
ENZO COCCA Baselice. Primi accertamenti sulla frana che ha interessato il costone tufaceo sul quale poggia lo storico palazzo Lembo. Nella serata di lunedì una enorme massa di terriccio e tufo, staccatasi all’improvviso, ha invaso il tratto della provinciale Pontesetteluci che attraversa il centro abitato, danneggiando alcuni pali della luce, la strada e una cabina di deviazione della rete del gas. Da ieri tutta la zona risulta transennata, per evitare ulteriori pericoli mentre, con una ordinanza sindacale, è stato chiuso al traffico il primo tratto della strada provinciale Pontesetteluci, con deviazioni sulle strade comunali Serra e Canaloni.
Un paese diviso in due, ma per fortuna, solo danni alle strutture, senza alcuna conseguenza per le persone. Alcuni automobilisti in transito hanno evitato il peggio grazie alla prontezza di riflessi, anche se riferiscono di aver udito un forte boato prima della rapida colata di terra e fango. Già dalla tarda serata di ieri le forze dell’ordine, oltre ad isolare la zona, unitamente ai vigili del fuoco, dopo una serie di accertamenti, avevano escluso il coinvolgimento di persone. Le inclemenze atmosferiche registrate negli ultimi mesi hanno certamente influito sull’accaduto, ma c’è da sottolineare l’atavico dissesto idrogeologico che penalizza tutta l’area fortorina.
Una situazione mai affrontata seriamente, e solo di rado, con interventi a pioggia, si è riusciti a sistemare alcune zone sconvolte dalle frane. In più di una occasione dalle colonne del nostro giornale sono partite segnalazioni sulla pericolosità del costone, anche in base agli smottamenti registrati a più riprese. Come si ricorderà nel febbraio del 1986 la Torre o colombaia che si ergeva dal giardino pensile crollò, rovinando sempre sul sottostante tratto della Pontesetteluci. Inoltre, nel gennaio del 2003, un’altra parte del costone rovinò a valle, con conseguente chiusura al transito dello stesso tratto di strada. Una storia infinita di smottamenti e frane che coinvolge la storica struttura acquisita, da tempo, dal Comune ed interessata da una serie di lavori di consolidamento e di restauro. Anche ultimamente risulta in fase di attuazione un progetto finalizzato proprio alla messa in sicurezza ed alla sistemazione della mura perimetrali e del giardino pensile, zona a ridosso dello smottamento avvenuto ieri, ma i cantieri per le avversità atmosferiche, da diverse settimane, sono stati sospesi.
La situazione è divenuta insostenibile e, pertanto, bisogna intervenire, al più presto, per mettere in sicurezza tutta la zona e per evitare ulteriori danni alla storica struttura il cui costone per la terza volta è scivolato a valle. Ormai, la stabilità del caratteristico maniero, destinato ad ospitare un centro per la formazione dei giovani, in collaborazione con il Distretto industriale di San Marco dei Cavoti, è divenuta molto precaria. I tecnici sono al lavoro per quantificare i danni e per definire gli interventi necessari, ma bisogna reperire i fondi per far partire il risanamento di tutto il costone tufaceo divenuto pericoloso in seguito ai continui smottamenti.
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