lunedì 17 novembre 2014

Il brigante Secola nella bibliografia sulla vera storia del Risorgimento

* “Il brigantaggio politico del Mezzogiorno d’Italia (1815-1818″
Antonio Lucarelli, Milano, Longanesi, 1982
* “Il brigantaggio politico delle Puglie dopo il 1860 – Il sergente Romano”
Antonio Lucarelli, Milano, Longanesi, 1982
* “Carmine Crocco Donatelli. Un Brigante guerrigliero”
Antonio De Leo Antonio, Cosenza, Luigi Pellegrini Editore, 1983
* “Briganti e senatori”
Alberico Bojano, Napoli, Alfredo Guida Editore, 1997.
* “Briganti e piemontesi: alle origini della questione meridionale”
Aldo De Jaco, Rocco Curto Editore, 1998
* “A sud del Risorgimento”
Antonio Boccia, Napoli, Tandem, 1998
* “La Sicilia e il brigantaggio”
Luigi Capuana, Carlo Ruta (a cura di) Messina, Edi.bi.si., 2005
* “Dopo Teano: Storie d’amore e di briganti”
Aldo De Jaco, Lacaita, 2001
* “Il brigantaggio meridionale: cronaca inedita dell’Unità d’Italia”
Aldo De Jaco, Editori Riuniti, 1969
* “La chiamarono Unità d’Italia…”
Antonio Grano, Napoli, 2009
* “Il brigante Secola. La sanguinosa rivolta nel Fortore post-unitario”
Antonio Bianco, Benevento, Il Chiostro, 2011

* “I panni sporchi dei Mille”
Angela Pellicciari,(Liberal Edizioni)
* “I Savoia e il massacro del Sud”
Antonio Ciano, Grandmelò
* “Due Sicilie, 1830 – 1880″
Antonio Pagano – Capone, 2002
* “La conquista del Sud: Il Risorgimento nell’Italia Meridionale”
Carlo Alianello, Milano, Edilio Rusconi, 1994
* “Controstoria dell’Unità d’Italia, ribellione popolare e repressione militare 1860-1865″
Carlo Coppola, Lecce, MCE Editore 2003
* “Il Mezzogiorno e l’unità d’Italia”
Carlo Scarfoglio, Parenti Firenze
* “Il Brigantaggio nel Salento”
Carlo Coppola, Matino, Tipografie S. Giorgio, 2005
* “Storia d’Italia”
Denis Mack Smith, Roma-Bari, Giuseppe Laterza e figli, 2000
* “Il potere di punire e perdonare. Banditismo e politiche criminali nel Regno di Napoli in età moderna”
Francesco Gaudioso, Galatina, Congedo, 2006
* “Eroi e briganti”
Francesco Saverio Nitti, Milano, Longanesi, 1946
* “La stangata”
Francesco Del Vecchio (2001) Ed. Libellula
* “I Lager dei Savoia“
Fulvio Izzo (1999), Ed. Controcorrente
* “Regno delle Due Sicilie- tutta la verita”
Gustavo Rinaldi
* “Il sangue del Sud. Antistoria del Risorgimento e del brigantaggio”
Giordano Bruno Guerri
* “Brigantaggio, proprietari e contadini nel Sud (1799-1900)”
Gaetano Cingari, Reggio Calabria, Editori Riuniti 1976
* “Garibaldi,l’avventuriero, il massone, l’opportunista”
Gustavo Rinaldi, ed. Controcorrente
* “Il Brigantaggio dal 1860 al 1865″
Giuseppe Bourelly, Venosa, Osanna, 1987
* “La bugia risorgimentale. Il Risorgimento italiano dalla parte degli sconfitti”
Gerlando Lentini
* “1860 – La stangata“
* “1861 Pontelandolfo e Casalduni. Un massacro dimenticato”
Gigi Di Fiore – Grimaldi & C. ed. 1998
* “I vinti del Risorgimento. Storia e storie di chi combatté per i Borbone di Napoli”
Gigi Di Fiore
* “Gli ultimi giorni di Gaeta. L’assedio che condannò l’Italia all’Unità”
Gigi Di Fiore
* “Controstoria dell’Unità d’Italia. Fatti e misfatti del Risorgimento“
Gigi Di Fiore, Ed. Rizzoli
* “Indietro Savoia! Storia controcorrente del Risorgimento italiano“
Lorenzo Del Boca, Ed. Piemme
* “Maledetti Savoia”
Lorenzo Del Boca, Ed. Piemme
* “Donne contro: le brigantesse streghe dell’Appennino”
Maria Procino, in «SLM- Sopra il livello del mare» Rivista dell’Istituto Nazionale della montagna, n. 28, 2006
* “L’unità truffaldina”
Nicola Zitara, liberamente scaricabile in formato HTML o RTF
* “Il Sud e l’unità d’Italia”
Giuseppe Ressa e Alfonso Grasso, (e-book)
* “La Storia Proibita -Quando i Piemontesi invasero il Sud-”
vari autori, Ed. Controcorrente, Napoli 2001
* “L’Unità d’Italia: nascita di una colonia”
Nicola Zitara
* “Tutta l’ègalitè”
Nicola Zitara, estratto dalla rivista Separatismo
* “Memorie di quand’ero italiano”
Nicola Zitara
* “Negare la negazione”
Nicola Zitara
* “L’invenzione del Mezzogiorno”
Nicola Zitara,
* “Contro la questione meridionale”
Carlo Capecelatro, Savelli, Roma
* “L’unità d’Italia: guerra contadina e nascita del sottosviluppo del Sud”
M. R. Cutrufelli, , Bertani Editore, Verona
* “Don Josè Borges, generale catalano e guerrigliero borbonico, Diario di guerra”
Josè Borjes, Valentino Romano (a cura di) Bari, Adda, 2003
* “Mezzogiorno, emigrazione di massa e sottosviluppo”
Mario Iaquinta, Luigi Pellegrini Editore, 2002
* “Terroni”
Pino Aprile, Piemme 2010
* “Brigantesse. Donne guerrigliere contro la conquista del Sud”
Valentino Romano, Napoli, Crontrocorrente, 2007
* “Il Brigantaggio da Fra’ Diavolo a Crocco”
Marc Monnier, Lecce, Capone
* “Briganti e musica popolare dal nord al Sud”
Pierluigi Moschitti, Gaeta, Sistema Bibliotecario Sud Pontino
* “Il “brigantaggio” politico nella Marca pontificia ascolana dal 1798 al 1865″
Timoteo Galanti, Sant’Atto di Teramo, Edigrafital, 1990
* “Stefano Pelloni detto il passatore: cronache popolari”
Massimo Dursi, Giulio Einaudi Editore, 1963
* “Storia del brigantaggio dopo l’Unità”
Franco Molfese, Giangiacomo Feltrinelli Editore, 1966
* “Brigantaggio e Risorgimento – Legittimisti e Briganti tra i Borbone e i Savoia”
Giovanni De Matteo, Napoli, Alfredo Guida Editore, 2000
* “Il brigantaggio politico nel brindisino dopo l’Unità”
Vincenzo Carella, Fasano, Grafischena, 1974
* “Il rovescio della medaglia: storia inedita del brigante Stefano Pelloni detto il Passatore”
Leonida Costa, , Fratelli Lega, 1976
* “Cronache del Brigantaggio Meridionale (1806-1815)”
Francesco Barra, Salerno, S.E.M., 1981
* “I fuochi del Basento”
Raffaele Nigro, Milano, Camunia, 1987
* “Carmine Donatelli Crocco, La mia vita da brigante”
Valentino Romano (a cura di) Bari, Adda, 2005
* “Carmine Donatelli Crocco,Come divenni brigante”
Mario Proto (a cura di) – Autobiografia, Manduria, Lacaita, 1995
* “Una storia siciliana fra Ottocento e novecento. Lotte politiche e sociali, brigantaggio e mafia, clero e massoneria a Barrafranca e dintorni”
Salvatore Vaiana, Barrafranca, Salvo Bonfirraro editore, 2000
* “Briganti, arrendetevi!: Ricordi di un antico bersagliere”
Ferdinando Mirizzi, Venosa, Osanna, 1996
* “Brigantaggio, repressione e pentitismo nel Mezzogiorno preunitario”
Francesco Gaudioso,Galatina, Congedo, 2002
* “Calabria ribelle. Brigantaggio e sistemi repressivi nel Cosentino (1860-1870)”
Francesco Gaudioso, Milano, FrancoAngeli, 1996
* “Il banditismo nel Mezzogiorno moderno tra punizione e perdono”
Francesco Gaudioso, Galatina, Congedo Editore, 2001
* “Dossier Brigantaggio. Viaggio tra i ribelli al borghesismo e alla modernità”
Francesco Mario Agnoli, Napoli, Controcorrente, 2003
* “La Capitanata fra briganti e piemontesi”
Giovanni Saitto, Edizioni del Poggio, 2001
* “La repressione del brigantaggio a Canicattì e dintorni da Francesco Bonanno a Cesare Mori”
Salvatore Vaiana, pubblicato in “Canicattì nuova”, Canicattì, 2002.
* “Josè Borjes,La mia vita tra i Briganti”
Tommaso Pedio (a cura di), Manduria, Lacaita
* “Con Dio e per il Re. Diario di guerra del generale legittimista”
Josè Borjes, Napoli, Controcorrente, 2005
* “La guerra cafona: Il brigantaggio meridionale contro la Stato unitario”
Salvatore Scarpino, Milano, Boroli Editore, 2005
* “Giustiziateli sul campo. Letteratura e banditismo da Robin Hood ai giorni nostri”
Raffaele Nigro, Milano, Rizzoli Editore, 2006
* “Il Regno perduto”
Antonio Ballarati, Napoli, Edizioni Iuppiter, 2012

La bibliografia (non completa) è stata stilata dal gruppobriganti.blogspot.com
Gruppo molto seguito su facebook, che ha all'attivo circa 180mila "I like"

venerdì 14 novembre 2014

Inaugurazione della "mezza" Fortorina, la rabbia dei sindaci del Fortore

Oggi è stato il giorno dell’inaugurazione, ma la Fortorina non tirerà fuori questa parte di territorio dall’isolamento. La rabbia e la delusione delle istituzioni del territorio, che hanno disertato la cerimonia odierna.

clicca qui sotto per vedere il VIDEO
(benevento.ottopagine.net)

Fortorina, spunta un progetto san Marco-Foiano da 136 milioni di euro

Alla vigilia dell’inaugurazione della Fortorina, domani (oggi per chi legge, ndb) ci sarà il taglio del nastro per l’apertura definitiva del tratto Benevento-San Marco dei Cavoti, spunta sul tavolo di qualche amministratore un’ipotesi di progetto di una variante della ex Strada statale 369 che da San Marco arriva fino a Foiano di Valfortore. E questa potrebbe essere una bella notizia, dopo le polemiche sull’utilizzo dei fondi previsti dal decreto “Sblocca Italia” per la variante al centro abitato del paese del torrone. Ma non mancano dubbi e perplessità in merito al progetto al quale sta lavorando l’Anas.

E a esprimere un giudizio a dir poco negativo sul progetto dell’azienda autostradale è il padre dello studio di fattibilità del passante di valico della Fortorina, il geologo Eliseo Ziccardi. Secondo il professionista, che da anni si occupa della Fortorina e che con la collaborazione dell’Università del Sannio ha redatto lo studio di fattibilità per la realizzazione di un passante che eviti ai cittadini dei comuni di Baselice, Foiano e San Bartolomeo il passo del Casone Cocca, un tracciato di circa 9 km, a fronte degli attuali 19 fatti di curve, quello dell’Anas “è un progetto folle”.

Il piano di interventi previsto dall’Azienda nazionale autostradale prevede un tracciato che dovrà collegare di circa 16 km che prevede una galleria di 2800 metri per un costo di circa 83 milioni di euro, mentre l’importo complessivo per realizzare l’intero tracciato è di 136,5 milioni di euro.

“Un progetto di cui non riesco a capirne la ratio – ha sottolineato il geologo – visto che non solo non accorcia le distanze ma la galleria prevista passerà in un tratto di territorio interessato da una storica frana. Da una prima lettura del progetto mi sembra di poter dire che non si sono previsti i rischi idrogeologici che il territorio presenta”.

Per l’esperto professionista, insomma, si è optato per un progetto che ha escluso il suo studio di fattibilità che prevede un tracciato costituito da una galleria di 1800 metri all’1% di pendenza, un viadotto di circa 4 km al 4% di pendenza e 1200 metri di gallerie (2) in trincee artificiali per un totale di 9 km di strada, con un taglio sull’attuale tracciato di circa 10 km. Un progetto che secondo lo studio di fattibilità dovrebbe costare all’incirca 100 milioni di euro. E sull’attuale progettazione alla quale sta lavorando l’Anas è intervenuto anche il sindaco di Molinara, Giuseppe Addabbo, in qualità di presidente del comitato dei sindaci nato 2 anni fa proprio per sostenere il lavoro del geologo Ziccardi presso gli enti e le istituzioni nazionali e regionali.

“Ancora una volta ci tocca constatare che le amministrazioni locali sono state escluse dalle decisioni che riguardano i propri territori. E’ avvenuto in precedenza con il progetto della variante al centro abitato di San Marco dei Cavoti e sta avvenendo adesso con l’ipotesi di progetto del secondo stralcio del quarto lotto della Fortorina. Eppure se non ricordo male un paio di mesi fa qualcuno ci aveva chiesto di fare presto e di fare proposte. Ma fare presto rispetto a cosa? Rispetto a chi? Se poi veniamo puntualmente esclusi da qualsiasi progetto”.

E il primo cittadino molinarese non manca di mettere l’accento sulle divisioni che caratterizzano le varie amministrazioni fortorine e lancia un appello al collega Gianfranco Marcasciano, sindaco di San Bartolomeo in Galdo. “Tocca il primo cittadino del comune più grande del Fortore, che deve tornare ad essere centrale rispetto al territorio fortorino, convocare un incontro con tutti i sindaci dei comuni interessati, compresi Molinara e San Marco dei Cavoti, è dar vita ad un’azione comune che ci permetta di fare la voce grossa con le istituzioni sovraccomunali. E credo che nella questione fortorina non può far mancare la propria voce la comunità montana”. Un richiamo all’unità dei comuni del Fortore, quello di Addabbo, con il quale spera che gli amministratori locali possano avere un peso decisivo sulle future scelte riguardo alla Fortorina.

Tratto dal quotidiano Ottopagine del 13 novembre

giovedì 13 novembre 2014

Basilicata: dove le multinazionali trivellano e l’economia muore

 Che cosa comporta essere la regione con il più grande giacimento di idrocarburi d’Europa? In Norvegia, millecinquecento nuove assunzioni in un anno, stipendi da ottomila euro al mese, servizi efficienti. In una parola, welfare. In Guinea Equatoriale, picchi di crescita del Pil del sessanta per cento. In Basilicata, più disoccupazione, meno ricchezza e una terra distrutta. E un governo che autorizza trivellazioni sempre più intensive, senza salvaguardare il territorio.

In Basilicata si trivella ormai da più di vent’anni. Eppure, continua a essere una delle regioni più povere d’Italia, con uno dei tassi di disoccupazione più alti. Secondo Urbistat, il tasso di disoccupazione è del quindici per cento, e, tra i giovani, solo due su cinque hanno un lavoro. Il reddito pro capite è di poco più di tredicimila euro. Più del sette per cento dei lucani, però, guadagna meno di 650 euro al mese e il dodici per cento tra i 650 e gli 800 euro al mese. (Per continuare a leggere clicca qui sotto)

Basilicata: dove le multinazionali trivellano e l’economia muore

mercoledì 12 novembre 2014

Fortorina, salta il vertice di venerdì con Umberto del Basso De caro e Ricci sulla viabilità

E’ saltato il vertice sulla viabilità di venerdì prossimo che si sarebbe dovuto tenere a San Bartolomeo in Galdo con Umberto Del Basso De Caro e il presidente della Provincia di Benevento Claudio Ricci. La causa del mancato incontro pare sia dovuta agli impegni di governo del sottosegretario. Il summit promosso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gianfranco Marcasciano sarebbe dovuto servire a chiarire le motivazioni della scelta dell’Anas sul progetto di continuazione della Fortorina, il tratto Benevento-San Marco dei Cavoti sarà inaugurato proprio venerdì prossimo, che ancora una volta ha escluso dal piano il Fortore.

I fondi previsti dal decreto “Sblocca Italia” e inseriti nella legge di Stabilità, 62 milioni di euro, infatti, per il 77% circa (48,6 milioni di euro) serviranno alla realizzazione della variante al centro abitato di San Marco dei Cavoti in continuità con il tratto della Fortorina, mentre solo 13,4 milioni di euro andranno per la risistemazione del tratto della ex Statale 369, circa 20 km, Foiano-San Bartolomeo, fino ai confini regionali. Una decisione che aveva lasciato l’amaro in bocca agli amministratori fortorini. Ed è per questo che l’amministrazione comunale di San Bartolomeo, attraverso il vicesindaco Lina Fiorilli, aveva chiesto un incontro urgente con il sottosegretario Del Basso De Caro e il presidente della Provincia.

Ed è stata proprio Lina Fiorilli a dare la notizia del rinvio affermando: “Noi non ci arrendiamo e prima o poi il confronto con noi e con i cittadini fortorini dovrà esserci. Per ora il vertice è solo rinviato. Non ci fermeremo finché non verranno a spiegarci i motivi della scelta che esclude ancora una volta il Fortore vero dal nuovo progetto della Fortorina e ci spiegheranno cosa intendono fare, prendendo impegni certi, per migliorare la viabilità nelle nostre aree”.

Fonte: Ottopagine

martedì 11 novembre 2014

Potenza, la protesta contro lo Sblocca Italia censurata

Per favore CONDIVIDETE, i media nazionali stanno CENSURANDO questa notizia! Oggi la sede della regione Basilicata a Potenza è stata "assediata" pacificamente dagli studenti, dalle associazioni ambientaliste e da numerosi movimenti #notriv che protestano contro il raddoppio delle estrazioni petrolifere previsto dallo #SbloccaItalia in Basilicata e in altre regioni italiane.

Questa decisione, imposta dall'alto senza coinvolgere le comunità locali, sta sollevando il netto dissenso della stragrande maggioranza della popolazione lucana, pugliese, campana, abruzzese, siciliana e di tutte le altre regioni che, direttamente o indirettamente, sarebbero interessate dalle trivelle.

Qui non si tratta più di essere di questo o di quel colore politico, ma si parla di autodeterminazione dei popoli: in democrazia il popolo (inteso anche come comunità locale/regionale) DEVE poter decidere il proprio destino e a mio avviso questi giovani, i nostri figli, ci stanno dando una bella lezione di democrazia e una grande speranza per il futuro! (foto Donato Ramunno)

Fonte: www.tzetze.it

lunedì 10 novembre 2014

Petrolio, la marcia dei Cinque Stelle: «Non faremo passare le trivelle»

«Se le attività istituzionali non bastano e le manifestazioni di protesta classiche non vengono tenute in minima considerazione, dobbiamo mettere in campo nuove azioni di lotta». Carlo Sibilia evoca la disobbedienza civile e l’ostruzionismo fisico nei confronti dei progetti petroliferi che riguardano anche il Sannio e l’Irpinia come molte altre aree d’Italia e del Sud in particolare. Il parlamentare irpino indica la strada alla platea dei Cinque Stelle di tutta la Campania giunti ieri a San Marco dei Cavoti nell’ambito del «No petrolio day», giornata in cui sono andate in scena iniziative contro le ricerche di idrocarburi in nove regioni meridionali. 

«Sarò il primo a mettermi davanti alla trivella quando arriverà a Gesualdo», ha annunciato battagliero il parlamentare avellinese. Che ha spiegato: «In Parlamento abbiamo fatto di tutto per ostacolare questi progetti, ma il Governo, complice dei poteri economici, ci ha impedito un reale confronto. In commissione il presidente Ermete Realacci, peraltro presidente onorario di Legambiente, ci ha dato un minuto per illustrare gli emendamenti». Non resta dunque che la disobbedienza gandhiana: «Visto che le istituzioni cosiddette democratiche sono in realtà antidemocratiche – ha concluso Sibilia – i cittadini devono riappropriarsi della loro sovranità in forme pacifiche ma forti, anche impedendo alle compagnie petrolifere di portare avanti i loro progetti di morte». 

(Per continuare a leggere clicca qui sotto e vai a benevento.ottopagine.net)

Petrolio, la marcia dei Cinque Stelle: «Non faremo passare le trivelle»

Presentato il primo Festival del teatro a San Bartolomeo

Promosso dall’Associazione culturale “Apulia arte turismo e cultura” partirà il 30 novembre presso il teatro comunale di San Bartolomeo in Galdo in provincia di Benevento.

Il cartellone è stato presentato venerdì scorso nello stesso teatro che ospiterà il primo festival del teatro che punta a diventare un appuntamento fisso per  San Bartolomeo ed i comuni limitrofi. Il cartellone prevede 5 appuntamenti, il primo il prossimo 30 novembre con la partecipazione di Giacomo Rizzo con lo spettacolo di varietà “Solo me ne vò”. 

Domenica 28 dicembre sarà il turno di “Tra moglie e marito non metterci il dito” della compagnia “Amici dell’arte” di Lucera. L’anno nuovo si apre col botto il 18 gennaio con Michele Placido e la sua “Serata d’onore” . 

Appuntamento attesissimo è anche quello del 1 marzo che vedrà calcare le scene ad Enzo Iacchetti in un recital a sfondo cabarettistico dal titolo “Intervista”. Chiusura affidata a Giobbe Covatta, domenica 15 marzo con “ I 6 gradi…secondo Giobbe”.

Un festival che si preannuncia quindi scoppiettante e che sicuramente renderà  protagonista il teatro comunale di San Bartolomeo in Galdo.

(Fonte: www.ecampania.it)

Presentato il primo Festival del teatro a San Bartolomeo in Galdo

sabato 8 novembre 2014

Firma contro le trivelle

Svendere l’Italia ai petrolieri è una scelta energetica vecchia di un secolo che al benessere di molti preferisce gli interessi di pochi. Noi non ci stiamo. FIRMA ORA anche tu!

Multinazionali energetiche e governi ci raccontano che carbone, petrolio, gas e nucleare sono necessari e sicuri, ma la verità è una sola: provocano guerre, inquinamento, malattie e una moltitudine di costi per i cittadini. Basta, è giunto il momento di voltare le spalle alle fonti fossili! Come cittadini è nostro diritto e dovere chiedere per l'Italia e l'Europa un futuro pulito e sicuro.

Unisciti a noi, firma la Dichiarazione di Indipendenza dalle fonti fossili: esistono energie che sono rinnovabili, efficienti, accessibili a tutti e senza effetti collaterali per l'uomo e l'ambiente.

Facciamo capire ai politici e alle aziende che non possono giocare con il nostro futuro e che l'energia verde è l'unica che vogliamo.
Firma ora, chiedi all'Europa di scegliere la strada dell'energia rinnovabile e dell'efficienza energetica.

www.greenpeace.org

venerdì 7 novembre 2014

Trivellazioni petrolifere e rischi per salute, agricoltura e ambiente

Promossso da Apis, Pro Loco Padulese, Forum Giovanile Paduli, Associazione Culturale Porta Columbro, Circolo Radix, L’Aurora – Protezione Civile Paduli, Associazione Paduli nel Mondo, domani 8 novembre alle 18, presso la sala del Centro Sociale in via Ariella a Paduli si terrà un pubblico dibattito sul tema “Trivellazioni petrolifere e rischi per salute, agricoltura e ambiente” .

La serata inizierà con la proiezione del documentario “L’Oro Vero”, che mette in relazione l’incompatibilità tra eccellenze agroalimentari, di cui è ricco il territorio, e trivellazioni petrolifere, che metterebbero in discussione la loro esistenza ed il loro sviluppo. Seguiranno gli interventi di Roberto De Filippis (ideatore del documentario “L’Oro Verde”), del professor Sabino Aquino (idrogeologo dell’Università di Salerno) e del professor Alessio Valente (geologo e esperto di valutazione dell’impatto ambientale). I lavori saranno moderati dal giornalista Billy Nuzzolillo.

Nell’area di Case Capozzi , che comprende 18 comuni della provincia di Benevento e quattro dell’Irpinia “L’Oro Vero “ è rappresentato dalla produzione di cereali per la pastificazione e panificazione, dalla zootecnia che dà luogo a carni di Marchigiana IGP, da formaggi come il caciocavallo di Castelfranco, da salumi e rinomati uliveti di Ortice; nei quattro comuni dell’Irpinia spicca la presenza di grani duri che alimentano l’industria molitoria, della pastificazione e panificazione come quella del Pane di Montecalvo, degli uliveti della cultivar Ravece DOP.  Come ricordano gli organizzatori, un fiore all’occhiello di indiscutibile bontà da salvaguardare.

IL CONVEGNO | Trivellazioni petrolifere e rischi per salute, agricoltura e ambiente

Trivelle, tutti in piazza in difesa del territorio

mercoledì 5 novembre 2014

Petrolio nel Sannio. La 'condanna' dello Sblocca Italia

Lo ‘Sblocca Italia’ approda nel Sannio tra entusiasmi e forti timori. Se da un lato c'è speranza per uno sviluppo infrastrutturale (raddoppio 'Telesina' e Altà Capacità in primis), dall'altra avanza lo spauracchio legato alle trivellazioni petrolifere. Analizzando infatti il decreto voluto dal premier Renzi viene fuori un quadro preoccupante.

Nel capo IX infatti si legge: “Art. 36 (Misure a favore degli interventi di sviluppo delle regioni per la ricerca di idrocarburi). L'articolo, intervenendo sull'estensione dell'esenzione dal patto di stabilità relativamente alle spese sostenute per fini specifici dalle regioni che corrispondono agli importi incrementali delle royalties, è teso di fatto a favorire lo sviluppo delle risorse energetiche nazionali sbloccando gli investimenti privati in programma da anni nel settore”. Tradotto sarebbe: escludimi le royalties dal Patto di stabilità e accelera il processo decisionale sulle autorizzazioni e io ti sblocco i fondi privati per lo svolgimento delle attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi. Oggi le competenze e le decisioni sono in mano alle Regioni.

I nuovi principi descritti nei comma 5 e 8 vanno a ridefinire dunque il conferimento dei titoli minerari che: “prevede una fase di ricerca al termine della quale, in caso di esito negativo, il titolo cessa, mentre in caso di ritrovamento minerario l'attività prosegue attraverso le fasi di sviluppo, produzione, ripristino finale”. Questo iter però è pregiudicato dalla concessione della VIA . Il pomo della discordia è l’ Art. 38 (Misure per la valorizzazione delle risorse energetiche nazionali).


Si legge: “per favorire lo sviluppo delle risorse energetiche nazionali, consentire il raggiungimento degli obiettivi della Strategia energetica nazionale, garantire una maggiore sicurezza in termini di approvvigionamenti di gas naturale e di petrolio e sbloccare gli ingenti investimenti privati in programma da anni nel settore (oltre 15 miliardi di euro), la disposizione è volta a riconoscere carattere strategico di pubblica utilità alle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e a quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale, tenendo conto che lo sviluppo della produzione degli idrocarburi rappresenta una primaria esigenza per la sicurezza degli approvvigionamenti e un'importante leva per rilanciare l'economia del Paese”.

 La novità qui sta nello stesso art 38 al punto 1bis che in pratica determina che per cercare ed estrarre petrolio e gas in Italia deciderà il Ministro dello Sviluppo economico con proprio decreto. “ E non importa se tutto ciò provocherà la variazione degli strumenti urbanistici. Il comma 3 inoltre riconosce la “competenza statale” sulle attività di ricerca sia sulla terraferma, sia in mare.

(per continuare a leggere clicca qui sotto)

Petrolio nel Sannio. La 'condanna' dello Sblocca Italia e la decisione della Regione Campania

martedì 4 novembre 2014

Trivelle e Sblocca-Italia, M5S invita istituzioni e cittadini a San Marco dei Cavoti

La sera del 31 ottobre nella sala comunale di Baselice, si è tenuto un incontro-dibattito dedicato alla ricerca di idrocarburi nel Sannio e zone limitrofe, organizzato dai Meetup riuniti del M5S. La giornalista Erika Farese ha moderato l'incontro e davanti ad una platea piena, i tre relatori hanno spiegato nel dettaglio e da vari punti di vista, (legale geologico e medico) sia il progetto che le sue ricadute sul territorio.

Subito dopo i saluti del parroco di Baselice, che ha chiarito la sua posizione di netta contrarietà allo sfruttamento del suolo in difesa di Madre Terra, Franco Gisi attivista e avvocato, ha dato chiare informazioni sulla procedure autorizzative, e sugli effetti del Decreto Sblocca-Italia in corso di conversione in questi giorni al Parlamento e ha fornito precise indicazioni sulle azioni da portare avanti, Cittadini e Istituzioni.

Con grande stupore e nell' incredulità dell'intera sala, tutti hanno capito che la legge in discussione porterà sempre più lontano dai territori il luogo delle decisioni e sarà molto più difficile opporsi alle estrazioni. Il Governo infatti, avocando a sé le competenze ambientali e dichiarando l'opera come “strategica e di rilevanza nazionale”, toglierà dall'imbarazzo gli Amministratori locali, rilascerà le autorizzazioni in autonomia a Roma nelle stanze del Ministero, e se necessario potrà utilizzare anche l'esercito per proteggere le attività di ricerca ed estrazione.

Il Professore Domenico Cicchella, Ordinario presso l'Università del Sanno, si è soffermato sugli aspetti tecnici e scientifici legati alle trivellazioni ed alle successive estrazioni. Anche con l'aiuto di immagini e grafici il professore ha brillantemente esposto cosa significa ricercare e coltivare petrolio; davanti agli occhi di tutti i presenti sono comparsi “il Pozzo, la Trivella, le Tubazioni” che corrono per migliaia di metri nel sottofondo attraversando i vari strati , le vasche, gli impianti esterni e soprattutto tutti i rischi conseguenti per l'ambiente e per il territorio.

Il Dott. Vincenzo Mercurio, Medico del Lavoro, anche egli attivista del M5S, raccontando le sue esperienze professionali all'interno di impianti petroliferi, ha innanzitutto evidenziato l'elevata pericolosità degli impianti legata a possibili incidenti; poi descrivendo con precisione elementi e agenti chimici liberati nell'aria, nel terreno ed in generale nell'ambiente, ne ha evidenziato gli effetti sulla salute dovuti all’ esposizione continua a prolungata.

Infine Pier Nicola Pedicini, fisico medico ed Europarlamentare di origini sannite, eletto nelle liste del M5S, ci ha trasferito la sua esperienza lavorativa, proprio in una terra già interessata e sconvolta da “coltivazioni” simili: la Basilicata, regione dove Piernicola vive e lavora. La Basilicata, rappresenta per noi il “nero futuro” al quale stiamo andando incontro, infatti lì si sono concentrate le ricerche e le perforazioni di idrocarburi da decenni, con effetti devastanti sulla salute e sull’agricoltura. Raccontandoci della sua terra ci ha ben chiarito che la Basilicata oggi si presenta più povera di prima, ferita, e irrimediabilmente offesa.

L'Europarlamentare del M5S si è poi soffermato sulle politiche Europee e sui modelli di sviluppo che la Comunità stessa propone ed incentiva, e che vanno nella direzione diametralmente opposta al modello ormai superato del “petrolio" e dello sviluppo insostenibile ed incompatibile con la tutela dell'ambiente.

Si è sviluppato poi, un interessante e vivace dibattito tra i relatori e i presenti in sala, dando spazio a chiunque voleva intervenire. Purtroppo anche se la serata è stata interessante e costruttiva, le conclusioni a cui si è giunti sono state davvero tragiche: il petrolio, anche se di pessima qualità, suscita l'interesse delle compagnie e delle multinazionali pure, il governo approva e agevola, la ricerca di idrocarburi è incompatibile con la salvaguardia dell'ambiente e della salute nelle nostre zone, i cittadini sono tenuti all'oscuro e forse tra qualche anno capiranno cosa sta succedendo oggi a casa loro ed a loro insaputa.

L'unica risposta concreta e l'unica arma che abbiamo - si legge nella nota dei grillini sanniti - è informarsi ed informare tutti, solo una vera presa di coscienza potrà creare quel fronte comune, in grado di difendere le nostre terre da chi le vuole sfruttare, e da chi “apre le porte” dall'interno al nemico. Per questo abbiamo protocollato in diversi comuni del Sannio, anche quelli non direttamente interessati alle ricerche , istanze di impugnare il decreto “SbloccaItalia”, per questo continueremo a organizzare incontri e manifestazioni come quella in programma per il 9 novembre.

La manifestazione è organizzata dagli attivisti del M5S, si terrà in 9 regioni italiane interessate dalle trivellazioni sulla terra ferma ed in mare, aderiranno numerosi parlamentari ed europarlamentari del M5S (Pedicini sarà in Abruzzo). Per la Campania gli attivisti del Sannio hanno deciso di recarsi al pozzo di S.Marco e di tenere lì un presidio.

Poi nel pomeriggio è stato organizzato un convegno aperto a tutti i cittadini alle 15,30 nel quale si approfondirà il discorso delle trivellazioni.

Trivelle e Sblocca-Italia, M5S invita istituzioni e cittadini a San Marco dei Cavoti | politica | news | NTR24 - l'informazione sul web

domenica 2 novembre 2014

‘U Magazzeo, osteria resistente. Alessio Cavoto e un Fortore accogliente

di Tullia Bartolini

Siamo nel paese del ‘dovrebbe essere’. Per quanto riguarda il mangiare, ci stiamo assuefacendo al fatto che il cibo ‘dovrebbe essere sano’, ma non lo è. Non più, almeno. Così mi stupisco sempre quando incontro persone come Alessio Cavoto, che ha trentaquattro anni e un’idea precisa di filiera corta, slow food, sostenibilità.

Nel suo ristorante, a un passo dal centro storico di San Marco dei Cavoti (Bn), ‘U MAGAZZEO, offre prodotti di stagione, certificati, e un menù che varia ogni volta, per garantire agli avventori cibo di qualità.

Alessio è un fiume di parole, nel raccontarmi la sua avventura nella ristorazione, iniziata dieci anni fa. Mi dice che ha viaggiato, che ha avuto modo di confrontarsi con altri ambienti, che crede nel cibo sostenibile e non segue le mode, il business.

Sostenibili sono i suoi contatti con i fornitori, coerente è la ricerca culinaria. “Saper dire di no è diventata la cosa più difficile: il guadagno è la regola, mentre offrire qualità può, in qualche modo, modificare la domanda, ossia la qualità della domanda”.

E’ chiaro che, tutto questo, richiede una profonda passione per il proprio lavoro, una grande curiosità, un’onestà intellettuale non comune. “Un menù salutare rispetta le dinamiche collegate all’ambiente. Fugge alle logiche delle grandi catene di distribuzione”, dice Alessio. “Si affida ai prodotti di stagione, alla capacità di reinventare le ricette, si offre a un’utenza resistente, capace di distinguere”.

Da Alessio puoi mangiare pasta fatta in casa, salumi locali, formaggi dal sapore antico, dolci che sembrano quelli di una volta.

La domenica pomeriggio, al ‘U Magazzeo, si suona: musica dal vivo, vino e prodotti a chilometri zero. Per chi volesse dare un’occhiata al sito, questo è il link: www.umagazzeo.it. Per prenotazioni, chiamare al 339 3578 733.

www.artempori.it

giovedì 30 ottobre 2014

La Fortorina tra nuove proteste e incontri istituzionali

Dopo la grande delusione, il prolungamento della Fortorina continua a tenere banco. E così dopo la prima reazione della vicesindaco di San Bartolomeo, Lina Fiorilli, anche gli amministratori di Baselice fanno sentire la propria voce (meglio tardi che mai) dalle colonne di Ottopagine.

A andarci giù duro è il sindaco Domenico Canonico: “Non staremo a guardare e ci batteremo, non possiamo ancora una volta accettare questa situazione lo dobbiamo al Fortore intero, se sarà necessario il 13 novembre ritorneremo con i nostri striscioni e non ci fermeremo”.

Per l’assessore Brancaccio “da 50 anni vediamo questa realtà, la Fortorina che ha visto tante classi dirigenti e nessun cambiamento, questa situazione oserei dire sconfortante, non mi sorprende”.

Intanto, scrive Biagina Cece “proprio Brancaccio doveva prendere parte a un incontro tra gli amministratori di San Bartolomeo in Galdo, Baselice, Foiano di Val Fortore e Castelvetere in Val Fortore proprio per discutere del problema, incontro saltato perché mancavano alcuni rappresentanti, il tutto è stato rimandato a data da destinarsi”.

E sempre dal quotidiano apprendiamo che il 14 novembre ci dovrebbe essere un vertice a San Bartolomeo con il sottosegretario Del Basso De Caro e il neopresidente della Provincia Ricci.

“Un incontro – dichiara il vicesindaco Fiorilli al giornalista Leonardo Bianco – che dovrà servire a chiarire le scelte dell’Anas sulla progettazione prevista per la continuazione della Fortorina e spiegare quali saranno le scelte del Pd e della Rocca dei Rettori in merito alla viabilità del Fortore. Un’area che da troppo tempo attende risposte concrete sull’adeguamento della rete stradale. Non si tratta di vittimismo tale appellativo non ci appartiene, e non ci soffriamo affatto. Rivendichiamo diritti sacrosanti negati per troppo tempo alla gente del Fortore, negare il diritto alla mobilità significa negare dignità ad una intera popolazione”.

Mentre “qualcun altro ha preferito fare sermoni e dare lezioni di comportamento sui social network, accusando i fortorini di incapacità e vittimismo”, scrive il cronista nel togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

mercoledì 29 ottobre 2014

Baselice, incontro del M5Stelle contro le trivellazioni

Venerdì 31 ottobre alle 18, presso la sala Consiliare del Comune di Baselice si terrà un incontro dibattito sulle campagne di “Ricerca Idrocarburi” e sul decreto “Sblocca Italia”. Interverranno Piernicola Pedicini (Europarlamentare del M5S, specializzato in fisica medica), Domenico Cicchella (Ordinario di geochimica presso l'Università del Sannio), Vincenzo Mercurio (Medico del Lavoro), Franco Gisi (avvocato – attivista M5S di Benevento), moderatrice dell’incontro sarà la giornalista Erika Farese.

L'evento è aperto ai cittadini, comitati e rappresentanti delle istituzioni. La tavola rotonda, organizzata da alcuni Meetup della provincia assieme al gruppo di Benevento, è parte delle attività di contrasto e di informazione che tutto il Movimento 5 Stelle sta portando avanti contro un uso spregiudicato del territorio sulle spalle dei cittadini ed a loro insaputa. Il 9 novembre è prevista una manifestazione unica e contemporanea in tutte le regioni interessate dalle trivellazioni.

“Abbiamo raccolto firme e sollecitato le istituzioni, interrogato ministri, il parlamento italiano e quello europeo, promosso convegni e dibattiti, abbiamo promosso manifestazioni pubbliche e se servirà saremo davanti alle trivelle per fermarle, ma, da soli s non riusciremo a fermare nè lo sfasciaitalia né le banda del buco” – hanno commentato i grillini.

Baselice. Incontro del M5Stelle contro le trivellazioni

(Fonte: ilquaderno.it)

lunedì 27 ottobre 2014

Nuova Fortorina, il silenzio assordante della politica

Chi si aspettava una levata di scudi alla notizia che la maggior parte del finanziamento, circa 62 milioni di euro, del prolungamento della Fortorina andrà a beneficio di San Marco resterà deluso. Nessun sindaco o consigliere di minoranza, nessun partito di destra, di sinistra, di centro, ha alzato la voce per una scelta che condanna ancora una volta il Fortore all’isolamento geografico. Di fronte a ciò la classe politica locale ha preferito scegliere la strada (più conveniente?) del silenzio-assordante.

L'unica voce fuori dal coro è stata quella della vicesindaco di San Bartolomeo, Lina Fiorilli. “Ancora una volta il Fortore viene penalizzato”, ha detto a Ottopagine.

“Noi ci diamo per vinti - ha aggiunto - e già nelle prossime ore ci attiveremo per incontrare il sottosegretario al quale chiederemo di rivedere il progetto. Spendere 47 milioni di euro e passa per realizzare una circumvallazione mi sembra assurdo. Sarebbe stato meglio pensare a rifunzionalizzare e ammodernare il tracciato dell’ex Strada Statale 369”.

E ci sembra di capire che sarà l’unica a non gettare la spugna di fronte ad questa scelta penalizzante per il “vero” Fortore. “A questo punto non ci resta che chiedere un vertice qui a San Bartolomeo con il sottosegretario e il neo presidente della Provincia, Claudio Ricci, per far chiarezza sulla Fortorina e soprattutto ci dovranno dire cosa intendono fare per migliorare la viabilità del nostro territorio”, conclude.

venerdì 24 ottobre 2014

Nuova Fortorina, al "vero" Fortore solo le briciole

Condannato dalla politica al più totale isolamento. È questa la triste sorte che ancora una volta il Fortore deve subire grazie ad una classe dirigente locale arrogante e incapace. Che invece di tutelare il proprio territorio è tutta impegnata a coltivare il proprio orticello.

E allora leggete cosa scrive il giornalista Leonardo Bianco su Ottopagine di oggi: “Dei circa 62 milioni di euro, finanziati in parte con la legge 376/2003 (6,5 milioni) e in parte con il decreto ‘Sblocca Italia’ (55,5 milioni di euro), la maggior parte servirà per realizzare la variante che dal centro abitato di San Marco dei Cavoti dovrebbe fermarsi, stando ad alcune indiscrezioni, all’altezza del cimitero dello stesso comune”.

Avete ben capito, a trarne vantaggio dovrebbe essere – il condizionale è d’obbligo visto che i lavori dovranno iniziare nel giro di un annetto – ancora una volta San Marco, mentre al Fortore andranno “le briciole”.

“Il Fortore, quello vero, - scrive il cronista - resta fuori dal progetto della Fortorina previsto dal decreto “Sblocca Italia” (…). A chiarire i termini del progetto finanziato dal decreto varato dal governo Renzi è la stessa Anas, alla quale è stata affidata la progettazione. L’azienda autostradale fa sapere a Ottopagine che gli interventi attualmente previsti per il completamento della strada che dovrebbe attraversare i comuni del Fortore riguardano: la variante all’abitato di San Marco dei Cavoti, per un importo di 47,6 milioni di euro, in continuità con il tratto precedente della variante alla Statale 212 del Fortore in fase di completamento da parte di Anas e che sarà inaugurata il prossimo 13 novembre”.

E continua: “Il miglioramento del collegamento tra San Bartolomeo in Galdo e Foiano di Val Fortore, per un importo di 7,4 milioni di euro. E l’adeguamento della viabilità in sede da San Bartolomeo in Galdo al confine regionale (Statale 17, Foggia-Campobasso) per un importo di 6 milioni di euro”

“Dunque niente variante di valico – conclude – per accorciare le distanze tra il Fortore vero e San Marco dei Cavoti. E il sogno dei cittadini di quest’area interna del Sannio di poter superare il passo del Casone Cocca con gallerie e viadotti sempre per ora svanire. Da qualche giorno sembra siano iniziati i rilievi per la variante al centro abitato di San Marco che collegherà l’attuale Fortorina al bivio di Molinara”.

Ma ciò che colpisce di più nel leggere l’articolo è il fatto che tra Foiano e San Marco non ci sarà nessun tipo di investimento. Questo significa per i poveri automobilisti del Fortore rassegnarsi a percorrere l'attuale strada di collegamento. Una vera e propria via crucis.

P.S. Questo blog esprime la propria solidarietà al giornalista Leonardo Bianco per gli attacchi ricevuti in questi ultimi giorni per aver mantenuto la 'schiena dritta' nel fare il proprio lavoro. Se la sua unica colpa è stata quella di informare i cittadini sugli sviluppi della Fortorina, di questo ne dovrà rispondere soltanto ai lettori del suo giornale e non certo a qualche politico di turno.

mercoledì 22 ottobre 2014

Non rifiuti, ma petrolio: la nuova Terra dei fuochi è un lago in Basilicata

Ogni giorno 2.658.861 uomini, donne, bambini bevono l’acqua proveniente dal lago Pertusillo. La popolazione delle province di Bari, Taranto e Lecce. Con la stessa acqua, vengono irrigati i campi della Basilicata che producono alcune tra le eccellenze dell’agricoltura italiana: vino doc e biologico, olio, fagioli, peperoni, frutta.Accade che, nel 2011, il lago inizia a puzzare. La brina del mattino, segno di una notte che se ne va e di un nuovo giorno che nasce, brucia le piante su cui si poggia, appena viene toccata dai primi raggi del mattino. È acida. Accade che l’uva, quando la si mette in bocca, sa di petrolio. Anzi, in molti nemmeno riescono ad assaggiarla: è già tanto se si riesce ad arrivare al raccolto. Accade che la pera campanella, peculiarità lucana, non riesce più a maturare sull’albero, come dovrebbe, perché cade prima. E accade che le carpe, pesci che vanno a cercare il cibo tra i sedimenti del fondale, muoiono.
(Per continuare a leggere l'articolo clicca qui sotto)

Non rifiuti, ma petrolio: la nuova Terra dei fuochi è un lago in Basilicata
http://popoffquotidiano.it/

lunedì 20 ottobre 2014

Il 13 novembre l'inaugurazione della "mezza" Fortorina

Il prossimo 13 novembre, alle ore 11.30 si svolgerà la cerimonia di apertura al traffico della variante alla strada statale 212 "della Val Fortore" tra il bivio di Pietrelcina, al km 5.600, e lo svincolo per San Marco dei Cavoli, al km 46.900 della ex strada statale 369 "Appulo Fortorina", con ritrovo presso l'imbocco sud della galleria "Cercone", al km 10,160 della strada statale 212 dir, nel Comune di Pesco Sannita (BN).

L'intervento si inserisce nel contesto della rete stradale della Regione Campania, collegando le zone interne della Val Fortore con il capoluogo di provincia di Benevento e. tramite questo, con i capoluoghi delle province campane.

L'opera, lunga circa 15,7 km. rappresenta il primo tratto campano di collegamento tra la città di Benevento e le zone interne del Fortore fino alla strada statale 17. nel territorio della provincia di Foggia, realizzando in tal modo la continuità di un asse trasversale di collegamento est-ovest tra la Campania e la Puglia, tra il Tirreno e l'Adriatico.

Tale intervento ha comportato un costo complessivo pari a 171,668 milioni di euro circa. La sezione stradale adottata è del tipo CI del D.M. 05/11/2001 ed è costituita da un'unica carreggiata, suddivisa da due corsie di 3,75 m, una per senso di marcia, e da due banchine laterali di 1,50 m ciascuna, per una larghezza complessiva della piattaforma stradale di 10.50 m.

Durante il corso dei lavori sono state aperte al traffico due tratte, ultimate rispettivamente in data 28/03/2012, dal km 5,600 al km 9,900, per un'estesa complessiva di 4,3 km ed in data 06/12/2013 dal km 19,124 al km 21,274, per un'estesa complessiva di 2,2 km.

Gli ultimi 9,2 km, oggetto dell'apertura al traffico, sono compresi tra il km 9,900 e il km 19.124, ossia dallo svincolo dì Pesco Sannita allo svincolo di Reino.

L'importo del tratto da inaugurare, relativo ai 9.2 km, è pari a 136 milioni di euro circa. Il completamento della variante alla strada statale 212. consentirà di ridurre l'isolamento delle zone interne ed offrirà opportunità di sviluppo socio-economico alle comunità della Val Fortore, dotando, inoltre, il territorio di una infrastruttura per il rapido collegamento tra il Comune di Pietrelcina (paese natale di San Pio) e il Comune di San Giovanni Rotondo.

(Fonte: http://asfweb.net/comune.sanmarcodeicavoti.bn.it)

venerdì 17 ottobre 2014

Baselice tra i migliori comuni "Ricicloni" della Campania

Il Comune di Baselice ha raggiunto il 74.89 % di raccolta differenziata. E si attesta al quinto posto su un totale di 263 Comuni della Campania che hanno popolazione tra i 1000 ed i 5000 abitanti.

giovedì 16 ottobre 2014

Provincia, altro che costo zero: tornano le indennità

Per far digerire la truffa - tutta politica - dell'abolizione delle Province, hanno raccontato agli ignari cittadini-elettori la favola di aver abolito anche le indennità di consiglieri e presidenti.

Ma leggete cosa scriveva ad agosto scorso il blog dem24.it: "(...) il vademecum sulle nuove elezioni provinciali introduce una novità importante: gli incarichi non saranno più a costo zero. Uscite dalla porta, rientrano dalla finestra le spese per i rappresentanti dell’assemblea provinciale e per il presidente.

'Gli oneri contributivi – si legge – i permessi retribuiti, i rimborsi spese per la partecipazione alle riunioni degli organi provinciali, nonchè delle associazioni di rappresentanza, per gli incarichi di presidenti di Provincia, di consiglieri provinciale e di componente dell’assemblea dei sindaci sono a carico della Provincia'”.

fonte: dem24.it

mercoledì 15 ottobre 2014

Nuovi tagli al trasporto pubblico nel Fortore, comitati e pendolari sul piede di guerra: “Non abbiamo più diritti”

“La notizia è ufficiale. La Provincia di Benevento ha imposto alle aziende di Trasporto Pubblico Locale, di cui gestisce i fondi regionali, a praticare tagli sui chilometri da effettuare, motivando la decisione sulla sua incapacità di poter corrispondere alle stesse, l’adeguamento all’indice Istat del 3% sui contributi regionali ricevuti, per gli anni 2012 – 2013”. Così il Comitato TPL Fortore e l'associazione Sannio Terra di Lavoro, in merito i possibili tagli imposti alle aziende di Trasporto pubblico di Benevento.
“Senza entrare troppo nello specifico sul meccanismo machiavellico a cui si è ricorso per fare ciò – scrivono dal Comitato - ci si limita a soffermarsi su cosa potrebbe significare questo per gli utenti: tagli di corse e quindi meno servizi. Sono state fatte rassicurazioni sul fatto che un taglio chilometrico del genere avrebbe inciso poco sulla qualità del servizio. Forse questo è valido per le microaziende che operano sul territorio, ma per quelle più grandi il discorso cambia.

Per l’E.T.A.C. - prosegue la nota - l’azienda che serve tutto il Fortore e la zona di Casalbore – Paduli – Buonalbergo questo gioco di numeri studiato in Provincia significherebbe un taglio chilometrico di ben più di 20.000 chilometri all’anno. Qualsiasi persona dotata di un minimo di buon senso e di effettiva conoscenza sullo stato del sistema trasporti nella nostra Provincia dovrebbe sapere che ciò incide eccome e non sulla 'qualità del servizio', quello è da tempo immemorabile che gli utenti del servizio pubblico non sanno più cosa sia, ma sul sacrosanto diritto a spostarsi e non per motivi ludici ma per necessità legate ad esigenze di studio e lavoro.

I servizi – aggiungono i cittadini - che vengono effettuati sono già ridotti al minimo, in particolare proprio per le zone interne,raggiungere con un mezzo pubblico anche solo il capoluogo di Provincia è un’impresa, imporre un taglio in una situazione disastrosa quale l’attuale, significherebbe affossarla del tutto. Ci si rende conto che la situazione è difficile per tutti, le necessità di bilancio impongono che si stringa la cinghia ma allora si vada a controllare gli sprechi, ci si assicuri che i chilometri che sono sulla carta tutte le imprese li effettuino, soprattutto quelle più piccole, non ci si limiti a stare dietro la scrivania e a giocare con le cifre, dietro i numeri ci sono i diritti delle persone che rischiano di essere calpestati.

Senza dimenticare – proseguono dal Comitato - che se passa un simile modus operandi per quest’anno, è facile da intuire che diventerà una prassi per gli anni a venire, questo porterebbe al paradosso che l’indice Istat che serve in questo caso ad adeguare i fondi regionali che ogni anno vengono stanziati per i trasporti, al valore reale della moneta, diventerebbe un modo per tagliare i chilometri da effettuare. È solo la Provincia di Benevento ad aver preso questa decisione o c’è l’avvallo tacito anche dei vertici Regionali? È questo che si sta cercando di appurare e nonostante il rimpallo di responsabilità che è purtroppo caratteristica tipica di situazioni siffatte, si ha tutte le intenzioni di andare fino in fondo al problema.

Chiunque abbia preso questa decisione – conclude la nota - deve avere il coraggio delle proprie azioni e prendersi la responsabilità delle conseguenze che ci saranno. Si approfitta del cambio del vertice politico nella nostra Provincia, invitando chi di dovere a fare gli opportuni controlli e a verificare se le decisioni prese siano conformi alla necessità di assicurare alla nostro territorio e soprattutto alle zone interne dello stesso, un servizio di trasporto pubblico almeno sufficiente a garantire lo spostamento per esigenze primarie quali studio e lavoro”.


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Il MANIFESTO DEGLI STATI GENERALI DEGLI APPENNINI

martedì 14 ottobre 2014

Fondo Green Economy e divieto fracking bocciati alla Camera

Dopo il passaggio in Commissione Ambiente le novità positive introdotte dal Ddl 2093, il Collegato Ambiente alla Legge di Stabilità 2014, avevano fatto ben sperare. La Commissione Bilancio della Camera pochi giorni fa ha stroncato però due delle misure più rilevanti in esso contenute, quelle che facevano credere nella possibilità di un reale cambiamento verso le energie rinnovabili e potevano aiutare il nostro Paese ad uscire dalla crisi.

Sono stati bocciati infatti l’articolo relativo al “Fondo Italiano Investimenti Green Communities” e quello che stabiliva il divieto di praticare il fracking, ovvero la fratturazione delle rocce con getti liquidi ad alta pressione che contengono sostanze tossiche, realizzata per prelevare idrocarburi dalle profondità del suolo.

In merito alla Green Economy l’articolo 36 del Ddl prevedeva un fondo di investimento di 1 miliardo di euro, che doveva provenire per il 51% dalla Cassa depositi e prestiti e per almeno il 20% dal Tesoro. Nell’ultimo parere approvato sul provvedimento, che si basa sulla relazione tecnica depositata dal Governo il 1 ottobre, relativa ai punti critici del testo, si chiede di però eliminarlo perché prevedrebbe un:
“Obbligo in capo a Cassa depositi e prestiti di partecipare al predetto fondo, in contrasto con la sua classificazione all’esterno del perimetro della pubblica amministrazione”.

A tal proposito, Enrico Borghi, che insieme ad Alessandro Bratti era stato relatore firmatario dell’emendamento relativo alla norma, aveva già proposto l’ipotesi di inserire nello Sblocca Italia, un emendamento che allargasse le competenze della Cdp anche al settore della Green Economy.
Per quanto riguarda il fracking è stata chiesta l’eliminazione dell’articolo 26-ter. In esso si esprimeva il divieto esplicito della pratica, in base anche a motivazioni legate al principio di precauzione, in merito al rischio sismico e di inquinamento. Ora la Commissione ritiene al contrario che:

“Appare necessario sopprimere l’articolo 26-ter, recante divieto di tecniche di stimolazione idraulica mediante iniezione in pressione nel sottosuolo, poiché non si possono escludere effetti finanziari negativi, derivanti dalla prevista automatica decadenza dalle concessioni e dai permessi in essere”.

Già a inizio settembre il Ministero dello Sviluppo Economico era intervenuto per precisare che nel decreto “Sblocca Italia”: “Non è inserita una norma che autorizzi l’estrazione di shale gas (di cui peraltro non esistono giacimenti in Italia) né tanto meno la possibilità di sviluppare tecniche di fracking sull’intero territorio nazionale”.

Un insieme di input contrastanti e una serie di passi avanti e poi di nuovo indietro. Segnali che si teme stiano a significare una sostanziale confusione politica, in assenza di un piano energetico nazionale che sappia veramente valorizzare i punti di forza del nostro Paese, o la netta volontà di non allontanarsi minimamente da un tipo di economia basata sul ciclo del carbonio.

www.greenstyle.it

domenica 12 ottobre 2014

Elezioni provinciali, di fronte la Rocca protesta dei 5 Stelle: “La democrazia è stata abolita”

“La cittadinanza non è invitata a partecipare”, “i politici si votano tra loro” e “abolita la democrazia”. Sono alcuni dei volantini distribuiti questo pomeriggio dal Movimento Cinque Stelle di Benevento di fronte la Rocca dei Rettori, mentre all'interno della Provincia i consiglieri comunali del Sannio si recavano alle urne per il rinnovo dei vertici dell'Ente. 

“La nostra manifestazione – ha commentato la portavoce del MeetUp del capoluogo, Nunzia Santoro – vuole vuole dimostrare a tutti i cittadini che l'abolizione della Provincia non è reale, ma è solo uno slogan elettorale. L'unica cosa che è stata abolita – ha sottolineato l'esponente dei 5 stelle – è la democrazia”.

I grilli sanniti hanno anche consegnato ai cittadini un volantino, nel quale spiegano in cinque punti la “truffa” dell'abolizione degli Enti provinciali. 

“Non è vero – ha dichiarato Santoro – che le amministrazioni spariranno, i costi della macchina amministrativa non saranno ridotti e le poltrone, invece di diminuire, aumenteranno. Il tutto – concludono i pentastellati – a discapito sempre del cittadino”.

Elezioni provinciali, di fronte la Rocca protesta dei 5 Stelle di Benevento: “La democrazia è stata abolita” | politica | news | NTR24 - l'informazione sul web

venerdì 10 ottobre 2014

Provinciali, la farsa del 12 ottobre

La supercazzola del secolo? L’abolizione delle Province. Enti considerati - a torto - spacciati dai giornali di regime. E così il 12 ottobre andrà in scena la farsa delle elezioni provinciali. Dove, dopo aver scippato il cittadino del proprio diritto al voto, la politica eleggerà se stessa. Con il decreto Delrio, infatti, presidente e parlamentino verranno eletti da consiglieri comunali e sindaci.

La chiamano elezione di secondo grado. Ma sta di fatto che la sovranità – quella che la Costituzione affidava al popolo – viene confiscata e d’ora in poi appartiene solo alla casta, la quale diventa sempre più autoreferenziale.

E dunque le elezioni diventano un vero e proprio suk dove tutti i giochi avvengono all’interno dei partiti e tra ras locali. Tutti contro tutti, ma passata la nuttata torneranno amici più di prima, c'è da scommettere. Le casacche politiche, quelle, appartengono al passato.

Intanto però al cittadino hanno raccontato la bufala della loro abolizione. Mentre di fatto mantengono le stesse competenze di prima su viabilità, formazione, scuola e ambiente.

E dunque gli elettori possono dire addio ai tempi passati quando i politici arrivavano - con codazzo di lacché e portaborse - sulle piazze dei paesi promettendo dal pulpito di tutto e di più.
.
Ora il rinnovo del consiglio provinciale diventa - nell'indifferenza generale - un fatto per pochi, i quali continueranno a gestire il potere senza neppure avere il consenso popolare. E' la democrazia bellezza!

mercoledì 8 ottobre 2014

Eolico, il Comune di Baselice reclama la quota Imu dallo Stato

Tanti piccoli comuni italiani, prima dell'emanazione del DM 10/09/2010 "Linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili" hanno sottoscritto convenzioni con società del settore eolico per ospitare impianti per la produzione di energia elettrica.

Questi piccoli comuni hanno puntato sull'eolico sia per abbattere l'inquinamento in termini di minor emissioni di CO2 nell'atmosfera che per incrementare le entrate proprie e sopperire quindi al minor gettito derivante dalle continue riduzioni dei trasferimenti statali. Hanno tentato quindi di garantire i servizi essenziali senza incrementare la locale pressione fiscale, nel tentativo di contenere lo spopolamento che sempre di più investe i nostri comuni.

Quindi, fino all'emanazione del DM 10/09/2010, i comuni hanno potuto ottenere benefici in merito a :
1) Canoni di fitto dei terreni;
2) Royalty da parte delle società basati su percentuali dei ricavi prodotti;
3) Contributi economici per manifestazioni;
4) Utilizzo di imprese locali per la realizzazione e manutenzione degli impianti;
5) Imposta comunale sugli aerogeneratori (Imu)

Gli impianti eolici hanno offerto alle casse dei Comuni, piccoli e con bilanci esigui, un gettito annuo di migliaia di euro.

Alcuni Comuni riescono ad utilizzare questo introito per il miglioramento della qualità dei servizi o per realizzare infrastrutture, mentre la stragrande maggioranza, sopraffatta dai continui tagli e dai vincoli di spesa (il famoso patto di stabilità) deve utilizzare tali proventi per far fronte alle spese correnti un pò per scelta ed un pò per obbligo.

Con l'emanazione del DM 10/09/2010 i Comuni si sono visti privati, relativamente ai nuovi impianti eolici, delle cosiddette "Royalty" (Aboliti per Legge), dalle quali giungeva la quota maggiore delle entrate eoliche, e giusto per penalizzarli ancora di più, lo Stato, con la Legge di stabilità 2013, incamera tutta la quota Imu (degli impianti eolici) proveniente dall'aliquota di base (0,76 %).

In pratica, un Comune che applica l'aliquota di base non incasserà nulla in termini di Imu.

In sintesi i Comuni si vedono TOTALMENTE PRIVATI di una importante risorsa economica, sia in termini di royalty per i nuovi impianti (D.M. 10/09/2010) che in termini di IMU (Legge 24/12/2012 - n. 228).

Il Comune di Baselice ha deciso di aderire (vedi delibera n. 122 del 03/10/2014) all'iniziativa partita da un Comune in provincia di Salerno (Leggi Relazione) con la quale si chiede al Ministero dell'Economia e delle Finanze di modificare gli articoli di Legge interessanti le aliquote IMU in modo da lasciare interamente ai Comuni, e non riservare allo STATO, la quota relativa all'aliquota base (0,76%).

(Fonte: amministrazione-comunale-baselice.blogspot.it)

lunedì 6 ottobre 2014

Il Consiglio di Stato boccia il ricorso contro le trivellazioni

Il Consiglio di Stato spunta una delle frecce all’arco della protesta contro le trivellazioni petrolifere. La Seconda sezione presieduta da Antonio Catricalà ha espresso parere negativo in merito al ricorso al Capo dello Stato presentato nel 2013 da alcuni amministratori di Comuni e Comunità montane del Tammaro e del Fortore contro il progetto di ricerca di idrocarburi «Pietra Spaccata». Oltre 300 chilometri quadrati di intervento che si snodano tutti all’interno del territorio provinciale beneventano toccando 18 comuni.

Proponente la società britannica «Delta Energy». Una iniziativa giudicata gravemente dannosa per le comunità coinvolte e pertanto gli amministratori riuniti nel «Protocollo d’intenti» lo scorso anno si appellarono al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per chiedere l’annullamento del decreto dirigenziale numero 601 emesso il 14 dicembre 2012 dalla Regione Campania che aveva concesso valutazione di impatto ambientale favorevole alla ricerca di idrocarburi nella zona (...).

La bocciatura. Per i giudici di Palazzo Spada, le eccezioni sollevate dal ricorso «non colgono violazioni di carattere formale giuridicamente rilevanti e rilevabili, ma intendono duplicare la valutazione tecnica svolta dall’apposita commissione nel rendere il giudizio di compatibilità ambientale».

Una stroncatura netta, dunque, perchè il Consiglio di Stato ha sostanzialmente considerato del tutto fuori luogo l’azione dei sindaci che con il ricorso intenderebbero sostituirsi alla commissione tecnica di valutazione. Quanto alla istanza finalizzata a un pronunciamento Via unico, avanzata dai ricorrenti, i giudici definiscono «non condivisibile la pretesa necessità di una Valutazione di impatto ambientale unitaria, dal momento che le operazioni di prospezione geofisica del territorio risultano distinte ed autonome rispetto alle operazioni di perforazione». Tesi questa più volte sostenuta pubblicamente anche dai vertici della Regione Campania che appare però decisamente in contraddizione con la logica: le ricerche senza perforazioni non avrebbero alcun senso (...).

I proponenti. Il ricorso era presentato dai sindaci di Campolattaro (Pasquale Narciso), Fragneto Monforte (Raffaele Caputo), Pesco Sannita (Antonio Michele), Fragneto L’Abate (Nunziatina Palma), Reino (Antonio Verzino), Baselice (Domenico Canonico), Pago Veiano (Mauro De Ieso), Sassinoro (Pasqualino Cusano), Santa Croce del Sannio (Antonio Di Maria), quest’ultimo pure nella qualità di presidente della Comunità montana Titerno-Tammaro. Sul ricorso anche le firme dei consiglieri di San Marco dei Cavoti Domenico Costanzo e Valentino Castello, dell’assessore alla Comunità montana Innocenzo Pugliese, e di Liano Antonio Boffa, Cristoforo Tatavitto, Ester D’Afflitto, Luigi Caretti.

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venerdì 3 ottobre 2014

Fortore, il sistema sanitario smantellato nel silenzio

di Leonardo Bianco

Quale Sanità nel Fortore? E’ l’interrogativo che in questi giorni molti si pongono dopo le polemiche sulla nuova riorganizzazione del sistema di emergenza territoriale. In un territorio dove oltre il 60% della popolazione è anziana, la salute sembra sempre più un optional e non un diritto da tutelare. Negli ultimi anni, a causa della crisi e soprattutto per i tagli della Regione Campania, la spesa farmaceutica è calata del 35% circa. E sono soprattutto gli anziani a rinunciare alle cure e alle visite specialistiche. Vi rinunciano perché non è più possibile usufruire del servizio poliambulatorio dell’Asl di San Bartolomeo.

Negli ultimi anni sono venute meno, a causa dei tagli o del mancato rinnovo delle convenzioni, le visite specialistiche come fisiatria, cardiologia, oncologia (patologia che negli ultimi anni è aumentata nel territorio fortorino), chirurgia e ultima in ordine di tempo anche ortopedia. E laddove qualche specialista è rimasto i tempi di attesa sono di circa tre mesi. La struttura di San Bartolomeo in Galdo inoltre è dotata anche di un reparto di radiologia che, però, stando alle testimonianze di molti utenti e anche di molti addetti ai lavori, funziona a singhiozzo. Spesso la strumentazione in dotazione alla struttura è fuori servizi per guasti e come se non bastasse a farla funzionare c’è un solo tecnico radiologo.

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giovedì 2 ottobre 2014

Fondi europei, un'occasione persa per il Fortore

Pubblichiamo una interessante riflessione postata sulla propria pagina Facebook dal vicesindaco di Foiano Giuseppe Ruggiero.

"L'incapacità della Regione Campania - scrive l'esponente locale del Partito democratico - di spendere i fondi europei da noi assume aspetti drammatici. Il Fortore ha perso grandi occasioni. Non siamo stati protagonisti di nessun GAL (Gruppo di azione locale), non abbiamo visto il riconoscimento del PIF (Programmi di filiera integrati). Si tratta di forme diverse nell'accesso ai fondi europei, che vedono il coinvolgimento di attori pubblici e privati. Nella prossima programmazione europea sono previsti i distretti rurali, agroalimentari di qualità e di filiera, e il Fortore non può non candidarsi. Già da subito dovremo mettere in campo un'idea di sviluppo del nostro territorio, che sia forte e capace di resistere anche alla volontà delle lobby dell'associazionismo agricolo, complici anch'esse del fallimento dei progetti messi in campo fino ad ora nel nostro territorio. L'aver perso sia la possibilità di attingere ad importanti risorse all'interno di un GAL o di un PIF dimostra che qualcosa non funziona nella regia e negli attori fin qui messi in campo. Lo stesso vale per il distretto tessile di San Marco dei Cavoti, di cui spesso si ci ricorda solo per la nomina del presidente".

E fin qui nulla da eccepire, ma quando passa a considerazioni prettamente politiche, il ragionamento diventa a nostro avviso fazioso e di parte - d'altro canto non poteva essere così, dato che il vicesindaco è candidato pidino alle elezioni provinciali del 12 ottobre -, dimenticando che il suo partito negli ultimi anni ha governato Regione e Provincia, e quindi essere parte del problema.

"La nuova Provincia - conclude Ruggiero - avrà l'onere di dare spazio a quelle aziende che hanno avuto la forza di resistere in un momento drammatico come questo. Credo che sia definitivamente chiusa la stagione dei consigli di amministrazione decisi dall'alto".

mercoledì 1 ottobre 2014

Migranti ieri e oggi

Le strade del quartiere dove sono cresciuto d’inverno erano un vero e proprio pantano. Qui durante le belle giornate estive uno nugolo di ragazzini si ritrovava a giocare a pallone, con il sogno di diventare Pelè.

Oggi la maggior parte di quei giovani è emigrata. Il sogno è svanito, le strade sono asfaltate e pavimentate, ma nel quartiere non si sentono più le urla di quella gioventù spensierata e felice. Le vie sono vuote, le case chiuse, abbandonate, si continua maledettamente a partire.

L’emigrazione, iniziata con l’Unità d’Italia, è cambiata anche qui, non si va più via con una valigia di cartone ma con trolley con dentro spesso una laurea. Solo pochi, soprattutto anziani, ricordano quei 33 giovani che per sfuggire alla miseria decisero di valicare le Alpi clandestinamente, attraversare il confine Italo-francese, a piedi. Oggi come allora. Cambia il colore della pelle, nulla più. Oggi come allora ci sono i trafficanti di carne umana. Non interessa se i migranti annegano nelle acque gelide del Canale di Sicilia. Business is business.

Uno di questi mercanti arrivò nel 1949 al mio paese e promise a quei 33 giovani un futuro migliore in terra straniera. Bastava solo pagare, che per i più poveri significava vendere le poche cose che possedevano, raggranellare qualche lira e via a prendere il treno della speranza.

Intanto, l’uomo venuto dal nulla se l’era squagliata con i soldi di quei poveretti, abbandonandoli alla stazione di Torino. Alcuni di loro però decisero di raggiungere  l'agognato Eldorato, mentre qualcuno se ne tornò a casa deluso, amareggiato. La storia spesso si ripete non come farsa ma come tragedia.


trenta-tre ggiune, trenta-tre ggiune
li mègghje mègghje de lu pajése,
se ne partènne a la 'mmecciunne,
a musse longhe e facce appése


tratto dall'opera Lu viàjje 'nvacànte di Alfonso Mascia

lunedì 29 settembre 2014

DECRETO “SBLOCCA ITALIA – DISTRUGGI L’ITALIA”: UN ATTACCO ALL’AMBIENTE SENZA PRECEDENTI. APPELLO PER LA MOBILITAZIONE

Un attacco all’ambiente del nostro paese senza precedenti e definitivo: è il cosiddetto Decreto “Sblocca Italia” varato dal Governo Renzi il 13 settembre scorso.
Un provvedimento che condanna il Belpaese all’arretratezza di un’economia basata sul consumo intensivo di risorse non rinnovabili e concentrata in poche mani. È un vero e proprio assalto delle trivelle al mare che fa vivere milioni di persone con il turismo; alle colline dove l’agricoltura di qualità produce vino e olio venduti in tutto il mondo; addirittura alle montagne e ai paesaggi sopravvissuti a decenni di uso dissennato del territorio. Basti pensare che il Governo Renzi rilancia le attività petrolifere addirittura nel Golfo di Napoli tra Capri ed Ischia!.

Si arriva al paradosso che le produzioni viti-vinicole, il nostro paesaggio e in generale il nostro territorio e i tanti impianti e lavorazioni che non provocano inquinamento, compresi quelli per la produzione energetica da fonti rinnovabili, e su cui si fonda la nostra economia non sono attività strategiche a norma di legge mentre lo sono i pozzi e l'economia del petrolio che sono causa dei cambiamenti climatici e di un pesante inquinamento e su cui fanno grandi profitti poche multinazionali.

Mentre il mondo intero sta cercando di affrancarsi da produzioni inquinanti e la stessa fondazione Rockefeller ha appena annunciato di abbandonare gli investimenti nel settore petrolifero, il Governo Renzi per i prossimi decenni intende avviare la nostra terra su un binario morto dell’economia. La deriva petrolifera, è il caso della Basilicata, non ha portato alcun vantaggio ai cittadini, ma ha costituito solo un vincolo negativo rispetto ad altre iniziative legate ad un’economia diffusa.

Nel Decreto il futuro della gestione dei rifiuti è affidato alle ciminiere degli inceneritori, quando il mondo intero punta sull’economia del riciclo e del riutilizzo e alla prevenzione nella produzione dei rifiuti. Tante città e comuni italiani hanno raggiuntò percentuali del 70-80% di raccolta differenziata coinvolgendo la comunità intera dei cittadini nella corretta gestione dei rifiuti. Bruciare i rifiuti significa non solo immettere nell’ambiente pericolosissimi inquinanti producendo ceneri pericolosissime, ma trasforma in un grande affare concentrato in poche mani quella che potrebbe essere una risorsa economica per molti.

La grandi opere con il loro insano e corrotto ciclo del cemento continuano ad essere il mantra del Governo per lo sviluppo, mentre interi territori aspettano il risanamento ambientale con bonifiche reali e non fondate su certificazioni sulla carta rese possibili da norme con cui si cerca continuamente di mettere la polvere tossica sotto al tappeto.

Addirittura il “sistema Mose” diventa la regola, con commissari e general contractors che gestiranno grandi aree urbane in tutto il Paese.
Questo Decreto anticipa nei fatti le peggiori previsioni della modifica della Costituzione; accentra il potere escludendo le comunità locali da qualsiasi forma di partecipazione alla gestione del loro territorio.

Riteniamo che il Parlamento debba far decadere le norme di questo Decreto chiarendo che le vere risorse strategiche del nostro paese sono il nostro sistema agro- ambientale, le forme di economia diffusa, dal turismo all’agricoltura, dalle rinnovabili diffuse alle filiere del riciclo e del riutilizzo.

Per questa ragione le nostre organizzazioni intendono promuovere un impegno affinché la bellezza del paese non sfiorisca definitivamente, sacrificata sull’altare degli interessi di pochi petrolieri, cementificatori e affaristi dei rifiuti e delle bonifiche.
In particolare esse intendono organizzare:

a) un’iniziativa comune a Roma da svolgersi in più giorni, da lunedì 13 a venerdì 17 Ottobre davanti a Montecitorio; un presidio “a staffetta” in cui i comitati di giorno in giorno difenderanno la loro terra
b) un appello a tutti i cittadini affinché scrivano ai parlamentari e alle istituzioni territoriali per far prendere posizione contro i contenuti del Decreto;

c) iniziative di comunicazione e partecipazione dei cittadini sui social network, incontri territoriali e dossier comuni per sensibilizzare l’opinione pubblica e la stampa sulle conseguenze del Decreto e dell’economia che propugna.

PRIMA DELL’ADESIONE LEGGERE ATTENTAMENTE QUI SOTTO!
Per coprire un giorno di presidio servono minimo 50 persone. Gli attivisti della capitale potranno assicurare esclusivamente un appoggio logistico, per cui il presidio potrà essere realizzato solo se i comitati dei territori porteranno un numero sufficiente di persone nella capitale.

PERTANTO SI RICHIEDE LA MASSIMA RESPONSABILITA’ NELL’INDICARE LA POSSIBILITA’ O MENO DI COPRIRE UN GIORNO INTERO.
Qualora sia impossibile per un’organizzazione garantire 50 persone si provvederà a riunire più comitati nello stesso giorno.
Quindi si chiede ad ogni organizzazione/regione di indicare entro martedì 30 sttembre quante persone può REALISTICAMENTE mobilitare su Roma, dando il giorno preferenziale tra il 13 e il 17.
Martedì 30 settembre ore 19:00 ci sarà una skype call tra referenti di singole organizzazioni/regioni per decidere definitivamente sulla mobilitazione e discutere le singole iniziative da un punto di vista organizzativo.
INVIARE ADESIONI A: segreteriah2oabruzzo@gmail.com

No triv Sannio

venerdì 26 settembre 2014

San Bartolomeo in Galdo, circa sei milioni di euro dalla Regione per la bonifica della discarica di Serra Pastore

Sarà di 5.590.000,00 di euro il finanziamento a valere sul Por Campania Fesr 2007/2013 che la Regione Campania ha ammesso per il progetto presentato dalla Provincia di Benevento relativo alla bonifica della discarica consortile ubicata in località Serra Pastore di San Bartolomeo in Galdo.

A comunicarlo in una nota il commissario straordinario della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile. 

Il provvedimento regionale di ammissione al finanziamento è accompagnato da una convenzione che sarà siglata a breve tra la Regione e la stessa Provincia, in forza della quale, quest'ultima, indicata come “beneficiaria dello stanziamento”, diviene responsabile dell'intervento di risanamento e resta obbligata alla sua esecuzione nel rispetto della legislazione europea e nazionale regolante la materia. 

In particolare, l'intervento si inquadra nel contesto dell'Obiettivo Operativo 1.2 del Por Campania denominato “Migliorare la salubrità dell'ambiente” che prevede interventi di bonifica e di riqualificazione ambientale dei siti pubblici inseriti nel piano regionale di bonifica nonché il ripristino ambientale delle discariche pubbliche autorizzate e non più attive e delle discariche abusive. 

Per consentire la realizzazione delle opere di bonifica, inoltre, si è tenuto conto delle disposizioni contenute nella delibera regionale del maggio 2013 che contiene indirizzi programmatici per la accelerazione delle spese pubbliche in Regione.

Il responsabile del procedimento per la Provincia di Benevento, Gennaro Fusco del competente settore Pianificazione territoriale della Provincia, ha assicurato che entro i prossimi tre o quatto mesi sarà possibile bandire la gara d'appalto per l'intervento di bonifica. I lavori a base d'asta sono stati quantificati in sede progettuale in € 4.340.240,25 cui vanno ad aggiungersi altre risorse per le spese tecniche, collaudi, oneri per la sicurezza 

Il Commissario straordinario, nel commentare la notizia, ha ricordato il lungo ed appassionato lavoro istruttorio con il quale la Provincia ha seguito la vicenda della bonifica di Serra Pastore in San Bartolomeo in Galdo, operazione assolutamente necessaria e da tempo dichiarata urgente proprio dalla Rocca dei Rettori che aveva sollevato in tutte le sedi la questione. Il Commissario ha pertanto ringraziato la Regione per la sensibilità manifestata e lo stesso Settore competente della Provincia che ha lavorato con la massima solerzia su questa materia.

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giovedì 25 settembre 2014

Trasporto pubblico nel Fortore, i pendolari: 'Da oltre due anni attendiamo risposte da Etac e istituzioni'

Una petizione indirizzata ad Etac, Regione Campania, Provincia e Prefettura per manifestare nuovamente i disagi del trasporto pubblico locale su gomma nell'area del Fortore. E' quanto hanno fatto un gruppo di cittadini pendolari che sperano, una volta per tutte, che qualcosa si muova.

“Da oltre due anni – scrivono nel documento inviato all'azienda di trasporto e alle istituzioni - attendiamo risposta ad una nostra petizione e al suo sollecito circa interventi concreti a tutela delle esigenze dei pendolari del Fortore che si servono del servizio di Trasporto Pubblico Locale su gomma.

Inutile ogni commento rispetto a questa totale mancanza di riguardo e di sensibilità. La poderosa sforbiciata abbattutasi sulle linee a servizio dell’area di nord-est della Regione, cioé su una zona già difficilmente accessibile di suo, soprattutto nel periodo invernale, crea intollerabili disagi per i cittadini che vi risiedono.

Il problema però che non riusciamo a comprendere – aggiungono - è cosa impedisca, a parità di costi, di cambiare, spesso solo di pochi minuti, gli orari sulla tratta Benevento / San Marco dei Cavoti / San Bartolomeo in Galdo. Se mancano le risorse finanziarie per sostenere il numero delle corse di un tempo (già non elevatissimo), non c'è giustificazione per non accogliere le nostre richieste.

Lo ricordiamo: ormai, al mattino, dal capoluogo le uniche corse sono: ore 7, 7.30, e 12; mentre nel pomeriggio sono state fissate solo: 14, 16.10, 17 e 19. Gli operai e gli studenti, dunque, si trovano al cospetto di corse molte rarefatte che non corrispondono alle loro reali esigenze di mobilità. 

In particolare risulta soprattutto improbo – proseguono nella petizione - attendere nel periodo invernale, di mattino, fino alle 12, e di pomeriggio fino alle 19, dato che, in quest’ultimo caso, sono gli Uffici a chiudere alle 17 o 17.30.

Chiediamo nuovamente di sapere inoltre perché ETAC, non aderendo ad Unico Campania, applica tariffe di viaggio che non sono economicamente sostenibili e, comunque, costringendo l’utenza ad acquistare un altro abbonamento presso AMTS per il trasporto pubblico cittadino. Ma soprattutto – concludono - vogliamo sapere se la nostra dignità di cittadini italiani può ancora una volta essere calpestata”. 

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lunedì 22 settembre 2014

Province 'abolite', campagne elettorali e corsa alle poltrone all'insaputa dei cittadini

Tra il 28 e il 12 ottobre si eleggono consiglieri e presidenti di 64 province e 8 città metropolitane: per la prima volta votano solo gli amministratori locali. Da nord a sud le trattative per spartirsi i posti in consiglio (dai 10 ai 16 seggi) tra larghe intese e ritorno di politici "impresentabili"

Prendi le elezioni per le Province e togli gli elettori. Poi togli i manifesti e le liste dei candidati affisse pubblicamente. Cosa resta? I partiti politici. Ma soprattutto una campagna elettorale che riguarda pochi intimi e “listoni” dalle larghe intese per spartirsi le poltrone da Nord a Sud. Ecco le nuove Province di Matteo Renzi (e di Graziano Delrio che la riforma per l’”abolizione” degli enti l’ha voluta e redatta). Ed ecco le prove generali per le elezioni di secondo grado che presto potrebbero riguardare anche il Senato progettato dal ddl Boschi. Per la prima volta infatti non votano i cittadini, ma gli amministratori locali.
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