Le sorprese per il Sud non sono finite. Con il nuovo articolo 116 della riforma costituzionale (che dovrà passare sotto le forche caudine del referendum confermativo), si
specifica che solo le Regioni in equilibrio tra entrate e spese del proprio
bilancio (quindi sono favorite le Regioni ricche, che hanno entrate proprie
maggiori) potranno ottenere maggiori poteri legislativi su materie non
secondarie quali istruzione, ordinamento scolastico, istruzione universitaria.
Non solo. Ma anche su programmazione strategica della ricerca e tecnologica; politiche attive del lavoro e istruzione e formazione professionale; commercio con l’estero; beni culturali e paesaggistici; ambiente e ecosistema; ordinamento sportivo; attività culturali; turismo e governo del territorio.
Non solo. Ma anche su programmazione strategica della ricerca e tecnologica; politiche attive del lavoro e istruzione e formazione professionale; commercio con l’estero; beni culturali e paesaggistici; ambiente e ecosistema; ordinamento sportivo; attività culturali; turismo e governo del territorio.
Mentre Campania,
Puglia e Calabria dipenderanno in tutto e per tutto dalle volontà del governo
centrale. Come al solito due pesi due misure.
(Fonte: Unione Mediterranea)

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