Nel libro "Modernizzazione e arretratezza in una comunità del Sannio", scritto la bellezza di quasi vent'anni fa, alla fine del capitolo sull'emigrazione mi chiedevo che fine avrebbe fatto il nostro comune una volta che sarebbero terminate le rimesse degli emigranti.
Ascoltate cosa dice il presidente della Svimez Adriano Giannola nella sua relazione al convegno internazionale “La nuova emigrazione italiana” che si è svolto oggi all’Università Ca’ Foscari di Venezia.
“In base ai dati SVIMEZ, il 64% dei cittadini meridionali, oltre due su tre, che nel 2011 hanno lasciato il Mezzogiorno per una regione del Centro-Nord aveva un titolo di studio medio-alto, diploma o laurea. Il Sud continua quindi a sostenere i costi del suo capitale umano qualificato ma a impoverirsi esportandolo in senso univoco, cioè senza ritorno. E le rimesse di un tempo che i lavoratori meridionali al Nord mandavano a Sud oggi non ci sono più, anzi: pare che viaggino nella direzione opposta. Visto che la crescita prevista per il 2014 non presenta segnali incoraggianti, attendiamo dal nuovo Governo misure decisamente robuste per tamponare questa deriva”.
Non ho nessuna palla di vetro, la previsione era semplicemente frutto di un'analisi socioeconomica, che la politica fa finta di non vedere.
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