Il Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni italiani riunito in seduta on-line ha deliberato ancora una volta la netta contrarietà all’ipotesi del terzo mandato ai sindaci dei piccoli Comuni, sollecita il dimezzamento del numero dei Consiglieri comunali ed avanza la richiesta di un controllo serio e stringente da parte delle varie sezioni regionali della Corte dei Conti. Il rischio concreto di trasformare i piccoli Comuni, soprattutto del Sud, in moltiplicatori progetti e appalti, utili solo alla lobbyes dei tecnici e del cemento, in moltissimi casi è ormai devastante realtà.
“Il terzo mandato ai Sindaci nei piccoli e piccolissimi Comuni, soprattutto al Sud, rappresenta la cristallizzazione del potere, la mancanza assoluta di ricambio di classi dirigenti ed il decadimento di ogni elementare forma di democrazia e partecipazione. Rinnoviamo al Parlamento italiano la proposta di abbassare il limite di età per esercitare il diritto di voto a sedici anni, anche per consentire ai più giovani di partecipare attivamente alla vita pubblica ed istituzionale dei piccoli centri.
La Lega Nord – attacca il Leader di Piccoli Comuni – nel difendere questa scelta scellerata si assume la grave responsabilità politica di lasciare le istituzioni locali del Sud in una devastante condizione medioevale, dove un sistema di potere clientelare, profondamente radicato nei piccoli centri trova linfa per autorigenerarsi e tramandarsi nel tempo. Alla Corte dei Conti chiediamo rigore nei controlli onde evitare che lo spreco di risorse pubbliche destinate ad iniziative puramente clientelari diventi consuetudine e prassi accettata supinamente anche dai cittadini”.
La cementificazione selvaggia dei territori è una costante ormai della vita pubblica di centinaia di piccoli Comuni italiani. Tutto questo mentre la desertificazione demografica avanza impietosamente.
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