giovedì 2 luglio 2009

Se nasce il partito del Sud

di Salvatore Modica

Come si spiega il successo elettorale della Lega? E perché si parla di un possibile Partito del Sud? Se, storicamente, il dibattito politico si concentrava sui trasferimenti fra gruppi sociali, oggi le decisioni ad alta tensione, per le quali la rappresentanza è importante, riguardano sempre più la distribuzione territoriale delle risorse. Il peso politico dei gruppi di interesse caratterizzati socialmente è quindi destinato a diminuire, e ad aumentare quello delle aggregazioni caratterizzate geograficamente. Interessi ricomponibili in un modello federale. La coalizione di governo guidata dal Pdl in Sicilia sta attraversando problemi di coesione interna a cui la stampa nazionale non dà molto rilievo. Forse sono solo poco interessanti lotte di spartizione, ascrivibili probabilmente alla insufficiente capacità di gestione del potere degli eredi dei grandi vecchi della Democrazia cristiana. Ed è prevedibile che il presidente del Consiglio riuscirà a mettere le cose a posto, facendo ammorbidire le posizioni di coloro che altrimenti rischierebbero di provocare nel partito una spaccatura dalle conseguenze troppo incerte.

Interessi, rappresentanza e istituzioni - Sembra d'altra parte affrettato interpretare le mezze parole che ogni tanto affiorano sulla possibilità della nascita di un “Partito del Sud” come semplici cartucce a salve sparate nel contesto di turbolenze di cui presto non si parlerà più. Perché forse dietro queste mezze idee sparpagliate e ancora spesso fra loro contraddittorie si profila un cambiamento di lungo periodo nella struttura della rappresentanza democratica a livello nazionale.

In democrazia le rappresentanze devono riflettere gli interessi dei cittadini nelle decisioni importanti. E le decisioni che contano sono quelle che, oltre a comportare consistenti trasferimenti di risorse, hanno esiti fortemente dipendenti dalla maggioranza che le prende. Se le posizioni iniziali sono vicine, la tensione è bassa e la rappresentanza serve poco.Storicamente le decisioni con margine di variabilità alto rispetto alle possibili maggioranze sono state quelle riguardanti trasferimenti fra gruppi sociali: ricchi-poveri, imprenditori-lavoratori, giovani-vecchi. E la configurazione destra-sinistra riflette questa consolidata contrapposizione di interessi. Ma oggi la potenziale variabilità delle decisioni su molti di questi trasferimenti importanti è diminuita, perché è aumentato il consenso generale sulla loro entità.

Le decisioni dove la tensione è alta – quelle per le quali la rappresentanza è importante – riguardano in misura crescente la localizzazione spaziale delle risorse, perché vertono su problemi messi a fuoco più di recente, sui quali il consenso non è maturo. Per questo tipo di decisioni la configurazione della rappresentanza che riflette gli interessi in gioco è quella di aggregazioni di interessi omogenei rispetto alla collocazione spaziale più che sociale.Poiché la rappresentanza democratica tende a riflettere gli interessi delle parti in causa, l’implicazione è che nell'attuale fase storica il peso politico dei gruppi di interesse caratterizzati socialmente è destinato a diminuire, e quello delle aggregazioni caratterizzate geograficamente ad aumentare. Il meccanismo di rappresentanza democratica spiega dunque il peso politico raggiunto dalla Lega Nord (chi di noi lo prevedeva guardando al tg le loro prime scampagnate?), e lo stesso meccanismo spiegherebbe la comparsa di un Partito del Sud. (1) Entrambi potrebbero coesistere in modo proficuo all'interno del sistema delle regole istituzionali nazionali: bisogna disegnare un meccanismo che induca ognuno a vigilare sulla efficienza della allocazione delle risorse gestite dall'altro evitando equilibri collusivi.(1) Per inciso, spiega anche altre cose: in Italia, l'indebolimento del Berlusconi simbolo di una 'vittoria sui comunisti' ormai superata dalla storia, e l'oggettivo smarrimento programmatico della sinistra; in Francia, una economia territorialmente omogenea, la riduzione dei contrasti fra i partiti storici, fino alla composizione bi-partisan del governo Sarkozy; negli Stati Uniti la tenuta della tradizionale alternativa fra Democratici e Repubblicani, sostenuta dal trasferimento di risorse fra l’'industria bellica e quella farmaceutica; in campo internazionale, la crescente importanza del G20 e il connesso peso degli interessi regionali.
(Tratto da www.lavoce.info)

www.lavoce.info

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