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| Referendum trivelle e sindaci |
di Leonardo Bianco*
Manca meno di una settimana al referendum
contro le trivelle e dai nostri amministratori locali nessun segnale. Come se la
cosa non li riguardasse.
Eppure sono passati solo pochi mesi dalle delibere e dagli
appelli con i quali sindaci, assessori e consiglieri comunali chiedevano a gran
voce allo Stato e alla Regione di sospendere gli atti con i quali si
autorizzavano progetti di ricerca di idrocarburi nei nostri territori.
Tutti contro le trivelle. Tutti a difendere le nostre terre.
Tutti a gridare contro l’abuso che Stato e Regione stavano consumando ai danni
delle aree interne.
E ora dove sono finiti tutti questi paladini della tutela
dell’ambiente e delle peculiarità sannite?
Per ora se ne sono perse le tracce.
Eppure il referendum di domenica 17 aprile è arrivato
dopo l’iniziativa delle Regioni che a
seguito delle delibere comunali in opposizione ai progetti di ricerca di
idrocarburi che interessavano soprattutto Sannio e Irpinia.
Un successo di quei
territori che oggi rischia di essere vanificato proprio da chi quelle delibere
che aveva voluto e difeso a spada tratta.
Un’assenza, quella degli
amministratori locali in questa campagna referendaria, pesante, visto
che proprio dai sindaci e delle amministrazioni locali era stato sollevato
l’incostituzionalità del decreto Sblocca Italia.
Un’assenza alla quale però si può ancora rimediare quando
manca meno di una settimana al voto.
Certo il referendum, come dicono quelli che lo
vogliono boicottare, serve solo all’abrogazione del comma 17, terzo periodo,
dell'articolo 6 del dlgs n. 152 del 2006, limitatamente alle parole: "Per
la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di
sicurezza e di salvaguardia ambientale".
Noi invece riteniamo che andare a votare SI al referendum di
domenica 17 aprile serve a dire no alle trivelle e a tutti progetti futuri di
ricerca di idrocarburi nei nostri territori.
Per questo lanciamo un appello ai
agli amministratori locali: se ci siete battete un colpo.
Qualcuno obietterà che ai sindaci è stato vietato, con una
circolare de governo, di intervenire nella campagna referendaria. Bene. Ma
qualcuno ha per caso sentito alzare la voce ai sindaci e agli amministratori
locali contro questa provvedimento da regime.
Io non me ne sono accorto.
*giornalista
*giornalista

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