giovedì 8 gennaio 2009

Precari? Soprattutto al Sud

Alla fine del mese di settembre hanno raggiunto quota 2.812.700. Sono il 12% del totale degli occupati in Italia. Dal 2004 al settembre scorso sono aumentati del 16,9%. Ben 5 volte di più dell’incremento registrato dai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato che sono cresciuti, nello stesso periodo, del 3,1%. Il Mezzogiorno è la macro area dove sono più numerosi: ben 940.400 pari al 33,4% del totale nazionale. Stiamo parlando dei lavoratori atipici più comunemente chiamati “precari”.

A dimensionare il mondo dei lavoratori flessibili presenti in Italia è la CGIA di Mestre che ha analizzato il mercato del lavoro nazionale concentrando però l’attenzione sul mondo dei cosiddetti flessibili costituito da dipendenti a tempo determinato (che include anche gli ex lavoratori interinali), da lavoratori assunti con collaborazioni coordinate e continuative a progetto e da prestatori d’opera occasionali. A sorpresa, come dicevamo, è il Sud la ripartizione geografica che ne conta di più.

Se, come dicevamo, i 940.400 precari occupati nel Sud costituiscono il 33,4% del totale nazionale, a Nordovest sono 692.600 (pari al 24,6% del totale), nel Centro 606.000 (21,5%) e nel Nordest (ultimo della graduatoria) “solo” 573.700 (20,4%). Ma l’analisi della CGIA di Mestre si è soffermata anche sull’orario medio settimanale di alcune di queste figure. Se un co.co.pro. mediamente ogni settimana lavora 31 ore, un prestatore d’opera occasionale è occupato per 23, contro una media settimanale di un operaio assunto a tempo indeterminato pari a 37 e di un impiegato sempre con il posto fisso pari a 35.

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