venerdì 29 luglio 2016

SVIMEZ: IL SUD TORNA A CRESCERE

Svimez, Sud torna acrescere
La crescita del prodotto conseguente all'annata agraria favorevole, al turismo, all’accelerazione della spesa pubblica per la chiusura del ciclo di programmazione dei Fondi europei 2007-2013. E l’occupazione (+94 mila unità) sono al centro della ripartenza del Mezzogiorno. Tutte le regioni meridionali col segno + : la migliore performance è della Basilicata (+5,5%), la più contenuta quella di Campania, Puglia e Sardegna (+0,2%).



IL CONTESTO DEL 2015 - L’anno precedente è stato positivo per il Sud, il cui PIL è cresciuto dell’1%, più che nel resto del Paese, dove è stato pari allo 0,7%. Ciò è la conseguenza di alcune condizioni peculiari, che non è scontato si ripetano. In questa ripartenza, l’occupazione, la cui dinamica favorevole è stata in parte dovuta alla forte decontribuzione sulle nuove assunzioni col Job Act, è stata decisiva per la crescita del prodotto.

COSA DICE LA SVIMEZ
La sfida è non lasciare che questa performance conservi i caratteri dell’eccezionalità, e ciò potrà avvenire solo se saranno fatte precise scelte politiche. La crescita del 2015 ha, infatti, ridotto solo parzialmente il depauperamento di risorse e potenziale produttivo provocato dalla crisi e restano i problemi di competitività legati alla dimensione e alla composizione settoriale.

PREVISIONI 2016 E 2017 
In base ai dati SVIMEZ, la ripresa del Paese è più lenta del previsto. Quest’anno il PIL dovrebbe aumentare dello 0,3% al Sud e dello 0,9% nel resto del Paese. Il principale driver della crescita sarebbe costituito dalla domanda interna, innanzitutto dalla spesa delle famiglie sul territorio (+0,7% nel Sud, +0,6% nel Centro-Nord). Che, nelle regioni centrali e settentrionali, verrebbe affiancata da un’accelerazione nella spesa per gli investimenti totali (+2%), mentre al Sud si fermerebbe al +0,6%. Nel 2017 l’evoluzione congiunturale delle due macro aree sarebbe invece simile: +0,9% nel Sud e +1,1% nel Centro-Nord.

COSA DICE LA SVIMEZ
Il nodo vero, ancora una volta, è lo sviluppo economico nazionale, per ottenere il quale il Mezzogiorno può essere un’opportunità.

L’EVOLUZIONE DEL PIL NEGLI ULTIMI ANNI
Nel 2015 il prodotto dell’Italia è tornato a crescere dello 0,8%, dopo tre anni di cali consecutivi. Il recupero, però, è molto più lento se confrontato con l’Area dell’euro, dove la crescita è stata doppia (1,7%) e con l’intera Unione Europea, dove è stato ancora maggiore (2%). Si allarga, perciò, la forbice di sviluppo con l’Europa: nel complesso del periodo 1996 – 2015, il gap cumulato è pari a 29 punti percentuali con l’Unione Europea, a quasi 23 con l’Area dell’Euro. In questo quadro il dato meridionale fa impressione: nel ventennio il Sud è cresciuto di appena l’1,3%, quasi 40 punti in meno dell’Ue a 28.

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