Il Cip Sanniti aderisce al sit in del 6 novembre sotto la sede della rai di Napoli per manifestare il proprio dissenso alla censura che da mesi le reti pubbliche effettuano sulla diffusione delle notizie e dei fatti che si verificano sul territorio nazionale. Una televisione pubblica ha il dovere morale di dire e mostrare il vero, ha l'obbligo di dare le notizie che avvengono quotidianamente e non di filtrarle e come sovente avviene di censurarle. Da mesi ci viene proposta una realtà che non combacia al vero, da mesi i fatti giudiziari e privati dei politici nazionali sembrano costituire l'unico vero problema della nazione.
Il 3 ottobre 2009 oltre 20.000 precari della scuola erano per le strade di Roma a manifestare contro i tagli del Governo all'istruzione pubblica. Oltre 20.000 manifestanti costretti, per un servizio d'ordine inadeguato a costeggiare la banchina del Tevere come tanti deportati. Impossibilitati a risalire sulla strada perché la polizia lo impediva, hanno dovuto percorrere ben 8 chilometri nonostante le gambe ed il fisico stessero per venire meno. Nessun telegiornale ne ha parlato, come nessuno si è interessato se non per brevi secondi ai milioni di disoccupati che a causa della crisi non hanno di che campare.
Operai, lavoratori interinali, lavoratori precari, dipendenti improvvisamente licenziati a causa della crisi che continua a mordere nonostante si dichiari che il peggio è passato: questa è l'amara realtà. Verità che può essere vista, vissuta e testimoniata solo attraverso reti indipendenti e piccoli giornali locali che nonostante tutto hanno conservato la propria autonomia. Il 3 ottobre all'inizio del corteo c'erano giornalisti di tutte le testate e le reti nazionali. Ci hanno intervistato, ci hanno ripreso e poi nessuno ne ha parlato. Dove sono finiti quei video, quelle interviste chi ha deciso di censurarle. Chi decide cosa mandare in onda o pubblicare una notizia? Il redattore o i politici che influenzano il redattore? Dov'è finito il coraggio e l'ardore di dire no e di fare il giusto costi quel che costi. A cosa è servita la manifestazione dei giornalisti del 3 ottobre sulla libertà di stampa? Quale libertà.
Oggi si è schiavi dei politici e della tiratura. La logica della vendita dello scoop hanno la meglio sulla notizia. Ed ecco che si compare sui giornali se si sale sui tetti, se ti denudi, se frequenti escort e trans... Che dire un precario trans per campare è una notizia da prima pagina, bisogna arrivare al suicidio di uno di noi affinché si possa parlare seriamente del più grande licenziamento della storia della Repubblica italiana , affinché i veri problemi che affliggono quotidianamente il cittadino comune vengano portati alla luce? Gli stessi Floris, Santoro, Report e i programmi d'informazione sono schiavi dello scoop e preferiscono adeguarsi alla massa. Siamo profondamente delusi e amareggiati e il 6 novembre lo grideremo dalle 16 sotto le sedi della Rai regionale. Libertà d'informazione questo sarà il nostro motto.
CIP Sanniti
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