Don Franco Iampietro*
Piove sul bagnato! Tradendo il senso della massima evangelica i “padroni del vapore” si impegnano perché “ a chi non ha, sia tolto anche quello che ha”.
Perché il Fortore deve perdere anche la sede del distretto sanitario? A questa domanda che la popolazione si pone, nessuno, ad oggi, ha dato una risposta motivata ed esauriente. Cosa non va nella collocazione attuale? Quali vantaggi verrebbero alla ASL e alle popolazioni dallo spostamento di sede da San Bartolomeo in Galdo a Morcone? Da quanto è dato sapere: nessuno; la popolazione di San Bartolomeo è più numerosa di quella di Morcone; la zona è più distante dal centro e quindi con meno servizi a disposizione; le strutture che ospitano gli uffici sono nuovi, comodi, funzionali e di proprietà della ASL; San Bartolomeo è sede della Comunità Montana e quindi risponde ai criteri regionali per la collocazione della sede del distretto (Morcone ha questo requisito?).
E’ lecito allora domandarsi: chi è che vuole questo spostamento? Non sembra che gli operatori della ASL siano entusiasti di questa eventualità. E allora: a chi giova? Chi la vuole e perché? Domande che ne suscitano una più inquietante: Chi ha “in pugno” la ASL Bn1? Chi comanda davvero? Dove e da chi sono prese le decisioni che riguardano la salute della gente? Se a decidere è la ASL in piena autonomia (per razionalizzare, per contenere i costi, per migliorare i servizi ecc.), anche se a malincuore, la decisione si accetta. Ma il timore fondato è che a decidere siano altri soggetti che hanno tutt’altre finalità ed interessi.
Si teme, a ragion veduta, che a volere questo cambio di sede siano i soliti politicanti che da trent’anni affliggono e distruggono queste nostre terre. Questo non è accettabile. Questi prepotenti, tanto arroganti quanto pavidi, non possono consentirsi di “usare” anche la salute della gente per perseguire i loro poco nobili scopi. Al Fortore negli anni è stato tolto tutto; promesso molto; dato niente.
Con che coraggio si continua a depredare quel poco che è rimasto? Le autorità preposte (Prefetto, Regione, Sindaco di Benevento, Sindaci del Fortore ecc.) intervengano a scongiurare questo ulteriore “schiaffo” alla dignità di popolazioni già tanto penalizzate. Questo popolo è dignitoso, rispettoso e pacifico; ma di fronte a questa ulteriore ingiusta umiliazione non resterebbe in silenzio: il tempo della sterile rassegnazione è finito! Il popolo del Fortore si farà sentire e in maniera rumorosa. In tante occasioni si sono garantite proteste civile e pacifiche. Ora questa garanzia non può darla nessuno; la corda troppo tesa si spezza, dice il vecchio saggio proverbio. Chi è chiamato a prendere le decisioni del caso se ne assumerà tutte le responsabilità e relative conseguenze.
*Parroco in San Bartolomeo in Galdo
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