giovedì 12 gennaio 2012
Campobasso chiama, ma il Fortore non risponde. Preferisce diventare la pattumiera di Napoli
La Regione Campania si appresta a varare il Piano regionale dei rifiuti, che, tra l’altro, prevede l’individuazione di sedi di discariche regionali nel Sannio e nell’Irpinia. E’ un provvedimento che non può essere accettato dalla Provincia di Benevento. L’assessore provinciale all’ambiente Gianluca Aceto ha segnalato ancora una volta, ribadendo peraltro le posizioni già assunte in passato e a chiare lettere dallo stesso presidente della Provincia sannita Aniello Cimitile, la ferma contrarietà della Rocca dei Rettori su questo tema.
In una lettera inviata al Presidente della VII Commissione consiliare permanente della Regione Campania, on. Luca Colasanto, nonché per conoscenza ai Consiglieri regionali On.li Sandra Lonardo e Umberto del Basso De Caro, l’assessore Aceto ha trasmesso “le osservazioni critiche” presentate a suo tempo dalla Provincia “e corroborate da successivi atti presentati da organi tecnici (ad esempio Arpac e ISPRA)”.
In particolare l’assessore Aceto sottolinea con forza questo passaggio: “Come ampiamente argomentato e dimostrato, ribadisco la non fondatezza normativa e tecnica del principio della cosiddetta barriera geologica, a base della localizzazione delle discariche nei soli territori del Sannio e dell’Irpinia. Esprimo viva preoccupazione per un atto di programmazione che, ancora una volta, rischia di penalizzare le zone interne della Campania, cosa che del resto sembra avvenire anche con il Piano regionale Rifiuti Speciali, anch’esso in via di adozione”.
L’assessore Aceto ha quindi chiesto per l’ennesima volta di essere ascoltato “dalla Commissione per illustrare gli elementi tecnici e normativi” al fine “di fornire ogni utile chiarimento” prima della votazione finale da parte della Commissione.
1 commento:
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Bei territori i nostri, anche se non siamo stati capaci di valorizzarli come avremmo dovuto. E non avendolo fatto, ora ci tocca, come già capitato in altre aree del Fortore, non più di qualche anno fa, accettare, con la fune al collo, le immondizie di altre province campane, comprese quelle pericolose per la salute dei Fortorini tutti.
RispondiEliminaRicordo bene, avendo l'olfatto sensibile, la scia dei profumi lasciati da camion stracarichi di rifiuti, diretti alla discarica di S. Bartolomeo in Galdo, nostra vicina. Se ne parlava, ma c'era l'emergenza.... C'era stato qualche chiacchiericcio da bar, ma nulla di più di fronte ad un problema tanto importante per la salvaguardia della nostra salubrità ambientale e fisica. Se i cittadini fortorini ben ricordano, vi era un nutrito andirivieni di camion carichi di rifiuti che, per giunta, non percorrevano sempre la stessa strada; il più delle volte cercavano strade secondarie e percorsi più lunghi per non essere avvistati e per tener lontano dai centri abitati quel fetore persistente che avrebbe potuto far prendere coscienza del grande problema rifiuti agli abitanti e, quindi, protestare per impedire di lasciarci quel bel regalo. Ma il regalo più grande arriverà fra non molto…., lo dice il testo riportato nel Blog di Bianco “Campobasso chiama, ma il Fortore non risponde. Preferisce diventare pattumiera di Napoli” di giovedì 12 Gennaio 2012.
Mi chiedo: Napoli cosa ha dato alla Valfortore: viabilità?, posti di lavoro?, strumenti di crescita?... Giudicate Voi. Ci manderà l'immondizia e noi l'accoglieremo in discariche che avranno tutti i requisiti di tutela (dicono Loro). E' ora che si faccia qualcosa per avviare l’iter amministrativo per cambiare Regione come qualche Comune non lontano da noi ha iniziato a fare già da tempo. Non mi resta che questo auspicio si avveri.
L’Anonimo