La bocciatura sonora del terzo mandato per i sindaci dei piccoli Comuni è la prima importante riposta della politica alle lobbies del cemento presenti nelle piccole comunità locali. Adesso la politica è chiamata ad una riflessione complessiva sul ruolo delle Amministrazioni locali, sulla trasparenza dell’attività amministrava e sulla necessità di liberare le istituzioni dal controllo dei potentati locali.
“Occorre il vincolo di mandato – la proposta del Portavoce di Piccoli Comuni, Virgilio Caivano - anche per i Consiglieri Comunali, non è accettabile avere in consiglio comunale persone per oltre tre decenni. Una vergogna tutta interna alle istituzioni italiane. Paletti fermi anche per quanto riguarda le incompatibilità. Non è più accettabile avere assessori ai lavori pubblici che svolgono attività professionali: geometri, architetti, ingegneri, ecc. il cui unico scopo nella vita amministrativa è legato al cemento, agli appalti ed ai progetti. Queste figure professionali non devono poter avere incarichi istituzionali se vogliamo ridare trasparenze e legalità alle istituzioni locali. Una condizione di grave disagio che si verifica soprattutto nei piccoli Comuni del Sud, dove si realizzano condizioni di grave e diffusa illegalità dovuta a commistioni familiari che non servono alla vita pubblica. Il Parlamento italiano ha il dovere di aprire questa riflessione e trovare le adeguate risposte a partire dalle nostre proposte".
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