Prendano esempio i sindaci del Fortore campano da quanto stanno facendo i comuni della limitrofa Puglia. Inutile illudersi. Oggi se si vuole evitare lo spopolamento bisogna unire le forze. Non c’è altra strada. E questo si può fare visto il cambio generazionale ai vertici delle amministrazioni locali. Ora non ci sono più alibi. Bisogna creare un coordinamento tra i vari comuni in modo da valorizzare ognuno le proprie specificità. Per questo postiamo un interessante articolo apparso su “Ilsannioquotidiano” del 20 ottobre scorso dal titolo “Monti Dauni, il Coordinamento funziona”.
Sei paesi, 8 mila abitanti, 3.245 famiglie, un’area ad altissimo interesse naturalistico caratterizzata da laghi, fiumi, centinaia di ettari di boschi, con centri visita dedicati a specie animali come il lupo e il cinghiale: insieme, Roseto Val Fortore, Alberona, Biccari, Castelluccio Valmaggiore, Celle San Vito e Faeto esprimono questi e altri numeri, con alcune peculiarità non trascurabili.
Faeto è il paese più alto della Puglia, mentre Biccari sorge ai piedi del Monte Cornacchia, anch’esso il più alto della regione. Alberona e Roseto Val Fortore sono stati inseriti tra “I Borghi più belli d’Italia”.
Quelli elencati sono soltanto alcuni dei motivi che hanno spinto sindaci di estrazione politica differente a cominciare un percorso comune, unendo le forze per promuovere lo sviluppo del territorio.
Un cammino che comincia da lontano, da quando - quattro anni fa - un progetto che vedeva assieme questi paesi portò al finanziamento, da parte della Regione Puglia, dei Centri Visita dedicati al lupo (Roseto Val Fortore), al cinghiale (Alberona), all’ecologia dell’acqua (Castelluccio Valmaggiore), all’ecologia del bosco (Faeto) e all’ecosistema del lago (Biccari).
Una collaborazione proseguita col Premio Lupo, concorso letterario giunto alla sua quarta edizione. Alberona e Roseto Val Fortore condividono la stessa area adibita all’insediamento e alla crescita delle piccole e medie imprese.
I sei paesi del Coordinamento sono parte integrante del nascente Sistema Turistico che mette insieme i comuni dell’Appennino Dauno. Alcuni di essi, due anni fa, hanno cominciato a fare sistema anche attraverso un consorzio, “Daunia Vetus”, che mira ad incentivare una rete di promozione territoriale, soprattutto per quanto attiene al patrimonio artistico, architettonico, museale e monumentale delle chiese.
Con la nascita del Coordinamento, i sei comuni che ne fanno parte hanno deciso di aumentare il numero delle collaborazioni tra loro e di renderle parte strutturale e continuativa del loro agire politico-amministrativo in favore del territorio.
Sono cinque i punti sui quali l’alleanza sarà concretamente attuata: iniziative contro il dissesto idrogeologico, per il potenziamento dei trasporti, azioni coordinate contro il fenomeno del randagismo, sensibilizzazione delle istituzioni provinciali e regionali riguardo alla questione viabilità e potenziamento della raccolta differenziata. I primi passi sono stati compiuti, altri ne verranno, a partire dalla discussione con le controparti del problema inerente il trasporto e i collegamenti pubblici per gli anziani, i disabili, gli studenti e i lavoratori pendolari.
(www.ilsannioquotidiano.it)
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