mercoledì 22 settembre 2010

Le università campane

Di Gaetano Pietropaolo

Esiste anche un Sud efficiente se qualcuno non se ne fosse accorto. Non solo covo di ladri e di banditi, ma anche luogo di esperimenti virtuosi. Esperimenti su cui non va taciuto, per il bene di 20 milioni di persone che, ancora per ora, abitano il Mezzogiorno e che sono sempre più soggette ad una specie di frustrazione sistemica indotta dal parlare solo e soltanto di ciò che c’è di negativo al Sud, contrapponendolo, spesso, a ciò che c’è di virtuoso nel resto del paese.

Ma è questa, fortunatamente, una terra anche di cose che funzionano e lo stanno dimostrando in questi giorni le Università pubbliche Campane. Tutte e sei impegnate, sotto la guida del Rettore di quella di Benevento, il prof Filippo Bencardino, in una federazione che ha avuto vita il 20 settembre scorso. Si tratta in pratica di una razionalizzazione del sistema universitario regionale attraverso l’accorpamento di corsi, lo spostamento di qualche sede e la mobilità del personale docente e non docente dalle Università in cui sono in esubero a quelle in cui c’è carenza.
Un segnale senza dubbio positivo e lontano dallo stereotipo delle Amministrazioni sprecone ed inefficienti. Non solo allora mangiapane a tradimento, per dirla à la Viesti.

E conta, eccome se conta, che questo segnale venga proprio dall’Università, dalla quale dipende inesorabilmente il futuro di un territorio che ha molto da recuperare. Ogni euro speso meglio nelle Università del Sud è un po’ di speranza in più che si da ad una comunità, quella meridionale, smarrita e disorientata da emigrazione, disoccupazione, criminalità ed eventi tragici connessi che si susseguono con una rapidità disarmante, a tratti feroce.

La speranza è che simili esperimenti diventino la regola. In tempi in cui la spesa pubblica è pressoché inesistente e, diciamolo, quel poco che si spende, non lo si spende volentieri nel Mezzogiorno, l’unica via per il cambiamento è intraprendere forme di sviluppo auto organizzate che partano dal territorio. Dai nostri amministratori, dalla nostra gente.

L'Unità del 20 settembre 2010

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