“L’80% delle pale eoliche presenti in Italia sono installate
tra il Molise e le province di Avellino, Benevento e Foggia. Per quale motivo?
Perché l’osso appenninico, per riprendere una definizione cara a Salvemini e
Rossi Doria, e dunque le aree interne che già scontano un deficit in termini di
infrastrutture, lavoro e sviluppo devono diventare il ricettacolo di quel che
gli altri non vogliono?”.
Un interrogativo che meriterebbe una adeguata riflessione,
emerso ieri mattina dalla conferenza stampa organizzata da Articolo 1-Sannio sul tema eolico selvaggio e difesa del Matese.
Una sorta di chiamata alle armi che ha visto protagonisti
anche due consiglieri regionali: l’irpino Francesco Todisco e il molisano
Michele Pietraroia.
Ed è proprio quest’ultimo a sottolineare che “il Sannio è un
territorio unico, al di là dalle divisioni amministrative tra più province e
tra più regioni, con un’unica storia. Ed è giusto che ognuno si mobiliti per
difendere questa realtà”.
A introdurre i lavori della conferenza, tenutasi presso la
sede di Mdp Articolo 1 in piazza Colonna, il coordinatore provinciale del
partito Gianluca Aceto. Presenti anche alcuni comitati e associazioni
territoriali di Morcone, Pontelandolfo e una rappresentanza
dell’amministrazione comunale di Sassinoro.
L’obiettivo è chiaro: fare dell’opposizione all’eolico una
battaglia politica condivisa tra territori, province e regioni coinvolte. Più
facile a dirsi che a farsi, considerati indifferenza e silenzio di istituzioni
e partiti locali. “Troppa gente a Benevento e Campobasso – sottolinea
Pietraroia – gira lo sguardo dall’altra parte. Una vergogna. Questa è una sfida
che non può essere combattuta solo dagli allevatori o da qualche amante della
montagna”.
Quanto alle direzioni di marcia, una strada è stata
tracciata da due recenti sentenze emesse dal Tar Campania e dal Consiglio di
Stato e potrebbe condurre all’annullamento delle autorizzazioni concesse nelle
aree di confine tra il beneventano e il Molise.
Non sarebbe stato rispettato, infatti, dalla Regione
Campania, l’obbligo di convocazione del Molise nelle conferenze di servizio per
il rilascio di autorizzazione nelle aree di confine. Il problema è che
intervenuta la sentenza, e nonostante i solleciti inviati a palazzo Santa Lucia
dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Regione
Campania non ha mosso un dito né dal Molise è giunta una denuncia per il
mancato coinvolgimento.
L’assenza della politica, per l’appunto. Da colmare. Un
invito che Todisco accoglie, ponendosi come punto di riferimento del territorio,
considerato – aggiungiamo noi – che dai rappresentanti istituzionali sanniti
non giungono segnali di impegno.
E chissà se riuscirà a scuotere qualcuno l’appello finale di
Pietraroia: “Questo territorio non sia oggetto di speculazione e colonizzazione
da parte di chi viene ad accumulare profitti straordinari, lasciando a noi
orrori e devastazioni. Il Sannio ritrovi il suo orgoglio, superi le separatezze
amministrative e conduca una battaglia in difesa della propria ricchezza”.
Fonte: anteprima24.it

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