Dopo la grande delusione, il prolungamento della Fortorina continua a tenere banco. E così dopo la prima reazione della vicesindaco di San Bartolomeo, Lina Fiorilli, anche gli amministratori di Baselice fanno sentire la propria voce (meglio tardi che mai) dalle colonne di Ottopagine.
A andarci giù duro è il sindaco Domenico Canonico: “Non staremo a guardare e ci batteremo, non possiamo ancora una volta accettare questa situazione lo dobbiamo al Fortore intero, se sarà necessario il 13 novembre ritorneremo con i nostri striscioni e non ci fermeremo”.
Per l’assessore Brancaccio “da 50 anni vediamo questa realtà, la Fortorina che ha visto tante classi dirigenti e nessun cambiamento, questa situazione oserei dire sconfortante, non mi sorprende”.
Intanto, scrive Biagina Cece “proprio Brancaccio doveva prendere parte a un incontro tra gli amministratori di San Bartolomeo in Galdo, Baselice, Foiano di Val Fortore e Castelvetere in Val Fortore proprio per discutere del problema, incontro saltato perché mancavano alcuni rappresentanti, il tutto è stato rimandato a data da destinarsi”.
E sempre dal quotidiano apprendiamo che il 14 novembre ci dovrebbe essere un vertice a San Bartolomeo con il sottosegretario Del Basso De Caro e il neopresidente della Provincia Ricci.
“Un incontro – dichiara il vicesindaco Fiorilli al giornalista Leonardo Bianco – che dovrà servire a chiarire le scelte dell’Anas sulla progettazione prevista per la continuazione della Fortorina e spiegare quali saranno le scelte del Pd e della Rocca dei Rettori in merito alla viabilità del Fortore. Un’area che da troppo tempo attende risposte concrete sull’adeguamento della rete stradale. Non si tratta di vittimismo tale appellativo non ci appartiene, e non ci soffriamo affatto. Rivendichiamo diritti sacrosanti negati per troppo tempo alla gente del Fortore, negare il diritto alla mobilità significa negare dignità ad una intera popolazione”.
Mentre “qualcun altro ha preferito fare sermoni e dare lezioni di comportamento sui social network, accusando i fortorini di incapacità e vittimismo”, scrive il cronista nel togliersi qualche sassolino dalla scarpa.
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