Postiamo alcuni stralci di un articolo apparso su "La gazzettadelmezzogiorno"
sul fenomeno dell'alga rossa nella diga di Occhito.
A diciotto gradi l’alga rossa potrebbe esalare l’ultimo respiro. Forse siamo vicini. Nella diga di Occhito la temperatura già da qualche settimana risulta aumentata in media di 4-5 gradi rispetto alle rilevazioni dell’ultimo gelido inverno. Non siamo ancora sui livelli ottimali indicati da alcuni studi condotti sull’alga rossa in altre regioni italiane (i laghi laziali di Albano e Nemi, così come quasi tutti i laghi siciliani). Ma con l’approssimarsi della stagione estiva si va inesorabilmente in questa direzione: il caldo è forse l’antidoto più efficace per neutralizzare la temibile microcistina.
Bisognerà in ogni caso attendere un altro mese prima di valutare se le tracce di Planktothrix rubescens nel lago che disseta i foggiani sono ancora mobili e perfettamente in salute. Il responsabile dell’Arpa regionale, Giorgio Assennato, mostra un cauto ottimismo: «Stiamo uscendo dal periodo acuto - spiega - attraversiamo forse l’ultima fase a rischio, dopo di chè il caldo dovrebbe annientare la presenza dell’alga nell’invaso. In ogni caso,
voglio ribadirlo, i continui monitoraggi sulla qualità dell’ac - qua ci dicono che non c’è alcun pericolo per l’alimentazione umana».
(...)La Gazzetta (del Mezzogiorno, nda)l’allarme depuratori lo ha denunciato oltre un mese fa, ma si attende ancora la convocazione del tavolo tecnico in sede di Arpa regionale al quale partecipino i rappresentanti di Molise e Campania. Proprio il depuratore della città di Campobasso - come denunciato dal Consorzio - sarebbe il maggior indiziato. La Procura foggiana, qualche settimana fa, si è attivata per venire a capo del problema. Un magistrato ha effettuato una ricognizione su Occhito a bordo di un elicottero forse per individuare gli scarichi illegali, o presunti tali. Non è dato sapere se sia stata aperta un’inchiesta, ma forse a questo punto solo l’intervento della magistratura potrebbe sbloccare lo stallo.
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