martedì 5 gennaio 2021

Aree interne, gli ultimi paradisi terrestri

Postiamo un'interessante riflessione pubblicata dal presidente di Futuridea Carmine Nardone sulla propria pagina Facebook

Quale futuro per le aree interne che fanno registrare un processo sempre più ampio di invecchiamento, con indici di natalità molto bassi soprattutto nei comuni della Campania con meno di 5 mila abitanti e nuovi flussi migratori delle residuali forze giovanili? Le statistiche sull’emigrazione in uscita fanno ripiombare il Mezzogiorno ai livelli del dopoguerra rendendo drasticamente necessarie azioni incisive per contrastare la desertificazione sociale, accentuata soprattutto nelle aree interne.

Le amate contrade vivono trasformazioni profonde (in molte non si registrano più nascite) e i modelli urbani invadono le aree rurali. Le ville in campagna sono costruite con muri di cinta al posto delle aie. E’ difficile che i nuovi arrivati si relazionino con la realtà sociale preesistente. Molti contadini anziani non hanno ricambio nella conduzione dell’azienda. Una condizione di solitudine difficile per tanti contadini.

Futuridea a tal proposito attraverso eventi di caratura nazionale ha inteso promuovere un nuovo metodo di studio e analisi – come la creazione di un laboratorio permanente di studio e proposte contro la desertificazione sociale delle aree interne. Più innovazione sostenibile e più innovazione sociale le ricette immaginate. Futuridea da aderito insieme alla Filef Cgil nazionale (Franco Calvanese, Rodolfo Ricci e d Enrico Pugliese) al Centro di documentazione sulle nuove migrazioni del Dipartimento di scienze politiche dell’università di Salerno, la cui responsabile scientifica è la prof Grazia Moffa. L’innamoramento per la propria terra è l’energia fondamentale per delineare un futuro sostenibile in grado di offrire un futuro di benessere alle nuove generazioni.

Mi rivolgo a quei cittadini costretti, anche durante la pandemia del coronavirus, a vivere in ‘scatoloni’ urbani per offrire anche loro più qualità della vita. Le aree interne a differenza delle aree fortemente urbanizzate offrono due stagioni ricche di straordinarie unicità: la primavera e l’autunno. In estate andate pure a mare e in inverno chi vuole vada pure in montagna a sciare.

Però. chi vuole vivere l’emozione del paradiso terrestre in primavera e in autunno venga nelle nostre terre. In primavera scoprirete le mille bellezze e colori delle nostre colline osservabili da belvederi dotati di panoramicità… sdraiatevi di sera sull’erba lussureggiante e vi faranno compagnie lucciole diverse da quelle urbane e troverete i profumi di una esplosiva biodiversità vegetale. In autunno le aree interne esprimono colori e frutti introvabili e atmosfere uniche. In primavera e in autunno cari cittadini urbanizzati trovate i giorni o le settimane da trascorrere soprattutto con i bambini e gli anziani negli ultimi paradisi terrestri.

 


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