mercoledì 17 settembre 2008

San Bartolomeo in Galdo, finisce in Parlamento e sui giornali nazionali l’ospedale incompiuto


Tornano ad accendersi i riflettori sull’ospedale di San Bartolomeo in Galdo. Ieri la vicenda è stata trattata in Parlamento grazie a un’interrogazione presentata dalla deputata del Popolo della libertà Nunzia De Girolamo a cui ha risposto il sottosegretario Ferruccio Fazio. Oggi le polemiche sul destino della struttura sanitaria del Fortore sono al centro di una lunga inchiesta apparsa a pagina 15 de “Il Giornale”.

De Girolamo, in particolare, ha chiesto al Governo di prevedere una copertura territoriale minima che garantisca tempi di soccorso idonei e uniformi sul territorio nazionale tenendo conto dei ritardi nella conclusione dei lavori dell’ospedale. Fazio ha risposto che la riqualificazione e la ristrutturazione della rete ospedaliera, coerentemente con il principio di autosufficienza su base provinciale, è sancito dal Piano ospedaliero regionale e nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza.

“Il Piano, di durata triennale, si configura, peraltro, come strumento che possa consentire alla Regione, nell'ambito della sua piena autonomia e responsabilità, di riportare il sistema sanitario a livelli di efficienza ed economicità, arginando quegli sprechi di risorse economiche, strutturali e umane e quelle inefficienze che fino ad oggi hanno alimentato la disomogeneità dell'offerta di sanità pubblica nel nostro Paese”, ha concluso il sottosegretario.
La questione è finita anche sui media nazionali con l’inchiesta firmata oggi da Emanuela Fontana dal titolo “Il cantiere record: 50 anni di lavori ma l’ospedale non è ancora finito”. Nell’articolo, la giornalista ricorda che nel 1958 ci fu la posa della prima pietra del poliambulatorio. Negli anni sono stati spesi 24 milioni di euro per 150 posti letto mai attivati.
(da www.ilquaderno.it)

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