
Siamo all’epilogo kafkiano di una storia durata sessant'anni. Viene soppresso l’ospedale di San Bartolomeo. Ma come si può sopprimere una struttura che non è mai stata aperta? Che non è mai entrata funzione? Dove nessun medico o infermiere ha mai messo piede? Dove nessun paziente ha mai varcato la porta d’ingresso?
Eppure il governo Berlusconi ha approvato il Piano ospedaliero presentato dal presidente della giunta regionale Stefano Caldoro, che prevede la cancellazione di questa struttura.
Dove per più di mezzo secolo si sono buttati oltre venti milioni di euro. Un palazzo di cinque piani inaugurato nel 1958 dove ancora sino ad oggi sono stati investiti fondi per adeguare gli impianti alle nuove normative.
Un pozzo di san Patrizio usato in ogni campagna elettorale per creare consenso e scappare via dopo aver ottenuto centinaia e centinaia di voti.
E' terminata dunque la speranza che un giorno l’ospedale sarebbe potuto entrare in funzione e servire una popolazione alla quale da sempre sono negati i più elementari diritti costituzionali.
I cittadini si dovranno accontentare di un Pronto soccorso per le urgenze territoriali per il quale è stato firmato, solo dopo una lunga protesta dell’attuale amministrazione di San Bartolomeo, il decreto di apertura.
La fine di questa triste vicenda è l’emblema del fallimento di un’intera classe politica che ha sempre e solo pensato a custodire il proprio potere mentre la povera gente moriva sulle strade del Fortore nell'intento di giungere il prima possibile all'ospedale più vicino.
Nessun commento:
Posta un commento
Avvertenze da leggere prima di intervenire sul blog di Antonio Bianco
Non sono consentiti:
- messaggi non inerenti al post
- messaggi privi di indirizzo email
- messaggi anonimi (cioè senza nome e cognome)
- messaggi pubblicitari
- messaggi con linguaggio offensivo
- messaggi che contengono turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)
Comunque il proprietario del blog potrà in qualsiasi momento, a suo insindacabile giudizio, cancellare i messaggi.
In ogni caso il proprietario del blog non potrà essere ritenuto responsabile per eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.
Informativa Privacy (art.13 D.Lgs. 196/2003): i dati che i partecipanti al Blog conferiscono all’atto della loro iscrizione sono limitati all’ indirizzo e-mail e sono obbligatori al fine di ricevere la notifica di pubblicazione di un post.
Per poter postare un commento invece, oltre all’email, è richiesto l’inserimento di nome e cognome. Nome e cognome vengono pubblicati - e, quindi, diffusi - sul Web unitamente al commento postato dall’utente. Le opinioni ed i commenti postati dagli utenti e le informazioni e dati in esso contenuti non saranno destinati ad altro scopo che alla loro pubblicazione sul Blog; in particolare, non ne è prevista l’aggregazione o selezione in specifiche banche dati. Eventuali trattamenti a fini statistici che in futuro possa essere intenzione del sito eseguire saranno condotti esclusivamente su base anonima. Mentre la diffusione dei dati anagrafici dell’utente e di quelli rilevabili dai commenti postati deve intendersi direttamente attribuita alla iniziativa dell’utente medesimo, garantiamo che nessuna altra ipotesi di trasmissione o diffusione degli stessi è, dunque, prevista. In ogni caso, l’utente ha in ogni momento la possibilità di esercitare i diritti di cui all’ art. 7 del D.Lgs. 196/2003.
Titolare del trattamento ai sensi della normativa vigente è Antonio Bianco