelto di affidare agli esperti del settore, protagonisti dell’ incontro-confronto sui temi della comunicazione enologica che si terrà presso la Scuola del Gusto a Torrecuso il prossimo 10 dicembre.

Le nuove tecniche di commercializzazione e di comunicazione, sono argomento di grande attualità in questo momento di crisi generale e gli operatori vitivinicoli, quotidianamente incontrano la difficoltà di attivare nuovi meccanismi che possano rilanciare l’Aglianico, in particolare, insieme gli altri vitigni autoctoni dell’area del Taburno. “Partire dalla comunicazione e da un coinvolgimento dei tecnici del settore, ci è sembrata la scelta più significativa per dare risposte concrete ai nostri associati e, allo stesso tempo, dotarli di strumenti utili per la crescita individuale e collettiva”, afferma la presidente dell’associazione Patrizia Iannella. “Questo è realismo in purezza…questo vuol dire guardare al futuro” direbbe Antonio Albanese, ma questa è veramente una buona notizia che ci viene dal paese reale.

martedì 16 novembre 2010

Tarsu a Baselice, "pagare meno, pagare tutti"


Tassa sui rifiuti. Ne ha parlato sabato scorso il sindaco di Baselice, Domenico Canonico, all’assemblea pubblica tenuta presso la palestra comunale di Borgo Oliveto. «Per quest’anno – chiarisce – non abbiamo aumentato il tributo ai cittadini. Settantacinque centesimi per metro quadro si pagava prima della raccolta differenziata e la stessa cifra si pagherà ora». Anche se ci tiene a precisare che un piccolo aumento ci sarà solo per le attività produttive. «Anche perché – spiega il primo cittadino – non mi sembra giusto che chi produce una mole di rifiuti maggiore di un normale cittadino, paghi quanto quest’ultimo». Tuttavia, per i commercianti l’aumento sarà appena del 20 per cento.

Così come per le normali abitazioni si pagherà in base agli effettivi metri quadrati posseduti. «Sarà l’ufficio tributi – dice –, tramite il catasto metrico, a stabilire quanto ognuno deve pagare realmente». Tutto ciò perché dal 20 aprile per legge ogni Comune deve pareggiare i conti della raccolta.
L’ente infatti dal primo marzo ha avviato il “porta a porta”. E un aumento dei costi c’è stato soprattutto dopo il sequestro del sito di compostaggio di Molinara, per cui il Comune è stato costretto a trasportare il cosiddetto umido a Montagano, in Molise, con un aumento del 43 per cento, da 88 euro a 126 euro a tonnellata. Inoltre, c’è stato un aumento del 25 per cento anche per trasportare l’indifferenziata allo Stir di Casalduni.

«Nonostante tutto – ripete il sindaco – abbiamo fatto degli sforzi enormi per non aumentare la tassa sui rifiuti. Poiché il nostro slogan è pagare meno pagare tutti». Infatti, ci sarà una riduzione del 30 per cento per le persone in difficoltà economiche, per gli emigranti, per le giovani coppie, per gli anziani eccetera. Mentre la riduzione arriverà al 50 per cento per i residenti all’estero. Per chi invece riuscirà a smaltire in proprio “l’umido” lo sconto sarà del 30 per cento. Chiunque vuole conoscere meglio a quali sgravi ha diritto potrà rivolgersi al Comune oppure al punto di ascolto di piazza Umberto I.

Da parte sua l’assessore all’Ecologia, Salvatore Brancaccio, si è detto soddisfatto di aver raggiunto il 60 per cento nella raccolta differenziata, ma bisogna impegnarsi ancora per correggere qualche disfunzione. «Abbiamo iniziato – afferma – solo a marzo di quest’anno e grazie alla collaborazione della popolazione abbiamo raggiunto questo incredibile risultato che ci vede tra i primi nel Fortore. Tuttavia, ancora c’è qualcuno che si ostina a non fare bene la differenziata e a non rispettare le scadenze del calendario. Mi appello a costoro a collaborare con l’amministrazione affinché si migliori il servizio. Perché se nei siti di smaltimento arriva di tutto, questi ce li rimandano indietro con conseguente aumentano dei costi».

lunedì 15 novembre 2010

Le dame e il cavaliere








Regia di Franco Fracassi, proiezione e dibattito 20 novembre ore 18.30 Biblioteca Comunale Telese Terme (Bn), ingresso libero.


Questa è un'inchiesta «su Berlusconi e su come lui usa il sesso a fini politici - spiega Fracassi -. È stata visionata da quattro uffici legali che ci hanno garantito che è inattaccabile dal punto di vista legale, eppure i giornali si sono rifiutati di allegarlo per paura di ritorsioni da parte del premier». L'unico canale distributivo a cui i realizzatori sono riusciti ad accedere è internet. Con un blog e una pagina su facebook che ha già oltre 7800 iscritti, propongono la vendita online del dvd e organizzano proiezioni in tutt'Italia.

«Ci siamo autofinanziati per stampare le copie - dice il regista - e distribuirlo, e speriamo che il maggior numero di persone lo possa acquistare perchè sarà l'ultima possibilità per ascoltare l'audio di tutte le intercettazioni di Berlusconi legate a questi fatti, comprese quelle della D'Addario a casa di Berlusconi».

L'escort è anche fra i tanti intervistati, insieme fra gli altri, a Fabrizio Corona, Paolo Guzzanti, gli ex fidanzati di Noemi Letizia, e molti giornalisti italiani e stranieri che si sono occupati dei fatti. «Le dame e il Cavaliere ovviamente non è un film di gossip, ma un documentario d'inchiesta - sottolineano i realizzatori parlando del progetto -. Abbiamo cercato di capire esattamente come sono avvenuti i fatti, sentendo testimoni diretti, cercando documenti e ricostruendo la vicenda non tenendo conto di ciò che era già stato scritto».

Si sta cercando di distribuire il film anche in Inghilterra e in Francia: «Chiediamo a tutti una mano - aggiunge Andrea Petrosino, uno dei giornalisti che ha lavorato al documentario, con fra gli altri, Andrea Annessi Mecci, Stefania Creatura e Luisa Sgarra- per parlare ancora di diritto d'informazione in questo Paese che è sempre più un'utopia».

L’Unità 7/06/2010

Promosso Sinistra Unita/Le Fabbriche di Nichi Telese Terme
in collaborazione con Controluce (giornale studentesco), Comunicazione tabularasaeventi.net info@tabularasaeventi.net

venerdì 12 novembre 2010

Baselice e la raccolta differenziata


Domani, sabato 13 novembre alle ore 20, presso la palestra comunale di via Borgo oliveto, ci sarà un incontro pubblico tra l'amministrazione comunale e la cittadinanza di Baselice. Tema del simposio sarà la nuova tariffa Tarsu e gli obiettivi della raccolta differenziata. L'iniziativa è stata comunicata con l'affissione di pubblici avvisi a firma del sindaco Domenico Canonico e dell'assessore all'Ambiente, Salvatore Brancaccio.

«L'iniziativa - dichiara l’assessore - servirà per divulgare e rendere partecipe la cittadinanza sull'obbligo di legge circa la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti da parte dei comuni ed anche per fare il punto sugli obiettivi della raccolta differenziata. In tale ottica sarà spiegato ai cittadini il nuovo sistema di "contribuzione" (unitamente alle varie agevolazioni previste), e saranno fatte comunicazioni sull'andamento della raccolta differenziata dei rifiuti che allo stato è più che soddisfacente vista la percentuale che si attesta complessivamente intorno al 60%, inglobando in tale stima i mesi di gennaio e febbraio 2010 nei quali il servizio della raccolta differenziata del "porta a porta" non era ancora in vigore».

giovedì 11 novembre 2010

Il maltempo mette in ginocchio Baselice. Il sindaco: chiesto lo stato di calamità

Le incessanti piogge di questi giorni hanno messo in ginocchio il comune di Baselice. Pezzi di strade portati via dalla furia delle acque. Manti stradali divelti dalla piena. Voragini. Alberi sradicati. Frane. Inondazioni di fiume e valloni. Di fronte a questo disastro il sindaco, Domenico Canonico, ha chiesto lo stato di calamità naturale (clicca sulla foto per ingrandirla). 

«Un vero e proprio alluvione – afferma il primo cittadino –, sembrava che fosse arrivato il diluvio universale. La rete stradale rurale e provinciale portata via dal fango e smottamenti. Per non parlare dei danni in paese. In alcuni quartieri le case si sono allagate con danni ingenti per i proprietari. Siamo intervenuti con tutti i mezzi a nostra disposizione. E per questo voglio ringraziare tutti coloro che si sono adoperati per evitare il peggio». Infatti, immediatamente sono accorsi polizia locale, carabinieri, ufficio tecnico del Comune, volontari della locale Misericordia, lavoratori forestale della Comunità montana e privati cittadini con trattori e qualsiasi mezzo a disposizione. Tutti hanno collaborato. Tuttavia, i danni sono incalcolabili. La provinciale che collega il borgo medievale a Benevento è stata oggetto di smottamenti ed invasa dai detriti. Alcuni automobilisti rimasti intrappolati nel fango sono stati salvati grazie all’intervento dei soccorsi. Gli allagamenti hanno resa l’arteria impraticabile per alcune ore. Per non parlare delle strade interpoderali. A contrada Porcara e Pietramonte le vie e gli ingressi alle masserie sono stati liberati grazie ai mezzi delle ditte locali. Le contrade Coste, Cervaro, Castelluci e Fascia di Decorata sono rimaste isolate per alcune ore. Il torrente Cervaro è straripato invadendo le strade vicine e isolando alcune masserie della zona. Solo grazie all’impegno dei soccorsi si è riusciti a riportarlo nell’argine. Una voragine si è aperta, prima del ponte Santa Maria, all’ingresso del paese. Molte case al di sotto di questo ponte, in via Valfortore, sono state allagate dall’acqua e dal fango. Tanta la paura per i proprietari. Ora la situazione va normalizzandosi, ma il paese fa la conta dei danni.

Baselice, il Comune appalta la tesoreria


Il Comune di Baselice appalta il servizio di tesoreria. Il bando di gara per l’affidamento è stato pubblicato nei giorni scorsi all’albo pretorio del municipio. Il contratto durerà dal primo dicembre del 2010 fino al 31 dicembre 2014. Sono ammessi alla gara le banche autorizzate a svolgere questo tipo di attività e il servizio dovrà essere svolto presso uno sportello sito nel territorio del comune. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito web del Comune (http://baselice.asmenet.it), oppure recarsi presso il settore finanziario dell’ente dalle 10 alle 13 (dal lunedì al venerdì).

mercoledì 10 novembre 2010

Il Sannio e le ferrovie

Tagli al trasporto ferroviario? E il Sannio il rischia di essere isolato sempre di più. La denuncia arriva dai sindacati di categoria Filt, Fit, Uilt, Orsa, FastFerrovie. «Dopo i tagli effettuati - scrivono in una nota - nel 2010 dall'assessorato regionale ai Trasporti nella provincia di Benevento, con eliminazione del servizio ferroviario regionale con la Puglia ed i collegamenti con le province di Avellino e Salerno, la quarta Commissione trasporti ha reso noto i nuovi tagli previsti dalla Finanziaria 2011-2012 che avranno come ricaduta il 20% in meno del trasporto su base regionale che in provincia di Benevento si traduce con il 60% in meno dei servizi di tutto il comparto».

La conseguenza sarà nefasta per i cittadini e i pendolari sanniti. «Non si può abbandonare - concludono i sindacati - questa provincia all'isolamento e ad un arretramento economico e sociale che sarebbe letale per le popolazioni che ci vivono. Vogliamo sollecitare le coscienze dei cittadini e dei lavoratori affinché tutta la classe politica eletta nel Sannio e tutte le associazioni locali sostengano i diritti dei sanniti e le loro reali e contingenti preoccupazioni».

C’è poco da aggiungere: dalla padella alla brace.

martedì 9 novembre 2010

L'università popolare e il Fortore

Giovedì prossimo alle ore 09.30 presso l’Istituto Vetrone di Benevento, il Polo Formativo Regionale “M. Vetrone” per l’agroalimentare avente come capofila l’Università popolare del Fortore presenterà i risultati dell’indagine sulle prospettive evolutive del settore agroalimentare campano e analisi dei fabbisogni di Innovazione e Formazione.

Il Polo è costituito da ben 41 partner (tra cui la facoltà di agraria di Portici; il Dipartimento di ingegneria dei materiali sempre dell’Università Federico II di Napoli; la facoltà di economia di Salerno; il ConSDABI presieduto dal prof Matassino; il Crmpa di Salerno; 6 aziende di notevole importanza come il Pastificio Rummo; La Eredi Macuso SpA per il settore delle conserve (Gruppo Saclà), La Guardiense per il settore enologico, la cooperativa S. Lucia, per il settore zootecnico, l’oleificio FAM e Vini Iovine; 5 Istituti d’istruzione superiore tra i più importanti della Regione, una serie di cosiddetti soggetti rilevanti tra cui spiccano: la Provincia di Benevento, gli ordini e i collegi professionali del settore: Agronomi, Agrotecnici e Periti Agrari; le organizzazioni del settore agricolo: Coldiretti e Confagricoltura; GIL, CISL e UIL Campania; Confindustria, etc…)

Aprirà i lavori il dirigente scolastico dell’istituto “Galilei Vetrone” Grazia Pedicini. Seguirà l’introduzione di Carmine Agostinelli, presidente dell’Università popolare del Fortore, quindi i saluti del sindaco di Benevento Fausto Pepe, del presidente della Provincia Aniello Cimitile, del direttore Vittorio Masone, dirigente Vicario dell’Usp, del dirigente del settore Politiche Giovanili della Regione Campania Gaspare Natale e di Gennaro Masiello, presidente della camera di commercio di Benevento.

Il programma dei lavori prevede poi una tavola rotonda dal titolo “Innovazione e multifunzionalità” moderata dal Presidente del CTS di rete dr. Vincenzo Cimmino. Parteciperanno alla tavola rotonda Luigi Auriemma, direttore della Coldiretti di Benevento, Roberto Costanzo, presidente della Fondazione “M. Vetrone”, Francesco Massaro, coordinatore dell’Agc 11 della Regione Campania, l’emerito prof Donato Matassino, presidente del CONSDABI,Giuseppe Murolo, Presidente di EUROPEA e già ispettore MIUR, Carmine Nardone, Presidente di Futuridea e la Prof Maria Proto ordinario presso la Facoltà di economia dell’università degli Studi di Salerno.

Concluderanno i lavori Vito Amendolara, assessore regionale all’Agricoltura e Severino Nappi, assessore regionale al Lavoro e Formazione Professionale.

Fonte: www.benevento.blogolandia.it

lunedì 8 novembre 2010

Market solidale

Scade alle ore 12.00 del prossimo 15 novembre 2010 il termine ultimo per la presentazione delle istanze per l'accesso al “Market solidale”, iniziativa di solidarietà sociale realizzata dalla Curia e dalla Caritas di Benevento con la Provincia e il Comune.

Si tratta di un aiuto concreto alle Famiglie meno abbienti con la concessione di una carta elettronica prepagata con 100 punti mensili, detti “solidal”, corrispondenti a 333,00 euro, con i quali poter procedere presso il “Market Solidale”, che è una struttura sita alla via Cassella di Benevento, al ritiro di generi alimentari, riservando 25 euro al reparto ortofrutta fresca.

L'operazione di solidarietà, co-finanziata da Provincia, Comune e Caritas di Benevento, che si realizza grazie anche a generose donazioni private e alla messa a disposizione di generi alimentari da parte del Banco Alimentare e di altri Soggetti, si basa sull'individuazione degli aventi diritto alla card prepagata: proprio per questo è necessario presentare una apposita istanza agli enti locali territoriali secondo le modalità che possono essere scaricate da Internet, e cioè dai portali: www.provincia.benevento.it e www.comune.benevento.it.

Quanti versano in condizioni di bisogno e risiedono nel capoluogo del Sannio devono presentare l'istanza al Dirigente del IV Settore Socio Assistenziale e Istruzione del Comune, viale dell’Università 2/A, Benevento.

Quanti invece risiedono in uno degli altri 77 Comuni del Sannio devono presentare l'istanza al Dirigente Settore Sistemi Formativi Alta Formazione e Politiche Sociali della Provincia, ritirando la domanda presso la sede della Provincia, piazza Gramazio, Benevento.
Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi ai seguenti recapiti: Provincia di Benevento: tel.0824 774452/427; fax 0824 978900. Comune di Benevento: tel.0824/772688–fax 0824/326211.

sabato 6 novembre 2010

Formalizzata la proposta dei nuovi collegi elettorali

Conclusi gli adempimenti preliminari, il Prefetto di Benevento ha formalizzato la proposta di ridefinizione delle circoscrizioni dei collegi provinciali, depositandola al ministero dell’Interno per la successiva approvazione con decreto del Presidente della Repubblica che sarà emanato entro il 30 novembre prossimo per trovare applicazione già nella prima tornata elettorale utile per il rinnovo degli organi elettivi della Provincia di Benevento.

Ecco la proposta per il Fortore:

San Bartolomeo in Galdo
Capoluogo: San Bartolomeo in Galdo
Baselice, Castelfranco in Miscano, Castelvetere in Val Fortore, Foiano di Val Fortore, Ginestra degli Schiavoni, Montefalcone di Val Fortore e San Bartolomeo in Galdo

San Marco dei Cavoti
Capoluogo: San Marco dei Cavoti
Castelpagano, Circello, Colle Sannita, Molinara, Reino e San Marco dei Cavoti

venerdì 5 novembre 2010

Licenziamenti di Stato

Da oggi è iniziata la mia collaborazione con il sito www.laltrosud.it organo dell’omonimo movimento politico meridionalista, che tra l'altro voglio ringraziare pubblicamente per avermela offerta. Da questa rubrica dall’ironico titolo “La bustina suddista” è tratto il “pezzo” che segue.

Apriamo questa rubrica con il racconto del dramma del lavoro. Della tragica vicenda dei diciassette dipendenti messi in mobilità dalla Comunità montana del Fortore, con sede a San Bartolomeo in Galdo, provincia di Benevento. Caso unico in Campania. E di cui nessuno parla. Diciassette famiglie da mesi senza stipendio nella realtà più povera della regione.

Eppure, i vertici della Comunità non hanno perso tempo a far recapitare all’inizio dell’anno la lettera della cosiddetta messa in disponibilità. La scelta si giustifica – secondo l’ente – con i tagli voluti dal governo centrale. Senza soldi si riesce a malapena a coprire lo stipendio di soli 15 dipendenti su 32, per cui gli altri 17 si arrangino. L’elenco degli esuberi però è stato fatto in base ad una graduatoria che non tiene dell’età di queste persone, quasi tutti ancora giovani per la pensione ma vecchi per un nuovo lavoro. L’assurdo è che l’ente ora pensa a una «nuova dotazione organica del personale». Ma come, non mancavano i finanziamenti?
Da parte loro i sindacati confederali (per una volta uniti) nei mesi scorsi hanno iniziato una serie di mobilitazioni fino a giungere ad un tentativo di conciliazione presso l’Ufficio del lavoro del capoluogo sannita, al quale per ben due volte i vertici della Comunità non si sono presentati.

Dopo un lungo braccio di ferro si è arrivati a un accordo che prevede una sorta di “patto di solidarietà”: gli altri dipendenti rinunciano a una parte dello stipendio in favore dei colleghi messi in mobilità. Peccato che chi doveva solidarizzare non è stato mai interpellato, così ad oggi i diciassette impiegati sono ancora lì ad aspettare l’ottanta per cento della loro retribuzione, così come previsto dalla legge. Situazione, quest’ultima, criticata anche dalla Cisl provinciale: «L’unica cosa – scrive in una nota – che la Comunità montana è stata capace di produrre è stata la messa in disponibilità, e quindi il licenziamento, di diciassette lavoratori ai quali, da mesi, viene negato il salario».

Il sindacato ha anche inviato un esposto al ministro Brunetta e alla Corte dei conti. Arriveranno gli ispettori ad effettuare le verifiche contabili? Vedremo. Intanto la casta ha altro a cui pensare, nemmeno quando a licenziare è lo Stato.

www.laltrosud.it

giovedì 4 novembre 2010

Eolico, nuovi impianti nel Fortore


Nuovi impianti eolici nel Fortore. Dopo i recenti progetti presentati a Foiano Valfortore (ad opera della Econergia srl di Cervinara e della Sanmarco Power srl di Napoli), Buonalbergo (Parco eolico Buonalbergo srl di Roma), Benevento (Voltwind srl), San Marco dei Cavoti (Ecoenergia srl) ed in attesa dell’inizio dei lavori di tre nuove centrali eoliche di cui 2 già autorizzate dalla Regione ad opera della Edison (a Foiano Valfortore e San Giorgio La Molara) ed una che ha già ottenuto il VIA (Compagnia Generale degli Investimenti srl a Circello), tocca ora alla Sorgenia Spa di Milano, che comunica di aver dato avviso di avvio di procedimento per la costruzione ed esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica nei Comuni di Castelvetere in Valfortore e Colle Sannita.

Fonte: www.viadalvento.org

mercoledì 3 novembre 2010

Campo sportivo, la replica di Canonico


«La bussola che seguiamo nel nostro operare è sempre e solo la legalità. Dal rispetto delle leggi e dal mantenere i conti in ordine non si può prescindere». È la risposta che il sindaco di Baselice, Domenico Canonico, dà alle accuse, fatta nei giorni scorsi, dalla minoranza consiliare di concedere i lavori di ristrutturazione del campo sportivo comunale a ditte esterne e non locali.

«D’altra parte – continua il primo cittadino – mi sembra che in questo primo anno e mezzo di amministrazione stiano lavorando tutte le ditte locali. Non capisco, dunque, questo voler strumentalizzare a tutti i costi un atto che è stato fatto alla luce del sole e, ripeto, dando a tutte le ditte la pari opportunità così com’è prescritto dalla legge».

E conclude: «Non voglio polemizzare, ma chiedo alla minoranza: com’è che negli anni scorsi non vi siete mai interessati a quante e quali ditte lavoravano a Baselice? È possibile che solo ora vi appassionate a questa tematica? Evidentemente all’epoca, quand’eravate maggioranza, eravate un po’ distratti».

martedì 2 novembre 2010

Baselice, spostata la guardia medica


La guardia medica di Baselice è stata spostata nei giorni scorsi da via Tintiera nei locali pubblici del secondo edificio della scuola elementare.
I cittadini che hanno bisogno del servizio sanitario possono recarsi in via Luigi Capuano.

sabato 30 ottobre 2010

“Chi ha libri, ha labbra”


Nel trigesimo della morte del prof Alfonso Mascia

Caro prof,
te ne sei andato così all’improvviso che ancora non riusciamo a capacitarci.
La tua morte è stata così repentina da prenderci tutti di soprassalto.
La notizia della tua scomparsa, avvenuta in una fresca sera di settembre, appena si è diffusa in paese ha raggelato l’intera comunità. Ci ha presi tutti di sgomento, non foss’altro per la tragica fatalità con cui si è verificata. “Come ‘na fronna giallanute inte lu mese de nuvembre…s’è stuccat lu pedecine, e…”
È vero: la morte ama il silenzio. Essa rappresenta proprio la fase del passaggio: dalla parola al silenzio.
Ogni parola detta in più o in meno rischia solo di offendere la memoria… ma per prima il dovere e poi il ricordo mi hanno spinto a scrivere ed a lasciare questo pensiero per Te.

Tu, caro prof, sei stato il mio docente di italiano, per tre anni, al liceo classico. Con te ho viaggiato per circa 800 giorni, quotidianamente, salvo i periodi delle festività e quello delle vacanze. Non riuscirò mai a dimenticare questo periodo, come parimenti non riuscirò a scordare i tuoi “insegnamenti”, le tue battute, le tue perle di saggezza e di esperienza di vita vissuta che infondevi sia in classe, sia lungo il tragitto scolastico di andata e ritorno, sia negli altri momenti della vita.

Le lezioni di vita… quando nel dimostrare alla mia classe che non ero un “privilegiato” mi interrogasti per tre giorni di seguito e … le lezioni di studio… inteso quale unico ed imprescindibile veicolo per giungere alla cultura ed al sapere.
Non potrò mai accantonare il ricordo delle Tue “spiegazioni” della letteratura italiana, ed in particolare quelle riguardanti la “Commedia” di Dante, il Foscolo, il Manzoni, il Leopardi. Da profondo conoscitore ed acuto osservatore della realtà ti calavi nei panni di quei personaggi e ti immedesimavi nella lettura di quelle opere che – da docente – recitavi (mi facevi recitare!) e spiegavi, con spirito critico e con grande acume, ai tuoi alunni.
Oggi di tutto ciò non resta e non può che restare il ricordo. Ed a tal proposito rinvengo un passo da “I Sepolcri” del Foscolo: “…sol chi non lascia eredità d’affetti poca gioia ha dell’urna…”.
E di eredità, in tutti i sensi, caro prof., a me ed a tanti di noi Tu ne hai lasciata eccome!

Ma i miei ricordi si estendono anche ed in particolare alla Tua attività teatrale – che hai fatto amare ai più – e di cui io, molto modestamente, ho vestito i panni di attore, di interprete e di spettatore delle varie opere andate in scena e raccolte nel volume “Fortore su il sipario!”: commedie e drammi con al centro la Valfortore, una terra trascurata ed emarginata, di cui “ti è sembrato giusto lasciare traccia della storia, della società e della vita di un territorio così negletto”.
E poi, in ultimo ma non da ultimo, il vocabolario!
“Il dialetto baselicese” la lingua scritta e parlata della tua gente, la gente del tuo paese che potrà avere testimonianza del suo vernacolo proprio grazie a Te, al tuo lungo e certosino lavoro di filologo.

Anche qui non potrò mai dimenticare quel trascorrere di lunghi e piacevoli momenti passati a “divagare” ed a ricercare il significato/i delle singole parole, del lemma, del verbo…
Il dialetto, il vernacolo baselicese, che – nel suo piccolo - possiede il fascino della musica … perché è capace di travalicare il mondo dei significati per fare spazio a quello dell’emozione.

“Chi ha libri… ha labbra”. Non so dire, in questo momento, di chi era questa citazione, ma ricordo che tu, mio amato prof, me lo hai ribadito spesso.

Salvatore Brancaccio

venerdì 29 ottobre 2010

Psaut, ora apre il primo dicembre


Postiamo un articolo apparso oggi su il quaderno.it dal titolo "Sanità, il Psaut a San Bartolomeo aprirà il 1° dicembre. 118 a Foiano e Ginestra".

Vertice ieri mattina per la sanità nel Fortore con il commissario dell'Asl, Enrico Di Salvo. Si è stabilito che il Psaut di San Bartolomeo in Galdo aprirà il 1° dicembre, mentre il 118 resterà a Foiano e Ginestra degli Schiavoni. Il 5 novembre si tornerà, invece, a discutere delle sorti dell'ospedale di San Bartolomeo che potrebbe essere trasformato in una Struttura polifunzionale per la salute (Sps), equiparata agli ospedali territoriali di base.
Fonte: Il Mattino

giovedì 28 ottobre 2010

MONNEZZA, MONNEZZA!

di Pino Aprile

Dove finisce la monnezza sottratta alla vista e alle telecamere? (Tanto, l’importante è che non si veda). Per Terroni, mi capita di andare ovunque, in paesi in cui non ero mai stato (e sì che ho girato); dove credo si vada giusto se sai che esiste e hai qualcuno incontrare: insomma, o sei il fornitore di merendine o hai parenti lì, sennò… È quello che pensai quando arrivai a San Bartolomeo in Galdo, dove ebbi la felice sopresa (per fortuna, non rara) di incontrare un gruppo di ragazzi svegli, simpatici, impegnati nella ricerca dei modi e dei progetti per rivitalizzare un paese, il proprio, che l’emigrazione ha dimezzato. Sono laureati, pieni di idee e volontà. E vogliono farcela. Ce la faranno. Puntano anche sul turismo, ma… E indicai il posto. Monnezza, appena sotto il paese. Una discarica. Cominciai a fare domande, vennero fuori le solite porcherie (beh, è monnezza, no?) esiliate lontano dalla curiosità. Come dire: problema risolto, perché non lo si vede più. Così, chiesi a Sergio Truglio, che a San Bartolomeo mi aveva invitato, a nome dell’associazione Steven B. Biko, di saperne di più. Ecco, qui sotto, cosa mi ha inviato. Mentre l’Italia assiste al massacro di Terzigno a colpi di monnezza e manganello, tante altre Terzigno avvelenano terra e acqua e popolo, nel silenzio di una finta soluzione.

La costruzione della discarica iniziò nel 1996, doveva essere usata inizialmente solo come discarica consortile (Consorzio BN3) (i paesi a nord est di Benevento). La capienza totale era di 60000 t. Nel 1999 venne aperta e furono sversati 33000 t di rifiuti “tal quali”, ma già nel 2000 a seguito di un’impennata dell’emergenza rifiuti a Napoli e Provincia, fu usata per sversare i rifiuti del napoletano. Nel 2004 tra FOS (frazione organica stabilizzata, stabilizzata solo sulla carta, a giudicare dal nauseabondo odore che aleggiò per mesi a SBiG) e rifiuti “tal quali”, si arrivò a 70000 t. di immondizia, + 10000 t. sulla capienza iniziale. Le comiche iniziano nel 2006, in seguito ad un nuovo picco dell’emergenza rifiuti, l’ordinanza commissariale regionale 437 recita: “utilizzando e ampliando le volumetrie residue, vi è la possibilità di ulteriori abbancamenti di rifiuti, valutati in almeno 10500 t.”. Al 1 febbraio 2007 quell’”almeno 10500 t” si era già trasformato in oltre 30000 t. Insomma una discarica con capienza 60000 t, si è ritrovata a contenerne oltre 100000 t. con un plus di 40000 t. Ovviamente il percolato è tracimato, a questo punto, vi sono state nuovamente delle iniziative di Legambiente della Valfortore e del Comitato per la difesa del territorio, i quali hanno filmato e inviato a vari enti (Corpo Forestale dello Stato, Carabinieri, Arpa –Campania, Puglia e Molise-, Acquedotto Pugliese) dei filmati sulla tracimazione del percolato (i filmati sono in mio possesso). Il percolato, attraverso una sequenza di valloni (dei Preti, Capuano, Cupo) ha raggiunto il fiume Fortore, che riempie l’invaso di Occhito, il quale dà da bere a quasi tutta la Capitanata, su segnalazione del Corpo Forestale di SBiG, è intervenuto il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale del Coordinamento di Benevento del Corpo Forestale dello Stato che ha provveduto al sequestro della discarica (l’ordine è prot. Con n. 1284 del 13/02/2007). Nel 2010 dopo ben tre anni, frattanto il percolato veniva drenato settimanalmente con autobotti, per evitare che tracimasse (due, tre autobotti settimanali hanno un costo), il Prefetto ha stanziato i fondi per la bonifica. A tutt’oggi l’unica cosa che è stata fatta è la copertura della discarica con un telo, sperando che sia sufficiente ad evitare in inverno nuove tracimazioni del percolato.

Per quanto riguarda l’alga rossa nell’invaso di Occhito, ho letto le spiegazioni più disparate di vari “esperti”, c’è quello che afferma che in un invaso artificiale, la formazione dell’alga è fisiologica, a quell’altro che dà la colpa ai fertilizzanti azotati, ad un altro che afferma che la presenza dell’alga è dovuta a scarichi civili non controllati. Si parla del depuratore di Campobasso come maggiore indiziato, la discarica di SBiG non è citata in nessun articolo di giornale, sta di fatto che è stata posta sotto sequestro a seguito delle segnalazioni di Legambiente della Valfortore e del Comitato di Tutela del Cittadino, ai vari enti (Acquedotto Pugliese, Corpo Forestale dello Stato, Arpa etc etc) e delle pressioni di questi enti alla Polizia Ambientale sui pericoli di inquinamento delle falde acquifere.

Mi diceva un membro del Comitato, che questo inverno, un PM di Foggia e dei tecnici dell’Acquedotto Pugliese hanno fatto dei rilevamenti in elicottero, per verificare la connessione tra discarica di SBiG e invaso di Occhito. Però non ho trovato conferma di un’eventuale inchiesta della Procura di Foggia. Solo un’indiscrezione giornalistica non confermata in questo anno.

www.pinoaprile.it

mercoledì 27 ottobre 2010

L'Arma dei Carabinieri in prima linea nel progetto “Prevenzione droga” promosso dal Comune di Baselice


Nell’ambito del progetto “Prevenzione droga”, promosso dal Comune di Baselice, presso le scuole medie e superiori del centro fortorino, i Carabinieri della Compagnia di San Bartolomeo in Galdo e quelli della Stazione di Baselice hanno preso parte quest'oggi (ieri per chi legge) alla giornata conclusiva dei lavori.

L’iniziativa, che si è svolta in tre giornate differenti, ha avuto quale tema centrale quello della legalità e della prevenzione all’uso di droghe.
Numerose le tematiche affrontate dagli aspetti normativi legislativi a quelli legati agli effetti fisici e psicologici prodotti dall'uso di sostanze stupefacenti; a relazionare nel corso della tre giorni di incontri, esponenti dell'amministrazione comunale di Baselice, alcuni psicologi, esperti della Guardia di Finanza e dei Carabinieri. Inoltre agli studenti, riuniti presso palestra dell’Istituto superiore “E. Medi”, è stato mostrato un documentario sulla storia e sugli effetti altamente nocivi dell'uso di droghe.

www.ntr24.tv/it

martedì 26 ottobre 2010

L' ospedale di San Bartolomeo e l'interrogazione parlamentare


Ecco il testo dell'interrogazione a risposta scritta fatta dai deputati FARINA, COSCIONI, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI, al ministro della Salute il 3 agosto scorso.

Per sapere - premesso che: i lavori dell'ospedale di San Bartolomeo in Galdo (Benevento) sono iniziati nel 1958; nel 2008 è stata perfino apposta una lapide: «Dopo cinquant'anni di attese, speranze, delusioni e lo sperpero di circa 24 milioni di euro, a memoria e a vergogna della incapacità politica e amministrativa dei loro rappresentanti, i cittadini posero»;

il sindaco di San Bartolomeo in Galdo, Vincenzo Sangregorio, ha dichiarato: «Da bambino venivo in questo ospedale con i miei amici, era un posto perfetto per giocare a nascondino. Nei corridoi già abbandonati usavo i carrelli portavivande a mò di skateboard per le mie scorribande da piccolo malandrino»;

l'edificio in questione è costituito da quattro piani per 133 posti letti previsti, 12mila metri quadrati attrezzati con sale di degenze complete di ossigeno e bagni funzionanti; nelle camere i mobili imballati; nel 2008 l'ospedale è stato definitivamente cancellato dal piano sanitario nazionale per restare solo un pronto soccorso attivo per esigenze territoriali, che tuttavia non risulta essere ancora stato attivato;

all'interno si possono trovare cartelle cliniche, esami diagnostici, ecografie: tutto buttato sul pavimento tra rifiuti di ogni genere; all'esterno esiste un gigantesco parcheggio su due piani, con sbarre elettroniche e strisce disegnate, vuoto come tutto il resto -:

se sia in grado di quantificare a quanto ammonta la cifra finora spesa - meglio sarebbe dire, ad avviso degli interroganti, sperperata - per quella che il sindaco di San Bartolomeo in Galdo Vincenzo Sangregorio ha definito con amara ironia «l'opera incompiuta più vecchia d'Italia»;

quali iniziative il Governo, nell'ambito delle proprie prerogative, intenda promuovere o adottare anche per il tramite del Commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro del settore sanitario.

Seduta del 3 agosto 2010

lunedì 25 ottobre 2010

Monnezza, le discariche non rivolvono il problema

Aprire nuove discariche non vuol dire risolvere l'emergenza, come già dimostrato più volte in Campania: per risolvere una volta per tutte l'emergenza rifiuti
si deve avviare un ciclo completo fondato soprattutto su riduzione, riciclaggio, impianti di compostaggio e compostaggio domestico, trattamento dei rifiuti con recupero e riuso dei materiali.

Il 21 e 22 ottobre un pugno di persone, tra cui anche attivisti del WWF Sannio, hanno manifestato il diritto di riaffermare la democrazia davanti alla discarica di Sant’Arcangelo Trimonte contro l’ordinanza del presidente Caldoro che imponeva lo sversamento qui dei rifiuti della provincia di Napoli, non più in grado di smaltirli.
Da più di tre anni queste persone non solo dicono basta allo smaltimento dei rifiuti con le discariche o con gli inceneritori, ma chiedono anche come sanniti di far rispettare un decreto, quello che pone fine ad un’emergenza regionale dannosissima all’ambiente e alle tasche dei contribuenti, che attribuisce alle Province la responsabilità del ciclo dei rifiuti. È stato naturale, quindi, che ai manifestanti si unissero fisicamente anche le istituzioni, Provincia e Comuni, che si sono sentite espropriate anche loro del diritto all’autogoverno riconosciuto solo pochi mesi prima.
La civilissima ma caparbia manifestazione ha scongiurato, per ora, una nuova “Regionalizzazione dei Rifiuti”, ma la difficile emergenza napoletana che incombe potrebbe determinare nuove azioni di “violenza” da parte delle istituzioni stesse ai danni del territorio e della salute dei sanniti.
Quello che il WWF condanna, ormai da più di qualche anno, è la scellerata scelta da parte della Regione Campania e del Governo nazionale, di smaltire i rifiuti con discariche e inceneritori. La conferma dell’apertura di una nuova discarica nel Parco Nazionale del Vesuvio, inoltre, è irragionevole e soprattutto irresponsabile e mette in discussione l'esistenza stessa del Parco, proprio nell’anno dedicato alla biodiversità!

Aprire nuove discariche non vuol dire risolvere l'emergenza, come già dimostrato più volte in Campania: per risolvere una volta per tutte l'emergenza rifiuti si deve avviare un ciclo completo fondato soprattutto su riduzione, riciclaggio, impianti di compostaggio e compostaggio domestico, trattamento dei rifiuti con recupero e riuso dei materiali.

Si coglie, quindi, l’occasione per chiedere alla Provincia, che secondo il suddetto decreto ministeriale dovrà assumersi l’onere dello smaltimento dei rifiuti e della raccolta dal 1 gennaio 2011:
- di avviare concretamente un ciclo dei rifiuti diverso da quello attuale e di avviare tempestivamente con qualsiasi risorsa economica disponibile gli impianti di compostaggio di piccola taglia, fino a 15.000 abitanti, localizzati in vari siti della provincia;
- se il Piano Rifiuti da attuare è quello emanato all’inizio dell’anno e rimodulato a giugno, sarebbe interessante inoltre conoscerne i tempi di esecuzione;
- infine, di continuare a sostenere con forza in tutte le sedi istituzionali il suo Piano, ma condividendolo il più possibile con i cittadini e le associazioni.
La mancata presa di posizione di fronte a politiche nazionali e regionali che minano il territorio sannita e la mancata esecuzione del Piano potrebbe essere ritenuto come il fallimento della Giunta provinciale.

Camillo Campolongo
Associazione WWF Sannio - Benevento

venerdì 22 ottobre 2010

Foiano e l'eolico


Foiano Valfortore punta decisamente sull'eolico. Oltre al progetto da 18 mw da costruire a San Giovanni ad opera della società Sanmarco Power srl di Napoli, ce n'è un altro per una potenza di 30 mw da realizzare sempre nel territorio del piccolo comune ad opera questa volta della società Ecoenergia di Cervinara (Avellino). Difatti è stato depositato presso alla Regione, la Provincia di Benevento ed il comune di Foiano il progetto e lo studio di impatto ambientale di queste torri della potenza di 3 mw l’'una. Chiunque può visionare i progetti entro 45 giorni (a partire dal 18 settembre scorso) all'assessorato all'Ambiente regionale di via Alcide De Gasperi oppure al Settore fonti energetiche di Napoli.

giovedì 21 ottobre 2010

Appello ad Emergency perché apra un ospedale nella Valfortore


Facciamo nostro l'appello lanciato sul blog www.andrez.cotti.biz affinché Emergency di Gino Strada porti un suo ospedale nel Fortore.

di Tiziana Bisogno

Lancio un appello ad Emergency perchè porti uno dei suoi ospedali a San Bartolomeo in Galdo. Valle del Fortore. Provincia di Benevento. Italia. Anche se lì non ci sono molti immigrati, ma solo una popolazione che ha atteso per anni di vedersi riconosciuto il diritto alla salute, come qualsiasi altro cittadino italiano. Che ha lottato per ottenere quel diritto negato. Chi si ammala lì è costretto a fare 60 km per trovare il primo ospedale. Fuori regione, però. Benevento la raggiungi in un’ora in condizioni normali. Diventa irraggiungibile se c’è una emergenza. Come si fa a trasportare un infartuato su una strada tortuosa, di montagna, spesso con frane?
Eppure l’ospedale c’è. Ci son voluti più di 50 anni e più di 20 milioni di ero per costruirlo. Un ospedale mai aperto e che non entrerà mai in funzione. Nonostante l’insegna posta lì, a ricordare da anni che un ospedale c’è. Padre Pio lo hanno chiamato.

Ma il miracolo tanto atteso non è mai arrivato. Nonostante la sua costruzione sia terminata da anni. Nonostante siano stati espletati da anni i concorsi per il personale medico e infermieristico. I concorsi da primario. Nonostante le sale operatorie attrezzate. Solo due anni fa l’ultima ristrutturazione e il rifacimento degli impianti. Uno scandalo su cui nessuno mai si è degnato di indagare a fondo. Da ministro dei Lavori Pubblici Di Pietro inviò degli ispettori. Ma poi? Della sua apertura se ne parlava, puntualmente, ad ogni elezione, politica o amministrativa che fosse. Ogni volta. Anche questa volta. Anche nell’ultima tornata elettorale per le regionali c’è stato il solito ritornello. Una bugia, agitata solo per raccogliere consensi. Voti. “Si aprirà” annnunciò il deputato Nunzia De Girolamo, coordinatrice provinciale del Pdl, alla vigilia delle elezioni. In verità a San Bartolomeo in Galdo non ci aveva creduto più nessuno. Poi la conferma.

Dopo 50 anni di attesa. Grazie a Caldoro, con il placet del presidente del Consiglio, e a tutti quelli che negli anni li hanno preceduti, muore anche la speranza, così come negli anni sono morte tante persone che si sarebbero potute salvare se solo quell’ospedale fosse stato funzionante. Quella struttura diventerà un presidio riabilitativo gestito da privati in convenzione. Ecco, ci siamo. I privati, le convenzioni.
Perchè non dare invece quella struttura in gestione ad Emergency?

Dal blog http://www.andrez.cotti.biz/appello-ad-emergency-perche-apra-un-ospedale-nella-valfortore-3013.html

mercoledì 20 ottobre 2010

Monnezza, Cimitile scrive a Colasanto

Ecco il testo di una email inviata ieri dal presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile, al presidente della Commissione ambiente del Consiglio regionale della Campania, Luca Colasanto, in merito alla decisione del presidente della Regione di conferimenti straordinari di rifiuti nel Sannio.

«Gentile Presidente, avendo appreso che ella ha convocato la Commissione ambiente del Consiglio regionale della Campania per martedì 26 ottobre 2010 per discutere sui conferimenti straordinari di rifiuti in Sant'Arcangelo Trimonte, desidero assicurarle di aver particolarmente apprezzato il gesto. Nel ringraziarla di tanto, mi permetta tuttavia farle rispettosamente osservare che la data da lei indicata appare troppo in là nel tempo, rispetto alle preoccupazioni vivissime e motivate che si sono innescate in noi nell'apprendere la notizia dei conferimenti straordinari di rifiuti in una discarica assolutamente insicura. Sembrerebbe, peraltro, che la data da Lei indicata i conferimenti dovrebbero essere già stati ultimati: pertanto, La pregherei di voler esaminare la possibilità di anticipare la predetta riunione al più tardi a giovedì prossimo, 21 ottobre. In attesa di un suo cortese riscontro, Le invio distinti saluti. Il Presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile».

martedì 19 ottobre 2010

San Giovanni, nuovo progetto eolico


A Foiano Valfortore una nuova centrale eolica? La Sanmarco Power Srl, infatti, comunica di aver depositato gli elaborati e di aver avviato la procedura di valutazione di impatto ambientale per un progetto della potenza di 18 mw in località San Giovanni.
Il 17 settembre scorso la società ha depositato a Napoli presso il Settore tutela ambiente, la Provincia di Benevento e i Comuni di Foiano e Molinara, copia degli elaborati relativi al progetto.

L’intervento consiste nell’installazione di 6 aerogeneratori, da 3 mw ciascuno, per la produzione di energia elettrica da fonte eolica, e delle relative opere ed infrastrutture di connessione alla rete di trasmissione nazionale, attraverso propria stazione di trasformazione ubicata nel Comune di Molinara.
Chiunque sia interessato, a qualsiasi titolo, dalla realizzazione degli interventi oggetto del presente avviso, può presentare osservazioni scritte presso il Servizio Via, Settore tutela ambiente di via De Gasperi, 28, Napoli.

lunedì 18 ottobre 2010

La Uil dà la sveglia ai presidenti delle 3 Comunità Montane in difesa dei lavoratori senza stipendi

La segreteria provinciale della UIL Federazione Poteri Locali di Benevento ha inviato una nota ai presidenti delle comunità montane sannite Fortore, Titerno-Ato Tammaro e Taburno, al prefetto di Benevento ed al presidente della Giunta Regionale della Campania, in merito alla grave situazione patita dai dipendenti delle stesse.

La Uil “invita i presidenti delle tre comunità montane a intraprendere ogni e più opportuna azione affinché sia garantito il pagamento dello stipendio a favore dei lavoratori, compresi quelli posti in disponibilità presso la comunità montana del Fortore.

Al prefetto di Benevento ed al presidente della regione Campania, che leggono per conoscenza, la Uil fa voti affinché si prenda atto della difficile situazione determinatasi col sostanziale blocco degli stipendi dei lavoratori delle tre comunità montane e resta in attesa di cortesi ed urgenti comunicazioni al riguardo. In caso d’inerzia, saranno assunte le consequenziali azioni legali per il rispetto del diritto fondamentale dei lavoratori a percepire lo stipendio mensile” (...).

tratto da ilquaderno.it

sabato 16 ottobre 2010

RADIO PADANIA AL SUD


di Gaetano Pietropaolo*

Qualche mese fa, noi de L’Altro Sud assieme ai Verdi campani, inviammo un esposto alla Procura della Repubblica di Milano contro Radio Padania. Lo spunto ci fu dato dall’ennesimo vergognoso commento antimeridionale che, con nonchalance, la radio della Lega trasmetteva per bocca di un attivista che giustificava l’assassinio, per futili motivi, di due meridionali in Germania.

In fin dei conti però ci rincuorava l’idea che, a noi del Sud, la radio leghista non si sarebbe mai imposta con arroganza alle nostre orecchie. Se proprio avessimo avuto bisogno di qualche minuto di indignazione, avremmo dovuto cercarcela su internet ed ascoltarla on line. Ma, ancora ignari degli effetti di una Legge del dicembre del 2001, ci sbagliavamo. Ad oggi, cominciano ad essere abbastanza frequenti i casi in cui, inconsapevoli cittadini meridionali, nel cercarsi una frequenza radiofonica civile, si imbattono in qualche insulto nei loro confronti o in qualche invettiva anti-terrona. Perché? Cosa è successo? Ritorniamo alla Legge a cui si è fatto cenno. Si tratta della Finanziaria per il 2002. Ovviamente è facile immaginare chi fosse al Governo allora.

Questa legge, all’articolo 74 autorizza le cosiddette radio comunitarie (radio che siano espressione di particolari istanze culturali, etniche, politiche e religiose) ad attivare nuovi impianti, fino a raggiungere la copertura del 60% del territorio nazionale. Funziona così: si occupa la frequenza, lo si comunica al ministero delle Comunicazioni e, entro 90 giorni, la frequenza si intende autorizzata con il meccanismo del silenzio-assenso. Dov’è il trucco, è presto detto. Al di là di alcune radio minori, le principali radio che possono approfittare di questa Legge, appunto perché radio comunitarie, sono Radio Padania e Radio Maria. Considerato che Radio Maria già supera il 60% di copertura del territorio nazionale, non è sostanzialmente interessata dalla norma.

Di fatto, si tratta di uno strumento per consentire alla Radio del Senatùr di fare incetta di frequenze gratis. Niente male per essere in un paese dove attivare nuove frequenze radiofoniche, tra limiti di legge e lungaggini burocratiche, è pratica impossibile. Ma un dubbio rimane ancora. A cosa serviranno mai delle frequenze radiofoniche nel Mezzogiorno a Radio Padania? A nulla. Infatti, forse è questa l’unica nota positiva della vicenda, l’emittente leghista attiva frequenze gratis, per poi rivenderle al prezzo di mercato. Il rischio, per i cittadini meridionali, di sentirsi insultati in casa propria allora è limitato al tempo necessario a fare l’affare.

Un business di svariati milioni di euro, quello leghista, realizzato a danno della collettività (che è la proprietaria dell’etere) e delle emittenti radiofoniche commerciali che, per acquisire altre frequenze, devono pagare dazio a Bossi & co... Il tutto alla faccia dei mangiapane meridionali e dell’oramai mitica Roma ladrona.

*TERRA del 15 ottobre

venerdì 15 ottobre 2010

Baselice, sistemazione delle strade


Sta per essere ultimata la sistemazione della strada di via Crocella, lavoro finanziato della legge regionale 51 (clicca sulla foto). “L’intervento su quest'arteria – aveva detto il sindaco Domenico Canonico in fase di deliberazione – è un’importante misura che rientra nei progetti di quest’amministrazione nel voler migliorare la viabilità interna del paese. Dopo altre opere messe in campo, questa è un’ulteriore passo avanti nella sistemazione delle strade comunali”.

giovedì 14 ottobre 2010

Inps: niente pensione per i precari. La notizia sparisce dai media


di Giuseppe Libertella

E’ ufficiale: i contributi versati dai parasubordinati serviranno a pagare i lavoratori a tempo indeterminato, che hanno la pensione garantita. I media nazionali, per evitare la rivolta dei precari, oscurano la notizia, non concedendole visibilità alcuna; ma questa volta a fare chiarezza è presidente dell’istituto di previdenza, Antonio Mastropasqua, che spiega perché i precari non hanno la possibilità di “programmare” la loro pensione futura, consultando i dati sui contributi già versati, come invece possono osservare gli altri lavoratori. “Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale” dichiara Mastropasqua.

In un primo momento si era pensato di inviare 4 milioni di lettere ai parasubordinati per spiegare come verificare on line il versamento dei contributi di ognuno. Ipotesi smentita successivamente, perché per il lavoratore “precario” non sarà possibile ipotizzare quella che dovrebbe essere la sua pensione, come confermato da Mastropasqua.

I precari non avranno la pensione. I contributi che loro versano saranno utili all’INPS per pagare la pensione a chi la maturerà. Per i parasubordinati la pensione non arriverà alla minima, nemmeno se il parasubordinato riuscirà, nella sua carriera lavorativa, a non perdere neppure un anno di contribuzione. Ecco che l’INPS ha subito adottato il “metodo all’italiana”:nascondi il misfatto fin quando qualcuno non se ne accorgerà, intanto si cerca di tenere a bada i precari, già senza una stabile occupazione, adesso anche senza pensione.

http://www.cultumedia.it/2010/10/inps-niente-pensione-per-i-precari-la-notizia-sparisce-dai-media/

mercoledì 13 ottobre 2010

Università spa


di Raffaele De Rosa

Il ddl Gelmini vede allungare la sua corsa verso l’approvazione finale. La data per l’approvazione prevista per il 4 ottobre è stata rinviata ulteriormente al 14. Il giorno seguente, alla Camera dei Deputati inizia la sessione di bilancio, che dura circa un mese e per regolamento costringe tutti gli altri provvedimenti ad aspettare in coda. Se a questo si aggiunge l’eventualità che si vada alla elezioni a marzo la riforma universitaria rischia di finire su un binario morto. E menomale!
Già perché la riforma prevede, fra le altre cose: il nuovo assetto degli organi di governo (Rettore, Senato accademico e Cda), il reclutamento di professori e ricercatori, il fondo per premiare gli studenti meritevoli e quello per i docenti migliori, l’obbligo di certificazione delle ore di didattica per i professori, contratti a termine per i ricercatori.

In particolare il Rettore sarà un professore ordinario di qualunque università italiana. Dovrà possedere «comprovata competenza ed esperienza di gestione, anche a livello internazionale, nel settore universitario, della ricerca o delle istruzioni culturali»; sarà «responsabile del perseguimento delle finalità dell’università»; proporrà il «documento di programmazione strategica triennale di ateneo», il bilancio di previsione annuale e triennale nonché il conto consuntivo e durerà in carica massimo 8 anni, due mandati.

Il Senato accademico formulerà «proposte e pareri» sulla ricerca e sulla didattica, approverà i regolamenti didattici solo dopo aver ricevuto parere positivo del Consiglio di Amministrazione e avrà funzioni di coordinamento tra i Dipartimenti.
Il nuovo consiglio di Amministrazione, invece, assume il ruolo di indirizzo strategico dell’ateneo, potendo decidere sulla introduzione e soppressione di corsi di studio e sedi e sarà composto da un minimo di 3 componenti esterni, se i membri sono 11 in totale, 2 se sono meno di 11, escluso i rappresentanti degli studenti. Il presidente del Cda sarà il Rettore o uno dei predetti consiglieri esterni all'Ateneo.

Per quanto riguarda la riforma del reclutamento con l’introduzione del sistema di ‘tenure-track’ saranno previsti nuovi contratti a tempo determinato (minimo 3 massimo 5 anni) seguiti da contratti triennali ‘tenure-track’, al termine dei quali se il ricercatore sarà ritenuto valido dall’Ateneo sarà confermato a tempo indeterminato come associato. In caso contrario terminerà il rapporto con l’Università. Questo significa, in virtù dei tagli previsti dalla L. 133/2008 all’ F.F.O. (circa 1,5 miliardi entro il 2012) e delle reali condizioni della maggioranza degli atenei italiani, il licenziamento di moltissimi ricercatori alla fine degli eventuali sei anni di lavoro per l’università!

Per i docenti si fissa a 70 anni l’età pensionabile per professori ordinari e a 68 per gli associati. Considerato il blocco al 20% del turn-over per il personale docente e tecnico amministrativo (per intenderci se vanno in pensione dieci professori ne verranno assunti solo due!) previsto dalla Legge 133/2008, non sarà possibile garantire la sostenibilità dell’offerta formativa e didattica.
Sarà costituito un fondo speciale per il merito per gli studenti “eccellenti”, fondo gestito dalla Consap spa ed elargito dal ministero dell’economia. Tra i criteri di assegnazione delle borse erogate da questo fondo non è incluso il reddito. Gli studenti non accederanno più a questi fondi in base alla loro possibilità economica e materiale ma solo ed esclusivamente tramite criteri meritocratici!

Da una lettura complessiva di questa riforma emerge un processo di aziendalizzazione dell’università che associato al sottofinanziamento cronico e in progressivo peggioramento, a partire dalla L. 133/08, comporta un peggioramento della didattica e la negazione del diritto allo studio.

Mentre in Italia si effettuano tagli al sistema universitario in Germania sono stati destinati al comparto dell'istruzione e della ricerca ben 12 miliardi di Euro in più fino al 2013. Ci auguriamo che lo slittamento dell’approvazione della legge sia un modo diverso per mettere fine ad uno scempio che dura, ormai, da due anni!

www.laltrosud.it

martedì 12 ottobre 2010

SUD: NUOVE FORME DELLA POLITICA‏


di Antonio Gentile*

Il crollo delle ideologie tradizionali e l'avanzare della globalizzazione neoliberista, hanno, da tempo, decretato la fine dei grandi miti organicistici e olistici dello Stato, provocando mutamenti sostanziali del contesto in cui si collocano le forme della rappresentanza e dell'esercizio diretto della democrazia. Mentre tutte le forme partito sono state travolte da questa trasformazione epocale, che in Italia ha visto la fine traumatica della Prima Repubblica e la nascita di una Seconda presto degenerata, nuovi modelli d'identità politica si sono pian piano affermati per rispondere in maniera più adeguata al bisogno delle popolazioni. Ritrovarsi “comunità” in un mondo ormai governato da centri di potere economico-finanziari globalizzati, sviluppa valori positivi di solidarietà autentica, di capacità d'autonomia, di resistenza, di mobilitazione e di opposizione all'ideologia integratrice.

Lingua, pratiche tradizionali, territorio, diventano elementi concreti d'identità che costituiscono un vero e proprio sistema di aggregazione di una comunità storica e politica. La “terra” è, dunque, nella cultura tradizionale, il luogo privilegiato delle origini ma, anche, quello del riscatto e della rinascita collettiva. Negli ultimi anni, soprattutto a partire dal trattato di Maastricht, il processo di “regionalizzazione” inteso come criterio di organizzazione degli interessi e delle volontà politiche su base territoriale, si è notevolmente rafforzato, influenzando l’intera Europa e generando la nascita di numerose formazioni politiche regionali.

In Italia, questa trasformazione, ha visto l’esplosione del fenomeno leghista al Nord, condizionato però da forti caratterizzazioni razziste, xenofobe e antisolidali, che ne hanno fatto una realtà regressiva, tipica delle formazioni politiche di estrema destra. Certamente più interessante e progressista è invece quel laboratorio politico campano che, guardando all’esperienza dell’Europa dei Verdi- Libera Alleanza Europea, presieduta dal leader Daniel Cohn Bendit, ha sperimentato alle recenti regionali la sinergia tra la formazione ambientalista e i regionalisti de L’Altro Sud.

In questo caso l’azione politica si è concentrata sulla rivalutazione del Sud positivo impegnato nel contrasto all’illegalità, nella tutela del patrimonio ambientale come presupposto indispensabile alla sopravvivenza di una comunità di oltre venti milioni di cittadini, nel recupero dell’identità storica, nel rafforzamento dei legami di collettività. Dunque, un’esperienza politica, quella campana, unica, che ha anticipato la svolta della Costituente ecologista che s’ispira al modello francese di Europe Écologie, dove si collocano, tra l’altro, il partito nazionalista corso e quello bretone.

Dal Sud, quindi, e dalla Campania in particolare, è partita una piccola rivoluzione politica nel mondo progressista, che con i valori della solidarietà, della legalità e della comunità può offrire un modello concreto di innovazione politica in tutto il Paese.

*Presidente de L'Altro Sud

Pubblicato sul quotidiano nazionale "Terra" dell'8 ottobre