giovedì 8 febbraio 2024

I ruderi del vecchio mulino sul torrente Cervaro

"Lu mulin abbasce", così conosciuto dai baselicesi è il più antico dei vecchi mulini, ed è stato funzionante fino alla metà del secolo scorso, con l'arrivo di nuove tecnologie sono sorti altri mulini e ha cessato quella che per secoli è stato la sua funzione, poi per un periodo di tempo adibito a scuola. Si trova nell'omonimo luogo lungo il tratturo che fiancheggia il torrente Cervaro e sale verso Castelmagno per poi collegarsi con la Puglia. Riferimenti a questo mulino sono presenti nello statuto stilato sotto Isabella Villano della signoria dei Carafa nel primo decennio del 1600. 

"(Per quelli che romperanno il marraone del mulino) Item che lo baglivo non possa pigliar pena immediata da quelli che rompessero lo marraone del molino, ma s'habbia a governare hoc modo e far l'inquisitore e trovato il padrone dell'animali ch'haveranno fatto il danno e guastato detto marraone e possa comandare che fra termine di diece dì habbia acconciato in detto tempo possa esso baglivo eseguire detto tari".

Nel 2015 alcuni giorni dopo l'alluvione che ha colpito l'intero Sannio, con l'Archeoclub facemmo una ricognizione lungo il corso del torrente torrente Cervaro, anche per verificare eventuali danni al sito preistorico, a circa 300 metri a monte del mulino, alla fine di un vallone che confluisce nel torrente, sul lato destro guardando il fiume notammo alla base di una grossa sponda erosa dalle piogge e dalla grossa portata d'acqua, due muretti in pietra distanti l'uno dall'altro 60-70 cm, all'inizio pensammo che si poteva trattare di una tomba, ma sul fondo notammo uno strato di calcare, Il calcare si forma con un continuo passaggio di acqua, quindi si trattava di un canale. La vicinanza dal mulino e lo strato di calcare formatosi all'interno ci da la certezza che si tratta del marraone de "lu mulin a basc".

Non è più possibile trovare tracce della sua funzione, al suo interno ci sono almeno due metri di crollo e credo che fra qualche decennio sarà solo un cumulo di macerie.

(tratto dalla pagina Facebook di Antonio Virgilio)


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