Postiamo alcuni stralci di un articolo pubblicato ieri su "Ilgrecale.it" dal titolo "Alga Rossa, Legambiente: rendete pubblici i dati tecnici”.
Intorno al problema dell’alga rossa nella diga di Occhito si sta facendo una grande confusione e un gran balletto di cifre e numeri che sicuramente non rassicurano le popolazione che utilizzano l’acqua dell’invaso. La presenza nell’invaso della planktothrix rubescens, specie tossica d'acqua dolce, alga appartenente alle Cianoficee non sono un problema solo nostro ma di tutto il mondo, a seguito della contaminazione dei corpi d’acqua con eccessivi livelli di nutrienti primari (fosfati e nitrati)(...).
Questa emergenza viene da lontano, viene dallo scarso controllo dei possibili inquinanti a monte della diga: è risaputo che alcuni paesi del beneventano non hanno ancoro un impianto di depurazione delle acque come è risaputo che la discarica di Serra Pastore a San Bartolomeo in Galdo, è da tempo interessata da una fuoriuscita di percolato.
Le abbondanti precipitazioni hanno aggravato la situazione in quanto le acque sono confluite nel vasto reticolo idrografico tributario del fiume Fortore che alimenta la diga di Occhito. A questo bisogna aggiungere il proliferare dell’alga tossica nell’invaso. (...) Le istituzioni si sono incontrate, hanno costituito tavoli tecnici hanno fatto fare analisi spesso contrastanti fra loro, insomma vi è ancora notevole confusione e intanto la popolazione non ha certezze sulla potabilità dell’acqua. Legambiente Foggia chiede con forza che i dati tecnici siano resi pubblici in modo da tranquillizzare la popolazione, considerato che studi epidemiologici hanno dimostrato la relazione tra tumore epatico primario e consumo di acque contaminate da micro cistine.
(Fonte: ilgrecale.it)
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