I siti web delle pubbliche amministrazioni devono essere curati da giornalisti, comunicatori o professionisti dell’Information and communication technology. Lo stabiliscono le “linee guida per i siti web della P.A.” contenute nella direttiva 8/2009 denominata Cad, ovvero Codice dell’amministrazione digitale, voluto dal ministro Brunetta.
Secondo questo provvedimento le pubbliche amministrazioni da gennaio 2011 hanno l’obbligo di digitalizzare la propria azione amministrativa. La principale attività di erogazione dei servizi digitali, infatti, passa attraverso l’uso dei portali telematici, per i quali il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’innovazione ha impresso una accentuata svolta in tema di adozione di nuovi strumenti normativi e di veri percorsi per un efficace adeguamento tecnologico delle strutture burocratiche italiane.
I siti web della Pubblica amministrazione erogano servizi online, comunicano direttamente con il cittadino e le imprese, offrono informazioni in tempo reale sui servizi offerti e sulle azioni amministrativa e politica condotte. Per questo i siti web dovranno essere curati da professionisti della comunicazione. Nelle linee guida per i siti della P.A. Si suggeriscono criteri e strumenti per razionalizzare i contenuti online, ridurre i siti web pubblici obsoleti e il migliorare quelli attivi. La parte del documento che interessa ai giornalisti è il Vademecum che indica quali sono i “ruoli coinvolti nello sviluppo e nella gestione dei siti web”. Le figure principali di cui viene tracciato il profilo al momento sono cinque: il capo ufficio stampa, il responsabile dell’ufficio relazioni con il pubblico, due delle figure previste dalla legge 150; il responsabile del procedimento di pubblicazione dei contenuti sul sito; il responsabile dell’accessibilità informatica; il responsabile dei sistemi informativi.
A rimarcare il valore della 150 è il principio contenuto nel Vademecum: “Tre sono, essenzialmente, gli ambiti professionali coinvolti quando si realizzano e gestiscono siti web: quello legato alle competenze tecnologiche nell’Ict; quello legato alle competenze editoriali; quello legato all’organizzazione, gestione e conservazione dell’informazione”. Le norme parlano chiaro, ora non resta che applicare queste leggi nelle singole amministrazioni al fine di far riconoscere piena dignità al lavoro degli addetti stampa che gestiscono principalmente i siti web di comuni province regioni, e creare nuove opportunità occupazionali alle giovani leve giornalistiche.
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