La vicenda di questi lavoratori dimostra che se c'è unità, se c'è sensibilità verso le tematiche che coinvolgono questi concittadini, allora la politica (quella con la p minuscola) deve fare un passo indietro. Per il poco che possiamo fare, noi non molleremo e resteremo vicino a questi padri e mamme di famiglie del nostro bistrattato Fortore.
“Dopo svariate iniziative intraprese dai lavoratori e dal sindacato, a sostegno della vertenza relativa alla messa in mobilità di 17 lavoratori della Comunità montana del Fortore, da oggi possiamo dire che si prospetta un possibile cambiamento di rotta per queste persone e per le loro famiglie”. E’ quanto afferma, in una nota il segretario provinciale della Cgil Funzione pubblica, Felice Zinno.
“In data odierna (ieri per chi legge) – prosegue - si è tenuto il previsto tentativo di conciliazione presso la Direzione provinciale del lavoro di Benevento, alla presenza del segretario generale dell’ente montano, oltreché dei lavoratori e dei sindacati. E’ emersa finalmente la volontà di affrontare il problema dei mobilitati ricorrendo a diverse possibili strategie che saranno sottoposte al vaglio del Consiglio della Comunità Montana, come quella, ad esempio, della messa in atto del cosiddetto contratto di solidarietà che prevede il reintegro dei lavoratori a fronte della diminuzione delle ore di lavoro. Parallelamente si individueranno tutte le altre misure per accompagnare al pensionamento i lavoratori prossimi al raggiungimento dei requisiti.
Tali soluzioni appaiono essere un buon viatico per scongiurare definitivamente l’ incubo di una cieca mobilità che aveva letteralmente ridotto in crisi la vita professionale e familiare dei dipendenti. E’ però ancora necessario il supporto dei sindaci del Fortore affinchè le ragionevoli proposte, oggetto della discussione odierna, diventino concrete. Difatti ora si resta in attesa dello svolgimento del prossimo consiglio che si terrà in data 22 aprile, cui seguirà un nuovo incontro presso la Direzione provinciale del lavoro nei primi di maggio. Confidiamo nelle capacità amministrative e politiche del presidente Spina affinchè possa rendere effettiva tale realtà grazie anche al consenso opportuno degli organi amministrativi dell’ente, nonché pagare gli stipendi arretrati così come annunciato dal segretario”.
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