
Dalla Regione Campania arriva il via libera al progetto definitivo per la bonifica della discarica di San Bartolomeo in Galdo di Serra Pastore. Il progetto fu presentato nel 2009 dalla Provincia di Benevento e fu affidato alla Astir spa, società in house della Regione Campania. Quello del progetto di bonifica di Serra Pastore è stato un iter difficile. Più volte, infatti, la Regione è stata costretta a rivedere e sollecitare variazioni e integrazioni rispetto ai piani e alle documentazioni presentate.
Iter che finalmente sembra concluso. Il progetto prevede la realizzazione di una vasca per raccogliere le acque piovane, un sistema di raccolta e trattamento del biogas, un’indagine sulla contaminazione dei terreni circostanti la discarica e lo smaltimento e trattamento dei terreni inquinati. Inoltre nel progetto sono previsti interventi per mettere in sicurezza i terreni limitrofi alla discarica, visto l’alto rischio di frane presenti sul territorio.
L’importo complessivo della bonifica si aggira intorno ai 2 milioni e 800 mila euro, mentre i costi per la gestione e il monitoraggio della stessa sono stimati in circa 3 milioni e 600 mila euro.
Sembra, dunque, giunta al capolinea la questione della discarica di Serra Pastore, anche se il sindaco e gli amministratori di San Bartolomeo in Galdo non sono ottimisti. A preoccupare Vincenzo Sangregorio è la mancanza di fondi a copertura del progetto. “Al di là dei tempi tecnici – dice il sindaco di San Bartolomeo – a oggi ancora non sappiamo con quali soldi sarà realizzato il progetto, inoltre non è chiaro di chi sarà la competenza della gestione del progetto e del piano post-operativo”. “Inoltre – conclude Sangregorio – vorremmo sapere perché San Bartolomeo non è stato inserito nel piano del ministero dell’Ambiente sul ristoro ambientale come Sant’Arcangelo Trimonte e i paesi limitrofi come Buonalbergo”.
Il calvario della discarica, costruita a metà anni ’90 per servire i comuni del Consorzio Bn3, comincia nel 2003, quando fu individuata come sito per accogliere le frazioni organiche stabilizzate da Casalduni. La discarica fu inoltre destinata ad accogliere anche rifiuti provenienti da Napoli e hinterland per far fronte all’ennesima emergenza rifiuti della Campania.
A niente servirono le proteste dei cittadini fortorini per evitare lo sversamento dell’immondizia proveniente dal capoluogo partenopeo. Venne finalmente chiusa nel 2007 a seguito dell’intervento dell’Autorità giudiziaria, che ne dispose il sequestro dopo la denuncia fatta dal Comitato per la difesa del territorio, rappresentato da Raffaele Iannelli, e da Legambiente. Nel 2009 furono apportati i primi interventi per mettere in sicurezza la discarica a seguito di un incontro in Prefettura, dove si invitava la provincia a prendere misure di urgenza sul sito di Serra Pastore. Dal 2009 la discarica è in attesa della bonifica definitiva, che pare sia in dirittura di arrivo.
tratto da Ottopagine-Benevento
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