«Se le attività istituzionali non bastano e le manifestazioni di protesta classiche non vengono tenute in minima considerazione, dobbiamo mettere in campo nuove azioni di lotta». Carlo Sibilia evoca la disobbedienza civile e l’ostruzionismo fisico nei confronti dei progetti petroliferi che riguardano anche il Sannio e l’Irpinia come molte altre aree d’Italia e del Sud in particolare. Il parlamentare irpino indica la strada alla platea dei Cinque Stelle di tutta la Campania giunti ieri a San Marco dei Cavoti nell’ambito del «No petrolio day», giornata in cui sono andate in scena iniziative contro le ricerche di idrocarburi in nove regioni meridionali.
«Sarò il primo a mettermi davanti alla trivella quando arriverà a Gesualdo», ha annunciato battagliero il parlamentare avellinese. Che ha spiegato: «In Parlamento abbiamo fatto di tutto per ostacolare questi progetti, ma il Governo, complice dei poteri economici, ci ha impedito un reale confronto. In commissione il presidente Ermete Realacci, peraltro presidente onorario di Legambiente, ci ha dato un minuto per illustrare gli emendamenti». Non resta dunque che la disobbedienza gandhiana: «Visto che le istituzioni cosiddette democratiche sono in realtà antidemocratiche – ha concluso Sibilia – i cittadini devono riappropriarsi della loro sovranità in forme pacifiche ma forti, anche impedendo alle compagnie petrolifere di portare avanti i loro progetti di morte».
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Petrolio, la marcia dei Cinque Stelle: «Non faremo passare le trivelle»
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