“Una provincia con Avellino, Benevento e Caserta? Non mi pronuncio e non cambia la nostra posizione. A settembre riprenderemo il discorso riguardante l’annessione di Colle Sannita al Molise e credo che nel 2013 saremo pronti per il referendum”.
Questa la posizione di Giorgio Carlo Nista, primo cittadino di Colle Sannita, comune della Valle del Tammaro pronto da mesi a chiedere, per via referendaria, il passaggio alla Regione Molise: “Dico che non cambia nulla perchè la nostra è una questione prettamente culturale che non è collegata agli ultimi movimenti governativi che vedono in serio pericolo la sopravvivenza della Provincia di Benevento. Potevamo già presentare il referendum a luglio ma abbiamo preferito rinviarlo di qualche mese per questioni logistiche. Sull’argomento di una possibile provincia “a tre” dico solo che ora l’ente provinciale di Benevento dovrebbe, a maggior ragione, interrogarsi su quello che sta succedendo”.
Una sorta di invito indiretto, quello di Nista, a valutare un passaggio dell’intera Provincia di Benevento nel Molise. Al di là di nuovi riassetti territoriali, in un momento di grande confusione, abbiamo chiesto al sindaco di Colle Sannita cosa ne pensa della possibilità, secondo quanto spiega il decreto, del passaggio dell’edilizia scolastica provinciale ai comuni dopo le dichiarazioni rilasciate al nostro portale dall’assessore alle politiche formative della Provincia, Annachiara Palmieri: “Devo ancora valutare bene tutti gli aspetti del decreto – ha affermato Nista – e quindi per ora prederisco non pronunciarmi. Posso soltanto affermare che le scuole superiori devono per forza di cose essere gestite su scala vasta e non è possibile trasferire le competenze ai singoli comuni a meno che queste non vengano supportate anche da fondi”.
Colle Sannita è uno dei comuni del Sannio che segue con interesse il possibile passaggio dell’edilizia scolastica dalla Provincia di Benevento ai comuni sanniti: “Nel nostro territorio abbiamo l’istituto alberghiero e lo scientifico – ha aggiunto il sindaco -senza poi considerare la sede del Giudice di Pace. Ripeto, attendiamo sviluppi al riguardo ma mi pare abbastanza ovvio che stiamo parlando di una scelta cervellotica da parte del Governo che non tiene conto delle esigenze dei singoli territori. Mi auguro solo che almeno in un secondo momento verranno istituiti tavoli di confronto tra le parti per studiare e garantire le esigenze dei territori senza penalizzare la cittadinanza. Questo decreto mi lascia piuttosto scettico, va bene il richiamo al sacrificio ma una revisione della spesa dei piccoli territori è fuori luogo. Se questi sono i professori…”.
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