giovedì 18 febbraio 2016

Business agromafie, Sannio ultimo in Campania


Agromafie nel Sannio
Capire il grado di penetrazione della criminalità organizzata nei territori e il danno subito dalle produzioni agricole. 

E' l'obiettivo dello studio elaborato dall'Eurispes nell'ambito del quarto Rapporto Agromafie in collaborazione con Coldiretti e l'Osservatorio sulla criminalità

Nel Sannio, secondo la ricerca, il parametro (il cosiddetto Indice di organizzazione criminale, ndbè pari al 35,7. Un numero che posiziona Benevento all'ultimo posto in Campania, ma che comunque è al di sopra della media nazionale che si attesta intorno al 29,1.

L'indice si basa su 29 indicatori specifici che analizzano le province italiane in base alla diffusione e l'intensità del fenomeno dell'associazionismo criminale incrociandolo con i reati denunciati e la ricaduta sul sistema economico e sociale.

A livello regionale il grado di diffusione è elevato sia a Napoli con il 78,9 che a Caserta (68,4) e Salerno (44,3). E' inferiore, invece, nelle aree interne con Avellino al 42,3 e Benevento che, come detto chiude, la classifica.

Nonostante il divario con le prima sia elevato, nel Sannio resta comunque alta l'attenzione visto che l'agricoltura rappresenta una delle principali risorse del territorio e, dunque, il comparto che genera prodotti di qualità e occupazione. 

Il business delle agromafie, spiega il rapporto, ha superato i 16 miliardi di euro nel 2015. A questo si aggiunge che tra i 20 ed i 25 miliardi di euro vengono sprecati per il mancato utilizzo dei beni confiscati

La stima spiega che un immobile su cinque espropriato alla criminalità organizzata sia di destinazione agroalimentare (...). 

La criminalità, spesso, impone la vendita di determinate marche e determinati prodotti agli esercizi commerciali e, approfittando della crisi economica, arriva anche a rilevare direttamente le aziende.

A livello nazionale l'intensità dell'associazionismo criminale è elevata maggiormente nel Mezzogiorno, ma emerge con chiarezza come nel Centro dell'Italia il grado di penetrazione sia forte e stabile. 

In regioni quali la Calabria e la Sicilia si denota un grado di controllo criminale del territorio pressoché totale.

"I dati sulla criminalità nel settore agroalimentare della Campania confermano che il problema è serio. Il nostro impegno quotidiano è proprio nell'invertire la tendenza. Coldiretti fa la sua parte, senza fare sconti a nessuno. Alle Istituzioni chiediamo di aiutarci garantendo trasparenza e legalità". Commenta così Gennarino Masiello, presidente di Coldiretti Campania e vicepresidente nazionale (...). 

(Tratto da ntrv.it)

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