martedì 17 maggio 2011

Secola, la presentazione del libro


Sabato scorso nella suggestiva cornice di palazzo Lembo c'è stata la presentazione del mio nuovo libro "Il brigante Secola". Ringrazio per la partecipazione il vicesindaco Giuseppe Ferro (in sostituzione del sindaco Domenico Canonico che non ha potuto partecipare per motivi familiari), il presidente della proloco Angelo Lepore, il relatore Angelo Iampietro, il consigliere delegato alla Cultura Michele Del Vecchio, la moderatrice Liliana Paolozza, Dionigi Bianco per gli intermezzi musicali e l'editore Luigi Romano.
Infine, voglio ringraziare il Comune di Baselice per aver messo a disposizione la location di palazzo Lembo. E tutte le persone che hanno partecipato all'iniziativa e quelli che non hanno potuto per diversi motivi.
Qui di seguito riportiamo alcuni stralci della relazione del prof Angelo Iampietro che troverete interamente sul prossimo numero di giugno del periodico "Fortore"
.

(Clicca sulla foto per ingrandirla).


(...) Il nome del brigante Secola è a tutti familiare, anche perché il compianto amico prof. Alfonso Mascia, del quale abbiamo ascoltato poc’anzi la sua canzone, musiche di Dionigi Bianco, che fa da introduzione e da sfondo all’opera teatrale “Il brigante Secola”, che fu scritta e inserita in “Fortore, su il sipario!, pubblicata nel 1989 e nel 2009, è a molti di voi nota, perché hanno avuto modo di vederla in scena nelle rappresentazioni teatrali allestite in Baselice negli anni addietro.

Un lavoro per il teatro di questo tipo ha come riferimento alcuni dati reali su cui si basa l’intera vicenda, ma, nel contempo, la creatività dell’autore presenta fatti, situazioni, personaggi che, nel loro agire, si discostano o si muovono in azioni e comportamenti verosimili al contesto ambientale con assoluta libertà.

“Il brigante Secola” di Antonio Bianco ha tutt’altra veste; è un lavoro di ricostruzione storica di un personaggio baselicese che, per varie ragioni e per circostanze volute o non, rientra, pur non macchiandosi di efferati delitti, per l’aspetto marginale e localistico del suo coinvolgimento, nella questione storica post-unitaria con tutti i canoni di eversione e di ribellione.

L’opera del Bianco è frutto di una ricerca certosina su cui l’autore ha faticato molto per reperire e portare alla luce documenti, che danno del Secola una identità oggettiva e che ben lo inquadrano in un contesto storico, che lo accomuna ad altre persone ribelle di quel periodo per il loro credere, ubbidire, operare ed agire, guidati da un capo brigante di ampia fama come il generale Caruso, uomo intelligente e capace.

Il Bianco documenta ogni sua affermazione, riportando le parti salienti del documento da cui essa trae origine, citando le fonti, base solida di quanto egli asserisce. È il ricostruire una storia locale che egli fa con coscienza, competenza, scrupolo, oggettività: da vero ricercatore, attenendosi, nei suoi giudizi, ai soli fatti.

La sua pubblicazione l’ho letta prima ancora che fosse data alle stampe e ciò che mi ha colpito, oltre al contenuto ricco ed interessante, sono state la vasta bibliografia posta all’indice, le tante note di riferimento alle fonti, poste nelle pagine in pedice ed alcuni documenti ripresi e riportati in più pagine.
La ricostruzione storica impegna moltissimo chi si addentra in una tematica di questo genere, perché succede di frequente che si consultano documenti e si studiano più libri per scrivere, talvolta, solamente due righe.

Ho voluto far cenno a tutto questo per far capire quanto lavoro è costato reperire le informazioni necessarie, le fonti delle stesse e, poi, consultarle, studiarle, selezionarle per scrivere alla fine questo libro, che dissolve molti dubbi sulla condotta del brigante e del ruolo che egli ebbe all’interno della banda, cui apparteneva. Come del resto ci dice chiaramente quale fu il comportamento delle autorità locali nei confronti del Secola.

Nell’opera storica è la capacità nel saper individuare e interpretare i documenti, per non essere contraddetto da un altro studioso che si occupa del medesimo argomento. In ciò il Bianco è un abile segugio, cercatore di fonti e di testimonianze scritte, che, egli non solo sa interpretare e tradurre in dati oggettivi incontestabili, ma che riesce ad assemblare e mettere per iscritto con semplicità e sobrietà, non venendo mai meno ai canoni delle ricerca storica. L’autore ci chiarisce in modo brillante come il brigante si muovesse sul territorio e come egli, talvolta, come una volpe, sia riuscito a farla franca, nel momento in cui stava per essere acciuffato.

È ben delineata la sua figura ed il rapporto esistente con i potentati del Fortore, i quali, in un momento di incertezza, quando non avendo ancora ben chiare le idee sull’assetto futuro dell’Italia, tengono forti legami con i rappresentanti del nuovo Stato ma anche con i briganti, evidenziando al momento giusto, davanti alle autorità piemontesi, di fronte a qualche voce che li indicava come conniventi, di essere essi vittime di taglieggiamento, di minacce e di violenza da parte del Secola in persona.

È nota l’irruzione dei briganti nella casina di campagna con danneggiamenti di suppellettili proprio per dimostrare l’estraneità dei Signori ad ogni voce malevola di aiuto in beni alla banda.

Il brigante, però, quando ormai vede che il suo destino è segnato, decide di costituirsi. Confesserà, prima alle autorità e poi al collegio giudicante del Tribunale Militare di Caserta tutti i suoi crimini nella convinzione di poter avere qualche sconto di pena nella certezza di essere condannato e per vendicarsi di chi gli aveva fatto credere che era al suo fianco. Farà i nomi dei potenti, accusati di connivenza, i quali saranno indagati e giudicati, ma alla fine assolti.

Che non sia il caso de’ “la mosca ed il bove”, del Mascia nella opera teatrale omonima, che definiva “il debole, l’impotente (mosca), il forte, il potente, (bove)”.

L’intera vicenda giudiziaria si concluderà il 21 gennaio 1865, quando il Presidente della Corte Marziale emette la sentenza. “Il Tribunale Militare di Guerra di Caserta giudica Secola Antonio colpevole del reato di brigantaggio e resistenza a mano armata contro la forza pubblica… e lo condanna ai lavori forzati a vita, applicandogli un grado in meno di pena, che prevedeva la fucilazione, per essersi egli costituito”.

Morirà nel carcere di Portolongone, nell’Isola d’Elba, il 21 di aprile del 1885, all’età di 53 anni; era nato in Baselice il 5 Ottobre 1832 da Michele e da Maria Rosa Tresca.

Fatto curioso che, dell’avvenuto decesso, il Comune di Baselice ne avrà comunicazione il 20 Giugno del 1888, dopo ben tre anni. Non si sa dove sia stato sepolto!.

Non so se sia stata dimenticanza di qualche negletto impiegato o espressa volontà dei rappresentanti del Nuovo Stato di dimenticare o far dimenticare, per sempre, chi era stato loro nemico, volendo definitivamente cancellare una pagina di storia che, pur leggendola ed interpretandola come si vuole, ci appartiene senza alcun demerito per le passate generazioni delle quali siamo figli (...).

Per una copia del libro rivolgersi alla Proloco Baselice.

lunedì 16 maggio 2011

Elezioni a Foiano, rivince Maffeo

Corriere della Sera

Ginestra degli Schiavoni, vince Zaccaria Spina

Corriere della Sera

Castelvetere, vince Iarossi

Corriere della Sera

Eolico a Castelvetere


La regione Campania ha autorizzato la società Sorgenia Spa consede legale in Milano alla realizzazione di un parco eolico della potenza di 7,5 MW nel territorio di Castelvetere Valfortore. Nonostante la presenza di una zona SIC la società milanese aveva presentato un progetto della potenza di 18 MW e ben 9 aerogeneratori, che le autorità di tutela ambientale campana hanno ritenuto incompatibili con l’importante area di protezione ambientale esistente riducendo a 7,5 MW per 3 aerogeneratori, l’impianto autorizzato.

tratto da www.viadalvento.org

giovedì 12 maggio 2011

La follia in scena


Il Dipartimento di salute mentale di Puglianello, guidato da Maurizio Volpe, presenta la seconda rassegna teatrale della diversità, con un programma che prevede spettacoli di compagnie integrate provenienti da Lazio, Umbria e Toscana che sono state selezionate attraverso un bando di concorso nazionale. L’impegno di tutto il DSM di Benevento è stato determinante per affrontare un progetto che è cresciuto in modo impressionante, raddoppiando le serate di spettacolo e dislocando gli eventi nella città tra il Teatro Comunale e il Teatro Romano.

L’edizione 2011 si annuncia ricca e interessante, anche per la bella versione de La Gatta Cenerentola dell’UOCSM di Puglianello con la regia di Antonello Santagata e la direzione musicale di Massimo D’Orsi e Bruno Capuano. “Quest’ultima produzione è una grande avventura” dichiara Santagata perché “ha riunito circa 100 persone tra pazienti, operatori ed esterni;.. ormai manca poco alla data d’inizio della rassegna e vorremmo che tante persone sapessero di questa importante iniziativa che è nata e cresciuta in poco tempo sul nostro territorio!”.

Dal 3 giugno Benevento si colorerà della scena della follia per 5 serate e chiuderà il sipario il 30 giugno alle Terme Iacobelli di Telese con la consegna del premio che, la giuria presieduta da Giulio Baffi, assegnerà alla compagnia più integrata.

martedì 10 maggio 2011

Baselice, la proloco organizza la presentazione del libro


Sabato prossimo, 14 maggio, alle 18, la Proloco, con il patrocinio del Comune di Baselice, ha organizzato presso Palazzo Lembo la presentazione del nuovo libro di Antonio Bianco “Il brigante Secola-La sanguinosa rivolta nel Fortore post-unitario”. Relatore il prof Angelo Iampietro, moderatore Liliana Paolozza, intermezzi musicali Dionigi Bianco e saluti del sindaco Domenico Canonico, sarà presente l’autore.

lunedì 9 maggio 2011

Il Psaut e la protesta


Carissimi cittadini del Fortore,
siamo qui per informarmi che tra pochi giorni inzia la protesta. Organizzeremo una manifestazione a Benevento, lunedì 30 maggio, per richiedere l'apertura dello Psaut. Iniziamo a contarci e vediamo quanta gente riusciamo a portare in piazza. Sarà un manifestazione pacifica ma necessaria per risvegliare i cittadini del Fortore e iniziare a lottare per i nostri diritti che ogni giorno vengono continuamente calpestati... forza. Partecipiamo tutti all'evento.

Dal gruppo facebook "Psaut San Bartolomeo"

lunedì 2 maggio 2011

IL BRIGANTE SECOLA, L'ANTEPRIMA DELLA COPERTINA DEL LIBRO



Questa è la storia di un brigante “per caso”: Antonio Secola, muratore del Fortore, area geografica montana della Campania, al confine con Puglia e Molise.

Secola si trova coinvolto, suo malgrado, nella violenta e cruenta vicenda del brigantaggio meridionale nell’Italia post-unitaria. I briganti, agli ordini di Michele Caruso, imperversano nella zona. Secola, scappato dal carcere di Campobasso, dov’era rinchiuso per un furto commesso per sfamare la sua famiglia, si fa brigante e ben presto conquista la fiducia dei suoi compagni e del comandante Caruso, tanto da diventare il suo luogotenente.

L’esercito piemontese, intanto, reprime ferocemente le rivolte, vere o presunte, dei briganti e quando Secola si rende conto che l’epilogo è vicino si consegna e confessa; avrà così salva la vita, ma sarà recluso fino alla fine dei suoi giorni nel penitenziario di Portolongone (Isola d’Elba).

La piccola storia di un uomo che, come tanti, viene travolto dagli eventi; ma sono gli uomini come Secola i veri protagonisti della storia. La “grande storia”, quella raccontata dai vincitori, sovrasta e dimentica le ragioni dei vinti; per questo molto ancora andrebbe indagato, per capire le ragioni delle vicende di cui ancora oggi subiamo le conseguenze.

visita il sito http://www.edizioni-ilchiostro.it/

domenica 1 maggio 2011

La Fortorina e la nuova galleria


E' stato abbattuto il diaframma della nuova galleria ''Fuciello'', in costruzione tra i km 7,960 e 8,630, nell'ambito dei lavori di realizzazione della Variante alla strada statale 212 ''della Val Fortore'', tra Pietrelcina e San Marco dei Cavoti, in provincia di Benevento. Lo comunica Anas.

La nuova galleria ''Fuciello'' e' una delle quattro gallerie naturali in costruzione sulla Fortorina. Si estende per una lunghezza complessiva di circa 670 mt, dei quali 572,5 in naturale e 97,5 in artificiale. La piattaforma stradale prevedera' una larghezza complessiva di 10,50 mt con due corsie, una per senso di marcia, da 3,75 mt e due banchine laterali da 1,50 mt.

Il progetto di ammodernamento si inserisce nel contesto della rete stradale della Campania, collegando le zone interne della Val Fortore con il capoluogo di provincia Benevento e tramite questo con i capoluoghi delle province campane.
I lavori in esecuzione dal bivio di Pietrelcina (km 5+600) allo svincolo per San Marco dei Cavoti sono ad un avanzamento pari a circa il 70%. La variante comprende importanti opere d'arte come 8 viadotti, 4 gallerie naturali, 3 gallerie artificiali, oltre ad opere d'arte minori come cavalcavia e sottopassi.

giovedì 28 aprile 2011

La solitudine del fiume Fortore


Finalmente dopo mesi e mesi a chiedere delucidazioni dalle pagine di questo blog - senza ottenere nessuna risposta - sull'inquinamento del fiume Fortore, qualcuno altro inizia ad interessarsi, anche se in generale, del problema. Postiamo un interessante articolo apparso su ilsannioquotidiano.it di ieri dal titolo Coldiretti: "L'inquinamento dei fiumi è un'emergenza".

“La depurazione delle acque reflue è un'emergenza che va affrontata con la massima determinazione se davvero vogliamo dare un futuro a questo territorio”.
Non ha dubbi Luigi Auriemma, direttore provinciale di Coldiretti, che interviene sulla delicata problematica dell'inquinamento dei fiumi sanniti. Com'è noto, fin dal dicembre del 2009 vige su tutti i corsi d'acqua della provincia il divieto di attingimento a causa della comprovata presenza di salmonella. La presenza del batterio è in stretta relazione con lo scarico di acque reflue non depurate che provengono in gran parte dalle utenze urbane. Spesso gli impianti comunali non funzionano adeguatamente e in non pochi casi tra le fognature e i fiumi non c'è alcun filtro.

Una situazione di evidente gravità sia in termini strettamente ambientali, sia per le ricadute sulle attività produttive del settore agroalimentare operanti nel Sannio. Per ovviare alle problematiche causate dal blocco ai prelievi, la Provincia ha autorizzato la deroga ai divieti limitatamente alle colture non alimentari e solo previo trattamento di 'sanitizzazione' delle acque. Resta invece interdetto l'utilizzo a fini alimentari o per la zootecnia. Una situazione che chiaramente non agevola lo sviluppo delle aziende agricole della provincia che puntano proprio sull'agroalimentare per riconvertire le proprie attività dopo decenni di dominio assoluto del tabacco.

segue su http://www.ilsannioquotidiano.it

mercoledì 27 aprile 2011

Fortore-Campobasso, collegamenti salvi

di Viviana Pizzi*

La notizia tanto temuta dai campani, che per motivi di studio e di lavoro si recano a Campobasso è stata scongiurata. Nel piano dei tagli ai trasporti della provincia di Benevento non è prevista la soppressione della corsa autobus, a cura dell’Etac autolinee Benevento, che collega Baselice e San Bartolomeo in Galdo al capoluogo di regione molisano.

La paura era tanta, soprattutto in questi ultimi giorni, perché i tagli ai trasporti su gomma partiranno in provincia di Benevento proprio dal primo maggio. Sembra che a tacitare le paure dei fortorini siano stati proprio i vertici dell’Etac di Benevento.

I quali hanno avvertito l’importanza di tenere viva una corsa che fruttava il massimo del denaro consentito ogni giorno. E non viaggiava a vuoto come altre che collegano gli stessi paesi proprio al capoluogo sannita campano. Da qui la decisione dei vertici beneventani dell’azienda trasporti, la più longeva della zona in vita dal 1968. I collegamenti sono quindi salvi. Gli studenti campani potranno continuare a seguire le lezioni in Molise.

Allo stesso modo i lavoratori potranno raggiungere il luogo del loro impiego. Nei due paesi della valle del Fortore campana c’è soddisfazione. Anche se non manca chi si dice pronto a indire un referendum affinché San Bartolomeo in Galdo diventi a tutti gli effetti un comune molisano. Una realtà che sembra lontana dall’essere realizzata. Anche perché per indire il referendum ci vogliono le firme che ancora non sono state raggiunte.

La soddisfazione anche nelle parole di una lavoratrice di San Bartolomeo. L.P. le sue iniziali: «Avere ancora un pullman che ci collega al Molise - ha commentato - significa poter ancora usufruire dei vantaggi che Campobasso ci offre: lavoro e strade dritte per ottenere servizi. Ottenuto questo risultato però dobbiamo puntare in alto. Dobbiamo chiedere al Comune di San Bartolomeo di aggiustare la strada “Amborchia”, che ci collega con Campobasso e Foggia. Ad oggi è ridotta a mulattiera e costellata da diverse frane. Se non viene aggiustata rischiamo l’isolamento”.

IL NUOVO MOLISE*

martedì 26 aprile 2011

Comunità montana, forestazione e i 17 dipendenti in mobilità


Un importante incontro con le organizzazioni sindacali è stato convocato presso la Comunità montana del Fortore per giovedì 28 aprile per discutere sul Piano forestale anno 2011 e, più in generale, sulle vicende che in questi giorni stanno riguardando l’intero settore della forestazione.

Soddisfazione è stata espressa dal presidente Spina non solo per la individuazione delle risorse economiche relative al fabbisogno ma anche per la previsione di una rivisitazione in tempi rapidi della legge regionale 11/1996 e 14/2008 e per la previsione di misure di formazione e riqualificazione del personale secondo le linee del Piano di azione per il lavoro.

Ricordiamo allo stesso presidente, però, che da mesi ci sono 17 dipendenti, dal suo ente messi in mobilità, che non percepiscono lo stipendio e che rischiano il licenziamento.

lunedì 25 aprile 2011

Referendum e stampa sannita

Rosanna Carpentieri*

Così, dopo aver imbrogliato le carte sul nucleare, cercheranno di fare lo stesso con gli altri quesiti, in modo da svuotare la consultazione e da impedire che il referendum sul legittimo impedimento, quello che turba i sonni del capo, sia affossato per mancanza di quorum.

Siamo in presenza di una colossale truffa che dovrebbe trovare la risposta unitaria anche di chi non ha firmato i referendum, persino di chi non li condivide in parte o in tutto.

Lo strappo democratico che si è già consumato non può essere archiviato, magari per non scontentare gli interessi di chi già si lecca i baffi ed il conto in banca al pensiero dei soldi che potrà ricavare dalle privatizzazioni degli acquedotti.
Quello che sta accadendo è un dichiarato imbroglio per far passare il tempo, per allentare la tensione, per impedire che ai cittadini sia fornita una adeguata informazione sui referendum.

Non bisogna cadere nella trappola, bisogna comportarsi come se le votazioni fossero domattina. Per queste ragioni l'associazione Articolo 21, insieme a tanti altri comitati e movimenti che hanno dato vita alla grande manifestazione per la costituzione del 12 marzo scorso, ha deciso di promuovere sulle piazze virtuali e sulle piazze reali Il “referendum week”, una settimana di campagna informativa per spiegare ai cittadini che i referendum ci saranno, che quello in atto è solo un imbroglio, che le supreme magistrature non potranno che respingere un simile trucco, anzi proprio a loro chiediamo di tutelare la legalità costituzionale e di impedire che l'interesse privaro possa continuare a soffocare l'interesse generale.

A tutto il mondo della comunicazione e dell'informazione, nazionali e locali, in particolare al TGR CAMPANIA chiediamo di aderire a questa campagna, di trovare il modo di rompere la consegna del silenzio, di usare loro stessi, i propri spettacoli, i propri portali online o le proprie trasmissioni per invitare gli italiani a rifiutare il broglio perché potrebbe essere la premessa di brogli ancora più gravi ed ancora più insidiosi per la vita pubblica.

Il 25 aprile ed il primo maggio sono due date simboliche per l'Italia civile, usiamole anche per respingere l'assalto di chi, dopo aver regalato la prescrizione al capo, vorrebbe "proscrivere" il diritto degli italiani a pronunciarsi liberamente sui quesiti referendari.

Staremo a vedere se l'inutile TG3 Campania e la stampa e gli organi di informazione beneventani aderiranno come richiesto a Il Referendum Week!


*Per Il Comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia

mercoledì 20 aprile 2011

Rifiuti, il Sannio pattumiera della Campania


Il Consiglio regionale della Campania ha approvato un pacchetto di norme, tra cui l’attenuazione del principio della provincializzazione della gestione dei rifiuti. La norma è passata a maggioranza con 32 voti a favore e uno contrario: i consiglieri di opposizione per protesta hanno abbandonato l’aula. Con questa legge, la Regione potrà consentire alle province in difficoltà, come quella di Napoli, di portare i propri rifiuti in altre province campane. E’ stato approvato, tra l’altro, un emendamento che consente di destinare risorse ai forestali.

continua su ilquaderno.it

martedì 19 aprile 2011

Eolico, l'Italia paese più caro


In Italia gli impianti a energia eolica costano in media 113 euro per megawatt l'ora, contro i 68 della Spagna, i 65 della Germania, i 54 della Danimarca, i 79 euro della media Europea. Lo afferma il rapporto Italian renewables index (Irex) 2011.

Secondo lo studio nato per analizzare il settore e destinato alle aziende quotate in Borsa e a quelle del comparto che studiano le nazioni dove progettare nuovi impianti, i maggiori costi italiani dipendono da diversi fattori: orografia complessa, vento meno costante, ma anche minori incentivi, prezzi delle tecnologie superiore, prestiti bancari piu' cari, tempi di autorizzazione incerti e Comuni che impongono 'opere compensative' particolarmente onerose.

''All'inizio i Comuni dove si dovevano mettere gli impianti hanno varato canoni di concessione sconosciuti all'estero, poi esclusi per legge, quindi ora chiedono scuole o strade nuove'', afferma Alessandro Marangoni, amministratore delegato di Althesys, la societa' di consulenza che ha stilato la ricerca, e docente di Economia e gestione dei servizi ambientali all'Universita' Bocconi di Milano.

(Fonte: Ansa)

lunedì 18 aprile 2011

Baselice e il trasporto pubblico

La vicenda del trasporto pubblico nel Fortore, soprattutto a Baselice, è tornata alla ribalta in questi giorni, ma già nel luglio del 2009, appena insediato, l’assessore al Trasporto, Salvatore Brancaccio, aveva inviato una lettera di protesta all’omonimo assessore provinciale, Gianvito Bello. E come se non bastasse in occasione dell’assemblea dei sindaci, tenuta su questo tema, il 7 marzo scorso Brancaccio aveva inviato una nota che riportiamo, per intera, qui di seguito:

Gent.mi professore Gallo ed arch. Pisaniello, da assessore ai trasporti del Comune di Baselice, sono qui a formulare una proposta in merito alla assemblea di stamani. Come sa la Valfortore tutta partendo di gran lungo svantaggiata rispetto agli altri territori della provincia marca visita anche sul trasporto pubblico locale.

Orari, inefficienza dei percorsi e la distanza di collegamento con il capoluogo di provincia sono degli handicap difficilmente superabili se noni si mette mano incisivamente alla questione con l'intenzione di migliorare - e per adeguare - le annesse problematiche ed esigenze ai tempi moderni.

Un collegamento pubblico che impiega quasi due ore per far raggiungere ai cittadini di Baselice la città di Benevento non può essere inquadrato come un servizio.
Di contro una razionalizazione dei percorsi consentirebbe alla meno peggio di limitare i danni ed anche di accorciare le distanze.

Quindi la prima cosa da fare è rivedere i collegamenti che devono di necessità virtù essere adeguati modificando non solamente gli orari delle corse, ma cercando di collegare baselice a benevento non più attraverso san Marco dei Cavoti ma per e da Molinara; con prosecuzione per Pago veiano, Piana romana, Pietrelcina e viceversa.
Così facendo non solo si accorcerebbero i tempi di percorrenza ma anche - e notevolmente - le distanze. In pratica si tratterebbe di scomputare i paesi di san marco, reino, pesco sannita dalla attuale corsa - che potrebbe anche restare solo per il ritorno...

E' questa solo una modesta proposta che  - volendo - potremo inquadrare e rivedere meglio con un incontro da vicino... mi rendo conto della ristrettezza dei tempi, ma se vuole sono a Vostra disposizione.

Saluti distinti

venerdì 15 aprile 2011

San Marco, nuovo parco eolico


La regione Campania ha autorizzato la realizzazione di un nuovo parco eolico a San Marco dei Cavoti (Benevento) in località “Ielardi, Macchioni, Montagna, Riccetto e Franzese. Il progetto originario prevedeva una potenza di 48 MW ridotto in sede di autorizzazione a 27 MW esclusivamente poichè altre società del settore ossia la IVPC Srl, IVPC Power 3 Spa, IVPC Power 8 Spa, hanno inviato una perizia giurata relativa agli eventuali effetti di del Parco eolico in progetto, sul funzionamento degli impianti delle predette società attualmente in funzione, giacchè talune torri dell’originario progetto avrebbero pregiudicato il regolare funzionamento degli impianti del gruppo IVPC.

Rispetto a questo punto appare strano che queste interferenze non siano state individuate in sede progettuale nè a livello di valutazione di impatto ambientale. Il nuovo parco sarà realizzato dalla società Ecoenergia con sede in Via Cardito, 5 – 83012 Cervinara (AV). La regione ha dato altresì comunicazionedi avvio del procedimento espropriativo, e di asservimento per i terreni che saranno interessati dalle opere del parco eolico.

giovedì 14 aprile 2011

Il Psaut e le nuove promesse


Torna alla ribalta la vicenda del Psaut di San Bartolomeo in Galdo. Ieri, infatti, c'è stato l'incontro tra sindaco, Vincenzo Sangregorio, e Giuseppe Testa, nuovo commissario della Asl Benevento. Secondo alcune nostre fonti il neocommissario avrebbe detto: “Dobbiamo aprire al più presto”. Tuttavia, già nei giorni scorsi a “Ilsannioquotidiano”, lo stesso commissario aveva detto: “Per l'estate conto di attivare anche il Psaut di San Bartolomeo in Galdo".
Sarà l’ennesima promessa?

mercoledì 13 aprile 2011

Serra Pastore, veleni nelle falde idriche


Un ecomostro. L'appellativo talvolta abusato non sembra eccessivo per definire lo stato di fatto della discarica di Serra Pastore, a San Bartolomeo in Galdo. A più di quattro anni di distanza dal sequestro effettuato nel febbraio 2007 dal Corpo Forestale dello Stato in seguito alla copiosa fuoriuscita di percolato dall'invaso, l'area circostante lo sversatoio è ancora pesantemente contaminata. Lo ha accertato la Conferenza dei servizi formata da Azienda sanitaria, Arpac, Provincia di Benevento, Autorità di bacino 'Trigno–Fortore' che ha concluso i propri lavori lo scorso 30 marzo.

La Regione ha pubblicato ieri il decreto dirigenziale del settore Ecologia dello scorso 6 aprile con il quale si approva il Piano di caratterizzazione e il Documento di analisi di rischio relativi alla discarica utilizzata negli anni '90 come struttura a servizio dei soli comuni fortorini ricadenti nel Consorzio Bn3 e precettata negli anni successivi dal Commissariato per l'emergenza rifiuti per farne sversatoio dell'intera regione.

Con il risultato che il sito si saturò in breve tempo lasciando sul territorio una lunga coda di veleni che, come si vede, non è affatto terminata.

La Conferenza dei servizi ha appurato che nell'area della discarica permane la contaminazione delle acque sotterranee. Lungo e non rassicurante l'elenco delle sostanze tuttora presenti nelle falde idriche: ferro, manganese, nichel, selenio, tallio, piombo, benzo(b)fluorantene, benzo(k)fluorantene, indenopirene, idrocarburi policiclici aromatici, solfati e fluoruri. Non solo metalli pesanti, come si vede, ma anche idrocarburi che dimostrano come nell'impianto siano stati sversati anche rifiuti di tipo pericoloso in quantitativi non trascurabili, tanto da recarne traccia ad anni di distanza dalla chiusura. Dati meno allarmanti invece per ciò che riguarda la contaminazione del suolo nel quale sono stati trovati berillio e stagno oltre i limiti consentiti dalla legge.

Sarà adesso il Comune di San Bartolomeo in Galdo entro i prossimi sei mesi a dover redigere il progetto operativo degli interventi di bonifica, così come previsto dalla legge. Bonifica che però, in considerazione, dei danni ambientali già provocati dalla discarica, potrà essere nel migliore dei casi soltanto parziale.

www.sannioquotidiano.it

martedì 12 aprile 2011

IL SANNIO E I RIFIUTI

Gianluca Aceto, assessore all'ambiente della Provincia di Benevento, ha rilasciato la seguente dichiarazione a commento della decisione del Consiglio Regionale della Campania di intervenire in materia di "provincializzazione" del ciclo dei rifiuti.


«Il provvedimento votato in Consiglio regionale nella giornata di ieri non è una sorpresa: dopo i fallimenti delle gestioni emergenziali, le promesse elettorali con cui Berlusconi aveva annunciato la risoluzione del problema rifiuti in Campania si dimostrano insopportabili bugie mediatiche. E' un dato di fatto che il Comune e la Provincia di Napoli non hanno praticamente mosso dito per uscire dalla loro perenne crisi. Con l'aggravante che, mentre a Palazzo Chigi affermavano, a gennaio e febbraio, che in venti giorni avrebbero individuato sette siti, intanto stavano lavorando ad un piano regionale che tende ad individuare nuove discariche nel Sannio ed in Irpinia. Ormai anche la correttezza istituzionale sembra diventato un mero strumento di propaganda.
Noi stiamo attrezzando una ferma e motivata opposizione a questa programmazione, e non solo per la questione discariche: ci sembra, infatti, che la ormai defunta provincializzazione si riduca allo scaricamento dell'enorme massa debitoria sulle Province campane, delle quali sarebbe molto meglio decretare l'abolizione piuttosto che allungare l'agonia prima del fallimento finanziario.
Ringrazio i consiglieri regionali che hanno manifestato con il voto il loro dissenso alla linea della Giunta e del Consiglio regionale, con particolare riferimento agli onorevoli Umberto Del Basso De Caro e Sandra Lonardo.
Mi spiace, invece, che il Presidente della Commissione Ambiente, Luca Colasanto, non abbia avvertito la medesima esigenza di sostenere le aree interne della Campania, che ancora una volta rischiano di soccombere di fronte alla tracotanza dei territori più forti. In ogni caso la storia non finisce qui: ci saranno molte occasioni per far sentire la propria voce, e spero che tutti le sappiano cogliere».

lunedì 11 aprile 2011

Fortorina, tutto come nell'Ottocento


“Il tronco di strada provinciale del Valfortore è già costruito tra Benevento e San Marco dei Gavoti. Sono necessari studi seri e particolareggiati per scegliere quale è il percorso migliore per completare il tracciato fino a San Bartolomeo in Galdo”.

E' quanto scriveva il 7 maggio 1876 un ingegnere di Roma incaricato dall'allora sindaco di Baselice di definire quale tra le varie ipotesi realizzative allora sul tappeto potesse essere la più opportuna. Una relazione che, se si eccettuano gli arcaismi dell'Italiano post-unitario e la scrittura a mano con le caratteristiche grazie, potrebbe essere tranquillamente riproposta come attuale. Non sembra essere cambiato granchè in 136 anni.

Anas, Regione Campania e Provincia di Benevento stanno studiando nell'ambito dell'apposito Tavolo tecnico la soluzione più efficace e meno dispendiosa per realizzare il completamento dell'importante arteria stradale. Anche oggi, come sul finire dell'Ottocento, il primo tratto, quello tra Benevento e San Marco dei Cavoti, può dirsi già acquisito. Il tronco è in parte realizzato e in parte in costruzione. Il progetto dell'Anas prevede un tracciato che lambisce ma non tocca San Marco. Sarà una bretella, a spese della Provincia, a colmare la lacuna.
Fin qui le certezze.

Non si sa ancora invece quale percorso consentirà di collegare San Marco dei Cavoti a San Bartolomeo in Galdo, il tratto orograficamente più problematico. L'Anas ha presentato nel 2009 uno studio di fattibilità con tre possibili scenari. Soluzioni tecnicamente tutte praticabili ma molto dispendiose. Occorre individuare una opzione capace di conciliare efficacia ed economicità dell'intervento. Ci sta provando il Tavolo tecnico che entro la fine del mese dovrebbe fornire le risultanze del proprio lavoro.

Nell'attesa è interessante rileggere cosa scriveva nel 1876 l'ingegnere romano nella sua “Relazione sul tracciato del tronco di strada del Valfortore fra il Casone Cocca e la sponda sinistra del Fortore”. Due le opzioni considerate dal professionista per raggiungere la meta finale, San Bartolomeo in Galdo. In un caso il percorso avrebbe dovuto puntare verso Foiano Valfortore e da lì fino alla sponda del fiume Fortore per un tragitto di poco superiore ai 16 chilometri. L'altra possibilità prevedeva il passaggio per Baselice e il conseguente attraversamento del Fortore, alternativa più lunga (circa 23 chilometri) ma meno problematica sotto il profilo altimetrico e del dissesto idrogeologico. A proposito di ampi tratti in frana presenti lungo il percorso verso Foiano, il tecnico rilevava come “questo stato di cose è abbastanza grave perchè sembri difficile potervisi riparare senza ricorrere a spese importanti ed a mezzi straordinari”.

L'ingegnere suggeriva dunque la realizzazione di “varianti”, quelle che negli studi di oggi si traducono in possibili viadotti o tunnel. La relazione rivela inoltre come l'allora giovane Provincia di Benevento avesse già speso “300.000 lire circa per le opere tutte eseguite sul tronco dal Casone Cocca a Foiano”, senza però riuscire a completare l'asse di collegamento che restava anzi in gran parte irrealizzato. Per il consulente ante litteram, il completamento dell'arteria sarebbe costato “940.000 lire circa”.

Davvero monetine se rapportati agli oltre 500 milioni di euro stimati dall'Anas nel suo studio di fattibilità. Il professionista incaricato concludeva così la propria relazione: “Il sottoscritto è di parere che la continuazione della strada per Foiano oppure la scelta di un altro tracciato debba essere preceduta da nuovi studi seri e particolareggiati sulla quistione”.


www.ilsannioquotidiano.it

venerdì 8 aprile 2011

La Provincia e il fiume Fortore


Presso la sede dell'assessorato all'Ambiente della Provincia di Benevento è stato attivato il Tavolo tecnico tra l'Autorità di Bacino Liri-Garigliano e Volturno e Provincia di Benevento costituito a seguito del Programma generale di Lavoro siglato dai due enti.

Scopo dell'incontro è stato quello di definire le modalità operative delle varie attività individuate ed inserite nel programma di lavoro come i "Contratti di Fiume", introdotti in Europa con il "II Forum Mondiale dell'Acqua".

Bene. Tutto bene. Ma la Provincia ancora una volta dimentica che sul proprio territorio nasce un altro importante fiume che si chiama Fortore. Da mesi chiediamo qual è lo stato di salute di questo corso d'acqua. Evidentemente, non solo i fortorini, ma anche il loro fiume, per la Casta, è di serie B.

giovedì 7 aprile 2011

Tutti pazzi per il teatro, selezionate le compagnie


Si è conclusa la selezione delle compagnie che andranno in scena alla seconda edizione della rassegna Tuttipazzixilteatro: festival teatro della diversità. Il Dipartimento di salute mentale di Puglianello, guidato da Maurizio Volpe, promotore del progetto insieme ad Antonello Santagata, ha registrato una buona partecipazione alla seconda edizione del concorso da parte di compagnie integrate provenienti, soprattutto, dal Centro-Sud Italia.

Protagonisti del cartellone 2011 sono i seguenti progetti teatrali: Le Notti Bianche del DMA di Roma (Cooperativa sociale Superdiverso); Kat’arsi del Centro diurno di Bastia Umbra (Coop Asad); Thanatos: Quando sono morto sono morto della compagnia Mayor Von Frinzius di Livorno e Lu Cunto de la Gatta Cenerentola del laboratorio teatrale permanente Moby Dick dell’UOCSM di Puglianello (fuori concorso). Si colora così il cartellone della prossima edizione, di opere nuove e di belle presenze per dare corso ad una nuova esperienza artistica e sociale, che animerà la prossima stagione teatrale sannita.

E’ stata anche riconfermata la location: il Teatro Comunale di Benevento, che ospiterà tutti gli spettacoli come è già avvenuto lo scorso anno, e si annuncia anche un’ intensa collaborazione con il Festival della città: Benevento Città Spettacolo. Giulio Baffi ha accolto con entusiasmo La scena della follia, riscontrando una convergenza con la città di Benevento e con la tensione comune per un teatro della vita e della diversità.

mercoledì 6 aprile 2011

TERREMOTO IN ABRUZZO, DUE ANNI DOPO

Giovanni Pio Marenna*

A due anni dal terribile terremoto che colpì l'Abruzzo, gli impassibili numeri sono sempre letali. Non si dimenticano, colpiscono a freddo, lasciano di sasso, mordono ma non fuggono. Non possono fuggire. Sono lì, inesorabili, a scandire quei terribili 22 secondi, quelle innocenti 308 vittime, quelle povere 70.000 persone che rimasero senza casa, quei pesanti milioni e milioni di tonnellate di macerie, quei 27 morti in via Campo di Fossa n. 6, quei 30 indagati. Di questi trenta le indagini hanno portato ad accusare 8 persone. Tutte decedute. Ecco perchè il pm ha richiesto l'archiviazione dell'indagine sul crollo della palazzina in via Campo di Fossa.

Le tante domande sugli errori tecnici di valutazione nella costruzione dell'edificio e sull'utilizzo di materiali scadenti hanno trovato una qualche risposta. L'inchiesta ha evidenziato che l’edificio in questione crollò per gravi vizi di progettazione e per carenze costruttive.

In particolare, nella relazione dei consulenti tecnici incaricati di riferire sulle cause del crollo, si è evidenziato che il crollo dell’edificio fu causato da “gravi errori di progetto e di calcolo delle strutture che hanno comportato una resistenza sismica delle strutture dell’edificio marcatamente inferiore a quella che avrebbe dovuto avere in base ad una corretta”. Insomma l’edificio, che poggiava su un terreno definito “incoerente” fin dai primi rilievi dei tecnici, era inadeguato ad assorbire le azioni sismiche.

In tutto questo ha giocato un ruolo sciagurato l'errato controllo del Genio Civile, che certificò la rispondenza del progetto alle norme sismiche dell’epoca (anni '60) e che non evidenziò gli errori di progetto e di calcolo.

Dunque, secondo questa ricostruzione, la responsabilità sarebbe da addebitarsi ad otto persone, tutte decedute: all'arch. Alfredo Cortelli, progettista e direttore dei lavori dell’edificio, all'arch. Salvatore Cimino, progettista ed esecutore dei calcoli strutturali dell’edificio, all'ing. Mario Fiorentini, che aveva l'incarico i controllare le opere in cemento armato e verificare la regolarità dell’esecuzione dei lavori, con l’obbligo di segnalare eventuali irregolarità, all'ing. Orlando De Rosa, ingegnere capo del Genio Civile de L'Aquila, all'ing. Domenico Colarossi, funzionario del Genio Civile de L'Aquila, ai proprietari committenti Irma ed Eleonora Vespa e all’originario costruttore dell’immobile, e cioé al geom. Luigi Del Beato, titolare dell’omonima impresa di costruzioni, comproprietario originario dell’immobile e materiale esecutrice delle opere di edificazione. Questi è stato accusato di:
• aver commissionato e fatto realizzare opere difformi dalle autorizzazioni assentite;
• aver realizzato le fondazioni con piani di posa difformi da quelli di progetto;
• aver posizionato, in un locale del sottotetto, 18 serbatoi di accumulo acqua in eternit) comportanti un notevole aggravio del carico sulle strutture senza compiere alcuna verifica della capacità portante delle stesse;
• aver effettuato lavorazioni non a regola d’arte poiché le dimensioni di alcune travi di fondazione sono state realizzate con sezione inferiore a quella di progetto.

La domanda principale che ronzava per la testa era una ed una sola: poteva una struttura accartocciarsi su sé stessa, sotto i colpi di un terremoto di dimensioni rilevanti ma non catastrofiche, se non c'era un errore tecnico alla base? Era chiaro che tale crollo non era stato causato tanto dalla malasorte, ma dal cinismo e dall'incoscienza scellerata di progettisti e tecnici, chi perché responsabile direttamente, chi perché doveva controllare e non lo ha fatto. In questo caso noncuranza e silenzio sono colpevoli più del sisma. Studiavano insieme a L'Aquila Maria Urbano di Puglianello e Carmen Romano di Amorosi. La prima aveva scelto Ingegneria ed era appena tornata a L'Aquila dopo un week-end con la famiglia. La seconda stava ad Economia e commercio e la settimana prima del terremoto era tornata a casa perché aveva paura delle continue scosse. Poi la domenica sera tornò a L'Aquila per riprendere a studiare. Non dimentichiamo mai gli sguardi angelici di Maria e Carmen. Non dimentichiamo nessuna delle vittime. Perché dimenticarle equivarrebbe ad ucciderle di nuovo.

*Sannioweek.it

martedì 5 aprile 2011

Baselice, approvato progetto sistemazione torrente


La giunta comunale di Baselice, nei giorni scorsi, ha approvato all'unanimità il progetto esecutivo di “Sistemazione e stabilizzazione dei versanti dell'asta torrentizia Iaccia di Maggio-Fosso di lame scassate”. Nel mini-esecutivo di piazza Convento erano presenti: il sindaco Domenico Canonico, Il vicesindaco Giuseppe Ferro, gli assessori Salvatore Brancaccio e Zeolla Romano, assente il neo-assessore Francesco Delli Venere, che ha sostituito Giancarlo Verdura.
L'iniziativa, per un importo di 637,379 euro, è finanziata dal Piano di sviluppo della Regione Campania.

lunedì 4 aprile 2011

Baselice, parte il servizio civile


Inizia oggi presso il Comune di Baselice il progetto di servizio civile denominato “Insieme si può”. Il progetto, pubblicato sulla gazzetta ufficiale, riguarda 4 volontari già selezionati e sono: Bernardo Iuliano, Angela Marucci, Mara Cormano e Giovanni Bianco.

Il servizio è un’opportunità per gli enti e un’occasione per i giovani. Da un lato, gli enti possono avvalersi di giovani, incrementando i servizi erogati alle fasce più deboli della società. Dall’altro i giovani, dai 18 ai 28 anni, possono fare un’esperienza formativa e qualificante, spendibile nel mondo del lavoro, dedicare un anno della propria vita a favore degli altri e avere, per un anno, una minima indipendenza economica.

sabato 2 aprile 2011

La Strada dei Vini e dei prodotti tipici Terre dei Sanniti


La Strada dei Vini e dei prodotti tipici Terre dei Sanniti fa tappa al Vinitaly con il suo ricco paniere di prodotti e di aziende associate (circa 73), che porteranno in rassegna una rilevante espressione della loro identità con i vini, gli oli e gli altri prodotti agroalimentari, degni ambasciatori di un’area così piccola, ma ad alta vocazione enogastronomica.

L’istituzione della Strada, come sistema integrato di offerta turistica che si snoda su un unico percorso di vigneti, produttori, cantine, attività ristorative e botteghe artigianali, rappresenta un’importante opportunità di promozione per tutto il territorio Sannita, entroterra campano dotato di grandi potenzialità legate ad un ambiente esplorabile immenso.

Il turismo del vino, negli ultimi anni, ha segnato un un’importante tappa di sviluppo per tutta l’area, favorendo un miglioramento della qualità dei servizi e dei prodotti e, soprattutto, una coscienza dell’accoglienza che ha saputo a rinnovare l’interesse del visitatore verso quei giacimenti enogastronomici gelosamente protetti. Allora, è pensabile promuovere una rinnovata dimensione turistica che diventa incontro esperienziale con un luogo poco condizionato dalle mode e che riporta il territorio al centro di un percorso conoscitivo, valoriale e culturale? La sfida de La Strada dei Vini e dei prodotti tipici Terre dei Sanniti, è muoversi su traiettorie giuste, attraverso un progetto che offra al viaggiatore una ragione in più per viaggiare: un territorio vicino e lontano, da esplorare con ritmi lenti e naturali, ideale per ritrovare in tutte le stagioni dell’anno quei sapori genuini sopravvissuti solo nelle aree rurali.

Alla 45° edizione del Vinitaly, il salone internazionale del vino e dei distillati in programma a Verona dal 7 all’11 aprile, grazie al forte supporto della Camera di Commercio di Benevento, la Strada dei Vini e dei prodotti tipici Terre dei Sanniti darà avvio ad una nuova campagna di comunicazione attraverso l’incontro e il confronto con le istituzioni, i produttori, i buyers e i professionisti impegnati nello sviluppo del territorio.

Presso il Padiglione della Regione Campania, sarà allestita un’area dedicata alla Strada che ospiterà una serie di eventi che sapranno raccontare l’anima e il cuore di una terra intensa e tutta da attraversare.

venerdì 1 aprile 2011

E' uscito il primo numero di "Fortore"


È uscito il primo numero di “Fortore”. Il periodico, edito dall’associazione Trediciarchi (Riccia), si propone come strumento attraverso il quale le tre realtà amministrative dell’area del Fortore – la molisana, la campana, la pugliese – possano confrontarsi, dibattere ed elaborare programmi e progetti per la risoluzione di problematiche comuni.

“Fortore” vuole anche essere un mezzo per la promozione del territorio, facendo conoscere le bellezze artistiche, naturali, culturali in esso presenti anche a chi lo abita. Il giornale è distribuito gratuitamente nelle edicole e nei locali pubblici dei trenta comuni ricadenti nell’area del Fortore. Sono graditi suggerimenti e proposte di collaborazione.

giovedì 31 marzo 2011

Baselice, il Comune apre il Punto Inps


Domani, venerdì 1 aprile, alle 18.30, verrà inaugurato presso gli uffici del Comune di Baselice il Punto Inps. Il progetto, che grazie alla disponibilità dei direttori regionale e provinciale dell’istituto di previdenza sarà presto ampliato nei suoi servizi e trasformato in un Punto cliente, rientra nell’ambito delle attività volute dalla Giunta di piazza Convento allo scopo di agevolare le esigenze dei cittadini.

“L’obiettivo - ha detto l’assessore Salvatore Brancaccio, promotore dell’iniziativa - è quello consentire una più agevole erogazione dei servizi basilari previdenziali ad un più ampio bacino di utenze locali”. Il quale aggiunge: “Il tutto perseguendo criteri di razionalizzazione dei servizi erogati dalla pubblica amministrazione e di efficienza e sinergia”.

Ed ecco i servizi offerti che i cittadini troveranno al Punto Inps: estratto contributi, pagamenti prestazioni, Cud assicurato, Cud pensionato, documento riassuntivo dei dati di pensione annuale, iter e stato delle pratiche presentate all’Inps e stampa di tutta la modulistica necessaria.

mercoledì 30 marzo 2011

Comuni rinnovabili, Foiano il primo nel Sannio


Sono 20 i comuni al 100% rinnovabili in Italia. I due migliori si trovano sull'arco alpino: Morgex, in provincia di Aosta, e Brunico, in provincia di Bolzano. A mettere in fila i comuni 'verdi' del nostro Paese ci pensa il rapporto 'Comuni rinnovabili 2011' di Legambiente, realizzato con il contributo del Gse (Gestore servizi energetici) e di Sorgenia, presentato ieri a Roma. A Morgex - si legge nel rapporto - c'e un impianto a biomasse con una potenza termica di 9 megawatt (mw), collegato a una rete di teleriscaldamento di 10 chilometri, che serve tutte le utenze domestiche. Per l'elettricità il paese si avvale di un importante contributo dell'idroelettrico e di fotovoltaico.

A Brunico invece ci si affida a due impianti per il riscaldamento (uno a biomasse e uno a biogas) da 1,5 mw con una rete di 120 km, oltre a solare termico e fotovoltaico, ottenendo un taglio di oltre 50.000 tonnellate di CO2 all'anno. Tra i premiati anche il comune di Peglio (Pu) per la realizzazione di un parco di mini-eolico, e la provincia di Potenza per la 'miglior buona pratica 2011' come, per esempio, il progetto di solarizzazione delle scuole.

Ai primi posti tra i comuni sanniti, nella graduatoria dell'eolico, ci sono Foiano di ValFortore con 57,4 mw, segue Molinara con 39.6 mw.

martedì 29 marzo 2011

Consiglieri regionali, Colasanto il più ricco


La notizia è uscita sul quotidiano irpino "Ottopagine.it" dal titolo "Regione, redditi dei consiglieri: Colasanto il più ricco". Il baselicese Luca Colasanto, del Popolo della libertà, è il più ricco tra i consiglieri della Regione Campania.

"Osservando - scrive il giornale - infatti sul portale www.consiglio.regione.campania.it, si scopre, ma il fatto non desta meraviglia, che il consigliere più agiato tra tutti, il Paperon de' Paperoni del parlamentino campano, è Luca Colasanto, del Pdl. Originario di Baselice (Bn) Colasanto opera nel campo dell'editoria e della stamperia nazionale e non solo, contando la guida di oltre 14 aziende e vantando oltre 400 dipendenti".

Ma qual è stata la sua dichiarazione? "La sua dichiarazione - continua il quotidiano - dei redditi 2010 (sui redditi 2009), supera, seppur di poco, il milione di euro".
Precisamente 1.079.459 di euro.

Ricordiamo che l'editore è presidente della VII Commissione ambiente e membro dell'VIII Commissione agricoltura. "Colasanto ribadisce - sottolinea la testata di Avellino - di essere in politica per 'senso civico, per amore del Sannio, della Campania, del Mezzogiorno'".

lunedì 28 marzo 2011

Cos'è il Forum della sanità nel Fortore


Il Forum, nasce dall’idea di cercare di mettere al centro i cittadini per conoscere i loro desideri in campo socio-sanitari, dialogare con loro tecnicamente (lo scrivente, Vittorio Conte, è stato direttore generale della ASL di Fabriano) e magari puntare all’utilizzo, almeno parziale, della struttura ospedaliera di San Bartolomeo in Galdo, chiusa ancor prima di essere aperta e prima che sia regalata a qualche grosso operatore sanitario privato, amico degli amici.

L’idea è sostenuta e ispirata solo da questo progetto e dietro non c’è alcun padrino politico né ci sarà mai poiché i politici, da sempre, vanno in campagna o in montagna solo a prendere solo i voti per essere legittimati ad andare a Roma e poi fregarsene degli elettori.

Quindi la politica resta fuori nel senso che se concorderemo su un progetto valido ci rivolgeremo al mercato per trovare le soluzioni fattibili. D’altra parte la Regione Campania e la sua situazione fallimentare in sanità permette a malapena la gestione ordinaria e neppure quella.

Gli altri due ispiratori del Forum, Giuseppe Bozzelli e Maria Faretra possono confermare la seria volontà di perseguire col Forum qualcosa di diverso dalle solite conferenze dove uno o più oratori parlano e la gente non può intervenire se non in misura secondaria e marginale. Vogliamo avviare un metodo nuovo di relazione con la gente riguardo i problemi socio-sanitari, affermano in coro tutti e tre e siamo certi che i risultati arriveranno senza intermediari o padrini poiché il popolo è veramente stanco e non si lascia più prendere in giro.

Vittorio Conte
Coord. Reg. Campania Mov. Ital. Disabili

domenica 27 marzo 2011

La scoria siamo noi


Da Nord a Sud: 23 siti dove è stata raccolta la "spazzatura" nucleare italiana. E sono a rischio. Solo a Saluggia sono stoccati 80 bidoni di materiale liquido altamente pericoloso. L'allarme di Greenpeace: "Buona parte dei rifiuti sono posizionati vicino a sorgenti"

La mappa del nucleare In Italia Centrali sì, centrali no? Il vero problema è la monnezza nucleare che rimane, di cui non ci si occupa e che preoccupa. Dunque quando si parla di nucleare bisogna ricordare che le questioni che si aprono vanno poi anche chiuse. A lanciare l’allarme è il responsabile di Greenpeace Italia Pippo Onufrio.

Semplificando: esistono due categorie di scorie radioattive. Una, in termini quantitativi, rappresenta il 90 per cento con un tasso di radioattività del 10 per cento. Secondo le linee guida dell’agenzia atomica di Vienna andrebbe costruito un deposito di superficie vincolato per tre secoli (se fosse stato costruito al tempo dell’ Unità d’Italia saremmo a metà dell’opera). Mentre l’altra (denominata categoria tre) in termini di volume è solo il 5 per cento ma contiene il 90 per cento della radioattività. Per queste ultime, ad oggi, non esiste ancora alcuna soluzione. In Italia poi si complicano, perché come spiega Onufrio, “buona parte dei rifiuti si trova all’interno di impianti posizionati vicino all’acqua e dunque con un ancora maggiore pericolo di contaminazione con l’ambiente esterno. In questa situazione totalmente fuori controllo come si può anche solo tentare di rilanciare il nucleare?”. Ci sono però altri pericoli. Un esempio? “Gli ottanta bidoni di scorie liquide, altamente pericolose, conservate a Saluggia e che pare non interessino a nessuno di quelli impegnati a promuovere il nucleare e contemporaneamente affossare la promozione di fonti rinnovabili”.

Riassumendo: cosa c’è di nucleare in Italia oltre ai quattro reattori dimessi (Caorso, Trino Vercellese, Garigliano e Latina)?

Ecco la situazione – aggiornata al 21 agosto 2009 – ricostruita attraverso Greenpeace.

Caorso. Il reattore nucleare, originariamente destinato alla produzione di energia elettrica, venne arrestato nel 1988. Da allora rimangono stoccati 1.880 mc di rifiuti radioattivi e 1032 elementi di combustibile irraggiato (pari a 187 tonnellate).

Latina. Il reattore nucleare modello Gcr venne fermato nel 1986 contiene circa 900 mc di scorie radioattive.

Garigliano (Caserta). Il reattore nucleare del Garigliano destinato alla produzione di energia elettrica venne fermato nel 1978 per problemi di varia natura, ad oggi contiene circa 2.200 mc di scorie radioattive.

Saluggia (Vercelli). Il centro nucleare di Saluggia, per ritrattamento del materiale radioattivo, venne fermato nel 1983. Oggi è utilizzato come deposito di rifiuti radioattivi. Si parla di 1.600 mc di scorie radioattive e 53 elementi di combustibile irraggiato (2 tonnellate). È gestito da Fiat-Avio.

Da non dimenticare poi anche i depositi per la raccolta di materiale a bassa radioattività e sorgenti radioattive dimesse come Compoverde (Milano), “Controlsonic” (circa 1.000 mc di rifiuti radioattivi), il deposito “Crad”, attualmente in esercizio e circa 1.000 mc di rifiuti radioattivi. Il deposito “Gammatom” altrettanti 1.000 mc di rifiuti radioattivi e “Protex”: impianto-deposito contiene 1.000 mc di rifiuti a bassa radioattività. Nel deposito nucleare “Sorin” gli mc sono sempre 1.000 stessa quantità è stoccata al centro “Cemerad” in funzione.

Ispra. Gli impianti del centro nucleare Ccr-Ispra comprendono: il reattore nucleare di ricerca “Ispra 1” ed “Essor”, attualmente in fase di disattivazione. Assieme ad altri sistemi, complessivamente, stiamo parlando all’incirca di 3.000 mc di materiale radioattivo ed alcune decine di elementi di combustibile irraggiato.

Legnaro (Padova). Impianto destinato alla ricerca universitaria, contiene poche decine di mc di rifiuti radioattivi e qualche decina di elementi di combustibile irraggiato.

Trino Vercellese. Nel reattore nucleare Pwr di Trino Vercellese creato per produrre energia elettrica (arrestato nel 1987) ad oggi rimangono stoccati 780 mc di scorie radioattive e 47 elementi di combustibile irraggiato (pari a 14,3 tonnellate).

Rotondella (Matera). Costruito come impianto pilota del “ciclo U-Th” subì però l’interruzione nel 1978. È gestito dall’Enea vi sono stoccati circa 2.700 mc di scorie ma soprattutto 64 elementi di combustibile irraggiato (1,7 tonnellate) provenienti da una centrale nucleare Usa.

Bosco Marengo (Alessandria). Questo centro nucleare fu costruito per la fabbricazione di combustibile per reattori è in fase di disattivazione ma contiene circa 250 mc di rifiuti radioattivi.

Pavia. Il reattore nucleare “Lena” dell’Università di Pavia usato per la ricerca è in funzione e contiene poche decine di mc di materiale radioattivo e qualche elemento di combustibile irraggiato.

Milano. Il reattore nucleare “Cesnef” usato per la ricerca è in funzione. Anche qua sono presenti poche decine di mc di materiale radioattivo e qualche elemento di combustibile irraggiato.

Montecuccolino (Bologna). Questo reattore nucleare è gestito dall’Enea ed è in fase di disattivazione.

Pisa. Centro “Cisam” per la ricerca militare. È in fase di disattivazione e contiene pochi mc di rifiuti radioattivi oltre ad elementi di combustibile irraggiato.

Casaccia (Roma). Esistono diverse attività tra le quali: l’impianto di trattamento e deposito di rifiuti radioattivi, attualmente in esercizio, dove sono stoccati circa 6.300 mc di rifiuti ai quali si aggiungono quelli dell’impianto “Plutonio” (60mc), “Opec1” utilizzato “per le celle calde per esami post irraggiamento”, non è attivo, ma viene usato per lo stoccaggio di rifiuti nucleari. Infine c’è “Triga”, attualmente attivo, che contiene 147 elementi di combustibile irraggiato.

da Il Fatto Quotidiano del 27 marzo 2011

giovedì 24 marzo 2011

Sì al Psaut di San Bartolomeo

Carissimi cittadini del Fortore,
ci ritroviamo qui di nuovo a lottare per il nostro Psaut. La Regione ha approvato un decreto che prevede per San Bartolomeo il Psaut attivo. Ora in tutti questi anni, con la precisione 53, abbiamo subito molte delusioni, sconfitte politiche e morali. Vogliamo ricordarvi che le belle vittorie non sono quelle che arrivano subito, ma quelle in cui ci vuole caparbietà, deteminazione, sacrifico, tempo e costanza.

Noi siamo abituati in questi ultimi anni a lamentarci, perchè da sempre siamo considerati ultima ruota del carro di questa Regione e dell'Italia intera. In questo 150 anni di unità, poco è stato fatto per le nostre terre, forse quasi nulla. Però siamo convinti che adesso è finito il tempo delle lamentele, bisogna tutti insieme reagire, farci sentire.

La persona forte non è colui che non cade, ma colui che cadendo ha la forse di rialzarsi sempre fino all'ultimo sacrificio. Per cui solo se saremo uniti, cammineremo sulla stessa strada e nelle stessa direzione, noi tutti saremo padroni del nostro destino... forza crediamo e iniziamo a muoverci tutti insieme.

Lettera apparsa sulla pagina facebook del gruppo "Sì al Psaut di San Bartolomeo".

mercoledì 23 marzo 2011

I cittadini del Fortore vogliono il Psaut


Nel Fortore ci saranno una serie di incontri per chiedere l'apertura del Psaut di San Bartolomeo e una migliore sanità per queste popolazioni.

Da sabato prossimo alle 17.00 al 25 giugno ore 20.00 saranno interessati i seguenti comuni: San Bartolomeo In Galdo, Foiano, Baselice, Castelvetere, San Marco dei Cavoti, Molinara, Ginestrtra, Montefalcone, Roseto, Castelfranco, Volturara, San marco la catola, Celenza, Tufara, Alberona, San Giorgio La Molara.

Partecipare è un tuo dovere di cittadino del Fortore. Non mancare.

martedì 22 marzo 2011

Sanità, il Fortore chiede giustizia


Sabato 19 marzo si è svolto nella Sala consiliare di San Bartolomeo in Galdo il primo Forum della Sanità nel Fortore. Il Forum, promosso dall’Associazione SESAMO onlus, con la collaborazione del Comune di San Bartolomeo in Galdo e dell’associazione
Cittadinanzattiva–Assemblea Territoriale del Fortore, è nato dall’idea di discutere in modo nuovo con i Cittadini per analizzare i bisogni socio-sanitari del Fortore e studiare le possibili soluzioni.

Il sindaco di San Bartolomeo in Galdo, Vincenzo Sangregorio, ha dato il benvenuto ai relatori ed ai cittadini, tra cui alcuni provenienti da altri Comuni del Fortore, auspicando la ricerca di idee propositive per risolvere, insieme alla ASL, gli annosi problemi sociosanitari del Fortore.

Il dott. Mastrocinque, direttore del Distretto Sanitario locale, ha dichiarato ampia disponibilità a collaborare con i cittadini ed ha dato alcune indicazioni pratiche, auspicando alcuni miglioramenti strutturali ed organizzativi che cercherà di attuare.
Il dott. Conte, dopo una dettagliata analisi sui bisogni socio-sanitari del Fortore, ha evidenziato come il bilancio sia sfavorevole ai Cittadini che hanno pagato in tasse e partecipazione ai ripiani sanitari regionali molto di più di ciò che hanno ricevuto, ossia nulla.

Dalla lunga analisi di dati sanitari ed economici è risultato lo Stato, negli 8 anni dal 2003 al 2010 ha versato alla Regione circa 14.000 euro pro-capite per finanziare la sanità pubblica e quindi circa 320 milioni di euro per il Fortore e sommando a questi soldi i circa 60 milioni di debiti vecchi (2.600 x 23.000 abitanti) risulta che i 23.000 abitanti del Fortore hanno partecipato con circa 380 milioni di euro, ossia oltre 700 miliardi delle vecchie lire senza avere neppure un vero Pronto soccorso nell’Ospedale locale, chiuso ancor prima di aprire e ciò a causato anche dei morti che chiedono giustizia.

Non è più tempo di continuare le lamentele verso i politici di turno che hanno dimostrato tutti di non aver alcun interesse a risolvere i problemi del Fortore ma, ha affermato il dott. Conte, è arrivato il momento che i Cittadini comincino a chiedere risarcimenti per i danni subiti, sia riguardo le responsabilità omissive a tutti i livelli, sia per le responsabilità sanitarie nei casi personali e particolari e l’associazione Sesamo, col polo territoriale di San Bartolomeo in via S. Francesco 61 e la collaborazione di giuristi, offrirà informazioni gratuite a tutti gli interessati riguardo i nuovi riti civili per accertamento di responsabilità sanitarie.

Il dott. Bozzelli, ha ribadito che è tempo di mettersi seriamente a lavorare attorno a proposte anche alternative a questa sanità matrigna verso gli abitanti del Fortore.
Sono seguiti diversi interessanti interventi dei numerosi Cittadini presenti, moderati dal giornalista Leonardo Bianco.

Il Sindaco ha concluso, dichiarandosi soddisfatto della partecipazione della cittadinanza ed anche di altri Cittadini del Fortore ed ha proposto che il FORUM diventi permanente, allo scopo di studiare azioni comuni per la risoluzione dei molti problemi da troppo tempo irrisolti.

Si è quindi costituito seduta stante il Comitato Promotore del FORUM PERMANENTE che ha raccolto le adesioni dei relatori presenti ed è aperto alla partecipazione gratuita di tutti gli interessati, previo iscrizione a mano presso il Comune o via fax o mail ai recapiti in calce.

lunedì 21 marzo 2011

Ospedale di San Bartolomeo, ecco la lettera inviata dal Comune a Caldoro


Egregio Sig. Presidente,ci rivolgiamo a Lei, quale Presidente della Regione Campania nonché Commissario Straordinario alla Sanità, per esprimere la nostra rabbia e la nostra profonda indignazione per una sanità che viene costantemente negata ai cittadini di San Bartolomeo in Galdo.

Come Lei certamente saprà, il Comune di San Bartolomeo in Galdo (Provincia di Benevento), terra di confine tra Campania, Puglia e Molise, ha il “triste” primato italiano del più vecchio Ospedale mai realizzato (l’Ospedale Padre Pio, questo il nome voluto nel 1997 con tanto di cerimonia solenne).

La prima pietra fu posizionata nel 1962; i lavori furono ultimati intorno alla metà degli anni settanta, dopo una prima catena di ritardi, dovuti anche ad un terremoto.
I nostalgici ricordano ancora la prima clamorosa protesta, era il 1980 e furono inviate oltre mille cartoline all’allora Presidente della Repubblica, Sandro PERTINI, per chiedere l’immediata apertura della struttura.

Ospedale, ovviamente, mai aperto, ma sempre rinnovato nella struttura, negli impianti e nelle idee progettuali. Numerosi anche i concorsi espletati, legati alla necessità di assumere personale medico, infermieristico ed amministrativo.
Per aiutare a meglio comprendere la dinamica di questa incredibile e triste storia è opportuno ripercorrere brevemente quanto è avvenuto negli anni più recenti.
Nel 1994 veniva ribadita la necessità di apertura dell’Ospedale di San Bartolomeo in Galdo, tant’è che la Regione Campania istituiva il Sistema regionale per l’Emergenza Sanitaria (Legge Regionale n.2 del 11.01.1994) e definiva l’Ospedale di San Bartolomeo in Galdo P.S.A. (Pronto Soccorso Attivo), inserendolo come tale nel Piano Regionale Ospedaliero (L.R. n. 2 del 1998).

L’Ospedale avrebbe avuto 133 posti letto, con reparti di medicina, chirurgia, ostetricia etc…, e tutti i servizi di un Ospedale, compreso un Pronto Soccorso.
Nell’anno 2002 l’A.S.L. cambiò il modello P.S.A. e ridusse i posti letto previsti a 90 (Del. n.87 del 21.03.2002). Venne introdotto il modello di Ospedale di Comunità e progettata l’attivazione nell’Ospedale di un Presidio SAUT e un punto S.T.I. (Servizio Trasporti Infermi) per gestire le emergenze del territorio. L’Ospedale definito “aperto al territorio” avrebbe risposto meglio alle esigenze della popolazione.
Nel 2008, con la Legge Regionale n.16 del 28.11.2008, la programmazione per l’Ospedale di San Bartolomeo in Galdo scende a 20 posti letto di area medico-chirurgica e 4 di area critica, per un totale di 24 posti letto.

Nel frattempo, correva l’anno 2005, per non vanificare, si diceva, la rilevante spesa economica già sostenuta per il completamento dell’Ospedale “Padre Pio” e per venire incontro alle esigenze sanitarie della zona fortorina, con apposita delibera dell’Azienda Sanitaria si prevedeva l’apertura a San Bartolomeo in Galdo di un PSAUT (individuato nella normativa regionale quale struttura di primo intervento in cui è prevista l’assistenza medica per casi di minor complessità, la osservazione medica breve e la piccola chirurgia).

Anche in questo caso, però, solo un susseguirsi di promesse e annunci, oltre, ovviamente, ad un notevole spreco di danaro pubblico per lavori di adeguamento strutturale ed impiantistico nella struttura.
Si riportano, di seguito, alcune delle dichiarazioni rese dal management dell’A.S.L. BN1.

Da “il Mattino” del 06.03.2009: “Sembra che il ritardo sull’apertura del PSAUT all’interno del complesso ospedaliero e già dotato dell’attrezzatura necessaria, sia dovuto alla verifica dell’utilizzo del generatore che dovrà garantire la continuità per l’erogazione dell’energia elettrica. Trattandosi di un pronto soccorso, il PSAUT deve essere dotato di ogni macchinario che consenta ad un medico chirurgo di poter operare in caso di urgenza per stabilizzare il paziente. Si attende quindi solo l’attestazione da parte dei tecnici del funzionamento del gruppo di continuità e si procederà all’inaugurazione del nuovo PSAUT di San Bartolomeo in Galdo. Non solo spiega ZERELLA, ma faremo in modo di rendere attivo anche l’eliporto che garantirà sicuramente un trasporto presso centri attrezzati e di eccellenza dei pazienti stabilizzati nel PSAUT”.

Da il “Sannio Quotidiano” del 08.09.2009: “Aprire entro l’anno due nuovi pronto soccorso in provincia. E’ l’obiettivo al quale sta lavorando l’Asl Bn1 per potenziare i servizi sanitari territoriali. Si tratta dei cosiddetti PSAUT (Pronto Soccorso Attivo Urgenze Territoriali), strutture di primo soccorso territoriale attive 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno. I due nuovi presidi saranno realizzati nei Distretti Sanitari di San Bartolomeo in Galdo e Montesarchio, a servizio dei comprensori fortorino e caudino. A San Bartolomeo il Pronto Soccorso attivo sarà localizzato presso l’Ospedale “San Pio”. L’attivazione prescinde dall’apertura del nosocomio fortorino: “Contiamo di poter attivare il presidio PSAUT in tempi brevi –spiega il Direttore Sanitario dell’Asl Bn1, Tommaso ZERELLA- manca solo qualche adempimento burocratico. Speriamo di riuscire a dotare al più presto, magari entro la fine dell’anno, il distretto fortorino della importante struttura”.
L’anno, però, si chiude con un nulla di fatto.

Inizia il 2010!!! Con il decreto n.8 del 9 marzo 2010 (Riorganizzazione rete ospedaliera della Provincia di Benevento), il Commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro del settore sanitario, preso atto che con nota n.28768 del 23.02.2010 la A.S.L. BN comunicava che “nell’Ospedale di San Bartolomeo in Galdo sono stati ultimati i locali per il PSAUT che potrebbe essere attivato da subito”, decretava l’apertura del PSAUT nel presidio di San Bartolomeo in Galdo.

All’indomani questi i titoli dei giornali:

Da “Il Sannio Quotidiano” del 10 marzo 2010: “A San Bartolomeo in Galdo PSAUT attivo entro due settimane”; da “Il Mattino” del 10 marzo 2010: “Fra quindici giorni il Saut a San Bartolomeo in Galdo”.
Dopo continui rimandi e slittamenti si arriva al mese di giugno.
Da “Il Mattino” del 26 giugno 2010: “A San Bartolomeo in Galdo, altro fronte caldo della sanità sannita, cresce il malcontento per la mancata apertura del PSAUT, ubicato in quella che avrebbe dovuto essere la sede dell’ospedale. All’inizio di giugno Domenico Iuliano, il direttore del Distretto sanitario di S. Bartolomeo, aveva assicurato che l’apertura era ormai questione di giorni; da allora, però, non si sono registrate novità di sorta”.

Quello che segue è una civile azione di protesta dei sottoscritti amministratori comunali davanti alla sede dell’A.S.L. BN1, durata una decina di giorni, che culmina il 5 luglio con l’adozione da parte dei Commissari A.S.L. (LACATENA – SPINOSA – MARCHIELLO) della delibera n. 263, che prevede “di attivare il PSAUT di San Bartolomeo in Galdo in esecuzione del decreto n.8 del 9 marzo 2010 a firma del Sub Commissario ad acta, nelle more della definitiva riorganizzazione del sistema di emergenza territoriale 118 della ASL Benevento”.

Sembrava cosa fatta, ma invece l’apertura viene ancora una volta rimandata.
Intanto, via i vecchi Commissari, viene nominato nuovo Commissario Straordinario dell’ASL BN1 il Prof. Enrico DI SALVO, il quale, il 30 agosto, in visita a San Bartolomeo in Galdo, promette l’attivazione del PSAUT a partire dal 1 ottobre.
Da “Il Sannio Quotidiano” del 31 agosto 2010: “C’è una nuova data per l’apertura del pronto soccorso territoriale di San Bartolomeo in Galdo. L’atteso PSAUT fortorino potrebbe essere attivato dal prossimo 1 ottobre, data indicata direttamente dal commissario straordinario dell’Asl, Enrico Di salvo, recatosi ieri sul posto per un incontro con i cittadini e le autorità locali”.
Purtroppo, nemmeno questa volta la data viene rispettata.
Da “Il Mattino” del 6 ottobre 2010:”Di Salvo: l’ospedale di Cerreto chiude e da oggi PSAUT attivo. S. Bartolomeo parte a novembre”.

Si giunge, così, all’adozione da parte del Commissario Straordinario della deliberazione n.103 del 08.10.2010, con la quale si prevede “di istituire e rendere attivo, con decorrenza 3 novembre 2010, il PSAUT presso la sede della Struttura Ospedaliera di San Bartolomeo in Galdo, oggetto di riconversione in Struttura Polifunzionale per la Salute (SPS), trasferendo in toto il SAUT di Foiano Valfortore (ambulanza, personale sanitario medico e non medico ed autisti soccorritori) presso l’istituendo PSAUT di San Bartolomeo in Galdo; utilizzando il contingente medico di 6 unità del SAUT di Foiano V. come postazione medica fissa dello PSAUT di S. Bartolomeo in Galdo; recuperando in isorisorse il restante personale infermieristico, necessario alla postazione fissa dell’istituendo PSAUT di S. Bartolomeo in Galdo, dalla riorganizzazione del sistema di emergenza territoriale nella quota parte affidata al RTI Sani.T-Modisan ”.

Successivamente, a seguito della richiesta di alcuni Sindaci del Fortore che invitavano il prof. Di Salvo a rivedere la propria decisione, il 28 ottobre veniva indetta presso la sede A.S.L. di Benevento una riunione in cui veniva stilato e sottoscritto un documento che faceva slittare alla data del 1 dicembre 2010 l’attivazione del PSAUT a San Bartolomeo in Galdo.
Sta di fatto che il 2010 si chiude, due mesi del nuovo anno sono già passati, ma l’apertura del PSAUT, a ben vedere, resta ancora una chimera.
A questo punto viene da domandarsi: quanta altra pazienza dovrà ancora avere il popolo di San Bartolomeo in Galdo?
 
Facciamo appello, quindi, alla Sua autorevolezza e Le chiediamo, pur consapevoli di tutte le difficoltà in cui si dibatte, di intervenire in prima persona e di fare tutto il possibile affinché questa triste vicenda possa finalmente concludersi e nel miglior modo.

Ringraziando anticipatamente per la sensibilità e l’attenzione che sicuramente riterrà di offrire alla problematica, Le rivolgiamo l’invito a visitare in forma ufficiale la città di San Bartolomeo in Galdo, certi che la visita sarà di incoraggiamento per la nostra comunità e le sue Istituzioni.
Con osservanza.

Gli Amministratori Comunali:
SANGREGORIO Vincenzo, GAROFALO Matteo, PEPE Fernando, FIORILLI Gianpaolo, FERRO Salvatore, PACIFICO Antonio, BUCCIONE Francesco, MONACO Antonio, SPALLONE Alessandro, PEPE Raffaele, CATULLO Pasquale G. e RICCIARDI Giovanni

venerdì 18 marzo 2011

I Radicali mettono online i dati patrimoniali di eletti e nominati “per controllare la Casta”


Come possono i cittadini controllare la ‘casta’ dei politici? Sarebbe necessaria una piattaforma che consentisse di pubblicare online dati e compensi, costi delle consulenze e redditi annuali. A questo hanno pensato i radicali con il sito http://anagrafepubblica.radicaleaks.it/ che sullo stile di Wikileaks intende rendere pubblici e liberamente consultabili dai cittadini i dati patrimoniali che riguardano eletti e nominati. Già dal 2007, i radicali hanno portato avanti una campagna per la trasparenza che in molte amministrazioni, dai Comuni alle Regioni, è già una realtà.

Continua su www.ilfattoquotidiano.it

Al momento nessun deputato sannita ha dato il proprio consenso alla pubblicazione online della dichiarazione patrimoniale personale (beni mobili e immobili, redditi e spese elettorali).