Pontelandolfo è un comune di 2.518 abitanti della provincia di Benevento e dista solo 35 Km dal capoluogo di provincia. Pontelandolfo è purtroppo noto per essere stato, insieme con Casalduni, il 14 agosto 1861, teatro di un feroce eccidio, indiscriminatamente perpetrato dalle truppe sabaude sulle popolazioni civili inermi dei due comuni, come rappresaglia del massacro di 40 soldati e 4 Carabinieri fatti prigionieri, avvenuto nei giorni precedenti per mano di circa 200 reazionari (anzi sarebbe meglio chiamarli "Partigiani") borbonici nel contesto storico del conflitto che insanguinò il Sud Italia. Per vendetta un battaglione di 500 "Bersaglieri", comandati dal Colonnello Gaetano NEGRI, successivamente eletto Sindaco di Milano, massacrò oltre 200 cittadini e distrusse il paese incendiandolo. Moltissime donne furono stuprate prima di esser assassinate e non furono mai ufficialmente forniti dati ufficiali sul numero totale dei morti ammazzati. Stragi simili avvennero anche a Scurcola Marsicano, Pizzoli, Isernia, Montefalcione. Alla strage, il gruppo musicale degli "Stormi Six" ha dedicato la canzone che si chiama proprio "Pontelandolfo". Come ogni anno, Fiore MARRO, segretario nazionale dei "Comitati delle Due Sicilie", associazione culturale filoborbonico, commemora l'avvenimento e così giovedì 14 agosto scorso, insieme al Presidente Nazionale Vozza e con la presenza di decine di esponenti dei diversi comitati sparsi per tutta la penisola, hanno degnamente commemorare i "partigiani" borbonici che l'invasore sabaudo ha fatto passare alla Storia come "briganti".
Dal nord sono giunti il coordinatore per il Veneto Mario Moccia accompagnato dal direttore del mensile "Due Sicilie", l'avvocato Antonio Pagano, poi i Nicola Graniello e Massimo Dentice, napoletani doc direttamente da Brescia, ed ancora i rappresentanti dell'Emilia Marco Fortunato, Luigi Costantino e Alessandro Calvo. C'erano anche i pugliesi con in testa il coordinatore Ezio Spina e Gaetano Marabello e Diego Eramo, il direttore di "Bisceglie15giorni" Salvatore Valentino e Giovanni Mustafà Palmulli da Foggia. La Calabria era rappresentata da Duccio Mallamaci, mentre la Campania l'ha fatta da padrone assoluto in questo evento celebrativo, oltre al "reggimento" Caserta con a capo il coordinatore Mauro Giaquinto, Antonio Riccio, il professore Pasquale Cervo da Caiazzo, Ilario Simonetta, Giovanni Salemi e gli amici dell'alto casertano oggi ribattezzata Ciociaria, Ferdinando Corradini, Argentino D'Arpino ed il responsabile del sito CDS Lazio Alfonso Vellucci.
I napoletani erano capitanati dal dott. Eduardo Vitale, direttore de "L'Alfiere". Napoli CDS aveva in sua rappresentanza i giovani Angelo D'Ambra e Stefano Lo Passo, presente poi l'associazione "Esperide: centro studi Due Sicilie" con Antonio De Innocentis e Rosario Mascolo e l'editore Pietro Golia. Da Benevento l'ingegnere Di Donato e l'attore Enzo Morzillo, mentre il coordinatore Nicola Longobardi con Nello Esposito e Gennaro Cesarano sono venuti da Castellammare di Stabia. Eppoi Luigi De Angelis, Massimo Cuofano, Diana Damiano e Emilio Barretta e Vincenzo D'Amico di Nocera Inferiore. Padrone di casa il coordinatore dei Comitati Due Sicilie Renato Rinaldi, anima del riuscito evento.
(Fonte: www.casertanews.it)
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