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| Foto: Antonio Virgilio |
Una conseguenza dei mutamenti
nell'economia di approvvigionamento della materia prima fu anche la drastica
riduzione delle dimensioni dei nuclei e dei prodotti derivati (non più lame ma
lamelle) e quindi dello strumentario litico, incluse le punte di freccia.
Questo fenomeno, che aveva avuto inizio nell'Europa meridionale in epoca
precedente, viene spesso descritto come "microlitismo", anche se
sarebbe preferibile il termine "miniaturizzazione".
Una tale situazione dovette naturalmente provocare mutamenti
nella tecnologia di produzione di punte di freccia particolarmente piccole:
comparvero la tecnica del microbulino, la tecnica del sezionamento delle lame e
la tecnica a pressione per lo sfruttamento di piccoli nuclei. Per evidenti
ragioni tecnologiche, le forme delle punte di freccia e degli altri tipi di
strumenti furono sottoposte a un processo di standardizzazione crescente
("geometrizzazione"), diventando sempre più simili tra loro. Le punte
di freccia di questo tipo erano molto efficaci per l'intensa attività di caccia
a mammiferi di grandi o piccole dimensioni in ambiente di foresta. L'uomo
divenne capace di "produrre qualsiasi strumento praticamente dal
nulla": le punte di freccia di minori dimensioni misurano meno di 0,5 cm.
Tratto dalla pagina Facebook di Antonio Virgilio

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